Pfas, il Parlamento Europeo dice NO alla tolleranza zero – mica possono dare questo dispiacere a Lobby & Multinazionali? …E pazienza se la gente poi di Pfas ci crepa…!

 

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Pfas, il Parlamento Europeo dice NO alla tolleranza zero – mica possono dare questo dispiacere a Lobby & Multinazionali? …E pazienza se la gente poi di Pfas ci crepa…!

 

Indice dell’articolo:

1 – PFAS, IL PARLAMENTO EUROPEO BOCCIA LA TOLLERANZA ZERO

2 – PFAS: CHE COSA SONO?

3 – IN QUALI SETTORI VENGONO IMPIEGATI?

4 – I RISCHI PER LA SALUTE.

5 – COME AVVIENE LA CONTAMINAZIONE?

 

1 – PFAS, IL PARLAMENTO EUROPEO BOCCIA LA TOLLERANZA ZERO

Il Parlamento europeo ha votato una direttiva riguardante i controlli sull’acqua potabile che tollera la presenza di Pfas fino a 500 nanogrammi al litro. Un voto che ha fatto infuriare il comitato della mamme No-Pfas che dal Veneto si battono sostenendo la tolleranza zero contro questi inquinanti. Adesso il testo passa alla Commissione che aveva inizialmente proposto un provvedimento che fissava a 0,50 microgrammi al litro di acqua la tollerabilità dei Pfas totali e a 0,10 microgrammi/litro la tollerabilità per un Pfas singolo. Poi però il lavoro della Commissione ambiente del Parlamento europeo aveva licenziato un testo più restrittivo che portava a 0,30 microgrammi/litro la soglia totale consentita. Infine la debacle in plenaria.

“L’Europa ci ha girato le spalle”, è il commento di Patrizia Zuccato, del Comitato Mamme No-Pfas di Montagnana.  “L’Europa delle lobby, con la complicità dei gruppi politici afferenti ai Popolari e ai Socialisti (Forza Italia e Pd), ha votato no al nostro emendamento Pfas zero per la tutela dell’acqua e della salute pubblica. Una grande occasione persa per colpa di quei partiti che in Veneto dicono una cosa e al Parlamento Europeo fanno esattamente il contrario” ha commentato l’eurodeputata Mara Bizzotto.

In ballo c’erano tre emendamenti. Il primo che portava i limiti di Pfas nella acqua ad un valore vicino allo zero (0,05 microgrammi al litro), in linea con quanto prevede in materia la regione Veneto. Il secondo proposto dalla Commissione ambiente del Parlamento europeo che prevedeva un limie a 0,30 microgrammi e infine quello del Ppe – essnzialmente identico al testo proposto dalla Commissione – che fissa va il limite a 0,50 microgrammi/litro. Per soli 5 voti (326 a 321) è passato il terzo testo che adesso sarà discusso tra Parlamento europeo e Consiglio Europeo che dovranno trovare un compromesso.

 

2 – PFAS: CHE COSA SONO?
La sigla indica Sostanze Perfluoro Alchiliche (acidi perfluoroacrilici): è una famiglia di composti chimici utilizzata prevalentemente in campo industriale. Sono catene alchiliche idrofobiche fluorurate: in estrema sintesi, sono acidi molto forti usati in forma liquida, con una struttura chimica che conferisce loro una particolare stabilità termica e li rende resistenti ai principali processi naturali di degradazione.

 

3 – IN QUALI SETTORI VENGONO IMPIEGATI?
Dagli anni Cinquanta i PFAS sono usati nella filiera di concia delle pelli, nel trattamento dei tappeti, nella produzione di carta e cartone per uso alimentare, per rivestire le padelle antiaderenti e nella produzione di abbigliamento tecnico, in particolare per le loro caratteristiche oleo e idrorepellenti, ossia di impermeabilizzazione.

Le classi di PFAS più diffuse sono il PFOA (acido perfluoroottanoico) e il PFOS (perfluorottanosulfonato): quest’ultimo è usato per esempio nelle schiume antincendio. PFOA e PFOS (8 atomi di carbonio) hanno un’elevata persistenza nell’ambiente (oltre 5 anni), mentre altri PFAS a catena corta (4-6 atomi di carbonio) hanno una persistenza ridotta, misurabile in qualche decina di giorni.

 

4 – I RISCHI PER LA SALUTE.
Gli effetti sulla salute di queste sostanze sono sotto indagine: al momento, sono considerati tra i fattori di rischio per un’ampia serie di patologie. Si ritiene che i PFAS intervengano sul sistema endocrino, compromettendo crescita e fertilità, e che siano sostanze cancerogene. Non si tratta di sostanze dagli effetti immediati: si ritiene invece che la lunga esposizione sia in relazione con l’insorgenza di tumori a reni e testicoli, lo sviluppo di malattie tiroidee, ipertensione gravidica e coliti ulcerose. Alcuni studi hanno ipotizzato una relazione tra le patologie fetali e gestazionali e la contaminazione da queste sostanze.

 

5 – COME AVVIENE LA CONTAMINAZIONE?
Se smaltiti illegalmente o non correttamente nell’ambiente, i PFAS penetrano facilmente nelle falde acquifere e, attraverso l’acqua, raggiungono i campi e i prodotti agricoli, e perciò gli alimenti.

Ad alte concentrazioni sono tossici non solo per l’uomo, ma per tutti gli organismi viventi: queste sostanze tendono infatti ad accumularsi nell’organismo attraverso processi di bioamplificazione (che avvengono quando gli organismi ai vertici della piramide alimentare ingeriscono quantità di inquinanti superiori a quelle diffuse nell’ambiente).

 

 

fonti:

https://ilsalvagente.it/2018/10/25/pfas-il-parlamento-europeo-boccia-la-tolleranza-zero/42268/

https://www.focus.it/ambiente/ecologia/acqua-e-inquinamento-che-cosa-sono-i-pfas

 

Pfas, il Parlamento Europeo dice NO alla tolleranza zero – mica possono dare questo dispiacere a Lobby & Multinazionali? …E pazienza se la gente poi di Pfas ci crepa…!ultima modifica: 2018-10-26T18:27:00+02:00da eles-1966
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