Lo scandalo Roche-Novartis di cui i Tg non Vi diranno mai niente: lo Stato, il Nostro Stato (cioè NOI) pagava 1.000 Euro il farmaco che ne costava 80… Però, ricordate, gli incapaci sono i cinquestelle!

 

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Lo scandalo Roche-Novartis di cui i Tg non Vi diranno mai niente: lo Stato, il Nostro Stato (cioè NOI) pagava 1.000 Euro il farmaco che ne costava 80… Però, ricordate, gli incapaci sono i cinquestelle!

 

Da Il Fatto Qtotidiano del 18 febbraio 2018

Roche-Novartis, lo Stato pagava mille euro il farmaco che ne costava 80
Il cartello dei due colossi farmaceutici – Sondaggi finti e “avvertimenti”: così i due colossi, secondo l’accusa dei pm, imbrogliavano medici e pazienti

Questa è la storia dell’uso di una molecola – il bevacizumav – che ha portato prima i due colossi farmaceutici Roche e Novartis a risarcire le casse pubbliche italiane per un danno da 180 milioni di euro. E poi i loro rappresentanti legali a essere indagati dalla Procura di Roma. La stessa molecola, secondo le accuse, veniva utilizzata in due diversi farmaci, perfettamente sovrapponibili – l’Avastin della Roche e il Lucentis della Novartis – a prezzi enormemente diversi tra loro. Le due multinazionali avrebbero spinto l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) scegliere, per il mercato del Servizio Sanitario Nazionale, quello più costoso: Lucentis. Il punto è che i medici oculisti avevano scoperto, da parecchi anni, che l’Avastin, inizialmente utilizzato solo per le malattie del colon, aveva un’ottima resa per le malattie oftalmiche. Un affare enorme, poiché la maculopatia colpisce un anziano su tre, sopra i 70 anni.

Secondo le accuse, così, i due colossi s’accordano per spingere il costosissimo Lucentis al posto del più economico Avastin. La differenza di prezzo tra i due è abissale: dai circa 80 euro dell’Avastin, si passa ai circa 900 del Lucentis. Nella vicenda, come vedremo, avrà un ruolo persino laFederanziani, che attiva un call center e che, secondo gli investigatori, finisce per taroccare i dati sull’Avastin a vantaggio della politica sul Lucentis.

L’intervento dell’Aifa sugli ospedali

L’intervento dell’Aifa, che nei fatti obbliga gli ospedali a utilizzare il Lucentis al posto di Avastin, arriva nel 2012. Due anni dopo l’Antitrustpunisce Roche e Novartis multandoli per 180 milioni di euro: secondo il garante della concorrenza, “i due gruppi si sono accordati illecitamenteper ostacolare la diffusione” di Avastin “nella cura della più diffusa patologia della vista tra gli anziani e di altre gravi malattie oculistiche, a vantaggio del più costoso Lucentis, differenziando artificiosamente i due prodotti”. In che modo? Presentando “il primo come più pericoloso del secondo e condizionando così le scelte di medici e servizi sanitari”. L’intesa tra Roche e Novartis secondo l’Antitrust è costata, nel solo 2012, un esborso aggiuntivo per il Servizio sanitario nazionale di oltre 45 milioni di euro, “con possibili maggiori costi futuri fino a oltre 600 milioni l’anno.

Il caso finisce anche sotto la lente della magistratura. Nel settembre 2017 la procura di Roma chiude l’inchiesta (atto che di norma prelude a una richiesta di rinvio a giudizio) nei confronti degli amministratori delegati di Roche e Novartis Farma Spa, Maurizio De Cicco e Georg Schrockenfuchs, accusati di rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato, per aver messo in atto “manovre fraudolente” finalizzate, secondo il pm Stefano Pesci, a turbare il mercato e realizzare ingiusti profitti patrimoniali. “Tale manovra anticoncorrenziale – è scritto nel capo di imputazione – portava all’ingiustificata esclusione del prodotto (Avastin, ndr) dall’elenco dei farmaci rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale”, influenzando le scelte dell’Aifa e degli oculisti. De Cicco ha chiesto di farsi interrogare la prossima settimana. Poi la procura deciderà se chiedere il processo o archiviare.

Tra Palazzo Chigi e Consiglio di Stato

Nella vicenda, dopo la multa dell’Antitrust, viene coinvolto anche il governo. In un’informativa del Noe, del giugno 2015, si legge che gli uffici legali di Novartis contattano l’entourage del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luca Lotti, per informarlo che “Palazzo Chigi potrebbe essere interpellato dalla Commissione europea”. “Contatti normali”, spiegano al Fatto dallo staff di Lotti, “per chi svolge il ruolo di sottosegretario. In ballo c’era la multa che le case farmaceutiche hanno pagato. In quel momento la Presidenza del Consiglio doveva gestire la questione”.

Agli atti però ci sono anche alcuni incontri del legale della Novartis, Ovidio D’Ovidio (non indagato), con Antonio Catricalà, ex sottosegretario ed ex consigliere di Stato che, per questa inchiesta, finirà indagato, in un filone a parte, per corruzione in atti giudiziari. I pm volevano verificare se vi fossero state influenze sul Consiglio di Stato che doveva emettere una sentenza sul caso. Non è stata trovata alcuna prova e per Catricalà è stata chiesta l’archiviazione.

Le mail dell’ad e i comunicati falsi

Intanto in Roche si raccolgono dati sui problemi che l’Avastin sta registrando, secondo i suoi dirigenti, nelle cure oftalmiche: “Caro Maurizio, stiamo parlando di una ventina di casi – scrive Andrea Lanza all’ad De Cicco – (…) Dire se venti casi siano pochi o tanti è difficile perché il problema è che non conosciamo la popolazione esposta, quindi non abbiamo il dato di incidenza”. Nella mail si legge che Roche due anni prima ha “avvisato” gli oculisti italiani “dei pericoliassociati all’utilizzo di Bavacizumap nella maculopatia degenerativa dell’anziano”.

In sostanza, a giudicare dalla lettera, è come se Roche avesse informato gli oculisti sui presunti pericoli dell’Avastin nelle cure oftalmiche. Eppure, stando alle accuse, Lucentis e Avastin sarebbero sovrapponibili. La tesi dei problemi creati da Avastin viene sposata anche dalla FederanzianiLaGuardia di finanza s’insospettisce dopo aver letto il comunicato dell’associazione dell’8 ottobre 2014. Federanziani ha messo in piedi un call center che, da luglio a novembre del 2014, riceve 1523 telefonate da malati di maculopatie. Nel comunicato si affermava, scrive la Finanza, che “in soli 40 giorni sono arrivate oltre 245 chiamate con il 46% di questionari completi. Sul totale dei rispondenti si è riscontrato che ben il 17,8 per cento ha dichiarato di aver avuto reazioni avverse, tra cui gravissime emorragieper il 25%, perdita della vista per il 15% e infine reazioni avverse non gravi di cui rossore, bruciore e fastidio sino al 60% dei casi”. Gli investigatori però rilevano delle incongruità in questi dati che potrebbero non esser state riportate correttamente.

Vengono così interrogate alcune persone che si sono rivolte al call center. Si scopre che i signori Del Pesce e Brunzo, ad esempio, “sono stati curati sia con iniezioni di Avastin che Lucentis”. E che ai signori Esposito eMarinelli sono state “somministrate iniezioni di Lucentis”. Il signor Collella è “stato sottoposto a un ciclo di iniezioni di Macugen e successivamente a uno di Lucentis”. Eppure nel comunicato della Federanziani, scrive la Finanza, “non è mai stato fatto alcun riferimento a Lucentis e Macugen”. Inoltre, “nessuna delle persone” interrogate “ha avuto dei reali effetti collaterali” tali “da considerarli gravi a seguito delle cure con Avastin”. La Gdf sospetta che il tutto sia stato creato ad hoc per “avvalorare la tesi della scarsa sicurezza dell’uso oftalmico dell’Avastin”. Il comunicato sembra sortire il suo effetto. Roberto Messina (non indagato), presidente della Federanziani, viene intercettato mentre ne parla direttamente con l’ex direttore generale dell’Aifa Luca Pani (estraneo alle indagini): quest’ultimo lo consiglia sulla futura diffusione dei dati. Di lì a poco, l’Aifa autorizzerà il servizio sanitario nazionale a utilizzare il Lucentis per le malattie oftalmiche. Revocando la possibilità di acquistare l’Avastin. Il che crea enormi problemi di budget nelle casse sanitarie regionali.

“Io intimidita dalle case farmaceutiche”

Dagli atti si scopre anche altro. Gli investigatori sentono come persona informata sui fatti Emilia Chiò, all’epoca funzionario del settore acquisti della Regione Piemonte, nell’Assessorato Tutela e Salute. La Chiò nel 2011 prende parte a un gruppo di lavoro che si occupa delle “linee di indirizzo” per “i trattamenti farmacologici” sulle maculopatie. Manca un anno al documento di Aifa. Ormai sul mercato, Lucentis, in base alla legge Di Bella,dovrebbe essere utilizzato in quanto farmaco specifico per le maculopatie, ma le Regioni possono in alcuni casi preferirgli l’Avastin. “L’utilizzo del Lucentis in luogo dell’Avastin – dice Chio – a livello regionale, nel primo semestre 2011, aveva determinato una maggiore spesa di circa 0,67 milioni”. Il gruppo aveva cercato di studiare gli “eventi avversi di Avastin” ma un dirigente della Novartis (non indagato) non è d’accordo. L’uomo, racconta la Chiò, “mi riferiva di non procedere allo studio di Avastin perché la Novartis non gradiva questa iniziativa. (…) Il suo atteggiamento era perentorio a tratti intimidatorio”.

fonte QUI

Ecco il farmaco che potrebbe stroncare l’influenza in un solo giorno. Ma probabilmente non lo troverete mai in commercio… A chi conviene se guarite subito?

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Ecco il farmaco che potrebbe stroncare l’influenza in un solo giorno. Ma probabilmente non lo troverete mai in commercio… A chi conviene se guarite subito?

 

Ecco il farmaco che potrebbe stroncare l’influenza in un solo giorno

Una società farmaceutica giapponese ha messo a punto un farmaco sperimentale in grado di uccidere il virus dell’influenza in un solo giorno (con una sola dose). In Giappone potrebbe entrare in commercio già da maggio, mentre per le altre nazioni si parla del prossimo anno

Nel bel mezzo di una delle peggiori stagioni influenzali degli ultimi anni, arriva direttamente dal Giappone un rimedio (forse) definitivo per l’influenza. Si tratta di un farmaco, non ancora disponibile sul mercato, messo a punto dall’azienda farmaceutica giapponese Shionogi, che sarebbe in grado di uccidere il virus dell’influenza con una sola dose e in un solo giorno. Il farmaco sperimentale in questione, chiamato baloxavir marboxil, agirebbe più rapidamente di qualsiasi altro farmaco disponibile oggi: secondo i test, infatti, il tempo medio impiegato dal composto per eliminare il virus negli adulti è di poco più di 24 ore, rispetto alle 72 ore di tutti gli altri farmaci antinfluenzali in commercio, come per esempio oseltamivir (Tamiflu).

Il nuovo farmaco funziona attraverso un meccanismo biologico diverso rispetto a quello di oseltamivir, che è un inibitore delle neuraminidasi, enzimi che il virus utilizza per riprodursi nelle cellule infette. Al contrario, per sintetizzare baloxavir marboxil i ricercatori sono partiti da una farmaco contro l’Hiv: precisamente, è un inibitore dell’endonucleasi, impedendo così la replicazione del virus. Un’altra differenza è nella somministrazione: per il nuovo farmaco basterebbe una singola dose, rispetto alle 10 dosi di oseltamivir (due dosi giornaliere per cinque giorni). Un vantaggio che, secondo i ricercatori giapponesi, non è necessariamente solo di convenienza. “Il farmaco consiste in una sola pillola e quindi questo potrebbe essere un vantaggio, in particolare per evitare la pianificazione di una terapia”, ha spiegato a Bloomberg il co-sviluppatore, Daniel O’Day.

Secondo il quotidiano giapponese The Asahi Shimbun, il farmaco, che sarà in grado di combattere sia il ceppo A che quello B, ha ricevuto all’inizio di febbraio il via libera dalla commissione ministeriale del governo giapponese per la realizzazione e la vendita del farmaco. L’approvazione formale dovrebbe arrivare il mese prossimo, il che significa che il trattamento potrebbe essere disponibile già dall’inizio di maggio. Per le altre nazioni, invece, il discorso è ancora poco chiaro: secondo il Wall Street Journal, Shionogi (insieme a Roche, il produttore di Tamiflu, che avrà i diritti per la vendita del farmaco a livello internazionale) chiederà l’approvazione per vendere il farmaco negli Stati Uniti e in Europa per il prossimo anno.

fonte: https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/02/14/farmaco-influenza-giorno/

Scommettiamo che questo farmaco non lo troverete mai in commercio?

… A chi conviene se guarite subito?

Ecco a voi il Lomustina, il farmaco anticancro che oggi costa il 1400% rispetto al 2013! Un grazie di cuore a chi in questi 5 anni ci ha governato permettendo tutto questo!

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Ecco a voi il Lomustina, il farmaco anticancro che oggi costa il 1400% rispetto al 2013! Un grazie di cuore a chi in questi 5 anni ci ha governato permettendo tutto questo!

In 5 anni il prezzo della Lomustinafarmaco antitumorale, è aumentato del 1400%: è possibile che siano in grado di speculare anche su malattie così gravi?

Dov’è la coscienza di chi specula sul prezzo dei farmaci anticancro?Un’indagine del Wall Street Journal dimostra che il medicinale Lomustinautilizzato nel trattamento di malattie gravissime come i tumori celebrali e il linfoma di Hodgkin, ha avuto un incremento di prezzo del 1400% nel corso di appena 5 anni.

Questo malgrado il farmaco non sia sottoposto più ad alcun brevetto. Il problema sarebbe nella bassa concorrenza sul mercato e nella scarsità di potenziali ‘clienti’. Ma al di là delle ragioni, come si fa a porre questi folli prezzi su farmaci che allungano la vita dei pazienti?

Lomustina: 1400% in più (anche se il brevetto è già scaduto)

La storia del farmaco anticancro è piuttosto lunga. La Lomustina è stata brevettata e introdotta più di 40 anni fa, nel 1976. E da allora, per molti anni, è stata rivenduta con il brand CeeNU, di proprietà dell’azienda Bristol-Myers Squibb Co. La dose più grande del medicinale è stata venduta per anni a 50 dollari.

Questo fino al 2013, quando i diritti di vendita del ‘prodotto’ sono passati a CordenPharma, che oggi è proprietario e produttore della Lomustina. La commercializzazione è invece affidata a una startup di Miami, poco conosciuta, la NextSource Biotechnology LLC. Da quando è avvenuto il cambio di proprietà sono stati già effettuati ben 9 incrementi di prezzo. Oggi le stesse capsule, che nel frattempo hanno cambiato nome in Gleostine, costano circa 768 dollari. Con un aumento del 1.400%.

Incredibile, se consideriamo che si tratta di un farmaco che può allungare la vita dei pazienti. Gli ultimi incrementi sono arrivati ad agosto 2017 (+20%) e a novembre (+12%).

Il problema dei farmaci “senza competizione”

La Lomustina, come altri farmaci in vendita negli USA, ha un problema di ‘competizione’. Sembra assurdo dover parlare di ‘mercato’ per questo genere di cose, ma è così: nessuno fa concorrenza a NextSource nella commercializzazione del medicinale. E quindi l’azienda può decidere liberamente quale prezzo applicare.

La Lomustina – come altre 320 terapie identificate dalla Food and Drug Administration (FDA) – non ha infatti una versione generica. Malgrado il brevetto sia scaduto ormai da diverso tempo, nessun’altra casa farmaceutica si è fatta avanti per realizzarne una confezione a costi più contenuti. Come mai?

Il problema pare sia il numero potenziale di ‘clienti’: i malati che vi ricorrono sarebbero troppo pochi per attirare gli investimenti delle aziende. E così la concorrenza tarda a farsi avanti.

La difesa di NextSource sulla Lomustina

A rispondere all’inchiesta del WSJ è Robert DiCrisci, amministratore delegato di NextSource. In una nota, DiCrisci spiega che l’azienda stabilisce il prezzo “sulla base dei costi di sviluppo del prodotto, sulle tariffe imposte dalle agenzie di regolamentazione e sui benefici che il trattamento offre ai pazienti”, sintetizza il giornale americano.

L’azienda, inoltre, offrirebbe “sconti ai pazienti non assicurati e a coloro che si trovano in difficoltà finanziarie”.

 

 

fonte: https://www.ambientebio.it/societa/lomustina-antitumorale/

Ecco il farmaco contro la leucemia, ma è solo per i ricchi. La casa farmaceutica (Novartis) non cede sul prezzo… E che i poveri crepino pure, l’importante è il business!

 

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Ecco il farmaco contro la leucemia, ma è solo per i ricchi. La casa farmaceutica (Novartis) non cede sul prezzo… E che i poveri crepino pure, l’importante è il business!

vedi anche il video a fine articolo

Contro la leucemia, solo un farmaco per ricchi. Novartis non cede sul prezzo

Il ceo Reinhardt difende il Kymriah, che costa 400mila euro. Ma per l’oncologo Cavalli “il costo va moltiplicato per tre in quanto, perché sia efficace, obbliga i pazienti a sottoporsi a tutta una serie di trattamenti collaterali, che sono parecchio cari”

di FRANCO ZANTONELLI su La Repubblica

LUGANO – Se quasi mezzo milione per una terapia anti-cancro vi sembrano uno sproposito, non avete ancora sentito parlare del Kymriah, l’ultimo ritrovato nella lotta alla leucemia. Il cui costo è di 475 mila franchi, ovvero poco più di 400 mila euro. Messo a punto da un ricercatore dell’università della Pennsylvania, è un prodotto dell’elvetica Novartis.

Il presidente del cda della multinazionale, Jörg Reinhardt, per rintuzzare le accuse di farmaco per soli ricchi, piovute sul Kymriah, l’ha difeso in un’intervista al quotidiano Blick di Zurigo. “Innanzitutto- ha detto -stiamo parlando di un trattamento di una sola volta, mentre le terapie standard, arrivando a costare 100 mila franchi all’anno, possono diventare molto più care”. “Il Kymriah- ha aggiunto il numero uno di Novartis -non è semplicemente una pastiglia, ma un processo altamente complesso”. “Ai pazienti- ha spiegato -vengono prelevate cellule, che vengono geneticamente modificate, a livello terapeutico, quindi di nuovo introdotte”.

L’oncologo svizzero di fama internazionale, Franco Cavalli, obietta: “E’ vero che il Kymriah è una metodologia nuova. Però l’unica malattia per cui si è dimostrato efficace è la leucemia per bambini”, spiega a Repubblica. Cavalli, che per molti anni ha collaborato con Umberto Veronesi, contesta senza mezzi termini i dati sul costo del prodotto di Novartis. “Va moltiplicato per tre in quanto, perché sia efficace, obbliga i pazienti a sottoporsi a tutta una serie di trattamenti collaterali, che sono parecchio cari”. “In realtà- aggiunge -siamo di fronte all’ennesimo esempio di farmaci che diventano impagabili. È una situazione insostenibile, contro cui, in tutto il mondo, molti oncologi stanno insorgendo”.

“Consideri- rincara l’oncologo svizzero -che l’industria farmaceutica ha un margine di profitto del 25% e vedrà che il costo del Kymriah potrebbe essere assai più basso”. Al riguardo va detto che, a fronte di una cifra d’affari di 48,5 miliardi di dollari, nel 2016 Novartis ha registrato un utile netto di 6,7 miliardi. In calo del 5% per la concorrenza dei generici. Quanto al Kymriah, per adesso non è prevista la distribuzione in Italia poiché i centri per l’estrazione dei globuli bianchi, la loro manipolazione e il successivo reimpianto si trovano tutti negli Stati Uniti.

Che il Kymriah sia un farmaco esclusivo l’ha lasciato capire lo stesso presidente di Novartis, affermando che, per il momento, sono previsti 600 trattamenti all’anno. Che nessun sistema sanitario nazionale può permettersi di finanziare. Intanto, quella che è ritenuta la prima terapia genica anti-leucemica, ha ricevuto il via libera della Food and Drug Administration statunitense. Negli USA sono stati condotti, tra l’altro, alcuni test su pazienti in giovane età. Nell’83% dei casi è stata registrata la remissione della malattia. Insomma, sarà per ricchi ma funziona.

Cosa fa Big Pharma pur di vendere? Una storia incredibile: la Montalcini, un farmaco che non supera neanche i test ma diventa tra i più venduti in Italia e un Nobel comprato…

 

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Cosa fa Big Pharma pur di vendere? Ecco la torbida storia di un farmaco che non supera neanche i test ma diventa tra i più venduti in Italia e di un Nobel comprato, condita da tanti nomi altisonanti come Montalcini, Andreotti e Poggiolini…

 

Montalcini, il Cronassial e Nobel rubati : una storia incredibile. Cosa fanno le industrie pur di vendere?

RITA LEVI MONTALCINI E IL NOBEL DELLA DISCORDIA.

C’è una storia tutta italiana che oggi voglio raccontarvi, perché implica un farmaco ben noto che molti hanno utilizzato. Il Cronassial.

Le malattie del sistema nervoso sono fra le più difficili da curare, e per molte di loro non c’è ancora una terapia risolutiva. Quelle degenerative, come il morbo di Alzheimer o quello di Parkinson, comportano la morte progressiva dei neuroni e non possono ancora essere fermate, né esistono metodi per sostituire le cellule che muoiono. Rita Levi Montalcini è stata il personaggio più rappresentativo delle neuroscienze italiane Gli studi della scienziata deceduta il 30 dicembre 2012 all’età di 103 anni si concentrarono sui meccanismi che determinano la sopravvivenza e la morte delle cellule nervose, in seguito a traumi e malattie o per via dell’invecchiamento. Il suo NGF (nerve growth factor) per il quale nel 1986 ricevette il Premio Nobel per la medicina è infatti una sostanza espressa naturalmente dal cervello, che supporta e favorisce la crescita e la sopravvivenza dei neuroni.

Il Nobel fu oggetto di contestazione nel 1994, in seguito alle dichiarazioni di Duilio Poggiolini, che stanco di trascinare la sua vita in una cella, inseguito da una valanga di accuse e da una salva di ordini d’ arresto, si decise a vuotare il sacco svelando i segreti piu’ nascosti della “Spectre” sanitaria internazionale, un’ organizzazione simile a quella descritta nei romanzi di James Bond. Dietro le quinte del sistema farmaceutico internazionale, spiegava, i tentacoli arrivano in ogni angolo del mondo, giungendo perfino a condizionare l’ assegnazione dei premi Nobel.

Il Re Mida della sanita’ , infatti raccontò ai giudici che perfino il Nobel conquistato da Rita Levi Montalcini nel 1986, grazie alla scoperta di una sostanza che fa riprodurre le cellule nervose (il “Nerve grow factor”), sarebbe il frutto d’ una manovra ordita dalla Fidia Farmaceutica, la multinazionale produttrice del Cronassial che finanzia le ricerche della Montalcini.
L’ industria, come sostiene Poggiolini, avrebbe investito 14 miliardi per strappare il prestigioso alloro. Una parte di questa somma sarebbe finita all’ Accademia reale delle scienze di Stoccolma, cui spetta il compito di scegliere i vincitori del premio. Un’ altra, invece, sarebbe stata riservata all’ illustre ricercatrice per sovvenzionarne gli studi. L’ obiettivo di una spesa cosi’ ingente? Beh, e’ facile supporlo: l’ immenso ritorno pubblicitario che si puo’ ottenere dal prestigioso riconoscimento scientifico. «Mi confido’ tutto il dottor Della Valle, allora amministratore delegato della Fidia Farmaceutica» disse Poggiolini disse ai giudici.

Nel carcere di Poggioreale, Ennio Arengi, già legale rappresentante della Fidia spa, confessò in cinque ore di interrogatorio di aver vanamente offerto denaro al professor Poggiolini per salvare il Cronassial, farmaco leader dell’ azienda. Di più: Arengi racconta dei rapporti esistenti tra la Fidia e il premio Nobel Rita Levi Montalcini e di quelli tra la casa farmaceutica, il senatore a vita Giulio Andreotti e il cardinale Fiorenzo Angelini soprannominato “Sua Sanità”.

«Certo, non nascondo che mi importunava vedere talvolta il mio nome legato a quello della Fidia. Ma pensavo che fosse il prezzo da pagare, non me ne importava niente pur di avere qualche aiuto per la ricerca. Se impediamo all’industria di aiutare il laboratorio, noi moriamo». Rita Levi Montalcini.

Andiamo per ordine.

Nel 1975 Francesco Della Valle, gestore della Fidia, piccola azienda farmaceutica di Abano (Padova) ottiene da Duilio Poggiolini, il corrotto dirigente del ministero della Sanità (sarà in seguito condannato, insieme alla moglie complice), la registrazione di un farmaco spacciato come miracoloso, il Cronassial. Pubblicizzato come curativo delle “neuropatie periferiche di natura dismetabolica o di altra origine anche decorrenti con manifestazioni infettive tossiche o traumatiche causate da malattie generali“.
Il Cronassial trova in Rita Levi Montalcini uno dei suoi più autorevoli sostenitori.
Il farmaco non supererà mai i test scientifici imposti dalla normativa e si rivelerà, nelle miglior delle ipotesi, un placebo e, nelle peggiori, addirittura dannoso.

Della Valle, che ha bisogno di referenti scientifici per far pubblicità al suo Cronassial, versa 50 milioni (del 1975, badate bene) a Rita Levi Montalcini, che perora contributi per la Fondazione Levi. Da questo momento i rapporti tra Levi Montalcini e Fidia si fanno sempre più stretti.
«La scienziata – dichiararono a Espansione i ricercatori della Fidia – segue le indagini di laboratorio e ne esamina i risultati», mentre il materiale promozionale dell’azienda rimarca il madrinaggio dell’illustre scienziata, che assurge, nei fatti se non nelle intenzioni, a capofila dei garanti scientifici della Fidia.

Nel 1986 la Levi Montalcini riceve, insieme a Stanley Cohen, il Nobel per la scoperta del fattore di accrescimento delle fibre nervose. Nel suo discorso di ringraziamento dinanzi alla stampa mondiale, la donna si rivolge riconoscente agli amici della Fidia che l’hanno aiutata nelle ricerche. Per Fidia e il suo Cronassial è un trionfo. Il Cronassial, che nei momenti di massima incidenza sul fatturato arriva all’82%, diventa il farmaco più venduto in Italia.
Il marketing aggressivo di Della Valle induce i medici a prescriverlo come cura di tutti i mali. Il Cronassial diventa uno dei 10 farmaci più venduti in Italia con fatturati da capogiro. La Fidia, che nel 1968, all’arrivo di Della Valle, fatturava 600milioni, balza a 420 miliardi e si colloca al quarto posto nella classifica delle industrie farmaceutiche.

La casa farmaceutica tedesca “Dr.Madaus” entra in rapporti con la Fidia e tenta di introdurre sul mercato tedesco il farmaco miracoloso. Nel 1983 l’Ufficio di Sanità tedesco nega il permesso perché il medicinale (un estratto di cervello di bovino e sale) non risponde alla qualità delle buone regole farmaceutiche e c’è il sospetto che provochi effetti dannosi.

Nel 1986 in Germania arriva il Cronassial, ma due anni dopo il Prof. Peter Berlit, neurologo di Mannhein dà la notizia che 5 pazienti curati con il Cronassial risultano affetti dalla sindrome di Guillain Barrè Strohl, una gravissima malattia neurologica che paralizza gli arti e uccide un paziente su dieci.
Il Cronassial è bandito dal mercato tedescoL’anno dopo, in Gran Bretagna, gli inglesi vietano la vendita del Cronassial, che è ricavato dal cervello di bue.
In seguito il farmaco sarà bandito anche dalla Spagna (per la Guillain-Barré) e in altri mercati, mentre negli Stati Uniti non otterrà mai la registrazione.

Inizia il tramonto di Della Valle, che i padroni della Fidia (misteriosi individui di una società anonima basata a Mendrisio,in Svizzera) cacciano. Della Valle si mette in proprio e fonda una microazienda, la Lifegroup. Levi Montalcini, che in tutto questo tempo non ha mai preso le distanze dai nefasti del Cronassial, dichiara: «L’uscita di Della Valle dalla Fidia minaccia la sopravvivenza della ricerca scientifica». Che invece sopravviverebbe alla Lifegroup, dove l’anziana premio Nobel dirotta la propria collaborazione.

Mentre negli altri Paesi o si rifiuta il farmaco o lo si ritira cosa avviene in Italia? Solo dopo diversi anni si proibisce ai medici generali di prescrivere la confezione da 100 mg, poi il Ministro Costa lo sospende, mentre il Consiglio Superiore di Sanità lo riabilita. In Inghilterra intanto si verificano 17 casi (tre mortali) di danni imputabili al farmaco. Poi scoppia il dramma mucca pazza (Il Cronassial è prodotto con cervello bovino).

Espansione chiese invano a Levi Montalcini un commento sulle disgrazie del Cronassial, nel frattempo fustigato anche dal British Medical Journal, una delle più autorevoli riviste scientifiche internazionali del settore. Le vendite del Cronassial crollarono del 95% finché persino l’Italia, nonostante le resistenze di Poggiolini, fu costretta a metterlo fuori legge.
Stampa e comunità scientifica internazionale spararono a zero contro «un farmaco in cerca di patologia», come lo battezzò Daniele Coen, ricercatore dell’Istituto Negri di Milano (presieduto da Silvio Garattini). Furono stigmatizzate le astuzie di Della Valle, la complicità dei medici prescrittori e le corruttele al ministero della Sanità.

Decine di migliaia di persone in Italia sono state “curate” con questo estratto di cervello bovino, per il quale finalmente, dopo anni giunse il requiem definitivo che si portò dietro il funerale della Fidia.

La sindrome di Creufeldt-Jacob (mucca pazza) nell’uomo ha una incubazione lunghissima. Le cavie sono solo cani, gatti e topi o anche uomini, come voi e come me?

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FONTI DI CONSULTAZIONE:

1993 – Angelini, il Richelieu dele medicine
Archivio la Repubblica 12 ottobre 1993
Alessandra Longo
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/10/12/angelini-il-richelieu-delle-medicine.html

1993 – Arrivano le manette pe i signori dei farmaci
Archivio la Repubblica 23 giugno 1993
A firma di p. c. l. f.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/06/23/arrivano-le-manette-per-signori-dei-farmaci.html

1994 – Poggiolini: soldi per assegnare il Nobel.
D’ Errico Enzo, Foresta Martin Franco
Corriere della Sera 15 febbraio 1994 – Pagina 5
https://web.archive.org/web/20151121052027/http://archiviostorico.corriere.it/1994/febbraio/15/Poggiolini_soldi_per_assegnare_Nobel_co_0_9402156716.shtml

1994 – «Nobel comprato? Non ne so nulla».
Archivio la Repubblica 22 febbraio 1994
Articolo a firma g. m.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/02/22/nobel-comprato-non-ne-so-nulla.html

2002 – Quando la cavia è l’uomo
Il caso del farmaco Cronassial. A base di cervello di bovino, era letale.
L’inchiesta
Miliardi spesi per gli esperimenti sugli animali. Ma alle aziende non basta: il test finale è sulle persone.
di Oscar Grazioli [medico veterinario e giornalista]
Libero 10 novembre 2002
Sul sito http://www.dmi.unipg.it/mamone/univ/QUALIT.htm

2012 – L’eterna fidanzata della scienza
È morta ieri a Roma la grande biologa: aveva 103 anni. Scampò alle leggi razziali e conquistò il premio Nobel per la Medicina nel 1986. Era senatore a vita dal 2001
Marcello Foa – Il Giornale Lun, 31/12/2012 – 09:07
http://www.ilgiornale.it/news/cultura/leterna-fidanzata-scienza-869975.html

APPROFONDIMENTI:
Il lato oscuro della Montalcini: la vicenda Cronassial
The Cancer Magazine 10 marzo 2015
https://www.facebook.com/theCancerluigitosti/posts/1033327970014756:0

Via The Cancer Magazine

Plasma Marino. Il fantastico farmaco del tutto naturale che viene dal mare!

 

Plasma Marino

 

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Acqua di mare isotonica = plasma marino = Plasma di Quinton

Sono la stessa cosa

Perché è la migliore bibita?

Il motivo è che l’acqua di mare isotonica (la cui preparazione spieghiamo qui) è molto simile al liquido interno che circonda le nostre cellule.

Si può anche usare nelle trasfusioni.

È il miglior mezzo di coltura. Solo in quest’acqua vivono i globuli bianchi (esperimento realizzato 100 anni fa e riprodotto all’Università di Alicante nel 2012).

Si chiamano isotoniche quelle bevande che hanno la stessa quantità di sale che è presente nei liquidi del nostro corpo (9 grammi di sale per ogni litro).

Questi liquidi circondano tutte le nostre cellule, che, anche se non sembra, non si toccano direttamente le une con le altre.

Nel caso del sangue, il liquido in cui nuotano i globuli rossi e bianchi è il plasma, in altre parti del corpo questo liquido prende altri nomi: spazio intercellulare o matrice extracellulare. All’interno delle ossa questo liquido contiene altre sostanza che conferiscono a questo tessuto del noatro corpo la sua tipica durezza.

Cent’anni fa si dimostrò che questo liquido è uguale all’acqua di mare in una particolare diluizione, perciò la miglior bevanda isotonica è quella che presenta le stesse caratteristiche del liquido che circonda le nostre cellule: acqua di mare diluita con acqua normale fino alla stessa concentrazione di sale presente nel nostro corpo (9 grammi per litro) si chiama “acqua di mare isotonica”.

Dato che l’acqua di mare contiene 36 grammi di sale per litro, per ridurne la concentrazione fino a 9 grammi dobbiamo mescolare un bicchiere di acqua di mare con tre di acqua normale.

In questo modo si può già bere, ha il sapore di un consomè freddo, né insipida né salata, senza sapore di pesce.

Possiamo aggiungere un po’ di succo di limone o un po’ di panela (succo di canna da zucchero evaporato e non raffinato) per migliorarne il sapore.

Bevendo questa “acqua di mare isotonica” stiamo sostituendo il nostro liquido intercellulare con uno pulito.

Le arterie, le vene e i vasi linfatici che portano nutrimento e ritirano i rifiuti delle nostre cellule non entrano in diretto contatto con queste ultime, non le toccano: le sostanze nutritive come quelle di scarto percorrono la distanza che separa i vasi dalle cellule veicolati dal liquido intercellulare.

Se questo liquido è sporco, le sostanze nutritive arrivano con difficoltà alle cellule e i prodotti di scarto di queste ultime si accumulano tutt’intorno, producendo una sensazione di stanchezza generale nell’organismo.

In una vita normale, senza grandi sforzi, i rifiuti cellulari si eliminano quotidianamente con la stessa velocità con cui vengono prodotti.

Ma quando ci sottoponiamo ad uno sforzo intenso e prolungato (come nel caso degli sportivi), i prodotti di scarto si accumulano attorno alle nostre cellule perché la velocità con cui si producono è maggiore di quella con cui il nostro organismo li elimina.

In questa siruazione l’acqua di mare isotonica è la miglior bevanda perché ci apporta tutto ciò che perdiamo attraverso il sudore, come acqua e minerali e soprattutto perché sostituisce rapidamente il liquido intercellulare sporco con uno pulito. Dato che l’acqua di mare isotonica è identica ai nostri liquidi interni, il nostro corpo non fa alcuno sforzo per assimilarla.

È come una trasfusione di plasma pulito attraveso la quale sciogliamo i residui accumulati e le cellule cominciano a funzionare meglio: recuperiamo più in fretta.

Questo è ciò che spiegano gli sportivi che la assumono:

  • riducono i tempi di recupero
  • non produce nausea
  • possono berne molta senza avvertire pesantezza
  • non si lesionano

Anche le persone che hanno l’organismo intossicato da medicine o prodotti chimici che le cellule non vogliono nel loro interno, notano un inmediato miglioramento dello stato generale del loro organismo.

 

12 Benefici del Plasma Marino

1. Nutre le ghiandole endocrine. Tiroide e surrenali sono ghiandole in stretta relazione tra loro e che sono molto sensibili alla carenza di minerali ed elettroliti nel corpo. Il plasma marino ripristina le scorte di minerali e permette il corretto ambiente in cui le ghiandole possono funzionare.

2. Alcalinizza. I minerali sono gli alcalinizzatori naturali per eccellenza. Quando il pH del corpo diventa troppo acido a livello cellulare, la membrana cellulare si chiude. Diventa ermetica. Il plasma marino aiuta a ripristinare l’equilibrio acido-basico del corpo e riequilibra la carica elettrica delle cellule che possono così cedere tossine, assorbire nutrienti e rigenerarsi.

3. Carenze nutrizionali. Lo stress continuo nella nostra società, l’impoverimento dei terreni e il consumo di zucchero raffinato ha portato ad una profonda privazione di minerali nell’organismo umano. Come conseguenza assistiamo ad una carenza nutrizionale diffusissima tanto che viene stimato che l’80% della popolazione è carente di minerali essenziali come magnesio e zinco. Il plasma marino contiene tutti i minerali nel corretto rapporto tra loro e quindi nutre le cellule in profondità. In particolare è utile, non solo per chi soffre di anoressia e astenia, ma anche per l’anemia dato che stimola la rigenerazione del sangue (grazie in particolare al ferro e rame). Inoltre alcuni minerali contenuti nel plasma marino sono costituenti di vitamine, come il cobalto nella vitamina B12 e la carenza di questa vitamina è molto diffusa nella popolazione (sia vegetariana che onnivora).

4. Sostiene gli sportivi. Coloro che fanno sport e attività fisica regolare devono reintegrare i minerali persi attraverso la sudorazione e la produzione di energia. Se questo non avviene si osserva un calo delle prestazioni dato che i mitocondri delle cellule e l’omeostasi non funzionano perfettamente. L’assunzione di plasma marino è ideale per la sua dimostrata azione sui mitocondri, la regolazione omeostatica e la remineralizzazione.

5. Anticancro. Gli scienziati hanno dimostrato che il plasma marino svolge una azione preventiva contro il cancro. E’ stato osservato in un altro studio che inibisce la propagazione delle cellule del cancro al seno.

6. Malattie cardiovascolari. E’ stato dimostrato che il plasma marino fornisce protezione dalle malattie cardiovascolari riducendo i livelli di colesterolo totale, trigliceridi, indice aterogenico e malondialdehide (MDA), aumentando la capacità antiossidante equivalente del trolox nel siero (TEAC). Il meccanismo molecolare della sua protezione cardiovascolare avviene attraverso la regolazione dei recettori delle lipoproteine a bassa densità epatica (recettori LDL) e sull’espressione del gene CYP7A1 [5].

7. Alzheimer. Uno studio internazionale eseguito nell’ospedale di Catanzaro guidato dal Dr. Lacava ha fatto assumere oralmente plasma marino isotonico a 36 pazienti con gravi disturbi cognitivi (Alzheimer, demenza) per un mese. I risultati hanno mostrato che la sintomatologia e la necessità di trattamenti medici erano notevolmente diminuiti. I ricercatori commentano che “L’acqua di mare isotonica, avente una composizione qualitativamente e quantitativamente identica al fluido extracellulare, può determinare un meccanismo di regolazione favorevole nello scambio tra il plasma, interstiziale e settore intracellulare partecipando al ripristino della stessa funzionalità cellulare. Un uso coerente e adeguato di plasma marino, nei pazienti anziani, può quindi contribuire a ripristinare una corretta omeostasi dell’organismo.

8. Pressione e colesterolo altiDiversi studi hanno dimostrato che il plasma marino può ridurre la pressione alta grazie alla particolare combinazione di minerali. Avviene anche una riduzione del colesterolo e degli accumuli lipidici nel fegato.

9. Eczema e psoriasi. Uno studio che ha coinvolto pazienti con sindrome da eczema / dermatite atopica, ha mostrato che se trattati con plasma marino si osserva un miglioramento dei sintomi cutanei quali infiammazione, lichenificazione e frattura della pelle. I ricercatori hanno commentato che solitamente i pazienti con questo tipo di problemi della pelle presentano uno squilibrio di diversi minerali essenziali nei capelli, e alcuni presentano metalli tossici. L’assunzione di plasma marino ha ripristinato i minerali essenziali come il selenio e ha ridotto i livelli di metalli tossici come il mercurio e il piombo nei pazienti trattati.

10. Osteoporosi. Gli organi hanno bisogno di minerali per funzionare e se non ci sono i minerali disponibili nella nostra alimentazione, il corpo li cerca nelle ossa e nei muscoli. Poiché le ossa hanno bisogno di un apporto bilanciato di magnesio calcio e fosforo, se questi mancano può verificarsi l’osteoporosi.

11. Soluzione più bilanciata e completa di minerali. Nessun sale minerale è indipendente dagli altri, tutti interagiscono direttamente o indirettamente con gli altri elettroliti. Ogni volta che assumiamo minerali isolati solleviamo problemi di opposizione tra minerale e minerale, e si accentua lo squilibrio interno. In natura non esistono elementi isolati. Il plasma marino contiene 76 elementi ovvero quasi tutti i minerali ed elementi traccia in forma perfettamente bilanciata e sinergica. Nel libro di Ariane D’Aragon intitolato “Eau de mer, eau de la vie Rien de mieux pour regénérer le corps” troviamo numerose testimonianze di medici naturopati e complementari sul plasma marino. Questa è l’unica fonte di minerali che uso – spiega Johanne Béliveau, naturopata presso la Clinica di Naturopathie S.te-Thérèse in Quebec – C’è una grande varietà di vendita di minerali nei negozi di alimenti naturali e farmacie, ma molti di loro non possono essere assimilati dal corpo umano. Ad esempio, si vende la Dolomite, un tipo di roccia, come fonte di calcio. Ma anche se riduciamo questa roccia in polvere, il calcio non entra purtroppo nelle nostre cellule. Le sue molecole sono troppo grandi. Restano attorno alle nostre cellule. Questo crea depositi ed acidifica il corpo. Al contrario, i minerali contenuti nel plasma marino sono facilmente assimilati anche quando qualcuno ha grossi problemi di salute e una digestione fragile. Ho pazienti che avevano il cancro i quali, prendendo tre fiale al giorno per un lungo periodo di tempo hanno avuto risultati molto sorprendenti. C’è stata davvero una significativa riduzione delle metastasi. Non ho visto niente di meglio per rigenerare il corpo.”

12. Gravidanza. In gravidanza è utile, secondo gli studi di Quinton, per prevenire aborti, ridurre la nausea e partorire bambini in ottima salute.

 

fonte: varie dal Web

Ecco il farmaco che provoca il cancro, illegale in tutta Europa, ma libero in Italia. D’altra parte come può il nostro Governo negare alle Lobby dei Farmaci i loro sudati miliardi solo per una manciata di Italiani che pensano di curarsi e che invece crepano di tumore?

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Ecco il farmaco che provoca il cancro, illegale in tutta Europa, ma libero in Italia. D’altra parte come può il nostro Governo negare alle Lobby dei Farmaci i loro sudati miliardi solo per una manciata di Italiani che pensano di curarsi e che invece crepano di tumore?

 

IL FARMACO CHE PROVOCA IL CANCRO? LIBERO IN ITALIA, ILLEGALE IN EUROPA. ECCO DI COSA SI TRATTA

Perché il governo italiano e il ministro Lorenzin non vietano un farmaco per diabetici già illegale in Francia e Germania? Perché le aziende che lo producono sono state multate per nove miliardi di dollari negli Stati Uniti e in Italia è ancora possibile trovare questo principio attivo nelle nostre farmacie?

Stiamo parlando del pioglitazone, elemento utilizzato nella cura dei pazienti affetti da diabete e commercializzato nel mondo dalla giapponeseTakeda Pharmaceutical e dalla statunitense Eli Lilly, all’interno di Actos, un farmaco che da anni provoca effetti collaterali gravissimi, ma di cui in Italia nessuno sembra accorgersi.

A lanciare l’allarme, per ultimo, è il medico Domenico De Felice, che sul Fatto Quotidiano accusa il ministro della Salute del governo Renzi di non aver preso le misure necessarie per prevenire la diffusione di questo farmaco così pericoloso. Eppure le gravi controindicazioni sono note da tempo.

Già nel 2007, l’Agenzia del Farmaco italiana metteva in guardia “sui rischi associati all’assunzione di rosiglitazone e pioglitazone”, farmaci che aumentano la sensibilità dei tessuti all’azione dell’insulina:

Negli anni successivi alla loro commercializzazione”, si legge sul Bif, Bollettino di informazione sui farmaci, “sono state segnalate nuove reazioni avverse associate all’assunzione di questi farmaci, quali edema maculare con diminuzione della vista, fratture distali e infarto del miocardio per quanto concerne il rosiglitazone, e cancro alla vescica per il pioglitazone. Queste segnalazioni hanno stimolato l’attenzione della comunità scientifica e hanno portato le agenzie regolatorie a rivalutare il rapporto rischio-beneficio di questi farmaci”.

Alla luce di tutte queste ricerche, il medico De Felice già nell’aprile dell’anno scorso ha lanciato un’accusa forte al ministro Lorenzin – ma che potrebbe essere estesa a tutti i suoi predecessori:“Signora Lorenzin vuole ascoltare, informarsi oggi e ritirare dalle farmacie italiane immediatamente un farmaco rischioso che tranquillamente può essere sostituito da altri? Signora Lorenzin lei è a capo di un ministero per curare o per far ammalare i cittadini italiani?”.

Tra l’altro, ricorda lo stesso De Felice, “la Società Italiana di Diabetologia (Sid), sponsorizzata con soldi pubblici dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), sin dal lontano 2008 ha praticato in Italia una costosa, inutile e a tutti gli effetti pericolosa sperimentazione clinica multicentrica denominata Tosca, a base soprattutto di Pioglitazone-Actos”. Una sperimentazione che fino ad oggi, secondo i calcoli del medico, sarebbe costata ben 200 milioni di euro.

Cosa aspetta il ministro Lorenzin a prendere provvedimenti? In attesa che si adoperi per trovare alternative sicure, ricordiamo che il diabete si combatte soprattutto attraverso l’alimentazione, con alimenti e frutti che aiutano a prevenirlo.

by Curiosoty

Il mare, un “farmaco” gratuito che cura almeno 16 malattie!

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Il mare, un “farmaco” gratuito che cura almeno 16 malattie !!

 

La vacanza al mare può rappresentare una vera e propria cura per molte malattie. Scopri i benefici di acqua, sole e salsedine sull’organismo.

 

Gettate  i farmaci e concedetevi una vacanza al mare. Si proprio lui, il mare, con la sua salsedine, il suo iodio,  la sua aria salsoiodica può rappresentare una vera e propria cura per molte malattie. Le hanno contate:  sono almeno 16.

Quali malattie si curano con il mare

A trarre beneficio da un soggiorno al mare sono le allergie respiratorie (specie da pollini), anemie, artrosi, convalescenze dopo malattie delle vie respiratorie, depressioni, distorsioni, fratture, ipotiroidismo, linfatismo, lussazioni, malattie allergiche della pelle, malattie ginecologiche, malattie reumatiche, osteoporosi, psoriasi, rachitismo.

L´importante è sapere come comportarsi per sfruttare al meglio tutti i benefici che si possono trarre da acqua di mare e sole.I benefici dell’acqua di mare

Ecco alcuni fra i principali benefici delle cure a base di maree, ovvero della talassoterapia.

Migliora il respiro. Ma perché il mare è un amico così prezioso? A renderlo del tutto speciale è il cosiddetto aerosol marino. L’aria, vicino alla costa, contiene una quantità più elevata del normale di sali minerali: cloruro di sodio e di magnesio, iodio, calcio, potassio, bromo e silicio.Provengono dalle onde che si rompono sulla riva e dagli spruzzi di acqua marina sollevati dal vento. I primi a beneficiarne sono i polmoni: la respirazione migliora sensibilmente fin dai primi giorni. Ma l’aerosol marino stimola anche il metabolismo, tonifica la circolazione del sangue e potenzia il sistema immunitario.

Combatte la ritenzione idrica.
Sono in molti a soffrire di ritenzione idrica durante la stagione calda. Nell’acqua marina, infatti, c’è una notevole concentrazione di sali minerali. E questo, per un meccanismo fisico chiamato osmosi, favorisce l’eliminazione, attraverso la pelle, dei liquidi che si erano accumulati nei tessuti. Con grandi vantaggi per la circolazione delle gambe.

Combatte i chili di troppo.I chili di troppo si perdono più facilmente. Il sale stimola le terminazioni nervose dell’epidermide, come conseguenza accelera il metabolismo: il corpo, in pratica, brucia più velocemente i cibi e il grasso.

Rinforza il sistema circolatorio.Per merito della pressione che l’acqua esercita mentre si è immersi, della sua temperatura, che in questa stagione è di circa 20 gradi, e del moto ondoso, che pratica un dolce massaggio su tutto il corpo.

La muscolatura aumenta di tono.Chifa anche qualche bracciata risolve molti altri problemi. Il nuoto rilassa i muscoli, scioglie in fretta le contratture e regala mobilità alle articolazioni bloccate da artrite e artrosi. E poi aiuta intestino e reni, depurando tutto l’organismo