Dopo il caso del farmaco prodotto in Cina con ingrediente cancerogeno, dalla Svizzera parte la protesta: indicare l’origine sulle confezioni di medicinali – Avrà seguito? O Big Pharma la metterà a tacere per continuare a produrre in posti improbabili, ma economici?

 

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Dopo il caso del farmaco prodotto in Cina con ingrediente cancerogeno, dalla Svizzera parte la protesta: indicare l’origine sulle confezioni di medicinali – Avrà seguito? O Big Pharma la metterà a tacere per continuare a produrre in posti improbabili, ma economici?

Big Pharma – Questa volta a finire sotto accusa è la scarsa trasparenza dell’origine delle materie prime. Un velo che impedisce a medici e farmacisti di consigliare i pazienti quando pure scoppiano allerta come quello del Valsartan, l’antipertensivo finito al centro di scandali e ritiri dopo che si è scoperto che un degli ingredienti, prodotto in Cina, conteneva contaminanti cancerogeni (v. seguito).

La richiesta, chiara, viene dalla Svizzera, rilanciata dal canale dei consumatori Srf Espresso. “Sul tessile e sull’alimentare oramai c’è scritto quasi ovunque dove è stato prodotto ciò che acquistiamo, sui farmaci questo non avviene mai”, dice un farmacista alla rivista. Per lui, una dichiarazione di origine, riportata chiaramente sulla confezione o sul foglio illustrativo, potrebbe essere utile.

Come il farmacista, l’Associazione dei pazienti svizzeri, quella dei consumatori e alcuni politici, hanno richiesto una dichiarazione di origine per i farmaci.

Molti degli ingredienti delle medicine che si consumano – e non solo in Svizzera –  vengono da paesi come la Cina o l’India. In particolare, i generici sono “prodotti per la maggior parte” lì, come ha ammesso l’associazione di settore “Intergenerika” a SRF “Espresso”.

Perché non c’è scritto allora “Made in China” o “Made in India” sulla confezione? Semplicemente perché non è obbligatorio.

Tuttavia, l’industria potrebbe volontariamente fare un passo e richiedere una dichiarazione di origine. Cosa tutt’altro che probabile, visto che, come dice Anita Geiger, portavoce dell’associazione “Interpharma”: “L’attenzione si concentra sul successo terapeutico per il paziente”.

Ma a Big Pharma conviene mettere nero su bianco dove producolo i loro farmaci? Comprereste prodotti tanto delicati fatti in Cina, India, Bangladesh o posti ancora più improbabili?

Probabilmente NO. E allora non se ne farà niente… Mica possiamo togliere a Big Pharma la possibilità di lucrare sulla nostra pelle, risparmiando il più possibile sulle materie prime?

 

Da Il Giornale del 6 luglio 2018:

Ritirati dal mercato 748 lotti di farmaci a base di valsartan: potenzialmente cancerogeno – L’Agenzia Italiana del Farmaco ha disposto il ritiro di diversi lotti di farmaci a base del principio attivo valsartan prodotti in Cina: è stato riscontrato un’impurità potenzialmente cancerogena

Da Il Salvagente del 21 novembre 2019:

Valsartan, non si placano gli allarmi: dopo la Cina, bloccato fornitore indiano

Da Il Salvagente del 18 marzo 2019:

“Impurezze cancerogene”, gli antipertensivi ritirati salgono a 942

Dopo il caso del farmaco prodotto in Cina con ingrediente cancerogeno, dalla Svizzera parte la protesta: indicare l’origine sulle confezioni di medicinali – Avrà seguito? O Big Pharma la metterà a tacere per continuare a produrre in posti improbabili, ma economici?ultima modifica: 2019-05-13T20:55:46+02:00da eles-1966
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