Navdanya International: “Con la fusione Bayer-Monsanto, le multinazionali vogliono controllare cibo e governi”

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Navdanya International: “Con la fusione Bayer-Monsanto, le multinazionali vogliono controllare cibo e governi”

Navdanya: «Fusione Bayer-Monsanto, le multinazionali vogliono controllare cibo e governi»

L’Unione Europea, con una decisione che non ha mancato di sollevare un’ondata di critiche e polemiche, ha dato il proprio benestare alla fusione tra i due colossi Bayer e Monsanto, che daranno vita a una mega-concentrazione di poteri e interessi nei campi della farmaceutica, agrochimica e biotecnologie. L’associazione Navdanya: «Operazioni aggressive per controllare mercato e istituzioni in nome del profitto».

È arrivato il benestare dell’Unione Europea alla fusione tra Bayer e Monsanto. Benchè la benedizione della UE risulti “condizionato” da una serie di misure atte a evitare la concorrenza tra posizioni sul mercato, il nocciolo della questione appare vertere su ben altri fronti.

«Le questioni relative alle fusioni delle grandi multinazionali non riguardano solo aspetti commerciali e di competizione come la commissaria Vestager vorrebbe farci intendere – spiegano dall’associazione Navdanya International – ma anche e soprattutto aspetti politici. Ci troviamo  infatti di fronte a una strategia disegnata per estendere il controllo delle multinazionali non solo sul nostro cibo ma sulla nostra democrazia. Attraverso fusioni aggressive queste grandi aziende stanno espandendo i loro mercati e, rivolgendosi direttamente ai decisori politici, aumentando contestualmente la loro influenza e la pressione su governi e istituzioni. Attraverso la propaganda stanno inoltre screditando la scienza indipendente per garantire che i regolamenti sanitari e ambientali non interferiscano con le loro attività di profitto, portando così sempre più all’erosione dei nostri principi democratici. Espandendo i loro monopoli su sementi e cibo, prodotti chimici e medicinali, le multinazionali stanno aumentando il loro controllo sui nostri alimenti e sulla nostra salute. A ciò si aggiungono altre tattiche come la propaganda, l’acquisizione di dati tramite il digital farming, gli attacchi alla scienza indipendente, la sfida aperta nei confronti delle leggi esistenti a tutela della salute e dell’ambiente, fino a comportamenti criminali come quelli rivelati nei Monsanto Papers. Gli effetti negativi di questo sistema ricadono maggiormente sui piccoli e medi produttori e sui consumatori meno abbienti».

«Le sei grandi aziende multinazionali che detengono il controllo sulla produzione mondiale di sementi, pesticidi e biotecnologie vogliono quindi allargare il loro impero attraverso mega acquisizioni – prosegue Navdanya – Se queste fusioni venissero definitivamente approvate, solo tre aziende avrebbero il controllo del 60 per cento delle sementi mondiali e del 70 per cento dei prodotti agrochimici e dei pesticidi. Il consolidamento di posizioni dominanti impedirà l’emergere di modelli agricoli sostenibili che aumentano la concorrenza e creano diversi sistemi di approvvigionamento di semi, produzione agricola e commercio. L’ampliamento del modello agricolo industriale avrà inoltre un grave impatto sull’ambiente, sulla biodiversità e sul cambiamento climatico, a causa della contaminazione del suolo, dell’acqua e dell’atmosfera, pur contribuendo solo ad una minima parte del fabbisogno alimentare mondiale, cui ancora provvedono i piccoli agricoltori».

«Siamo convinti – aggiungono dall’associazione – che le soluzioni possibili alle molteplici crisi che stiamo vivendo debbano invece venire dall’adozione di un modello che rispetti la terra e la dignità delle persone. In tutto il mondo piccoli e medi agricoltori stanno già mettendo in pratica un’agricoltura ecologica che  rinnova la fertilità del suolo e la biodiversità e fornisce cibo sano e di qualità alle proprie comunità. Come ha dimostrato il lavoro di Navdanya  nel corso degli ultimi trent’anni, possiamo coltivare abbastanza cibo nutriente per sfamare due volte l’attuale popolazione mondiale far fronte ai problemi legati alla malnutrizione e alle malattie croniche e creare allo stesso tempo un sistema resiliente capace di mitigare i cambiamenti climatici. Continueremo a rivendicare i diritti dei piccoli e medi produttori, che pur venendo schiacciati da questi meccanismi, sono gli unici in grado di garantire una produzione di cibo genuino e di qualità. Inoltre non smetteremo di combattere questo tentativo di presa di potere da parte delle multinazionali, che invece di essere regolate dai nostri rappresentanti eletti dai cittadini, riescono sempre più a vestire i panni dei regolatori, attraverso pesanti azioni di lobby ponendo così una grave minaccia la nostro stesso sistema democratico».

Intanto in una riunione a porte chiuse, che doveva rimanere segreta ma che è stata scoperta dalla Campagna Stop Ceta, il 26 e 27 marzo la UE discuterà proprio di cibo, pesticidi e glifosato.

di Terra Nuova

fonte: http://www.terranuova.it/News/Agricoltura/Navdanya-Fusione-Bayer-Monsanto-le-multinazionali-vogliono-controllare-cibo-e-governi

L’Unione Europea dice sì alle nozze Bayer-Monsanto, nient’altro che una squallida operazione finanziaria sulla pelle degli agricoltori, della biodiversità e della Gente!

 

Bayer-Monsanto

 

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L’Unione Europea dice sì alle nozze Bayer-Monsanto, nient’altro che una squallida operazione finanziaria sulla pelle degli agricoltori, della biodiversità e della Gente!

“Un matrimonio infernale” così le associazioni ambientalistiche e di agricoltori hanno ribattezzato la sempre più probabile fusione tra Monsanto e Bayer, i due colossi del biotech, dopo l’ok con riserva da parte dell’Unione europea. le due società, una americana e l’altra tedesca, porteranno in dono per le nozze 66 miliardi di valore, anche se Bruxelles ha chiarito che per dare il suo assenso definitivo, Bayer dovrà cedere attività per circa 6 miliardi di euro. Come riporta Repubblica, la compagnia tedesca dovrà cedere buona parte del settore sementi “tra cui quelle del cotone e della soia e l’intero comparto ortofrutta, della piattaforma di ricerca per il grano ibrido e di alcuni erbicidi a base di glifosasto nel Vecchio continente”. La fusione tra le due società ha ottenuto il via libera da 30 autorità nazionali, adesso manca solo l’ok dal parte del Dipartimento di giustizia degli Usa.

Bayer-Monsanto, un’operazione finanziaria sulle spalle degli agricoltori

La Commissione Ue ha approvato l’acquisizione di Monsanto da parte di Bayer, a condizione che si attuino «gli ampi rimedi» proposti per eliminare i dubbi dell’Ue rispetto alle sovrapposizioni su sementi, pesticidi e agricoltura digitale. «La nostra decisione assicura concorrenza e innovazione, perché i rimedi delle parti, che valgono più di sei miliardi di euro, soddisfano pienamente i nostri problemi di concorrenza» ha detto la Commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, che adesso dovrà verificare il rispetto degli impegni presi dall’azienda di Leverkusen. Fino a quel momento la fusione è approvata, ma non potrà concretizzarsi.

Siamo contenti che la commissaria Vestager sia tranquilla. In effetti, noi lo siamo un pochino meno. Ecco cosa succederà in concreto:

Un fertilizzante su quattro sarà venduto dal nuovo colosso industriale

Un pacchetto di semi su 3 sarà prodotto da Bayer-Monsanto

Un fitofarmaco su 4 avrà il logo Bayer

Non possiamo che ribadire la preoccupazione di Carlo Petrini: «Una concentrazione del genere in un settore strategico come quello della produzione alimentare non si è mai vista. Senza contare che, parallelamente, anche altri colossi chimici si stanno avventurando in fusioni della medesima portata. Questo significa, senza mezzi termini, una pericolosa perdita di sovranità. Significa che per produrre il cibo saremo sempre più dipendenti da decisioni prese nel chiuso di consigli di amministrazione che hanno come mandato la massimizzazione di fatturati, profitti e dividendi. Nulla di nuovo, se non le proporzioni di questa concentrazione, è il mercato globale alla sua massima espressione».

«Continueremo a vigilare sui comportamenti dei giganti del mercato. Una tale concentrazione di potere non può che indurre alla massima prudenza»: questo il primo commento di Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia. La questione è tutt’altro che ristretta alle sue conseguenze sui mercati finanziari, fa notare Pascale: «La fusione Bayer-Monsanto, ultima di una serie di mega-acquisizioni nel settore agrochimico, chiama in causa il confronto sugli organismi geneticamente modificati nonché la questione glifosato, rispetto alla quale tutto si è fatto tranne che chiarezza. Anche a causa dello strapotere di Monsanto sulla ricerca scientifica».

Se le prime fusioni potevano essere comprese in una logica di razionalizzazione dei costi, conclude il presidente di Slow Food Italia, ora non c’è nemmeno questa giustificazione: «La ricerca procede ormai su segmenti molto specializzati. Qui siamo di fronte a mere operazioni finanziarie, che non apportano alcun beneficio al progresso scientifico e puntano semmai a ricavare ulteriori margini di guadagno a scapito degli agricoltori e dei consumatori».

Il Grande Fratello sorveglia i contadini

C’è poi un aspetto, sottolineato nella lettera aperta alla commissaria europea Margrethe Vestager inviata ieri da Slow Food e altre associazioni, che vale la pena di ricordare.

Oltre a consegnare più di un quarto del mercato mondiale di sementi e pesticidi nelle mani di un’unica multinazionale, la fusione Bayer-Monsanto pone interrogativi preoccupanti sulla quantità di dati che il neonato colosso si troverà a maneggiare: «Bayer-Monsanto – si legge nella lettera – diventerà il principale protagonista della raccolta di dati, esponendo gli agricoltori a rischi e problematiche simili a quelli che stanno interessando piattaforme come Google, Amazon e Facebook».

In assenza di un quadro giuridico preciso, mettono in guardia le associazioni, l’operazione consentirà all’azienda di accumulare, controllare e monetizzare enormi quantità di dati, anche a discapito dell’innovazione di settore e dei concorrenti.

L’inciucio Basf-Bayer

Come dicevamo all’inizio, il sì della Ue è condizionato: per ottenere l’ok definitivo di Bruxelles, il gruppo tedesco dovrà cedere attività per circa 6 miliardi, ovvero parte del settore sementi, l’intero comparto ortofrutta e la piattaforma di ricerca per il grano ibrido e per erbicidi a base di glifosato. La Commissione infatti temeva un monopolio, e allora Bayer ha dovuto indicare un soggetto cui indirizzare le misure correttive della proposta di fusione. Il soggetto in questione è stato individuato nella tedesca Basf, cui Bayer si impegna a trasferire le linee di ricerca per gli erbicidi non selettivi, in modo da permettere alla società concorrente di trovare prodotti alternativi al glifosato e immettere sul mercato erbicidi non selettivi. Non aspettavamo altro…

Anche in questo caso la commissaria Ue si dice soddisfatta: «Basf è un acquirente adatto» dice Vestager, perché «al momento non vende semi o erbicidi non selettivi, è proprietaria di un pesticida globale complementare a quelli prodotti da Bayer-Monsanto e ha la forza finanziaria necessaria per competere». Contenta lei.

I prossimi passi

Ora la Commissione dovrà stabilire se le garanzie offerte funzioneranno nella pratica: Bayer e Basf devono fornire ulteriori prove alla Commissione sulla capacità di Basf di gestire e sviluppare l’attività ceduta da Bayer e diventarne concorrente vero, soprattutto per quanto riguarda diserbanti e prodotti derivati dai semi. Solo allora Bayer potrà procedere alla fusione con Monsanto. La Commissione si pronuncerà sull’accordo Bayer-Basf entro il 16 aprile.

Con il consenso definitivo dell’Europa, la fusione otterrebbe il via libera da 30 autorità nazionali, la metà di quelle necessarie. L’ultimo ostacolo consistente da superare diventa quindi l’approvazione dal parte del Dipartimento di giustizia degli Usa.

A cura di Michela Marchi e Andrea Cascioli
m.marchi@slowfood.it
a.cascioli@slowfood.it

Fonti

La Stampa

La Repubblica

New York Times

 

tratto da: http://www.slowfood.it/bayer-monsanto-unoperazione-finanziaria-sulle-spalle-degli-agricoltori/

Come la Bayer creò l’eroina e la diffuse nel mondo

 

Bayer

 

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Come la Bayer creò l’eroina e la diffuse nel mondo

 

Lo sapevi che la Bayer, il colosso tedesco dell’aspirina, creò l’eroina? In passato era un farmaco… ora è una droga che uccide.

Tosse? Raffreddore? Magari due linee di febbre? Cosa meglio di una Aspirina C? Ci darà sollievo, ci farà sentire di sicuro meglio… Ma almeno conosciamo la storia di chi produce questo farmaco?

La casa farmaceutica in questione si chiama BAYER AG, e fu fondata in Germania nel 1863 da Friedrich Bayer e Johann Friedrich Weskott. Il primo importante prodotto della Bayer fu l’eroina, che venne immessa in commercio nel 1899.

La vera storia dell’eroina è venuta recentemente alla luce dopo che, nel 1990, la Bayer, ha finalmente aperto i suoi archivi e permesso di consultare i diari di laboratorio dei suoi chimici e farmacologi, i documenti sulle vendite, il materiale propagandistico e i profitti. La sintesi della diacetilmorfina, nome chimico dell’eroina, era in realtà già avvenuta nel 1874, in un oscuro laboratorio ad opera di un chimico chiamato Wright. Sfortunatamente per lui, alcuni farmacologi, dopo avere sperimentato quella molecola sulla rana e sul coniglio, ne decretarono l’inutilità clinica e così la diacetilmorfina e Wright vennero dimenticati.

La seconda nascita della diacetilmorfina risale al 21 agosto 1897, ad opera del chimico della Bayer, Felix Hoffmann. Questa sostanza divenne in breve una medicina di grandissimo successo, usata contro moltissime malattie e dolori, poi vietata in Italia nel 1925, negli Stati Uniti negli anni ’30 e in Portogallo nel 1962. Sempre nello stesso anno viene messa in commercio anche l’Aspirina, una medicina a base di acido acetilsalicilico, cioè una modificazione dell’acido salicilico (o salicina), che era un rimedio popolare estratto dalla corteccia del salice.

Inizialmente, il successo dell’aspirina fu nettamente inferiore rispetto a quello dell’eroina, ma dopo che questa venne vietata, l’aspirina rimpiazzò l’oppioide e ne ereditò il successo planetario.

Per il suo coinvolgimento in diversi crimini di guerra ad opera dei nazisti, in particolare per la produzione dello Zyklon B e gli esperimenti chimici su numerose cavie umane, specialmente di origine ebraica, e per la compartecipazione che l’impero dei Rockfeller aveva in essa e viceversa, dopo la prima guerra mondiale la Bayer AG venne penalizzata per crimini di guerra negli USA, in Canada e in diverse altre nazioni le vennero sottratti i diritti sul proprio nome e sui propri marchi registrati, ma la Bayer stessa riapparve dopo la Seconda guerra mondiale come azienda indipendente. A partire dal 1978, attraverso numerose acquisizioni, la Bayer ha cercato di riacquisire i diritti sui propri marchi registrati, facendo completamente razzia in Canada e in USA, dove, come detto in precedenza, gli vennero sottratti.

Le scoperte che macchiano il colosso Bayer

EROINA: Come già detto è stata sintetizzata la prima volta nel 1874, dal ricercatore britannico C.R. Wright. L’eroina è un derivato dell’oppio, nota al giorno d’oggi sotto vari nomi farmacologici come Diacetilmorfina o Diamorfina. L’intento era quello di ottenere una molecola più efficace della codeina nel sedare la tosse, per la tubercolosi e nelle patologie respiratorie.

A parte l’opinione negativa di qualche farmacologo contro corrente, non la si riteneva in grado di dare dipendenza, mentre la dipendenza che crea è forte e si instaura molto rapidamente. L’eroinomania divenne rapidamente una emergenza sanitaria: nel 1905 la città di New York consumava circa due tonnellate di eroina all’anno. In Cina sostituì l’oppio.

L’Europa e il vecchio mondo non ne rimasero immuni e il consumo si diffuse rapidamente. In Egitto, nel 1930, il fenomeno aveva assunto proporzioni drammatiche: si calcola che su 14 milioni di abitanti vi fossero 500.000 eroinomani. La dose letale è di circa 100 mg endovena nei soggetti non assuefatti; una dose per consumo voluttuario ne contiene da 3 a 10 mg. Nei tossicodipendenti, si sviluppa sia tolleranza che dipendenza. Per cui, man mano, per ottenere l’effetto cercato si aumentano sempre più le dosi: molti dipendenti da eroina ne assumono dai 2,5 ai 3 grammi al giorno in due/tre dosi.

I più gravi effetti collaterali a lungo termine, di uso costante della sostanza, riguardano principalmente l’instaurarsi di una dipendenza fisica e psichica, che varia da persona a persona. Una volta instaurata la dipendenza, il tossicodipendente è “costretto” a continuare ad assumere la sostanza per evitare il crearsi di fortissime crisi d’astinenza. Nella classifica di pericolosità delle varie droghe, stilata dalla rivista medica Lancet, l’eroina occupa il primo posto.

IPRITEL’iprite è un vescicante d’estrema potenza che possiede la spiccata tendenza a legarsi a molte e diverse molecole organiche costituenti l’organismo. L’iprite è liposolubile e penetra in profondità nello spessore della cute; dopo che gli strati superiori, ancora sani, sono andati incontro al fisiologico ricambio, si presentano sulla superficie cutanea le cellule colpite e non proliferanti, cosicché si aprono devastanti piaghe.

Concentrazioni di 0,15 mg d’iprite per litro d’aria, risultano letali in circa dieci minuti; concentrazioni minori producono le sopracitate gravi lesioni, dolorose e di difficile guarigione. La sua azione è lenta (da quattro ad otto ore) ed insidiosa, poiché non si avverte dolore al contatto. È estremamente penetrante ed agisce sulla pelle anche infiltrandosi attraverso gli abiti, il cuoio, la gomma e diversi tessuti anche impermeabili all’acqua.

In caso di esposizione a dosi molto elevate, provoca danni gravissimi all’apparato respiratorio e all’apparato ematopoietico. L’unica terapia è quella sintomatica in camera sterile al fine di evitare infezioni che risulterebbero letali; gli scampati presenteranno estese cicatrici deturpanti per tutta la vita. L’iprite fu utilizzata per la prima volta, durante la Prima guerra mondiale, per iniziativa dell’esercito tedesco; già l’anno precedente i francesi ne avevano preso in considerazione l’impiego, scartandolo per difficoltà tecniche. Dal dicembre 1935 al maggio 1936, gli italiani sganciarono in Etiopia circa 85 tonnellate di iprite con bombe da aereo, nonché proiettili di artiglieria caricati ad arsine e vescicanti.

TABUNIl gas Tabun è un agente chimico scoperto dal dottor Gerhar Schrader nel 1937; in natura si trova solitamente allo stato liquido, è volatile, inodore e incolore. A causa di queste sue caratteristiche, è molto difficile da individuare senza adeguati strumenti. Essendo molto semplice da produrre in gran quantità, le nazioni in via di sviluppo sovente iniziano i loro programmi di militarizzazione chimica e lo sviluppo di arsenali chimici con il Tabun.

Questo gas è apparso per la prima volta in un conflitto durante la guerra Iran-Iraq, ove fu utilizzato per uccidere migliaia di soldati iraniani fino al 1988. L’entità del danno causato da parte del gas, dipende da diversi fattori quali temperatura, vento, pressione atmosferica, concentrazione e modalità con la quale si entra in contatto col gas. I sintomi di esposizione a piccole quantità di gas Tabun includono irritazione del tratto intestinale e naso che cola; esposizione a quantità maggiori producono crampi intestinali, vomito, irrigidimento del diaframma ed infine morte.

Il Tabun, come la maggior parte degli agenti nervini, inibisce l’enzima acetilcolinesterasi, che permette al neurotrasmettitore acetilcolina di legarsi al suo sito attivo. L’accumulo di acetilcolina causa crampi di entità crescente fino al collasso muscolare e la conseguente morte del soggetto. In caso di esposizione al Tabun, è importante somministrare tempestivamente l’antidoto; dopodiché, la pelle della vittima deve essere lavata con una soluzione al 10% di carbonato di sodio e acqua saponata; gli occhi devono essere invece lavati con acqua pulita. È importante anche fare un’iniezione intramuscolare di farmaci atti a rilassare i muscoli per contrastare l’azione contrattile dell’acetilcolina.

Fonte: www.dionidream.com/la-bayer-creo-leroina-e-la-diffuse-nel-mondo/

Riferimenti:

  • http://it.wikipedia.org/wiki/Bayer
  • http://it.wikipedia.org/wiki/Eroina
  • DisintossicazioneEroina.it

Il paradosso della Germania prima impone il Glifosato all’Unione Europea, poi lo vieta in casa sua… Non Vi puzza di enorme paraculata per favorire la propria industria (Bayer-Monsanto) sulla pelle degli Europei?

 

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Il paradosso della Germania prima impone il Glifosato all’Unione Europea, poi lo vieta in casa sua…  Non Vi puzza di enorme paraculata per favorire la propria industria (Bayer-Monsanto) sulla pelle degli Europei?

 

Prima si astiene, poi vota a favore dell’uso del glifosato ma solo in casa altrui. Perché ora la Germaniavuole vietare a casa propria il famigerato pesticida, considerato “probabile cancerogeno” dalla Iarc e finito nella bufera dopo la pubblicazione dei Monsanto papers perché la multinazionale avrebbe condizionato il giudizio “assolutorio” dell’Efsa.

Socialdemocratici e Verdi vogliono il divieto

Se la Csu, il partito della cancelliera Merkel, spinge per un divieto all’uso privato (nei giardini di casa, per intenderci) già in vigore in Italia, i socialdemocratici della Spd e i Verdi stanno spingendo per un divieto nazionale completo. Harald Ebner, l’esperto che per i Grün tedeschi ha seguito il dossier Glifosato, ha insistito sul fatto “che il divieto di uso privato rappresenterebbe una piccola riduzione della quantità di glifosato utilizzato nel paese e non gioverebbe all’ambiente e alla salute”. Servirebbe insomma una messa al bando completa anche per gli usi agricoli (ma gli agricoltori tedeschi si sono sempre schierati in Europa a favore del rinnovo della licenza).

Dall’astensione al Sì per il rinnovo della licenza in Europa

Lo stallo è totale visto che a Berlino dopo quasi 4 mesi dalle elezioni manca ancora un governo. E proprio in questa incertezza istituzionale che sarebbe nato il “voltafaccia” tedesco in Europa sul glifosato. In sintesi: in ben due occasioni la Germania a settembre e ottobre si è astenuta mentre a sorpresa il 27 novembre ha abbandonato l’Italia e la Francia ferme sul loro “No”, e si è schierata per il “Sì” al rinnovo della licenza per altri 5 anni del glifosato in Europa. Voti che hanno contato nella decisione finale in favore di quella Monsanto (proprietaria del RoundUp, l’erbificida più usato al mondo a base di glifosato) che dovrebbe anche in sposa alla tedesca Bayer.

La cancelliera in mezzo al guado

La Merkel ancora senza una maggioranza per il suo terzo mandato non ha digerito il voto favorevoledella Germania in Europa. Secondo i retroscena, la decisione di votare a favore della licenza è stata presa dal ministro dell’Agricoltura Christian Schmidt senza il sostegno del ministero dell’Ambiente. Per quel voto  Schmidt fu è stato redarguito dalla cancelliera  Merkel che ora di fronte alla richiesta opposta (mettere al bando il glifosato) per giunta a casa propria rischia davvero una brutta figura con i consumatori europei.

 

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/12/19/glifosato-prima-berlino-lo-impone-alla-ue-e-poi-lo-vieta-a-casa-sua/29621/

Glifosato: l’Unione Europea si “dimentica” che è cancerogeno e fa un bel regalo alla Bayer: rinnovato per altri 5 anni

 

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Glifosato: l’Unione Europea si “dimentica” che è cancerogeno e fa un bel regalo alla Bayer: rinnovato per altri 5 anni

 

Altri 5 anni di glifosato: “Un regalo a Bayer” che segna la fine del principio di precauzione?

Non è andata proprio giù a molti la decisione europea di concedere l’autorizzazione per altri 5 anni al glifosato. Pur se immaginabile, dopo le incredibili affermazioni del commissario alla salute Vytenis Andriukaitis che aveva detto “Il glifosato non vincerà mai un concorso di bellezza ma serve”

E le reazioni sono molte.

Commentando per esempio l’approvazione della proposta della Commissione europea sul rinnovo per altri cinque anni dell’autorizzazione al glifosato, Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia, dichiara:

«Il voto odierno è un regalo alle multinazionali agrochimiche, a scapito di salute e ambiente. Bene comunque il voto contrario dell’Italia che ha dimostrato nuovamente di dare priorità alla tutela delle persone, e non al fatturato di chi produce e commercia il glifosato».

Allo stato attuale, conclude Greenpeace, nessuno può affermare con certezza che il glifosato sia sicuro, specie dopo le rivelazioni che stanno continuando a emergere grazie ai cosiddetti “Monsanto Papers” e lo scandalo del “copia-incolla”, relativo a parti del rapporto dell’EFSA sui rischi dell’uso del glifosato copiate dalla richiesta di rinnovo dell’autorizzazione di Monsanto.

“Vota a favore anche Germania, in attesa di responso sulla fusione Bayer-Monsanto: almeno altri 5 anni di farmaci e pesticidi a braccetto!” ha twittato Piernicola Pedicini, europarlamentare 5Stelle che si è speso molto in questa lunga battaglia europea.

“È morto il principio di precauzione” chiude lapidario José Bové leader ambientalista. Noi speriamo di no, ma vista questa storia c’è poco di cui essere ottimisti.

 

da: https://ilsalvagente.it/2017/11/27/altri-5-anni-di-glifosato-un-regalo-a-bayer-che-segna-la-fine-del-principio-di-precauzione/28710/

La fusione Bayer-Monsanto è contro la legge europea in materia di concorrenza. Bayer-Monsanto controllerebbe il nostro intero sistema alimentare! Firma anche tu Petizione per fermare questo crimine!

 

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La fusione Bayer-Monsanto è  contro la legge europea in materia di concorrenza. Bayer-Monsanto controllerebbe il nostro intero sistema alimentare! Firma anche tu Petizione per fermare questo crimine!

Petizione per fermare la fusione Bayer-Monsanto

WeMove.eu, insieme a Friend of the Earth, Sum of Us e Food&Water Europe, ha promosso una petizione per sollecitare l’Unione Europea affinchè tenti di porre un freno alla fusione dei due colossi del biotech e dei pesticidi, Bayer e Monsanto.

Come spiegano da WeMove, l’iniziativa prende le mosse da un rapporto firmato da Ioannis Lianos e Dmitry Katalevsky  della facoltà di legge del UCL (University College London) dove vengono espressi pareri estremamente critici sulla fusione dei due colossi.

Il rapporto mette in evidenza cinque motivi per i quali l’Unione Europea dovrebbe non autorizzare la fusione in nome della legge sulla concorrenza.

QUI LE MOTIVAZIONI ELENCATE DA WEMOVE E SINTETIZZATE DAL RAPPORTO 

«Bay-Santo (come viene chiamato il nuovo colosso che nascerebbe dalla fusione delle due ultinazionali) controllerebbe il nostro intero sistema alimentare. Bay-Santo vorrebbe che gli agricoltori comprassero tutto ciò di cui hanno bisogno da un’unica azienda. Iniziando con gli Ogm, i semi e i pesticidi, quali prodotti principali, Bay-Santo offrirà anche fertilizzanti, tecnologie digitali e macchinari agricoli» spiegano da WeMove.

«Bayer è uno dei maggiori produttori di sostanze chimiche ad uso agricolo, fertilizzanti e pesticidi. Monsanto è uno dei massimi produttori di piante modificate geneticamente. Insieme queste aziende potrebbero avere un totale controllo su ciò che gli agricoltori coltivano nei loro campi, sui pesticidi che usano, su cosa comprano nei negozi e infine su cosa mettiamo in tavola. Se la fusione dovesse riuscire, le due aziende devono ottenere l’approvazione delle autorità per la concorrenza di tutto il mondo, tra cui l’UE. Bayer è riuscita a “convincere” Donald Trump ad appoggiare questa mega-fusione [3] ed ora vi è solo un’organizzazione che ha abbastanza influenza per fermare l’accordo: l’Unione europea. Sappiamo che Margrethe Vestager, Commissario per la concorrenza, sta informalmente già negoziando con Bayer a porte chiuse. Se non agiamo ora, questa mega-fusione potrebbe essere affare fatto. Ecco perché dobbiamo dirle di respingere subito l’accordo» prosegue la petizione di WeMove.

«La fusione di Bayer e Monsanto non è la sola mega-fusione nel settore dei prodotti chimici per l’agricoltura. ChemChina ha assorbito la svizzera Syngenta e anche Dow Chemical e Dupont si sono accorpate. Se avvenisse anche la fuzione tra Bayer e Monsanto i tre nuovi giganti agroindustriali controllerebbero il 70% dei prodotti chimici per l’agricoltura del mondo e il 60% del mercato dei semi. Questo sarebbe un colpo devastante anticoncorrenziale per gli agricoltori italiani e di tutto il mondo, vincolandoli a comprare semi e pesticidi da solo tre aziende globali. Queste multinazionali hanno dimostrato già in passato di mettere il loro profitto al di sopra della nostra salute e dell’ambiente. L’agricoltura industriale implica un circolo vizioso delle stesse colture su vasti campi, il che necessita di sempre più fertilizzanti e pesticidi per generare risultati. Al tempo stesso questo modello di agricoltura causa l’erosione e la totale scomparsa della catena alimentare per insetti, uccelli e piccoli animali. Anche se la nostra lotta è in Europa, la battaglia contro queste mega-fusioni è globale. Vi è un crescente movimento di agricoltori, consumatori e cittadini come noi, che protestano contro queste mega-fusioni. Nessuna tra le importanti autorità per la concorrenza ha ancora autorizzato la fusioni. Spetta a noi responsabilizzare Vestager e chiedere di bloccare la fusione».

QUI PER FIRMARE 

Cosa succede se pochi giganti controllano il nostro cibo?

 

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Cosa succede se pochi giganti controllano il nostro cibo?

Il potere sui sistemi di produzione del cibo si sta concentrando in poche mani, con effetti potenzialmente disastrosi sugli agricoltori e i consumatori

Esperti preoccupati per le maxi-fusioni nel sistema del cibo

 

(Rinnovabili.it) – Se le maxi fusioni tra giganti dell’agroindustria e della chimica proseguiranno con questo ritmo, l’accumulo di potere sulle modalità di produzione del cibo sul pianeta aumenterà al punto da causare gravi danni all’agricoltura e agli agricoltori. Lo afferma il nuovo rapporto dell’iPES, il panel internazionale di esperti sulla sostenibilità dei sistemi alimentari, presieduto dall’ex relatore speciale dell’ONU sul diritto al cibo, Olivier de Schutter.

Il dossier mette sotto la lente l’oligarchia delle grandi multinazionali agroalimentari e prova a tracciare degli scenari partendo dagli impatti dei grandi movimenti di capitale che stanno portando all’aggregazione di soggetti già leader del mercato. In questa partita, spiegano gli esperti dell’iPES, le piccole e medie imprese di coltivatori rischiano di dover far fronte a costi crescenti, che porteranno ad un aumento del prezzo finale anche per i consumatori.

Le grandi manovre dei colossi agrochimici sono iniziate nel 2015: dalla fusione da 130 miliardi di dollari tra Dow e DuPont all’acquisizione di Monsanto da parte di Bayer per 66 miliardi, fino al buyout da 43 miliardi di Syngenta operato da ChemChina, che ora pianifica una fusione con Sinochem nel 2018. Assistiamo ad una concentrazione senza precedenti nei settori delle sementi, dei fertilizzanti, della genetica animale e dei macchinari agricoli, con la nascita di player sempre più grandi e capaci di controllare i passaggi strategici di filiera: la logistica, la trasformazione e la vendita al dettaglio.

Questo consolidamento produce effetti negativi sul settore primario. Oggi, su 570 milioni di aziende agricole, il 70% è di piccola e media scala. Rendere i piccoli produttori sempre più dipendenti da una manciata di fornitori e acquirenti porta a una compressione dei loro redditi e li costringe a cambiare le modalità di produzione. Chi coltiva il nostro cibo sarà indotto ad investire sulle colture richieste dal mercato internazionale, che erodono la sicurezza alimentare a livello locale. Tutto perché l’unica speranza di accedere al mercato passa ormai per le grandi imprese, che adottano una strategia intelligente: non si assumono i rischi della produzione, ma si limitano a stipulare contratti-capestro con gli agricoltori, scaricando su di loro i rischi e negoziano i prezzi da una posizione di forza, poiché controllano gli snodi chiave della catena produttiva. Le fusioni degli ultimi anni consentiranno ai big di riunire i rispettivi capitali economici e politici, rafforzandone la capacità di influenzare il processo decisionale a livello nazionale e internazionale.

«Stiamo camminando su un terreno inesplorato – ha avvisato Pat Mooney, primo autore del rapporto – Se le offerte sul tavolo andranno a buon fine, tre aziende controlleranno oltre il 60% del mercato mondiale delle sementi. Gli agricoltori dovranno affrontare un aumento dei prezzi per i semi tra l’1,5 e il 5,5%». Le stesse tre sorelle avranno il dominio del 70% dell’industria agrochimica e del 75% del mercato dei pesticidi.

Le fusioni avranno l’effetto di accelerare un processo di integrazione verticale già in atto lungo tutta la filiera, arrivando fino ai supermercati. Viste le prospettive – spiega il rapporto – le imprese dominanti sono diventate troppo grandi per alimentare l’umanità in modo sostenibile, troppo grandi per operare in condizioni eque con gli altri attori della filiera e troppo grandi per aprirsi all’innovazione. Piuttosto che guidare i sistemi alimentari verso la sostenibilità, questo meccanismo rafforza solo la logica del modello agroindustriale, causando degrado ambientale e declino economico e sociale.

fonte: http://www.rinnovabili.it/alimentazione/pochi-giganti-controllano-cibo-333/

 

 

 

Glifosato: l’Ue si rimangia che il pesticida sia cancerogeno e rinnova per altri 10 anni, così come imposto dalla Germania… D’altra parte cosa ci dovevamo spettare dal matrimonio Bayer-Monsanto?

 

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Glifosato: l’Ue si rimangia che il pesticida sia cancerogeno e rinnova per altri 10 anni, così come imposto dalla Germania… D’altra parte cosa ci dovevamo spettare dal matrimonio Bayer-Monsanto?

 

Glifosato, la Germania volta le spalle ai consumatori e dice sì

La Germania voterà Sì al rinnovo decennale del glifosato, con un pensierino anzi a chiedere addirittura l’autorizzazione per 15 anni, cioè il massimo consentito.

“Dopo due anni di trattative – commenta l’eurodeputato Marco Affronte, che segue con preoccupazione l’evolversi della vicenda – solo lo schieramento deciso di uno dei pesi massimi dell’Europa poteva cambiare gli equilibri sul rinnovo/non rinnovo del Glifosato (la cui autorizzazione per l’uso in Europa scade il 31 dicembre 2017). Quello schieramento è arrivato, purtroppo – pare certo – dalla parte sbagliata”.

Francia, Italia e Spagna non si sono sbilanciate, ma la posizione tedesca è ovviamente determinante.

Come mai, ci chiediamo, dopo l’astensione dello scorso anno questo cambiamento di fronte? “Pare che siano state le imminenti elezioni in Germania a far prendere alla Cancelliera la decisione di accontentare i tantissimi agricoltori tedeschi che usano il Glifosato, contenuto nel RoundUp della Monsanto che – non è un dettaglio – sta trattando con la tedesca Bayer per la fusione“, ci spiega Affronte.

Eccolo il punto, che appare ben lontano dalla tutela degli interessi dei cittadini europei: l’affare in corso (da finalizzare entro la fine del 2017) tra il gruppo tedesco che vuole acquisire la multinazionale Usa dei pesticidi coinvolge interessi economici troppo grandi da scalfire. E tutto il resto – tutela della salute e dell’ambiente – passa in secondo piano.

D’altra parte l’oncologa Patrizia Gentilini lo aveva previsto: Bayer-Monsanto, chi fa profitto con farmaci e pesticidi può avere a cuore la salute?

Ecco l’articolo tratta da Il Fatto Quotidiano:

Per rinfrescarVi la memoria – L’oncologa Patrizia Gentilini: Bayer-Monsanto, chi fa profitto con farmaci e pesticidi può avere a cuore la salute?

La strage delle api? Dobbiamo ringraziare la Bayer ed il suo pesticida killer!

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La strage delle api? Dobbiamo ringraziare la Bayer ed il suo pesticida killer!

 

Pesticida Bayer Uccide le Api

Pesticida Bayer Uccide le Api. Di Justin Gardner.

La Bayer Accidentalmente Finanzia uno Studio che Mostra che Suo Pesticida sta Uccidendo le Api ma Prontamente Nega le Conclusioni. La Bayer ha ricordato al mondo che non esiterà a negare le conclusioni scientifiche di uno studio, anche se lo studio è stato finanziato dalla stessa Bayer.

Uno studio su larga scala sui pesticidi neonicotinoidi si sta aggiungendo al crescente numero di prove che queste sostanze chimiche agricole stanno danneggiando le popolazioni di api.

Eseguito su 33 siti nel Regno Unito, in Germania e in Ungheria, lo studio ha scoperto che l’esposizione ai neonicotinoidi “ha danneggiato le api che hanno meno probabilità di sopravvivere durante l’inverno, mentre i bombi e le api solitarie hanno prodotto meno regine“.

Bayer e Syngenta, produttori di pesticidi “Neonicotinoidi” che stanno per raccogliere enormi profitti se l’Europa rimuove il divieto ai Neonicotinoidi, hanno tempestivamente contestato le conclusioni dei ricercatori, anche se hanno finanziato parzialmente lo studio.

Gli autori notano che questo è il primo esperimento nel mondo reale che dimostra causalità diretta tra Neonicotinoidi e ridotte popolazioni di api ed è coerente con altri risultati.

Secondo lo studio :

La colza dai semi oleosi è stata coltivata con i rivestimenti dei semi contenenti neonicotinoidi (clothianidin o thiamethoxam) o nessun trattamento delle sementi.

Per le api da miele, abbiamo trovato effetti negativi (in Ungheria e Regno Unito) e positivi (Germania) durante la fioritura delle colture. In Ungheria, gli effetti negativi sulle api (associate con il clothianidin) persistono durante l’inverno e hanno portato a una riduzione delle colonie nella primavera successiva (diminuisce del 24%).

Nelle api selvatiche (Bombus terrestris e Osmia bicornis), la riproduzione è stata negativamente correlata con i residui di neonicotinoidi.

Questi risultati indicano che i neonicotinoidi causano una ridotta capacità delle api a ricreare nuove popolazioni nell’anno successivo all’esposizione.

Gli effetti negativi su bombi e sulle api solitarie sono stati osservati in tutti e tre i paesi in cui le concentrazioni più elevate di residui di neonicotinoidi nei nidi provocano minor numero di regine.

Gli effetti nocivi sono stati riscontrati sulle api da miele nel Regno Unito e in Ungheria, e sono coerenti con le osservazioni dei ratei di alta mortalità nel Regno Unito e una diminuzione del 24% delle colonie in Ungheria.

 

Tuttavia, in Germania (casualmente sede della Bayer NdR) non sono stati riscontrati effetti dannosi.

Questo comparto relativamente piccolo dei risultati del lavoro è stato ripreso da Bayer e Syngenta per affermare che i loro prodotti sono sicuri per le api o che i risultati non sono definitivi.

Le due aziende producono i pesticidi Neonicotinoidi utilizzati nello studio.

Non condividiamo l’interpretazione del Centro per l’ecologia e l’idrologia sugli effetti negativi dei trattamenti di sementi, siamo certi che i neonicotinoidi sono sicuri quando vengono utilizzati e applicati in modo responsabile,

ha dichiarato il dottor Richard Schmuck, direttore della scienza ambientale in Bayer.

Non dovrebbe sorprendere che i produttori di un pesticida agricolo, dal valore di miliardi di euro, possano cogliere la parte più piccola di uno studio per instillare dubbi nella mente pubblica. Gli scienziati che effettivamente eseguivano lo studio forniscono un’altra interpretazione, basata su tutto il corpo delle prove.

I nostri risultati sono una causa di grave preoccupazione, ha detto l’autore dello studio Richard Pywell del Centro per l’Ecologia e l’Idrologia di Oxfordshire. Abbiamo mostrato per la prima volta gli effetti negativi dei dei semi rivestiti di neonicotinoidi sulle api e abbiamo mostrato simili effetti negativi sulle api selvatiche. Questo è importante perché molti raccolti a livello mondiale sono possibili grazie agli insetti impollinatori e senza questa sarebbe impossibile produrre certi alimenti.

I dati verranno studiati come parte di una valutazione prevista a novembre nella UE, che deciderà se mantenere il divieto neonico.

La BBC riferisce che l’UE “sta lavorando a nuove proposte di bando per estendere il divieto di neonicotinoidi“.

Per illustrare la complessità del problema, dato che i Neonicotinoidi sono stati vietati dal 2013, alcuni agricoltori europei stanno spruzzando più grandi quantità di altri pesticidi come i ptiroidi, che potrebbero fare un grave danno alle api e agli insetti benefici.

C’è certamente la necessità di una gestione delle specie nocive nell’agricoltura, ma qual’è il costo è l’approccio chimico che esige l’ambiente naturale e gl insetti impollinatori delle nostre colture alimentari? Le prove sui Neonicotinoidi dicono che le api sono altamente sensibili a queste sostanze chimiche, ma gli agricoltori hanno anche bisogno di soluzioni alternative.

Per affrontare il problema, dobbiamo considerare come siamo arrivati qui. I parassiti sono stati introdotti in tutto il mondo avvalendosi di contaminazioni sulle navi e su altri veicoli. I parassiti spesso trovano le loro nuove sistemazioni prive di predatori naturali che normalmente li mantengono sotto controllo.

Le pratiche agricole aggressivamente spinte dai produttori di prodotti chimici e dalle società degli OGM hanno anche aumentato i problemi dei parassiti. Il modello agricolo corporativo basato sul brevetto costringe le coltivazioni monoculturali ad una elevata irrorazione di prodotti chimici. Ciò crea un ciclo per cui le piante e gli insetti parassiti diventano resistenti agli erbicidi e ai pesticidi, spingendo le aziende a produrre altri prodotti chimici più tossici.

Questa sempre crescente dipendenza dalle sostanze chimiche, che minaccia gli ecosistemi naturali e la salute umana, è altamente redditizia per aziende come Bayer e Monsanto.

L’approccio chimico ignora completamente migliaia di anni di apprendimento umano. Il concetto che ora conosciamo come pratiche di gestione integrata di parassiti (IPM), come la multicoltura, la rotazione delle colture, l’arricchimento del suolo e i perimetri arborei naturali, sono un’alternativa efficace all’approccio chimico.

fonte: https://sadefenza.wordpress.com/2017/07/11/pesticida-bayer-uccide-le-api/

I farmaci che uccidono e i crimini della Bayer

 

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I farmaci che uccidono e i crimini della Bayer

 

I CRIMINI DELLA BAYER (documento inviatomi dalla AVA di Franco Libero Manco, titolo e sottotitoli di VV)

GLI AFFARI DELLE MAGGIORI CASE FARMACEUTICHE INCLUDONO AZIONI DA CRIMINE ORGANIZZATO

Intervista col Prof. Peter Gøtzsche, direttore del Nordic Cochrane Center e autore di “Farmaci che uccidono e crimine organizzato. Come Big Pharma ha corrotto il sistema sanitario”, la cui traduzione italiana sarà pubblicata nell’aprile del 2015 da Giovanni Fioriti Editore di Roma.
Perché paragona l’industria farmaceutica al “crimine organizzato”? Perché ho scoperto che il modo di fare affari delle 10 maggiori case farmaceutiche include azioni da crimine organizzato.

PROF GOTZSCHE, COSA INTENDE ESATTAMENTE?

Gli imbrogli sui test e i silenzi sui pericoli dei farmaci sono molto comuni. E i soldi dell’industria farmaceutica arrivano dappertutto. L’industria farmaceutica cerca di comprare chiunque abbia influenza nel settore della sanità ed è riuscita a corrompere persone di ogni tipo, anche ministri della sanità. La pubblicità dei farmaci è particolarmente dannosa e le bugie sono spesso così sfacciate che le compagnie sostengono esattamente l’opposto della verità sui loro prodotti.

DATI MANIPOLATI E DIVERSI PER I TEST PUBBLICI E QUELLI DELLE MULTINAZIONALI

Non è salutare che una compagnia che ha la possibilità di guadagnare milioni di dollari interpretando tutto in chiave favorevole, sia di solito l’unica ad avere a disposizione i dati degli studi. Nel nostro sistema, le compagnie farmaceutiche sono giudici di sé stesse. E’ una cosa molto strana. In altri ambiti non viene accettata. Se andassi in tribunale e dicessi al giudice “Ecco le prove, le ho fatte tutte io”, sarebbe ridicolo. Ma questo è il sistema che noi abbiamo accettato. La stessa industria fa gli studi sui suoi farmaci. Spesso li manipola a un livello orribile e dunque sappiamo di non poterci fidare di quello che pubblica l’industria farmaceutica nelle nostre più prestigiose riviste mediche. Lo sappiamo da molto tempo.

200 MILA PERSONE ALL’ANNO MUOIONO PER COLPA DEI FARMACI ASSUNTI IN USA

Studi fatti in tutto il mondo mostrano dati piuttosto consistenti tra loro. Nei soli Stati Uniti si stima che muoiano circa 200.000 persone all’anno a causa dei farmaci che prendono. Nella metà dei casi i farmaci sono presi secondo le istruzioni del medico. Nell’altra metà dei casi la morte è dovuta ad errore, per esempio una quantità eccessiva, oppure il medico non era al corrente di interazioni pericolose con altre sostanze. Ma non possiamo prendercela troppo con i medici. Ogni farmaco porta con sé 20 o più avvertimenti e controindicazioni. È assolutamente impossibile essere a conoscenza di tutto.

IL 95% DEI FARMACI POTREBBE ESSERE TRANQUILLAMENTE ELIMINATO

Potremmo eliminare il 95% delle nostre spese per i farmaci e avere oltretutto una popolazione più sana. Se usassimo sempre il farmaco più economico che ha gli stessi effetti di quello più caro, potremmo spendere ben meno della metà. E molto spesso sarebbe meglio non prescrivere un farmaco, perché tutte le medicine procurano qualche danno e, messe assieme, producono un orribile costo in vite umane. Per esempio si usano troppi antidolorifici. Dovremmo anche usare una minuscola frazione dei farmaci psichiatrici che usiamo oggi, poiché sono in generale dannosi quando usati per più di poche settimane.

10 MILIARDI ALL’ANNO DI PUBBLICITÀ DEVIANTE DA PARTE DELLA BAYER

La BAYER spende circa 10 miliardi di euro all’anno per farsi pubblicità, considerando i campioni gratuiti, i corsi di aggiornamento per medici, le spese dei rappresentanti, le donazioni ad associazioni mediche. La Compagnia si rifiuta di fornire i dati in dettaglio. Pensa che si dovrebbe costringere l’industria farmaceutica a pubblicare dettagliatamente le sue spese di marketing? Naturalmente sì, ma soprattutto si dovrebbe bandire completamente la pubblicità sui farmaci, proprio come si è fatto per il tabacco. La pubblicità sui farmaci causa gli stessi danni della pubblicità sul tabacco. Se ci sono farmaci validi, si può star certi che i medici li useranno. I farmaci buoni, non hanno bisogno di pubblicità per essere accettati. Se il marketing venisse messo al bando non ci sarebbero più i rappresentanti a corrompere i medici, e i direttori delle riviste mediche non avrebbero paura di pubblicare articoli che vanno contro l’interesse delle case farmaceutiche. Con questa riforma si potrebbero liberare le riviste mediche dalle grinfie dell’industria farmaceutica.

RISCHI DI EMBOLIA PER LE PILLOLE CONTRACCETTIVE DELLA BAYER

Le pillole contraccettive Yaz/Yasmin, sono associate a un rischio di embolia che è almeno doppio rispetto a quello dei vecchi prodotti. Come mai queste pillole non sono state ancora bandite malgrado la BAYER abbia pagato quasi due miliardi di dollari di indennizzi?
Quando uno dei miei colleghi danesi ha pubblicato dati convincenti che mostravano che le nuove pillole contraccettive Yaz/Yasmin causano più embolie delle vecchie pillole, è stato duramente attaccato da altri colleghi nel ruolino paga della BAYER. La BAYER ha anche finanziato degli studi per dimostrare che le nuove pillole non erano più pericolose delle vecchie.

FARMACI DA BANCO E INTEGRATORI INUTILI TRA I BEST-SELLER

La BAYER è tra i leader di mercato nei farmaci da banco e integratori alimentari. Quali sono i principali problemi in questo campo? La maggior parte non serve a niente se non ad alleggerire le tasche di chi li compra.

L’ASPIRINA CONTINUA SEMPLICEMENTE A PROVOCARE DANNI ALLA POPOLAZIONE MONDIALE

Come giudica gli sforzi costanti per promuovere l’Aspirina come prevenzione quotidiana contro i disturbi di cuore o certi tipi di cancro, anche per la popolazione sana? Pochissimi beneficeranno della profilassi mentre molti ne avranno un danno. Non mi sembra una buona idea quella di trattare tutti per il beneficio di pochi. Il trattamento eccessivo delle persone sane è uno dei problemi maggiori nella sanità odierna ed è anche una delle maggiori fonti di lucro per l’industria farmaceutica.

LA BAYER È SEMPRE AL CENTRO DEI MAGGIORI SCANDALI FARMACEUTICI

La nostra coalizione ha monitorato la BAYER per oltre 30 anni. Dall’Eroina al Baycol, la compagnia si è resa responsabile di molti scandali farmaceutici. Qual’è la sua esperienza con la BAYER? Come le altre grandi compagnie farmaceutiche, la BAYER è impegnata nel crimine organizzato, che include corrompere i medici e commettere frodi come quella dei prezzi eccessivi praticati a Medicaid.

ESPERIMENTI ORRIBILI PRESSO IL LAGER DI AUSCHWITZ

Durante la seconda guerra mondiale la BAYER faceva esperimenti sui prigionieri dei campi di concentramento. Una lettera del tempo testimonia che il lager di Auschwitz vendette 150 donne prigioniere alla BAYER per 170 Marchi l’una. La BAYER scrisse poi al comandante del lager spiegando: “Gli esperimenti sono stati completati e tutte le persone sono morte. Torneremo presto a rivolgerci a voi per un altra consegna”. Alcuni esperimenti condotti sui prigionieri dei campi di concentramento dalle compagnie farmaceutiche tedesche, consistevano nell’iniettare loro il tifo per via intravenosa e poi usare vari farmaci per vedere se funzionavano.

RICERCHE MEDICHE DETTATE SOLTANTO DAL PROFITTO

Nel 2008, la BAYER e l’Ospedale Universitario di Colonia, iniziarono una stretta collaborazione. Abbiamo cercato di ottenere una copia dell’accordo, ma entrambe le parti si sono rifiutate di mostrarcela. Lei è d’accordo sul fatto che queste cooperazioni segrete porteranno a una ricerca medica dettata solamente dal profitto?

ACCORDI SEGRETI NELLA SANITÀ E MORTALITÀ AD ALTISSIMI LIVELLI

Sono molto contrario a questi accordi di collaborazione perché la storia dimostra che ciò che avviene quasi sempre è che la compagnia riceve sia i guadagni che il credito di tali “cooperazioni”, mentre il contribuente è destinato a pagare il conto rimborsando farmaci eccessivamente costosi. È forse accettabile fare accordi con un’industria le cui azioni sono spesso criminali e che, per puro profitto, causa la morte di un così grande numero di pazienti? La ricerca clinica dovrebbe essere fatta del tutto indipendentemente dall’industria farmaceutica, non in collaborazione con essa. Nella sanità non dovrebbero esistere gli accordi segreti.

I MEDICI NON DOVREBBERO STARE SUI LIBRI PAGA DELLE INDUSTRIE FARMACEUTICHE

L’industria farmaceutica non pubblica i dati dei suoi studi. Quindi dovremmo chiedere che vengano fatti degli studi pubblici sui farmaci. L’industria dovrebbe pagare questi studi, ma non aver niente a che fare con i test sui farmaci. Anche i medici non dovrebbero essere pagati dall’Industria farmaceutica. Sfortunatamente molti medici accettano che il loro nome sia aggiunto ad articoli scritti dalle compagnie farmaceutiche anche se è stato loro negato l’accesso ai dati generati da loro stessi e dai loro pazienti, senza i quali gli articoli non avrebbero potuto essere scritti. Questa è corruzione di integrità accademica e tradimento della fiducia dei pazienti nella ricerca. I medici e le associazioni dei pazienti dovrebbero semplicemente dire di no al denaro proveniente da un’industria così corrotta.

REFERENZE DEL PROF PETER CHRISTIAN GOTZSCHE

Il Professor Peter Christian Gøtzsche, direttore del Nordic Cochrane Centre, è specialista in medicina interna. Ha lavorato su test clinici e sulle regolamentazioni nell’industria farmaceutica (1975-1983) e negli ospedali di Copenhagen (1984-1995). Nel 1993 è stato co-fondatore di The Cochrane Collaboration. Nel 2010 è diventato professore di Progettazione e analisi della ricerca medica, all’Università di Copenhagen.

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COMMENTO

UNO SPACCATO IMPIETOSO E RIVELATORE SULLE BRUTTEZZE E SULLE COLLUSIONI DELL’AMBIENTE MEDICO

Questo report del prof Gotzsche ci regala uno spaccato interno di quanto succede in ambito sanitario e nelle maggiori industrie farmaceutiche. Informazioni preziose e sconvolgenti che fanno letteralmente a pugni con quanto ci propinano giornalmente i media televisivi italiani, collusi mani e piedi coi giganti di Big Pharma.

MEDICI SEMIDEI

Non passa giorno che qualsiasi caso critico, spesso opportunamente manipolato, venga utilizzato dalla sanitò nazionale per mantenere la gente nell’ansia e nel panico, e per tentare di portarla o di riportarla in un modo o nell’altro all’ovile medico. Si parli di Aids, si parli di vaccini, si parli di diete, si parli di digiuni, si parli di genitori che optano per una dieta vegana e non carnivora, nulla cambia. Tutto deve passare tramite la tramoggia medica, unica ed esclusiva a poter decidere sulle sorti dell’umanità, con medici che impartono lezioni e codici di comportamento con presunzione ed arroganza sconfinate, quasi si trattasse di semidei e di unici possessori di verità e di metodi infallibili ed ultra-efficienti, e sempre in assenza totale di confronto con delle controparti.

CURE MEDICHE SUL SINTOMO PRIVE DI STABILI MIGLIORMENTI E DI ESITI RISOLUTIVI

Raccogliessero almeno dei risultati positivi. A un metodo vincente si bada al sodo e si dimenticano le eventuali scabrosità. Ma qui non esiste nemmeno questo alibi, visto che le cure mediche sono, il più delle volte, tutt’altro che rimediali, tutt’altro che risolutive, tutt’altro che prive di risultati contraddittori e tutt’altro che prive di sofferenze e di accanimenti terapeutici.

TOTALE MANCANZA DI OBIETTIVITÀ

Se succede che un paziente muoia nelle mani di qualche terapeuta alternativo casca il cielo e si dilatano le critiche a dismisura, scordando del tutto le migliaia di vittime che ogni giorno cadono malamente per colpa di metodi curativi insensati ed aberranti praticati a norma di legge ed in totale monopolio ed esclusività dalla medicina convenzionale, e mi riferisco in particolare alle curomanie sul sintomo e alle immaginarie prevenzioni vaccinali.

INSOSTENIBILE INVADENZA MEDICA

La popolazione in realtà è da anni ormai che ne ha le tasche piene della materia medica e di un potere sanitario che insegue, persegue, perseguita, soffoca, e rende invivibile il clima sociale per la gente, praticando il più delle volte come suo sistema tipico una politica indegna ed ignobile basata sull’ansia, sull’invadenza, sul panico e sulla paura, condizioni indispensabili per rendere i pazienti obbedienti, arrendevoli, sottomessi e remissivi.

MONOPOLIO ESCLUSIVO SULLE SORTI DELL’UMANITÀ, SENZA POSSEDERE LE DOTI NECESSARIE

In tutte le professioni esiste il dibattito ed il confronto. Il geometra, l’architetto e l’ingegnere civile sono soggetti ai controlli e alle obiezioni dei periti contrari. Chi sa di essere soggetto a confronto non si sogna nemmeno di permettersi comportamenti arroganti e dogmatici. In medicina no. Siamo di fronte all’unica professione dove vige il divieto totale di contestazione, per cui il paziente ottiene non di rado un grande premio di consolazione: quello di peggiorare e morire a norma di legge.

Valdo Vaccaro

 

fonte: https://www.valdovaccaro.com/2017/06/farmaci-uccidono-crimini-della-bayer/