L’Italia importa 549 mila tonnellate di olio d’oliva l’anno mentre in Puglia gli ulivi sono ridotti a legna da ardere!

 

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L’Italia importa 549 mila tonnellate di olio d’oliva l’anno mentre in Puglia gli ulivi sono ridotti a legna da ardere!

In forte crescita le importazioni di olio proveniente dall’Africa, mentre cala l’export. È quanto emerge dal report 2019 dell’Ismea sull’olio d’oliva (dati Istat). L’Italia, dopo un’annata scarsa  (175mila tonnellate prodotte nel 2018) si è confermata al primo posto al mondo come Paese importatore con 549mila tonnellate.

Secondo quanto denunciato da Coldiretti l’olio d’oliva italiano non riesce a risollevarsi e sta scomparendo sempre di più dalle tavole degli italiani.

Intanto nel 2019 la Spagna ha aumentato le sue esportazioni di olio d’oliva del 48%. Il primo Paese importatore rimane sempre l’Italia, che si aggiudica oltre i tre quarti delle vendite totali.

Nei soli primi otto mesi dell’anno sono arrivati dall’estero ben 280 milioni di chili di olio spagnolo, spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali e mondiali.

Molto significativo è inoltre l’incremento dell’import dall’Africa: +241% dal Marocco e +65,6% dalla Tunisia.

Tutto ciò, oltre a danneggiare il settore olivicolo italiano, sta dando vita a una vera e propria invasione sugli scaffali dei supermercati di prodotti di scarsa qualità a prezzi stracciati.

E intanto da noi che succede?

Da un articolo pubblicato da TELERAMA NEWS leggiamo che gli ulivi sono ormai ridotti a legna da ardere. Un grande cimitero delle piante si trova a Torchiarolo, al confine con Squinzano, subito dopo lo svincolo della superstrada. Non si contano gli alberi estirpati… Il disseccamento rapido è solo una delle causa del violento processo di abbandono in corso, ma non è l’unica e nemmeno la principale. Ciò che è certo è che fioccano i cartelli ‘Vendesi’ tra i campi e anche gli annunci sui portali di vendita. A spulciarne un po’, si nota come negli ultimi mesi si siano moltiplicati.

Su uno dei siti si legge che il prezzo medio in zona è di 39 euro al metro quadrato. Il riferimento è, però, a terreni edificabili.

Per gli oliveti, invece si ha un tracollo: 30mila mq con cento alberi offerti a 90mila euro, cioè a 3 euro al mq; 4mila mq con 40 alberi a 8mila euro, cioè a 2 euro. Su un altro portale si scende ancora: 21 ettari di oliveto, con pozzo e impianto di irrigazione, a cento metri dalla superstrada Lecce-Brindisi, venduto a 1,5 euro al mq. Stesso prezzo per un terreno in contrada Occuli di 24mila mq con oliveto secolare di 80 piante e un locale annesso.

 

 

 

L’Italia importa 549 mila tonnellate di olio d’oliva l’anno mentre in Puglia gli ulivi sono ridotti a legna da ardere!ultima modifica: 2019-12-10T20:43:51+01:00da eles-1966
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