Ecco come il governo ci stanga con le bollette luce e gas, ma si dimentica del tutto delle rinnovabili!

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Ecco come il governo ci stanga con le bollette luce e gas, ma si dimentica del tutto delle rinnovabili!

 

Contenuti

  • Stangata nel 2018 per le bollette luce e gas: i consumatori italiani si ritroveranno con aumenti di almeno il 5%. Tutte le amare novità per le famiglie, mentre le polemiche montano per il nuovo balzello dei sacchetti biodegradabili a pagamento, questa misura pare decisamente essere più onerosa per le tasche di noi consumatori
    • Bollette luce e gas: gli aumenti
      • Aumenti bollette luce e gas: le ragioni
      • Le reazioni
    • Ma che fine hanno fatto le rinnovabili?
      • Anno nuovo, politiche vecchie

Stangata nel 2018 per le bollette luce e gas: i consumatori italiani si ritroveranno con aumenti di almeno il 5%. Tutte le amare novità per le famiglie, mentre le polemiche montano per il nuovo balzello dei sacchetti biodegradabili a pagamento, questa misura pare decisamente essere più onerosa per le tasche di noi consumatori

Stangata sulle bollette luce e gas per le famiglie italiane: questo 2018 non si presenta sotto i migliori auspici sul fronte delle spese. E se si continuano a magnificare i provvedimenti che hanno elargito mance elettorali (gli ormai famosi 80 euro, che avrebbero addirittura rilanciato l’economia!), si dà con una mano, per togliere con l’altra.

La notizia della stangata arriva dall’Autorità per l’energia, che ha di recente pubblicato un aggiornamento alle condizioni economiche di riferimento perfamiglie e piccoli consumatori nei servizi di tutela. Ecco che cosa prevede nel dettaglio.

Bollette luce e gas: gli aumenti

Gli aumenti sono scattati dal primo gennaio. È quindi prevedibile vedere aumenti delle bollette luce e gas già a partire dal primo conto del nuovo anno. Per la fornitura di energia elettrica si prevede un rincaro del 5,3%. Per il gas, invece, si registrerà un +5%.

L’Autorità per l’energia fa anche i ‘conti in tasca’ alle famiglie italiane:

«Nel dettaglio, per l’elettricità la spesa (al lordo delle tasse) per la famiglia-tipo nell’anno compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018 è di circa 535 euro, con un aumento del +7,5% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° aprile 2016 – 31 marzo 2017) corrispondente ad un aumento di circa 37 euro l’anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas, sarà di circa 1.044 euro, con un rialzo del +2,1% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, corrispondente ad un aumento di circa 22 euro l’anno».

Aumenti bollette luce e gas: le ragioni

È incredibile leggere poi le ragioni di tali aumenti. L’Autorità per l’energia parla genericamente, per l’elettricità, di incrementi dovuti ai prezzi all’ingrosso in crescita e dei costi per adeguatezza e sicurezza del sistema. Federconsumatori specifica meglio dove sta l’inghippo.

Per la luce, in realtà, andremo a pagare di più per:

  1. La dismissione delle centrali nucleari (ancora!)
  2. Le agevolazioni alle imprese energivore, ovvero a quelle ad alto consumo di energia (che producono metalli, vetro, plastica, per intenderci): qui l’aumento sarebbe il più sostanzioso, facendo registrare un +1,9%
  3. I regimi tariffari speciali per le ferrovie
  4. Incentivi alle fonti rinnovabili

Per il gas invece? Pare che d’inverno, chissà perché, il costo aumenti ormai in maniera “fisiologica”…

Le reazioni

Le associazioni dei consumatori reagiscono con energia ai rincari sulle bollette luce e gas nel 2018.

Per il Codacons, gli aumenti delle tariffe sono “del tutto sproporzionati”. Avranno infatti un effetto “elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso”. Carlo Rienzi, presidente dell’associazione, dice la sua anche sulle ragioni che hanno portato alla stangata:

«I rincari sono determinati da fattori speculativi che nulla hanno a che vedere con i costi reali di approvvigionamento: basti pensare che alla base del rialzo del +5% del gas vi è la prevista maggiore domanda per i mesi invernali, mentre l’incremento del +5,3% per l’elettricità è causato, tra i vari fattori, anche dagli oneri per la sicurezza del sistema elettrico, che così vengono scaricati interamente sui consumatori».

Carlo De Masi, presidente Adiconsum, rincara la dose. E spiega che i rincari “sono del tutto ingiustificati, sia perché i consumatori italiani pagano l’energia più cara d’Europa, sia per via di oneri e accise impropri che andrebbero complessivamente rivisti”.

Emilio Viafora di Federconsumatori parla di “vere e proprie tasse occulte che si annidano all’interno delle bollette dell’energia elettrica e del gas”. In particolare, sul secondo punto, Viagora spiega che “l’aumento nel periodo invernale è un fatto consolidato, sul quale è giunto il momento di indagare meglio”.

Ma che fine hanno fatto le rinnovabili?

Un punto, in particolare, attira l‘attenzione. Il fatto cioè che gli aumenti nelle bollette luce e gas servirebbero anche per incentivare le energie rinnovabili. Anche se, ormai, il calo costante di investimenti nel settore è un fatto assodato nella legislatura che ci stiamo per lasciare alle spalle.

A luglio 2017, per esempio, Legambiente ci metteva in guardia su un emendamento Pd alla legge Europa 2017, approvato in parlamento, che poneva limiti per gli incentivi alle rinnovabili.

La sensazione era che, mentre a parole si lanciavano grandi obiettivi, nel concreto si facesse ben poco. E lo dimostrano anche i dati.

Il Consiglio Nazionale della Green Economy ha infatti certificato il rallentamento degli investimenti nelle rinnovabili. Che si sarebbero addirittura dimezzati nel giro di 4 anni: da 3,6 miliardi nel 2013 a 1,7 nel 2016. Non è andata meglio l’anno scorso: nei primi 8 mesi del 2017, la produzione di elettricità green è scesa del 5% rispetto allo stesso periodo precedente.

Anno nuovo, politiche vecchie

La Strategia Energetica Nazionale, approvata di recente, prevede in teoria di chiudere tutte le centrali a carbone entro il 2025 e di portare l’elettricità da fonti rinnovabili al 55% del totale entro il 2030. Tutto molto bello a parole, ma come dimostrato, spesso la strategia non si traduce in politiche concrete.

Ne abbiamo avuto numerosi esempi di recente. Nei mesi scorsi, infatti, il governo ha approvato nuovi investimenti alla raffineria Eni di Taranto. Così come ha dato l’ok alla costruzione di una centrale Snam a Sulmona, per la compressione del metano.

Allo stesso tempo, però, il governo blocca la centrale solare termodinamica di Gonnosfanàdiga, in Sardegna. Anche quest’ultimo progetto aveva dei problemi dal punto di vista ambientale (li sottolinea il Sole). Ma la direzione dell’esecutivo sembra improntata a politiche vecchie di due secoli: più energia da combustibili fossili (petrolio e gas) e meno da sole e vento.

Un paradosso sottolineato da Francesco Ferrante, vicepresidente del Kyoto Club:

«Una vicenda simbolica. Il risultato è che un impianto tecnologico all’avanguardia non si farà. Poi magari nei convegni qualche ministro continuerà a parlare del talento e del know how italiano. E intanto il decreto sulle fonti rinnovabili non fotovoltaiche giace nei cassetti dello Sviluppo Economico da oltre un anno e tante imprese stanno pensando a emigrare»

 

fonte: https://www.ambientebio.it/ambiente/energia/bollette-luce-e-gas/

Ecco come il governo ci stanga con le bollette luce e gas, ma si dimentica del tutto delle rinnovabili!ultima modifica: 2018-01-10T23:05:41+01:00da eles-1966
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