Giusto per non farvelo dimenticare – Umberto Veronesi sulle sigarette elettroniche: “Le lobby del fumo comprano i giornalisti”…!

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Giusto per non farvelo dimenticare – Umberto Veronesi sulle sigarette elettroniche: “Le lobby del fumo comprano i giornalisti”…!

 

Veronesi sulle sigarette elettroniche: “Le lobby del fumo comprano i giornalisti”

Un nuovo studio conferma che le sigarette elettroniche più “pesanti” liberano solo un terzo della nicotina di una sigaretta tradizionale. Intanto lo stato è pronto a tassare del 58,4% e-cig e ricambi. Monta la protesta dei rivenditori.

Non si tratta della prima ricerca che assicura che l’e-cig fanno meno male delle “colleghe” tradizionali, ma ad ogni conferma scientifica i rivenditori di sigarette elettroniche hanno un argomento in più per contestare il provvedimento governativo. Da un lato una ricerca presentata a Napoli del laboratorio americano Arista, dall’altro il “decreto fare”. Secondo lo studio il rilascio di nicotina da una sigaretta elettronica “pesante” (contenente 16 milligrammi di nicotina per millilitro) è pari a 0.3 milligrammi di sostanza, ovvero un terzo di una sigaretta da 0,9 milligrammi (il massimo, per legge, è di 1 milligrammo). Un beneficio sulla salute pubblica che, secondo i rivenditori, è ignorato dal decreto fare, che prevede invece una tassazione del 58,4% su e-cig e ricambi.

Il valore delle sigarette elettroniche, secondo Umberto Veronesi, è comprovato dalla riduzione dei fumatori tradizionali, che da gennaio a marzo 2013 è costato allo stato 200 milioni di euro in meno di tasse. La protesta dei commercianti intanto va avanti e arriva alla piazza antistante Montecitorio, mentre sempre il noto oncologo spiega a Repubblica che “Ci sono studi ben documentati, due americani e uno catanese, che dimostrano come le e-cig aiutino a smettere di fumare […] Perché tanto accanimento contro le sigarette elettroniche? Le lobby del fumo comprano tutto: giornalisti, personaggi d’opinione”.

Un problema, tuttavia, c’è ed è legato all’assenza di una normativa riguardante le sigarette elettroniche. Oltre alla nicotina, infatti, è possibile che alcune ditte utilizzino prodotti dannosi nei propri liquidi. Alberto Ritieni, professore di Chimica degli alimenti presso la Federico II di Napoli, spiega che “i metalli rappresentano un serio pericolo e sono legati a un rischio per una serie di patologie anche piuttosto gravi. Sono considerati degli indicatori d’inquinamento ambientale e la normativa prevede limiti alla loro concentrazione nelle acque, nei cibi e nell’aria”.

fonte: https://scienze.fanpage.it/veronesi-sulle-sigarette-elettroniche-le-lobby-del-fumo-comprano-i-giornalisti/

Stangata di Stato sulle sigarette elettroniche: “Se passa converrà tornare alle sigarette”… Un altro regalo alle Lobby amiche sulla pelle della Gente?

 

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Stangata di Stato sulle sigarette elettroniche: “Se passa converrà tornare alle sigarette”… Un altro regalo alle Lobby amiche sulla pelle della Gente?

Protesta davanti il Parlamento per gli amanti delle sigarette elettroniche e per i lavoratori del settore, a rischio dopo l’inserimento nel decreto fiscale di un emendamento fortemente penalizzante. Al centro della manifestazione la decisione di introdurre la tassazione dei liquidi per le e-cig, anche quelle senza nicotina, che porterebbe il prezzo di un flaconcino a  gonfiarsi del doppio e oltre, da 5 a 12-13 euro. Altro aspetto fortemente contrastato è l’omologazione della vendita relegata solo ai negozi autorizzati, come le tabaccherie, che stopperà la vendita online, e passerà il settore nelle mani del monopolio di stato.  “Al consumatore finale conviene quasi tornare alle sigarette. Ed è forse quello che vogliono ottenere” commenta al Fatto quotidiano Gianluca Giorgetti di Svapart.

Dai radicali alla Lega, un coro di no

Qualche giorno fa, anche Rita Bernardini, presidente del Partito Radicaleaveva criticato la legge: “Nel giro di un fazzoletto di giorni, lo Stato mette in ginocchio un settore che oggi coinvolge almeno trentamila persone, 2.500 punti vendita, 600 milioni di fatturato”. Parole di condanna anche da parte di Matteo Salvini, segretario della Lega, secondo cui “Forse c’è dietro la lobby del tabacco, che preferisce che gli italiani muoiano di fumo”

 

tratto da: https://ilsalvagente.it/2017/11/29/sigarette-elettroniche-a-montecitorio-la-protesta-contro-la-stretta/28771/?utm_content=buffercd210&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer

 

Ecco come si riducono i tuoi polmoni dopo solo 30 pacchetti di sigarette!

 

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Ecco come si riducono i tuoi polmoni dopo solo 30 pacchetti di sigarette!

Fumare non fa bene alla salute. Questa non è una notizia nuova, ma ti sei mai chiesto cosa succede nei tuoi polmoni quando fumi?
Numerosi studi scientifici hanno cercato, nel tempo, di individuare gli effetti del tabagismo sulla salute, muovendo inizialmente da osservazioni epidemiologiche che evidenziavano, fin dai primissimi lavori, alte incidenze, statisticamente significative, di problemi sanitari gravi tra i fumatori.

Vediamo l’elenco delle sostanze contenute nelle sigarette:

  • Nicotina: è contenuta nelle voglie di tabacco e viene volatilizzata col calore. E’ la principale responsabile della dipendenza in quanto aumenta il livello di dopamina. Oltre agi effetti neurologici ha  anche effetti sulla pressione sanguigna, infatti provoca vasocostrizione arteriosa periferica. Limita l’afflusso di sangue alla pelle provocando l’invecchiamento precoce della stessa
  • Sostanze irritanti: acroleina, acido cianidrico, formaldeide, ammoniaca, acetaldeide e altre sostanze. Queste irritano le mucose respiratorie e le mucose che rivestono i bronchi che cercano di preservare i polmoni da sostanze tossiche e polveri. Questo stato di irritazione continua porta ad una maggiore produzione di muco, quindi tosse e nei casi più gravi stati cronici di bronchiti ed enfisemi.
  • Monossido di carbonio un prodotto della combustione incompleta. Riduce le capacità respiratorie.
  • Catrameprodotto da combustione incompleta e condensazione di sostanze altobollenti, comprende diverse sostanze tra cui benzopireni e idrocarburi aromatici che sono sostanze cancerogene. Irrita le vie respiratorie, causa di alito cattivo e sensazione di sapore amaro in bocca e responsabile dell’ingiallimento dei denti.

Questo video spiega molto bene cosa succede.

 

fonti:

-https://www.informarexresistere.fr/come-si-riducono-i-tuoi-polmoni-dopo-30-pacchetti-di-sigarette-video/

-https://www.youtube.com/watch?v=mEnDsUCsfno

La sigaretta elettronica ti fa smettere di fumare? Potrebbe salvarti dal cancro? E allora lo Stato non ci pensa 2 volte: prezzi raddoppiati con nuove tasse!

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La sigaretta elettronica ti fa smettere di fumare? Potrebbe salvarti dal cancro? E allora lo Stato non ci pensa 2 volte: prezzi raddoppiati con nuove tasse!

Sigarette elettroniche: prezzi raddoppiati con la tassa in arrivo, le novità.

Arriva la nuova tassa sulla sigaretta elettronica. Il settore scenderà in piazza per manifestare il proprio malcontento.

Le novità sulle sigarette elettroniche sarebbero diverse e di diversa natura. Infatti la Commissione di Bilancio del Senato avrebbe, già da diversi giorni, attuato l’emendamento che prevede, ad esempio, l’introduzione di una nuova tassa su tutti i tipi di liquidi con o senza nicotina usata nella sigaretta elettronica e la possibilità di passare la gestione del settore nelle mani del monopolio di Stato.

Nuove regole di vendita per le sigarette elettroniche

Cambiano le regole del settore della famosa ‘svapo’. Se verrà approvato in via definitiva il nuovo testo normativo il settore verrà gestito e passerà direttamente al Monopolio di Stato che autorizzerà la loro vendita solo nei tabacchini e presso rivenditori autorizzati.

Sarà vietata anche la vendita online, di tutti i dispositivi e i liquidi con o senza nicotina dedicati al settore della ‘svapo’ e la conseguente chiusura degli e-commerce del settore in rete. Secondo i nuovi programmi entro la fine di marzo 2018, l’agenzia delle dogane e dei Monopoli dovrebbe aver concluso l’iter di inquadramento delle nuove regole e norme del settore. Fino a questa data quindi, le attività commerciali presenti sul tutto il territorio, potranno continuare la propria vendita in attesa di poter adottare le nuove disposizioni date dalle nuove regole affinché la licenza in loro possesso possa ancora essere considera valida.

Tassa da 5 euro sulla ‘Svapo’: il settore si ribella

Le sigarette elettroniche sono anche chiamate e-cig e sono disponibili e molto utilizzate ormai ovunque.

Nascono come valida alternativa meno dannosa al consumo del normale tabacco delle sigarette e dei sigari. Il loro scopo è quello di abbassare, in particolar modo, la dipendenza dalla nicotina e studiate per assomigliare il più possibile, per percezione olfattiva e mimica ad una normale sigaretta. Ma contro la mazzata in arrivo nel settore delle sigarette elettroniche, accolta in questi giorni dagli addetti al settore con estrema rabbia e incredulità, il prossimo 29 novembre commercianti e consumatori di e-cig protesteranno alla Camera contro l’emendamento del Governo che potrebbe mettere in ginocchio l’intero settore attraverso il nuovo regime dettato dal Monopolio che apre a nuove tassazione e regole per le licenze. Il settore oggi stima un giro d’affari oltre 300 milioni di euro, ma le nuove disposizioni previste dall’emendamento, potrebbero radicalmente incidere e far dichiarare una profonda crisi del settore con la perdita di centinaia di posti di lavoro.

 

fonte: http://it.blastingnews.com/tasse/2017/11/sigarette-elettroniche-prezzi-raddoppiati-con-la-tassa-in-arrivo-le-novita-002195775.html?sbdht=_7xbZsCzA8nU8bK3_W4cn-DcpBxoNoTfzNrgNKZyPjUtGlI-qeC2q-vNXW14A2SZG0_

La stampa continua ad insinuare che la sigaretta elettronica fa male? La risposta la diede 4 anni fa il grande Umberto Veronesi: “Le lobby del fumo comprano i giornalisti”…!!

 

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La stampa continua ad insinuare che la sigaretta elettronica fa male? La risposta la diede 4 anni fa il grande Umberto Veronesi: “Le lobby del fumo comprano i giornalisti”…!!

 

Fanpage, 23 LUGLIO 2013

Veronesi sulle sigarette elettroniche: “Le lobby del fumo comprano i giornalisti”

Un nuovo studio conferma che le sigarette elettroniche più “pesanti” liberano solo un terzo della nicotina di una sigaretta tradizionale. Intanto lo stato è pronto a tassare del 58,4% e-cig e ricambi. Monta la protesta dei rivenditori.

SALUTE 23 LUGLIO 2013 13:23 di Redazione Scienze

Non si tratta della prima ricerca che assicura che l’e-cig fanno meno male delle “colleghe” tradizionali, ma ad ogni conferma scientifica i rivenditori di sigarette elettroniche hanno un argomento in più per contestare il provvedimento governativo. Da un lato una ricerca presentata a Napoli del laboratorio americano Arista, dall’altro il “decreto fare”. Secondo lo studio il rilascio di nicotina da una sigaretta elettronica “pesante” (contenente 16 milligrammi di nicotina per millilitro) è pari a 0.3 milligrammi di sostanza, ovvero un terzo di una sigaretta da 0,9 milligrammi (il massimo, per legge, è di 1 milligrammo). Un beneficio sulla salute pubblica che, secondo i rivenditori, è ignorato dal decreto fare, che prevede invece una tassazione del 58,4% su e-cig e ricambi.

Il valore delle sigarette elettroniche, secondo Umberto Veronesi, è comprovato dalla riduzione dei fumatori tradizionali, che da gennaio a marzo 2013 è costato allo stato 200 milioni di euro in meno di tasse. La protesta dei commercianti intanto va avanti e arriva alla piazza antistante Montecitorio, mentre sempre il noto oncologo spiega a Repubblica che “Ci sono studi ben documentati, due americani e uno catanese, che dimostrano come le e-cig aiutino a smettere di fumare […] Perché tanto accanimento contro le sigarette elettroniche? Le lobby del fumo comprano tutto: giornalisti, personaggi d’opinione”.

Un problema, tuttavia, c’è ed è legato all’assenza di una normativa riguardante le sigarette elettroniche. Oltre alla nicotina, infatti, è possibile che alcune ditte utilizzino prodotti dannosi nei propri liquidi. Alberto Ritieni, professore di Chimica degli alimenti presso la Federico II di Napoli, spiega che “i metalli rappresentano un serio pericolo e sono legati a un rischio per una serie di patologie anche piuttosto gravi. Sono considerati degli indicatori d’inquinamento ambientale e la normativa prevede limiti alla loro concentrazione nelle acque, nei cibi e nell’aria”.

Fonte: https://scienze.fanpage.it/veronesi-sulle-sigarette-elettroniche-le-lobby-del-fumo-comprano-i-giornalisti/

 

Morbillo: morto un 42enne, non era vaccinato, è il quarto decesso nel 2017! Quindi ha ragione la Lorenzin, che tanto ha a cuore la nostra salute! …Ma perchè non si interessa anche dei 100.000 morti l’anno per il fumo? Quelli non contano? O forse i fumatori finanziano lo Stato?

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Morbillo: morto un 42enne, non era vaccinato, è il quarto decesso nel 2017! Quindi ha ragione la Lorenzin, che tanto ha a cuore la nostra salute! …Ma perchè non si interessa anche dei 100.000 morti l’anno per il fumo? Quelli non contano? O forse i fumatori finanziano lo Stato?

Morbillo: morto un uomo di 42 anni, è il quarto decesso nel 2017. In Sicilia, il paziente non era vaccinato ed era immunodepresso. (vedi QUI)

Questo è il titolo che campeggia su molti articoli di quasi tutte le testate online o cartacee.

Sembrano quasi dirci: avete visto? quest’anno sono già 4 i morti di vaccino. La Lorenzin, che ha tanto a cuore la nostra salute, ha proprio ragione…

Però, se proprio ha tanto a cuore la nostra salute, perchè non si interessa dei 100.000 morti l’anno per le sigarette (vedi QUI)?

100.000 morti peseranno un po’ più di 4, no?

Ma i fumatori portano soldi allo Stato e i vaccini portano soldi alle Big Pharma e quindi…

Fumatori crepate pure, ma non di morbillo!

By Eles

Wurstel: dannosi quanto le sigarette. Faresti fumare tuo figlio?

 

Wurstel

 

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Wurstel: dannosi quanto le sigarette. Faresti fumare tuo figlio?

Uno dei “prodotti” più in voga tra giovani e giovanissimi è sicuramente il wurstel, un insaccato molto utilizzato nei fast-food, nelle paninerie, nei pub e nelle pizzerie. In realtà i wurstel sono presenti praticamente nelle cucine di tutti, vengono acquistati per condire la pasta, per creare secondi, pizze, stuzzichini e focacce. Sono considerati un alimento veloce da preparare e sono purtroppo molto apprezzati dai bambini, difatti presso pizzerie e paninerie sono proposti proprio per un pubblico di giovanissimi.

Durante gli spot televisivi che ci presentano i wurstel, allegre canzoncine e gente visivamente affamata ci mostrano piatti colmi di wurstel piccoli e grandi, farciti con ketchup e maionese, con bambini entusiasti pronti ad addentarli. Nessuno però, ci mostra in tv cosa contengono questi salsicciotti tanto acclamati. Noi vi alleghiamo il video completo della produzione dei wurstel. Potete chiaramente vedere la materia prima: un ammasso di scarti di macello non definiti.

I wurstel sono da considerarsi tra i prodotti alimentari (se così possiamo definirli) più cancerogeni, e non andrebbero assolutamente dati ai bambini. Come potete vedere nel filmato lo scarto da macellazione (calli, organi, ossa, e parti solitamente non adatte al consumo umano) viene triturato, frullato, impastato, salato, addizionato, speziato, colorato, bollito, infilato in un budello. Quel mix di scarti viene reso appetibile grazie agli aromi, al sale e agli additivi che camuffano il tanfo ed il mal sapore che altrimenti avrebbero.

Quali malesseri e malattie possono causare i wurstel?

  • Tumore del colon, dello stomaco, e tumori in generale
  • Polipi
  • Fibroma uterino
  • Cisti
  • Aterosclerosi
  • Ictus
  • Infarto
  • Pelle e capelli grassi
  • Foruncolosi
  • Allergie
  • Menarca precoce nelle bambine
  • Impotenza e disfunzioni sessuali negli uomini
  • Feci acide
  • Deficit cognitivo
  • Obesità/rallentamento del metabolismo
  • Cistite
  • Irsutismo nelle donne
  • Ginecomastia negli uomini
  • Steatosi epatica
  • Ipertensione
  • Stati infiammatori muscolari e articolari

Esistono dei wurstel più sani di altri?

NO, il discorso non cambia per qualunque tipo di wurstel, che siano di pollo, di maiale o di tacchino. Se proprio si vuole qualcosa che ricordi i wurstel, nei negozi e reparti biologici o specializzati, si possono trovare dei salsicciotti realizzati con i legumi, oppure sul web potete trovare parecchie ricette di wurstel vegetali realizzabili in casa con i fagioli. Sicuramente molto più sani dei “classici” wurstel.

Sarebbe buona cosa non cedere acquistando ciò che ci fanno apparire come sicuro e sano. Impariamo a ragionare con la nostra testa, ad informarci, a non gridare alla bufala solo perchè quella cosa non l’abbiamo sentita in televisione o direttamente dalla bocca del nostro medico.

Vi lasciamo al video della fabbrica dei wurstel: forse dopo averlo visto smetterete di consumarli ma soprattutto di darli ai vostri bambini.

Qui il video

 

fonte: ilsalutista.it via http://caosvideo.it/c/streg

Il Monopolio di Stato, spalleggiato dalle lobby del tabacco e da quelle carogne dei nostri politici tenta il blitz sulle e-cig. Significa affondarle con dazi, tasse e accise. E chi se ne frega della salute della Gente…!

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Il Monopolio di Stato, spalleggiato dalle lobby del tabacco e da quelle carogne dei nostri politici tenta il blitz sulle e-cig. Significa affondarle con dazi, tasse e accise. E chi se ne frega della salute della Gente…!

Monopoli di Stato (e Big Tobacco) provano il blitz sulle e-cig

Nonostante diverse autorità sanitarie a livello internazionale indichino le sigarette elettroniche come una delle strade efficaci di allontanamento dal tabagismo, in Italia la battaglia tra favorevoli e contrari è ancora in pieno corso, anche a livello politico. Tanto che al disegno di legge di conversione del Dl cosiddetto “Manovrina”, del 24 aprile, sono stati presentati emendamenti di carattere opposto in grado di condizionare in un verso o nell’altro lo sviluppo di questo mercato.

Uniecig, l’associazione che riunisce i venditori di sigarette elettroniche si dice molto preoccupata per gli emendamenti proposti da  Alberto Giorgetti (Fi), Gianni Melilla, (Pd), Alberto Pagani (Pd) e Michele Mognato (Mdp) che puntano a stabilire il monopolio di vendita dei liquidi per le e-cig alle sole tabaccherie. “Sarebbe una strage per un mondo composto di migliaia di piccole attività specializzate – dice l’Uniecig – circa 2.000 attività che chiuderebbero da un giorno all’altro, lasciando senza lavoro anche i distributori che con esse lavorano”.

“Dare il monopolio di vendita alle tabaccherie”

Dietro la richiesta di una stretta sulle vendite delle sigarette elettroniche potrebbero esserci gli interessi della lobby del tabacco, che si è accorta della crescita costante di questa fetta di mercato: si stima che almeno il 4% di italiani “svapi” periodicamente. Anche il Monopolio di Stato potrebbe essere interessato ad appoggiare questo tipo di cambiamento. I rapporti con i tabaccai sono più controllabili e consolidati da decenni di regole e meccanismi fiscali. La galassia della distribuzione e dei depositi di materiali per la sigaretta elettronica invece è in rapida e continua espansione, non tutti pagano le tasse, e i controlli sono più difficili. A questo si aggiunga che, rispetto alle sigarette tradizionali, quello delle e-cig è un mercato aperto: gli “svapatori” cercano il risparmio comprando i liquidi anche on line, dall’estero, o se li producono artigianalmente in casa.

Tasse alte e gettito basso

“Una delle ragioni principali è dovuta alla tassazione esagerata – spiega Unicieg – che ha comportato un aumento dei prezzi di vendita al pubblico del 150% e all’ingrosso di oltre il 300% rispetto all’anno precedente, determinando: un completo blocco del mercato, perdita di concorrenza delle aziende italiane (circa il 70% di vendite in meno), sviamento della clientela verso modalità di approvvigionamento alternative in paesi dove non esiste una tassazione così alta”.

Il Decreto Legislativo 188/2014 ha infatti introdotto un’imposta di consumo per i “prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina” poi fissata ad euro 0,393 il millilitro. La struttura dell’imposta presuppone un complesso procedimento di calcolo dell’equivalenza di consumo fra sigaretta tradizionale ed elettronica. Secondo la stessa Uniecig, l’alta tassazione e la mancanza di controlli fiscali e sanitari sui prodotti ha comportato un mancato gettito fiscale: 5 milioni di euro nel 2016 rispetto agli 85 previsti. La lobby delle sigarette elettroniche appoggia gli emendamenti di Filippo Busin (Lega), Paolo Tancredi (Ap) e Prodani (gruppo misto), che chiede un’abbassamento della tassazione. La battaglia è aperta, la conversione in decreto dovrà avvenire entro il 26 giugno.

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/05/19/monopoli-di-stato-e-big-tobacco-provano-il-blitz-sulle-e-cig/22585/

Obesità più letale di fumo e diabete: “ruba” il 47% di anni di vita in più rispetto al tabagismo!

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Obesità più letale di fumo e diabete: “ruba” il 47% di anni di vita in più rispetto al tabagismo!

Obesità più letale di fumo e diabete: causa il maggior numero di anni di vita persi
Nella classifica dei “big killer” mondiali troviamo a seguire diabete, fumo, pressione alta e colesterolo

L’obesità è la causa del maggior numero di anni di vita persi per morte prematura. E’ quanto rivela uno studio presentato al meeting della Society of General Internal Medicine 2017, tenutosi a Washington e condotto da esperti della Cleveland Clinic della New York University School of Medicine. Nella classifica dei “big killer” mondiali, l’obesità supera dunque diabete e fumo, rispettivamente al secondo e terzo posto. A seguire troviamo pressione alta e colesterolo.

Utilizzando simulazioni al pc, gli studiosi hanno stimato l’impatto di ciascun fattore (dall’obesità al fumo alla pressione alta) sul rischio di morte prematura prima dei 70 anni. In particolare, è stato osservato che l’obesità “ruba” il 47% di anni di vita in più rispetto al tabagismo.

“I fattori di rischio comportamentali e modificabili costituiscono dunque un fardello notevole per la mortalità delle popolazioni”, spiegano gli autori della ricerca. Corretti stili di vita intrapresi per ridurre tali fattori di rischio potrebbero di gran lunga porre un freno alla mortalità prematura.

 

I fumi dell’incenso? Fanno più male di quello delle sigarette: l’inaspettato risultato di una ricerca sono scientifica!

 

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I fumi dell’incenso? Fanno più male di quello delle sigarette: l’inaspettato risultato di una ricerca sono scientifica!

Probabilmente in futuro vedremo stampata sulle confezioni dei bastoncini di incenso un’etichetta simile a quella presente sui pacchetti di sigarette: ci riferiamo al messaggio inerente ai rischi del fumo sulla salute. Stando ai risultati di un gruppo di ricercatori infatti, il fumo prodotto dalla bruciatura dello stick di incenso è addirittura più nocivo di quello prodotto dalle sigarette stesse. Lo studio è volto ad allarmare chi ovviamente si espone giornalmente a questo tipo di emissione, ovvero le popolazioni asiatiche la cui tradizione prevede l’accensione di incenso durante tutta la giornata. Tuttavia quanto emerge dovrebbe essere tenuto in considerazione anche da chi ha come abitudine quella di profumare gli ambienti con questo metodo orientale.

Gli stick di incenso sono fatti di polveri di erbe e di legno, una sostanza adesiva, legno di bamboo e altre fragranze.

Già alcuni studi avevano osservato come i fumi degli incensi emettessero un particolato in quantità superiore rispetto a quello derivante dal fumo di sigaretta: in cifre, si parlava di 45 mg/g di particelle prodotte dagli stick profumati rispetti ai 10 mg/g delle sigarette. Anche le emissioni gassose erano state identificate: monossido di carbonio, anidride carbonica, diossido di azoto e anidride solforosa oltre ad alcuni componenti organici estremamente volatili quali xilene, benzene e toluene. Nello studio era stato visto come l’inalazione prolungata di questi fumi provocasse danni alla salute in termini di disfunzioni respiratorie e dermatiti.

Il risultato di quest’ultima ricerca però è ben più allarmante: il fumo degli incensi è mutageno.

Questo nuovo studio mette in evidenza il fatto che il fumo degli incensi è molto più nocivo di quello delle sigarette. Il risultato a cui il gruppo di ricerca è giunto è del tutto inaspettato: da molti l’incenso è sempre stato visto come un’alternativa naturale a molti deodoranti spray chimici. I fumi degli incensi invece risultano essere mutageni, ovvero in grado di generare mutazioni nel materiale genetico, il DNA.

Rispetto alle sigarette i prodotti degli incensi sono citotossici (tossici per le cellule) e genotossici (tossici per il DNA) in misura di gran lunga maggiore. Dei 64 componenti contenuti nei fumi, due in particolare sono risultati molto pericolosi. 

È chiaro che mutazioni, citotossicità e genotossicità sono correlati allo sviluppo di forme tumorali. 

Sebbene gli studi portati a termine dal gruppo di ricerca non abbiano coinvolto direttamente gli esseri umani nei test, da oggi dovremmo rivalutare la salubrità dell’accensione di un incenso in casa. Gli scienziati sottolineano inoltre un fattore da tenere in considerazione, ovvero che il modo in cui viene inalato il fumo di incenso è differente da come viene aspirato quello sigaretta.

Tuttavia possiamo affermare che alla luce di questo studio è bene mantenere areato l’ambiente in cui viene acceso un incenso, evitare la stretta vicinanza e soprattutto di non considerarla una pratica giornaliera.