Non una, ma 3 mele al giorno: non solo levano il medico di torno, ma riparano anche i danni da fumo!

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Non una, ma 3 mele al giorno: non solo levano il medico di torno, ma riparano anche i danni da fumo!

Non una, ma 3 mele al giorno per “levare il medico di torno” e riparare i danni da fumo
Studio Usa conferma le proprietà benefiche di questo frutto, specie per la salute dei polmoni

Chi non ha sentito almeno una volta nella vita l’antico detto popolare «una mela al giorno leva il medico di torno»? Ebbene, pare che non ci sia niente di più vero e sacrosanto di questo vecchio consiglio della nonna.

Le mele sono vere alleate della salute. La scienza torna a confermare le virtù benefiche di questo frutto, affermando che mangiarne ogni giorno, proprio come recita l’antico adagio, rallenta l’invecchiamento dei polmoni e aiuta addirittura a riparare i danni dovuti soprattutto al fumo.

L’unica nota alternativa rispetto al proverbio dei saggi, riguarda le dosi. Non sarebbe «1» il numero determinante per il consumo di questo semplice frutto, bensì «3». Tre mele al giorno dunque, alle quali aggiungere volendo anche altra frutta, oppure un paio di pomodori. Un mix di benessere e salute come indicano le conclusioni di uno studio coordinato da Vanessa Garcia-Larsen della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, negli Usa, pubblicato sullo «European Respiratory Journal».

La ricerca ha coinvolto 680 europei arruolati in Inghilterra, Germania e Norvegia, sottoposti a test respiratori per 10 anni (dal 2002 al 2012) dopo aver compilato all’inizio dello studio un questionario sulle abitudini alimentari.

Gli studiosi hanno tenuto conto anche di altri fattori come età, sesso, peso, situazione economica. I dati incrociati hanno infine indicato che l’invecchiamento dei polmoni, che comincia normalmente dopo i 30 anni, risultava più lento nelle persone che mangiavano quotidianamente frutta (mele in particolare) o pomodori freschi. Effetti che si sono dimostrati ancora più interessanti negli ex fumatori.

«Questo lavoro – spiega Garcia-Larsen – mette in evidenza l’importanza di fornire indicazioni alimentari alle persone che rischiano di sviluppare malattie polmonari. In particolare, dimostra che una dieta sana è importante anche nelle persone che hanno fumato».

fonte: http://www.lastampa.it/2017/12/28/scienza/benessere/dovete-sapere/non-una-ma-mele-al-giorno-per-levare-il-medico-di-torno-e-riparare-i-danni-da-fumo-L9REbX8OaaJBYitgemNu3N/pagina.html

Dopo i primi esperimenti in Germania, ecco in Italia il primo intervento con vapore a 80° – La tecnica mini-invasiva per curare i polmoni dei fumatori.

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Dopo i primi esperimenti in Germania, ecco in Italia il primo intervento con vapore a 80° – La tecnica mini-invasiva per curare i polmoni dei fumatori.

Primo intervento in Italia con vapore a 80° per curare i polmoni dei fumatori: come funziona.

La tecnica mini-invasiva basata sul vapore è stata testata con successo in Italia dopo i primi esperimenti in Germania. Cicatrizza il tessuto polmonare malato e permette una migliore respirazione ai pazienti.

Per la prima volta in Italia è stata utilizzata una tecnica basata sul vapore che migliora le capacità respiratorie nei pazienti colpiti da Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO), una patologia che causa l’enfisema polmonare e che rappresenta la quarta causa di morte in Europa e negli Stati Uniti. L’innovativo intervento è stato eseguito con successo il 27 novembre dello scorso anno presso l’Ospedale di Torrette (Ancona), e i risultati sono stati presentati in una conferenza stampa tenutasi giovedì 11 gennaio. Hanno partecipato il direttore dell’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona Michele Caporossi, il direttore della Pneumologia Stefano Gasparini e altre figure chiave che hanno reso possibile l’operazione.

Ma come funziona esattamente questa tecnica? Chiamata “Riduzione volumetrica con ablazione termica endobronchiale mediante applicazione di vapore acqueo ad alta temperatura”, o più simpaticamente ‘scoperta dell’acqua calda’, come l’ha battezzata il professor Gasparini, si basa sull’applicazione di vapore acqueo a 75-80° centigradi – attraverso un sondino nasale – direttamente sul tessuto polmonare dei pazienti. A queste temperature si induce una cicatrizzazione delle aree polmonari danneggiate dall’enfisema, e il conseguente restringimento volumetrico (fino al 25 percento) permette una migliore respirazione. La tecnica mini-invasiva non guarisce completamente la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, caratterizzata da dispnea, tosse cronica e altri sintomi, ma migliora sensibilmente la qualità della vita del paziente, e soprattutto permette di evitare l’intervento chirurgico e altre terapie.

Il primo paziente trattato in Italia, un 68enne fumatore, ha risposto perfettamente all’intervento inaugurale, e molto presto sarà seguito da altri nella stessa condizione. La categoria dei fumatori è notoriamente la più esposta a soffrire di Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, tuttavia anche l’inquinamento atmosferico (ad esempio le polveri sottili) e fattori genetici possono concorrere al suo sviluppo e all’aggravamento, sebbene in misura inferiore. Dopo il successo ottenuto all’ospedale marchigiano, che ha seguito le orme dei primi test condotti in Germania, è verosimile che la tecnica si renda disponibile anche in altri nosocomi del Bel paese.

[Credit: Sasint]

tratto da: https://scienze.fanpage.it/primo-intervento-in-italia-con-vapore-a-80-per-curare-i-polmoni-dei-fumatori-come-funziona/

 

Giusto per non farvelo dimenticare – Umberto Veronesi sulle sigarette elettroniche: “Le lobby del fumo comprano i giornalisti”…!

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Giusto per non farvelo dimenticare – Umberto Veronesi sulle sigarette elettroniche: “Le lobby del fumo comprano i giornalisti”…!

 

Veronesi sulle sigarette elettroniche: “Le lobby del fumo comprano i giornalisti”

Un nuovo studio conferma che le sigarette elettroniche più “pesanti” liberano solo un terzo della nicotina di una sigaretta tradizionale. Intanto lo stato è pronto a tassare del 58,4% e-cig e ricambi. Monta la protesta dei rivenditori.

Non si tratta della prima ricerca che assicura che l’e-cig fanno meno male delle “colleghe” tradizionali, ma ad ogni conferma scientifica i rivenditori di sigarette elettroniche hanno un argomento in più per contestare il provvedimento governativo. Da un lato una ricerca presentata a Napoli del laboratorio americano Arista, dall’altro il “decreto fare”. Secondo lo studio il rilascio di nicotina da una sigaretta elettronica “pesante” (contenente 16 milligrammi di nicotina per millilitro) è pari a 0.3 milligrammi di sostanza, ovvero un terzo di una sigaretta da 0,9 milligrammi (il massimo, per legge, è di 1 milligrammo). Un beneficio sulla salute pubblica che, secondo i rivenditori, è ignorato dal decreto fare, che prevede invece una tassazione del 58,4% su e-cig e ricambi.

Il valore delle sigarette elettroniche, secondo Umberto Veronesi, è comprovato dalla riduzione dei fumatori tradizionali, che da gennaio a marzo 2013 è costato allo stato 200 milioni di euro in meno di tasse. La protesta dei commercianti intanto va avanti e arriva alla piazza antistante Montecitorio, mentre sempre il noto oncologo spiega a Repubblica che “Ci sono studi ben documentati, due americani e uno catanese, che dimostrano come le e-cig aiutino a smettere di fumare […] Perché tanto accanimento contro le sigarette elettroniche? Le lobby del fumo comprano tutto: giornalisti, personaggi d’opinione”.

Un problema, tuttavia, c’è ed è legato all’assenza di una normativa riguardante le sigarette elettroniche. Oltre alla nicotina, infatti, è possibile che alcune ditte utilizzino prodotti dannosi nei propri liquidi. Alberto Ritieni, professore di Chimica degli alimenti presso la Federico II di Napoli, spiega che “i metalli rappresentano un serio pericolo e sono legati a un rischio per una serie di patologie anche piuttosto gravi. Sono considerati degli indicatori d’inquinamento ambientale e la normativa prevede limiti alla loro concentrazione nelle acque, nei cibi e nell’aria”.

fonte: https://scienze.fanpage.it/veronesi-sulle-sigarette-elettroniche-le-lobby-del-fumo-comprano-i-giornalisti/

Stangata di Stato sulle sigarette elettroniche: “Se passa converrà tornare alle sigarette”… Un altro regalo alle Lobby amiche sulla pelle della Gente?

 

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Stangata di Stato sulle sigarette elettroniche: “Se passa converrà tornare alle sigarette”… Un altro regalo alle Lobby amiche sulla pelle della Gente?

Protesta davanti il Parlamento per gli amanti delle sigarette elettroniche e per i lavoratori del settore, a rischio dopo l’inserimento nel decreto fiscale di un emendamento fortemente penalizzante. Al centro della manifestazione la decisione di introdurre la tassazione dei liquidi per le e-cig, anche quelle senza nicotina, che porterebbe il prezzo di un flaconcino a  gonfiarsi del doppio e oltre, da 5 a 12-13 euro. Altro aspetto fortemente contrastato è l’omologazione della vendita relegata solo ai negozi autorizzati, come le tabaccherie, che stopperà la vendita online, e passerà il settore nelle mani del monopolio di stato.  “Al consumatore finale conviene quasi tornare alle sigarette. Ed è forse quello che vogliono ottenere” commenta al Fatto quotidiano Gianluca Giorgetti di Svapart.

Dai radicali alla Lega, un coro di no

Qualche giorno fa, anche Rita Bernardini, presidente del Partito Radicaleaveva criticato la legge: “Nel giro di un fazzoletto di giorni, lo Stato mette in ginocchio un settore che oggi coinvolge almeno trentamila persone, 2.500 punti vendita, 600 milioni di fatturato”. Parole di condanna anche da parte di Matteo Salvini, segretario della Lega, secondo cui “Forse c’è dietro la lobby del tabacco, che preferisce che gli italiani muoiano di fumo”

 

tratto da: https://ilsalvagente.it/2017/11/29/sigarette-elettroniche-a-montecitorio-la-protesta-contro-la-stretta/28771/?utm_content=buffercd210&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer

 

Ecco come si riducono i tuoi polmoni dopo solo 30 pacchetti di sigarette!

 

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Ecco come si riducono i tuoi polmoni dopo solo 30 pacchetti di sigarette!

Fumare non fa bene alla salute. Questa non è una notizia nuova, ma ti sei mai chiesto cosa succede nei tuoi polmoni quando fumi?
Numerosi studi scientifici hanno cercato, nel tempo, di individuare gli effetti del tabagismo sulla salute, muovendo inizialmente da osservazioni epidemiologiche che evidenziavano, fin dai primissimi lavori, alte incidenze, statisticamente significative, di problemi sanitari gravi tra i fumatori.

Vediamo l’elenco delle sostanze contenute nelle sigarette:

  • Nicotina: è contenuta nelle voglie di tabacco e viene volatilizzata col calore. E’ la principale responsabile della dipendenza in quanto aumenta il livello di dopamina. Oltre agi effetti neurologici ha  anche effetti sulla pressione sanguigna, infatti provoca vasocostrizione arteriosa periferica. Limita l’afflusso di sangue alla pelle provocando l’invecchiamento precoce della stessa
  • Sostanze irritanti: acroleina, acido cianidrico, formaldeide, ammoniaca, acetaldeide e altre sostanze. Queste irritano le mucose respiratorie e le mucose che rivestono i bronchi che cercano di preservare i polmoni da sostanze tossiche e polveri. Questo stato di irritazione continua porta ad una maggiore produzione di muco, quindi tosse e nei casi più gravi stati cronici di bronchiti ed enfisemi.
  • Monossido di carbonio un prodotto della combustione incompleta. Riduce le capacità respiratorie.
  • Catrameprodotto da combustione incompleta e condensazione di sostanze altobollenti, comprende diverse sostanze tra cui benzopireni e idrocarburi aromatici che sono sostanze cancerogene. Irrita le vie respiratorie, causa di alito cattivo e sensazione di sapore amaro in bocca e responsabile dell’ingiallimento dei denti.

Questo video spiega molto bene cosa succede.

 

fonti:

-https://www.informarexresistere.fr/come-si-riducono-i-tuoi-polmoni-dopo-30-pacchetti-di-sigarette-video/

-https://www.youtube.com/watch?v=mEnDsUCsfno

La sigaretta elettronica ti fa smettere di fumare? Potrebbe salvarti dal cancro? E allora lo Stato non ci pensa 2 volte: prezzi raddoppiati con nuove tasse!

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La sigaretta elettronica ti fa smettere di fumare? Potrebbe salvarti dal cancro? E allora lo Stato non ci pensa 2 volte: prezzi raddoppiati con nuove tasse!

Ancora una stangata del Governo. Colpiscono ancora dove possono racimolare un po’ di soldi. Ma soprattutto colpiscono un settore che invece sarebbe da incentivare, quello della sigaretta elettronica!

La sigaretta elettronica è un validissimo aiuto per chi vuole smettere di fumare. Per il grande oncologo Umberto veronesi era un importante strumento di lotta al cancro.

Leggi: Umberto Veronesi non aveva dubbi: “La sigaretta elettronica? Strumento di lotta ai tumori”

E lo Stato, quelo che dovrebbe tutelarci che fa? …Stangata!

Insomma, anche la sigaretta elettronica passa sotto la mano delle tasse posta dallo Stato. Da quando il controllo delle sigarette elettroniche è passato al Monopoliodi Stato, le ipotesi di presunti rincari o tassazioni varie non hanno lasciato spazio a dubbi: la stessa sorte che è toccata al tabacco è destinata ad intaccare il vapore, molto diffuso al giorno d’oggi specialmente da chi da anni fuma e non è ancora riuscito a togliersi il vizio in Italia.

La diffusione della e-cig ha ormai raggiunto livelli neanche immaginabili solo qualche hanno fa, trovando la sua diffusione soprattutto fra chi non era solito fumare tabacco.

Il business della svapo vale 300 milioni di introiti all’anno ed ha coinvolto circa 1,5 milioni di persone.

Fra le novità imposte dallo Stato, quella dell’addio all’online in favore delle tabaccherie autorizzate o nei vari monopoli: il cambiamento riguarda solo le ricariche, visto che lo strumento per inalare il contenuto potrà essere ancora acquistato sul web, con la possibilità di risparmiare sull’acquisto della sigaretta elettronica.

Sono previste multe salate per i venditori che pensano di fare i furbetti vendendo contro le norme stabilite dalla legge, con sanzioni che possono anche addirittura toccare i 40mila euro a caso nel nostro Belpaese.

Il cambiamento che farà più paura è però quello che riguarda l’arrivo di una nuova tassa: si tratta di 0,37344 euro più Iva per ogni ml, cioè 5 euro fissi ogni flacone da 10 ml di liquido da vaporizzare.

La tassa riguarderà tutti i prodotti sia quelli contenenti nicotina che quelli composti da aromi vari e profumati, molto diffusi nel nostro Stivale: tale provvedimento è arrivato dopo una serie di dubbi riguardanti la possibilità di tassare solo le sigarette elettroniche contenenti nicotina, ma per evitare ulteriori polemiche si è deciso di estendere a tutti i prodotti la novità in questo 2018.

Facendo due conti, in un anno un fumatore dovrà pagare il doppio per la stessa boccetta di liquido, che fino ad oggi costava intorno ai 5 Euro.

E pensare che questo governo ci ha imposto 10 vaccini obbligatori per il nostro bene, dicono loro…!

  • staff Zapping

La stampa continua ad insinuare che la sigaretta elettronica fa male? La risposta la diede 4 anni fa il grande Umberto Veronesi: “Le lobby del fumo comprano i giornalisti”…!!

 

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La stampa continua ad insinuare che la sigaretta elettronica fa male? La risposta la diede 4 anni fa il grande Umberto Veronesi: “Le lobby del fumo comprano i giornalisti”…!!

 

Fanpage, 23 LUGLIO 2013

Veronesi sulle sigarette elettroniche: “Le lobby del fumo comprano i giornalisti”

Un nuovo studio conferma che le sigarette elettroniche più “pesanti” liberano solo un terzo della nicotina di una sigaretta tradizionale. Intanto lo stato è pronto a tassare del 58,4% e-cig e ricambi. Monta la protesta dei rivenditori.

SALUTE 23 LUGLIO 2013 13:23 di Redazione Scienze

Non si tratta della prima ricerca che assicura che l’e-cig fanno meno male delle “colleghe” tradizionali, ma ad ogni conferma scientifica i rivenditori di sigarette elettroniche hanno un argomento in più per contestare il provvedimento governativo. Da un lato una ricerca presentata a Napoli del laboratorio americano Arista, dall’altro il “decreto fare”. Secondo lo studio il rilascio di nicotina da una sigaretta elettronica “pesante” (contenente 16 milligrammi di nicotina per millilitro) è pari a 0.3 milligrammi di sostanza, ovvero un terzo di una sigaretta da 0,9 milligrammi (il massimo, per legge, è di 1 milligrammo). Un beneficio sulla salute pubblica che, secondo i rivenditori, è ignorato dal decreto fare, che prevede invece una tassazione del 58,4% su e-cig e ricambi.

Il valore delle sigarette elettroniche, secondo Umberto Veronesi, è comprovato dalla riduzione dei fumatori tradizionali, che da gennaio a marzo 2013 è costato allo stato 200 milioni di euro in meno di tasse. La protesta dei commercianti intanto va avanti e arriva alla piazza antistante Montecitorio, mentre sempre il noto oncologo spiega a Repubblica che “Ci sono studi ben documentati, due americani e uno catanese, che dimostrano come le e-cig aiutino a smettere di fumare […] Perché tanto accanimento contro le sigarette elettroniche? Le lobby del fumo comprano tutto: giornalisti, personaggi d’opinione”.

Un problema, tuttavia, c’è ed è legato all’assenza di una normativa riguardante le sigarette elettroniche. Oltre alla nicotina, infatti, è possibile che alcune ditte utilizzino prodotti dannosi nei propri liquidi. Alberto Ritieni, professore di Chimica degli alimenti presso la Federico II di Napoli, spiega che “i metalli rappresentano un serio pericolo e sono legati a un rischio per una serie di patologie anche piuttosto gravi. Sono considerati degli indicatori d’inquinamento ambientale e la normativa prevede limiti alla loro concentrazione nelle acque, nei cibi e nell’aria”.

Fonte: https://scienze.fanpage.it/veronesi-sulle-sigarette-elettroniche-le-lobby-del-fumo-comprano-i-giornalisti/

 

Morbillo: morto un 42enne, non era vaccinato, è il quarto decesso nel 2017! Quindi ha ragione la Lorenzin, che tanto ha a cuore la nostra salute! …Ma perchè non si interessa anche dei 100.000 morti l’anno per il fumo? Quelli non contano? O forse i fumatori finanziano lo Stato?

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Morbillo: morto un 42enne, non era vaccinato, è il quarto decesso nel 2017! Quindi ha ragione la Lorenzin, che tanto ha a cuore la nostra salute! …Ma perchè non si interessa anche dei 100.000 morti l’anno per il fumo? Quelli non contano? O forse i fumatori finanziano lo Stato?

Morbillo: morto un uomo di 42 anni, è il quarto decesso nel 2017. In Sicilia, il paziente non era vaccinato ed era immunodepresso. (vedi QUI)

Questo è il titolo che campeggia su molti articoli di quasi tutte le testate online o cartacee.

Sembrano quasi dirci: avete visto? quest’anno sono già 4 i morti di vaccino. La Lorenzin, che ha tanto a cuore la nostra salute, ha proprio ragione…

Però, se proprio ha tanto a cuore la nostra salute, perchè non si interessa dei 100.000 morti l’anno per le sigarette (vedi QUI)?

100.000 morti peseranno un po’ più di 4, no?

Ma i fumatori portano soldi allo Stato e i vaccini portano soldi alle Big Pharma e quindi…

Fumatori crepate pure, ma non di morbillo!

By Eles

Wurstel: dannosi quanto le sigarette. Faresti fumare tuo figlio?

 

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Wurstel: dannosi quanto le sigarette. Faresti fumare tuo figlio?

Uno dei “prodotti” più in voga tra giovani e giovanissimi è sicuramente il wurstel, un insaccato molto utilizzato nei fast-food, nelle paninerie, nei pub e nelle pizzerie. In realtà i wurstel sono presenti praticamente nelle cucine di tutti, vengono acquistati per condire la pasta, per creare secondi, pizze, stuzzichini e focacce. Sono considerati un alimento veloce da preparare e sono purtroppo molto apprezzati dai bambini, difatti presso pizzerie e paninerie sono proposti proprio per un pubblico di giovanissimi.

Durante gli spot televisivi che ci presentano i wurstel, allegre canzoncine e gente visivamente affamata ci mostrano piatti colmi di wurstel piccoli e grandi, farciti con ketchup e maionese, con bambini entusiasti pronti ad addentarli. Nessuno però, ci mostra in tv cosa contengono questi salsicciotti tanto acclamati. Noi vi alleghiamo il video completo della produzione dei wurstel. Potete chiaramente vedere la materia prima: un ammasso di scarti di macello non definiti.

I wurstel sono da considerarsi tra i prodotti alimentari (se così possiamo definirli) più cancerogeni, e non andrebbero assolutamente dati ai bambini. Come potete vedere nel filmato lo scarto da macellazione (calli, organi, ossa, e parti solitamente non adatte al consumo umano) viene triturato, frullato, impastato, salato, addizionato, speziato, colorato, bollito, infilato in un budello. Quel mix di scarti viene reso appetibile grazie agli aromi, al sale e agli additivi che camuffano il tanfo ed il mal sapore che altrimenti avrebbero.

Quali malesseri e malattie possono causare i wurstel?

  • Tumore del colon, dello stomaco, e tumori in generale
  • Polipi
  • Fibroma uterino
  • Cisti
  • Aterosclerosi
  • Ictus
  • Infarto
  • Pelle e capelli grassi
  • Foruncolosi
  • Allergie
  • Menarca precoce nelle bambine
  • Impotenza e disfunzioni sessuali negli uomini
  • Feci acide
  • Deficit cognitivo
  • Obesità/rallentamento del metabolismo
  • Cistite
  • Irsutismo nelle donne
  • Ginecomastia negli uomini
  • Steatosi epatica
  • Ipertensione
  • Stati infiammatori muscolari e articolari

Esistono dei wurstel più sani di altri?

NO, il discorso non cambia per qualunque tipo di wurstel, che siano di pollo, di maiale o di tacchino. Se proprio si vuole qualcosa che ricordi i wurstel, nei negozi e reparti biologici o specializzati, si possono trovare dei salsicciotti realizzati con i legumi, oppure sul web potete trovare parecchie ricette di wurstel vegetali realizzabili in casa con i fagioli. Sicuramente molto più sani dei “classici” wurstel.

Sarebbe buona cosa non cedere acquistando ciò che ci fanno apparire come sicuro e sano. Impariamo a ragionare con la nostra testa, ad informarci, a non gridare alla bufala solo perchè quella cosa non l’abbiamo sentita in televisione o direttamente dalla bocca del nostro medico.

Vi lasciamo al video della fabbrica dei wurstel: forse dopo averlo visto smetterete di consumarli ma soprattutto di darli ai vostri bambini.

Qui il video

 

fonte: ilsalutista.it via http://caosvideo.it/c/streg

Il Monopolio di Stato, spalleggiato dalle lobby del tabacco e da quelle carogne dei nostri politici tenta il blitz sulle e-cig. Significa affondarle con dazi, tasse e accise. E chi se ne frega della salute della Gente…!

Monopolio di Stato

 

 

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Il Monopolio di Stato, spalleggiato dalle lobby del tabacco e da quelle carogne dei nostri politici tenta il blitz sulle e-cig. Significa affondarle con dazi, tasse e accise. E chi se ne frega della salute della Gente…!

Monopoli di Stato (e Big Tobacco) provano il blitz sulle e-cig

Nonostante diverse autorità sanitarie a livello internazionale indichino le sigarette elettroniche come una delle strade efficaci di allontanamento dal tabagismo, in Italia la battaglia tra favorevoli e contrari è ancora in pieno corso, anche a livello politico. Tanto che al disegno di legge di conversione del Dl cosiddetto “Manovrina”, del 24 aprile, sono stati presentati emendamenti di carattere opposto in grado di condizionare in un verso o nell’altro lo sviluppo di questo mercato.

Uniecig, l’associazione che riunisce i venditori di sigarette elettroniche si dice molto preoccupata per gli emendamenti proposti da  Alberto Giorgetti (Fi), Gianni Melilla, (Pd), Alberto Pagani (Pd) e Michele Mognato (Mdp) che puntano a stabilire il monopolio di vendita dei liquidi per le e-cig alle sole tabaccherie. “Sarebbe una strage per un mondo composto di migliaia di piccole attività specializzate – dice l’Uniecig – circa 2.000 attività che chiuderebbero da un giorno all’altro, lasciando senza lavoro anche i distributori che con esse lavorano”.

“Dare il monopolio di vendita alle tabaccherie”

Dietro la richiesta di una stretta sulle vendite delle sigarette elettroniche potrebbero esserci gli interessi della lobby del tabacco, che si è accorta della crescita costante di questa fetta di mercato: si stima che almeno il 4% di italiani “svapi” periodicamente. Anche il Monopolio di Stato potrebbe essere interessato ad appoggiare questo tipo di cambiamento. I rapporti con i tabaccai sono più controllabili e consolidati da decenni di regole e meccanismi fiscali. La galassia della distribuzione e dei depositi di materiali per la sigaretta elettronica invece è in rapida e continua espansione, non tutti pagano le tasse, e i controlli sono più difficili. A questo si aggiunga che, rispetto alle sigarette tradizionali, quello delle e-cig è un mercato aperto: gli “svapatori” cercano il risparmio comprando i liquidi anche on line, dall’estero, o se li producono artigianalmente in casa.

Tasse alte e gettito basso

“Una delle ragioni principali è dovuta alla tassazione esagerata – spiega Unicieg – che ha comportato un aumento dei prezzi di vendita al pubblico del 150% e all’ingrosso di oltre il 300% rispetto all’anno precedente, determinando: un completo blocco del mercato, perdita di concorrenza delle aziende italiane (circa il 70% di vendite in meno), sviamento della clientela verso modalità di approvvigionamento alternative in paesi dove non esiste una tassazione così alta”.

Il Decreto Legislativo 188/2014 ha infatti introdotto un’imposta di consumo per i “prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina” poi fissata ad euro 0,393 il millilitro. La struttura dell’imposta presuppone un complesso procedimento di calcolo dell’equivalenza di consumo fra sigaretta tradizionale ed elettronica. Secondo la stessa Uniecig, l’alta tassazione e la mancanza di controlli fiscali e sanitari sui prodotti ha comportato un mancato gettito fiscale: 5 milioni di euro nel 2016 rispetto agli 85 previsti. La lobby delle sigarette elettroniche appoggia gli emendamenti di Filippo Busin (Lega), Paolo Tancredi (Ap) e Prodani (gruppo misto), che chiede un’abbassamento della tassazione. La battaglia è aperta, la conversione in decreto dovrà avvenire entro il 26 giugno.

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/05/19/monopoli-di-stato-e-big-tobacco-provano-il-blitz-sulle-e-cig/22585/