Quanto costa avere un tumore oggi?

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Quanto costa avere un tumore oggi?

CURE ONCOLOGICHE: QUANTO COSTANO IN ITALIA?
Parlare di costi, di fronte ad una malattia, può sembrare inopportuno, ma è importante fare i conti con la realtà, a maggior ragione quando si parla di salute.

Questo è vero tanto più nell’ambito delle cure oncologiche. Secondo l’VIII rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici della Favo, Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia, «la crisi economico-finanziaria ha riscritto i contenuti dell’assistenza necessaria e possibile, anche per i malati di cancro».

La fotografia scattata dal dossier è che nonostante le nuove cure aumentino i tassi di sopravvivenza, i costi crescenti sopratutto dei nuovi farmaci stanno diventando insostenibili. Ecco cosa emerge dal rapporto 2016, elaborato da Favo con Censis, AIOM, AIRO, SIE, Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT), Federsanità-Anci, FIMMG, SIMG, SIPO, SICO, AIRTUM, Coordinamento Generale Medico-Legale dell’INPS e Ministero della Salute.

Cure oncologiche: quanto costano in Italia

Secondo il rapporto, ogni anno in Italia il numero di malati oncologici cresce di oltre 90.000 persone (+3%), sia per la maggiore incidenza collegata all’invecchiamento della popolazione, ai fattori ambientali e agli stili di vita, sia per i progressi nelle terapie che migliorano la sopravvivenza e cronicizzano la malattia.

La buona notizia è che i nuovi farmaci e la possibilità di diagnosi sempre più precoci hanno reso la guarigione un traguardo sempre più raggiungibile. Secondo i dati pubblicati nel 2014 dall’Associazione Italiana Registri Tumori, circa 2,4 milioni di italiani, pari al 4,4% della popolazione, vivono con una diagnosi pregressa di tumore. Di questi, il 60% (vale a dire il 2,7% del totale della popolazione) sono lungo sopravviventi, e cioè pazienti che hanno avuto la diagnosi da più di cinque anni. Ma il dato più rappresentativo degli effetti del progresso è che il 27% delle persone che vivono dopo una diagnosi di tumore ha raggiunto un’aspettativa di vita simile a quella di chi non ha mai convissuto con una simile patologia.

I costi, però, sono alti. Ad oggi sono disponibili 132 farmaci antitumorali e negli ultimi 15 anni ne sono stati immessi sul mercato 63. Ma solo una sostanza su 10.000 supera le prove necessarie per essere approvata, non più di 2 farmaci su 10 consentono di ammortizzare i costi di ricerca e sviluppo, e gli investimenti possono superare 1 miliardo di euro per farmaco. Anche i costi di trattamento sono aumentati: il costo giornaliero medio di un farmaco antineoplastico è aumentato da 42,20 euro nel periodo 1995-1999 a 203,47 euro nel periodo 2010-2014. Il costo medio di una terapia complessiva è passato da 3.853 euro nel 1995-1999, a 44.900 euro nel 2010-2014. La spesa per farmaci oncologici in Italia è passata da circa 1 miliardo  nel 2007 a 2 miliardi e 900 milioni nel 2014.

La spesa pubblica per le malattie oncologiche: 114 euro a testa

Il rapporto spiega che sui costi dell’oncologia in rapporto alla spesa sanitaria si trovano dati scarsi e poco attendibili. Le fonti più autorevoli riportano una spesa oncologica per cittadino residente di 114 euro lungo tutta la filiera dalla prevenzione al fine vita, il che si tradurrebbe in un’incidenza sulla spesa sanitaria complessiva tutto sommato marginale, pari al 5,8% circa. Secondo uno studio dell’Irst-Irccs, il costo oncologico è realisticamente almeno 3 volte superiore (oltre 300 euro per cittadino/anno), e si avvia a rappresentare il 20% della spesa sanitaria complessiva.

Secondo il rapporto, occorre superare le risposte tradizionali, spesso controproducenti nel medio periodo: tagli lineari indiscriminati; riduzioni e sospensioni di attività a fine anno “per risparmiare” sul bilancio; mancati investimenti, con duplicazione dei costi per mobilità dei pazienti e acquisto di prestazioni da strutture private; sottoutilizzo di macchinari ad alto costo.

Per altro, esistono forti disomogeneità fra territori. Emblematica la differenza di costo procapite per farmaci oncologici da un massimo di 55 euro in un distretto a un minimo di 35 euro in un altro. «Appare evidente – rileva il rapporto – che affrontare e governare la “tempesta perfetta” in oncologia sarà cruciale per la sostenibilità e continuità del nostro Sistema Sanitario Nazionale».

«Il sistema sanitario è in sofferenza – spiega il presidente Francesco De Lorenzo – schiacciato dalla contingenza e dall’improvvisato contenimento della spesa. È anche orfano di un progetto politico che ne attualizzi gli scopi e lo renda al passo con i tempi. L’associazionismo dei malati dovrà intervenire nella costruzione della nuova visione, ponendosi come stabile interlocutore al fianco di tutti gli attori coinvolti nel cambiamento».

Sul fronte dei nuovi farmaci, per Favo, a fronte di una spesa per le cure oncologiche cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi venti anni, la scelta delicata e spesso “tragica” della classe di rimborsabilità di un farmaco deve essere orientata da criteri nuovi. L’efficacia, infatti, non può più essere misurata soltanto in ambiente clinico, ma si dovrà valutare l’impatto complessivo sulla qualità della vita, dagli aspetti familiari, a quelli sociali e lavorativi.

Molto interessante, per le prospettive future, il commento del presidente del Censis Giuseppe De Rita. «Nel trattamento dei tumori – ricorda – stanno arrivando farmaci di nuovissima generazione ad altissimo prezzo. Chi si può accollare un tale carico? Ricordiamoci che già oggi il costo sociale del tumore per l’unità di riferimento (paziente e care-giver) è di 41 mila euro ogni anno; se ad esso dovesse aggiungersi il costo di un farmaco di nuova generazione (si ragiona di 50-60 mila euro all’anno) si arriverebbe ad oltre centomila euro l’anno. Una cifra insostenibile per il singolo malato e la sua famiglia, ma anche per il sistema sanitario nazionale. E che facciamo? Sballiamo bilanci familiari e pubblici, oppure lasciamo il malato senza la speranza (fra l’altro più fondata che nel passato) di prolungare significativamente i suoi anni di vita? È questa la novità radicale di questi ultimissimi anni, su cui si va sviluppando un dibattito pubblico molto delicato: da una parte si sottolinea l’obbligato rifiuto di alcuni sistemi sanitari pubblici (per esempio quello inglese) a farsi carico del costo di medicinali miratissimi ed individualizzati; dall’altra parte si sottolinea quanta angoscia una tale decisione porterebbe nei malati ed in genere nella popolazione delle varie nazioni, in una opinione pubblica prevalentemente orientata a ritenere che il prolungamento della vita è un valore da non subordinare a fattori di costo, il tempo, anche una sua piccola frazione, è un tesoro comunque da conservare e valorizzare».

fonte: http://www.a1life.it/2016/08/cure-oncologiche-quanto-costano/

Un semplice dato: Gb, tumori al cervello raddoppiati in 20 anni …vogliamo chiederci perche?

 

 

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Un semplice dato: Gb, tumori al cervello raddoppiati in 20 anni …vogliamo chiederci perche?

Gb, tumori al cervello raddoppiati in 20 anni

L’incidenza dei tumori cerebrali maligni aggressivi in Inghilterra è più che raddoppiata negli ultimi 20 anni. Ma non ci sono ancora prove che inchiodino l’uso del telefonino.

Non ci sono ancora evidenze scientifiche che dimostrino un nesso diretto tra il tumore e l’uso prolungato del telefonino.

C’è un dato, però, che allarma gli scienziati. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Environmental and Public Health l’incidenza dei tumori cerebrali maligni aggressivi negli ultimi 20 anni è più che raddoppiata in Gran Bretagna: il tasso di casi di glioblastoma è salito da 2,4 a 5 ogni 100.000 persone tra il 1995 e il 2015.

Ovviamente i dati riflettono solo le statistiche e non individuano le cause del forte incremento. I ricercatori indicano alcuni possibili fattori che potrebbero aver avuto un ruolo: fra questi c’è anche l’uso del telefono cellulare. Ma ci sono anche altre ipotesi, come l’aver ingerito o respirato sostanze radioattive, o l’inquinamento atmosferico dovuto al traffico. L’indagine prende in considerazione i dati provenienti dall’Ufficio delle statistiche nazionali del Regno Unito. Nel periodo preso in esame ci sono stati 81.135 casi di glioblastoma. Confrontando i casi registrati nel 2015 con quelli del 1995, i ricercatori hanno scoperto che ci sono stati in media 1.548 tumori aggressivi in più ogni anno.

“Lo studio in sé non riguarda i cellulari – ha precisato Alasdair Philips, autore dello studio e amministratore di Children with Cancer Uk – ma queste neoplasie si manifestano principalmente nelle aree del lobo frontale e temporale, vicino all’orecchio e alla fronte”. E questo dettaglio fa crescere il sospetto nei confronti dei telefonini. Lo scienziato ha aggiunto che “dal momento che i tumori cerebrali sono molto rari, il sospetto non dovrebbe destare particolare allarme, perché anche se l’uso del cellulare aumentasse il rischio di tumore al cervello”, cosa che la scienza non è ancora riuscita a dimostrare, “si tratterebbe di un rischio molto basso a livello individuale”.

tratto da: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/gb-tumori-cervello-raddoppiati-20-anni-1522343.html

…E ci sono Medici e Luminari che accusano: le ricerche sul cancro non esistono. Sono solo una frode, sono tutte false!

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C’è un’altra scienza, non quella ortodossa, che corre su binari diversi, paralleli a quella che regola la nostra vita quotidiana. Una scienza che ha meno voce in capitolo rispetto a quella ortodossa che regola scelte importanti della nostra vita. Una scienza parallela che probabilmente, anzi sicuramente, è meno attendibile, ma che è comunque il caso di conoscere, se non altro per farcene un’idea e capire meglio portata e limiti di quella che ufficiale.

E’ come nel caso dei vaccini… Ok la loro necessarietà, ma buttiamo anche un orecchio ai contrari…

E c’è chi sostiene che la lotta al Cancro è solo una bufala…

 

Medici rivelano: Le ricerche sono false, il cancro è una frode!

Ti sei mai chiesto perché, nonostante i miliardi di dollari spesi per la ricerca sul cancro nel corso di molti decenni, e la promessa di una cura costante, che è per sempre “dietro l’angolo”, il cancro continua ad aumentare e a fare vittime?

“Tutti dovrebbero sapere che la ricerca sul cancro è in gran parte una frode, e che le principali organizzazioni di ricerca sul cancro sono abbandonate nei loro doveri alle persone che le sostengono.”(Fonte)

Ecco cosa afferma Linus Carl Pauling, Dottore di Ricerca e vincitore del Premio Nobel per la Chimica nel 1954 e per la Pace nel 1962. E’ considerato un genio del XX secolo che ha messo le basi per la chimica quantistica, la biologia molecolare e la medicina ortomolecolare.

LA RICERCA SUL CANCRO E’ STATA UN FALLIMENTO

La Dott.ssa Marcia Angell, medico e Direttore della rivista medica New England Medical Journal (NEMJ), considerata una delle più prestigiose riviste mediche peer-reviewed di tutto il mondo.

“Semplicemente non è più possibile credere a gran parte della ricerca clinica che viene pubblicata, o fare affidamento sul giudizio dei medici di fiducia o delle linee guida mediche autorevoli. Non ho alcun piacere nel giungere a questa conclusione che ho maturato lentamente e con riluttanza durante i miei due decenni come Direttore della rivista medica New England Medical Journal.” (Fonte)

Il Dottor John Bailer, che ha trascorso 20 anni nello staff del National Cancer Institute, ed è anche un ex redattore della sua rivista, ha dichiarato pubblicamente in una riunione dell’American Association for the Advancement of Science:

“La mia valutazione complessiva è che il programma nazionale sul cancro deve essere giudicato un fallimento qualificato. La nostra ricerca sul cancro degli ultimi 20 anni è stata un totale fallimento. Oggi sempre più persone dai 30 anni in su muoiono di cancro più che in passato. Ci sembra che i nostri pazienti vivano di più con la malattia ma la verità è che la diagnostichiamo prima. MOlte persone con malattie lievi o benigne vengono incluse nelle statistiche e riportate come essere ‘guarite’ dal cancro grazie alla medicina. Quando i funzionari del governo indicano i dati di sopravvivenza e dicono che stanno vincendo la guerra contro il cancro, in verità stanno utilizzando i tassi di sopravvivenza in modo improprio.” (Fonte)

LA RICERCA SUL CANCRO E’ FALSA

Un altro punto da sottolineare è che la maggior parte del denaro donato alla ricerca sul cancro è speso per la sperimentazione sugli animali, che da molti è stata considerata del tutto inutile. Ad esempio, nel 1981 il Dottor Irwin Bross, l’ex direttore del Sloan-Kettering Cancer Research Institute (il più grande istituto di ricerca sul cancro di tutto il mondo), ha dichiarato:

“L’inutilità della maggior parte degli studi su modelli animali non è molto conosciuta. Ad esempio, la scoperta di agenti chemioterapici per il trattamento del cancro umano è stata ampiamente considerata un trionfo grazie alla sperimentazione sugli animali. Ci sono pochissime evidenze che potrebbero sostenere tali affermazioni.” (Fonte)

Un’altra citazione che si riferisce a come la medicina sia diventata industria farmaceutica è stata fatta dal Dottor Dean Burk, biochimico americano del National Cancer Institute:

“Quando hai il potere non devi dire la verità. Questa è una regola che è stata tramandata in questo mondo da generazioni. E ci sono moltissime persone che non dicono la verità quando sono al potere in posizioni amministrative.” (Fonte)

Ed ha anche affermato che:

“Il fluoro provoca più decessi per il cancro rispetto a qualsiasi altro prodotto chimico. E ‘una delle conclusioni scientifiche ed evidenze biologiche a cui sono arrivato nei miei 50 anni nel campo della ricerca sul cancro.” (Fonte)

Di questo argomento me ne sono occupato in molti articoli che puoi approfondire: IL FLUORO rallenta il cervello e fa sviluppare il tumoreI pericoli neurotossici del fluoro e la curcumina come soluzioneFLUORURO & INTELLIGENZA: I 39 studi che mostrano quello che non ti hanno detto.

Nell’edizione del 15 Aprile 2015 della rivista medica Lancet, il caporedattore Richard Hortonha dichiarato:

“Il caso contro la scienza è molto semplice: gran parte della letteratura scientifica, forse la metà, può essere dichiarata semplicemente falsa. La scienza ha preso una direzione verso le tenebre.” (Fonte)

Nel 2005, il Dottor John P.A. Ioannidis, professore presso la Stanford University, ha pubblicato un articolo sulla Public Library of Science (PLoS) intitolato “Perché i risultati pubblicati sulla ricerca sono falsi” dove ha dichiarato:

“C’è sempre più preoccupazione che i risultati pubblicati dalle più recenti ricerche siano falsi.”

Nel 2009, l’integrale centro del cancro dell’Università del Michigan, ha pubblicato un’analisi dove ha rivelato che gli studi sul cancro sono falsi a causa di conflitti di interesse. Hanno dichiarato che i risultati prodotti erano la conseguenza di ciò che avrebbe funzionato meglio per le aziende farmaceutiche. (Fonte)

Ci sono così tante informazioni disponibili provenienti da persone direttamente coinvolte con la ricerca sul cancro. Non solo l’informazione della tv è manipolata, ma la nostra società è diventata un grande conflitto di interessi e le grandi multinazionali vogliono sempre più profitto a scapito della nostra salute e dell’ambiente.

IL CANCRO E’ EVITABILE

La verità è che secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro:
“L’80-90 per cento dei casi di cancro sono determinati dall’ambiente e quindi teoricamente evitabili”. (Fonte)

Le cause ambientali del cancro includono la qualità dell’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, i pesticidi, erbicidi, ormoni ed antibiotici presenti nel cibo del supermercato, leradiazioni elettromagnetiche a cui siamo quotidianamente esposti e anche l’inquinamento luminoso che danneggia le nostre ghiandole. Inoltre fin da piccoli siamo sottoposti a vaccini e medicinali che danneggiano il nostro sistema immunitario e che si accumulano a vita producendo molti disturbi. Vanno infine inclusi anche i traumi emotivi come dimostra la psicosomatica e la nuova medicina germanica.

Ma purtroppo, come ha espresso il Dott. Hans Ruesch:

Nonostante il riconoscimento generale che l’85% di tutti i tumori è causato da fattori ambientali, meno del 10% del bilancio del National Cancer Institute è affidato alla ricerca sulle cause ambientali. E nonostante il riconoscimento che la maggior parte delle cause ambientali sono legati alla nutrizione, meno dell’1% del bilancio National Cancer Institute è dedicato agli studi sulla nutrizione. “(Hans Ruesch, Naked Empress – the Great Medical Fraud, CIVIS, Massagno/Lugano, Switzerland, 1992, p.77)

Questo è principalmente il motivo per cui così tante persone si stanno interessando e dirigendo verso trattamenti alternativi e naturali che non vengono approvati dalle case farmaceutiche che controllano la medicina moderna. Come ha detto Pauling riguardo al perché non viene comunicato alle persone quanto la vitamina C possa essere utile per prevenire il cancro: “La mancanza d’interesse delle multinazionali risiede nel fatto che la Vitamina C è una sostanza naturale che è disponibile a bassi costi e che non può essere brevettata!

 

fonte: http://www.dionidream.com/medici-rivelano-le-ricerche-sono-false-il-cancro-e-una-frode/

Vaccino antitumore disponibile entro un anno: «Elimina il cancro senza chemioterapia»

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Vaccino antitumore disponibile entro un anno: «Elimina il cancro senza chemioterapia»

Il sogno di un vaccino contro il cancro presto potrebbe diventare realtà. Grazie a uno studio effettuato da un’equipe guidata dal professore Ronald Levy della Stanford University, entro un anno sarà disponibile un nuovo vaccino che potrà salvare la vita molte persone. Gli esperimenti condotti sui topi hanno dimostrato che il 97% dei tumori del sangue è regredito grazie a un mix di farmaci e probabilmente entro fine anno partiranno le sperimentazioni sugli esseri umani con linfoma di basso grado. Con questo vaccino, come riporta il Messaggero,  si potrà evitare la chemioterapia e gli effetti collaterali dovrebbero essere solo febbre e dolore locale nel punto in cui viene iniettato il liquido. Il medicinale agisce sul sistema immunitario e combatterebbe le cellule tumorali fino ad ucciderle. La speranza è che gli esiti delle sperimentazioni possano essere positivi, in questo caso potrebbe entrare in commercio già entro un anno o due.

Vaccino contro il cancro, soddisfatto l’autore della ricerca

Ronald Levy si è detto soddisfatto ma ammette che ci sono ancora alcuni passaggi da mettere a punto. Con questo vaccino il cancro verrà reso più riconoscibile dal sistema immunitario che sarà quindi in grado di attaccarlo e rimuoverlo. Ovviamente la speranza è che si possa estendere a diversi tipi di tumore in modo da poter rendere questo tipo di malattia sempre meno spaventosa. Le sperimentazioni umane coinvolgeranno 35 pazienti.

fonte: http://www.secoloditalia.it/2018/04/entro-un-anno-il-vaccino-contro-il-cancro-funziona-senza-chemio/

L’accusa del M5s: il PM 2.5 è il più grande killer della storia. Ammazza 6.000.000 di persone l’anno (di cui 400.000 in Europa e 60.000 in Italia). Ma l’Unione Europea se ne frega: ad oggi non esiste nemmeno un valore limite. E continuano ad infischiarsene!

 

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L’accusa del M5s: il PM 2.5 è il più grande killer della storia. Ammazza 6.000.000 di persone l’anno (di cui 400.000 in Europa e 60.000 in Italia). Ma l’Unione Europea se ne frega: ad oggi non esiste nemmeno un valore limite. E continuano ad infischiarsene!

(a fine articolo una chiata spiegazione di cosa è il PM 2.5 tratta da Wikipedia)

Il più grande killer della storia è il PM 2.5, che l’Europa non vuole fermare

di Piernicola Pedicini, EFDD – M5S Europa

Il PM 2.5 è il primo killer mondiale tra gli inquinanti e conta 6 milioni di vittime l’anno, 400.000 solo in Europa, di cui 60 mila in Italia. Per questa ragione abbiamo presentato un’interrogazione urgente alla Commissione europea chiedendo di inserire il valore limite giornaliero del PM 2.5 nella lista degli inquinanti da combattere. Ancora oggi infatti è assente ed è inaccettabile che la Commissione europea continui ad allungare i tempi mentre migliaia di cittadini muoiono ogni giorno.

Inoltre, l’inquinamento atmosferico è la peggiore piaga per la salute umana e gli ecosistemi del nostro secolo. Il 96% della popolazione mondiale respira aria pericolosa. I ritardi sui deferimenti oggi e le multe di domani sui superamenti anche di PM 10 ed NO2 non restituiranno la salute di milioni di cittadini affetti dallo smog negli ultimi anni.

L’Europa deve cambiare marcia e andare oltre la legislazione attuale, entrare in una seconda fase dove la scienza, la tecnologia e politica si incontrano per costruire un futuro migliore partendo dall’aria che respiriamo. L’esasperato consumo di combustibili fossili nella produzione di elettricità, nei trasporti, nell’industria, nelle abitazioni, nei processi industriali, nell’utilizzo di solventi, in agricoltura, nel trattamento dei rifiuti, è la causa principale di questi effetti, che continuiamo ad incentivare invece di eliminare gradualmente.

Ecco il testo dell’interrogazione:
Premesso che, secondo l’Organizzazione mondiale sanità (OMS), il 96% della popolazione UE è a forte rischio sanitario a causa del PM2.5. Solo in UE il PM2.5 provoca 428.000 morti all´anno, 1.172 al giorno. Le relazioni tra esposizione a PM2.5 e rischio di mortalità da cardiopatia ischemica, malattia cerebrovascolare, bronco pneumopatia cronica ostruttiva, cancro del polmone e infezioni respiratorie inferiori sono state provate scientificamente (Lancet 2017).

Visto che le tecnologie ormai disponibili permettono di misurare costantemente il particolato con un diametro aerodinamico di 2,5 μm o inferiore, rendendo possibili aggiornamenti in tempo reale sui picchi di concentrazione e, dunque, allerte rapide in giornate particolarmente perniciose.

Considerato che la Direttiva 2008/50/CE stabilisce limiti di concentrazione annuali e giornalieri per gli inquinanti in esame ad eccezione del PM2.5, per il quale sono previsti solo limiti annuali.

La Commissione: non ritiene urgente modificare il limite annuo per PM2.5 =10µg/m3 ed inserire il valore limite giornaliero PM2.5 =25µg/m3 come raccomandato dall’OMS e come previsto dalla seconda fase per il PM 2.5 all’articolo 32 della Direttiva 2008/50/CE?

fonte: http://www.efdd-m5seuropa.com/2018/04/il-piu-grande-killer.html

Da Wikipedia:

Il PM 2,5 è una classificazione numerica data alle polveri sottili in base alla loro grandezza. Più il numero è minore e più sottili sono le polveri e dunque più pericolose per la salute della specie umana ed animale. Mentre il PM 10 raggiunge solo i bronchi, la trachea e vie respiratorie superiori, il PM 2,5 è in grado di penetrare negli alveoli polmonari con eventuale diffusione nel sangue. Nelle donne sembra che il PM 2,5 venga ad accumularsi nel seno causando il cancro al seno. Il PM 2,5 è dunque parte di ciò che è definito polveri sottili e si forma maggiormente tramite l’industria ed i prodotti industriali. Un esempio sono i freni degli autoveicoli che consumandosi emettono PM 2.5 ma che non sono la fonte del maggiore inquinamento. Una maggiore produzione di PM 2,5 è emersa partendo dalla produzione dei veicoli Euro 4 che utilizzano un filtro antiparticolato FAP ma che invece di bloccare il particolato emette particolato pericoloso del tipo PM 2,5 il quale è ritenuto responsabile di causare il cancro. Si calcola che per una presenza di PM 2,5 superiore di 10 punti rispetto al massimo consentito vi sia un incremento della possibilità di contrarre il cancro pari al 7%. In uno studio effettuato dal 2004 al 2008, campionando i dati di 100 giornate, in alcune città si sono verificati livelli di PM 2,5 che hanno superato fino a 3 volte il valore della soglia limite 50 µg/m3 con Torino e Milano che hanno toccato quasi il valore di 200 µg/m3 e Roma con 10 punti superiori al massimo stabilito. Gli studi effettuati variano di molto riguardo alle previsioni di un possibile cancro ed emerge da alcuni studi che la possibilità di contrarre il cancro arrivi oltre il 18% con valori che oltrepassano la soglia massima di appena 5 µg/m3.

Vaccino anti-cancro sarà testato sugli uomini: potrebbe sostituire la chemioterapia

 

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Vaccino anti-cancro sarà testato sugli uomini: potrebbe sostituire la chemioterapia

Un vaccino contro il cancro è pronto per essere testato sugli uomini. Lo studio è di Ronald Levy della Stanford University e del suo gruppo di ricerca, che da tempo lo sperimentano sui topi ottenendo ottimi risultati. Nel 97% dei casi, infatti, i tumori del sangue degli animali sono regrediti grazie a un mix di farmaci, più precisamente due agenti immunostimolanti iniettati direttamente nelle masse solide.

I ricercatori ritengono che l’applicazione locale di piccolissime quantità di questi agenti potrebbe servire come terapia rapida e relativamente poco costosa per il cancro (andando a sostituire la chemioterapia).

Levy è un pioniere nel campo dell’immunoterapia del cancro. La ricerca nel suo laboratorio ha portato allo sviluppo di uno dei primi anticorpi monoclonali approvati per l’uso come trattamento anti-cancro nell’uomo.

L’approccio di Levy ha funzionato bene nei topi di laboratorio con linfomi. L’iniezione di un sito tumorale con i due agenti ha causato la regressione non solo del tumore trattato, ma anche del secondo tumore non trattato. Così facendo, 87 topi su 90 sono guariti. Anche se il cancro si è ripresentato in tre dei topi, i tumori sono nuovamente regrediti dopo un secondo trattamento.

L’attuale sperimentazione clinica avverrà su circa 15 pazienti con linfoma di basso grado. In caso di successo, Levy ritiene che il trattamento possa essere utile per molti tipi di tumore. La sua speranza è quella di un futuro in cui sarà possibile iniettare i due agenti in tumori solidi negli esseri umani prima della rimozione chirurgica del tumore come un modo per prevenire recidive a causa di metastasi non identificate o cellule tumorali persistenti.

Ovviamente sarà un processo lungo, ma la speranza è che i risultati possano essere tanto positivi da mettere in commercio il vaccino e dare una speranza ai malati.

Qui la presentazione dello studio di Levy.

 

fonte: http://www.vesuviolive.it/ultime-notizie/244327-vaccino-anti-cancro-sara-testato-sugli-uomini-potrebbe-sostituire-la-chemioterapia/

 

Il 35% dei tumori causato da un’alimentazione errata, dato destinato a crescere

 

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Il 35% dei tumori causato da un’alimentazione errata, dato destinato a crescere

 

Il 35% dei tumori dipende dall’errata alimentazione, un dato che è destinato a crescere per effetto dell’invecchiamento della popolazione. Lo ricorda la Lilt, la Lega Italiana per la Lotta contro i tumori, che da domani al 25 marzo ha organizzato la Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica, che per questa edizione vede in campo una vera e propria ‘squadra della prevenzione’. La campagna di quest’anno utilizza l’hashtag #giocadanticipo, al centro del messaggio che rivolgono al grande pubblico i cinque testimonial: Joe Bastianich, la coppia composta da Chiara Maci, una delle più famose e apprezzate food blogger italiane, e Filippo La Mantia, “oste e cuoco” siciliano, e ancora Paolo Ruffini, per concludere con l’apneista Alessia Zecchini, che nel 2017 ha raggiunto il record mondiale. “Oggi sappiamo che il 35% dei tumori è dovuto a un’alimentazione errata – sottolinea il Presidente Nazionale LILT Francesco Schittulli -. È quindi decisivo, oggi più che mai, “giocare d’anticipo”: alimentarsi in modo sano, non fumare e praticare regolare attività fisica sono le prime regole per prevenire l’insorgenza di tumori”.
Per la campagna i 400 centri di prevenzione e le 106 sedi provinciali Lilt sono aperte per poter effetturare visite di controllo, e in tutte le principali piazze delle città italiane si troveranno i gazebo LILT, dove i volontari forniranno consigli e informazioni sulle regole della prevenzione. Anche il campionato di Serie A scende in campo, e in occasione della 29esima giornata nei dieci stadi in cui si giocheranno i match del massimo campionato l’iniziativa sarà presentata con l’esposizione di uno striscione al centro del campo prima dell’inizio delle partite e attraverso la lettura di un breve messaggio da parte dello speaker dello stadio. (ANSA).

 

tratto da:

http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/alimentazione/2018/03/16/il-35-tumori-causato-da-unalimentazione-errata-dato-destinato-a-crescere_36de5f51-b548-4f58-b680-0d2c83ba2244.html

Conferme sulla “Cura Di Bella” …ma solo dall’estero. Per l’Italia resta un ciarlatano.

 

Cura Di Bella

 

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Conferme sulla “Cura Di Bella” …ma solo dall’estero. Per l’Italia resta un ciarlatano.

 

CONFERME SULLA “CURA DI BELLA” (DALL’ESTERO)

 

Occasionalmente, da un lettore, vengo a sapere che pubblicazioni scientifiche internazionali  accettano studi sul “Metodo Di Bella” –   qui da noi demonizzato –   del dottor Giuseppe Di Bella (il figlio) e della sua equipe.

Uno, presentato al Simposio sul Cancro al Seno tenutosi in Nuova Zelanda nell’estate scorsa,  ha come titolo: “Il sinergismo di  somatostatina, melatonina, retinoidi, vitamine E, D3 e C, prolattina e inibitori di estrogeni e microdosi metronomiche di ciclofosdfamide [si tratta del classico mix concepito dal padre, professor Di Bella] aumentano  la sopravvivenza, la risposta obbiettiva e l’attività quotidiana – in uno studio clinico retrospettivo su 297 casi di cancro al seno”.

Quindi ormai il “Metodo Di Bella” può contare su quasi 300 casi  di remissione durevole,  documentati ed accettati dalla comunità oncologica. Nello studio sopra citato, si conferma che “la sopravvivenza a cinque anni” del tumore metastatico  del seno, con il Metodo Di Bella, è  del 69,4%: insomma che su 100 persone curate,  dopo cinque anni 69  sono vive.  Per contro, la sopravvivenza con le cure dei protocolli  mainstream  è del 26,3  per cento:  ossia  sono vive solo 26 persone dopo cinque anni di “cure”: dati del National Cancer Institute, la massima autorità oggettiva in questo triste campo.

Un altro studio  appare su Neuroendocrinology Letters (Volume 38 No. 6 2017), di cui traduco il titolo: “Risposta obiettiva  completa e stabile da 5 anni col Metodo Di Bella di un carcinoma della mammella  pluri-metastatico dopo mastectomia , chemio e radioterapia”. E’ la storia clinica di una donna di 35 anni, operata e sottoposta a chemio e radio, che ha rifiutato il secondo ciclo di chemio  (aveva sviluppato metastasi) e si è sottoposta al Mix Di Bella. Risulta ancora risanata dopo 5 anni.

Il cancro aumenta. Disfatta dell’oncologia.

Non sembra che gli oncologi all’estero rispondano a queste comunicazioni saltando alla gola del dottor Di Bella e collaboratori, come avviene da noi, e definendo stregonesche e  senza fondamento le sue terapie. Anzi, siccome esistono siti  che permettono di vedere chi,  nel vasto mondo,   è andato a leggere queste comunicazioni,  si scopre che ha incuriosito delle notorietà internazionali di questa specialità.  Se poi digitate (in inglese) le parole delle sostanze del Mix Di Bella, retinoidi, melatonina, somatostatina eccetera, scoprite che sono oggetto di  centinaia di studi per la loro potenziale azione anti-tumorale,  dunque il vecchio Di Bella lungi dall’essere un folle antiscientifico come è stato fatto ufficialmente passare dalla ministra della Sanità di allora, era inserito in un filone di ricerca ben preciso. Tentativi continui e grandemente finanziati, all’estero, di esplorare soluzioni alternative. S’indovina un qualche senso di disperazione nel settore oncologico: non solo  il  cancro non diminuisce, ma “l’incidenza e mortalità del cancro dal 1995 al 2015 hanno registrato un’imprevista e drammatica progressione.  Il cancro alla mammella è in assoluto la prima causa di morte delle donne nel mondo”, si legge nel Global Burden of Disases dell’Organizzazione Mondiale di Sanità.

E’una disfatta enorme. Nonostante finanziamenti miliardari, le propagandate meraviglie della “diagnosi precoce”, super-terapie miracolose “ormai vicine”,  grancasse pubblicitarie sull’imminente “vaccino per tutti i tumori”,  ottimismi mediatici “il cancro oggi si cura”,  insomma il rumore sociale sollevato dal business farmacologico,  l’incidenza  del cancro aumenta. E in modo imprevisto: che significa che nessuno capisce  il perché.

“Questo drammatico incremento dell’incidenza”, scrive Di Bella, “ è la più chiara conferma dell’inefficienza degli attuali concetti e misure di prevenzione. Un fallimento di questa portata nella prevenzione e terapia dei tumori non ha ancora portato ad una profonda revisione critica delle cause, all’abbandono di strategie superate, di concezioni obsolete. L’attuale progressiva deriva speculativo commerciale della medicina ha inquinato le sue basi etico–scientifiche”.  Impossibile non concordare.

Ora, è anche la conclusione a cui è giunta una Onlus austriaca che si chiama VVF Mare Nostrum (Verein  zur Förderung der Forschung Mare Nostrum e.V. “, che sul suo sito si presenta in latino: trattasi di “ Societas ad scientiam promovendam”, con sede Vindobona (Vienna)  ed è”associatio Non Profit”, la quale si propone di revisionare le “invenzioni ostacolate” : perché “Res inventa tota revelanda est”, onde valutarne la validità e applicazione per pubblica utilità”. Questa Onlus, che è nata da un lascito originario di Carlo,  ultimo imperatore d’Austria (successe al caro Francesco Giuseppe da 1916  al 1919) e morto in esilio in Portogallo nel 1922, dopo una vita  di preghiera offrendo il suo sacrificio “per i suoi popoli”. E’ stato beatificato nel 2004 da Papa Woytjla   che ne ha sottolineato la qualità di “ promulgatore dell’assisten17005 Di Bella, Giuseppe – Notification of Abstract Acceptanceza sociale, un esempio per noi tutti, soprattutto per quelli che oggi hanno in Europa la responsabilità politica!».

http://www.vff-marenostrum.org/

Questo sito ha indagato non sulla validità scientifica del metodo Di Bella, ma su come sia avvenuta la sua supposta sperimentazione a cura del Ministero della Sanità italiana  ai tempi di Rosy Bindi.  Incontrando, diciamo, difficoltà ad ottenere la documentazione.  Ha anche prodotto  un trailer, “La Terapia Di Bella” – 20 anni dopo ( 1997 – 2017 )  su Vimeo a cui rimandiamo.

https://vimeo.com/232317673

Adesso, il dottor Di Bella  annuncia un prossimo volume sulla “prevenzione farmacologica dei tumori”, di cui del resto ha cominciato a trattare in una tv locale, TVcolor:

video – Il Metodo Di Bella: dalla prevenzione all’alimentazione – 24.01.2018

Perché la Melatonina  “coniugata”

Nell’attesa, mi sono incuriosito dell’adozione della melatonina. Questa sostanza che viene ormai venduta in libera vendita (è innocua)  anche nei supermercati per ottenere un sonno naturale, ai tempi di Rosy Bindi fu addirittura vietata, prescrivibile  solo in ospedale, i pazienti di Di Bella furono costretti a procurarsela in Svizzera….

Tuttavia, la  melatonina del professore era diversa  da quella in vendita. Di Bella la ha coniugata con adenosina e glicina.  Ho chiesto il perché, e la risposta è stata: la melatonina è poco solubile in acqua alle temperature corporee; l’adenosina la rende idrosolubile , e  con la glicina come isotonico, utilizzabile per le flebo nelle somministrazioni ad alte dosi che sono spesso necessarie per le sue funzioni anti-cancro. Funzioni che sono più importanti (e scientificamente documentate)  che quella di coadiutore del sonno, la ragione per cui viene commercializzata, “di tutte le sue qualità probabilmente la meno importante”.  La bio-disponibilità viene aumentata enormemente dalla preparazione Di Bella,  che la rende solubile in acqua a concentrazioni in cui la melatonina senza adenosina  precipiterebbe.

Per il vecchio Di Bella, qualunque trattamento di  immuno-modulazione, differenziazione  e anti-proliferazione che non includa Melatonina “è incapace di curare e stabilizzare un tumore; è condizione necessaria ma non sufficiente”.

Già solo l’intelligenza di questa preparazione  meriterebbe alla memoria di Di Bella un  grato ricordo anche come farmacologo.

 

La  ratio del suo funzionamento e il metodo da usare per  produrla, sono   reperibili nella  sede più ufficiale che si possa immaginare, il National Cancer Institute:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29369596

(Melatonin with adenosine solubilized in water and stabilized with glycine for oncological treatment – technical preparation, effectivity and clinical findings)

Tuttavia in Italia bisogna andare in certe farmacie per farselo preparare, sussurrando a mezza bocca, manco si ordinasse oppio   – anzi  procurarsi coca  e crack è più facile. E’ un galenico, quindi poco redditizio per  le grandi farmaceutiche.    E tuttavia, per i pazienti  che decidono di tentare questa strada, la terapia è “costosa”, non perché lo sia (costerà un decimo dei  protocolli chemio), ma perché è  tutta a carico del paziente, poiché il Servizio Sanitario nazionale non la passa, e il trattamento pare essere almeno di sei mesi. Un’altra difficoltà è che certe somministrazioni notturne con siringa a tempo sono complesse da far a casa.  Ma non esiste una clinica Di Bella. Ed è questo uno dei motivi – o pretesti  – con cui certi studi clinici del team sono stati rifiutati da certe pubblicazioni:  richiedevano “il Comitato etico”  e “il gruppo di controllo” (ossia la parte dei pazienti a cui venisse somministrato placebo,   per confrontare  i risultati): due cose per cui occorre un ospedale.   Non resta che sperare nell’intercessione del beato Carlo imperator  Vindibonensis. 

 

 

fonte: https://www.maurizioblondet.it/conferme-sulla-cura-bella-dallestero/

Intervento chirurgico unico e incredibile. Da sempre considerato inoperabile, per la prima volta al mondo un’equipe medica Italiana rimuove un tumore ai polmoni.

 

tumore

 

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Intervento chirurgico unico e incredibile. Da sempre considerato inoperabile, per la prima volta al mondo un’equipe medica Italiana rimuove un tumore ai polmoni.

Intervento unico e incredibile: medici riescono a rimuovere un tumore dai polmoni. È la prima volta

Per la prima volta al mondo, un’equipe medica riesce a eliminare chirurgicamente un tumore ai polmoni (finora considerato inoperabile)

MILANO – Da sempre considerato inoperabile, per la prima volta al mondo un’equipe medica proveniente dall’Istituto Oncologico Europeo (IEO) di Milano, è riuscita a rimuovere un tumore ai polmoni. È considerata un’operazione unica e incredibile, per ora la prima in Italia. L’intervento ora apre le porte a una nuova tecnica che associa chemioterapia e chirurgia robotica mininvasiva. Nella speranza che da questo momento in poi la vita di molti pazienti oncologici sia estremamente facilitata.

Chirurgia Toracica
Possiamo promuoverlo come il primo (e riuscito) intervento al mondo in campo della chirurgia. Il team medico di Milano, sfruttando una nuovissima tecnica robotica estremamente mininvasiva, è stato in grado di rimuovere un tumore al polmone come nessuno, prima d’ora, era mai riuscito a fare. L’operazione è stata eseguita dall’equipe di Chirurgia Toracica dell’Istituto Oncologico Europeo (IEO) di Milano guidata dal professor Lorenzo Spaggiari, su un paziente affetto da obesità grave. Il suo indice di massa corporea, infatti, superava i 40 BMI.

Merito dei chemioterapici
Tutti sappiamo come i farmaci chemioterapici siano estremamente pericolosi ma, soprattutto, abbiano effetti devastanti. Il problema risiede nel fatto che i farmaci siano fatali non solo per le cellule cancerose ma anche per quelle sane. L’unico metodo per non avere gli stessi effetti avversi sarebbe quello di colpire con il farmaco esclusivamente la massa tumorale. Nel caso del paziente di Milano, il chemioterapico è stato in grado di ridurre vistosamente il tumore in maniera da poter essere asportato con maggior facilità.

Lobectomia
Probabilmente è un termine che abbiamo sentito di rado: ma la nuova scoperta apre le porte alla lobectomia, ovvero all’asportazione parziale del polmone. D’altro canto, i medici hanno eseguito anche una toracectomia – l’asportazione di una zona della parete toracica. Questo è stato necessario perché il cancro aveva aggredito anche le costole e il sistema circolatorio.

Buone le condizioni del paziente
Secondo quanto dichiarato dagli esperti dell’Istituto Oncologico Europeo (IEO) di Milano l’utilizzo di questo tipo di chirurgia, abbinata ai chemioterapici, presto potrà diventare lo standard nei prossimi dieci anni. Ora sono passati due mesi dall’operazione e il paziente sembra essere in buone condizioni.

Passi in avanti nella cura del tumore al polmone
Tutti sappiamo che dopo una diagnosi di tumore l’aspettativa di vita si riduce vistosamente. Per questo motivo la scienza, da anni, sta cercando di trovare soluzioni che permettano di allungare la durata della vita. «Questo intervento non è un unicum, ma è un’anticipazione del futuro dei prossimi dieci anni della chirurgia oncologica toracica. I risultati straordinari dell’immunoterapia e delle terapie biologiche sul tumore del polmone, fa sì infatti che si presentino al chirurgo toracico sempre più casi di carcinomi localmente avanzati o oligometastatici (con una o poche metastasi), che le terapie mediche hanno tenuto sotto controllo o hanno fatto regredire fino a raggiungere una dimensione che permette l’intervento chirurgico», ha dichiarato il Professor Spiaggiari.

fonte: https://www.diariodelweb.it/salute/articolo/?nid=20180123-480889

 

L’eredità di Umberto Veronesi: “Il tumore si può sconfiggere”

 

Umberto Veronesi

 

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L’eredità di Umberto Veronesi: “Il tumore si può sconfiggere”

Grazie a lui parole come prevenzione, stili di vita corretti e lotta al fumo sono diventate buone pratiche di uso comune. La nuova frontiera della ricerca adesso passa attraverso i “farmaci intelligenti” e gli studi sul sistema immunitario

Qual è l’eredità scientifica lasciata da Umberto Veronesi?

L’oncologo ha il merito di aver rivoluzionato l’oncologia in Italia e nel mondo, in particolare quella contro il tumore del seno. Se oggi infatti, il cancro al seno è meno devastante rispetto a 20 anni fa lo dobbiamo soprattutto a Veronesi. L’oncologo, infatti, ha dimostrato che il tumore al seno, quando diagnosticato precocemente, può essere eliminato chirurgicamente senza asportare integralmente il seno. Inoltre, «fu uno dei primi a occuparsi di prevenzione e corretti stili di vita, oggi considerati l’arma fondamentale nella lotta contro il cancro», spiega Carmine Pinto, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom).

 

Quanto sono importanti gli stili di vita nella prevenzione e nella lotta al cancro?

Tantissimo, specialmente sul fronte della prevenzione. Si stima infatti che oltre il 40% delle morti per cancro potrebbe essere facilmente prevenibili modificando gli stili di vita. Secondo l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc), il fumo resta di gran lunga la principale causa di morte con 1,5 milioni di decessi all’anno, ma numerosi altri fattori sono preoccupanti: l’obesità, una dieta con eccesso di sale, alcol, il basso consumo di frutta e verdura, e, seppure in minor misura, l’eccesso di carne rossa e processata, aggiunti a una scarsa attività fisica, sarebbero responsabili di quasi 2 milioni di morti per cancro nel mondo.

 

A che punto è la lotta contro il cancro?

Oggi sempre più pazienti vengono curati e riescono a sopravvivere al cancro. In Italia, in particolare si guarisce di più, come testimoniano gli ultimi dati del censimento «I numeri del cancro in Italia 2016», recentemente pubblicato dall’Aiom e dall’Associazione italiana registri tumori. In generale, la sopravvivenza a 5 anni è aumentata notevolmente rispetto a quella dei casi diagnosticati nei quinquenni precedenti sia per gli uomini (55%), sia per le donne (63%). Su questo risultato positivo ha influito il miglioramento della sopravvivenza per alcune delle neoplasie più frequenti: colon-retto, seno e prostata. Dati incoraggianti, questi, che non devono però far abbassare la guardia in quanto resta alto l’allarme legato ai nuovi casi di cancro: nel 2016 si stima che nel nostro Paese saranno colpite circa 1.000 persone al giorno.

 

Quali sono stati i progressi più significativi negli ultimi anni?

In questi ultimi anni si sono moltiplicati i cosiddetti farmaci intelligenti, quelli cioè sviluppati sulla base delle conoscenze dell’oncologia molecolare, e che hanno come target bersagli cellulari presenti cioè solo nelle cellule malate. Si è cominciato quindi a considerare il tumore come un insieme di malattie, ognuna con caratteristiche diverse e questo ha aperto la strada alla cosiddetta medicina di precisione. Si tratta di un tipo di medicina più aggressiva solo contro le cellule tumorali e quindi meno nociva per le cellule sane, esattamente come suggeriva la filosofia di Veronesi. Inoltre, passi in avanti significativi sono stati fatti nella ricerca di marcatori molecolari in grado di facilitare la diagnosi precoce del tumore.

 

Quali sono invece le prospettive future?

Secondo l’Airc, sono quattro le nuove sfide su cui i ricercatori si stanno concentrando per rendere sempre più curabile il cancro: immunità, prevenzione, microambiente e medicina di precisione. Il primo filone riguarda gli studi sul sistema immunitario per l’attivazione dei meccanismi di difesa contro le cellule maligne. Si tratta di un settore molto vivace che sta registrando risultati importanti. Il secondo filone è concentrato sulla prevenzione e la diagnosi, indispensabili per isolare i fattori di rischio e fermare il cancro prima che si manifesti. Il terzo filone di ricerca riguarda lo studio del microambiente, la «casa» del tumore: l’obiettivo è quello di comprendere le relazione del cancro con il resto dell’organismo. Infine, continua la ricerca di nuovi bersagli e strumenti efficaci per colpirli.

 

 

fonte: http://www.lastampa.it/2016/11/10/italia/cronache/leredit-di-umberto-veronesi-il-tumore-si-pu-sconfiggere-8OxiaJDGVHhdA1ohpxSPwN/pagina.html