Niente da fare, care donne – Il maschilismo negli uomini è un carattere dominante, ce l’hanno nel DNA. La conferma arriva dalla scienza

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Niente da fare, care donne – Il maschilismo negli uomini è un carattere dominante, ce l’hanno nel DNA. La conferma arriva dalla scienza

Il maschilismo negli uomini è dominante. La conferma arriva dalla scienza

Chi oggi parla di maschilismo deve fare i conti con coloro che lo incolperanno di affrontare un argomento poco rilevante e superato, di vivere nel passato visto che oggi c’è la parità, ecc.

Uno studio italiano, pubblicato sulla rivista scientifica “Neuroimage”, condotto presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, conferma, invece, che il maschilismo è tutt’altro che scomparso, anzi, è vivo è vegeto. Le donne lo sanno bene e lo ripetono da sempre. Gli scienziati hanno scoperto che, nei maschi, c’è una forte tendenza ad associare il sesso maschile a nozioni legate alla forza, quali potere, autorità, successo, prestigio. Per contro, sempre gli uomini, sono portati ad associare il sesso femminile a nozioni di debolezza, fragilità, indecisione, passività, sottomissione.

Maschilisti lo sono dunque anche quelli che sostengono di non esserlo, anche coloro che si dicono progressisti e liberali, di ampie vedute e rispettosi delle potenzialità della donna. Semplicemente lo nascondono. In modo più o meno consapevole, mettono in azione un particolare interruttore del cervello che maschera tutto il loro maschilismo e le loro convinzioni che quasi tutto sia “cose da uomini”. Se questo interruttore viene inibito, persino un giovane, istruito, moderno e di ampie vedute, finisce col credere al cliché del “il potere è soltanto degli uomini”.

Far capire alla gente cos’è il maschilismo è una delle cose più difficili che esistano. Il maschilismo è un po’ come l’arte: qualcosa di indefinibile che suscita emozioni forti (con conseguenze ovviamente molto diverse dall’arte). Qualcosa di talmente difficile da distinguere e denunciare, che le donne in genere tendono a interiorizzarlo ed a convicersi che sì, in fondo gli uomini sono migliori, hanno le loro ragioni per fare quello che fanno, bisogna giustificarli.

Molte, però, sono le donne coraggiose, che non si piegano alla rassegnazione, che, giorno dopo giorno, combattono piccole e grandi battaglie contro quel maschilismo “nascosto”, contro le piccole e grandi prepotenze e i soprusi taciti o manifesti, in casa e in società, per ottenere i diritti che andrebbero riconosciuti non solo alle donne ma ad ogni essere umano in quanto tale.

Ammesso, però, che questa possibilità alle donne sarà concesso per davvero e non continueremo a prenderle in giro con le quote rose, le pari opportunità e tutti gli escamotage che la genialità dell’uomo è capace di inventare per tenere le donne in condizione di sottomissione.

fonte: http://blog.libero.it/wp/blogditribunalibera/2018/03/20/maschilismo-vivo-pensa-solo-al-potere-la-conferma-arriva-dalla-scienza/

Donne siriane abusate in cambio di cibo? …Embè? Finora siamo andati dicendo che “esportiamo democrazia”, vuol dire che diremo anche che “esportiamo amore”…

 

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Donne siriane abusate in cambio di cibo? …Embè? Finora siamo andati dicendo che “esportiamo democrazia”, vuol dire che diremo anche che “esportiamo amore”…

Donne siriane abusate in cambio di cibo? …Embè? Non capisco, qual’è il problema?

Finora abbiamo distrutto i loro Paesi, abbiamo ucciso uomini, donne e bambini prendendoci in giro da soli con cazzate cone “esportiamo democrazia” e ora ci spaventiamo per qualche donna violentata?

Che problema c’è? Diciamo che, oltre alla democrazia, esportiamo anche amore ed abbiamo risolto il problema.

Saremo in pace con noi stessi e con il mondo. Salvo poi adirarci quando, dopo tutto l’amore che abbiamo esportato, oltre alla democrazia, qualche femmina di quelle terre ci odierà…

Ma s sa, quella è una cultura inferiore…

By Eles.

 

 

Fonte Ansa:

L’inferno siriano, ‘abusi sessuali in cambio di aiuti’

Accuse agli operatori dell’Onu e delle ong, ‘donne terrorizzate’

Sesso in cambio di cibo e altri aiuti. A questo terribile ricatto sono state sottoposte migliaia di donne siriane da parte di operatori di agenzie Onu e di ong, secondo la denuncia di una cooperante. In un’intervista alla Bbc, proprio nella giornata mondiale delle organizzazioni no profit e nel bel mezzo di uno scandalo abusi che sta travolgendo diverse organizzazioni umanitarie in tutto il mondo, Danielle Spencer ha rivelato l’agghiacciante ‘modus operandi’ di alcuni suoi colleghi attivi in Siria. “Tenevano gli aiuti ‘in ostaggio’ fino a che le donne non si concedevano”, ha spiegato l’operatrice che ha raccolto le testimonianze di diverse vittime. Una pratica diffusa, tanto che le donne in Siria ormai si rifiutano di andare presso i centri distribuzione per il terrore di subire abusi sessuali. “Una donna che aspetta di ricevere beni essenziali per poter vivere, come cibo o sapone, deve essere protetta. L’ultima cosa di cui ha bisogno è un uomo che la ricatti chiedendole di fare sesso con lei in cambio di quegli aiuti”, ha detto Spencer. Un dramma, secondo la cooperante, noto all’Onu da sette anni, praticamente dall’inizio della guerra in Siria. Ma, accusa, “volutamente ignorato”. Di rapporti Onu che denunciano violenze sessuali da parte di operatori umanitari negli anni ce ne sono stati. L’ultimo – ‘Voices from Syria 2018’ – è stato stilato dallo United Nations Population Fund (il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione) e denuncia che “donne e ragazze sono costrette a favori sessuali in cambio di pasti. Oppure costrette a scambiare aiuti ‘con visite a casa’ o ‘servizi di una notte’ “. Tre anni fa altri due rapporti, presentati ad una conferenza di agenzie dell’Onu e organizzazioni umanitarie in Giordania, rivelavano le molestie subite dalle donne siriane. Uno in particolare, curato dall’International Rescue Committee, riferiva che il 40% delle donne e delle ragazze a Dara e Quneitra avevano subito violenza sessuale mentre cercavano di ottenere aiuti umanitari. Dopo il meeting di Amman, alcune ong e agenzia dell’Onu hanno dichiarato di aver rafforzato i controlli sui loro dipendenti e adottato una politica di “tolleranza zero verso le molestie sessuali”. Un portavoce dell’Unhcr ha ammesso di essere a conoscenza dei fatti all’epoca ma che non c’erano abbastanza prove per poter prendere provvedimenti contro persone o organizzazioni. Tuttavia ha annunciato di aver avviato un nuovo studio. Secondo Spencer, il settore “ha voluto chiudere un occhio”. “L’Onu e il sistema in genere hanno deciso di sacrificare il corpo delle donne”, accusa la cooperante. “Qualcuno, da qualche parte, ha deciso che al fine di consegnare aiuti a un maggior numero di persone era accettabile che il corpo delle donne fosse usato, sfruttato, violato”.

fonte: http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2018/02/27/siria-donne-abusate-da-staff-onu-e-ong_6b6bd35f-ce9b-4739-ad3e-2a7efb0fc3b8.html

Pulizie domestiche – Attenzione, soprattutto a Voi Donne: i detergenti chimici fanno male quanto fumare 20 sigarette al giorno!

 

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Pulizie domestiche – Attenzione, soprattutto a Voi Donne: i detergenti chimici fanno male quanto fumare 20 sigarette al giorno!

Fare pulizie in casa o fumare 20 sigarette al giorno provocherebbero lo stesso danno ai polmoni. Tra detersivi e detergenti chimici, chi dà di straccio quotidianamente tra le mura domestiche – e le donne sono di più – arrecherebbe danni al sistema respiratorio non di poco conto.

Sotto accusa da parte di alcuni ricercatori norvegesi dell’Università di Bergensono soprattutto gli spray e i detergenti liquidi. La ricerca da loro condotta, conferma che le donne che lavorano come addette alle pulizie o usano regolarmente spray detergenti o altri prodotti per la pulizia a casa avrebbero un maggiore declino della funzione polmonare rispetto alle donne che non puliscono così frequentemente.

Il motivo è presto detto: le particelle contenute nei detergenti irritano la pneuma, causando danni critici alle vie respiratorie.

I ricercatori hanno analizzato i dati di 6.235 partecipanti al sondaggio sulla salute delle vie respiratorie della Comunità europea denominato “Cleaning at Home and at Work in Relation to Lung Function Decline and Airway Obstruction”.
I partecipanti, la cui età media era di 34 anni quando si sono iscritti, sono stati seguiti per più di 20 anni, per valutare un impatto a lungo termine.

Temevamo che tali prodotti chimici, causando costantemente un piccolo danno alle vie aeree giorno dopo giorno, anno dopo anno, potessero accelerare il declino della funzione polmonare che si verifica con l’età”, spiegano gli studiosi.

Ebbene, la ricerca ha rilevato conseguenze negative soprattutto nelle donne che fanno pulizie e non negli uomini. Confrontando le donne che non facevano pulizie con coloro che le facevano con regolarità (e considerando anche altri fattori come eventuale vizio del fumo, l’indice di massa corporea e l’educazione), il volume espiratorio forzato a un secondo (Fev1), cioè la quantità di aria che si può espirare forzatamente in un secondo, era ridotto di 3,6 millilitri (ml)/anno più velocemente nelle donne che si dedicavano alle pulizie di casa e di 3,9 ml/anno più velocemente nelle addette alle pulizie. La capacità vitale forzata dei polmoni (cioè la quantità totale di aria che una persona può espirare forzatamente), è emersa ridotta invece di 4,3 ml/anno e di 7,1 ml/anno più velocemente.

Un vero e proprio declino della funzione polmonare che, secondo gli autori, è “paragonabile a fumare un po’ meno di 20 sigarette al giorno per un anno” e che può essere dovuto all’irritazione delle mucose che rivestono le vie respiratorie causata dalla maggior parte delle sostanze chimiche contenute nei prodotti di pulizia, che nel tempo causano cambiamenti persistenti nelle vie aeree e nel rimodellamento delle vie aeree.

Questo livello di compromissione polmonare è stato inizialmente sorprendente, ha detto il principale autore dello studio Øistein Svanes, “tuttavia, quando pensi di inalare piccole particelle di detergenti che servono per pulire il pavimento e non i polmoni, forse non è così sorprendente, dopo tutto”.

I limiti dello studio includono il fatto che la popolazione presa a campione includeva pochissime donne che non pulivano a casa o non facevano questo per lavoro. Queste donne, scrivono gli autori, potrebbero “costituire un gruppo socioeconomico selezionato”. Anche il numero di uomini che lavoravano come addetti alle pulizie professionali era piccolo e la loro esposizione ai detergenti era probabilmente diversa da quella delle donne che lavoravano come addette alle pulizie.

In ogni caso, “il messaggio da portare a casa è che a lungo andare le sostanze chimiche molto probabilmente causano un danno piuttosto consistente ai polmoni”, conclude Øistein Svanes.

Ed è pure vero! Spesso i prodotti chimici non sono necessari: un panno in microfibra, pochi prodotti mirati come acido citrico o percabonato di sodio, sono più che sufficienti per la maggior parte degli scopi.

 

fonte: https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/26716-pulizie-detergenti-chimici-polmoni

 

È SCIENTIFICO – La voce delle donne stanca il cervello degli uomini! – Rassegnatevi, donne: se gli uomini non ascoltano la colpa non sarebbe del tutto loro!

 

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È SCIENTIFICO – La voce delle donne stanca il cervello degli uomini! – Rassegnatevi, donne: se gli uomini non ascoltano la colpa non sarebbe del tutto loro!

La voce femminile stanca il cervello dell’uomo. Ad affermarlo uno studio condotto dal professore Michael Hunter, dell’Università di Sheffield, nel Regno Unito.

A detta dell’esperto se gli uomini non riescono proprio ad ascoltare le donne e subiscono ciclicamente cali di attenzione, la colpa sarebbe da additare a queste ultime, che con la loro voce “dai toni complessi” coinvolgono tutta l’area uditiva del cervello.

Al contrario la voce maschile sarebbe molto meno stancante in quanto minerebbe una sola parte dell’intero cervello.

Quella delle donne è infatti una voce difficile da elaborare per la forma delle corde vocali e laringe, e costringerebbe il cervello degli uomini ad attivarsi duramente per comprenderla.

Lo studio del professore è stato condotto attraverso tecniche innovative di risonanza magnetica nucleare che hanno individuato le aree del cervello che si attivano quando sentono le voci.

I risultati della ricerca sottolineano che per il cervello maschile è più impegnativo ascoltare una voce femminile piuttosto che una simile – ha spiegato la dottoressa Francesca D’Arista psicologa e psicoterapeuta, specializzata in psicologia clinica – Nella donna invece accade che la voce dell’uomo interessi solo una parte minore dell’encefalo. Simbolicamente quindi, più che di fastidio, parlerei del fatto che le donne sembrerebbero esprimersi in maniera più complessa, tanto da attivare maggiormente e quindi più faticosamente il cervello degli uomini”.

 

 

fonte: https://myrebellion.blog/2017/04/25/e-scientifico-la-voce-delle-donne-stanca-il-cervello-degli-uomini-rassegnatevi-donne-se-gli-uomini-non-ascoltano-la-colpa-non-sarebbe-del-tutto-loro/

Le statistiche confermano: Dijsselbloem è un cretino! – L’Olanda batte l’Italia per spesa di alcolici ed i paesi Nord Europa detengono record per consumi. Alla Germania va il primato per il business prostituzione…!!

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Le statistiche confermano: Dijsselbloem è un cretino! – L’Olanda batte l’Italia per spesa di alcolici ed i paesi Nord Europa detengono record per consumi. Alla Germania va il primato per il business prostituzione…!!

 

Il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem qualche giorno fa ha lasciato tutti a bocca aperta affermando che: “I paesi del Sud Europa spendono tutto in alcol e donne per poi chiedere aiuti”

La Coldiretti ci dà la conferma di quanto avevamo tutti già sospettato dal primo momento: Dijsselbloem è un cretino!

UE, DIJSSELBLOEM: STATISTICHE CONTRADDICONO NETTAMENTE IL PRESIDENTE DELL’EUROGRUPPO

OLANDA BATTE ITALIA PER SPESA ALCOLICI, E PAESI NORD EUROPA DETENGONO RECORD PER CONSUMI. A GERMANIA VA IL PRIMATO PER BUSINESS PROSTITUZIONE

Le statistiche ufficiali contraddicono nettamente il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem e le sue sciocche affermazioni circa le spese dei paesi del sud per alcol e donne. Lo rende noto il Codacons, che diffonde oggi i numeri sul consumo di alcolici in Europa e sul business della prostituzione.
“L’Olanda non solo batte decisamente l’Italia per consumo procapite annuo di birra, ma addirittura ci supera di più del doppio, con 75,7 litri a cittadino contro i 30 litri all’anno del nostro paese – spiega il presidente Carlo Rienzi – Classifica guidata dai paesi del nord Europa, con la Repubblica Ceca a 143 litri procapite consumati ogni anno; seconda la Germania a 106 litri seguita dall’Austria con 105 litri. Anche sul fronte del vino, l’Italia non detiene alcun primato: il record dei consumi spetta infatti alla Francia con 45,6 litri procapite, seguita dal Portogallo (40,2 litri) contro i 33,1 litri del nostro paese”.
Sul fronte delle donne, poi, se Dijsselbloem si riferiva al mercato del sesso, anche qui i numeri lo sconfessano in modo assoluto: la Germania ha più prostitute procapite di qualsiasi altra nazione del continente, anche più della Thailandia. Secondo le ultime stime sono 400.000 le prostitute che operano in Germania con oltre un milione di clienti al giorno, per un giro d’affari attorno ai 15 miliardi di euro, contro i 3,6 miliardi dell’Italia, che conta “solo” 90.000 operatrici del sesso. Senza contare che le casse statali dell’Olanda, grazie al mercato legalizzato della prostituzione, incassano ogni anno circa 700 milioni di euro.
“Farebbe bene Dijsselbloem a scusarsi con gli italiani per le sue affermazioni, perché le statistiche dimostrano la brutta figura di cui si è reso protagonista e lo sconfessano agli occhi dell’intera Europa” – conclude Rienzi.  

 

tratto da:

http://www.codacons.it/articoli/ue_dijsselbloem_statistiche_contraddicono_nettamente_il_presidente_delleurogruppo_296003.html