DI AULIN SI MUORE, ma che significa un po’ di gente che crepa in confronto al business delle Multinazionali? Bandito da quasi tutti i Paesi perchè tossico. In altri, per lo stesso motivo, non è mai entrato in commercio! Si vende praticamente solo da NOI…!!!

AULIN

 

 

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DI AULIN SI MUORE, ma che significa un po’ di gente che crepa in confronto al business delle Multinazionali? Bandito da quasi tutti i Paesi perchè tossico. In altri, per lo stesso motivo, non è mai entrato in commercio! Si vende praticamente solo da NOI…!!!

 

Ve ne avevamo già parlato…

L’Aulin: bandito da quasi tutti i Paesi perchè tossico. In altri, per lo stesso motivo, non è mai entrato in commercio! Di Aulin si muore, ma da noi si vende regolarmente …mica vogliamo dare un dispiacere alle Multinazionali dei farmaci !!

La nimesulide (Aulin). Vietata altrove, vendibile qui

La Nimesulide è un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS); in Italia il nome commerciale più noto è Aulin, anche se sono disponibili alcuni farmaci equivalenti. La Nimesulide attualmente è utilizzata in Italia come “farmaco NON di prima scelta”, ma in diversi paesi europei tale farmaco non è più commercializzato.

In Spagna e Finlandia è bandito dal 2002, in Irlanda dal 2007, mentre nel Regno Unito e in Germania non è mai stato autorizzato al commercio. In altri paesi europei, prima della decisione della Commissione Europea del gennaio del 2010, per i gravi danni che provoca il farmaco a livello epatico e dell’apparato gastroenterico, avevano ritenuto opportuno ritiralo dal commercio. Belgio, Danimarca, Olanda, Svezia avevano provveduto al ritiro, mentre la Francia decideva di eliminarne la rimborsabilità. Negli Stati Uniti non è stata mai approvata la commercializzazione della Nimesulide.

L’European Medicines Agency (Agenzia Europea del Farmaco) raccomanda il non utilizzo della Nimesulide nei “[…] pazienti con problemi di fegato, è indicata solo per il trattamento del dolore acuto (mentre prima veniva usata anche in caso di dolore cronico) e dei dolori mestruali, deve essere utilizzata solo per brevi periodi, al massimo per quindici giorni, la dose massima è di duecento milligrammi (pari a due bustine, o a due compresse).”

Sarà compito del medico curante valutare scrupolosamente il rischio-beneficio della somministrazione di questo farmaco e, quando avrà compiuto la sua valutazione, scriverà la ricetta medica la cui prescrizione sarà NON RIPETIBILE. I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) vengono associati a epatossicità, con un meccanismo molecolare non perfettamente chiarito. La Nimesulide viene associata a frequenti reazioni avverse gravi e imprevedibili nel fegato 1).

“I FANS presentano un ampio spettro di danni al fegato che vanno da asintomatico, transitorio, iper-transaminasemia, a insufficienza epatica fulminante. Tuttavia, la mancata segnalazione di casi asintomatici, lievi, così come di quelli con alterazione transitoria del test del fegato, insieme a segnalazioni non conformi ai criteri di farmacovigilanza e studi epidemiologici viziati, mettono a repentaglio la possibilità di accertare il rischio reale di Epatotossicità dei FANS.

Diversi FANS, vale a dire bromfenac, ibufenac e benoxaprofen, sono stati ritirati dal mercato a causa dell’epatotossicità; altri come la nimesulide non sono mai stati commercializzati in alcuni paesi e ritirati in altri. In effetti, la controversia relativa al rischio reale di una grave malattia del fegato persiste nella ricerca sui FANS…. Nonostante questo, la commercializzazione del nimesulide è ancora mantenuta in diversi paesi europei, sebbene i rapporti dell’EMEA raccomandino una durata della terapia limitata a 15 giorni e un dosaggio massimo di 100 mg/giorno [13].

La polemica riguardante la nimesulide persiste perché le serie cliniche, e gli studi epidemiologici, continuano a dimostrare come la nimesulide sia responsabile dei gravi danni recati al fegato [19,89,90]. D’altra parte, le istituzioni sanitarie concludono che il danno epatico causato da nimesulide è statisticamente comparabile a quello del resto dei FANS.

Riconoscere il vero impatto della nimesulide sul fegato non è un compito facile 2).
Uno studio, fatto molto bene, condotto da farmacologi e medici italiani evidenziava che la Nimesulide è associata ad alti rischi di acuti e seri problemi epatici; e l’ibuprofene, e alte dosi di ketoprofene, sono associati a modesti rischi di epatossicità (3)

Prof. Roberto Suozzi
Medico e Farmacologo Clinico
Suozziroberto.altervista.org

  1. Mechanisms of NSAID-induced hepatotoxicity: focus on nimesulide.
    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12137558 1. Simili UA Boelsterli – ‎2002 – ‎Articoli correlati Mechanisms of NSAID-induced hepatotoxicity: focus on nimesulide. Boelsterli UA(1). Author information: (1)HepaTox Consulting, Pfeffingen, and Institute of Clinical Pharmacy, University of Basel, Basel, Switzerland. boelterli@hepatox.ch. Nonsteroidal anti-inflammatory drugs (NSAIDs) have been associated with…• Send to Drug Saf. 2002; 25(9):633-48. Mechanisms of NSAID-induced hepatotoxicity: focus on nimesulide. Boelsterli UA1.

  2. 2) Non-steroidal anti-inflammatory drugs: What is the actual risk of liver …
    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2997980/1 di F Bessone – ‎2010 – ‎Articoli correlati 7 dic 2010 – Several NSAIDs, namely bromfenac, ibufenac and benoxaprofen, have been withdrawn from the market due to hepatotoxicity; others like nimesulide were …. From the clinical stand point NSAIDs induced hepatotoxicity is associated with different patterns of clinical presentation, several mechanisms of liver …

  3. 3) British Journal of Clinical Pharmacology (2016) 82
    Pharmacoloepidemiology Risk of acute and serious liver injury associated to nimesulide and other NSAIDs:  data from drug-induced liver injury case-control study in Italy.
    Corrispondence Prof Roberto Leone Pharmacology Unit, Department of Diagnostic and Pubblic Health, University of Verona. 13 March 2016.

Pesticidi e salute, sono i bambini a pagare il prezzo più alto

 

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Pesticidi e salute, sono i bambini a pagare il prezzo più alto

Il costo più alto dei pesticidi? Lo pagano i bambini. Ad affermarlo è l’Unicef con un report pubblicato a gennaio e dedicato proprio ad approfondire l’impatto dei pesticidi sulla salute dei più piccoli.

Per capire di cosa si sta parlando, bisogna anzitutto tenere presente che nell’età dello sviluppo esistono specifiche “finestre di vulnerabilità”, cioè passaggi critici durante i quali «l’esposizione a sostanze tossiche può causare lesioni devastanti» come si legge nello studio intitolato “Understanding the impacts of pesticides on children”.

Nei primi dodici anni di vita, per fare un esempio, «è probabile che la stessa quantità respirata di una sostanza chimica sia dieci volte più tossica per un bambino che per un adulto».

Le forme di esposizione agli agenti chimici sono molteplici. Il bambino può incominciare a essere vulnerabile prima ancora della nascita (“born pre-polluted”): sostanze tossiche e interferenti ormonali possono accumularsi nel sangue delle donne incinte, così come nella placenta e nel latte materno. Tracce di Ddt, che possono rimanere nel suolo per centinaia di anni, sono state ritrovate nei fluidi amniotici, nella placenta, nel cordone ombelicale e nei feti.

Anche il consumo di frutta e verdura contaminata, naturalmente, incide moltissimo, talvolta a dispetto delle normative che impongono un limite massimo ai residui. Vi abbiamo parlato di recente di quanto il problema sia sentito, ad esempio, nel Sud Est asiatico: in Thailandia, secondo quanto riscontrato dal Pesticide Action Network nel 2016, tracce di pesticidi pericolosi banditi dal commercio sono state ritrovate in percentuali enormi, dal 35% al 100% dei campioni analizzati, nei prodotti venduti dai locali mercati e supermercati.

C’è infine una questione ancora più delicata, perché tocca un aspetto critico in una tragedia ancora più vasta, quella del lavoro minorile. Si stima che l’agricoltura assorba da sola il 71% del lavoro minorile, cioè che circa 108 milioni di bambini e bambine facciano parte di una manodopera invisibile e spesso sfruttata o, appunto, esposta a gravi pericoli per la salute.

Il settore agricolo è infatti uno dei tre più a rischio per quanto riguarda le malattie professionali: sempre secondo le stime, il 59% dei 68 milioni di bambini impiegati in mansioni pericolose lavora nei campi.

Un’indagine sulla filiera del cacao, condotta nel 2002, ha concluso che 284mila bambini lavorano nella trasformazione del cioccolato e 153mila di loro hanno irrorato pesticidi senza nessuna protezione. Nell’industria del cotone, sei dei sette principali produttori sono stati coinvolti nelle tratte del lavoro minorile, anche forzato.

Nel 2010, il Pesticide Action Network ha dichiarato che le vittime di avvelenamento acuto da pesticidi variano tra un minimo di 1 milione e un massimo di 41 milioni di persone ogni anno. Un quadro davvero molto difficile da circoscrivere, tanto da indurre lo Special Rapporteur delle Nazioni Unite per il Diritto al Cibo ad affermare «non ci sono statistiche attendibili e globali sul numero di persone soggette alla contaminazione da pesticidi».

Quel che si può invece affermare per certo è che, ancora una volta, a soffrire di più sono i lavoratori e i consumatori dei Paesi poveri. Sebbene in queste aree vengano messi in commercio solo il 25% dei pesticidi diffusi a livello mondiale, è qui che si concentrano il 99% dei casi di morte dovuta al loro utilizzo.

 

fonte: http://www.slowfood.it/pesticidi-e-salute-sono-i-bambini-a-pagare-il-prezzo-piu-alto/

 

Pesticidi neurotossici trovati nell’87% dei neonati (come ridurre l’esposizione)

Siamo abituati a pensare che solo il glifosato sia potenzialmente dannoso per la salute umane e per le colture, in realtà esistono tutta una serie di pesticidi che sempre più spesso finiscono nelle nostre tavole e quindi nel nostro corpo.
Qualche settimana fa avevamo parlato di come la campagna #ipesticididentrodinoi attraverso un esperimento aveva dimostrato che basterebbero due settimane di una dieta con prodotti senza pesticidi per abbattere e in alcuni casi azzerare il contenuto di sostanze inquinanti.

Oggi l’esposizione a pesticidi, erbicidi e insetticidi è aumentata notevolmente o semplicemente se ne parla di più. Di certo è che dall’Unione europea non arrivano risposte rassicuranti, ricordiamo che neanche un mese fa i paesi hanno salvato l’erbicida Roundup della Monsanto che sta avvelenando il mondo.

Ma come dicevamo, non è solo il glifosato a preoccupare. Ad esempio il chlorpyrifos secondo alcuni ricercatori potrebbe alterare lo sviluppo del cervello e causare danni cerebrali, anomalie neurologiche, ridotto quoziente intellettivo e aggressività nei bambini. Negli adulti, invece, la sostanza chimica sarebbe collegata al morbo di Parkinson e al cancro del polmone.

Il clorpirifos viene usato dal lontano 1965 nelle colture di grano, mais, frutta e verdura, come mele, ciliegie, fragole, broccoli, cavolfiori e tanti altri. Tutti cibi che dai campi arrivano nel nostro organismo. Il pesticida è usato non solo in America ma anche in Europa con dei limiti sui residui. Secondo uno studio, l’87% dei neonati eredita il clorpirifos dal cordone ombelicale.

Nonostante ciò l’EPA che è l’agenzia per la protezione dell’ambiente negli Stati Uniti, non ha rimosso il pesticida dal mercato, esattamente come è successo in Europa per il glifosato. E anche in questo caso, migliaia di cittadini avevano firmato una petizione per eliminarlo dalle colture.

E anche qui, si parla di conflitti d’interesse e di studi non propriamente indipendenti, ma già nel lontano 2014 era stato sollevato il problema relativo al clorpirifos quando uno studio aveva dimostrato che le donne incinte esposte al clorpirifos durante il secondo trimestre avevano un rischio aumentato del 60% di dare alla luce un bambino autistico.

Un altro studio aveva misurato i livelli di clorpirifos nel plasma materno e il cordone ombelicale di donne e bambini che vivevano in una comunità agricola, rilevando che in alcuni casi nel sangue materno ce n’era fino al 70,5% e nel cordone ombelicale fino all’87,5%.

Come ridurre l’esposizione ai pesticidi? 

Come abbiamo detto più volte, i pesticidi vengono utilizzati nell’agricoltura intensiva per proteggere le coltivazioni dai parassiti, al fine di ottenere raccolti più abbondanti. La frutta e la verdura non vengono intaccate dai parassiti, ma su di esse permangono sostanze chimiche potenzialmente dannose per la salute. e diverse ricerche lo dimostrano.

Se da un lato è impossibile evitare l’esposizione esistono tuttavia degli accorgimenti che possiamo prendere nella vita di tutti i giorni per ridurre il contatto. Ecco alcuni suggerimenti:

  • Mangiare prodotti biologici e cibi fermentati
  • Lavare bene frutta e verdura prima di consumarla
  • Conoscere quali sono i vegetali più contaminati
  • Se si ha la possibilità coltivare il proprio orto
  • Togliersi le scarpe prima di entrare in casa per tenere lontani agenti nocivi

fonte: https://www.greenme.it/vivere/speciale-bambini/26051-pesticidi-neonati-chlorpyrifos

Il segreto per vivere bene? L’amore e l’amicizia contano più del colesterolo

 

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Il segreto per vivere bene? L’amore e l’amicizia contano più del colesterolo

 

Quando l’amore conta più del colesterolo

Il segreto per vivere bene? Legami affettivi forti. Lo affermano gli scienziati di Harvard in uno studio iniziato 80 anni fa (con lo studente John Kennedy)

di Giuseppe Remuzzi
Non chiedetemi come hanno fatto, certo è che ci sono riusciti. L’idea dei ricercatori di Boston era assolutamente lungimirante e l’obiettivo davvero ambizioso: capire cos’è che ci consente di vivere bene e a lungo. Così gli studiosi dell’Università di Harvard hanno preso nota di tutto quello che succedeva ai quasi 300 studenti ammessi al College tra il 1938 e il 1944: stato di salute — fisica e mentale — lavoro, famiglia, amici e tanto d’altro (lo studio va avanti da 80 anni e non si fermerà, pare, tanto presto).
E cosa hanno scoperto? Quello che avevano già capito i Beatles: «Love, love, love», insomma, è l’amore a farti vivere bene. Non solo ma l’educazione è più importante dei soldi e dello stato sociale, mentre la solitudine uccide, proprio come l’alcol e il fumo. «Non basta essere brillanti per invecchiare bene — ha scritto George Vaillant, uno di coloro che si sono avvicendati a capo di questa avventura — devi essere innamorato, o comunque avere relazioni affettive forti, in famiglia (padre e madre naturalmente, ma anche fratelli, sorelle, zii, cugini e tutti quelli che ci vengono in mente) e fuori, e poi tanti amici». «Ma non dovevano essere i livelli di colesterolo e la pressione alta a far male?» direte voi. Sì certo, ma l’uno e l’altra a detta degli studiosi di Harvard contano meno della famiglia o dell’avere un legame affettivo stabile per esempio. Insomma è come se a tutti i consigli, comunque preziosissimi, di tanti bravi medici per invecchiare bene «non fumate, bevete poco alcol, e poi frutta, verdura e pesce, e attività fisica» ne mancasse uno che è forse il più importante: «Dedicate tempo ed energie ai vostri rapporti con gli altri». Sul lavoro? Certo, ma anche fuori se volete, non importa.
I vantaggi per la salute

Imparare a farlo avvantaggia specialmente il cervello e gli scienziati l’hanno documentato con test di performance intellettuale e con tanti altri esami incluso l’elettroencefalogramma (che hanno ripetuto periodicamente per 80 anni!). Anche i rapporti sociali dei più piccoli sono importanti — con gli altri bambini o con gli adulti non importa, l’importante è che ne abbiano — più fanno esperienze diverse e più giocano, meglio è. Nessuno studio è perfetto e non lo è nemmeno lo studio «Grant» non fosse altro perché quanto abbiamo scritto finora potrebbe valere solo per i maschi in quanto al College a quei tempi ci andavano solo gli uomini — tutti fra l’altro bianchi — gente altolocata di solito (uno dei primi a prendere parte allo studio fu un certo John Fitzgerald Kennedy, sì, proprio lui, il futuro Presidente degli Stati Uniti e poi Ben Bradlee per moltissimi anni direttore del Washington Post). E gli altri? Ci sono stati grandi imprenditori, avvocati di grido e medici famosi, ma c’era anche gente normale e persino certi che poi ebbero una vita miserevole: alcolizzati per esempio o drogati o schizofrenici.

Nei sobborghi

Col passare degli anni lo studio si è arricchito di molte altre persone, anche donne e di un’attività parallela «Glueck» cui hanno preso parte soprattutto ragazzi, questi però vivevano nei sobborghi di Boston e, come potete immaginare, il confronto fra loro e quelli del College ha fornito indicazioni preziose. Vi chiederete dove gli studiosi abbiano trovato i fondi per fare tutto questo e per poter andare avanti per così tanti anni. Dal governo federale in parte e poi dai National Institutes of Health e dalle tasse dei cittadini; anche se adesso c’è chi comincia a criticare questa scelta a cominciare dal presidente Trump: «Cosa continuiamo a spendere soldi per questo studio quando dovremmo invece preoccuparci di trovare nuove terapie per il cancro o per l’Alzheimer?». Se lo chiedete a Robert Waldinger, che ha seguito «Grant» per più di 30 anni, vi dirà che proprio grazie ai dati che sono stati raccolti in tutto questo tempo è stato possibile stabilire che chi è omosessuale non ha scelto di esserlo per esempio o che l’alcolismo non è una colpa ma una malattia e tante altre cose ancora.

La ricerca oggi

Non solo ma se oggi siamo capaci di interpretare almeno un po’ certe scelte di vita della gente dipende proprio dal fatto che qualcuno si è preso la briga di seguire queste persone dalla giovinezza alla vecchiaia. Il bello è che Waldinger non ha alcuna intenzione di fermarsi, adesso sta studiando i figli degli studenti del College del ’38 e persino i figli dei figli: «È entusiasmante — dice — presto avremo tantissime informazioni e sapremo rispondere a domande a cui nessuno ha mai saputo rispondere fino ad ora». E chissà che un giorno questi dati non possano persino portare un contributo allo sforzo che si sta facendo un po’ dappertutto per prevenire certe malattie — cardiovascolari e diabete per esempio — ma anche i disturbi del sistema nervoso, o per rallentare l’invecchiamento. Se fosse così avremmo un mondo migliore e i sistemi sanitari di tutto il mondo risparmierebbero tantissimi soldi.

fonte: http://www.corriere.it/cronache/18_marzo_18/amore-conta-piu-colesterolo-1827f5d8-2a24-11e8-a69c-c536cc584d87.shtml

Acqua e limone: ecco cosa realmente succede al corpo assumendola ogni giorno. Nessun miracolo, ma tanti, tantissimi benefici.

 

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Acqua e limone: ecco cosa realmente succede al corpo assumendola ogni giorno

Acqua e limone: cosa succede al corpo assumendola ogni giorno

Acqua e limone. Una bevanda che negli ultimi anni è diventata una salutare abitudine mattutina per molte persone. Ma cosa succede al corpo assumendola ogni giorno per un certo periodo di tempo?

Indice

  • Cosa succede al corpo
  • Per quanto tempo assumere acqua e limone
  • L’esperimento per due settimane
  • Controindicazioni ed effetti indesiderati

Una proposta salutare per quando ci si sveglia è quella di assumere una bevanda tiepida preparata con due semplici ingredienti: acqua e succo di limone fresco. Questa promette di essere un toccasana per la nostra salute a patto di berla con costanza per un certo periodo e di distanziare di qualche tempo la vera e propria prima colazione.

Ma quali sono i benefici reali che offre acqua e limone?

 

 

Cosa succede al corpo

I vantaggi che si possono riscontrare se si assume quotidianamente questa bevanda sono:

  • Pelle più giovane e luminosa: grazie alla presenza nel limone di una buona dose di vitamina C e altre sostanze utili, si può notare un ringiovanimento della pelle e una maggiore luminosità del viso.
  • Maggiore facilità a dimagrire: c’è chi assume acqua e limone come aiuto durante una dieta dimagrante in quanto favorisce una perdita di peso più rapida (naturalmente se assunta all’interno di un’alimentazione equilibrata e sostenuta dalla giusta dose di attività fisica).
  • Migliore digestione e regolarità intestinale: acqua e limone aiuta l’apparato digerente e facilita il processo di eliminazione dei prodotti di scarto dall’organismo. Previene il problema della stitichezza ma impedisce anche la diarrea, assicurando funzioni intestinali regolari.
  • Sistema immunitario più forte: il limone aiuta a mantenere in buona salute le difese immunitarie del nostro organismo e bere acqua e limone ogni giorno contribuisce dunque a proteggerci meglio da influenze e infezioni di vario genere.
  • Equilibra il pH del corpo: per chi ritiene valida la teoria che vuole un corpo in salute con determinati pH, acqua e limone è un’ottima soluzione per tenere in equilibrio questo valore.
  • Disintossicante ed energizzante: acqua e limone contribuisce a disintossicare l’organismo a beneficio della pelle ma in generale di tutte le funzioni del corpo e dunque alla lunga potremmo ritrovarci con un grado di energia maggiore.
  • Remineralizza: il limone è una buona fonte di potassio, calcio, fosforo e magnesio e ha quindi un effetto remineralizzante sul nostro organismo.Può aiutare a reintegrare i sali del corpo anche dopo una sessione di allenamento intensa.
  • Diuretico: il succo di limone diluito in acqua funge da diuretico aumentando la produzione di urina e favorendo l’eliminazione dell’acqua in eccesso dal corpo (potrebbe migliorare dunque anche una situazione di ritenzione idrica).
  • Riduce infiammazione e dolore: questa bevanda è in grado di sciogliere l’acido urico e dunque lenire le infiammazioni delle articolazioni e i dolori dovuti ai depositi di questa sostanza nel corpo.
  • Migliora l’alito: chi soffre di alitosi potrebbe trovare giovamento dall’assumere acqua e limone. I limoni infatti rinfrescano l’alito.

Per quanto tempo assumere acqua e limone

Di acqua e limone si consiglia di berne una tazza ogni giorno appena svegli. La bevanda si può assumere quotidianamente anche per lunghi periodi a meno che non insorgano degli effetti collaterali (vedi sotto) o si avverta qualsiasi tipo di fastidio.

Per vedere i primi benefici è però necessario attendere almeno due settimane o in alcuni casi un mese.

L’esperimento per due settimane

Dina Gachman, blogger e scrittrice americana, ha voluto sperimentare su se stessa i benefici di bere quotidianamente acqua e limone e ha scelto di assumere la bevanda per due settimane nella dose di due tazze.

Nello specifico quello che ha notato è stato:

  • Leggero miglioramento nell’aspetto della pelle. Alcuni punti erano schiariti e la carnagione era meno opaca.
  • Si è sentita meno gonfia
  • Non si è ammalata durante l’esperimento (c’è da dire però che la probabilità in due settimane non era alta)
  • Si è sentita più propensa a fare attività fisica e mangiare cibi sani

Potete leggere tutto nel dettaglio qui.

Controindicazioni ed effetti indesiderati

Nonostante i molti benefici di questa bevanda, acqua e limone presenta anche alcune controindicazioni ed effetti collaterali da tenere sempre bene a mente:

  • Smalto dei denti: è molto importante come prima cosa notare che quando il succo di limone viene direttamente a contatto con i denti può rovinare lo smalto in quanto ricco di sostanze acide. Si consiglia quindi di risciacquare abbondantemente la bocca subito dopo aver consumato la bevanda oppure di sorseggiarla con una cannuccia (opzione però decisamente meno ecologica).
  • Afte o lesioni in bocca: anche in caso di afte o lesioni profonde all’interno della bocca o sulle gengive, l’acido citrico presente nei limoni può dare problemi e causare più danni che altro. Prima di assumere la bevanda, quindi, aspettate che questi disturbi siano completamente risolti.
  • Bruciore di stomaco o ulcere: ulteriore controindicazione molto seria all’assunzione di acqua e limone è in caso di bruciore di stomaco e presenza di ulcere. Il limone andrebbe infatti ad aggravare la situazione attivando la pepsina, un enzima nello stomaco che scompone le proteine, e andando a peggiorare l’acidità e il fastidio.
  • Nausea, vomito o emicranea: in alcuni casi acqua e limone può dare come effetto collaterale la comparsa di nausea e vomito oppure di emicrania.
  • Carenza di potassio: l’uso eccessivo di succo di limone è stato collegato anche ad una possibile carenza di potassio considerato tra l’altro che aumenta la diuresi.

E’ importante che ognuno faccia i conti con il proprio organismo, c’è da sottolineare infatti che questo, come altri rimedi naturali, non sono sempre adatti a tutti. Impariamo a capire i messaggi che ci invia il nostro corpo per valutare se acqua e limone è una soluzione naturale davvero adatta a noi!

Voi avete già sperimentato i benefici di acqua e limone o siete tra quelli che hanno notato invece effetti collaterali?

Francesca Biagioli

fonte: https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/26756-acqua-e-limone-corpo

 

Wair, la fantastica sciarpa anti smog che filtra l’aria, rileva l’inquinamento e segnala i percorsi urbani meno nocivi.

 

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Wair, la fantastica sciarpa anti smog che filtra l’aria, rileva l’inquinamento e segnala i percorsi urbani meno nocivi.

Wair, la prima sciarpa antismog che filtra e rileva l’inquinamento
Ciclisti, motociclisti e pedoni, è arrivata Wair. La sciarpa anti-smog che filtra le sostanze nocive nell’aria e con un’app segnala i percorsi urbani meno inquinati.

Ogni giorno respiriamo enormi quantità di sostanze nocive che causano una serie di effetti negativi sul nostro organismo: l’ozono e gli ossidi d’azoto che irritano i bronchi; l’idrocarburo e i particolati (PM10, PM2,5 e PM1,0), responsabili di problemi alle vie respiratorie; i metalli pesanti e il monossido di carbonio, altamente tossici; il diossido di zolfo che danneggia la pelle.

Partendo da questa realtà che interessa le città di tutto il mondo, l’azienda francese Wair, con l’aiuto di alcuni specialisti, ha sviluppato una sciarpa antismog in grado di purificare l’aria respirata. Ideata nel 2014 da Caroline Van Renterghem in seguito a problemi respiratori causati dal picco di inquinamento registrato a Parigi durante lo stesso anno, è pensata principalmente per motociclisti, ciclisti e pedoni che possono ordinarla online sulla piattaforma di crowdfunding Ulule.

Come funziona Wair

Dotata di una maschera composta da due filtri che catturano fino al 99 per cento di sostanze inquinanti, la sciarpa antismog permette di respirare un’aria più pulita e salutare.

La maschera, costituita internamente da schiuma e rivestita in pelle vegetale, è stata progettata in collaborazione con l’agenzia Pulse & Pulpe con l’intento di creare una struttura che si adattasse a qualsiasi forma di viso, garantendo massimi livelli di comfort e vestibilità.

Un accessorio ecologico alla moda

La sciarpa antismog di Wair, disponibile in tre modelli differenti da personalizzare scegliendo tra fantasie e colori vari, presenta un design estetico moderno e rispettoso dell’ambiente. I tessuti impiegati nella realizzazione, infatti, sono il cotone biologico e il poliestere riciclato.

L’applicazione connessa alla sciarpa antismog

Attivando il meccanismo di geolocalizzazione attraverso il proprio smartrphone, l’applicazione Sup’airman by Wair, direttamente collegata alla sciarpa, è in grado di comunicare tutte le informazioni inerenti al tasso d’inquinamento presente nella zona che si sta percorrendo. Ma non solo. Si tratta di un vero e proprio supporto che suggerisce i percorsi meno inquinati, avvisa l’utente quando è necessario indossare la sciarpa o sostituire il filtro e fornisce ottimi consigli per tutelare al meglio la salute all’interno delle città.

tratto da: https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/donne-maasai-impresa-sociale-conceria-oikos

Il magnesio, la “fonte della gioventù” che davvero può cambiarci la vita

 

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Il magnesio, la “fonte della gioventù” che davvero può cambiarci la vita

E’ difficile da credere, ma uno dei rimedi naturali più efficaci contro l’invecchiamento non è una crema molto costosa, o un trattamento invasivo, ma un semplice minerale essenziale, il magnesio. Di seguito ti spieghiamo perché è così importante per salute e bellezza.

Ossa. Le persone adulte che assumono la dose giornaliera consigliata di magnesio sono meno propensi a soffrire fratture delle ossa. Il magnesio è essenziale per la salute e il funzionamento delle ossa.

Sonno. Una delle principali cause dell’insonnia tra le persone di una certa età sono i crampi notturni. Il magnesio rilassa i muscoli, e ha un effetto calmante che ci permette di cadere in un sonno profondo e riparatore.

Gonfiore. Molti studi hanno associato al magnesio la capacità di ridurre il gonfiore addominale e combattere la ritenzione di liquidi. E’ ottimo anche per prevenire e trattare la stitichezza.

Umore. Il magnesio favorisce la produzione di serotonina nel cervello, ed è molto efficace nell’alleviare la depressione e il cattivo umore.

via Rimedio Naturale – http://www.rimedio-naturale.it/magnesio-fa-perdere-peso-rinforza-le-ossa-fa-dormire-e-allevia-ansia-e-depressione.html

La Natura ci ha fatto un dono: il limone. Abusane pure!

 

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La Natura ci ha fatto un dono: il limone. Abusane pure!

Uno di questi doni della natura è proprio il limone.Ma perchè fa bene? Scopriamolo insieme.

PER SECOLI IL LIMONE È STATO CONSIDERATO UNA VERA E PROPRIA MEDICINA IN GRADO DI AIUTARE L’ORGANISMO NELLA CURA E NELLA PREVENZIONE DI MALATTIE.AI NOSTRI TEMPI INVECE L’UNICA COSA CHE L’INFORMAZIONE CI PORTA A CONSIDERARE SONO I FARMACI,QUANDO LA NATURA CI HA DATO DONI DI ASSOLUTO VALORE PER I QUALI NON NE RICONOSCIAMO L’IMPORTANZA.

Uno di questi doni della natura è proprio il limone.Ma perchè fa bene? Scopriamolo insieme.

1) Riequilibra il Ph del corpo

I limoni aiutano il corpo a riequilibrare il proprio Ph. Essi sono inizialmente acidi, ma in seguito agiscono nell’organismo con reazioni alcalinizzanti, in modo da garantire che il Ph possa essere perfettamente bilanciato. Un Ph equilibrato contribuirebbe inoltre ad ostacolare l’insorgere dell’osteoporosi, a favorire un buon riposo ed amigliorare la digestione.

2) Previene il raffreddore

I limoni sono ricchi di vitamina C e di flavonoidi, che aiutano l’organismo a combattere influenza e raffreddori. La scorza di limone può essere utilizzata insieme allo zenzero per la preparazione di infusi protettivi contro le malattie da raffreddamento. La vitamina C contribuisce inoltre a favorire l’assorbimento del ferro da parte dell’organismo. Si consiglia dunque, ad esempio, di condire con succo di limone una salutare insalata preparata con spinaci freschi e verdure a foglia verde.

3) Depura il fegato

Il succo di limone è ritenuto un ottimo stimolante per il fegato ed è inoltre considerato in grado di favorire l’eliminazione degli acidi urici. Il succo di limone agisce attuando una vera e propria attività di depurazione del fegato, soprattutto se consumato al mattino a digiuno, diluito in un bicchiere d’acqua.

4) Aiuta l’intestino

Sia i frutti che il loro succo sono considerati in grado di favorire l’attività intestinale, con particolare riferimento ai movimenti peristaltici. Ciò contribuisce all’eliminazione delle scorie da parte dell’organismo ed a favorire lanaturale regolarità di ciascuno. In questo caso si consiglia di aggiungere del succo di limone ad un bicchiere d’acqua tiepida, che costituirà la prima bevanda del mattino.

5) Dissolve i calcoli

I limoni, per via del loro contenuto di acido citrico, contribuiscono a dissolvere i calcoli biliari, icalcoli renali ed i depositi di calcio che possono accumularsi nei reni. Aggiungere succo di limone alla propria dieta contribuirebbe dunque sia nella prevenzione che nella cura della calcolosi urinaria. Gli effetti benefici dei limoni e del loro succo in tal senso sono noti fin dal 1500.

6) Combatte i radicali liberi

Le componenti nutritive presenti nei limoni sono considerate in grado di svolgere un‘azione di contrasto nei confronti dei radicali liberi, che determinano l’invecchiamento cellulare dell’organismo. Il succo di limone è benefico per la cura della pelle e, diluendone poche gocce in acqua, può essere utilizzato come tonico per il viso.

7) Abbassa il colesterolo

Alcuni studi scientifici si sono rivelati in grado di determinare come una delle componenti presenti nella buccia dei limoni, la tangeritina, possa essere in grado di tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue. Si tratterebbe, al momento, di studi iniziali che dovranno essere approfonditi. Allo stesso tempo, si starebbero esaminando gli effetti positivi della tangeritina nella cura del morbo di Parkinson.

8) Favorisce la digestione

Già nella medicina tradizionale indiana, l‘Ayurveda, i limoni erano ritenuti frutti in grado distimolare l’azione del “fuoco digestivo”, migliorando la capacità del nostro organismo di assorbire i nutrienti. Per l’Ayurveda i limoni sono frutti caldi, leggeri, pungenti, astringenti e protettivi per la vista. In caso di indigestione si consiglia di bere succo di limone a cui aggiungere un pizzico di sale ed uno di pepe nero.

9) Favorisce la respirazione

Si tratta di un consiglio molto utile a coloro che compiono escursioni o arrampicate in alta quota. Nel caso didifficoltà di respirazione o di insufficienza di ossigeno in alta montagna, il succo di limone rappresenterebbe un rimedio davvero efficace, almeno secondo quanto affermato daEdmund Hillary, il primo uomo a scalare l’Everest, che attribuirebbe gran parte del proprio successo al consumo di limoni.

10) Possiede proprietà antibatteriche

I limoni posseggono proprietà antibatteriche comprovate. Essi sarebbero efficaci contro i microrganismi in grado di generare tifo, malaria, colera e difterite. Il loro succo e la loro polpa sono alleati indispensabili nellapreparazione di detergenti naturali per la pulizia della casa e per il lavaggio dei piatti. Si veda ad esempio questa ricetta utile per la preparazione di un detersivo per i piatti completamente naturale a base di limoni.

11) Elimina i parassiti intestinali

I parassiti intestinali sono ospiti indesiderati che possono essere eliminati curando maggiormente la propria alimentazione ed abituandosi ad assumere, come rimedio naturale, un bicchiere d’acqua tiepida in cui sarà stato diluito il succo di mezzo limone. La bevanda dovrà essere assunta ogni mattina. Per eliminare i parassiti intestinali si consiglia solitamente di arricchire la propria dieta con frutta e verdura e di eliminare gli alimenti industriali confezionati.

12) Rafforza i vasi sanguigni

Il consumo di limoni e del loro succo è considerato benefico al fine di rafforzare i vasi sanguigni. Ciò è possibile grazie al loro contenuto di vitamina P, in grado inoltre di contribuire alla prevenzione di emorragie interne. La stessa vitamina renderebbe inoltre i limoni efficaci nella regolazione della pressione sanguigna.

13) Possiede proprietà anticancro

All’interno dei limoni gli esperti hanno individuato ben 22 elementi dalle proprietà anticancro, incluso il limonene naturalmente presente in essi. Tali elementi sarebbero in grado di fermare o di rallentare lo sviluppo di tumori all’interno dell’organismo. Tali risultati si riferirebbero però a studi effettuati sugli animali, che dovrebbero essere verificati sull’uomo.

14) Aiuta gli occhi

I sintomi di alcune malattie oculari, compresa la retinopatia causata dal diabete, sarebbero in grado di migliorare grazie alla rutina, una componente presente all’interno dei limoni. La rutina sarebbe inoltre in grado di rafforzare i capillari e di contrastare gli effetti negativi causati dal colesterolo e dai fenomeni ossidativi sul nostro organismo.

15) Favorisce la produzione di energia

Secondo la Reams Biological Ionization Theory (RBTI), I limoni sarebbero l’unico alimento anionico al mondo. Tale caratteristica li renderebbe particolarmente benefici per la salute, per via del contributo che essi darebbero all’interazione tra cationi ed anioni, necessaria per la produzione di energia a livello cellulare.

Emozioni in punto di morte: più positive di quanto si pensi – Una ricerca rivela che le emozioni che si provano di fronte ad una morte imminente sono più positive di quanto ci si aspettasse!

 

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Emozioni in punto di morte: più positive di quanto si pensi – Una ricerca rivela che le emozioni che si provano di fronte ad una morte imminente sono più positive di quanto ci si aspettasse!

 

La paura della morte è una parte fondamentale dell’esperienza umana: si teme di provare dolore e sofferenza.  Anche se il pensiero sulla morte può causare angosce considerevoli, nuove ricerche suggeriscono che le emozioni che le persone provano di fronte ad una morte imminente sono più positive di quanto ci si aspettasse.

I risultati sono pubblicati in Psychological Science, una rivista dell’ “Association for Psychological Science”.

“Quando immaginiamo le nostre emozioni quando ci avviciniamo alla morte, pensiamo soprattutto alla tristezza e all’ansia”, dice lo scienziato psicologico e uno degli autori dello studio Kurt Grey dell’Università di Carolina del Nord a Chapel Hill. “Ma è stato scoperto che la morte è meno triste e spaventosa di quanto si pensi”.

La ricerca

Gray ed il suo team hanno paragonato le emozioni provate da chi si trova davvero in situazione di morte certa, come i malati terminali di cancro ed i prigionieri condannati a morte in un carcere in Texas, e quelle di persone a cui è stato chiesto di immaginare che avrebbero dovuto lasciare questo mondo entro pochi mesi.  

Utilizzando un algoritmo basato su computer, i ricercatori hanno analizzato i post dei blog effettivi ed immaginati per parole che descrivono emozioni negative e positive, come “paura”, “terrore”, “ansia” “felicità “e “amore “.

I risultati

Analizzando i testi sono rimasti sorpresi dal modo in cui le emozioni erano molto più positive rispetto a quelle scritte da partecipanti che semplicemente immaginavano di morire, inoltre il loro uso di parole legate a emozioni più positive e a temi come l’amore, gli affetti familiari, la religione è aumentato via via che si avvicinava l’ultima ora di vita.

Le considerazioni

“Gli esseri umani riescono ad adattarsi in modo incredibile – sia fisicamente sia emotivamente – e ciascuno riesce ad andare avanti con la vita quotidiana sia che stia morendo sia che no” ha detto Gray. E aggiunge “Nella nostra immaginazione, la morte è solitudine e mancanza di senso, ma gli ultimi post sui blog di malati terminali e condannati a morte sono pieni di amore, di sentimenti di connessione con gli altri e di significato”.

Gray ed il suo team riconoscono che i risultati potrebbero non essere applicabili a tutte le persone che si stanno avvicinando alla morte, infatti non è ancora chiaro se gli individui che muoiono di vecchiaia esprimono emozioni altrettanto positive vicino alla fine della vita.

Le conclusioni

“Attualmente il sistema medico è orientato verso l’evasione della morte, un’evasione che spesso è motivata dalla vista della morte come terribile e tragica”, scrivono i ricercatori dell’articolo”. Ma i risultati suggeriscono la morte potrebbe essere più positiva delle aspettative.

 

Fonti:

https://www.psychologicalscience.org/news/releases/emotions-dying-positive.html#.WU5o57FaY0p

http://journals.sagepub.com/doi/10.1177/0956797617701186

Le insidie del pane: tutto quello che non ci dicono – Prepariamolo in casa con il lievito madre

 

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Le insidie del pane: tutto quello che non ci dicono – Prepariamolo in casa con il lievito madre

 

Apriamo una finestra sul pane che arriva sulle nostre tavole. Cominciando col dire che, grazie a un Regolamento della solita Unione Europea, i consumatori non vengono informati. Vi raccontiamo la verità sui cosiddetti “miglioratori”. E illustriamo come preparare il pane in casa con il lievito naturale e con le farine senza glifosato! 

Il pane. Che pane ci fanno mangiare, oggi? L’offerta è tanta, le garanzie sono invece poche. Che farine usano i panifici dove acquistiamo ogni giorno il pane? A parte casi rari, le informazioni sono più che carenti. Certo, non mancano i negozi – è il caso della Sicilia – dove trovare particolari tipi di pane. ma, lo ribadiamo, sono casi rari.

E allora? Qualche notizia. Cominciando col dire che il lievito naturale, troppo spesso, viene sostituito da additivi chimici che sono un affare per chi produce il pane, ma non per gli ignari consumatori…

Gli additivi chimici, infatti, riducono tempi e costi di produzione del pane. Ma della loro presenza si sa poco o nulla. Anche nel pane che viene etichettato non se ne parla.

A tutti noi sarà capitato di acquistare il pane che, appena sfornato, si presenta caldo e fragrante. Poi, però, dopo poche ore, lo stesso pane si presenta gommoso. La croccantezza è durata, sì e no, qualche ora!

Perché succede questo? Per la presenza di semilavorati che vengono utilizzati al posto del lievito naturale. Cosa sono i semilavorati? Prodotti chimici dei quali noi consumatori, nella stragrande maggioranza dei casi, non conosciamo l’esistenza. Sostanze chimiche la cui presenza, lo ribadiamo, non compare nemmeno nelle etichette del pane confezionato.

Altra domanda: a cosa servono i semilavorati? Risposta: a fare in modo che il pane trattenga l’acqua: così il pane pesa di più (elemento non secondario, visto il costo del pane). In più, proprio grazie alla presenza di acqua, il pane ‘invecchia’ in tempi rapidi.

Chi ha vissuto la propria infanzia nei piccoli centri ricorderà certo la differenza tra il pane del passato – del suo passato in un piccolo paese – e il pane che acquista oggi.

E oggi? Oggi sono di moda i cosiddetti “miglioratori” che, come ora illustreremo, non migliorano alcunché!

Il lievito naturale ha i suoi tempi, che spesso non sono quelli di un panificio di città. Il pane preparato con il lievito naturale deve, per l’appunto, lievitare. I tempi variano da 24 a 48 ore. I costi di produzione sono più alti e bisogna lavorare la notte.

Qui entrano in cena i “miglioratori”

“Con il termine miglioratori – leggiamo su Ambiente Bio – si intendono gli additivi miscelati con i prodotti da forno: l’acido sorbico usato come conservante (E200), l’acido ascorbico (E300) utilizzato come antiossidante, il talco che funge da anti agglomerante per assorbire l’acqua, ma anche l’acetato di potassio E262, l’acido propionico E261, l’acido acetico E260 e tanti altri ancora. Additivi che possono essere di origine chimica, naturale, vegetale e anche animale: rendono il panetto pronto per essere infornato in tempi brevissimi, grazie a una lievitazione rapida che dura al massimo tre ore”.

E così, senza saperlo, andiamo ad acquistare il pane e portiamo sulle nostre tavole pane ricco di queste sostanze che finiscono nel nostro organismo!

E qui arriva la nostra bella Unione Europea, quella del CETA, cioè dell’accordo commerciale con il Canada che ci costringerà a mangiare prodotti a base di grano duro canadese. Cosa dice la ‘Grande’ UE? Ecco il Regolamento n. 1169/2011.

Cosa prevede tale Regolamento? Dà la possibilità ai produttori di non informare i consumatori circa la presenza di additivi o enzimi alimentari se utilizzati come coadiuvanti tecnologici. Detto in soldoni, non c’è bisogno di indicare nelle etichette la presenza di queste sostanze chimiche.

Per carità: quando acquistiamo il pane al panificio è chiaro che non possiamo sapere nulla di tutto questo. Ma continuiamo ad essere non informati acquistando anche il pane confezionato.

Morale: quando mangiamo il pane non sappiamo cosa stiamo ingerendo nel nostro organismo.

Certo, ci sono i fornai fidati. E se non abbiamo questa opportunità? Possiamo sempre provare a fare il pane in casa. Naturalmente con il lievito naturale o lievito madre

Seguiamo le indicazioni di Ambiente Bio:

“La preparazione classica del lievito naturale comincia da un impasto ottenuto da farina e acqua, lasciato acidificare spontaneamente. La scelta della farina è importante. Dovrebbe essere sempre biologica e possibilmente macinata a pietra, così da conservare le sue proprietà nutrizionali”.

Oggi, per la scelta delle farine, abbiamo un vantaggio: grazie alle analisi disposte da GranoSalus e da I Nuovi Vespri sappiamo quali sono quello che non contengono glifosato.

Leggiamo ancora su Ambiente Bio:

“Per preparare il lievito naturale vi occorrono:

  • 200 gr di farina bio di tipo 0 semintegrale e integrali
  • 100 ml di acqua tiepida

Prima di iniziare la preparazione, accertatevi che la cucina abbia una temperatura media di 22°-25°. Mettete la farina in un recipiente e aggiungete a poco a poco l’acqua, fino ad ottenere un impasto morbido e non troppo appiccicoso. Trasferite il composto in un recipiente di vetro infarinato, incidete la superficie dell’impasto con un taglio a croce e coprite con un panno umido e della pellicola.

Lasciate l’impasto a riposare per 48 ore in un luogo tiepido, intorno ai 18-25°. Un trucco per favorire la fermentazione, è lasciare della frutta matura vicino al recipiente”.

“Una volta trascorsi due giorni, scoprirete un impasto leggermente più gonfio. Pesatelo e prendetene circa 200 grammi, riponendo il resto in frigo. Aggiungete alla porzione presa altri 200 grammi di farina e 100 ml di acqua. Ripetete il procedimento precedente e lasciate riposare per altri 2 giorni”.

“Questo passaggio è detto anche rinfresco, e serve a fornire nuovi zuccheri semplici e complessi da far mangiare ai lieviti e a favorire la lievitazione. Continuate con il rinfresco per almeno altre 2 settimane, fino a ottenere un volume 4 volte superiore”.

“Potete conservare il lievito naturale in frigorifero fino a una settimana. Dopo di che è necessario rinfrescarlo di nuovo, sempre con lo stesso procedimento. Attenzione però a lasciarlo prima a temperatura ambiente per 5 ore, coperto da un panno umido e con la pellicola. Poi impastatela con una quantità di farina corrispondente al peso dell’impasto. Fate lo stesso con l’acqua, ma stavolta il peso dovrà essere metà: se ad esempio avete 400 grammi di lievito naturale, aggiungete 400 grammi di farina e 200 ml di acqua”.

“Lasciate il lievito naturale a riposare a temperatura ambiente per altre 4-5 ore, nello stesso contenitore e coperto con un canovaccio. Scoprirete che avrà raddoppiato il suo volume. Seguendo questo procedimento di sera, e lasciando riposare il lievito madre di notte, potrete preparare il vostro pane già la mattina dopo”.

Il lievito madre preparato seguendo questa tecnica può durare anni. L’importante è rinfrescarlo ogni settimana.

Buon appetito!

QUI L’ARTICOLO DI AMBIENTE BIO

 

Tratto da: http://www.inuovivespri.it/2018/02/11/le-insidie-del-pane-che-non-ci-dicono-prepariamolo-in-casa-con-i-lievito-madre/

ACQUA OSSIGENATA – Un medicinale portentoso. Eccezionale per l’igiene e per disinfettare. Utile in mille altri modi. Ma le case farmaceutiche tutto questo non ce lo fanno sapere perchè ha un grandissimo difetto: COSTA POCO !!

 

ACQUA OSSIGENATA

 

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ACQUA OSSIGENATA – Un medicinale portentoso. Eccezionale per l’igiene e per disinfettare. Utile in mille altri modi. Ma le case farmaceutiche tutto questo non ce lo fanno sapere perchè ha un grandissimo difetto: COSTA POCO !!

Molti non lo sanno per ”volere” delle case farmaceutiche perchè costa poco, l’acqua ossigenata risolve molti problemi sia di salute che quotidiani. Ecco quali:
Il 90% delle persone non lo sa perché non sono notizie divulgate, forse perché si tratta di un prodotto economico e non particolarmente redditizio. La giusta diluizione l’acqua ossigenata che deve essere usata e’ quella con la percentuale del 3% di perossido d’idrogeno (a 10 volumi – NON utilizzate un altro tipo di volume dell’acqua ossigenata).
  • Nel 1938 dei ricercatori tedeschi ottennero dei risultati eclatanti contro raffreddori con l’acqua ossigenata e’ importante iniziare il trattamento appena compaiono i sintomi. Sono arrivati a risultati eclatanti contro raffreddori, influenze, otiti anche dopo sole 12-14 ore dalla somministrazione di 3 gocce n ciascun orecchio, prese con il corpo nella posizione sdraiata. L’acqua ossigenata inizia ad agire entro 2 o 3 minuti. La sensazione comune e’ quella d’aver messo nell’orecchio dell’acqua fredda, con un leggero solletico causato dalla formazione delle bollicine d’ossigeno. Dopo circa 10 minuti ci si può alzare, rimuovere l’acqua dal padiglione e ripetere con l’altro orecchio. Il metodo e’ perfettamente sicuro anche per bimbi piccoli, benché la formazione delle bollicine nell’orecchio possa spaventarli. Tenere la soluzione lontana dagli occhi, se c’e’ contatto con l’organo, sciacquare abbondantemente.
  • Allevia il raffreddore, influenza o sinusite (mescolare metà e metà con acqua pura, introdurre con un contagocce nelle narici alcune gocce e poi soffiarsi il naso).
  • Uccide i germi del cavo orale.Versato un cucchiaio in un bicchiere d’acqua è ottimo per i gargarismi e anche come dentifricio, mettendone qualche goccia sullo spazzolino da denti.(ATTENZIONE A NON INGERIRLA)
  • Rimuove sensibilmente la placca dai denti e rimuove gradualmente il tartaro dai denti (inumidire lo spazzolino con alcune gocce d’acqua ossigenata ed usarlo normalmente, risciacquando la bocca alla fine).(ATTENZIONE A NON INGERIRLA)
  • Diminusce il sanguinamento delle gengive, io mi lavo i denti e poi faccio gli schiacqui con l’acqua ossigenata.(ATTENZIONE A NON INGERIRLA)
  • Schiarisce denti (usare un cucchiaino di acqua ossigenata diluita al 10% come un normale collutorio).(ATTENZIONE A NON INGERIRLA)
  • Disinfetta lo spazzolino da denti evitando contaminazioni ad esempio di gengivite alle altre persone che vivono in casa e condividono lo stesso bagno dove, in genere, tutti gli spazzolini stanno “vicini vicini” (basta immergere lo spazzolino in un bicchiere contenete sufficiente acqua ossigenata).
  • Elimina i funghi che causano il cattivo odore dei piedi (usarla la sera, prima di andare a letto, impedisce lo sviluppo della tigna e d’altri funghi).
  • Evita infezioni, disinfetta e uccide germi ed altri microrganismi nocivi.
  • Aiuta nella guarigione (usata più volte al giorno, in alcuni casi può coadiuvare nella regressione di una cancrena della pelle).
  • Aiuta a mantenere la salute della pelle (può essere utilizzato in caso di micosi).
  • Disinfetta i vestiti macchiati di sangue o altre secrezioni corporee (mettere i capi in ammollo in una soluzione d’acqua ossigenata al 10% prima del lavaggio normale).
  • Elimina le macchie di vino dai tessuti bianchi (versare un pochino d’acqua ossigenata direttamente sulla macchia e poi lavare normalmente, preferibilmente con acqua fredda).
  • Ridona candore alla seta, sciacquando il tessuto in acqua e acqua ossigenata (1 cucchiaio ogni 3 litri) e stenderlo poi all’ombra.
  • Disinfetta le superfici meglio di qualsiasi altro prodotto (ottima per bagni e cucine).
  • Uccide i batteri in cucina, inclusa la salmonella In combinazione con l’aceto bianco, dei test condotti, hanno dimostrato l’eliminazione totale della Salmonella e di E. coli da cucine contaminate con questi batteri. Un risultato del genere è superiore a qualsiasi liquido da cucina o candeggina in commercio.
  • Schiarisce le macchie sul viso (bagnare la parte che si desidera schiarire usando un cotton-fioc prima di andare a dormire, ripetendo l’operazione fino al conseguimento del risultato desiderato).
  • Sbianca le unghie (mettere in un pentolino d’acqua calda un cucchiaio di acqua ossigenata, lasciare le unghie immersi in questa soluzione per 10 minuti poi lavarsi le mani. Ovviamente le unghie devono essere pulite e senza smalto).
  • Toglie l’acqua dal canale auditivo dell’orecchio (basta una goccia di acqua ossigenata per eliminare il fastidioso effetto che spesso capita quando si nuota in piscina o al mare).
  • Disinfetta anche frutta e verdura, spruzzandola con uno spruzzino, poi sempre risciaccquando sotto l’acqua corrente prima di mangiarli
  • L’acqua ossigenata a 24 volumi è perfetta per decolorare, potete usarla per schiarire leggermente i capelli, donando un leggero riflesso dorato.
PRECISAZIONE IMPORTANTE: Fermo restando quanto già scritto, bisogna tener conto che l’Acqua ossigenata uccide (fondamentalmente per “iperossigenazione”) i batteri Gram Negativi che sono anaerobi, ovvero tutti quei batteri come il tetano, per esempio, che vivono e prolificano in un ambiente privo di ossigeno. Per tutti quelli invece che vivono senza problemi in presenza di ossigeno l’acqua ossigenata fa poco o niente quindi va utilizzato un disinfettante diverso se si vuole ottenere un risultato.