8 agosto del 1956, la tragedia di Marcinelle – Fu il nostro barcone che affondava…!

 

Marcinelle

 

 

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8 agosto del 1956, la tragedia di Marcinelle – Fu il nostro barcone che affondava…!

 

 

Caro presidente Mattarella, Marcinelle fu il nostro barcone che affondava

L’Italia troppe volte è stata costretta a ripudiare una antica vocazione all’accoglienza, memore del contributo pagato alla povertà e all’emigrazione.

Caro Presidente Mattarella,
ci eravamo rivolti a Lei per chi era tenuto in ostaggio, con l’equipaggio, sulla nostra “Gregoretti”, la nave della Guardia Costiera del nostro Paese. Ora che l’Europa e la Chiesa hanno posto fine a quella scandalosa situazione di stallo, torniamo a Lei per chiederle di interrompere questa catena di divieti che non fa onore al nostro Paese. In mare ora c’è una imbarcazione, la “Alan Kurdi”, con 40 persone salvate nel Mediterraneo. Dalla Libia, Paese che per loro è stato un inferno,c’è l’ordine di rientrare a Tripoli. L’equipaggio della ong ha risposto: “Noi obbediremo al diritto internazionale e non riporteremo nessuno in un Paese in guerra. La Libia non è un porto sicuro”.
Caro Presidente,,
uno dietro l’altro, dopo tanti altri, la “Gregoretti” e la “Alan”, sono vicende che mortificano la legge, il diritto, i valori della Costituzione che in Lei trova un prezioso garante. Anche qui – ripetiamo – sono mortificati i valori della Costituzione e i valori che furono alla base della costruzione di questo Paese, uscito dalla dittatura e liberato dall’invasione dei nazisti. Valori condivisi da chi costruì questo Paese, laici e cattolici. Ad unirli – lo ricordiamo ancora – tra tanti principi, speranze, e tra tanti sentimenti, quello della solidarietà, della partecipazione umana e civile alla sofferenza di chi è rimasto indietro per colpa delle ingiustizie e delle diseguaglianze.
Certo, non spetta a Lei, ma al popolo sovrano, mutare il corso della politica, con scelte responsabili e avvedute, contiamo invece su di Lei, Presidente perchè si metta fine a questo incredibile catena di NO disumani a profughi scappati da povertà infinita e senza speranza, o dalla guerra e da feroci dittature.
Caro Presidente Mattarella, a fronte delle pagine di scandalo che vengono regalate all’Italia e che espongono il nostro Paese al ridicolo internazionale, intervenga per porre fine a questa tragicommedia giocata sulla pelle di uomini, donne e bambini, solo a fini politici di parte. Sia disposto l’arrivo in un porto davvero sicuro e il più vicino alla nave “Alan”, possano sbarcare le 40 persone salvate. L’Italia troppe volte è stata costretta a ripudiare una antica vocazione all’accoglienza, memore del contributo pagato alla povertà e all’emigrazione. Tributo al quale Lei ha spesso rivolto il pensiero. “Non dimentichiamo che Marcinelle è una tragedia dell’immigrazione…non dimentichiamo che i nostri padri e nonni erano migranti”,e bbe a dire in Belgio. Caro Presidente, Marcinelle fu il nostro barcone che affondava.
Riconoscenti, Le giungano i nostri saluti e i nostri auguri.
Onofrio Dispenza e la redazione di Globalist

 

fonte: https://www.globalist.it/news/2019/08/01/caro-presidente-mattarella-marcinelle-fu-il-nostro-barcone-che-affondava-2044740.html

 

8 agosto del 1956, la tragedia di Marcinelle – Fu il nostro barcone che affondava…!ultima modifica: 2019-08-08T20:18:08+02:00da eles-1966
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