Sentenza shock della Corte Ue: c’è relazione tra vaccino e malattia…!!

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Sentenza shock della Corte Ue: c’è relazione tra vaccino e malattia…!!

Sentenza choc della Corte Ue: c’è relazione tra vaccino e Sla. Ecco perché

Quando statistica e legge raccolgono i tre indizi che fanno la prova scientifica, anche se la conferma medica ancora non è arrivata, succede che, in mancanza di consenso scientifico, il difetto di un vaccino e il nesso di causalità tra il difetto stesso e una malattia possono essere provati con un complesso di indizi gravi, precisi e concordanti. E a stabilirlo, mettendo un chiaro paletto all’infinito dibatti tra pro-vaccinazione e No vax è direttamente la Corte di giustizia dell’Unione Europea, nella sentenza relativa alla causa che vede opposti un cittadino francese, ammalatosi di sclerosi multipla, e la Sanofi Pasteur, produttrice di un vaccino contro l’epatite B. E allora, la prossimità temporale tra la somministrazione del vaccino e l’insorgenza di una malattia, l’assenza di precedenti medici personali e familiari della persona vaccinata e l’esistenza di un numero significativo di casi repertoriati di comparsa di tale malattia a seguito di simili somministrazioni possono eventualmente costituire indizi sufficienti a formare una simile prova, secondo i giudici di Lussemburgo.

Vaccini, l’emblematico caso del signor W. che fa giurisprudenza

E nell’interminabile dibattito intestato ai vaccini, il caso del signor W. fa giurisprudenza. All’uomo, in base a quanto ricostruito dai togati lussemburghesi, è stato somministrato, tra la fine del 1998 e la metà del 1999, un vaccino contro l’epatite B prodotto dalla Sanofi Pasteur. Nell’agosto del ’99, W. ha iniziato a manifestare vari disturbi, che hanno condotto, nel novembre 2000, alla diagnosi di sclerosi multipla. W. è deceduto nel 2011, ma già a partire dal 2006 lui e la sua famiglia hanno promosso un’azione giudiziaria contro la Sanofi Pasteur per ottenere il risarcimento del danno che W. affermava di aver subìto a causa del vaccino. La Cour d’appel de Paris (Corte d’appello di Parigi), chiamata a pronunciarsi, ha dichiarato, in particolare, che non vi è consenso scientifico a favore dell’esistenza di un nesso di causalità tra la vaccinazione contro l’epatite B e l’insorgenza della sclerosi multipla. Ritenendo che fosse non dimostrato il nesso di causalità, ha respinto il ricorso. La Cour de cassation (Corte di cassazione, Francia), dinanzi alla quale la sentenza della Cour d’appel de Paris è stata impugnata, chiede alla Corte di giustizia se, nonostante l’assenza di consenso scientifico e tenuto conto del fatto che, secondo la direttiva dell’Unione sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi, spetta al danneggiato provare il danno, il difetto e il nesso di causalità, il giudice possa basarsi su indizi gravi, precisi e concordanti per ravvisare il difetto del vaccino e il nesso di causalità tra il vaccino e la malattia.

Storica sentenza della Corte Ue: ecco cosa dice

Nel caso in questione viene fatto riferimento, in particolare, alle eccellenti condizioni di salute pregresse di W., alla mancanza di precedenti familiari e al collegamento temporale tra la vaccinazione e la comparsa della malattia.  Nella sentenza, la Corte considera compatibile con la direttiva un regime probatorio che autorizza il giudice, in mancanza di prove certe e inconfutabili, a concludere che sussistono un difetto del vaccino e un nesso di causalità tra quest’ultimo e una malattia sulla base di un complesso di indizi gravi, precisi e concordanti, qualora tale complesso di indizi gli consenta di ritenere, con un grado sufficientemente elevato di probabilità, che una simile conclusione corrisponda alla realtà.  Infatti, un regime probatorio del genere non è tale da comportare un’inversione dell’onere della prova gravante sul danneggiato, poiché spetta a quest’ultimo dimostrare i vari indizi la cui compresenza permetterà al giudice adito di convincersi della sussistenza del difetto del vaccino e del nesso di causalità tra il difetto e il danno subìto.

Quando gravi indizi costituiscono una prova

Inoltre, escludere qualunque modalità di prova diversa dalla prova certa tratta dalla ricerca medica avrebbe l’effetto di rendere eccessivamente difficile o, quando la ricerca medica non permette di stabilire né di escludere l’esistenza di un nesso di causalità, addirittura impossibile far valere la responsabilità del produttore, il che comprometterebbe l’effetto utile della direttiva nonché i suoi obiettivi (cioè tutelare la sicurezza e la salute dei consumatori e garantire una giusta ripartizione dei rischi insiti nella produzione tra il danneggiato e il produttore).  La Corte precisa, tuttavia, che i giudici nazionali devono assicurarsi che gli indizi prodotti siano effettivamente sufficientemente gravi, precisi e concordanti da consentire di concludere che l’esistenza di un difetto del prodotto appare, tenuto altresì conto degli elementi e degli argomenti presentati a propria difesa dal produttore, la spiegazione più plausibile dell’insorgenza del danno. Il giudice nazionale deve inoltre preservare il proprio libero apprezzamento quanto al fatto che una simile prova sia stata o meno fornita in modo giuridicamente sufficiente, fino al momento in cui si ritenga in grado di formare il proprio convincimento definitivo. Chissà che questa sentenza e questa direttiva non comincino a fare scuola anche in casa nostra…

fonte: http://www.secoloditalia.it/2017/06/sentenza-choc-della-corte-ue-ce-relazione-tra-vaccino-e-sla-ecco-perche/

 

Corte Ue: c’è nesso tra vaccino e malattia. Codacons: “2.500 segnalazioni in Italia”

Un vaccino può essere ritenuto la causa dell’insorgere di una malattia, e un giudice quindi è legittimato a stabilire il nesso, se si è di fronte a un «complesso di indizi gravi, precisi e concordanti, qualora tale complesso di indizi gli consenta di ritenere, con un grado sufficientemente elevato di probabilità, che una simile conclusione corrisponda alla realtà». Lo sostiene la Corte di giustizia europea nella causa C-621/15. In particolare, rileva la Corte , “la prossimità temporale tra la somministrazione del vaccino e l’insorgenza di una malattia, l’assenza di precedenti medici personali e familiari della persona vaccinata e l’esistenza di un numero significativo di casi repertoriati di comparsa di tale malattia a seguito di simili somministrazioni possono eventualmente costituire indizi sufficienti a formare una simile prova”.

A portare in tribunale la multinazionale farmaceutica Sanofi Pasteur è stata la famiglia del signor W., che dopo essersi sottoposto al vaccino contro l’epatite B tra la fine dell’anno 1998 e l’agosto 1999 ha iniziato ad accusare disturbi che hanno condotto, nel novembre 2000, alla diagnosi di sclerosi multipla.

La Corte di giustizia dell’Unione europea, che ha certificato il possibile nesso di causalità tra vaccini e malattie, conferma in modo definitivo quanto denunciamo oramai da mesi e in ogni sede possibile – commenta in una nota il Codacons – comprese le aule di giustizia dove poche settimane fa l’associazione, dinanzi la Corte d’Appello di Milano, ha ottenuto la condanna definitiva del Ministero della Salute in favore di una famiglia danneggiata dalle vaccinazioni”.
“La decisione della Corte Ue apre ora la strada ad un enorme contenzioso in Italia, considerato che solo al Codacons, negli ultimi mesi, sono giunte oltre 2.500 segnalazioni di possibili effetti negativi dei vaccini pediatrici sulla salute dei bambini”, spiega il presidente Carlo Rienzi.
Intanto l’associazione annuncia una denuncia in Procura contro il Ministero della salute per il numero verde 1500 sui vaccini. Il Codacons ha registrato infatti alcune telefonate dove gli operatori del numero verde negavano in modo categorico l’esistenza di reazioni avverse ai vaccini e possibili malattie o effetti negativi per la salute legati alle vaccinazioni, in totale contrasto con quanto affermato dall’Oms, dai più importanti enti sanitari, dai tribunali italiani, dalla Corte di Giustizia Ue e dagli stessi bugiardini dei farmaci vaccinali.

fonte: http://www.italiaambiente.it/2017/06/22/corte-ue-ce-nesso-vaccino-malattia-codacons-2-500-segnalazioni-italia/

 

 

Uno studio statistico indipendente che dà troppo fastidio per essere reso pubblico: i bambini della Guinea-Bissau vaccinati con il trivalente e con l’antipolio orale muoiono 5 (cinque) volte di più rispetto ai coetanei non vaccinati…!!!

vaccinati

 

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Uno studio statistico indipendente che dà troppo fastidio per essere reso pubblico: i bambini della Guinea-Bissau vaccinati con il trivalente e con l’antipolio orale muoiono 5 (cinque) volte di più rispetto ai coetanei non vaccinati…!!!

I bambini della Guinea-Bissau vaccinati con il trivalente difterite-tetano-pertosse e con l’antipolio orale muoiono 5 (cinque) volte di più rispetto ai coetanei non vaccinati.
E’ passato in sordina lo studio statistico indipendente datato 01 febbraio 2017 dal titolo: L’introduzione del vaccino Difterite-Tetano-Pertosse e del vaccino orale antipolio tra i giovani neonati in una comunità africana urbana: Esperimento naturale (The Introduction of Diphtheria-Tetanus-Pertussis and Oral Polio Vaccine Among Young Infants in an Urban African Community: A Natural Experiment).

Dei ricercatori indipendenti danesi hanno esaminato l’introduzione dei vaccino Difterite-Tetano-Pertosse (DTP) e del vaccino orale antipolio (OPV) in una comunità urbana in Guinea-Bissau nei primi anni ’80.
Dal 1978 al dicembre 1983 sono stati monitorati dalla nascita gruppi di bambini vaccinati e non vaccinati.

Nelle conclusioni dello studio i ricercatori spegano:
“Il DTP (vaccino Difterite-Tetano-Pertosse, ndr) è stato associato a una mortalità più elevata di 5 volte rispetto a non vaccinati (il grassetto è nostro). Nessun studio prospettico ha mostrato effetti benefici di sopravvivenza del DTP. […] Dovrebbe essere preoccupante che l’effetto delle vaccinazioni di routine su tutte le cause di mortalità non sia stato testato in studi randomizzati.
Tutte le prove attualmente disponibili suggeriscono che il vaccino DTP può uccidere più bambini per altre cause di quanto non risparmi dalla difterite, dal tetano o dalla pertosse (il grassetto è nostro).
Sebbene un vaccino può proteggere i bambini dalla malattia target, può aumentare nel contempo la suscettibilità alle infezioni non correlate” (il grassetto è nostro).

La ricerca è pubblicata sulla rivista scientifica EBioMedicine (volume 17, Marzo 2017, Pagine 192–198). La rivista EBioMedicine è frutto della collaborazione tra le riviste CellPress e THE LANCET (una delle più importanti riviste scentifiche internazionali), tutte edite dall’importante editore scientifico Elsevier.

Questo il link alla pagina web dedicata alla ricerca (in inglese): http://www.ebiomedicine.com/…/S2352-3964(17)30046-4/abstract
Questo il link dal quale scaricare il PDF della ricerca (in inglese): http://www.ebiomedicine.com/a…/S2352-3964%2817%2930046-4/pdf

Che dire?
Innanzitutto che questa è una ricerca indipendente non foraggiata dalle case farmaceutiche; anzi tra i finanziatori ci sono il Consiglio danese per la ricerca allo sviluppo e il Ministero degli affari esteri della Danimarca.
La maggior parte degli studi – per la quasi totalità finanziati dalle case farmaceutiche – si basano semplicemente sulle relazioni causali di mortalità a breve termine, cioé vengono controllate le reazioni avverse che possono verificarsi dopo poche ore dall’inoculazione fino, per alcune patologie, al massimo 60 giorni dopo. Oltre questo periodo qualsiasi correlazione viene ufficialmente negata (vedi http://www.farmacovigilanza.org/corsi/pezzabarzi/corso3.htm).

Lo studio in esame, invece, ha tenuto sotto osservazione i bambini per alcuni anni potendo raccogliere dati statistici importanti e dimostrando che, a lungo termine, i vaccini in esame hanno avuto un ruolo nell’aumentata mortalità dei bambini vaccinati.

Ci piacerebbe molto che anche il Ministero della salute italiano sovvenzionasse studi INDIPENDENTI sugli effetti avversi da vaccinazioni (anche a lungo termine) prima di renderli obbligatori. Gli studi finanziati dalle case farmaceutiche non sono attendibili perché dietro ci sono interessi economici vasti; c’è un palese conflitto d’interesse.

Quindi, l’ago del rischio/beneficio per dove pende? Per il rischio di ammalarsi di malattie non più esistenti o di facile guarigione oppure verso il rischio di morte prematura o avere possibili gravi reazioni avverse? A ognuno la sua scelta (perché DEVE essere una SCELTA).

fonte: https://www.eliosfera.it/guinea-bambini-vaccinati-muoiono-cinque-volte-di-piu

Ecco le risposte del numero verde 1500 del Ministero della Salute che dovrebbe informare sui vaccini. Se fossero tratte da un film di Woody Allen sarebbero esilaranti. Purtroppo, invece, È REALTÀ…!!

Ministero della Salute

 

 

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Ecco le risposte del numero verde 1500 del Ministero della Salute che dovrebbe informare sui vaccini. Se fossero tratte da un film di Woody Allen sarebbero esilaranti. Purtroppo, invece, È REALTÀ…!!

 

Info sui vaccini? C’è il 1500, numero verde dal Ministero della Salute

Questo è quello che dovrebbe essere:

Tutte le informazioni sui vaccini a disposizione degli italiani. Da oggi, mercoledì 14 giugno, è disponibile il numero verde vaccini 1500, un numero di “pubblica utilità” dove sarà possibile chiamare per richiedere maggiori informazioni sul nuovo decreto vaccini obbligatori. Il numero verde vaccini 1500 sarà attivo dalle 10:00 alle 16:00 dal lunedì al venerdì.

ma la realtà è ben diversa…

QUESTE SONO TRASCRIZIONI DI TELEFONATE FATTE AL NUMERO CHE DOVREBBE DARE CORRETTA INFORMAZIONE SUI VACCINI AI CITTADINI DUBBIOSI…

Resoconto prime tre telefonate (tutte registrate e disponibili) al 1500, il numero che risponde a tutti i dubbi sui vaccini :

Nella prima ho citato lo studio francese sulla relazione fra antiepatite C e Sclerosi laterale: Risposta: “I vaccini sono sicuri”.
“Non dica stronzate, le sto citando uno studio ufficiale in base al quale in Francia è stata annullata l’obbligatorietà”. “La faccio parlare con una collega”.
Attendo. Arriva la collega. “Ma lei chi è?”. “Sono un genitore preoccupato”.
“La linea è molto disturbata”: E riattacca.
Cit. Fabrizio Zani

Telefonata numero 2.
“Ho letto sul foglietto illustrativo del vaccino tetravalente che il bambino vaccinato è infetto per 6 settimane, e non deve incontrare persone col sistema immunitario indebolito. Ho la nonna di 90 in casa, cosa devo fare?”.
“Ma no, sa, nei foglietti esagerano sempre…”
“Lei è medico?” “Sì” “E quindi i consiglia di fregarmene del foglietto”? “Ehm… ma no, ma no, mi sono espresso male”.
“Allora posso non vaccinare la bambina?” “Eh No!!! Non è un motivo! La soluzione è l’isolamento!” “Ah. E devo mettere in isolamento la bambina o la nonna?”.
Cit. Fabrizio Zani

Telefonata numero 3.
“Buongiorno. Mia moglie ha sentito dire che la bambina dopo la vaccinazione tetravalente, per 6 settimane è contagiosa e non deve avvicinare persone dal sistema immunitario indebolito… sa, noi abbiamo la nonna novantenne in casa”. “Guardi, sinceramente è un’informazione che non ho…ora chiedo a un medico”
Attesa. “Pronto. No, guardi, è una sciocchezza” “Ah, ma è scritto sul bugiardino sa?” “Come?” “La sciocchezza è scritta sul bugiardino… il suo medico è un delinquente” “Ma no… ma no… non offenda”… “Come non offenda? Uno che mi dà un’informazione falsa su un tema così delicato lei come lo chiama? Io lo chiamo delinquente” “Ma insomma, noi non possiamo sapere tutto, siamo qui per tranquillizzare i cittadini”

Cit. Fabrizio Zani

tratto da: https://www.facebook.com/447705108738431/photos/a.447715025404106.1073741828.447705108738431/820287844813487/?type=3&theater

Condanne in tutto il mondo per frode sanitaria, corruzione, omesse informazioni, dosaggi non veritieri, principi attivi che creano dipendenza, sovrapprezzo, sperimentazioni su uomo ecc. Compreresti mai qualcosa da un’azienda così? No, perché Renzi e Lorenzin dalla GSK (Glaxo) stanno comprando i dodici vaccini da rifilare ai vostri figli…!!!

Glaxo

 

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Condanne in tutto il mondo per frode sanitaria, corruzione, omesse informazioni, dosaggi non veritieri, principi attivi che creano dipendenza, sovrapprezzo, sperimentazioni su uomo ecc. Compreresti mai qualcosa da un’azienda così? No, perché Renzi e Lorenzin dalla GSK (Glaxo) stanno comprando i dodici vaccini da rifilare ai vostri figli…!!!

Glaxo: Le pesanti condanne inflitte alla casa farmaceutica in tutto il mondo

La Glaxo Smith Kline, quella casa farmaceutica che produce i 12 vaccini che dovremmo far iniettare ai nostri figli secondo il decreto Lorenzin, quella che decise di SCOMMETTERE ben 1 MILIARDO di euro sul nostro paese per le vaccinazioni. Quella in cui figura come consigliere d’amministrazione della fondazione GSK l’attuale direttore generale della prevenzione sanitaria Raniero Guerra.

Vaccini e farmaci, Glaxo scommette 1 mld sull'Italia

GlaxoSmithKline (Gsk), la multinazionale britannica del pharma, raddoppia e decide di scommettere ancora un miliardo in Italia nei prossimi quattro anni. Un investimento sostanzioso e forse addirittura sottostimato rispetto ai programmi mondiali di Gsk, che proprio dalle attività nel nostro Paese conta di incrementare il business del gruppo. A partire da quelle del polo toscano dei vaccini di Siena e di Rosia, il cuore rispettivamente della R&S e della produzione di settore, dopo il mega scambio di attività (vaccini contro oncologia) con Novartis perfezionato l'anno scorso. Non a caso proprio ai vaccini, col business strategico anti meningite, sarà riservato il 60% degli investimenti (600 mln), contro il 40% dedicato al pharma tradizionale.
fonte Sole 24 Ore - articolo intero QUI

 

Frode sanitaria, corruzione, omissione di informazioni, dosaggi non veritieri, principi attivi che creano dipendenza, farmaci venduti in sovrapprezzo, sperimentazioni sull’ uomo ecc. Di seguito vi mostriamo le condanne inflitte alla Glaxo Smith Kline in giro per il mondo riportate su wikipedia.

E i genitori di tutta italia dovrebbero affidare la salute dei propri figli alla Glaxo? Leggete e meditate…

Condanna per frode nel 2012

Nel Luglio del 2012 La GlaxoSmithKline è stata condannata per il più grande caso di frode sanitaria negli Stati Uniti. In seguito a questo ha accettato di pagare un risarcimento di 3 miliardi di dollari, il quale costituisce il più grande risarcimento pagato da una casa farmaceutica.

L’accordo è correlato alla promozione illegale di prescrizioni di farmaci da parte dell’azienda, al fatto di non aver riportato correttamente i dati di sicurezza di utilizzo, alla corruzione di medici e alla promozione di medicine per usi non autorizzati. I farmaci in questione sono Paxil (che ha raggiunto vendite pari a $11.6 miliardi al periodo dell’accordo), Wellbutrin ($ 5.9 miliardi), Avandia ($ 10.4 miliardi), Advair Lamictal e Zofran per usi non autorizzati.

Questi farmaci, assieme a Imitrex, Lotronex, Flovent e Valtrex sono stati oggetto anche di schemi corruttivi. L’indagine governativa si è basata grandamente sulle informazioni provviste da un informatore che ha agito secondo la legge statunitense “False Claims Act

Rosiglitazone (Avandia)

Nel Giugno 2007 una meta-analisi scritta da Steve Nissen, a capo della divisione di medicina cardiovascolare all’ospedale di Cleveland, pubblicata nel “New England Journal of Medicine”, ha mostrato un aumento dell’odds ratio di infarto miocardico in pazienti sotto trattamento con rosiglitazone (Avandia).

Il New York Times ha pubblicato un articolo con la trascrizione della conversazione di Nissen con i dirigenti della casa farmaceutica: la conversazione era stata registrata senza che i dirigenti ne fossero a conoscenza. Susseguentemente è stata imbastita un’indagine del congresso per determinare quali informazioni era conosciute al momento dell’approvazione del farmaco e nei momenti successivi e se la GlaxoSmithKline abbia tentato di nascondere tali informazioni.

Nel Febbraio del 2010 la GlaxoSmithKline provò a bloccare la pubblicazione di un articolo critico sul rosiglitazone. Nel Luglio una lettera del comitato finanziario statunitense dichiarò che la GlaxoSmithKline deve pubblicare studi che indicano problemi concernenti il farmaco Avandia. Nel Novembre 2007 un comitato del congresso statunitense ha rilasciato una relazione che descrive come la GlaxoSmithKline abbia fatto delle intimidazioni al Dr. John Buse (dell’Università della Carolina del Nord) in seguito alle sue preoccupazioni sui rischi cardiovascolari associati al rosaglitazone

Paroxetina

La Paroxetina è un anti-depressivo inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (SSRI) rilasciato dalla GlaxoSmithKline nel 1992. La campagna di promozione del farmaco diretta ai bambini è alla base per la successiva condanna per frode nel 2012 negli USA. Per dieci anni il farmaco è stato venduto come “non inducente dipendenza”, dichiarazioni che numerosi esperti ed almeno una corte giudiziaria hanno poi smentito come incorretta.

Circa 5000 cittadini statunitensi hanno fatto causa alla GlaxoSmithKline per l’uso della paroxetina, altre cause sono state intentante anche nel Regno Unito. Il motivo delle cause è che la GlaxoSmithKline abbia mancato di informare i pazienti di possibili diversi gravi effetti collaterali. Nel 2001 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la Paroxetina come l’antidepressivo del quale è più difficile poter sospendere l’uso. Nel 2002 la Food and Drug Administration ha pubblicato un nuovo avvertimento riguardo al farmaco e alla Federazione Internazionale delle Associazioni di Produttori di Farmaci ha dichiarato che la GlaxoSmithKline ha indotto il pubblico in inganno riguardo alla Paroxetina ed ha violato due codici di condotta dell’associazione.

Nel 2004 La GlaxoSmithKline ha accettato di patteggiare la condanna per frode ai consumatori pagando 2.5 miliardi di dollari; il farmaco a quel tempo aveva un ricavato di vendita annuale di 2.7 miliardi di dollari. Nel processo sono state inoltre mostrate prove di una deliberata e sistematica azione di soppressione dei risultati delle ricerche non favorevoli alla Paroxetina. Uno dei documenti interni della GlaxoSmithKline riportava: “sarebbe commercialmente inaccettabile includere una dichiarazione che l’efficacia [nei bambini] non è stata mai dimostrata, poiché ciò inficerebbe il profilo [commerciale] della Paroxetina”[13].

Spot televisivi falsi sulla paroxetina

Nel Giugno 2004 la FDA ha pubblicato una lettera di violazione indirizzata alla GlaxoSmithKline in risposta agli spot televisivi “falsi o fuorvianti” per la Paroxetina, scrivendo: “questi spot sono preoccupanti dal punti di vista della salute pubblica perché inducono un allargamento dell’uso della Paroxetina [oltre alle condizioni per le quali è stata approvata], allo stesso tempo minimizzando i seri rischi associati al farmaco”. La GlaxoSmithKline ha risposto che gli spot erano stati inizialmente approvati dalla FDA e che, comunque, non sarebbero più stati trasmessi.

Nel Marzo 2008 l’Agenzia di Regolazione per i Medicinali e i Prodotti per la Salute statunitense ha concluso che la GlaxoSmithKline avrebbe dovuto avvertire i consumatori dei possibili effetti collaterali della Paroxetina molto prima di quanto abbia effettivamente fatto. La GlaxoSmithKline non poteva essere perseguita secondo la legislazione vigente in quel tempo.

Nel 2008 le informazioni di prescrizione della Paroxetina rilasciate dalla GlaxoSmithKline indicano per la prima volta che possono verificarsi “seri sintomi di dipendenza”[17]. I documenti giudiziari rilasciati nell’Ottobre 2008 indicano che la GlaxoSmithKline “e/o i ricercatori coinvolti potrebbero aver nascosto o soppresso dati riguardanti il rischio di suicidio durante le sperimentazioni cliniche” della Paroxetina[18]. La soppressione dei risultati sfavorevoli delle ricerche e il processo della loro scoperta giudiziaria sono il soggetto del libro “Effetti Collaterali” (2008) di Alison Bass

Ribena

La GlaxoSmithKline è stata dichiarata colpevole nel marzo 2007 da parte della corte distrettuale di Auckland di 15 reati collegati alla condotta fuorviante nei confronti del “patto di libero scambio” della Commissione del Commercio Neozelandese. I reati riguardano Ribena: un succo di frutti “neri” misti, il quale è stato commercializzato al pubblico dall’azienda come contenente alte dosi di vitamina C. come parte di un progetto scientifico scolastico, Anna Devathasan e Jenny Suo, studenti quattordicenni del College Pakuranga di Auckland, hanno scoperto che Ribena contiene in realtà basse dosi di vitamina C.

La comunicazione dei risultati all’azienda non ha avuto seguito, pertanto, dopo che la scoperta venne comunicata ad uno show, essa venne portata all’attenzione della Commissione del Commercio. I test commissionati da quest’ultima scoprirono che Ribena non conteneva nessuna traccia rilevabile di vitamina C e la compagnia ricevette una multa di 217000 dollari. La GlaxoSmithKline dichiarò che non intendeva ingannare i consumatori e che le frasi promozionali erano basate su procedure di test che sono state susseguentemente cambiate

SB Pharmco Puerto Rico

Nell’ottobre 2010 Il dipartimento di Giustizia statunitense ha annunciato che la GlaxoSmithKline pagherà 150 milioni di dollari di multa (più 600 milioni di risarcimenti civili). Al quel tempo esso corrispondeva alla più grande cifra mai pagata come multa da parte di un produttore di farmaci adulterati. La GlaxoSmithKline ha accettato l’accordo di pagamento in risposta alle accuse penali e civili derivanti dall’aver prodotto farmaci adulterati da parte della sua sussidiaria: SB Pharmco Puerto Rico Inc. a Puerto Rico, la quale, a quel tempo, produceva farmaci per 5.5 miliardi di dollari all’anno. Il processo è iniziato 2002 quando la GlaxoSmithKline mandò un gruppo di esperti di qualità per risolvere i problemi citati da una lettera di ammonimento della FDA del precedente mese.

Il controllo di qualità dello stabilimento si rivelò essere “un disastro: il sistema idrico era contaminato, il sistema di aerazione rendeva possibili le contaminazioni incrociate tra i prodotti, il magazzino era così affollato che i furgoni noleggiati venivano usati per lo stoccaggio. Lo stabilimento non poteva garantire la sterilità soluzioni iniettabili dei farmaci anti-cancro e pillole diverse erano talvolta mischiate nello stesso contenitore”. L’ispettore-capo si lamentò con i dirigenti e raccomandò di ritirare dal mercato dei prodotti difettosi ma non avevano l’autorizzazione per farlo. Dopo la notifica alla FDA, nel 2005 le autorità confiscarono prodotti per 2 miliardi di dollari: la più grande confisca della storia. Incapace di risolvere i problemi dello stabilimento, la GlaxoSmithKline lo chiuse nel 2009.

Altre

  • Nel 2003 la GlaxoSmithKline ha firmato un accordo di integrità aziendale e ha pagato 88 milioni di dollari in una causa civile per aver sovraprezzato l’antidepressivo Paxil e lo spray nasale Flonase. Inoltre nel 2003 fu riportato che la GlaxoSmithKline doveva al fisco statunitense 7,8 milioni di dollari di tasse arretrate e interessi: la cifra più alta nella storia statunitense di tasse arretrate.

  • Nel 2004 la Guardia di Finanza italiana accusò circa 5000 persone per corruzione, tra le quali 273 impiegati della GlaxoSmithKline. Secondo l’accusa, la GlaxoSmithKline e le aziende a lei precedenti hanno speso 152 milioni di lire in “regali” come fotocamere, computer, vacanze e contanti per medici, farmacisti e altre figure. Prescrivere farmaci in cambi di regali o denaro costituisce in Italia il reato di comparaggio. Nel 2002 un’identica controversia si è manifestata in Germania.

  • Nel Marzo 2006 il procuratore generale della California, ha annunciato che la GlaxoSmithKline pagherà 14 milioni di dollari “per risolvere le accuse di aver gonfiato i prezzi dell’antidepressivo Paxil, in quanto la GlaxoSmithKline ha perpetuato frode di brevetto, violazioni del regolamento anti-trust ed abbia illecitamente tentato di mantenere il monopolio bloccando l’ingresso sul mercato delle versioni generiche del farmaco.

  • Nel Luglio 2013 le autorità Cinesi hanno annunciato che sin dal 2007 la GlaxoSmithKline ha usato più di 700 agenzie di viaggio e società di consulenza per recapitare tangenti per quasi 3 milioni di yuan a dirigenti, medici, ospedali ed altri che prescrivevano i suoi farmaci. La GlaxoSmithKline si è detta dispiaciuta e preoccupata di quanto è successo ed ha detto che coopererà con le autorità per le investigazioni. Nel Luglio ha ammesso che alcuni dei suoi dirigenti cinesi hanno infranto la legge e le autorità cinesi hanno arrestato quattro alti dirigenti con le accuse di corrompere medici per far loro prescrivere i farmaci GlaxoSmithKline in cambio di contanti e favori sessuali].

  • Nel 2012 un tribunale argentino ha condannato la Glaxo per aver sperimentato vaccini (vaccino contro la malaria) direttamente su bambini di famiglie indigenti, il che ha provocato ben 14 decessi. I paesi in cui è avvenuta questa specie di “sperimentazione umana diretta” sono, oltre ad Argentina anche ColombiaPanamaBolivia in Sud America. In Africa,invece, s’è provveduto a fare altrettanto in GabonMozambicoTanzaniaGhanaBeninCosta d’AvorioKenyaUgandaRepubblica CentrafricanaMalawiNamibia e Burkina Faso. GlaxoSmithKline ricorrerà in appello perché “le famiglie erano state messe al corrente del fenomeno dell’evento avverso al vaccino].

  • A fine 2012, in una ventina di paesi (non in Italia), GlaxoSmithKline ha provveduto a ritirare il proprio Vaccino esavalente “Infanrix Hexa” per via di una possibile contaminazione di un lotto del medesimo con il batterio “Bacillus cereus“, agente patogeno causante una forma di intossicazione alimentare, causata da mancata sterilità durante il processo produttivo.

Tratto da : disquisendo

Fonte: wikipedia

tramite: http://www.jedanews.it/blog/sanita/glaxo-smith-kline-condanne/

Alla faccia del CONFLITTO di INTERESSI: Quelli che hanno elaborato il Piano di Prevenzione Nazionale Vaccinale 2017-2019 sono finanziati dai produttori di vaccini! E qualcuno si meraviglia che siamo l’unico Paese al mondo che ha 12 vaccini obbligatori?

 

CONFLITTO di INTERESSI

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Alla faccia del CONFLITTO di INTERESSI: Quelli che hanno elaborato il Piano di Prevenzione Nazionale Vaccinale 2017-2019 sono finanziati dai produttori di vaccini! E qualcuno si meraviglia che siamo l’unico Paese al mondo che ha 12 vaccini obbligatori?

 

Sui vaccini presunto conflitto d’interesse

Chi produce #vaccini finanzia le società che hanno elaborato il Piano di Prevenzione Nazionale Vaccinale 2017-2019. E’ questo che è emerso dal servizio de “La Gabbia Open” andato in onda su “La 7″ il 31 maggio scorso. Al Congresso di Pediatria tenutosi a Napoli dal 29/05 al 01/06, i medici partecipanti erano ovviamente interessati a conoscere le promozioni dei farmaci (presenti nei vari padiglioni delle aziende produttrici), da prescrivere ai propri pazienti. Fra le case farmaceutiche presenti [VIDEO], c’erano anche quelle creatrici di vaccini come i colossi internazionali Merck e Pfizer. Dalle indagini, è stato scoperto che essi hanno contribuito al finanziamento (cifre vicine ai 100.000 euro) di chi ha varato il suddetto Piano di Prevenzione Nazionale del Ministero della Salute, ovvero le quattro più importanti associazioni mediche italiane, fra cui c’è anche la Sip (Società Italiana di Pediatria).

Il quadro creatosi ha fatto così scattare l’allarme del possibile conflitto d’interessi tra chi produce i vaccini e appunto le associazioni mediche, perchè chi li fabbrica ha finanziato chi dovrebbe lanciarli sul mercato.

Per Alberto Villani (Presidente Sip), non c’è niente di strano

«Non c’è niente di cui nascondersi o vergognarsi in tutto questo», ha affermato ai microfoni il Presidente della Sip, Alberto Villani, «Anzi le partnership dovrebbero essere rinvigorite. Conflitto d’interessi? Per quale motivo un’azienda non dovrebbe contribuire? Promuovere un prodotto non significa promuovere qualcosa che non va. Ed il discorso sui vaccini, non è assolutamente da pensare che sia un business». Di fronte a una dichiarazione del genere però, molti potrebbero però storcere il naso, dal momento che ci sono società che fatturano dai 5 ai 6 miliardi di dollari l’anno, solo per la vendita di vaccini.

Il controparere

In questo senso infatti, sono importanti le parole di Raffaele Cantone, Presidente Autorità Nazionale Anticorruzione: «Il conflitto d’interesse esiste e stiamo cercando di porvi fine.

Chiaro che ci deve essere un collegamento fra ricerca e farmacologia. La ricerca serve ad individuare nuovi farmaci e a stimolare le attività scientifiche, ma tutto questo va fatto con regole trasparenti, senza prescrizioni indebite per favorire chi produce farmaci». Dall’inchiesta condotta poi, s’è presunto che a beneficiare di questi soldi ci sarebbero anche le fondazioni politiche, ma per mancanza di elementi non è stato possibile proseguire con le indagini. Ad ogni modo, è affiorato che la stragrande maggioranza delle istituzioni di partito hanno posto un mistero sull’entità e l’origine del proprio denaro. «Reticenza sulle cifre? Noi purtroppo non abbiamo una normativa accettabile», continua Cantone, «Le fondazioni e le associazioni, sono regolate dal codice civile come se si trattassero di organizzazioni no profit, per cui c’è bisogno assoluto di una regolamentazione soprattutto per quelle fondazioni che si occupano di attività economiche e politiche per evitare meccanismi pericolosi come i conflitti d’interessi e quindi fatti di #corruzione.

Chi finanzia infatti, potrebbe avere un doppio scopo per cui è giusto restare molto vigili».

via BlastingNews

Vaccini – l’Avv. Marco Bona, esperto di danni alla persona: “Senza una gestione affidabile e potenziata, i BAMBINI rischiano la fine dei POLLI DA BATTERIA”

Vaccini

 

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Vaccini – l’Avv. Marco Bona, esperto di danni alla persona: “Senza una gestione affidabile e potenziata, i BAMBINI rischiano la fine dei POLLI DA BATTERIA”

Vaccini, l’intervento: “Senza una gestione affidabile e potenziata, bambini rischiano la fine dei polli da batteria”

L’avvocato Marco Bona esperto di danni alla persona: “Le modalità di somministrazione dei vaccini, a prescindere che siano imposti o meno dalla legge, necessitano di un intervento del legislatore ordinario che sia organico e tale da toccare tutti i profili fondamentali. Altrimenti le famiglie che non possono permettersi cure pediatriche personalizzate sono più esposte a effetti avversi”

Soltanto a distanza di diverse settimane dai roboanti annunci del Consiglio dei Ministri è finalmente dato leggere il testo del decreto-legge sull’obbligatorietà dei vaccini e, quindi, svolgere delle considerazioni fondate su dati normativi certi. Innanzitutto va operata una premessa. Risulta difficile accettare l’impiego dello strumento del decreto-legge, ciò per almeno i seguenti motivi: 1) la salute futura dei bambini non dovrebbe dipendere da provvedimenti affrettati e di fatto sottratti, in Parlamento, a tutti i confronti del caso (in primis scientifici e giuridici); 2) i decreti-legge, che intervengono su materie così delicate, finiscono per generare allarmi ed incertezze fra i genitori che senz’altro non meritano di trovarsi dinanzi a norme precarie sia nelle more della loro approvazione in Parlamento, sia in seguito attesi i maggiori rischi di declaratorie di incostituzionalità; 3) le modalità di somministrazione dei vaccini, a prescindere che siano imposti o meno dalla legge, necessitano di un intervento del legislatore ordinario che sia organico e tale da toccare tutti i profili fondamentali; in particolare, l’imposizione di così tanti vaccini, insieme od a distanza di poco tempo, a bambini sempre più piccoli esige una rete vaccinale impeccabile in relazione a tutti i suoi livelli.

Merita soffermarsi su quest’ultimo punto, poiché il dibattito sull’obbligatorietà dei vaccini sembra avere oscurato una verità inconfutabile e comprovata anche dalla Cassazione: se i vaccini sono somministrati senza le dovute accortezze, possono verificarsi tragedie e danni di immense proporzioni. La seguente vicenda, certificata infine dalla Suprema Corte nel 2014, è emblematica. Come accertato dalla Corte di Appello di Torino nel 2012, Alessandra, all’età di cinque anni, venne sottoposta ad una vaccinazione antidifterica/antitetanica. Sennonché nessuno al consultorio si peritò di rinviare la somministrazione del vaccino alla luce del fatto che tre settimane prima la bimba era stata sottoposta ad un intervento di tonsillectomia e poi aveva avuto un’influenza. Nessun medico verificò che quel giorno non vi fossero controindicazioni alla vaccinazione. Tornata a casa la bambina cominciò ad accusare uno stato febbrile che il medico di base, prontamente contattato, non ritenne meritevole di approfondimento, né la sera stessa né per le settimane successive. Il personale della locale guardia medica, dopo una frettolosa visita, rifiutò ulteriori interventi invitando mamma e nonna della bimba a non disturbarli oltre per una “banale febbre”. Anche i medici dell’ospedale, ove infine approdava la madre disperata dal persistere dei sintomi della piccola, minimizzavano la situazione. Risultato: la bambina – bellissima, solare e vivace sino al giorno della vaccinazione – ha trascorso il resto della sua vita (tuttora in corso) in condizioni estreme, ridotta pressoché ad un vegetale.

Ora, la triste storia di Alessandra e della sua famiglia – tragedia cui forse contribuì la possibile difettosità del vaccino trivalente somministratole – ci insegna che, tanto nel caso in cui i vaccini siano obbligatori che laddove risultino facoltativi, lo Stato e le sue appendici locali devono pensare non soltanto ad investire ingenti somme di denaro sull’acquisto dei vaccini, ma anche a strutturare e finanziare un sistema di somministrazione degli stessi il più sicuro ed efficiente possibile. Ciò implica investimenti a tutti i livelli sui seguenti fronti: 1) predisposizione di un numero adeguato di personale addetto alla somministrazione; 2) strutture organizzate e preparate a dialogare con genitori e bambini; 3) formazione costante di medici e personale; 4) controlli accurati sulle performance di ogni elemento della rete vaccinale.

Fra le tante domande che occorre porsi dinanzi all’irruento intervento governativo si pone allora la seguente: il decreto-legge n. 73 del 7 giugno 2017 affronta il tema della sicurezza della rete vaccinale e stanzia risorse adeguate al riguardo? Appare, invero, grave che nulla si dica in merito a tali profili. Infatti, al comma 3 dell’art. 2 il Governo si limita ad autorizzare la modesta spesa di duecentomila euro per l’anno 2017 al fine di permettere al Ministero della salute di promuovere (non meglio precisate!) “iniziative di comunicazione e informazione istituzionale per illustrare e favorire la conoscenza delle disposizioni” di cui al decreto. In tutta evidenza lo stanziamento in questione è insufficiente, qualsiasi sia lo scopo effettivo perseguito.

Soprattutto sorprende come all’art. 7, comma 2, si specifichi quanto segue: “Dall’attuazione del presente decreto, a eccezione delle disposizioni di cui all’articolo 2, comma 3, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. In breve, il Governo non stanzia un euro in più sulla rete vaccinale attuale nonostante l’introduzione dell’obbligatorietà della somministrazione di ben 12 vaccini (un autentico record nell’Unione Europea che meriterebbe ulteriori verifiche). Questa impostazione (12 vaccinazioni obbligatorie senza investimenti di sorta sulla sicurezza dei bambini) appare decisamente critica, anzi grave, soprattutto in considerazione della scelta del Governo e, ancora più consolidata, di diversi soggetti istituzionali (anche a livello regionale) di non allertare i genitori circa i reali rischi di vaccinazioni non precedute da esaustive anamnesi e, comunque, di reazioni avverse. In assenza di una gestione delle vaccinazioni concretamente affidabile il pericolo è che i bambini – soprattutto quelli delle famiglie che non possono permettersi un’assistenza pediatrica di elevato livello e, ad ogni modo, personalizzata – finiscano per essere trattati, dispiace prospettarlo, come dei “polli da batteria”.

Sovviene ancora una volta il caso di Alessandra: la piccola si trovò ad essere vaccinata in consultorio, senza che nessuno si peritasse di controllare il suo stato di salute; invece, la prole del giudice di primo grado, come candidamente raccontato da quest’ultimo alla madre di Alessandra nel corso di un’udienza orribile, beneficiò delle attenzioni di un medico amico di famiglia, che rinviò la somministrazione di alcuni vaccini. Si dubita fortemente che il breve passaggio di sessanta giorni in Parlamento del decreto n. 73/2017 per la sua conversione possa risolvere il problema della sicurezza della rete vaccinale, soprattutto nel momento in cui tutte le attenzioni sono centrate sul tema della legge elettorale. Tuttavia, anche se appesa ad un filo, rimane pur sempre la speranza che la politica, nel momento in cui si sta avventurando in un passaggio così epocale e drastico come la somministrazione obbligatoria di 12 vaccini, abbandoni i proclami (fatti sulla pelle dei bambini) e, quindi, metta seriamente mano alla sicurezza delle vaccinazioni.

di Marco Bona, avvocato e docente di Diritto privato comparato, nonché specialista in materia di responsabilità civile e risarcimento danni. Dal 2001 è coordinatore di un gruppo europeo di studio sul danno alla persona

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/09/vaccini-lintervento-senza-una-gestione-affidabile-e-potenziata-bambini-rischiano-la-fine-dei-polli-da-batteria/3645391/

Il Prof. Giuseppe Di Bella un anno fa scriveva: “Angoscia istituzionale per il calo delle vaccinazioni” …Ed ecco che la Lorenzin ne rende obbligatori ben 12! – Leggete e riflettete…

Prof. Giuseppe Di Bella

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Il Prof. Giuseppe Di Bella un anno fa scriveva: “Angoscia istituzionale per il calo delle vaccinazioni” …Ed ecco che la Lorenzin ne rende obbligatori ben 12! – Leggete e riflettete…

 

ANGOSCIA ISTITUZIONALE PER IL CALO DELLE VACCINAZIONI

di Giuseppe Di Bella

È tutto un susseguirsi di ansiosi, pressanti e preoccupati appelli a vaccinare tutti i bimbi e vaccinarci tutti per l’influenza, a vaccinare tutte le donne di ogni età  per il papilloma virus. È commovente la preoccupazione dei nostri politici di governo, istituzioni sanitarie, dell’informazione radiotelevisiva e cartacea, ovviamente tutta libera e indipendente, attivamente, interamente mobilitata (con rarissime eccezioni) e partecipe con instancabile ed eroico impegno a questa crociata dei disinteressati benefattori del popolo, così attenti e sensibili al benessere e salute dei loro amati sudditi. Il mondo ci invidia un governo, una classe politica e istituzioni sanitarie così  oneste, competenti, efficienti, colte, preparate, disinteressate. È un quadro edificante, merita il popolo italiano una così grande fortuna? Si rende conto di quanti inestimabili benefici in tutti i campi, non solo nella sanità, sia debitore a questa classe politica? Un esempio, la continua cura e il  pressante interesse per la nostra salute. Qualche ingrato e incompetente, tra cui 120 pediatri, ha osato contestare l’affettuoso invito a scaricare di colpo sei vaccinazioni (vaccini esavalenti) a 3 mesi di età, seguite da una continua serie fino a 15 mesi, il resto dopo:http://www.quotidiano.net/vaccini-medici-contrari-1.1429559 

Qualche bieco complottista ha ardito insinuare che è stato ampiamente e scientificamente documentato come i vaccini anti influenzali siano regolarmente non solo inutili per tutti, ma potenzialmente pericolosi per alcune persone, tossici, per altre (http://blog.ilgiornale.it/locati/2015/10/24/influenza-quanto-serve-vaccinarsi/).
Qualche irrispettoso e irriverente medico, ovviamente reo di lesa maestà, si è preso la libertà di documentare la scarsa e/o sostanziale inutilità per la grande maggioranza delle donne, e la potenziale pericolosità del tanto celebrato (istituzionalmente propagandato e pubblicizzato a spese del contribuente), vaccino del papilloma virus (http://www.lafucina.it/2015/07/30/papilloma-virus/)
L’ingratitudine  per le immacolate vestali della sanità e quelle della cosiddetta “comunità scientifica” si spinge al punto tale da richiamare alla memoria per l’angoscia istituzionale da calo dei vaccini il sonetto di Trilussa “un ragno umanitario” http://poesieromanesche.altervista.org/index.php/poetiscrittori/sonetto/607/trilussa–carlo-alberto-salustri–un-ragno-umanitario

Una  celebre frase di Joseph Pulitzer mi ha indotto a commentare oltre alla campagna e al terrorismo di regime per le vaccinazioni, i recenti episodi di corruzione nella sanità pubblica, egli ha scritto:

“Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l’unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri”.

In questi giorni è emersa  in tutta la sua  gravità l’estensione della  corruzione di istituzioni sanitarie prevalentemente oncologiche da nord a sud, con il coinvolgimento di ospedali, centri di ricerca, policlinici, fondazioni, IRCS, ASL. Tra i 22 indagati oltre a quattro  manager di aziende, big dell’Oncologia e delle istituzioni sanitarie da nord a Sud, da Milano a Lecce, da Pavia a Terni. Il fenomeno ha numerosi  precedenti risoltisi generalmente senza sensibili mutamenti né draconiane condanne. Non è l’oncologia l’unico settore coinvolto, ma l’intera gestione della sanità, ridotta ad una serie di “Aziende” con consigli di amministrazione di nomina politica, assunzioni e carriere  ospedaliere e universitarie rigorosamente controllate da ben definiti circoli di potere politico-industriali-economici. La lottizzazione politica si estende dal portantino al primario, essendo ogni ASL, Ospedale, IRCS, Policlinico, un centro di potere, una riserva di voti di scambio, clientelari, di  consistenti fatturati. Una delle più gravi conseguenze delle assunzioni e delle carriere secondo criteri clientelari, è il progressivo degrado della ricerca e dell’efficienza delle strutture sanitarie in mano troppe volte a mediocri, incolti, più esperti e abili come faccendieri che come medici e ricercatori.

I rapporti con le multinazionali sono sempre più stretti e i condizionamenti sempre più evidenti. Uno degli aspetti globali più gravi è l’ormai noto e da più parti denunciato meccanismo con cui viene chiaramente manipolato dalle multinazionali l’Impact Factor (criterio di valutazione di una rivista scientifica, paragonabile al rating in finanza). Con queste stesse finalità è stata creata un’entità dogmatica sovranazionale, la cosiddetta “Comunità scientifica”. È sufficiente leggere le dichiarazioni del Nobel per la medicina Randy Scheckman, su riviste scientifiche ai primissimi posti dall’Impact Factor, come Science, Cell, ecc egli… dichiara “che la ricerca in campo scientifico non è affatto libera ma in mano ad una cerchia ristretta (c.d. comunità scientifica). Dunque la ricerca scientifica, per il premio Nobel, sarebbe “tutt’altro che indipendente”, accusa che Randy Sheckman ribadisce, sostenendo che

“ormai le riviste scientifiche non pubblicano contenuti in base alle ricerche ma in base all’interesse legato alle vendite,l’Impact Factor è manipolato”.

Il riferimento continuamente citato dalle istituzionali sanitarie, da politici e ministri, la dogmatica, tanto  celebrata “Comunità scientifica” pontifica con giudizio infallibile su ogni terapia e ogni ricerca, ma è ormai talmente inquinata dall’asservimento alle multinazionali, da aver falsificato per interesse almeno il 50%  del dato scientifico. Questa realtà, oltre che da autorevoli quanto inascoltate denunce è stata documentata il 26 maggio 2015 dal Prof. Richard Horton, caporedattore del Lancet, una delle  più prestigiose, storiche riviste scientifiche mondiali, che ha dichiarato:

“moltissime delle ricerche pubblicate sono, nella migliore delle ipotesi, inaffidabili, se non completamente false”.  [fonte: http://www.collective-evolution.com/2015/05/16/editor-in-chief-of-worlds-best-known-medical-journal-half-of-all-the-literature-is-false/]

Anche la dottoressa Marcia Angell, per 20 anni caporedattore  di un’altra delle massime testate scientifiche internazionali, New England Medical Journal (NEMJ), ha dichiarato:

“Semplicemente, non è più possibile credere a gran parte della ricerca clinica che viene pubblicata, o fare affidamento sul giudizio di medici “fidati” o linee guida mediche autorevoli. Questa conclusione, a cui sono giunta lentamente e con riluttanza in due decenni come redattore del New England Journal of Medicine, non mi da alcun piacere.” [http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2964337].

Una dichiarazione da valutare con la massima attenzione, per la competenza, l’esperienza e la cultura, il livello scientifico della Prof.ssa Angel, che come il Prof. Horton per anni ha revisionato la letteratura scientifica internazionale. Premi Nobel e caporedattori delle massime testate medico scientifiche mondiali non sono complottisti, ma le rare, forse ultime, voci che all’onestà intellettuale associano una grande cultura, esperienza, rilevanti meriti scientifici. La gestione del mercato del farmaco è perfezionata attraverso la creazione, all’interno della mitica “Comunità scientifica”, di icone, mostri sacri, battezzati KOLS (Key Opinion Leaders) di cui in Italia abbiamo  alcuni noti, celebrati, luminosi esemplari, divinità dell’Olimpo, del Gotha medico-scientifico. “La comunità scientifica” cui accedono esclusivamente quanti entrano a vario titolo e grado in queste lobby.

Solo questi centri di potere possono dare l’investitura di membri della “comunità scientifica”, conferire patenti di scientificità, infallibilità, arrogandosi il diritto di scomunicare, censurare, diffamare gli eretici come il Prof. Di Bella, che ha rivendicato una ricerca scientifica realmente e unicamente finalizzata alla salvaguardia della salute e della vita, all’accertamento della verità, della realtà, del progresso della medicina e una pratica medica libera e autonoma, affrancate dalla logica speculativa e commerciale. Questi signori non hanno considerato quanto sia  reale  e mai smentito l’aforisma di Aulo Gellio “Veritas Filia Temporis:

“la verità, anche se lentamente emerge sempre”.

Ben definite lobby globali mediante i loro referenti e agenti politico-istituzionali,   tendono in ogni stato (probabilmente ad eccezione di Russia, Cina, India e qualche altre nazione) ad un controllo sempre più serrato e capillare di ogni settore della sanità, azzerando in pratica non solo  la libertà del medico di prescrivere secondo scienza e coscienza, ma anche la libertà di ricerca. Ogni sorta di abusi e ruberie grava ovviamente sul bilancio della sanità, vanificata nei risultati da “linee guida” e scelte terapeutiche speculativo-commerciali, in gran parte estranee o antitetiche alle evidenze scientifiche, alla razionalità, all’etica. Queste le cause di una spesa sanitaria fuori controllo, con relativo incremento della pressione fiscale a livelli intollerabili. Per questo reale motivo una rilevante quantità di evidenze scientifiche, cioè di dati scientifici definitivamente acquisiti, certificati, incontestabili, non sono trasferiti nella clinica, non sono inseriti nei “prontuari”, nelle “linee guida”, nei “protocolli”. Per questo, malgrado una vastissima e autorevole letteratura dimostri quanto la proliferazione cellulare tumorale sia strettamente dipendente dall’interazione tra PRL (Prolattina) e GH (ormone della crescita), e da fattori di crescita GH dipendenti, né il suo antidoto naturale, la Somatostatina, né gli inibitori prolattinici, sono inseriti come antitumorali nei prontuari, in quanto produrrebbero se non un crollo, un  grave ridimensionamento del fatturato di chemioterapici, di farmaci (impropriamente definiti) biologici, di anticorpi monoclonali, e di tutto l’enorme indotto che comportano (cortisonici, antibiotici, antivirali, antimicotici, gastroprotettori, antiemetici, antidiarroici, antinfiammatori, fattori di crescita dei globuli rossi e bianchi, ecc…).

L’impiego della somatostatina e analoghi, a costi minimi in rapporto a quelli delle terapie oncologiche, inibendo con meccanismi molteplici il GH, la massima spinta alla crescita tumorale (denominatore comune a ogni tumore), dovrebbe trovare indicazione razionale e scientifica in ogni neoplasia. Numerosi e documentati studi, certificano sulla massima banca dati medico scientifica ufficiale www.pubmed.gov l’efficacia antitumorale della somatostatina, in sinergismo con inibitori prolattinici, e altri componenti del Metodo Di Bella come Melatonina, soluzione di Retinoidi in Vitamina E, e vitamina D3, che hanno un ruolo ed un’efficacia determinante e documentata nella terapia e in quella prevenzione dei tumori che non sanno  e/o non vogliono attuare. Questi “Signori”, i KOLS, i luminari,  non vogliono ancora prendere in considerazione e trasferire in clinica queste documentate evidenze scientifiche. Tra tanti fari del sapere, alcuni detrattori del Metodo Di Bella hanno come unica attenuante l’aforisma di S.Tommaso :

“L’idiota considera falso tutto quello che non è in grado di  comprendere”.

Il dato di fatto documentato e verificabile, la verità oggettiva, l’osservazione e lo studio, la verifica della verità, della realtà, da sempre mezzo insostituibile ed essenza della ricerca, sono stati sostituiti da funambolismi statistici, da pseudoverità virtuali di trials clinici (sperimentazioni) commissionati e finanziati da multinazionali e impostati condotti e conclusi per portare a successi preconfezionati e relativi fatturati. Il programma di azzeramento della libertà del medico di prescrivere secondo le evidenze scientifiche sta ormai rapidamente concludendosi, come chiaramente evidenziato dal nuovo codice deontologico che blocca definitivamente la libertà di prescrivere secondo scienza e coscienza, penalizza gravemente ogni medico che non si attenga scrupolosamente ai loro dictat terapeutici, indipendentemente dai risultati ottenuti sul paziente, dando ampie coperture medico legali ai medici responsabili di eventi anche gravi, fino alla morte, se questi medici si sono attenuti al prontuario. Essendo ormai evidente questo disegno, stanno manifestandosi le prime reazioni: alcuni ordini dei medici, tra cui quello di Bologna, hanno respinto e contestato questa umiliazione della dignità del medico, e il sovvertimento del millenario codice etico di comportamento del medico.

Questo disegno è completato dalla fine programmata della libertà di ricerca scientifica, codificata nel decreto legge N° 158 del 13 sett. 2012 e nella legge N° 189 del 8 nov. 2012.
Sono previste gravissime sanzioni disciplinari e pecuniarie ai ricercatori che, come il Prof Di Bella, senza il benestare di comitati etici, intraprendano studi clinici e ricerche scientifiche, anche se in autonomia e autofinanziati. In pratica con questi decreti è finita la libertà non solo di cura ma di ricerca. Hanno creato le condizioni per cui solo le multinazionali saranno autorizzare a finanziare studi clinici finalizzati alla registrazione di farmaci con procedure di cui si conoscono e sono stati denunciati gli espedienti e trucchi statistici per arrivare comunque alla registrazione e relativo fatturato (vedi denunce dei Proff. Angell, Horton, e del Nobel Scheckmann). I “comitati etici” sono eletti dagli stessi circoli di potere politico-economici, che gestendo le commissioni ministeriali, e le carriere, decidono linee guida e prontuari coercitivi e vincolanti. I progressi  ottenuti dal  Prof. Di Bella nella cura dei tumori conosciuti dal pubblico, avevano portato nel 1997 e  98, ad una mobilitazione della gente. Sotto la pressione dell’opinione pubblica nel 1998, fu approvata  la cosiddetta “legge Di Bella” (articolo 3, comma 2 D.L. n. 17 del 23 febbraio 98, conv. con modificazioni, dalla legge 8 aprile 1998, n. 94), che consentiva al medico di prescrivere al di fuori dei vincoli burocratici ministeriali secondo scienza e coscienza, in base alle evidenze scientifiche. Anche  per questo è stata grossolanamente falsificata la sperimentazione del Suo metodo nel 1998. La Legge Finanziaria 2007 (al comma796, lettera Z), ha abrogato questa disposizione di legge in base alla quale  per 9 anni i medici hanno potuto prescrivere farmaci di cui esisteva un razionale d’impiego scientificamente testato, ma ignorato dalle commissioni ministeriali. Il Prof. Di Bella che era stato emarginato dai circoli di potere politico accademici,  oltre che per i risultati ottenuti, è stato  tanto odiato e vilipeso da questi signori anche perché è stato in grado di bloccare per 9 anni, il  programma di asservimento della terapia e della ricerca alle logiche di potere e del fatturato e di recuperare la dignità e autonomia del medico da condizionamenti commerciali.

Particolarmente appropriato al Prof. Di Bella l’aforisma di Terenzio:

Obsequium amicos, veritas odium parit,” che  tradotta letteralmente, significa:

“L’adulazione procaccia amici, la verità attira l’odio” (Terenzio, Andria, a. I, sc. I, verso 68).

Chiarificatrice e rilevante sul piano umano e scientifico  la biografia del Prof. Di Bella  “Il poeta della scienza”, Casa editrice Mattioli (tel 0524 530383), così come lo scritto sull’etica medica  del Prof. Di Bella (http://www.metododibella.org/it/notizie/2015-10-31/L-Etica-professionale-secondo-il-Prof.-Luigi-Di-Bella.html#.VknOSfBd5D8).

Se la gente non si rende conto, se non si mobilita, e non si crea un movimento  di opinione, non violento ma attivo e deciso a rivendicare diritti fondamentali e valori irrinunciabili, come nel 1998, si assisterà ad una continua progressione della speculazione indiscriminata sulla sanità, con totale assoluto disprezzo della verità, della salute e della vita. Quanto mai attuale l’affermazione di George Orwell:

“Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario”. (G. Orwell, La Fattoria degli Animali).

 

Per i tanti genuflessi in zelante e servile adorazione di ogni moda, prodotto pseudoculturale e scientifico proveniente dal mondo anglosassone, era inconcepibile, irritante, provocatorio, che un italiano, emarginato dal mondo accademico e dai circoli di potere, in piena autonomia, senza finanziamenti statali, senza i milioni delle vendite nelle piazze di azalee, arance, ortaggi e verdure varie, questue televisive e “giornate della vita” malgrado l’atteggiamento sempre più minaccioso e intimidatorio del potere, abbia osato sfidare colossi e santuari mondiali della ricerca oncologica, gigantesche e inutili cattedrali, generose e instancabili dispensatrici di illusioni e di morte (basta considerare la fine di tre componenti della più nota famiglia di imprenditori italiani, di Pavarotti, di Raissa Gorbaciova, di re Hussein, ecc…), e abbia intuito, concepito, formulato e praticato, in piena autonomia, la prima terapia veramente causale, razionale, scientifica, efficace, tollerata, nella patologia neoplastica.

Prof. Giuseppe Di Bella

Vaccini SI, Vaccini NO…? – Purtroppo il nostro vero problema è una classe politica di bestie. Una classe politica che con stupida arroganza impone il vaccino anziché educare la Gente al suo uso, ottenendo così il peggiore risultato possibile.

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Vaccini SI, Vaccini NO…? – Purtroppo il nostro vero problema è una classe politica di bestie. Una classe politica che con stupida arroganza impone il vaccino anziché educare la Gente al suo uso, ottenendo così il peggiore risultato possibile.

 

Premesso che sul nostro blog trova voce sia chi è pro che chi è contro i vaccini, una volta per tutte vorremmo chiarire la nostra posizione. Dice Gino Strada: “Un genitore che non vaccina i propri figli è un irresponsabile totale”. Ed ha quasi ragione.

I vaccini sono utili e necessari.

Quello che sta né in cielo né in terra è l’irresponsabile comportamento del Ministro Lorenzin e del Governo che in modo arrogante impongono con la forza (direi addirittura con violenza) i vaccini.

Insomma non vogliono educare i cittadini al vaccino, ma glie lo vogliono imporre.

E imporre in tutti i modi. Inventando epidemie che non esistono, nascondendo o negando fino alla morte effetti collaterali che indubbiamente esistono e possono essere anche abnormi, non chiarendo i motivi delle loro scelte…

Risultato? Dare voce e soprattutto argomenti validi e reali ai cosiddetti “complottisti”

– 12 vaccini obbligatori non li ha nessuno al mondo (finora il record era nostro a pari merito con la Francia, con 4 vaccini). Dando un occhio alla nostra storia in tanti avranno pesato quello che ha detto senza peli sulla lingua Sibilia del M5s: c’è un interesse privato! Non è così? Ma il Governo fa di tutto per farcelo credere. Avete fatto caso che ad oggi NESSUNO ha spiegato chiaramente perchè 12 vaccini? Quali sono, dati alla mano, i motivi di tale scelta. La Gente non sa manco quali sono i vaccini obbligatori.

– Negare gli effetti collaterali, reali e in taluni casi gravissimi, rafforza le teorie anti-vaccini. Dire che il vaccino non comporta rischi di autismo, quando siamo a conoscenza di casi reali, lo Stato è già stato costretto a pagare i danni e sui bugiardini se ne fa menzione, fa nascere sospetti molto più che legittimi.

Alla Gente va detta la verità. La Gente se l’aspetta, soprattutto dallo Stato.

Ci spieghino con onestà a cosa servono i vaccini, quanto siano necessari e con altrettanta onestà ci spieghino quali sono i rischi che corrono i nostri bambini. Ci convincano che alla fin dei conti sono maggiori i rischi che si corrono a non vaccinare che a vaccinare. Quasi sicuramente sarà così, ma Lorenzin & C. fanno di tutto per non farsi credere.

E poi la cosa che più ci fa incazzare. Negare ad oltranza sempre, anche contro l’evidenza (come un marito fedifrago) che il vaccino possa avere effetti indesiderati, consente alle Case Farmaceutiche di risparmiare tanti bei soldini per il miglioramento del prodotto.

Morale della Favola? Sono proprio Lorenzin & C. che stanno creando il diffuso sentimento anti-vaccino accompagnato da tanta, tantissima (molto probabilmente ingiustificata) paura che pervade ormai la nostra Gente.

Il vero disastro sono loro e solo loro. Gente del tutto incapace di fare ciò che è chiamata a fare.

Quando ce ne libereremo?

By Eles

 

Il Codacons all’attacco di Mattarella sul Decreto Vaccini: “firma contro principi Costituzionali. Impugneremo la legge”

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Il Codacons all’attacco di Mattarella sul Decreto Vaccini: “firma contro principi Costituzionali. Impugneremo la legge”

 

Decreto Vaccini. Codacons: “Mattarella firma contro principi costituzionali. Impugneremo legge”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, firmando il decreto che reintroduce l’obbligo delle vaccinazioni per la frequenza delle scuole, pone la sua firma su un provvedimento che va contro i più basilari principi costituzionali.

Lo afferma il Codacons, criticando la decisione del Capo dello Stato.

Il decreto sui vaccini è un miscuglio di cose che non c’entrano nulla con la salute e con le vaccinazioni – afferma il Codacons – Un provvedimento varato in fretta e furia, contenente misure che cozzano con la nostra Costituzione e che rappresentano un danno per le famiglie a tutto vantaggio delle aziende farmaceutiche. In tal senso riteniamo del tutto sbagliata la scelta di Mattarella di avallare un simile decreto, che sarà impugnato dal Codacons allo scopo di ottenerne l’annullamento dinanzi la Corte Costituzionale e in sede europea” – conclude l’Associazione.

 

fonte: http://www.agenpress.it/notizie/2017/06/07/decreto-vaccini-codacons-mattarella-firma-principi-costituzionali-impugneremo-legge/

Vaccini: stabilito il nesso causale tra vaccinazione e malattia, Codacons presenta nuova denuncia contro l’Aifa …perchè i Tg non ci dicono NIENTE…?

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Vaccini: stabilito il nesso causale tra vaccinazione e malattia, Codacons presenta nuova denuncia contro l’Aifa …perchè i Tg non ci dicono NIENTE…?

VACCINI. SENTENZA DELLA CORTE D’APPELLO DI MILANO SMENTISCE AIFA
ACCERTATO IN VIA DEFINITIVA NESSO TRA VACCINO E MALATTIA, MINISTERO CONDANNATO A RISARCIRE. INTANTO DA BANCA DATI EUROPEA SPUNTANO 8.409 CASI DI SOSPETTE REAZIONI AVVERSE TRA IL 2012 E IL 2017

ANSA CODACONS

CODACONS PRESENTA NUOVA DENUNCIA CONTRO AIFA E PUBBLICA SUL PROPRIO SITO MODULO CON CUI GENITORI POSSONO CHIEDERE INDAGINI PRE-VACCINALI

Una recentissima sentenza della Corte d’Appello di Milano smentisce l’Aifa e conferma in via definitiva il nesso di causalità tra vaccini e una grave patologia di una neonata. Lo afferma il Codacons, che rende nota la decisione passata in giudicato e annuncia una nuova denuncia contro l’Aifa per le informazioni non corrette diffuse negli ultimi giorni.
La Corte d’Appello ha infatti riconosciuto il nesso causale tra il vaccino somministrato ad una neonata di sei mesi e la grave encefalopatia sviluppata dalla bambina, condannando il Ministero della salute a risarcire la famiglia in base alla legge 210/92.
Si legge nella sentenza (Pres. Monica Vitali, Rel. Maria Di Paolo):
“Il Ctu ha accertato che, fino alla somministrazione del vaccino, la piccola presentava uno sviluppo assolutamente normale e non aveva sofferto di alcun disturbo. I primi disturbi del comportamento e della motilità si manifestano appena qualche giorno dopo la somministrazione della II dose di vaccino e sono subito seguiti da episodi compulsivi. […]
Il Ctu, sulla base di letteratura nazionale ed internazionale, rileva che esiste “plausibilità biologica” tra encefalopatia e vaccino del tipo di quello somministrato, nel senso che l’ encefalopatia viene annoverata tra le c.d. reazioni avverse a quel tipo di vaccino […]
In conclusione il Ctu afferma qualcosa di diverso rispetto a quanto ritenuto dall’appellante. Non si tratta di “compatibilità” ma di “alta probabilità” desunta a seguito di un iter logico che il Collegio ritiene chiaro e documentato”.

I giudici così come i periti hanno accertato oltre ogni ragionevole dubbio che il vaccino ha plausibilmente causato la malattia nella neonata – spiega il Codacons – Alla luce di tale sentenza le ultime affermazioni rese da Aifa circa le reazioni avverse alle vaccinazioni appaiono non esaustive, e rischiano di fornire una informazione non completa alle famiglie. Ancor di più se si considerano i numeri che emergono dalla “Banca Dati Europea delle Segnalazioni di Sospette Reazioni Avverse ai Farmaci”, entrata in funzione nel 2012 e liberamente accessibile all’indirizzo http://www.adrreports.eu/it/index.html , secondo cui per il vaccino “Infanrix Hexa” ci sarebbero 8.409 segnalazioni di sospette reazioni avverse (aggiornate ad Aprile 2017).
Per tale motivo l’associazione – ribadendo ancora una volta l’importanza delle vaccinazioni – annuncia una nuova denuncia in Procura contro i vertici dell’Agenzia del Farmaco, e pubblica sul proprio sito www.codacons.it il modulo con cui i genitori possono chiedere indagini pre-vaccinali per i propri figli.

 

tratto da: http://www.vacciniinforma.it/2017/06/05/vaccini-milano-stabilito-il-nesso-causale-tra-vaccinazione-e-malattia-codacons-presenta-nuova-denuncia-contro-laifa/5226