Alimentazione e tumori: la ricetta del Prof. Berrino per la prevenzione – 1 tumore su 3 potrebbe essere sconfitto modificando l’alimentazione.

 

Berrino

 

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Alimentazione e tumori: la ricetta del Prof. Berrino per la prevenzione – 1 tumore su 3 potrebbe essere sconfitto modificando l’alimentazione.

 

Alimentazione e tumori: la ricetta di Berrino per la prevenzione

SECONDO IL PROFESSORE 1 TUMORE SU 3 POTREBBE ESSERE ELIMINATO MODIFICANDO L’ALIMENTAZIONE

 

Il professor Franco Berrino si è occupato per anni di medicina predittiva e preventiva all’Istituto dei Tumori di Milano e ha spiegato che quella preventiva è la “medicina dell’intervento”, che interviene per ridurre il rischio di contrarre i tumori. Perciò, ha detto il professore, “ci occupiamo di tabacco, raccomandiamo di non fumare e ci occupiamo di alimentazione, raccomandiamo delle modifiche dell’alimentazione rispetto all’alimentazione di oggi, che favorisce numerose malattie croniche“. Il professore ha anche affermato che “le ricerche suggeriscono che un tumore su tre potrebbe essere eliminato modificando l’alimentazione. Sappiamo da 100 anni che se agli animali diamo poco da mangiare vivono di più e si ammalano meno di cancro. Sarebbe interessante fare in modo che le persone mangiassero di meno, ma noi siamo portati a riempirci la pancia quando c’è da mangiare. Allora una delle strategie che abbiamo sviluppato nelle nostre ricerche è quella di aiutare la gente a mangiare poco avendo l’impressione di mangiare tanto“.

Alimentazione e tumori: 8 alimenti per la prevenzione del cancro

Vi consigliamo di consumare 8 alimenti che più di altri aiutano a ridurre il rischio di contrarre tumori:

1) Pepe nero
Spesso si pensa che sia soltanto una spezia da utilizzare a tavola, ma il pepe nero ha delle proprietà anticancro. La piperina, una sostanza contenuta nel pepe, ha queste proprietà, che ne fanno, pertanto, un valido alleato.
2) Peperoni
I peperoni sono un altro membro della famiglia delle Piperaceae. Con la loro buccia di colore rosso, verde o giallo, i peperoni contengono degli enzimi che li rendono dei potenti antiossidanti ed importanti nella lotta ai tumori.
3) Curcuma
La curcuma è una spezia di colore giallo-arancione intenso. È anch’essa un antiossidante ed è pertanto utile per combattere il cancro. Per di più può aiutare a prevenire il diabete e le allergie. Basta aggiungerne un pizzico nei cibi che mangiate tutti i giorni per raccogliere i benefici che questa spezia porta.
4) Zenzero
Questa pianta erbacea genera grandi quantità di vitamina A e C ed è perciò utile per rafforzare le difese immunitarie e tenere lontano la malattia.
5) Mostarda
È molto popolare nel mondo. In India viene utilizzata in quasi tutti i piatti. Oltre ad uccidere le cellule cancerogene che si trovano nel nostro corpo, la mostarda aiuta a prevenire l’alzheimer.
6) Cardamomo
Usato in tutta l’India, il cardamomo è una spezia che ha un’aroma delicata e un’ottimo gusto. Per secoli è stato usato nella medicina cinese e si è mostrato efficace sia nella prevenzione dei tumori che nel distruggere le cellule tumorali che si trovano nel corpo.
7) Cannella
Un’altra spezia che ha un grande appeal in tutto il mondo. La cannella fornisce energia e proteine, perciò rinforza il sistema immunitario. Inoltre evita che le cellule tumorali si diffondano.
8) Finocchio
I semi di finocchio contengono l’anetolo, che distrugge le cellule tumorali e lo fa sopprimendo gli enzimi che sono responsabili della loro moltiplicazione. Il finocchio aiuta inoltre ad uccide i germi che si trovano nel corpo.

 

 

Il Prof. Giuseppe Di Bella un anno fa scriveva: “Angoscia istituzionale per il calo delle vaccinazioni” …Ed ecco che la Lorenzin ne rende obbligatori ben 12! – Leggete e riflettete…

Prof. Giuseppe Di Bella

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Il Prof. Giuseppe Di Bella un anno fa scriveva: “Angoscia istituzionale per il calo delle vaccinazioni” …Ed ecco che la Lorenzin ne rende obbligatori ben 12! – Leggete e riflettete…

 

ANGOSCIA ISTITUZIONALE PER IL CALO DELLE VACCINAZIONI

di Giuseppe Di Bella

È tutto un susseguirsi di ansiosi, pressanti e preoccupati appelli a vaccinare tutti i bimbi e vaccinarci tutti per l’influenza, a vaccinare tutte le donne di ogni età  per il papilloma virus. È commovente la preoccupazione dei nostri politici di governo, istituzioni sanitarie, dell’informazione radiotelevisiva e cartacea, ovviamente tutta libera e indipendente, attivamente, interamente mobilitata (con rarissime eccezioni) e partecipe con instancabile ed eroico impegno a questa crociata dei disinteressati benefattori del popolo, così attenti e sensibili al benessere e salute dei loro amati sudditi. Il mondo ci invidia un governo, una classe politica e istituzioni sanitarie così  oneste, competenti, efficienti, colte, preparate, disinteressate. È un quadro edificante, merita il popolo italiano una così grande fortuna? Si rende conto di quanti inestimabili benefici in tutti i campi, non solo nella sanità, sia debitore a questa classe politica? Un esempio, la continua cura e il  pressante interesse per la nostra salute. Qualche ingrato e incompetente, tra cui 120 pediatri, ha osato contestare l’affettuoso invito a scaricare di colpo sei vaccinazioni (vaccini esavalenti) a 3 mesi di età, seguite da una continua serie fino a 15 mesi, il resto dopo:http://www.quotidiano.net/vaccini-medici-contrari-1.1429559 

Qualche bieco complottista ha ardito insinuare che è stato ampiamente e scientificamente documentato come i vaccini anti influenzali siano regolarmente non solo inutili per tutti, ma potenzialmente pericolosi per alcune persone, tossici, per altre (http://blog.ilgiornale.it/locati/2015/10/24/influenza-quanto-serve-vaccinarsi/).
Qualche irrispettoso e irriverente medico, ovviamente reo di lesa maestà, si è preso la libertà di documentare la scarsa e/o sostanziale inutilità per la grande maggioranza delle donne, e la potenziale pericolosità del tanto celebrato (istituzionalmente propagandato e pubblicizzato a spese del contribuente), vaccino del papilloma virus (http://www.lafucina.it/2015/07/30/papilloma-virus/)
L’ingratitudine  per le immacolate vestali della sanità e quelle della cosiddetta “comunità scientifica” si spinge al punto tale da richiamare alla memoria per l’angoscia istituzionale da calo dei vaccini il sonetto di Trilussa “un ragno umanitario” http://poesieromanesche.altervista.org/index.php/poetiscrittori/sonetto/607/trilussa–carlo-alberto-salustri–un-ragno-umanitario

Una  celebre frase di Joseph Pulitzer mi ha indotto a commentare oltre alla campagna e al terrorismo di regime per le vaccinazioni, i recenti episodi di corruzione nella sanità pubblica, egli ha scritto:

“Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l’unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri”.

In questi giorni è emersa  in tutta la sua  gravità l’estensione della  corruzione di istituzioni sanitarie prevalentemente oncologiche da nord a sud, con il coinvolgimento di ospedali, centri di ricerca, policlinici, fondazioni, IRCS, ASL. Tra i 22 indagati oltre a quattro  manager di aziende, big dell’Oncologia e delle istituzioni sanitarie da nord a Sud, da Milano a Lecce, da Pavia a Terni. Il fenomeno ha numerosi  precedenti risoltisi generalmente senza sensibili mutamenti né draconiane condanne. Non è l’oncologia l’unico settore coinvolto, ma l’intera gestione della sanità, ridotta ad una serie di “Aziende” con consigli di amministrazione di nomina politica, assunzioni e carriere  ospedaliere e universitarie rigorosamente controllate da ben definiti circoli di potere politico-industriali-economici. La lottizzazione politica si estende dal portantino al primario, essendo ogni ASL, Ospedale, IRCS, Policlinico, un centro di potere, una riserva di voti di scambio, clientelari, di  consistenti fatturati. Una delle più gravi conseguenze delle assunzioni e delle carriere secondo criteri clientelari, è il progressivo degrado della ricerca e dell’efficienza delle strutture sanitarie in mano troppe volte a mediocri, incolti, più esperti e abili come faccendieri che come medici e ricercatori.

I rapporti con le multinazionali sono sempre più stretti e i condizionamenti sempre più evidenti. Uno degli aspetti globali più gravi è l’ormai noto e da più parti denunciato meccanismo con cui viene chiaramente manipolato dalle multinazionali l’Impact Factor (criterio di valutazione di una rivista scientifica, paragonabile al rating in finanza). Con queste stesse finalità è stata creata un’entità dogmatica sovranazionale, la cosiddetta “Comunità scientifica”. È sufficiente leggere le dichiarazioni del Nobel per la medicina Randy Scheckman, su riviste scientifiche ai primissimi posti dall’Impact Factor, come Science, Cell, ecc egli… dichiara “che la ricerca in campo scientifico non è affatto libera ma in mano ad una cerchia ristretta (c.d. comunità scientifica). Dunque la ricerca scientifica, per il premio Nobel, sarebbe “tutt’altro che indipendente”, accusa che Randy Sheckman ribadisce, sostenendo che

“ormai le riviste scientifiche non pubblicano contenuti in base alle ricerche ma in base all’interesse legato alle vendite,l’Impact Factor è manipolato”.

Il riferimento continuamente citato dalle istituzionali sanitarie, da politici e ministri, la dogmatica, tanto  celebrata “Comunità scientifica” pontifica con giudizio infallibile su ogni terapia e ogni ricerca, ma è ormai talmente inquinata dall’asservimento alle multinazionali, da aver falsificato per interesse almeno il 50%  del dato scientifico. Questa realtà, oltre che da autorevoli quanto inascoltate denunce è stata documentata il 26 maggio 2015 dal Prof. Richard Horton, caporedattore del Lancet, una delle  più prestigiose, storiche riviste scientifiche mondiali, che ha dichiarato:

“moltissime delle ricerche pubblicate sono, nella migliore delle ipotesi, inaffidabili, se non completamente false”.  [fonte: http://www.collective-evolution.com/2015/05/16/editor-in-chief-of-worlds-best-known-medical-journal-half-of-all-the-literature-is-false/]

Anche la dottoressa Marcia Angell, per 20 anni caporedattore  di un’altra delle massime testate scientifiche internazionali, New England Medical Journal (NEMJ), ha dichiarato:

“Semplicemente, non è più possibile credere a gran parte della ricerca clinica che viene pubblicata, o fare affidamento sul giudizio di medici “fidati” o linee guida mediche autorevoli. Questa conclusione, a cui sono giunta lentamente e con riluttanza in due decenni come redattore del New England Journal of Medicine, non mi da alcun piacere.” [http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2964337].

Una dichiarazione da valutare con la massima attenzione, per la competenza, l’esperienza e la cultura, il livello scientifico della Prof.ssa Angel, che come il Prof. Horton per anni ha revisionato la letteratura scientifica internazionale. Premi Nobel e caporedattori delle massime testate medico scientifiche mondiali non sono complottisti, ma le rare, forse ultime, voci che all’onestà intellettuale associano una grande cultura, esperienza, rilevanti meriti scientifici. La gestione del mercato del farmaco è perfezionata attraverso la creazione, all’interno della mitica “Comunità scientifica”, di icone, mostri sacri, battezzati KOLS (Key Opinion Leaders) di cui in Italia abbiamo  alcuni noti, celebrati, luminosi esemplari, divinità dell’Olimpo, del Gotha medico-scientifico. “La comunità scientifica” cui accedono esclusivamente quanti entrano a vario titolo e grado in queste lobby.

Solo questi centri di potere possono dare l’investitura di membri della “comunità scientifica”, conferire patenti di scientificità, infallibilità, arrogandosi il diritto di scomunicare, censurare, diffamare gli eretici come il Prof. Di Bella, che ha rivendicato una ricerca scientifica realmente e unicamente finalizzata alla salvaguardia della salute e della vita, all’accertamento della verità, della realtà, del progresso della medicina e una pratica medica libera e autonoma, affrancate dalla logica speculativa e commerciale. Questi signori non hanno considerato quanto sia  reale  e mai smentito l’aforisma di Aulo Gellio “Veritas Filia Temporis:

“la verità, anche se lentamente emerge sempre”.

Ben definite lobby globali mediante i loro referenti e agenti politico-istituzionali,   tendono in ogni stato (probabilmente ad eccezione di Russia, Cina, India e qualche altre nazione) ad un controllo sempre più serrato e capillare di ogni settore della sanità, azzerando in pratica non solo  la libertà del medico di prescrivere secondo scienza e coscienza, ma anche la libertà di ricerca. Ogni sorta di abusi e ruberie grava ovviamente sul bilancio della sanità, vanificata nei risultati da “linee guida” e scelte terapeutiche speculativo-commerciali, in gran parte estranee o antitetiche alle evidenze scientifiche, alla razionalità, all’etica. Queste le cause di una spesa sanitaria fuori controllo, con relativo incremento della pressione fiscale a livelli intollerabili. Per questo reale motivo una rilevante quantità di evidenze scientifiche, cioè di dati scientifici definitivamente acquisiti, certificati, incontestabili, non sono trasferiti nella clinica, non sono inseriti nei “prontuari”, nelle “linee guida”, nei “protocolli”. Per questo, malgrado una vastissima e autorevole letteratura dimostri quanto la proliferazione cellulare tumorale sia strettamente dipendente dall’interazione tra PRL (Prolattina) e GH (ormone della crescita), e da fattori di crescita GH dipendenti, né il suo antidoto naturale, la Somatostatina, né gli inibitori prolattinici, sono inseriti come antitumorali nei prontuari, in quanto produrrebbero se non un crollo, un  grave ridimensionamento del fatturato di chemioterapici, di farmaci (impropriamente definiti) biologici, di anticorpi monoclonali, e di tutto l’enorme indotto che comportano (cortisonici, antibiotici, antivirali, antimicotici, gastroprotettori, antiemetici, antidiarroici, antinfiammatori, fattori di crescita dei globuli rossi e bianchi, ecc…).

L’impiego della somatostatina e analoghi, a costi minimi in rapporto a quelli delle terapie oncologiche, inibendo con meccanismi molteplici il GH, la massima spinta alla crescita tumorale (denominatore comune a ogni tumore), dovrebbe trovare indicazione razionale e scientifica in ogni neoplasia. Numerosi e documentati studi, certificano sulla massima banca dati medico scientifica ufficiale www.pubmed.gov l’efficacia antitumorale della somatostatina, in sinergismo con inibitori prolattinici, e altri componenti del Metodo Di Bella come Melatonina, soluzione di Retinoidi in Vitamina E, e vitamina D3, che hanno un ruolo ed un’efficacia determinante e documentata nella terapia e in quella prevenzione dei tumori che non sanno  e/o non vogliono attuare. Questi “Signori”, i KOLS, i luminari,  non vogliono ancora prendere in considerazione e trasferire in clinica queste documentate evidenze scientifiche. Tra tanti fari del sapere, alcuni detrattori del Metodo Di Bella hanno come unica attenuante l’aforisma di S.Tommaso :

“L’idiota considera falso tutto quello che non è in grado di  comprendere”.

Il dato di fatto documentato e verificabile, la verità oggettiva, l’osservazione e lo studio, la verifica della verità, della realtà, da sempre mezzo insostituibile ed essenza della ricerca, sono stati sostituiti da funambolismi statistici, da pseudoverità virtuali di trials clinici (sperimentazioni) commissionati e finanziati da multinazionali e impostati condotti e conclusi per portare a successi preconfezionati e relativi fatturati. Il programma di azzeramento della libertà del medico di prescrivere secondo le evidenze scientifiche sta ormai rapidamente concludendosi, come chiaramente evidenziato dal nuovo codice deontologico che blocca definitivamente la libertà di prescrivere secondo scienza e coscienza, penalizza gravemente ogni medico che non si attenga scrupolosamente ai loro dictat terapeutici, indipendentemente dai risultati ottenuti sul paziente, dando ampie coperture medico legali ai medici responsabili di eventi anche gravi, fino alla morte, se questi medici si sono attenuti al prontuario. Essendo ormai evidente questo disegno, stanno manifestandosi le prime reazioni: alcuni ordini dei medici, tra cui quello di Bologna, hanno respinto e contestato questa umiliazione della dignità del medico, e il sovvertimento del millenario codice etico di comportamento del medico.

Questo disegno è completato dalla fine programmata della libertà di ricerca scientifica, codificata nel decreto legge N° 158 del 13 sett. 2012 e nella legge N° 189 del 8 nov. 2012.
Sono previste gravissime sanzioni disciplinari e pecuniarie ai ricercatori che, come il Prof Di Bella, senza il benestare di comitati etici, intraprendano studi clinici e ricerche scientifiche, anche se in autonomia e autofinanziati. In pratica con questi decreti è finita la libertà non solo di cura ma di ricerca. Hanno creato le condizioni per cui solo le multinazionali saranno autorizzare a finanziare studi clinici finalizzati alla registrazione di farmaci con procedure di cui si conoscono e sono stati denunciati gli espedienti e trucchi statistici per arrivare comunque alla registrazione e relativo fatturato (vedi denunce dei Proff. Angell, Horton, e del Nobel Scheckmann). I “comitati etici” sono eletti dagli stessi circoli di potere politico-economici, che gestendo le commissioni ministeriali, e le carriere, decidono linee guida e prontuari coercitivi e vincolanti. I progressi  ottenuti dal  Prof. Di Bella nella cura dei tumori conosciuti dal pubblico, avevano portato nel 1997 e  98, ad una mobilitazione della gente. Sotto la pressione dell’opinione pubblica nel 1998, fu approvata  la cosiddetta “legge Di Bella” (articolo 3, comma 2 D.L. n. 17 del 23 febbraio 98, conv. con modificazioni, dalla legge 8 aprile 1998, n. 94), che consentiva al medico di prescrivere al di fuori dei vincoli burocratici ministeriali secondo scienza e coscienza, in base alle evidenze scientifiche. Anche  per questo è stata grossolanamente falsificata la sperimentazione del Suo metodo nel 1998. La Legge Finanziaria 2007 (al comma796, lettera Z), ha abrogato questa disposizione di legge in base alla quale  per 9 anni i medici hanno potuto prescrivere farmaci di cui esisteva un razionale d’impiego scientificamente testato, ma ignorato dalle commissioni ministeriali. Il Prof. Di Bella che era stato emarginato dai circoli di potere politico accademici,  oltre che per i risultati ottenuti, è stato  tanto odiato e vilipeso da questi signori anche perché è stato in grado di bloccare per 9 anni, il  programma di asservimento della terapia e della ricerca alle logiche di potere e del fatturato e di recuperare la dignità e autonomia del medico da condizionamenti commerciali.

Particolarmente appropriato al Prof. Di Bella l’aforisma di Terenzio:

Obsequium amicos, veritas odium parit,” che  tradotta letteralmente, significa:

“L’adulazione procaccia amici, la verità attira l’odio” (Terenzio, Andria, a. I, sc. I, verso 68).

Chiarificatrice e rilevante sul piano umano e scientifico  la biografia del Prof. Di Bella  “Il poeta della scienza”, Casa editrice Mattioli (tel 0524 530383), così come lo scritto sull’etica medica  del Prof. Di Bella (http://www.metododibella.org/it/notizie/2015-10-31/L-Etica-professionale-secondo-il-Prof.-Luigi-Di-Bella.html#.VknOSfBd5D8).

Se la gente non si rende conto, se non si mobilita, e non si crea un movimento  di opinione, non violento ma attivo e deciso a rivendicare diritti fondamentali e valori irrinunciabili, come nel 1998, si assisterà ad una continua progressione della speculazione indiscriminata sulla sanità, con totale assoluto disprezzo della verità, della salute e della vita. Quanto mai attuale l’affermazione di George Orwell:

“Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario”. (G. Orwell, La Fattoria degli Animali).

 

Per i tanti genuflessi in zelante e servile adorazione di ogni moda, prodotto pseudoculturale e scientifico proveniente dal mondo anglosassone, era inconcepibile, irritante, provocatorio, che un italiano, emarginato dal mondo accademico e dai circoli di potere, in piena autonomia, senza finanziamenti statali, senza i milioni delle vendite nelle piazze di azalee, arance, ortaggi e verdure varie, questue televisive e “giornate della vita” malgrado l’atteggiamento sempre più minaccioso e intimidatorio del potere, abbia osato sfidare colossi e santuari mondiali della ricerca oncologica, gigantesche e inutili cattedrali, generose e instancabili dispensatrici di illusioni e di morte (basta considerare la fine di tre componenti della più nota famiglia di imprenditori italiani, di Pavarotti, di Raissa Gorbaciova, di re Hussein, ecc…), e abbia intuito, concepito, formulato e praticato, in piena autonomia, la prima terapia veramente causale, razionale, scientifica, efficace, tollerata, nella patologia neoplastica.

Prof. Giuseppe Di Bella