Altro che palma sostenibile! Le promesse tradite di Nestlè e Mars

 

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Altro che palma sostenibile! Le promesse tradite di Nestlè e Mars

 

Nestlé, Mars and Hershey hanno ripetutamente ingannato i consumatori promettendo loro di rendere più sostenibile la filiera di approvvigionamento dell’olio di palma. Un miglioramento che non sono mai riusciti a portare a compimento come denuncia la Rainforest Action Network. In particolare, le tre aziende hanno più volte promesso di evitare la deforestazione delle zone dove si approvvigionano senza mai centrare gli obiettivi.  

Spiega la portavoce del Ran, Laurel Sutherlin, al The Guardian: “Per molti anni Nestlé, Marte e Hershey si sono impegnati a rendere più sostenibile l’approvvigionamento di olio di palma. Quando arriva il momento di applicare le promesse, non fanno nulla e continuano a far scomparire oranghi, tigri e elefanti nella penisola di Sumatra”. Per fare un esempio, in seguito della campagna di Greenpeace GreenTech KitKat nel 2010, Nestlé si è impegnata a utilizzare olio di palma certificato solo sostenibile entro il 2015. Salvo poi nel 2015 rimandare l’impegno al 2020.

Qualche ammissione arriva da Hershey che non ha raggiunto la soglia del 27% di olio di palma sostenibile fallendo l’obiettivo: “Ci siamo resi conto che era più difficile raggiungere questi obiettivi – ha fatto sapere l’azienda al quotidiano britannico – che originariamente avevamo sperato”.

 

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/10/31/altro-che-palma-sostenibile-le-promesse-tradite-di-nestle-e-mars/27625/

Le Multinazionali dell’olio di Palma hanno fatto morire oltre 100.000 esseri umani! Un consiglio? Ora vanno tanto di moda le pubblicità prodotti “da oggi senza olio di palma”… Non li comprate, sono proprio quelli che fino a ieri (cioè finquando non c’era informazione) AMMAZZAVANO LA GENTE !!

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Le Multinazionali dell’olio di Palma hanno fatto morire oltre 100.000 esseri umani! Un consiglio? Ora vanno tanto di moda le pubblicità prodotti “da oggi senza olio di palma”… Non li comprate, sono proprio quelli che fino a ieri (cioè finquando non c’era informazione) AMMAZZAVANO LA GENTE !!

 

Le Multinazionali dell’olio di Palma hanno fatto morire oltre 100.000 esseri umani

Gli incendi boschivi del 2015 legati alla deforestazione nel sud-est asiatico hanno causato più di 100mila morti. Lo rivela uno studio condotto da esperti in salute pubblica e modelli atmosferici delle università di Harvard e Columbia, appena pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters.

Erano stati roghi titanici, appiccati di proposito dalle multinazionali dell’olio di palma e poi sfuggiti di mano, nelle foreste dell’Indonesia il cui sottosuolo è un’immensa torbiera. Il fumo aveva avvolto presto anche le nazioni confinanti, conconseguenze pesantissime: voli annullati, scuole chiuse anche a Singapore e in Malesia, 500 mila casi di infezione alle vie respiratorie, quasi 50 milioni di persone esposte a fumi tossici 24 ore al giorno per settimane. 

Secondo lo studio, le persone che sono morte prematuramente a causa di quegli incendi 
sono oltre 90mila in Indonesia, più di 6mila 
in Malesia e 2.200 a Singapore. 

Non è la prima volta che ladeforestazione sconsiderata ha conseguenze sulla salute di milioni di cittadini in quei paesi, ma i dati del 2015 sono senza precedenti: rispetto allenubi tossiche della precedente crisi del 2006 sono state colpite il triplo delle persone.

Indonesia: 100mila morti per i fumi tossici della deforestazioneLe emissioni giornaliere provocate dai roghi della foresta avevano addirittura superato le emissioni medie quotidiane degli Stati Uniti. Nelle zone più colpite di Sumatra e Kalimantan, i livelli di inquinanti dell’indice standard (PSI) toccavano il tetto dei 3.000, quando la soglia di pericolo è 300.

“Le torbiere su cui si sviluppano questi incendi contengono materiale organico combustibile e rilasciano in atmosfera grandi quantità di polveri sottili come i PM 2.5, cioè il principale fattore globale di mortalità legata all’inquinamento dell’aria”, si legge nello studio. Ma il numero delle persone colpite potrebbe essere addirittura maggiore, visto che la ricerca si è concentrata soltanto sugli adulti. Il ministero della Salute dell’Indonesia ha rispedito al mittente le accuse, sostenendo che le cifre elaborate dallo studio “non hanno alcun senso”. Secondo le autorità di Jakarta, i morti sarebbero appena 24.


Fonte: http://curiosity2015.altervista.org/x7434-2/

Cornetto Algida, “Cuore di panna” una beata minchia! Tra gli ingredienti ai primi posti zucchero, olio di palma e olio di cocco. La panna, tra gli ingredienti, solo al 9° posto…!!!

Cornetto Algida

 

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Cornetto Algida, “Cuore di panna” una beata minchia! Tra gli ingredienti ai primi posti zucchero, olio di palma e olio di cocco. La panna, tra gli ingredienti, solo al 9° posto…!!!

Da Il Fatto Alimentare
Cornetto Algida non è più “Cuore di panna”. Olio di cocco e palma al 3° posto degli ingredienti dopo latte e zucchero. La panna al 9°. Algida però nega il cambiamento, ma la pubblicità non parla più di panna

Il Cornetto Algida non è più “Cuore di panna”. Nella lista degli ingredienti dopo il latte scremato e lo zucchero troviamo il mediocre olio di cocco seguito dall’olio di palma. Continuando la lettura ecco la farina (per la cialda), l’acqua, lo sciroppo di glucosio e solo   in 7° e 9° posizione il burro e la panna. In altre parole i grassi pregiati del Cornetto rappresentano l’8% circa,  mentre quelli tropicali sono più del doppio e sono utilizzati  per la cialda e la copertura al cacao magro. Alla luce di questi risultati si capisce perché  lo slogan che ha convinto milioni di persone a scegliere il gelato Cuore di panna è stato da tempo abbandonato.

La ricetta originale che Algida non ci ha voluto rivelare  appellandosi al segreto industriale (!) non era così. Nel 1960, quando  Algida lancia il Cornetto il gelato era preparato solo con  i grassi nobili tipici del gelato (burro, panna) e diventa subito un  cult per la qualità degli ingredienti, l’abbinamento  tra gelato, cialda e cioccolato e la scelta di aromi convincenti.  Negli ultimi anni  gli ingredienti di pregio hanno lasciato spazio ai mediocri grassi tropicali come l’olio di cocco e l’impresentabile olio di palma. L’azienda sostiene che “dal confronto tra gli ingredienti presenti nella ricetta degli anni novanta e quelli presenti nella ricetta attuale, non si notano sostanziali differenze … i  grassi di origine vegetale sono utilizzati esclusivamente nella cialda e nelle coperture”. Forse la ricetta dagli anni 90 non è cambiata ma il Cornetto Cuore di Panna ha compiuto 56 anni e molto probabilmente per oltre 20 è stato preparato con materie prime di pregio e grassi nobili.

Facendo un confronto con le etichettedi 15 anni fa si evince che la panna era il 40% di più (3,5% contro il 2,5 ). Se poi prendiamo la ricetta di 50 anni fa la differenza risulta ancora maggiore. L’amara constatazione è che se una volta i concorrenti cercavano di imitare il Cornetto utilizzando solo grassi nobili, adesso il mercato si è uniformato al prodotto leader e i concorrenti utilizzano quasi esclusivamente grassi tropicali. Per fortuna ci sono in commercio coni  firmati dalle catene di supermercati e piccole aziende che contengono oltre al burro, il quadruplo di panna fresca rispetto al Cornetto.

Algida sottolinea che il gelato è ancora preparato solo con panna ma non basta. Il  Cornetto era un prodotto di qualità perché aveva tanta crema di latte e ingredienti di qualità, adesso è un banale gelato industriale a base di  grassi vegetali. Ad Algida diciamo che la scelta di modificare la composizione del Cornetto non è irreversibile. Barilla dopo 18 mesi di affanno commerciale ha deciso di togliere l’olio di palma dai biscotti e dalle merendine, perché i consumatori di Mulino Bianco non gradivano la presenza dell’olio di palma. Forse anche per Algida è il momento di restituire al gelato da passeggio gli ingredienti considerati sinonimo di  buona qualità industriale. Si tratta poi degli stessi che si trovano in molte confezioni di gelato industriale in vaschetta dove troviamo solo: latte fresco intero, zucchero, burro, panna fresca, uova, cacao …

 

fonte: http://www.ilfattoalimentare.it/cornetto-algida-cuore-di-panna-olio-cocco.html

 

Attenti all’imbroglio dei “senza olio di palma”: è stato sostituito con oli ancora peggiori, con molti più grassi saturi …forse era meglio tenerci l’olio di palma, almeno evitavamo l’ennesima presa per i fondelli della Grande Industria Alimentare!

 

senza olio di palma

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Attenti all’imbroglio dei “senza olio di palma”: è stato sostituito con oli ancora peggiori, con molti più grassi saturi …forse era meglio tenerci l’olio di palma, almeno evitavamo l’ennesima presa per i fondelli della Grande Industria Alimentare!

Attenti alla dicitura “senza olio di palma”: ecco perché

ROMA – Dove c’è olio di palma ci sono sempre più grassi saturi? La risposta è no. A rivelarlo è l’ultimo studio realizzato dalla piattaforma Campagne Liberali, intitolato “Senza olio di palma, ma più saturi” che testa la composizione dei prodotti che hanno eliminato il palma dopo le pressioni mediatiche portate avanti da organizzazioni non governative e attivisti.

Lo studio di Campagne Liberali

Lo studio – condotto selezionando un campione esemplificativo di 25 prodotti del mercato alimentare italiano destinati soprattutto a bambini e adolescenti – analizza le etichette e confronta le tabelle nutrizionali e la lista degli ingredienti, in particolare i grassi saturi e la tipologia di oli e grassi impiegati. Il risultato è il seguente: in molti dei prodotti che hanno sostituito l’olio di palma con altri ingredienti, la percentuale di grassi saturi è comunque superiore o simile rispetto ad altri prodotti analoghi che lo utilizzano. In un caso specifico, a fronte della sostituzione dell’olio di palma con altri oli vegetali, la presenza di grassi saturi è addirittura aumentata di 5 grammi rispetto alla precedente composizione del medesimo prodotto .

I claim fuorvianti

Lo studio vuole aprire una riflessione sulle confezioni dei prodotti alimentari che riportano claim apparentemente salutisti, come il “senza olio di palma”. Secondo Campagne Liberali, questi claim sono spesso fuorvianti per il consumatore, come dimostra la ricerca: l’assenza di olio di palma, infatti, ben evidenziata sulle confezioni e nell’ambito di diverse campagne di comunicazione, è stata associata erroneamente a una salubrità maggiore dei prodotti. Tuttavia l’analisi delle tabelle nutrizionali dimostra che in casi importanti e noti ciò non corrisponde alla realtà. Soprattutto nei prodotti più gustosi ed attraenti per i giovani consumatori.

 

fonte: https://www.diregiovani.it/2017/05/22/111300-cibo-attenti-alla-dicitura-senza-olio-di-palma-ecco-perche.dg/

L’olio di palma non fa male? Andatelo a dire ai bambini indonesiani

L’olio di palma

 

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L’olio di palma non fa male? Andatelo a dire ai bambini indonesiani

100.000 morti in un anno. E’ questo l’ammontare dei decessi causati dagli effetti diretti e indiretti degli incendi appiccati in Asia equatoriale nel solo 2015.

Lo rivela uno studio delle università di Harvard e Columbia, pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters. Secondo gli esperti in salute pubblica e modelli atmosferici questi roghi, appiccati di proposito dalle multinazionali dell’olio di palma nelle foreste dell’Indonesia, sarebbero la causa di oltre 90mila morti premature in Indonesia, più di 6mila in Malesia e 2.200 a Singapore.

A questa già tragica realtà si aggiungono 500 mila casi di infezione alle vie respiratorie, quasi 50 milioni di persone esposte a fumi tossici 24 ore al giorno per settimane, voli annullati, scuole chiuse anche a Singapore e in Malesia.

Gli incendi sono causati dalla crescente domanda di olio di palma e legname che spinge questi paesi a bruciare le proprie foreste per lasciar spazio alle piantagioni. Il danno per quello che rimane della biodiversità planetaria è incalcolabile: in soli 40 anni abbiamo cancellato dalla faccia della terra il 58% delle specie animali presenti. E il massacro continua dato che gran parte della ricchezza biologica che ci resta si trova proprio nelle aree adatte alle coltivazioni della palma da olio.

Ma gli incendi non distruggono solo le foreste e la vita che le abita. Le foreste forniscono a tutti elementi vitali troppo spesso ignorati: regolano il clima terrestre, le precipitazioni e assorbono la CO2 emessa dalle attività umane. I fuochi che continuano a devastare quelle aree emettono milioni di tonnellate di gas serra che riscaldano il pianeta e destabilizzano il clima peggiorando le catastrofi meteorologiche. Basti pensare che nel 2015 l’Indonesia, devastata dagli incendi, ha superato le emissioni degli Stati Uniti, per capire quanto questa situazione sia ormai fuori controllo.

Le torbiere su cui si sviluppano questi incendi contengono materiale organico combustibile e rilasciano in atmosfera grandi quantità di polveri sottili come i PM 2.5, cioè il principale fattore globale di mortalità legata all’inquinamento dell’aria, si legge inoltre nello studio.

Quali saranno le conseguenze  di un sistema economico e industriale che non riesce a fermarsi dal distruggere il nostro futuro nonostante la scienza stessa ci stia mettendo in guardia con previsioni drammatiche?

C’è chi è indifferente a tutto questo: indifferente alla morte e indifferente alla vita. Non dimentichiamo, infatti, che l’ultimo studio dell’Autorità per la sicurezza alimentare europea, ha accusato l’olio di palma di avere gravi effetti sulla salute dei consumatori. Ma a qualcuno non importa.

Olio di palma significa profitto, significa lauti guadagni a fronte di spese irrisorie. E se tutto ciò avviene a discapito della salute e della vita di tutti gli altri, chissenefrega. Come se un giorno, a foreste distrutte, si potessero respirare soldi invece che ossigeno!

Non è la prima volta che la deforestazione sconsiderata ha conseguenze sulla salute di milioni di cittadini in quei paesi, ma i dati del 2015 sono senza precedenti: rispetto alle nubi tossiche della precedente crisi del 2006 sono state colpite il triplo delle persone. Alla faccia delle tanto sbandierate certificazioni di sostenibilità che sono attive dal 2006!

I governi dei Paesi colpiti dai devastanti incendi dovrebbero utilizzare questi dati per conteggiare gli enormi costi di malati e morti, e prendere seri provvedimenti per fermare la devastazione degli ultimi polmoni verdi del pianeta. Ma come più volte si è tentato di spiegare in queste nazioni non vige alcuna regolamentazione a favore dell’ambiente e della salute delle persone. Anzi, il livello di corruzione e di laissez-faire di questi governi raggiunge livelli altissimi che non lasciano presagire niente di buono.

Che fare quindi? C’è chi si gira dall’altra parte e chi decide di agire ora. Del resto, nel nostro piccolo, abbiamo un potere enorme, l’unico in grado di determinare un cambiamento nelle politiche economiche e industriali: scegliere a chi diamo il nostro denaro e non comprare prodotti contenenti olio di palma. Un gesto che fa paura alle grandi multinazionali che cercano, e cercheranno sempre, di convincerci che tanto non cambia mai nulla. Non è così.

Fai la tua parte: non essere complice, evita l’olio di palma. Le alternative ci sono.

Ormai è ufficiale! L’olio di palma è tossico. Ma le multinazionali lo sapevano già dal 2009. E lo usavano lo stesso, addirittura nei prodotti per neonati! In fondo cos’è la salute dei bambini a confronto del business?

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Ormai è ufficiale! L’olio di palma è tossico. Ma le multinazionali lo sapevano già dal 2009. E lo usavano lo stesso, addirittura nei prodotti per neonati! In fondo cos’è la salute dei bambini a confronto del business?

 

E’ ufficiale! L’olio di palma è tossico,le multinazionali lo sapevano dal 2009

L’Efsa ha stabilito di recente che l’olio di palma è dannoso per la salute, soprattutto per quella dei bambini. Ed è arrivata a questo risultato dopo uno studio decennale e molto accurato. È triste però scoprire che le grandi multinazionali dell’alimentazione lo sapevano già dal 2009. Lo testimonia il report di un convegno tenutosi appunto il 21-22 aprile del 2009 a Praga che aveva per tema proprio i “contaminanti” frutto dei processi di trasformazione dei cibi e le strategie per ridurli al minimo. Tra le varie sostanze tossiche trattate nel congresso c’era anche il 3-Mcpd, ossia il 3-monocloropropandiolo e suoi esteri degli acidi grassi. Una sostanza tossica che si sprigiona quando gli oli vegetali – e soprattutto quello di palma – sono sottoposti a raffinazione ad alte temperature (200°C). In particolare sia l’Efsa nel suo studio che i colossi dell’industria alimentare presenti al convegno praghese sottolineano che nel trattamento degli oli di semi in genere “vengono prodotti livelli notevolmente inferiori di esteri Mcpd che dai grassi di palma”. Quindi il grasso tropicale anche all’ora era considerato come il principale imputato.
Amare poi le conclusioni del congresso, perché purtroppo ancora attuali anche se riferite al 2009: “Al momento non è possibile la produzione di grassi a base di palma a basso contenuto di esteri Mcpd”. L’Efsa nel suo studio, infatti, ha sottolineato che “i livelli di 3-Mcpd e dei suoi esteri degli acidi grassi negli oli vegetali” e in particolare nel palma “sono rimasti in gran parte invariati nel corso degli ultimi cinque anni”. E per questo ha dimezzato la dose giornaliera tollerabile (DGT), portandola a 0,8 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno.
Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha chiesto al Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, Vytenis Povilas Andriukaitis, di avviare con urgenza l’esame della questione all’interno dei gruppi tecnici. La palla passa dunque all’Ue e si spera che intervenga a regolare per legge i parametri per un uso non pericoloso per la salute dell’olio di palma in campo alimentare.
Intanto in Italia si allunga la lista di aziende che hanno scelto volontariamente di eliminare l’olio di palma dai propri prodotti. L’ultima è la Coop, che già aveva tolto il grasso tropicale da oltre 100 prodotti a marchio. Ma che, dopo la pubblicazione del dossier dell’Efsa, ha decisio di abolirlo del tutto anche nei 120 prodotti restanti. La sostituzione avverrà gradualmente nei prossimi mesi.

 

Fanno pubblicità annunciando “Senza Olio di Palma” – Leggete questo nostro articolo di 2 anni fa: ‹‹Criminali sulla pelle dei bambini – Biscotti Plasmon imbottiti (di nascosto) di olio di palma! L’incredibile scoperta di una mamma che ha chiesto chiarimenti alla Plasmon senza avere alcuna risposta!›› …E allora pensateci, cosa altro ci nascondono?

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Fanno pubblicità annunciando “Senza Olio di Palma” – Leggete questo nostro articolo  di 2 anni fa: ‹‹Criminali sulla pelle dei bambini – Biscotti Plasmon imbottiti (di nascosto) di olio di palma! L’incredibile scoperta di una mamma che ha chiesto chiarimenti alla Plasmon senza avere alcuna risposta!›› …E allora pensateci, cosa altro ci nascondono?

E’ una battaglia che stiamo portando avanti da tempo. La battaglia contro chi oggi ci prende in giro con la dicitura “senza olio di palma”. Lo dicono facendo credere che sia un loro merito: aver reso il prodotto migliore.

E invece la verità è che ci hanno avvelenato sapendo quello che facevano e sono stati costretti a rinunciare all’olio di palma solo perchè noi consumatori li abbiamo scoperti!

Ma questo riguarda l’olio di palma. E le altre porcherie che mettono dentro i loro prodotti industriali? Quanti sono pericolosi per la salute? Loro lo sanno, noi ancora no.

Ecco l’articolo da noi pubblicato il 27 aprile 2015, tratto da Il Fatto Alimentare.

Criminali sulla pelle dei bambini – Biscotti Plasmon imbottiti (di nascosto) di olio di palma! L’incredibile scoperta di una mamma che ha chiesto chiarimenti alla Plasmon senza avere alcuna risposta!

Questa è la storia di Pina Boccia, laureata in Scienze e tecnologie alimentari all’Università di Napoli Portici, che quattro anni fa chiede alla Plasmon quale ingrediente si nasconda dietro la dicitura “olio vegetale”, presente sull’etichetta. L’azienda non risponde e accampa scuse improbabili per non rivelare la presenza massiccia dell’olio di palma che da anni ha sostituito il grasso ottenuto dal latte (3-4 volte più costoso).

La mamma nell’articolo pubblicato su Teatro Naturale omette il nome del produttore. Ma confrontando l’elenco degli ingredienti citato con quello riportato sulla confezione dei biscotti Plasmon destinati ai bambini con più di 6 mesi si evince facilmente che si tratta dello stesso prodotto. Per precauzione abbiamo comunque chiesto conferma alla Plasmon che non ha voluto rispondere.

Non potevamo però limitarci a raccontare una storia. È doveroso dire che la scelta di Plasmon di introdurre nella dieta dei più piccoli (già dal sesto mese) un grasso come il palma, non presente negli alimenti abitualmente destinati ai bambini di questa età è molto discutibile. «L’immagine dei biscotti Plasmon è ben consolidata in Italia – spiega Michele Sculati medico specialista in scienza dell’alimentazione Phd – ed è riassunta nella frase del sito aziendale “I biscotti Plasmon nascono da ricette studiate in linea con le più recenti indicazioni nutrizionali(*). A tal proposito è utile ricordare quanto scritto nelle più recenti linee guida dell’European Food Safety Authority sui livelli di assunzione raccomandata di grassi, e in particolare nel merito dei grassi saturi. Per i bambini si suggerisce un’assunzione “la più bassa possibile” di grassi saturi(**).

Questo è quanto si legge nella tabella riassuntiva a pagina 58 dove è specificato che con il termine bambini vengono inclusi bambini al di sotto dei 36 mesi, per le quali cambia solamente l’indicazione relativa alla percentuale totale di grassi, non di acidi grassi saturi. Essendo l’olio di palma ricco di grassi saturi – continua Sculati – e vista la possibilità di  sostituirlo con oli che ne contengono quantità minori, la presenza come principale fonte di lipidi nei biscotti Plasmon appare incoerente con un prodotto pubblicizzato come “in linea con le più recenti indicazioni nutrizionali”».

Chiediamo quindi a Plasmon di sostituire l’olio di palma con altri grassi vegetali o del latte. La diffidenza dei genitori verso questo grasso tropicale è giustificata perché si tratta di un olio mediocre che nessun pediatra inserirebbe nella dieta dei bambini. Viene spontaneo chiedersi perché un biscotto considerato il migliore della gamma, con una tradizione di ingredienti di alta qualità, debba utilizzare un grasso tropicale che non si trova neppure in vendita al supermercato come invece avviene per altri oli vegetali. Tutto ciò premesso, c’è poi l’inconcepibile comportamento di un’azienda che nasconde a un genitore la presenza di un ingrediente fondamentale nella ricetta di un alimento da dare a un bambino di 6 mesi con scuse inesistenti.

A proposito di Plasmon vale la pena ricordare la campagna pubblicitaria di qualche anno fa quando l’azienda aveva acquistato alcune pagine del Corriere della sera per dire alle mamme che i suoi prodotti erano veramente destinati ai bambini di età inferiore ai 36 mesi, mentre la pasta Piccolini della Barilla e i biscotti Mulino Bianco, avendo un contenuto di pesticidi e di altri composti troppo elevato, non erano adatti ai bambini così piccoli (come forse alcuni consumatori potevano pensare).

In quell’occasione Il Fatto Alimentare prese una netta posizione a favore della Plasmon. Oggi con la stessa lucidità invitiamo l’azienda ad essere coerente con quel messaggio in cui sosteneva di utilizzare ingredienti e materie prime adatte ai bambini e di togliere l’olio di palma dai biscotti.

Roberto La Pira

 

Ecco la  storia di Pina Boccia

Siamo a febbraio 2011, inizio lo svezzamento di mio figlio e acquisto per la prima volta i biscotti di una nota azienda “esperta in alimentazione infantile da più di un secolo”.
Scorro velocemente l’elenco degli ingredienti che vengono riportati in ordine decrescente di peso: “farina di frumento, zucchero, olio vegetale, latte scremato in polvere, integratore (proteine del latte), fibra alimentare (inulina), agenti lievitanti (carbonato acido di sodio, tartrato monopotassico), malto da orzo, olio di oliva, sali minerali, aromi, vitamine. Contiene: Glutine, Latte.”
“Olio vegetale? Olio vegetale in un babyfood?” – mi chiedo.
“E poi olio di oliva, neanche extra vergine, separato da “olio vegetale” e in quartultima posizione” – osservo.

Questo elenco non mi convince proprio, temo che dietro questa dicitura si nascondano oli tropicali che credo non adeguati all’alimentazione di un bambino di pochi mesi e allora, in veste di mamma premurosa alle prese con le prime pappe e da clandestina addetta al settore, chiedo notizie al Servizio Consumatori della nota azienda inviando un messaggio di posta elettronica.

Una mamma così premurosa deve stare molto a cuore al Servizio Consumatori di questa azienda perché, dopo appena qualche ora, ricevo una risposta. Peccato che però esordisca sbagliando il mio cognome… scherzo, su questo posso passarci sopra, è il contenuto della email che mi lascia spiazzata.

Mi viene detto gentilmente che l’azienda non può comunicarmi il suo “know how”, cioè non mi può dire che tipo di olio c’è nei biscotti (in verità non è tenuta, adeguatamente alla normativa vigente in quell’anno), ma in compenso posso stare serena perché è vero che si tratta di un olio vegetale che non conosco, ma di sicuro non è idrogenato e inoltre tutte le materie prime utilizzate sono rigorosamente controllate e garantite su ogni lotto di produzione.

Rimango basita: a me non interessa certo conoscere il know how aziendale, io voglio solo sapere se sto compiendo una scelta di sana alimentazione per mio figlio e non discuto sul puntuale controllo dei lotti di produzione.

Un Servizio Consumatori così pronto e rassicurante, eppure non sono affatto soddisfatta della risposta fornita, ma non demordo, io voglio proprio sapere cosa c’è dentro quei biscotti e ci riprovo l’indomani inviando una nuova mail e chiedendo anche perché l’ingrediente “olio di oliva” è separato dall’ingrediente “olio vegetale”. Devo essere proprio una cliente della peggiore specie!

Questa volta il Servizio Consumatori impiega qualche giorno per darmi un risposta plausibile, ma evidentemente non ci riesce: mi viene data un’informazione parzialmente errata secondo cui dalla quantità di acidi grassi saturi e insaturi è possibile risalire al profilo acidico di un olio e poi specifica che “l’olio di oliva viene dichiarato separatamente dalla voce “olio vegetale” per preservare il know how aziendale sugli altri ingredienti utilizzati in ricetta”. Il Servizio Consumatori, al secondo scambio di battute, fornisce notizie rassicuranti (neanche troppo) per la mamma, ma molto poco soddisfacenti per il tecnologo alimentare.

A questo punto mi arrendo, penso che potrei inviare tante altre email e rimanere senza mai conoscere il contenuto reale di quei biscotti. La legge lo permette e l’azienda esercita in suo diritto. Oggi, dopo 4 anni ho avuto finalmente la risposta, anzi l’ho trovata scritta! Sapete dove? In etichetta! Ebbene sì, se mio figlio fosse nato qualche anno dopo avrei potuto leggere direttamente in etichetta il “know how” aziendale, uno dei componenti peculiari, tra l’altro presente in terza posizione e quindi con un peso rilevante nella ricetta: olio di palma!

Dal 14 dicembre dello scorso anno, infatti, il Regolamento (UE) n. 1169/11 ha imposto particolari disposizioni in materia di informazioni ai consumatori relative agli alimenti (***). Questo vuol dire che in etichetta non è più possibile scrivere genericamente olio vegetale, ma è obbligatorio esplicitare la sua origine (palma, cocco, oliva…) e qualora si tratti di una miscela di oli vegetali l’elenco deve essere riportato in ordine di peso decrescente. Se poi è presente un olio idrogenato, ossia chimicamente modificato, è obbligatorio indicarlo.

Dunque, l’elenco degli ingredienti del biscotto per l’infanzia, per effetto del Regolamento 1169, si è così modificato: “farina di frumento, zucchero, oli vegetali (palma da coltivazioni sostenibili, oliva), latte scremato in polvere, amido di frumento, malto da orzo, fibra alimentare (inulina), agenti lievitanti (carbonato acido di ammonio, carbonato acido di sodio, difosfato disodico), sali minerali, aromi, vitamine. Contiene: Glutine, Latte”

Il racconto di questa mia esperienza per sottolineare quanto sia importante disporre di etichette chiare, approfondite e fruibili e quanto sia fondamentale, nell’ottica di una sana alimentazione, leggerle e soprattutto capirle.
L’Associazione Pandolea, in linea con la sua mission di diffondere cultura, si presta volentieri a fugare i vostri dubbi in materia di etichettatura, basta scrivere a info@pandolea.it.

Ps: mio figlio oggi è cresciuto e a merenda mangia pane e olio extra vergine di oliva!
PPS: anche l’olio di oliva ora fa parte del know how!

Pina Boccia

 

(*) http://www.plasmon.it/tutto-su-plasmon, accesso marzo 2015

(**) Scientific Opinion on Dietary Reference Values for fats, including saturated fatty acids, polyunsaturated fatty acids, monounsaturated fatty acids, trans fatty acids, and cholesterol. EFSA Journal 2010; 8(3):1461

(***) Nello specifico, come si legge nell’allegato VII – parte A, gli oli di origine vegetale possono essere raggruppati nell’elenco degli ingredienti sotto la designazione «oli vegetali» seguita da un elenco di indicazioni dell’origine vegetale specifica ed eventualmente anche dalla dicitura «in proporzione variabile». Se raggruppati, gli oli vegetali vanno nell’elenco degli ingredienti sulla base del peso complessivo degli oli vegetali presenti e inoltre l’espressione «totalmente o parzialmente idrogenato», a seconda dei casi, deve accompagnare l’indicazione di un olio idrogenato.

da: http://zapping.altervista.org/criminali-sulla-pelle-dei-bambini-biscotti-plasmon-imbottiti-di-nascosto-di-olio-di-palma-lincredibile-scoperta-di-una-mamma-che-ha-chiesto-chiarimenti-alla-plasmon-senza-avere-alcuna-risposta/

 

Ci bombardano di pubblicità “senza olio di palma”, ma lo hanno eliminato solo perchè li abbiamo scoperti! Ma quali altre porcherie ci rifilano con i loro prodotti industriali? Leggi e rabbrividisci…!

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Ci bombardano di pubblicità “senza olio di palma”, ma lo hanno eliminato solo perchè li abbiamo scoperti! Ma quali altre porcherie ci rifilano con i loro prodotti industriali? Leggi e rabbrividisci…!

Vabbe’, senza olio di palma, ma…

 

ADDITIVI ALIMENTARI PERICOLOSI E DANNI tabella

Con una informazione corretta, senza cadere nelle bufale  che fanno circolare sugli Additivi tossici,possiamo capire cosa sono queste sostanza che ci vengono spacciate per sane e genuine, capire da soli senza l’utilizzo di catene di sant’antonio se fanno bene o no, quindi se da evitare il più possibile se non addirittura evitare completamente.

Dopo una scrupolosa ricerca ecco una tabella degli addittivi più pericolosi con i vari danni riconosciuti.Per consultare invece la tabella di tutti gli addittivi clicca(in costruzione)

(**) Bisogna fare molta attenzione ai prodotti provenienti dalle nazioni che non fanno parte o non osservano le regole dell’ U.E., che possono essere presenti in alcuni supermercati, a volte “spacciati” per prodotti italiani!
18 di questi antibiotici sono stati ora ritenuti pericolosi per la salute,e gli altri 12 hanno documentazione insufficiente per ottenere l’autorizzazione.
 
(***)Attenzione inoltre a tutti gli addittivi antibiotici, ovviamente omessi nelle etichette.
Tra il 2001 e il 2010 la Food and Drug Administration (FDA), l’ente di controllo statunitense su alimenti e farmaci, ha riesaminato la sicurezza di impiego di trenta antibiotici nei mangimi, contenenti penicilline e tetracicline. Si tratta di sostanze utilizzate ome additivi per favorire la crescita degli animali e prevenire le malattie a cui sono esposti negli allevamenti di tipo industriale.Qui in rapporto.
Questi due articoli interessanti:ormoni-carne-anabolizzanti
 
(****)Ritengo inoltre importante riconoscere anche a nome alcuni addittivi SOPRATTUTTO QUELLI INDICATI NOCIVI CON IL ROSSO, perchè in molte etichette compare il nome e non il numero!!!
 

B = Classificato come A, i dati sulla tossicità sono da considerarsi insufficienti

C = Attenzione! Prodotto sospetto che può essere leggermente tossico

E = Pericoloso! La sostanza può, in forti dosi, essere, per effetto cumulativo e nel corso degli anni, eventualmente responsabile di disturbi e malattie gravi.

Coloranti E100-E199
Colorano il prodotto o la sola superficie di questo. Lo scopo principale e’ quello di presentare un prodotto più invitante, più bello. La maggior parte di essi è di origine sintetica. Sono inutili indipendentemente se naturali o sintetici.

E 100 Curcumina
Ulteriori studi appaiono necessari per stabilire il rapporto rischi/benefici della curcumina
recentemente si è riscontrato che la curcumina altera il metabolismo in relazione al ferro attraverso chelazione e sopprimendo l’epcidina, causando così una potenziale carenza di ferro.
E101 Lattoflavina – BBiscotti, dolci, prodotti del latte.
Presente come vitamina B2.

E102 Tartrazina (colore giallo) 
Dolci, sciroppi, bibite, conserve vegetali (escluse quelle di pomodoro), gelato allo zabaione.
Controindicato per chi e’ allergico all’ acido acetilsalicilico (aspirina) e per gli asmatici. Sconsigliato per i bambini. Vietato in Svizzera

E104 Giallo di chinolina
(utilizzato anche per produrre insetticidi e farmaci) – CCaramelle, bibite, liquori, gelati.
Vietato in Australia. Sconsigliato per i bambini.

E110 Giallo arancio S
Bibite, sciroppi, paste, dolci in generale, gelati, ghiaccioli.
Controindicato per chi e’ allergico all’ aspirina e per gli asmatici. Può provocare eruzioni cutanee.

E120 Cocciniglia
Aperitivi e liquori.
Colorante ottenuto per essiccazione di un insetto, la cocciniglia.contiene fino a 10% di acido carminico.Può provocare, in soggetti sensibili, reazioni allergiche che vanno da eruzioni cutanee allo shock anafilattico. Non ci sono ancora risultati a lungo termini su effetti carcerogeni ma il rischio c’è, quindi  e sconsigliata la somministrazione del colorante ai bambini.
I
E122 Azorubina
Sciroppi, bevande, bibite, gelati.
Controindicato per chi e’ allergico all’ aspirina e per gli asmatici. Può provocare eruzioni cutanee.

E123 Amaranto 
Ammesso solo per il caviale.
Vietato perché accusato di essere mutageno. Controindicato per chi e’ allergico all’ aspirina e per gli asmatici. Può provocare eruzioni cutanee.

E124 Rosso cocciniglia A
Caramelle, paste, biscotti, sciroppi, bibite, dolci, gelati, ghiaccioli.
Colorante ottenuto per essiccazione di un insetto, la cocciniglia. Controindicato per chi e’ allergico all’ aspirina e per gli asmatici. Può provocare eruzioni cutanee.

E127 Eritrosina Caramelle, frutta sciroppata, canditi, gelati, ghiaccioli.
Ad alte dosi provocherebbe un aumento di tumori della tiroide (nei topi).

E128 Rosso 2G Vietato in Australia

E129 Rosso allura AC Biscotti, dolci ripieni di frutta

Accentua stati allergici, favorisce l’irritazione della pelle

E130 Blu indantrene RS 
Fuorilegge dal 1977

E131 Blu patent V 
Caramelle, sciroppi, liquori, gelati, ghiaccioli.
Pochi dati di studi metabolici. Sono stati riportati casi di abbassamento della pressione sanguigna ed episodi di tremore. Nelle persone allergiche può causare sensibilizzazione della pelle, orticaria, prurito, nausea ed insonnia. Potrebbe essere cancerogeno! Proibito in altri Paesi.Vietato in Australia

E132 Indigotina 
Gelati, ghiaccioli, paste, frutta candita.
Colorante sintetico leggermente tossico; nelle persone allergiche può causare nausea, vomito, ipertensione, reazioni cutanee, problemi respiratori. Sconsigliato ai bambini

E133 Blu brillante FCF 
Caramelle, pasticceria, gelati, scatole di piselli, prodotti caseari, bibite.
Presente nel Topping M&M’s choco Come la maggior parte dei coloranti, il E133 è sospettato di causare iperattività nei bambini. L’assenza di pericolo cancerogeno e genotossico della sostanza non è provata. Alcuni test sui topi hanno permesso di osservare l’apparizione di sarcoma localizzati. Può provocare o amplificare orticaria, asma, sintomi cutanei e respiratori, eccezionalmente anafilassi. E’ un potenziale neurotossico, può bloccare la respirazione mitocodriale, provocare sintomi gastro-intestinali. La sostanza pura è classificata Xn (nociva e R33 (rischio di effetti cumulativi).
È un pigmento che deriva dal liquido della distillazione del carbone per ottenere il coke. Può essere combinato con la tartrazina (E102) per ottenere varie tonalità di verde. Una volta proibito in Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Norvegia, Spagna, Svezia, e Svizzera, è stato dichiarato additivo innocuo dall’UE ed è permesso nella maggior parte dei paesi. Negli Stati Uniti la produzione annua eccede il milione di libbre: è chiaro ora perchè si spinge per il commercio di questo prodotto d scarto? Il Blu Brillante FCF è uno dei coloranti che il Gruppo di supporto per i bambini iperattivi consiglia di eliminare dalla dieta dei bambini. Può dar luogo ad allergie.

E140 Clorofilla
Gelati ghiaccioli e dolci.

E142 Verde acido brillante BS
Frutta candita, sciroppi, caramelle, bibite, liquori.

E150 Caramello
Gelati, ghiaccioli, acquavite, liquori, bibite tipo cola, pasticceria in genere.
Il caramello non e’ un colorante naturale, ma e’ ottenuto trattando gli zuccheri con il calore e sostanze chimiche come acido solforico o ammoniaca.

E151 Nero Brillante BN
Caramelle, creme, gelati, ghiaccioli.
Controindicato per chi e’ allergico all’ aspirina e per gli asmatici. Puo’ provocare eruzioni cutanee.

E153 Carbone vegetale Vietato negli Stati Uniti

171 Biossido di titanio E180 Pigmento rosso

Solo per la crosta dei formaggi.
Controindicato per chi e’ allergico all’ aspirina e per gli asmatici. Puo’ provocare eruzioni cutanee.
Presente nel Topping M&M’s choco di mc Donalds
Malgrado questo additivo sia comunemente usato nell’alimentazione, nei cosmetici e nei prodotti farmaceutici, la non pericolosità del diossido di titanio è sempre più dibattuta. Il prodotto è classificato come cancerogeno (gruppo 2B) presso il Centro internazionale di ricerche sul cancro (CIRC) ed effetti genotossici sono stati dimostrati. La possibile fabbricazione del diossido di titanio sottoforma di nanoparticelle complica il suo trattamento da parte dell’organismo, con rischio di accumulazione. Il prodotto finale contiene residui a rischio : ossido di alluminio e/o diossido di silicio (≤ 2%), materie solubili in HCl (≤ 0,5% / 1,5%), materie idrosolubili (≤ 0,5%), tracce di metalli pesanti, di piombo, di antimoniom di cadmio, di arsenico e mercurio.

CONSERVANTI E200 – E299
Rallentano o impediscono il deterioramento del cibo da parte di batteri, lieviti e muffe. Il loro impiego potrebbe essere diminuito o eliminato ricorrendo a sistemi di conservazione quali zucchero, sale da cucina, alcol etilico, olio, aceto, selezionando prodotti migliori ed aumentando l’igiene nei processi produttivi.

E210 – E219: acido benzoico e suoi derivati 
Bevande a base di succo di frutta, conserve ittiche, compresi caviale e succedanei, maionese.
Sono conservanti antimuffa che hanno presentato qualche rischio per l’ eventuale ingestione di forti dosi. Alcune ricerche li ritengono responsabili di allergie e cancro

E 212 Potassio benzoato

E 213 Calcio benzoato
E 214 Etile p-ossibenzoato
E 215 Etile p-ossibenzoato, sale sodico
E 216 Propile p-ossibenzoato
E 217 Propile p-ossibenzoato, sale sodico
E 218 Metile p-ossibenzoato
E 219 Metile p-ossibenzoato, sale sodico
E220 Anidride solforosa (biossido di zolfo) 
Baccalà, gamberi e conserve, crostacei freschi o congelati, frutta secca, sott’ aceto e sott’ olio, marmellate e confetture, aceto, vini, bevande a base di succo di frutta, funghi secchi, uve trattamento post raccolta.
Provoca perdita di calcio e distrugge la vitamina B1.

E221 Sodio solfito

E222 Bisolfito di sodio

E223 Metabisolfito di sodio

E224 Metabisolfito di potassio

E226 Solfito di calcio

E227 Bisolfito di calcio

E228 Potassio solfito acido 
Baccalà, gamberi e conserve, crostacei freschi o congelati, frutta secca, sott’ aceto e sott’ olio, marmellate e confetture, aceto, vini, bevande a base di succo di frutta, succo di frutta concentrato, funghi secchi, uve trattamento post raccolta, farine e fiocchi di patate.
Mal di testa e reazione di sensibilità, debolezza, respirazione faticosa, tosse e ansimazione.

E230 Difenile

E231 Ortofenil fenolo

E232 Ortofenil fenato di sodio

E233 Tiabendazolo 
Per impregnare le cartine che contengono gli agrumi e nel trattamento della superficie degli agrumi e delle banane.
Di origine petrolchimica. Possono attraversare la buccia dei frutti e diffondersi nella polpa. Possono creare problemi al fegato ed ai reni

E236 Acido formico 


E237 Sodio formiato 

E238 Calcio formiato
Vietati in Australia
E239 Esametilen tetramina 
Aggiunto al provolone durante la filatura della pasta.
Inutile. La sua azione mutagena e’ stata dimostrata su un insetto.


E240 Acido borico (aldeide formica) 
Amesso nel trattamento del latte destinato alla produzione del grana padano.
Blanda azione antisettica. La sua azione mutagena e’ stata dimostrata su un insetto.

E 242 Dimetildicarbonato

E243 Paraffina – Non classificatoFrutta secca spesso
E’ difficilmente asportabile

E249 Nitrito di potassio 

E250 Nitrito di sodio

E251 Nitrato di sodio (si usa anche come fertilizzate) 

L’ E249 e l’ E250 possono combinarsi con altre sostanze (ammine generando nitrosammine, sostanze a effetto cancerogeno per molti animali). Si trovano in carni ed insaccati. Basta consumare ogni giorno 200-300 grammi di prodotti che lo contengono per superare la Dga. Nei lattanti e nei bambini piccoli può indurre metaemoglobinemia (danni ai globuli rossi). Si trova anche in ortaggi e acqua. Vengono utilizzati per migliorare il colore delle carni. I nitrati e i nitriti sono convertiti, dall’organismo che li consuma insieme al prodotto, in nitrosoamine, risultate spesso implicate nei processi potenzialmente cancerogeni

E252 Nitrato di potassio (si usa nei fiammiferi e fuochi d’artificio)
Carne in scatola, insaccati crudi stagionati, insaccati cotti, carni preparate o conservate.

E 264 Acetato d’Ammonio

E 284 Acido Borico
E285 Borace, sodio tetraborato – Tetraborato di sodio

ANTIOSSIDANTI E300 – E322
Rallentano o impediscono il processo di ossidazione derivante dall’ossigeno presente nell’aria.

A differenza degli antiossidanti naturali, per l’utilizzo di queste sostanze occorre sempre rispettare le dosi massime d’impiego previste dalle normative in vigore.

E 304 Ascorbile palmitato
E304 Palmitato di ascorbile
Margarina, maionese, burro.
Formazione di calcoli alla vescica.

E307 E308 E309 Tocoferolo, di sintesi
Margarina, maionese, burro, insaccoti freschi, farina e fiocchi di patate.
E’ una miscela di tocoferolo ottenuta da oli commestibili è causa, a forti dosi, di macchie della pelle e disturbi renali.

E310 E311 E312 Gallati (Propyl gallate – Octyl gallate – Dodecyl gallate)
Oli (escluso quello d’ oliva), chewin-gum, burro e margarina.
Si addizionano anche gli aromatizzati: puo’ provocare eritemi specialmente
sulla mucosa della bocca.

I gallati non sono presenti in natura e vengono addizionati da soli o in combinazione, a:
grassi e oli per frittura (escluso l’olio di sansa)
strutto
olio di pesce
grasso di bovini, pollame e ovini destinati in genere alla fabbricazione di margarine
preparazione per torte
spuntini a base di cereali
latte in polvere per distributori automatici
zuppe e brodi disidratati
salse
frutta a guscio lavorata
condimenti e insaporitori
cereali precotti
patate granulate disidratate
gomme da masticare
integratori dietetici
E320 BHA Butil idrossi anisolo 
Usato come additivo negli olii e nei grassi: margarina e grassi idrogenati, chewin gum, patate fritte (come residuo). In panetteria e pasticceria rendono il pane ed i biscotti più croccanti.
Distrugge la vitamina D. Usato per mantenere la freschezza degli aromi, aumenta il tasso di liquidi e colesterolo e può essere causa di allergie.

E’ stata fissata una DGA (Dose Giornaliera Accettabile, vedi Glossario) per l’uomo pari a 0,5 mg/kg.
Viene addizionato a:0
patatine fritte
burro di arachidi
chewingum
margarinaIl

BHA viene anche addizionato anche agli oli utilizzati per friggere preparazioni a base di cereali.
Non è metabolizzabile dall’organismo, e secondo alcuni studi, aumenterebbe il tasso di colesterolo e di grassi nel sangue, ed avrebbe inoltre effetti distruttivi sulla vitamina D.
Il BHA è vietato negli alimenti per bambini.
E321 BHT Butil idrossi toluolo 
Margarina e grassi idrogenati, chewin gum, patate fritte (come residuo).
In associazione con E320 nelle formulazioni di gomme da masticare

E322 Lecitina (estratta dalla soia o dal tuorlo d’uovo)
Emulsionante: margarina, budini, crema per pasticceria, prodotti dolciari, gelati, cioccolato, perparati a base di cereali per la prima colazione.

Antiossidante: caramelle, confetti, prodotti dolciari da forno, frutta candita.
Per il loro contenuto i colina, le lecitine favoriscono la metabolizzazione e il traspotro degli acidi grassi dal fegato alla periferia. Sono innocue, ma a forti concentrazioni possono influire sull’assorbimento intestinale.

REGOLATORI DI ACIDITA’ E325 – E341
E330 E331 E332 E333 Acido citrico e derivati (sodio, potassio e calcio)
Bevande dissetanti, frutta candita, crema per pasticceria, prodotti dolciari da forno, chewin-gum, succhi e nettari di ortaggi, sciroppi di frutta.
E’ un composto presente negli organismi viventi e in numerosi alimenti (componente naturale del limone). Può prevenire la formazione di muffe. A forti dosi possono provocare macchie della pelle e disturbi renali

E338 E339 E340 E341 Acido ortofosforico e suoi derivati 
Nelle bevande analcoliche gassate, specie in quelle tipo cola, anche nelle gelatine e come addensanti nei prodotti a base di carne e nei formaggi freschi ad eccezione della mozzarella. .

Possono provocare problemi digestivi.
L’ eccesso di fosforo può catturare calcio sottraendolo all’ organismo e facilitando il rachitismo.Secondo il comitato FAO/OMS il quantitativo di acido ortofosforico addizionato agli alimenti non dovrebbe superare i 70 mg/kg di peso corporeo. Un aumento dei valori ottimali di fosforo determinerebbe un calo della calcemia e tendenza all’osteoporosi.

E385 – EDTA: Etilendiamminotetracetato
composto sintetico antiossidante e sequestrante, che ha la funzione di rivestire le molecole metalliche per bloccarne la reattività.
L’EDTA è  molto usato in campo alimentare come addizionante soprattutto maionese, verdure, legumi, crostacei in scatola o in barattolo, crostacei surgelati, margarine a ridotto contenuto di grassi ecc.
Viene utilizzato anche all’interno di certi detersivi in polvere, come solvente per caseine e albumine, e in medicina per curare gli avvelenamenti da metalli pesanti.
Rischi: malassorbimento minerale, vomito, diarrea, crampi addominali e muscolari, disturbi della coagulazione sanguigna e sangue nelle urine.

 
 

ADDENSANTI/EMULSIONANTI/GELIFICANTI/STABILIZZANTI E400 – E436Legano i componenti del cibo che altrimenti tenderebbero a separarsi

E406 Agar-agar Carni in scatola, semiconserve ittiche, come addensante in pasticceria.
In dosi superiori ai cinque grammi ha effetto lassativo (specie nei bambini).

E 407 Carragenine
Gelati, dessert, budini, caramelle, confetti, chewing-gum, prodotti dolciari da forno, biscotti, preparati per gelatine, frutta candita, spray di panna, maionese, carni in scatola, pesce in scatola,baccala’ in scatola,semiconserve ittiche
La carragenina è una gelatina di largo uso alimentare, medicinale ed industriale (serve per chiarificare miele, birra, ecc.); è ottenuta dalla bollitura di due alghe rosse della costa rocciosa dell’Atlantico settentrionale, note coi nomi di muschio d’Irlanda, lichene marino o carragheen. La carragenina è costituita essenzialmente di sali di calcio, di potassio, di sodio e di magnesio di esteri solforici dei polisaccaridi che, per idrolisi, danno galattosio e 3,6-anidrogalattosio. Sono polisaccaridi di origine naturale estratti da alghe rosse riscaldate ad alte temperature e trattate con acidi. Sono composti resistenti all’azione della flora microbica intestinale con funzione addensante e gelificante.
Elevate concentrazioni possono provocare flatulenza e gonfiore, coliti ulceranti, a causa della fermentazione da parte della microflora intestinale

Controversa l’ opinione dei ricercatori sull’ azione cancerogena di queste sostanze. Sulla base di studi esistenti e’ stato valutato che alle dosi utilizzate non presenta danni alla salute. In forte dosi si ritiene causa di coliti ulceranti e cancro.

E413 Gomma adragante Gelati, salse, caramelle, confetti, chewin-gum, crema per pasticceria, dolci, canditi, budini.
Non si conosce il metabolismo negli animali e nell’uomo.

E 414 Gomma arabica
Salse, creme per pasticceria, prodotti dolciari da forno, chewin-gum, budini, caramelle, confetti, frutta secca, salatini, semi tostati.
Per esposizione professionale in individui sensibili sono state notate riniti e asma.E432 Monolaurato di poliossietilensorbitano, polisorbato 20 – A/C
Vietato in Australia

E433 Monooleato di poliossietilensorbitano, polisorbato 80

E434 Monopalmitato di poliossietilensorbitano, polisorbato 40

E435 Monostearato di poliossietilensorbitano, polisorbato 60

E436 Tristearato di poliossietilensorbitano, polisorbato 65
Aumenta l’assorbimento delle sostanze liposolubili e dei grassi.
Vietati in Australia

ADDITIVI VARI E440 – E463 (naturali)
E441 Gelatine Possibili allergie, possono contenere l’E220

E450 Polifosfati 

come acidulanti nella produzione di bevande analcoliche;
come antiossidanti in numerosi alimenti;
come stabilizzanti nel pesce surgelato;
come addensanti nei prodotti a base di carne e nei formaggi freschi ad eccezione della mozzarella;
come sali di fusione nella preparazione dei formaggi fusi(formaggini, sottilette, ecc).
ed ancora nel latte in polvere, latte concentrato, farina di patate, preparati per budini, , carne in scatola, insaccati cotti, prosciutto cotto, spalla cotta, carni preparate di tacchino, prodotti impanati e dolciari.
Rende il prodotto morbido e succoso, conferisce aspetto untuoso. Danno problemi digestivi e possono provocare occlusioni intestinali. Sottraggono calcio allo organismo col rischio di rachitismo, da evitare per i bambini.
E 451 Trifosfati

E 452 Polifosfati

E463 Idrossipropilcellulosa Vietato in Australia

EMULSIONANTI E TENSIOATTIVI E470 – E495
Sono sostanze grasse che si usano per rendere friabili i prodotti da forno, da pasticceria, e da gelateria. Possono provocare disordini digestivi o calcoli renali.

E470 Sali di sodio, di potassio, di magnesio o di calcio degli acidi grassi 
E’ vietato in Australia

E 472e Esteri metiltartarico e diacetiltartarico di E 471 

A Mc Donald’s presente in Pane Big Mac, Big Tasty, Big Tasty Bacon, Cheeseburger, Double Cheeseburger, Cheeseburger Royal, Bacon & Egg McMuffin.
Prodotti chimici che contrastano la digestione e l’azione dei succhi digestivi. Studi degli elementi della famiglia dei gliceridi condotti su animali hanno mostrato un blocco della crescita, aumento del volume del fegato e dei reni, cattiva assimilazione degli acidi grassi essenziali, riduzione delle dimensioni dei testicoli, problemi all’utero.
E474 Sucrogliceridi Vietato in Australia

E483 Steroile tartrato Vietato in Australia

E492 Tristearato di sorbitano, pari a 65
Può aumentare l’assorbimento di sostanze liposolubili

E493 Monolaurato di sorbitano, pari a 20 


E494 Mono-oleato di sorbitano, pari a 80 

E495 Monopalmitato di sorbitano, pari a 40 


Vietati in Australia

ESALTATORI DI SAPIDITA’ E620 – E637

Conferiscono particolari odori e sapori al prodotto. La legge italiana prevede che siano indicati sull’etichetta in modo generico come aromi, sia gli aromi di origine naturale che di origine sintetica. Attenzione che per aromi naturali si intendono anche quelli prodotti in laboratorio e che abbiano formula chimica corrispondente a quella dell’aroma naturale.
Attualmente in Europa e in Australia l’utilizzo dei glutammati è stato prudentemente vietato nei prodotti alimentari destinati alla prima infanzia. Al di là della sua presunta o reale tossicità, l’utilizzo del glutammato rimane comunque una sostanza ingannevole poichè viene utilizzato per migliorare alimenti fatti con materie di scarsa qualità.
Dadi per brodo, minestrine pronte, preparati gia’ cucinati, tortellini (nel ripieno), riso e mais soffiati, frutta a guscio tostata e fritta, salse e perparati per salse, conserve di carne e di pesce, conserve vegetali.
Abbassa la soglia di eccitabilità dei neuroni; provoca reazioni nel sistema nervoso parasimpatico; responsabile del tipico mal di testa da ristorante cinese

E 621 Glutammato monosodico 

E 622 Glutammato monopostassico

E 623 Diglutammato di calcio

E 624 Glutammato monoammonico

E 625 Diglutammato di magnesio

E 626 Acido guanilico

E627 Guanosina 5′-fosfato disodico, guanilato di sodio, guanilato disodico 

E 628 Guanilato dipotassico

E 629 Guanilato di calcio

E 630 Acido inosinico

E 631 Inosinato disodico


E631 Inosinato disodico 

In Australia sono vietati nei cibi per lattanti

E 632 Inosinato dipotassico

E 633 Inosinato di calcio

E 635 5′-ribonucleotidi di sodio

E636 Maltolo 

E637 Etilmaltolo 

Sono sostanze rinforzanti dell’ aroma. Si trovano in natura in alimenti cotti o tostati (pane, malto, orzo tostato, caffe’, cioccolato).
Sono prodotti della degradazione della cellulosa e dell’ amido. Non si hanno sufficienti prove sulla loro tossicita’.

VARI E900 – E950

E 900 Dimetilpolisilossano 
E’ un silicone antischiumogeno che può essere aggiunto in molti prodotti alimentari trasformati, tra cui:
bevande istantanee
bevande destinate ai distributori automatici self-service
oli da frittura

Possiamo trovare il dimetilpolisilossano anche negli integratori inclusi nel registro del Ministero della Salute, e in alcuni prodotti fast-food (ad esempio per friggere le crocchette Parmigiano e spinaci Mc Donald’s oppure nei Chicken McNuggets o nelle patatine fritte Wendy’s) nelle porzioni di filetto di pesce, nel MacPoulet, junior al pollo, nelle McCrocchette di carne bianca, nelle patate fritte, nella Coca cola light.Tossicità : Il E900 è un additivo la cui tossicità è stata dimostrata e che ha dato luogo a una DGA (dose giornaliera autorizzata). La prolungata assunzione provoca reazioni ipersensibili, immediate o ritardate, allergie ed è cancerogeno a causa di potenziali residui di formaldeide e amianto. Esiste il rischio di problemi epatici e renali e di problemi del sistema nervoso. Il polydimethylsiloxane puro, quale sostanza chimica, corrode numerosi metalli, irrita la pelle, gli occhi e le vie respiratorie. Se ingerito causa nausea, diarrea e vomito.
Il dimetilpolisilossano trova numerosi impieghi anche nell’industria cosmetica, è presente in alcuni shampoo (rende i capelli lucidi e scivolosi), ma le sue applicazioni vanno dalle lenti a contatto a dispositivi medici, dagli oli lubrificanti alle piastrelle resistenti al calore.
Nonostante ne sia riconosciuta la tossicità, la direttiva europea 95/2/CE del 20 febbraio 1995 autorizza l’utilizzo del dimetilpolisilossano nei grassi e negli oli di frittura in una quantità non superiore a 10 mg/kg.
Questo limite è stato fissato in conformità al parere del comitato scientifico per l’alimentazione umana, secondo cui le informazioni tossicologiche dimostrerebbero che tali livelli di utilizzo non sollevano problemi di sicurezza per la salute. Sempre in base a questo parere, è stata definita per il dimetilpolisilossano una Dose Giornaliera Ammissibile (DGA) di 1,5 mg/kg di peso corporeo.

E 901 Cera d’api, bianca e gialla
Gomme da masticare, prodotti di cacao e di cioccolato, caffè e succedanei del caffè, pasticceria dura e morbida. Agente di rivestimento su frutta fresca e surgelata, snack salati, formaggio e integratori alimentari.E’ una miscela di diversi composti e può dare reazioni allergiche

E 902 Cera di candelilla
E 903 Cera di Carnauba  vedi link

E 904 Gommalacca
Rivestimenti per caramelle dure e nel cioccolato. Anche questo viene usato come  una cera sulle mele e altri frutti, per farle sembrare più lucide e più attraenti.
Può provocare reazioni allergiche

E905 Paraffine 
Frutta secca, dolci, collagene
Può causare problemi all’assorbimento di grassi e vitamine. probabile nesso con tumori intestinali

E 912 Esteri dell’acido montanico 
(chiamata anche cera montanica o cera di lignite), ottenuto tramite estrazione con solvente da certi tipi di lignite o dal carbone,

E 914 Cera polietilenica ossidata
Prodotto di sintesi. Prodotto ottenuto per ossidazione catalitica di polietilene a basso peso molecolare. In pratica si formano dei gruppi esterei lungo la catena idrocarburica che rende il composto del tutto simile ad una cera naturale, salvo il peso molecolare medio che rimane sempre molto elevato. Ha un aspetto molto simile a quello delle cere microcristalline ed un colore variabile dal bianco al giallastro in funzione del grado di ossidazione.
Viene considerato atossico, ma non commestibile (???). La buccia degli agrumi trattati non può essere usata.

E915 Esteri del colofano

lucidante, origine vegetale (resina delle pigne), può dare reazioni allergiche
E918 Ossidi di Azoto
(possono convertirsi in nitriti o nitrati),
E919 Cloruro di Nitrosile
composto chimico sintetico, tossico ed irritante
E925 Cloro 
Prodotti da forno, acque come disinfettante
Distrugge le sostanze organiche. Probabili effetti cancerogeni

Commercialmente viene prodotto in vari modi, uno dei quali è una soluzione di cloruro di sodio (salamoia). Il cloro è un forte ossidante chimico, prodotto sinteticamente, che viene utilizzato come agente sbiancante per sbiancare farina e pasta e come rinforzante della lievitazione. Usato anche come disinfettante delle acque. Distrugge le sostanze organiche.

E924 Bromato di potassio

Anti-agglomerante, usato nelle farine e prodotti da forno, composto chimico ossidante, vietato in europa ed in molte altre nazioni, possibile cancerogeno (cat. 2B dello IARC)

E925 Cloro, conservante e sbiancante, 

E’ naturalmente presente in natura, sulla terra e nel mare e fa parte del sale comune (cloruro di sodio). Commercialmente viene prodotto in vari modi, uno dei quali è una soluzione di cloruro di sodio (salamoia). Il cloro è un forte ossidante chimico, prodotto sinteticamente, che viene utilizzato come agente sbiancante per sbiancare farina e pasta e come rinforzante della lievitazione. Usato anche come disinfettante delle acque. Distrugge le sostanze organiche.Probabile effetto cancerogeno.

E926 Diossido di cloro, 
conservante e sbiancante, ossidante,

E 927 Carbammide 


E929 Acetone perossido, 

forte ossidante,

E930 Calcio perossido, 

forte ossidante

E940 Diclorodifluorometano

gas per confezionamento, conosciuto come Freon-12, appartiene alla classe dei Cloro-Fluoro-Carburi (CFC), usato come refrigerante e propellente per le bombolette spray, con il Protocollo di Montreal è stato bandito a causa dei danni che produce alla strato di ozono atmosferico,

E945 Cloropentafluoroetano

gas propellente, appartiene alla classe dei Cloro-Fluoro-Carburi (CFC), usato come refrigerante e propellente per le bombolette spray, con il Protocollo di Montreal è stato bandito a causa dei danni che produce alla strato di ozono atmosferico

E 950 Acesulfame K (o potassio acesulfame) 
Questo dolcificante artificiale, della “Hoechst”, gigantesca Industria chimica tedesca, è usato ampiamente in tutto il mondo. È circa 200 volte più dolce dello zucchero. Negli USA, per molti anni, l’acesulfame-K (la K e’ il simbolo chimico del potassio) era permesso solo in cibi come quelli dichiarati privi di zucchero chewing gum, e, ancora, desserts a base di gelatina. Nel luglio del 1998 la FDA diede il permesso di usarlo nelle. Alcuni studi studi ritengono che possa causare il cancro. E’ da aggiungere che l’acetoacetamide, una sostanza che viene prodotta durante la sua scomposizione ha mostrato di danneggiare la tiroide nei ratti, nei conigli e nei cani. Si pensa che piccole quantità non siano molto dannose.

EDULCORANTI (dolcificanti) E951 – E968

E 951 Aspartame – E
Bevande, budini, yogurt, in bustine come dolcificante, chewing gum
Ampia gamma di effetti dannosi.

Tossico per l’embrione, ne è vietata l’assunzione in gravidanza e l’allattamento.Le persone che soffrono di fenilchetonuria, che hanno cioè difficoltà nell’assimilare la fenilalanina, devono controllare l’assunzione di aspartame in quanto fonte di fenilalanina. Il potere dolcificante è 200 volte quello dello zucchero.
le persone che soffrono della sindrome fenilchetonurica, o PKU, devono evitarne l’assunzione in quanto fonte di fenilalanina; considerato sicuro della autorità governative europee (EFSA) ed americane (FDA), ci sono molti studi scientifici (anche dell’italiana Fondazione Ramazzini) che ne dimostrano la tossicità e la potenziale cancerogenicità: link1, link2, link3, link4, link5,

E 952 Ciclammato
e suoi sali (ciclamato di sodio e calcio), dolcificante (30-50 volte più del saccarosio), composto sintetico, usato spesso in abbinamento con la saccarina (in genere in rapporto 10:1, ciclamato:saccarina), vietato negli USA(dalla FDA) e permesso in Europa ed altri paesi (con delle restrizioni), evidenze scientifiche dimostrano la sua tossicità, potenziale cancerogenicità e danni all’apparato riproduttivo: link1, link2,

E953 Isomalto
dolcificante, composto naturale ricavato dal saccarosio (della classe degli alditoli), fornisce la metà (2kcal/g) delle calorie del saccarosio, ha poco impatto sui livelli di glucosio nel sangue e non porta alla formazione di carie dentali, può provocare disturbi gastrici (flatulenze e diarrea) se consumato in quantità eccessive (superiori a 50g al giorno per gli adulti e 25g per i bambini)

E 954 Saccarina 

(ed suoi sali di sodio, potassio e calcio), formula 1,2-benzenisotiazolin-3-one-1,1-diossido, dolcificante (300-500 volte più del saccarosio, variabile con le persone), composto sintetico (il primo dolcificante sintetico della storia), ha un retrogusto sgradevole per cui viene spesso usato assieme ad altri composti (spesso cicloamato 1:10, oppure aspartame); fin dagli anni ’60 sono stati pubblicati numerosi studi scientifici che dimostrano la tossicità (e cancerogenicità) della saccarina (principalmente sui topi): tuttavia questi sono stati successivamente considerati non “rappresentativi” ed attualmente la saccarina è permessa sia negli USA che in Europa: la dose massima giornaliera non deve comunque superare i 5 mg/Kg corporeo;  link1;

E 955 Sucralosio
differenza dell’aspartame questo composto è termostabile (non si degrada col calore) ed insensibile ad un ampio range di pH. Può quindi essere usato per i dolci da forno o in prodotti che richiedono di conservarsi a lungo. Il sucralosio è il dolcificante artificiale più stabile esistente attualmente sul mercato. Il potere dolcificante è fino a 1000 volte quello dello zucchero.

E956 Alitame

dolcificante sintetico sviluppato dalla Pfizer negli anni ’80 e venduto con il nome Aclame, composto simile all’aspartame ma 200 volte più dolce, a differenza dell’aspartame non contiene fenilalanina, non è autorizzata negli Usa ed in Europa.
E958 Glicirrizina
dolcificante estratto dalla liquirizia, effetti collaterali dovuti a sovra dosaggio sono l’ipertensione e l’edema, dovuti all’accumulo di ioni sodio e acqua, l’uso è sconsigliato per chi soffre di ipertensione arteriosa, aumento della probabilità di disordini cognitivi e del comportamento nei bambini di donne che ne abbiano fatto un largo consumo in gravidanza,

E 965 Maltitolo (e sciroppo di maltitolo) 
Ha proprietà lassative, come tutti gli alcoli degli zuccheri, per il lento assorbimento. Il maltitolo ha una cattiva fama per i suoi effetti gastrici, in quanto pur essendo meno dannoso se comparato ad altri polialcoli, è usato in grosse quantità dall’industria del cibo grazie alla sua somiglianza al saccarosio, portando il consumatore ad un consumo che eccede le quantità raccomandate. E’ anche uno stabilizzante ed umettante.

E961 Neotame
 composto sintetico chimicamente simile all’aspartame (di cui dovrebbe prendere il posto in virtù del basso costo di produzione e della presunta minore tossicità), dolcificante ed esaltatore di sapore, sviluppato dalla Monsanto(celebre per aver inventato il mais geneticamente modificato). Approvato in USA, Europa (dal 2007, link1), Australia.

Malgrado i numerosi studi scientifici, della FDA americana e dell’EFSA europea, ne dimostrino la innocuità, ci sono sospetti circa una possibile tossicità (anche per la sua somiglianza chimica con l’aspartame) ma non supportati da evidenze scientifiche, (link2).

E965 Maltitolo

dolcificante, ricavato dal maltosio per idrogenazione, è molto utilizzato nei dolci e gelati confezionati, ha proprietà lassative se assunto in dosi elevate

E 966 Lattitolo

dolcificante, è ricavato dal lattosio per idrogenazione, utilizzato come dolcificante, possiede un potere dolcificante pari al 40% rispetto al saccarosio, data l’elevata stabilità termica può subire la cottura (usato in molti dolci da forno), non viene assorbito dall’intestino e in dosi elevate o in soggetti predisposti (ad esempio se intolleranti al lattosio,link1) può provocare flatulenza e diarrea, usato anche come lassativo, approvato in USA ed Europa come additivo,

E 999 Estratto di quillaia
L’estratto di quillaia è un prodotto proveniente dalla corteccia della Quillaia saponaria, nota anche come “Legno di Panama”, una pianta originaria della Cina, della Bolivia, del Cile e del Perù. È utilizzato come sostanza stabilizzante e umidificante in merci cotte, prodotti lattiero-caseari congelati, pudding e in bibite analcoliche.
Solo ad alte concentrazioni può risultare lassativo.

ALTRI CONSERVANTI/STABILIZZANTI E1000 – E1999

E1105 Lisozima – ?L’allevamento delle vacche, per la produzione di latte utilizzato per il Grana Padano, ha minori vincoli rispetto al Parmigiano Reggiano: nell’alimentazione delle bovine vengono usati gli insilati; ciò può provocare lo sviluppo di batteri, di per sé innocui ma che possono far gonfiare le forme.

L’ E1105 (è una proteina contenuta nel siero del sangue, lacrime, ecc. con funzione antibatterica) è andata a sostituire l’aldeide formica (E240) nel Grana Padano, il conservante che veniva utilizzato in precedenza. Può essere utilizzato per mascherare sapori derivanti da prodotti in non perfette condizioni di conservazione.

Fonti principali online

http://www.osservatorioglobale.it/mcdonalds-nocivo/
http://www.rischiochimico.it/drupal/additivi-alimentari-da-e900-e999-lucidanti-sbiancanti-gas-dolcificanti
http://www.dietcoachguide.altervista.org/cons_300.html
http://www.leziosa.com/antioss.htm
http://www.ilfattoalimentare.it/antibiotici-nei-mangimi-fda.html
http://nac.allergyforum.com/additives/colors100-181.htm