Un sistema elettrico di sole energie rinnovabili? Sarebbe meno caro di quello attuale! Se non si realizza è solo per volontà politica e per far lucrare le multinazionali sulla pelle della gente!

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Un sistema elettrico di sole energie rinnovabili? Sarebbe meno caro di quello attuale! Se non si realizza è solo per volontà politica e per far lucrare le multinazionali sulla pelle della gente!

 

Un sistema elettrico di sole rinnovabili? Meno caro di quello attuale

Nuovo studio della LUT e dell’Energy Watch Group: “La transizione energetica non è più una questione di fattibilità tecnica o di redditività economica, ma di volontà politica”

La transizione verso un sistema elettrico globale al 100% alimentato da fonti rinnovabili non è solo uno scenario ipotetico da impiegare nelle analisi energetiche. Questo cambiamento di paradigma è già una realtà tangibile. A sostenerlo è il nuovo studio redatto dalla Lappeenranta University of Technology (LUT) della Finlandia e dell’Energy Watch Group (EWG) rete internazionale di scienziati e parlamentari. Il documento è stato presentato oggi durante il Global Renewable Energy Solutions Showcase (GRESS), evento a margine della Conferenza ONU sul cambiamento climatico (COP23) a Bonn.

Nel rapporto, gli autori affrontano l’annosa questione: è davvero possibile immaginare un futuro elettrico di sole rinnovabili per tutto il Pianeta? Quello che ci dicono le conclusioni è che, non solo è attuabile, ma sarebbe anche più economico rispetto all’attuale sistema energetico, dove carburanti fossili e nucleare hanno la meglio.

“Una decarbonizzazione completa del sistema elettrico entro il 2050 è possibile a costi di sistema più bassi rispetto a quelli odierni sulla base delle tecnologie disponibili”, spiega Christian Breyer, autore principale dello studio, professore presso la LUT e presidente del consiglio scientifico dell’EWG. “La transizione energetica non è più una questione di fattibilità tecnica o di redditività economica, ma di volontà politica”.

Il potenziale ancora non sfruttato, si legge nel report – e le tecnologie rinnovabili esistenti, comprese le soluzioni in ambito di accumulo e stoccaggio energetico, possono generare energia in maniera sicura e sufficiente a coprire l’intera domanda elettrica mondiale entro il 2050. Il costo totale di produzione costante dell’energia elettrica sull’intera vita operativa dell’impianto (total LCOE) su una media globale e considerando il 100% di energia elettrica rinnovabile sarebbe di 52 euro il MWh nel 2050 (compresi gli sprechi dovuti ai limiti sulla rete, lo stoccaggio dell’elettricità e alcuni costi di rete). Oggi questo stessa voce di costo è invece di 70 euro il MWh (dati 2015).

I benefici ottenibili sarebbero sia ambientali che economici: Le emissioni globali di gas a effetto serra si annullerebbero entro il 2050 “o addirittura prima”, e la transizione globale di energia verso un sistema di elettricità rinnovabile al 100% creerebbe 36 milioni di posti di lavoro entro il 2050 rispetto ai 19 milioni di posti di lavoro nel sistema elettrico del 2015.

“Non c’è motivo di investire un altro dollaro nella produzione di energia fossile o nucleare”, ha dichiarato il Presidente dell’EWG, Hans-Josef Fell. “L’energia rinnovabile fornisce un’alimentazione a basso costo. Tutti i piani per un’ulteriore espansione del carbone, del nucleare, del gas e del petrolio devono essere interrotti”.

 

fonte: http://www.rinnovabili.it/energia/sistema-elettrico-rinnovabili/

Manca l’acqua? In Italia le fonti fossili ne bevono 160 milioni di metri cubi l’anno per fare quello che potrebbero fare meglio e in modo più economico le rinnovabili! …Ma mica possiamo dare un dispiacere alle lobby di Petrolio & C.

Fonti Fossili

 

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Manca l’acqua? In Italia le fonti fossili ne bevono 160 milioni di metri cubi l’anno per fare quello che potrebbero fare meglio e in modo più economico le rinnovabili! …Ma mica possiamo dare un dispiacere alle lobby di Petrolio & C.

 

Manca l’acqua? In Italia le fonti fossili ne bevono 160 milioni di metri cubi l’anno

Passare a un approvvigionamento energetico basato sulle fonti rinnovabili permette di combattere i cambiamenti climatici e risparmiare il nostro oro blu.

In Italia dove (fortunatamente) non ci sono centrali nucleari – di gran lunga risulta le più assetate per la produzione di energia –, ci pensano quelle alimentate da fonti fossili a consumare ingenti quantità d’acqua per poter funzionare: ogni anno ne bevono 160 milioni di metri cubi di acqua, ovvero (considerando in media un consumo procapite di circa 200 litri al giorno per persona) il fabbisogno annuale d’acqua di circa 2,2 milioni di persone.

D’altronde, però, l’energia è fondamentale al funzionamento della nostra società. Come rimediare? Passando alle fonti rinnovabili: «L’emergenza acqua che sta colpendo molte Regioni italiane – spiegano oggi dall’Anev, l’Associazione nazionale energia del vento – è dovuta in primis ai mutamenti climatici che sostengono una tra le più severe siccità mai registrate, ma anche alla scarsa attenzione verso un’oculata gestione delle risorse ambientali e delle materie prime. Questi fattori messi insieme stanno portando ad una vera è propria crisi ecologica e al rischio di calamità naturale. Oltre agli adeguamenti strutturali e ad una gestione più razionale, è necessario avviare una pianificazione organica di lungo termine anche nel campo dell’approvvigionamento energetico. Uno studio dell’Eea, Agenzia europea dell’ambiente, ha infatti quantificato in circa il 44% dell’acqua usata direttamente ed indirettamente in Europa la quota utilizzata negli impianti termici e nucleari, più di quanto consumato dalla somma del settore industriale e agricolo; quota equivalente al consumo annuale di circa 80 milioni di persone».

Il contesto italiano – come si evince dai dati Istat sul consumo di acqua – è diverso, con l’agricoltura che spicca come il settore in assoluto più assetato: «I prelievi di acqua effettuati nel 2012 (dove ad oggi si fermano i dati Istat, ndr) sono stati destinati per il 46,8% all’irrigazione delle coltivazioni, per il 27,8% a usi civili, per il 17,8% a usi industriali, per il 4,7% alla produzione di energia termoelettrica e per il restante 2,9% alla zootecnia».

Ciò non toglie che una maggiore diffusione delle fonti di energia rinnovabili permetterebbe da una parte di combattere efficacemente i cambiamenti climatici, dall’altra di ridurre il comunque abbondante consumo d’acqua imputabile alle fonti fossili: «Negli ultimi dieci anni, grazie all’apporto della fonte eolica nella produzione di energia elettrica nel nostro Paese – aggiungono infatti dall’Anev – si sono risparmiati circa 110 milioni di metri cubi d’acqua, equivalenti al consumo annuale di circa 1,5 milioni di persone».

 

fonte: http://www.greenreport.it/news/acqua/manca-lacqua-italia-le-fonti-fossili-ne-bevono-160-milioni-metri-cubi-lanno/