Glaxo: Farmaci, Tagenti, Favori Sessuali e Frode in Cina. Ecco a chi è affidata la nostre salute

 

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Glaxo: Farmaci, Tagenti, Favori Sessuali e Frode in Cina. Ecco a chi è affidata la nostre salute

 

Un vecchio e saggio proverbio recita: “fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio“. Quando si tratta poi di Glaxo il non fidarsi è d’obbligo dopo tutti gli scandali e il malaffare accumulati nel corso della sua attività. Il primo a non fidarsi dovrebbe essere il governo per tutelare il suo popolo, ma così non è e si continua a far finta di non vedere (qualcuno questa forma di cecità la chiama corruzione), e a lasciar campo libero a questo gigante farmaceutico. Certo se tu non paghi le tasse ingiuste e più alte d’Europa come il Bollo auto verrai perseguito ed etichettato come “il cattivo” e “il male” per la società mentre se siedi nel consiglio di amministrazione di qualsiasi multinazionale puoi far quello che vuoi, che tanto ci sarà sempre qualcuno a pagare per te e sarai sempre ben accetto da ogni politico al governo, soprattutto se la “busta” è bella piena.

Ritornando alla Glaxo vogliamo ricordare tra i tanti già riporti e non scandali, quello che ha combinato in Cina, perché le persone in buona fede devono capire che al mondo non siamo tutti gli stessi, come da piccoli nei cartoni animati, oggi nei film, i cattivi esistono anche nella vita reale. Glaxo mette il fatturato dinnanzi a tutto, e non sono supposizioni, ecco cosa è successo in Cina.

Il gigante farmaceutico britannico ha riportato un balzo nelle vendite del 20% a circa 1,15 miliardi di euro. Ma secondo le autorità anti-frode di Pechino la maggior parte sarebbero il frutto di pratiche illegali.

L’accusa: aver corrotto personale medico perché prescrivesse i suoi farmaci attraverso una rete di 700 intermediari. Agenzie di viaggio e di consulenza fittizie che si assicuravano i contratti con i dirigenti GSK, secondo quanto riportato, anche con corrispettivi di natura sessuale.

Secondo i quotidiani cinesi, le agenzie sarabbero state usate per creare dei fondi neri, erogati ai medici attraverso carte di credito dell’azienda.

Le tangenti ammonterebbero a oltre 371 milioni di euro e quattro dirigenti cinesi del gruppo in Cina sono già finiti in manette. Il capo della divisione cinese di GSK, dicono le autorità, avrebbe lasciato il Paese a fine giugno.

 

 

fonte: http://www.stopeuro.news/glaxo-farmaci-tagenti-favori-sessuali-e-frode-in-cina-ecco-a-chi-e-affidata-la-nostre-salute/

Gli studi di 2 università Inglesi contestano 48 farmaci antitumorali regolarmente approvati dall’Agenzia Europea del Farmaco: pochi o nulli i benefici in termini di sopravvivenza e qualità di vita! Chi lucra sulla nostra pelle?

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Gli studi di 2 università Inglesi contestano 48 farmaci antitumorali regolarmente approvati dall’Agenzia Europea del Farmaco: pochi o nulli i benefici in termini di sopravvivenza e qualità di vita! Chi lucra sulla nostra pelle?

King’s College di Londra e della London School of Economics sul British Medical Journal – 48 farmaci anti-cancro, spesso costosi, approvati dall’Agenzia europea del farmaco: benefici in termini di sopravvivenza o qualità di vita pochi o nulli!!

Dall’ANSA:

Tumori, studio britannico mette in dubbio il beneficio di 48 farmaci

Esame su medicinali approvati dall’Ue dal 2009 al 2013

Pochi o nulli i benefici in termini di sopravvivenza o qualità di vita: è questo il giudizio con cui i ricercatori del King’s College di Londra e della London School of Economics bocciano, sul British Medical Journal, 48 farmaci anti-cancro, spesso costosi, approvati dall’Agenzia europea del farmaco (Ema) tra il 2009 e 2013. Dopo un periodo minimo di 3,3 anni dalla loro entrata sul mercato, non sarebbero dunque emersi dati evidenti sui benefici di questi farmaci. Nel periodo esaminato, l’Agenzia ha approvato l’uso di 48 farmaci per il cancro per 68 indicazioni. Di queste, 8 (pari al 12%) sono state approvate sulla base di uno studio a singolo braccio di trattamento (cioè pazienti trattati con un solo farmaco). Al momento dell’approvazione da parte dell’Ema, solo per 24 indicazioni su 68 (pari al 35%) era stato dimostrato un aumento significativo della sopravvivenza, con un aumento di 1-5,8 mesi (2,7 mesi in media), e solo per 7 (10%) un miglioramento nella qualità di vita. Delle 44 indicazioni su cui non era stato dimostrato un miglioramento al momento dell’autorizzazione, questo è emerso successivamente, nel periodo post-marketing, solo per 3 (7%) in termini di sopravvivenza e per 5 (11%) come qualità di vita. Quindi, delle 68 indicazioni approvate dall’Ema e dopo un periodo medio di follow-up di 5,4 anni, solo 35 (51%) hanno mostrato un significativo miglioramento nella sopravvivenza o qualità di vita, mentre per 33 (49%) è rimasto incerto.

fonte: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2017/10/06/tumori-studio-britannico-mette-in-il-dubbio-il-beneficio-di-48-farmaci_a81155f4-894f-417c-861a-190529d057a6.html

Chiaramente non è difficile capite perchè costose porcherie del genere siano state approvate dall’UE. C’è qualcuno che deve mangiarci, deve lucrarci. Sciacalli sulla pelle di gente malata e dei loro familiari. Le lobby  hanno un solo dio: il denaro. E che la Gente crepi pure innazi al suo altare!

By Eles

 

I farmaci ti uccidono. Come il tabacco. Ma non lo sai

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I farmaci ti uccidono. Come il tabacco. Ma non lo sai

di GJTirelli

Con lo stesso bieco strattagemma (divenuto oramai pratica quotidiana), attraverso il quale le industrie del tabacco si mettono al riparo da ogni controversia giudiziaria, “il fumo uccide”, allo stesso modo si comportano le multinazionali farmaceutiche ammettendo e avvertendo pubblicamente gli effetti indesiderati e anche molto gravi (in alcuni casi mortali) relativi all’uso dei farmaci commercializzati.
Quella che oggi, in forma strumentale viene definita “la medicina moderna”, destabilizza qualsiasi processo naturale, interrompendo il corso della malattia e accanendosi in maniera ossessiva sui sintomi, eludendone le cause.La propaganda mediatica “a tambur battente” su un uso indiscriminato dei farmaci, ha ridotto ai minimi la soglia sopportazione del dolore, così da rendere gli individui, dipendenti e schiavi delle multinazionali farmaceutiche che sulla nostra pelle accumulano profitti stratosferici.
I moderni farmaci, sono delle piccole bombe ad orologeria, e gli effetti delle loro controindicazioni alterano irrimediabilmente i sofisticati meccanismi che regolano il nostro organismo, degenerando in tumori e mandando in corto il nostro sistema nervoso.
Nello spot del “Voltaren” (farmaco propagandato dalle reti televisive, in grado di curare (sostengono) i dolori articolari e il torcicollo) si dichiara testualmente: “Sono farmaci che possono avere effetti indesiderati, anche gravi”. Per un semplice torcicollo? Negli effetti gravi collaterali dell’Aulin, si parla di emorragie gastriche che possono portare alla morte. In molti psicofarmaci è bene evidenziato il fatto che possano, in alcuni casi, portare al suicidio. E questo vale per un buon 99% di questi inquietanti rimedi.
Non sapremo mai, del resto, quante emorragie gastriche o suicidi, siano da mettere in correlazione con l’uso di questi farmaci, ma è facile immaginare la loro potenziale pericolosità.
La “nimesulide”, principio attivo dell’Aulin, sale sul banco degli imputati anche in Italia dopo essere stato ritirato in Irlanda per segnalazioni di gravi danni al fegato. Dal convegno dei medici internisti italiani arriva l’allarme. Per molto tempo la “nimesulide” ha goduto della fama di un farmaco non molto rischioso, ma ogni anno si osserva un numero inquietante di pazienti che subiscono danni epatici e dell’apparato gastroenterico causati proprio da questa molecola.
Sotto accusa la facilità con cui è possibile acquistare questo farmaco, commercializzato in Italia dal 1985 con successo (nel 2002 nel nostro Paese si registrava il più alto consumo di questa specialità rispetto al resto dell’Europa).
Se non ci liberiamo della chimica e dei suoi intrugli diabolici, per dare fondo alle nostre ultime risorse vitali e finalmente, in un moto di vero orgoglio, rovesciamo il tavolo sgombrandolo da tutte le effimere, illusorie, inutili e micidiali menzogne che il Sistema ci spaccia al pari di miracolose droghe, avremo perso per sempre la nostra libertà e come schiavi, invalidi e accattoni saremo costretti ad elemosinare conforto fra le braccia dei nostri carnefici.
Un corpo aggredito quotidianamente e sistematicamente da sostanze tossiche di ogni genere, non può che ribellarsi e mutare la sua natura fino ad autoeliminarsi. Le continue percosse inferte ad un cane, concorrono a modificarne l’indole, un tempo docile, in un’altra, aggressiva, feroce e sanguinaria. Un bel giorno, un tale cane, azzannerà il suo carnefice e, per questo, verrà in seguito soppresso. Allo stesso modo si comporta il nostro essere, costantemente violentato. Le cause scatenanti l’iperplasia e l’ipertrofia cellulare, vanno da una cattiva alimentazione, ad una qualità della vita inadeguata, innaturale, non sostenibile e in netta antitesi con la nostra struttura psicofisica
Lo stile di vita delle nostre moderne società liberiste, è la causa scatenante dell’insorgere di infinite quanto vergognose patologie.
Nel frattempo, medici corrotti dai direttori scientifici delle farmaceutiche, prescrivono ai pazienti farmaci inutili e dannosi, per poi passare all’incasso.
GJTirelli

tratto da: http://www.oggi.it/posta/2014/09/23/i-farmaci-ti-uccidono-come-il-tabacco-ma-non-lo-sai/

Big Pharma, il business è inventare malattie per vendere farmaci a gente sana! Ecco l’agghiacciante documentario RAI, stranamente sparito dalle teche!

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Big Pharma, il business è inventare malattie per vendere farmaci a gente sana! Ecco l’agghiacciante documentario RAI, stranamente sparito dalle teche!

Il giornalista Silvestro Montanaro, conduttore del programma RAI “C’era una volta”, racconta di come l’industria farmaceutica “crea” le malattie.

STRANAMENTE questa puntata è scomparsa dalle teche RAI

Guardate questo video. Ecco come speculano schifosamente sulla pelle nostra e dei nostri figli solo e solamente per fare soldi! Sciacalli!

Troppi farmaci per gli over 65 – 1,3 milioni gli italiani prendono anche 10 medicine diverse. Troppe! A chi fanno bene? Agli anziani o alle casse delle case farmaceutiche?

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Troppi farmaci per gli over 65 – 1,3 milioni gli italiani prendono anche 10 medicine diverse. Troppe! A chi fanno bene? Agli anziani o alle casse delle case farmaceutiche?

 

Leggiamo da Repubblica:

Troppi farmaci per gli over 65
Sono 1,3 milioni gli italiani che prendono fino a 10 diverse medicine, troppe. Ed il rischio è di avere effetti collaterali inattesi, interazioni dannose o di sbagliare le dosi. Gli esperti spiegano come limitarle

di LETIZIA GABAGLIO

GIANNA ha 82 anni, il diabete, la pressione alta, soffre di ansia e osteoartrite a entrambe le ginocchia. Per stare bene e tenere sotto controllo la situazione, Gianna prende fino a 10 diverse medicine ogni giorno. “Che esagerazione”, qualcuno dirà. “Sicuramente un caso isolato”, qualcun altro potrebbe pensare. Non proprio. In Italia sono 1,3 milioni le persone che prendono 10 o addirittura più farmaci, l’11,3% della popolazione; ma se guardiamo alla fascia di età fra i 75 e gli 84 anni ci accorgiamo che le percentuali aumentano: il 55% degli anziani deve ricordarsi di prendere tra le 5 e le 9 compresse mentre il 14% supera questo limite.
Già, perché ormai gli esperti sono d’accordo sul fatto che un limite al numero di farmaci che una persona può prendere vada in qualche modo messo, altrimenti da salutari i medicinali diventano tossici. “Ogni persona va valutata per la sua storia e quindi non è possibile indicare un numero massimo di farmaci da prendere. Diciamo però che se si prendono più di 5 medicinali al giorno è lecito andare dal medico per chiedere se sono davvero tutti utili” spiega Graziano Onder, geriatra dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, che ha partecipato al tavolo di lavoro Aifa sulla qualità della prescrizione negli anziani che ha scattato la fotografia della situazione in Italia.

LEGGI – Farmaci on line, sul web c’è lo psicoboom

La polifarmacia. Così si chiama in gergo il fenomeno per cui si prescrivono tanti principi attivi contemporaneamente – infatti può fare male: è associata con un numero maggiore di eventi avversi, si possono sviluppare interazioni negative fra le medicine, è più facile non riuscire a seguire lo schema terapeutico e dimenticarsi qualche pillola. Per non parlare del fatto che è molto dispendiosa, sia per il Sistema sanitario sia per i pazienti. “I dati che abbiamo raccolto, infatti, non prendono in considerazione i farmaci da banco che i cittadini acquistano in maniera indipendente e che contribuiscono ad aumentare il carico farmacologico”, sottolinea ancora Onder.

Ma quali sono le associazioni più a rischio? “In linea teorica non bisognerebbe usare un beta-bloccante nei diabetici, perché il primo maschera i sintomi dell’ipoglicemia e il paziente non riesce a intervenire in fretta per porvi rimedio, ma nella pratica vediamo che molti medici lo fanno: l’importante è che siano consapevoli del rischio e che insegnino al malato come gestirlo”, spiegaElisabetta Poluzzi, del dipartimento di scienze mediche e chirurgiche dell’università di Bologna. Un pericolo è poi quello degli antinfiammatori, che dovrebbero essere usati con molta cautela da chi è in cura con farmaci per la pressione o con anticoagulanti, perché aumentano il rischio di ipertensione e di emorragie. “Purtroppo – aggiunge Poluzzi – si tratta di farmaci che si possono comprare senza ricetta e che il paziente tiene in casa come scorte”.

Un circolo vizioso. In alcuni casi a porre il problema è la cosiddetta “prescrizione a cascata”: il paziente prende farmaci che gli causano effetti collaterali, per curare i quali gli vengono prescritte altre medicine. E così si instaura un circolo vizioso che non può che peggiorare. Facciamo un esempio: Filippo ha dei problemi comportamentali tipici dell’avanzare dell’età, come aggressività e deliri, e per questo gli viene dato un antipsicotico che però gli provoca dei tremori. Questo effetto collaterale viene scambiato per un parkinsonismo e quindi gli viene prescritto anche un farmaco anti-Parkinson. Che peraltro a sua volta può provocare disturbi del comportamento. Di fronte a questo fenomeno la parola d’ordine che si sta affermando in tutto il mondo è “deprescrivere”, soprattutto negli anziani. Numerose ricerche hanno infatti dimostrato che eliminare farmaci non produce effetti negativi, anzi. Lo dimostra anche un progetto della regione Emilia Romagna che ha coinvolto molte delle strutture residenziali per anziani e ha dimostrato che si può diminuire il numero di medicinali somministrati, senza per questo peggiorare la salute di alcun paziente. “Stiamo adesso lavorando a un’estensione del progetto che prevede l’uso di un software che segnala l’interazione negativa di alcuni farmaci o la eccessiva prescrizione”, spiega Poluzzi che è coordinatrice scientifica del progetto insieme alla azienda Usl di Modena. Anche se spesso “gli specialisti seguono le linee guida che indicano in maniera precisa quali medicinali vanno presi per le specifiche malattie conclude Onder – ma sono norme che valgono quando si ha una sola patologia. Gli anziani hanno quasi sempre una situazione complessa in cui non è possibile agire secondo regole standard. Bisogna capire chi abbiamo davanti, quali sono le sue esigenze e le sue priorità”.
fonte: http://www.repubblica.it/salute/medicina/2017/09/19/news/troppe_pillole_nel_cassetto_degli_over_65-175914210/?ref=fbp5
Questo è quello che riporta Repubblica in un articolo davvero ineccepibile. Manca solo una semplice domanda: Perchè tanti farmaci? Veramente i nostri anziani ne hanno bisogno? O piuttosto ne hanno bisogno le casse delle Lobby dei Farmaci?
1.300.000 Italiani che consumano fino a 10 farmaci… Ma voi capite che montagna di soldi?…
by Eles

L’insaziabile avidità che uccide: il modello di business del Big Pharma

 

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L’insaziabile avidità che uccide: il modello di business del Big Pharma

Le grandi case farmaceutiche negli Usa sostengono che gli alti profitti ottenuti con prezzi alti dei farmaci servono a finanziare le ricerche innovative volte a salvare vite umane. In realtà quei proventi vengono utilizzati per comprare azioni delle stesse società, mentre viene ristretto l’accesso ai farmaci e si pongono freni all’innovazione. La multinazionale Big Pharma giustifica questo nell’investimento in innovazione per produrre medicine per migliorare la qualità della nostra vita, ma è solo teoria. Stamani al Festival dell’Economia di Trento, l’economista William Lazonick, ha affrontato questo tema spiegando il settore farmaceutico statunitense e presentando la sua teoria basata sull’impresa innovativa che torna ad essere comunità, dove capitale e lavoro si mescolano per produrre beni e servizi.

Roberto Mania, giornalista di Repubblica, ha introdotto la lezione del professor William Lazonick, economista dell’Università del Massachusetts a Lowell, illustrando come negli anni, durante la cavalcata dell’ideologia liberista, sia mancato un pensiero critico, una voce alternativa. Abbiamo assistito alla disgregazione sociale, alla nascita delle disuguaglianze, al cambiamento delle periferie del mondo, alla perdita di ruolo delle classi sociali, al declino della classe media in Europa e negli Stati Uniti. In questo scenario Lazonick è stato una voce critica, ancora in tempi non sospetti, e comprendendo che quel capitalismo finanziario aveva una visione corta, senza futuro, è approdato alla teoria dell’impresa innovativa per ricomporre i cocci di un capitalismo senza un ruolo. Il suo percorso intellettuale si basa sull’idea dell’impresa innovativa che torna ad essere comunità, con una funzione comunitaria, che mescola capitale e lavoro per produrre beni e servizi.
William Lazonick oggi si è concentrato sul settore farmaceutico statunitense nel quale è viva una discussione su come vengono utilizzati i profitti dei farmaci. In tutti settori può accadere che i profitti ottenuti da alcune industrie servano ad acquistare azioni delle società stesse, ma a questo modello si sono adeguate anche le case farmaceutiche: anche se sostengono che gli alti profitti ottenuti con prezzi alti dei farmaci servono a finanziare le ricerche innovative volte a salvare vite umane, in realtà quei proventi vengono utilizzati per comprare azioni delle stesse società, mentre viene ristretto l’accesso ai farmaci e si pongono freni all’innovazione. Negli Stati Uniti le medicine costano il doppio. Big Pharma giustifica questo nell’investimento in innovazione per produrre medicine per migliorare la qualità della nostra vita. In realtà negli Stati Uniti le multinazionali come Big Pharma non sviluppano più nuovi farmaci ma acquisiscono altre aziende farmaceutiche che brevettano farmaci; ci sono poi le aziende della New Economy, che presentano un approccio più speculativo, ovvero hanno sviluppato farmaci a maggiore diffusione, a poco prezzo, e giocando sulla quantità e grazie ai finanziamenti pubblici per le start up, non solo hanno guadagnato parecchio, ma hanno capito che potevano guadagnare ancora di più senza sviluppare nuovi farmaci.
E’ Medici Senza Frontiere che lancia l’allarme, affermando che i farmaci necessari non vengono prodotti perché le aziende si concentrano su quelli che fanno guadagnare di più. Addirittura alcune aziende producono farmaci nocivi, con una avidità rapace e assassina per soddisfare gli assurdi compensi dei top manager (cifre inimmaginabili) invece che investire per produrre farmaci dedicati alla salute globale. Questo atteggiamento predatorio è basato quindi su una azione che si sofferma sugli effetti azionari invece che su quelli benefici, contraria all’obiettivo virtuoso di avere un prodotto di qualità ad un prezzo più basso.
Il professor Lazonick ha parlato della sua teoria incardinata sul processo innovativo definendolo incerto collettivo e cumulativo, ovvero dal futuro imprevedibile, che coinvolge una pluralità di soggetti e che richiede del tempo. E’ inutile negare che le aziende che sposano questo progetto si trovano spesso in difficoltà a causa del costo elevato dell’innovazione, ma nel momento in cui si raggiunge un prodotto di qualità, l’orizzonte è quello di ammortizzare i costi fissi. Quando si parla di innovazione in questo senso, è bene specificare che non si intendono solo investimenti nelle attrezzature ma soprattutto nelle risorse umane. Questo ha un effetto positivo per tutti gli stakeholder, compresi i consumatori.

fonte: https://www.trentinosalute.net/Notizie/L-insaziabile-avidita-che-uccide-il-modello-di-business-del-Big-Pharma

Tutti i farmaci nuocciono al fegato, ma il comune PARACETAMOLO (tachipirina, per esempio) è un vero e proprio killer – Ecco gli sconvolgenti risultati di uno studio svolto a Chicago

 

 

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Tutti i farmaci nuocciono al fegato, ma il comune PARACETAMOLO (tachipirina, per esempio) è un vero e proprio killer – Ecco gli sconvolgenti risultati di uno studio svolto a Chicago

Come sappiamo l’ abuso di qualsiasi farmaco nuoce al fegato, ma ce ne sono alcuni che contengono il paracetamolo, un principio attivo che lo distrugge, e vanno usati con molta più prudenza degli altri!Ecco quali sono

Il paracetamolo è il farmaco più utilizzato, per curare un leggero mal di testa, un semplice raffreddore, febbre o dolori di varia natura. Ma si possono correre gravi rischi. Un sovradosaggio di paracetamolo infatti è la principale causa di insufficienza epatica acuta in Occidente, che registra un quinto di tutte le morti per overdose accidentale di paracetamolo-correlati.

L’allarme arriva da uno studio di Chicago presentato a Boston nel corso del congresso dell’Associazione americana per lo studio delle malattie epatiche (American Association for the Study of Liver Diseases – AASLD). L’uso quindi non intenzionale di assumere oppioidi con paracetamolo con altri analgesici contenenti sempre questo farmaco provoca una epatotossicità, una epatite tossica, fenomeno purtroppo sempre più recente e spesso motivo di ritiro dal commercio di medicinali. Inoltre una overdose da paracetamolo e’ difficile da riconoscere.

E’ fondamentale quindi che il paziente sia sempre più consapevole dei rischi causati da mix di farmaci ma per questo è necessario – suggerisce lo studio – una maggiore chiarezza nelle etichette degli stessi medicinali abolendo le abbreviazioni dei farmaci, nel caso del paracetamolo la sigla APAP o ACET e stabilire un costante confronto con il proprio farmacista per un aiuto sempre più chiaro.

Lo studio ha reclutato 249 pazienti al momento della dimissione da un reparto di emergenza a Chicago o in una farmacia ambulatoriale in Atlanta. Per 4 giorni i partecipanti hanno tenuto un diario su tutti i farmaci assunti, compresi quelli da banco (OTC), senza prescrizione medica. Il 10,8% dei pazienti ha riferito di assumere lo stesso giorno piu’ medicinali contenenti paracetamolo. La maggioranza di questi, il 74,1% ha assunto paracetamolo insieme agli analgesici. L’1,6% ha inoltre superato la dose consigliata giornaliera di paracetamolo (4 grammi). E nell’87,3% delle prescrizioni, il paracetamolo è indicato solo con la sua sigla, APAP o ACET.

Il paracetamolo è contenuto in molti farmaci antinfluenzali, eccone alcuni: Tachipirina, Efferalgan, Zerinol, Vicks Medinait, Actigrip e Tachifluidec.

Fonte : http://www.retenews24.it/rtn24/salute-2/medicinali-il-paracetamolo-primo-nemico-del-fegato/

L’insaziabile avidità che uccide: il modello di business di Big Pharma

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L’insaziabile avidità che uccide: il modello di business di Big Pharma

Le grandi case farmaceutiche negli Usa sostengono che gli alti profitti ottenuti con prezzi alti dei farmaci servono a finanziare le ricerche innovative volte a salvare vite umane. In realtà quei proventi vengono utilizzati per comprare azioni delle stesse società, mentre viene ristretto l’accesso ai farmaci e si pongono freni all’innovazione. La multinazionale Big Pharma giustifica questo nell’investimento in innovazione per produrre medicine per migliorare la qualità della nostra vita, ma è solo teoria. Stamani al Festival dell’Economia di Trento, l’economista William Lazonick, ha affrontato questo tema spiegando il settore farmaceutico statunitense e presentando la sua teoria basata sull’impresa innovativa che torna ad essere comunità, dove capitale e lavoro si mescolano per produrre beni e servizi.

Roberto Mania, giornalista di Repubblica, ha introdotto la lezione del professor William Lazonick, economista dell’Università del Massachusetts a Lowell, illustrando come negli anni, durante la cavalcata dell’ideologia liberista, sia mancato un pensiero critico, una voce alternativa. Abbiamo assistito alla disgregazione sociale, alla nascita delle disuguaglianze, al cambiamento delle periferie del mondo, alla perdita di ruolo delle classi sociali, al declino della classe media in Europa e negli Stati Uniti. In questo scenario Lazonick è stato una voce critica, ancora in tempi non sospetti, e comprendendo che quel capitalismo finanziario aveva una visione corta, senza futuro, è approdato alla teoria dell’impresa innovativa per ricomporre i cocci di un capitalismo senza un ruolo. Il suo percorso intellettuale si basa sull’idea dell’impresa innovativa che torna ad essere comunità, con una funzione comunitaria, che mescola capitale e lavoro per produrre beni e servizi.
William Lazonick oggi si è concentrato sul settore farmaceutico statunitense nel quale è viva una discussione su come vengono utilizzati i profitti dei farmaci. In tutti settori può accadere che i profitti ottenuti da alcune industrie servano ad acquistare azioni delle società stesse, ma a questo modello si sono adeguate anche le case farmaceutiche: anche se sostengono che gli alti profitti ottenuti con prezzi alti dei farmaci servono a finanziare le ricerche innovative volte a salvare vite umane, in realtà quei proventi vengono utilizzati per comprare azioni delle stesse società, mentre viene ristretto l’accesso ai farmaci e si pongono freni all’innovazione. Negli Stati Uniti le medicine costano il doppio. Big Pharma giustifica questo nell’investimento in innovazione per produrre medicine per migliorare la qualità della nostra vita. In realtà negli Stati Uniti le multinazionali come Big Pharma non sviluppano più nuovi farmaci ma acquisiscono altre aziende farmaceutiche che brevettano farmaci; ci sono poi le aziende della New Economy, che presentano un approccio più speculativo, ovvero hanno sviluppato farmaci a maggiore diffusione, a poco prezzo, e giocando sulla quantità e grazie ai finanziamenti pubblici per le start up, non solo hanno guadagnato parecchio, ma hanno capito che potevano guadagnare ancora di più senza sviluppare nuovi farmaci.
E’ Medici Senza Frontiere che lancia l’allarme, affermando che i farmaci necessari non vengono prodotti perché le aziende si concentrano su quelli che fanno guadagnare di più. Addirittura alcune aziende producono farmaci nocivi, con una avidità rapace e assassina per soddisfare gli assurdi compensi dei top manager (cifre inimmaginabili) invece che investire per produrre farmaci dedicati alla salute globale. Questo atteggiamento predatorio è basato quindi su una azione che si sofferma sugli effetti azionari invece che su quelli benefici, contraria all’obiettivo virtuoso di avere un prodotto di qualità ad un prezzo più basso.
Il professor Lazonick ha parlato della sua teoria incardinata sul processo innovativo definendolo incerto collettivo e cumulativo, ovvero dal futuro imprevedibile, che coinvolge una pluralità di soggetti e che richiede del tempo. E’ inutile negare che le aziende che sposano questo progetto si trovano spesso in difficoltà a causa del costo elevato dell’innovazione, ma nel momento in cui si raggiunge un prodotto di qualità, l’orizzonte è quello di ammortizzare i costi fissi. Quando si parla di innovazione in questo senso, è bene specificare che non si intendono solo investimenti nelle attrezzature ma soprattutto nelle risorse umane. Questo ha un effetto positivo per tutti gli stakeholder, compresi i consumatori.

fonte: https://www.trentinosalute.net/Notizie/L-insaziabile-avidita-che-uccide-il-modello-di-business-del-Big-Pharma

 

Usa – Big Pharma ha corrotto 68.000 medici pur di rifilare alla gente oppioidi antidolorifici. Risultato? Oltre 1.000 casi a settimana di overdose da droga, anche fatali! …E parliamo della stessa Big Pharma che ora si frega le mani per i 10 vaccini obbligatori…

 

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Usa – Big Pharma ha corrotto 68.000 medici pur di rifilare alla gente oppioidi antidolorifici. Risultato? Oltre 1.000 casi a settimana di overdose da droga, anche fatali! …E parliamo della stessa Big Pharma che ora si frega le mani per i 10 vaccini obbligatori…

 

La denuncia shock: Big Pharma ha corrotto 68.000 medici per spingere gli oppiacei mortali negli USA

Più di 68.000 medici hanno ricevuto pagamenti superiori a 46 milioni di dollari – nel giro di soli 29 mesi – dalle corporazioni farmaceutiche del goliath che spingono gli oppioidi antidolorifici, questo è uscito fuori in un’inchiesta innovativa su Big Pharma e l’epidemia di oppiacei legali e illeciti che affliggono gli Stati Uniti.

Il denaro ha spinto i medici a prescrivere i farmaci a base di oppiacei che hanno invaso le case delle famiglie americane.

“Il passo successivo consiste nel comprendere i legami tra i pagamenti, le pratiche di prescrizione e le morti per overdose” , ha dichiarato al Washington Post Scott Hadland, pediatra e autore dello studio pubblicato nell’American Journal of Public Health .

Secondo le stime, più di 1.000 persone a settimana hanno riportato danni fatali per overdose di droga nel 2015, hanno riferito i centri per la prevenzione delle malattie, e il picco è avvenuto durante i primi sei mesi dell’anno successivo – che i centri nazionali per le statistiche sanitarie attribuiscono in gran parte al forte aumento delle morti di oppiacei – in particolare, eroina e il potente antidolorifico sintetico, fentanyl.

A dispetto, i ricercatori del Boston Medical Center hanno trovato che le somme più grandi sono state date ai medici per spingere il fentanyl – un antidolorifico da 50 a 100 volte più forte della morfina, usato per il dolore estremo come il cancro, e altro ancora. Il fentanyl fabbricato, illegale all’estero, è tagliato con eroina.

Secondo l’inchiesta, il primo posto dei medici, circa 700, ha ricevuto l’82,5 per cento della somma totale dei pagamenti per gli oppiacei.

Per inciso, l’analisi dei dati pubblici dei centri medici e Medicaid Services ha rivelato che Big Pharma con il denaro per incentivare il commercio di opioidi, ha inondato ogni angolo degli Stati Uniti; Ma, l’Indiana, Ohio e New Jersey – i tre stati che hanno colpito il flagello oppiaceo a livello nazionale – hanno registrato il maggior numero di pagamenti ai medici per corromperli.

fonte: http://www.ninconanco.info/la-denuncia-shock-big-pharma-corrotto-68-000-medici-spingere-gli-oppiacei-mortali-negli-usa/

 

Glifosato: l’Ue si rimangia che il pesticida sia cancerogeno e rinnova per altri 10 anni, così come imposto dalla Germania… D’altra parte cosa ci dovevamo spettare dal matrimonio Bayer-Monsanto?

 

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Glifosato: l’Ue si rimangia che il pesticida sia cancerogeno e rinnova per altri 10 anni, così come imposto dalla Germania… D’altra parte cosa ci dovevamo spettare dal matrimonio Bayer-Monsanto?

 

Glifosato, la Germania volta le spalle ai consumatori e dice sì

La Germania voterà Sì al rinnovo decennale del glifosato, con un pensierino anzi a chiedere addirittura l’autorizzazione per 15 anni, cioè il massimo consentito.

“Dopo due anni di trattative – commenta l’eurodeputato Marco Affronte, che segue con preoccupazione l’evolversi della vicenda – solo lo schieramento deciso di uno dei pesi massimi dell’Europa poteva cambiare gli equilibri sul rinnovo/non rinnovo del Glifosato (la cui autorizzazione per l’uso in Europa scade il 31 dicembre 2017). Quello schieramento è arrivato, purtroppo – pare certo – dalla parte sbagliata”.

Francia, Italia e Spagna non si sono sbilanciate, ma la posizione tedesca è ovviamente determinante.

Come mai, ci chiediamo, dopo l’astensione dello scorso anno questo cambiamento di fronte? “Pare che siano state le imminenti elezioni in Germania a far prendere alla Cancelliera la decisione di accontentare i tantissimi agricoltori tedeschi che usano il Glifosato, contenuto nel RoundUp della Monsanto che – non è un dettaglio – sta trattando con la tedesca Bayer per la fusione“, ci spiega Affronte.

Eccolo il punto, che appare ben lontano dalla tutela degli interessi dei cittadini europei: l’affare in corso (da finalizzare entro la fine del 2017) tra il gruppo tedesco che vuole acquisire la multinazionale Usa dei pesticidi coinvolge interessi economici troppo grandi da scalfire. E tutto il resto – tutela della salute e dell’ambiente – passa in secondo piano.

D’altra parte l’oncologa Patrizia Gentilini lo aveva previsto: Bayer-Monsanto, chi fa profitto con farmaci e pesticidi può avere a cuore la salute?

Ecco l’articolo tratta da Il Fatto Quotidiano:

Per rinfrescarVi la memoria – L’oncologa Patrizia Gentilini: Bayer-Monsanto, chi fa profitto con farmaci e pesticidi può avere a cuore la salute?