Sei stato punto da una medusa? Ecco cosa fare subito e cosa evitare

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Sei stato punto da una medusa? Ecco cosa fare subito e cosa evitare

Sono l’incubo ricorrente del bagno in mare e nelle nostre acque sono presenti in abbondanza. Parliamo delle meduse. Cosa fare se veniamo punti noi o i nostri bambini? Ecco qualche consiglio su come comportarsi in caso di contatto direttamente dal sito dell’ospedale Bambino Gesù di Roma. 

COSA FARE IN CASO DI CONTATTO?
La prima cosa da fare è stare tranquilli. Se si è vicini alla riva, uscire dall’acqua. Se ci si trova a largo, richiamare l’attenzione per farsi aiutare. Per prima cosa verificare che non vi siano parti di medusa rimaste attaccate alla pelle e, nel caso, eliminarle delicatamente con le mani. Se non si dispone di medicamenti, può essere utile far scorrere acqua di mare sulla parte interessata per tentare di diluire la sostanza tossica non ancora penetrata.

COME SI DEVE CURARE LA PARTE IRRITATA
La medicazione corretta consiste nell’applicazione di Gel astringente al cloruro d’alluminio. Il Gel astringente ha un’immediata azione antiprurito e blocca la diffusione delle tossine. Purtroppo non è ancora diffusa in Italia l’abitudine di portare con sé questo gel, che è utile anche per le punture di zanzara. In mancanza di questa pomata, si può usare una crema al cortisone anche se ha un effetto più ritardato (entrano in azione dopo 20-30 minuti dall’applicazione), cioè quando il massimo della reazione si dovrebbe già essere spenta naturalmente.
Evitare di grattarsi o di strofinare la sabbia sulla parte dolorante. E non usare medicazioni estemporanee con ammoniaca, aceto, alcool o succo di limone: peggiorerebbero la situazione.

QUANDO CI SI DEVE PREOCCUPARE
Se immediatamente dopo il contatto, la reazione cutanea si diffonde e compaiono difficoltà respiratorie, pallore, sudorazione e disorientamento, chiamare il 118 e spiegare di cosa si tratta: si riceveranno le istruzioni sul da farsi in attesa che arrivi il personale di Pronto Soccorso.

GLI ESITI
L’area di pelle colpita dalle meduse rimane sensibile alla luce solare e tende a scurirsi rapidamente. Per evitare che la pelle si macchi, è bene evitare pomate antistaminiche e occorre tenere coperta, o ben protetta da uno schermo solare, l’area colpita, fino a quando la razione infiammatoria non scompare (non più di due settimane).

fonte: http://www.leggo.it/societa/sanita/meduse_punture_rimedi-2532864.html

 

Creme solari: il 73% non è del tutto efficace o contiene ingredienti preoccupanti – Ecco la lista delle migliori e di quelle da evitare come la peste.

Creme solari

 

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Il 73% delle protezioni solari non funziona come dovrebbe. E’ questo l’allarme lanciato dall’11esima edizione della guida sulle creme solari stilata dal Environmental Working Group’s (EWG), gruppo di lavoro ambientale americano che ha testato l’efficacia di oltre 1400 prodotti.

Quando spalmiamo sulla nostra pelle o su quella dei nostri figli una crema solare lo facciamo convinti di proteggere al meglio la salute. Il fatto è che, come avverte l’EWG, non tutti i prodotti sono realizzati alla stessa maniera. Secondo la guida 2017 del gruppo di lavoro ambientale, quasi tre quarti dei prodotti analizzati hanno mostrato una protezione contro il sole inferiore a quella dichiarata oppure la presenza di ingredienti potenzialmente pericolosi come l’oxybenzone, un interferente endocrino, e il retinil palmitato, una forma di vitamina A che può danneggiare la pelle.

Non è la prima volta che l’EWG lancia l’allarme sui solari e tutti gli anni il risultato delle loro indagini è più o meno lo stesso. Gli esperti sono convinti che i filtri solari non miglioreranno finché la Food and Drug Administration (FDA) non prenderà una presa di posizione netta, stabilirà regole più forti, riesaminerà i prodotti chimici nocivi e consentirà l’utilizzo di nuovi ingredienti che offrono una maggiore protezione dai raggi UVA.

Secondo l’EWG, i solari con SPF (fattore di protezione solare) elevato (in particolare quelle oltre i 50) in realtà non proteggono molto di più di quelli considerati bassi e sono potenzialmente pericolosi in quanto le persone che li utilizzano hanno un falso senso di sicurezza. Pensano ad esempio di poter stare più tempo al sole magari senza rimettere nuovamente la crema perché convinti che il fattore di protezione alto li proteggerà ugualmente nel lungo periodo.

Tenete presente che la ricerca è stata effettuata sui prodotti disponibili sul mercato americano ma sono presenti anche alcune creme solari vendute nel nostro paese. Provate ad inserire la marca che utilizzate nel motore di ricerca dell’EWG.

Le creme solari per bambini peggiori

Soffermiamoci ora in particolare sulle creme solari per bambini. Quali sono valide e quali invece da evitare?

Queste le creme solari per bambini peggiori secondo la guida EWG:

  • Banana Boat Kids Continuous Spray Sunscreen, SPF 100
  • Banana Boat Kids Sunscreen Lotion, SPF 100
  • Coppertone Foaming Lotion Sunscreen Kids Wacky Foam, SPF 70
  • Coppertone Sunscreen Continuous Spray Kids, SPF 70
  • Coppertone Sunscreen Lotion Kids, SPF 70
  • Coppertone Sunscreen Lotion Water Babies, SPF 70+
  • Coppertone Sunscreen Stick Kids, SPF 55
  • Coppertone Sunscreen Stick Water Babies, SPF 55
  • Coppertone Sunscreen Water Babies Foaming Lotion, SPF 70
  • CVS Health Children’s Sunstick Sunscreen, SPF 55
  • Equate Baby Sunscreen Lotion, SPF 70
  • Neutrogena Pure & Free Baby Sunscreen, SPF 60+
  • Neutrogena Wet Skin Kids Sunscreen Spray, SPF 70+
  • Up & Up Kids Sunscreen Sticks, SPF 55
Le creme solari per bambini migliori

La lista delle creme solari per i più piccoli valide e consigliate comprende invece:

  • Adorable Baby Sunscreen Lotion, SPF 30+
  • All Good Kid’s Sunscreen, SPF 30
  • All Terrain KidSport Sunscreen Lotion, SPF 30
  • Aveeno Baby Continuous Protection Sensitive Skin Lotion Sunscreen, SPF 50
  • Babytime! by Episencial Sunny Sunscreen, SPF 35
  • Badger Baby Sunscreen Cream, SPF 30
  • Bare Republic Baby Mineral Sunscreen Lotion, SPF 50
  • Blue Lizard Australian Sunscreen Baby, SPF 30+
  • BurnOut KIDS Sunscreen, SPF 35
  • California Baby Super Sensitive Sunscreen, SPF 30+
  • Caribbean Sol Sol Kid Kare, SPF 30
  • Goddess Garden Organics Baby Natural Sunscreen Lotion, SPF 30
  • Kiss My Face Organics Kids Sunscreen, SPF 30
  • Neutrogena Pure & Free Baby Sunscreen, SPF 50
  • Sunology Natural Sunscreen Kids, SPF 50
  • Sunumbra Sunkids Natural Sunscreen, SPF 40
  • ThinkSport Kids Sunscreen, SPF 50+
  • Tom’s of Maine Baby Sunscreen Lotion, SPF 30
  • TruKid Sunny Days Sport Sunscreen, SPF 30
Come scegliere una crema solare

Nella sua guida l’EWG fornisce alcuni consigli utili per scegliere al meglio una crema solare.

Anche nel caso delle creme solari leggere l’Inci, ovvero l’elenco degli ingredienti utilizzati, può fare la differenza. Si raccomanda che i solari contengano ossido di zinco, avobenzone e mexoryl sx., che siano effettivamente in crema, abbiano una protezione di ampio spettro (sia UVB che UVA) con una SPF che va da 15 a 50 a seconda delle esigenze e siano resistenti all’acqua.

CREME SOLARI, Cosa evitare

La guida sconsiglia l’utilizzo dei solari in spray in quanto c’è un rischio maggiore che la pelle non sia coperta in maniera uniforme dalla protezione e vi è la possibilità di inalare inavvertitamente il prodotto.

Per quanto riguarda l’elenco degli ingredienti, invece, si consiglia di evitare i prodotti che contengono: oxybenzone, vitamina A (retinil palmitato) o vi siano aggiunti insetticidi o repellenti. Meglio lasciare sugli scaffali anche le creme solari con un SPF superiore a 50.

Altri consigli utili per proteggersi dal sole

Ricordiamo che le creme solari non sono l’unico sistema per difendersi dal sole. E’ possibile anche:

  • Indossare abiti che coprano maggiori superfici di pelle
  • Sostare all’ombra
  • Indossare occhiali da sole
  • Indossare cappelli con visiera
  • Pianificare le attività nelle ore meno calde e assolate della giornata

Non dimenticate che prendere il sole fa bene ma è necessario anche non mettere a rischio la propria salute esponendosi nelle ore più calde o per troppo tempo.

Francesca Biagioli

fonte: https://www.greenme.it/consumare/sai-cosa-compri/24008-creme-solari-peggiori

Congestione: Tutto ciò che ogni genitore deve sapere

 

Congestione

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Congestione: Tutto ciò che ogni genitore deve sapere

Congestione… Mai sottovalutare i tempi di digestione! La prudenza non è mai troppa per la salute nostra e quella dei nostri bimbi. ECCO COSA DEVI SAPERE

Il sole, il caldo… L’afa di questi giorni e il refrigerio al mare…L’aria condizionata e le sudate eccessive… Ma per fortuna esiste quella piacevole brezza marina e la freschezza ottenuta solo dalle acque blu… Insomma, un bel bagno rilassante e rinfrescante, MA ATTENZIONE! Non sempre è una buona idea e spesso se non si prendono i dovuti accorgimenti si corrono rischi elevati.

Soprattutto i bimbi, sono i maggiori soggetti a rischio. Soprattutto a causa della loro eccessiva impazienza di correre nuovamente a giocare con l’acqua…
Ovviamente è un problema anche per noi grandi, e per questo è bene stare attenti soprattutto appena mangiato.
Per incoscienza, leggerezza, noncuranza qualcuno subito dopo un discreto pasto si tuffa nelle acque del mare, magari fredde, per divertimento o cercando refrigerio alla calura estiva… ma rischiando la pelle.
E’ bene sapere che i tempi d’ attesa sono differenti a seconda di ciò che abbiamo mangiato.

  • Se si tratta di un semplice panino, non occorre molto tempo.
  • Per yogurt e frutta non sono necessari tempi di attesa
  • Per una tazza di latte saranno necessari 30 minuti
  • Per un gelato un’ora
  • Per un pasto light (pasta con condimento leggero tipo olio a crudo o insalatone o caprese) un’ora e mezza
  • Per un pasto completo o abbondante (il canonico primo, secondo, dessert) l’attesa sarà di 3 ore.

Senza ricorrere ad eccessi assolutistici, divieti di ore e ore prima di immergersi…la regola di base era e rimane: attenzione e prudenza, che non è mai troppa!! 

Dopo un pranzo o magari uno spuntino, occorre aspettare il tempo necessario per permettere la digestione dei cibi, prima di tuffarsi in mare.
ASPETTARE IL TEMPO NECESSARIO, NON E’ UN DETTO COMUNE O UN SENTITO DIRE. E’ BEN PIU’ DI QUESTO ED E’ BENE ATTENDERE PER PERMETTERE CHE LA DIGESTIONE AVVENGA.

I rischi della congestione

ll rischio che si corre se si fa un bagno senza attendere il tempo necessario, è la congestione causata dalla differenza di temperatura tra l’acqua fredda del mare e quella dello stomaco che sta elaborando la digestione, lavorando col sangue caldo del nostro corpo. La conseguenza dello sbalzo termico è l’arresto della digestione che causa abbassamento di pressione fino a provocare vertigini, nausea e vomito, fitte addominali e a volte svenimento.

E’ opportuno fare piccoli pasti ma spesso, in questo modo sarà più facile digerire!
Ciò che causa la congestione non è l’immersione nell’ acqua, ma l’immersione in un elemento più freddo rispetto la temperatura corporea, come è l’acqua del mare. 

E’ preferibile fare più spuntini a base di frutta, data anche la durata elevata dell’esposizione al calore dei raggi solari!
La cura e la prevenzione non sono mai abbastanza!
Se si prende sottogamba il problema della congestione, si può incorrere in problemi molto seri!

 

fonte: http://www.jedanews.it/blog/sanita/salute-sanita/congestione-tempi-dattesa-attenzione/

Attenzione – Ecco le cose da non lasciare assolutamente mai in auto sotto il sole…!

sotto il sole

 

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Attenzione – Ecco le cose da non lasciare assolutamente mai in auto sotto il sole…!

Tutti sanno che un dispositivo elettronico come un portatile, un tablet o un cellulare può essere danneggiato irreparabilmente se lasciato in un auto in estate, ma ci sono altre cose a cui forse non si pensa che invece potrebbero diventare addirittura pericolose se dimenticate in una vettura sotto al sole.
Oggetti o sostanze che cambiano la propria composizione chimica con il calore o che potrebbero addirittura esplodere.
Vediamone alcuni:

Protezioni solari: La protezione solare è una necessità durante i mesi estivi, soprattutto per chi va al mare.
Ma lasciare per comodità la crema in auto può diventare pericoloso.
Il calore può cambiare la composizione e l’efficacia dei componenti attivi della crema, rendendo la pelle più vulnerabile ai forti raggi del sole.
Il calore può inoltre addirittura sciogliere alcuni tipi di bottiglie di plastica.

Occhiali: Sia da sole che da vista soprattutto con montature in plastica, possono deformarsi con le alte temperature raggiunte in un auto e non adattarsi poi bene al viso.
Bevande: Uno studio del 2014 condotto dalla “University of Florida” ha scoperto che l’acqua immagazzinata in bottiglie di plastica può essere pericolosa da bere dopo essere stata lasciata in una macchina calda.
Alcune bottiglie in polietilene tereftalato rilasciano con le alte temperature antimonio e bisfenolo che sono dannosi per la salute.
Alcune Lattine o bottiglie potrebbero inoltre persino esplodere.

Farmaci: I farmaci sono formulati a temperatura ambiente, lasciarli in una macchina calda può alterare le sostanze chimiche e abbassare o addirittura annullare la loro efficacia.
Costumi bagnati: Abbiamo trascorso la giornata in piscina o in spiaggia? Assicuriamoci sempre che tutti i costumi da bagno siano ben asciutti prima di metterli in una macchina calda.
Il costume da bagno bagnato ad alte temperature può favorire il rapido sviluppo di batteri, soprattutto se avvolto in un asciugamano.

Accendini usa e getta: Sono delle vere e proprie bombe se lasciati in un auto al sole soprattutto se sul cruscotto.
Le alte temperature possono ammorbidire la plastica con cui sono costruiti e causarne l’esplosione che potrebbe avvenire in qualsiasi momento, anche mentre si sta guidando.
Massima attenzione!
Fonte 3BMeteo

Dal genio di due ragazzi Italiani nasce Geizeer, il mini condizionatore che raffredda una stanza al costo di 2 cent !!

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Dal genio di due ragazzi Italiani nasce Geizeer, il mini condizionatore che raffredda una stanza al costo di 2 cent !!

Nasce Geizeer, il mini condizionatore che raffredda una stanza al costo di 2 cent
Il pratico ed economico mini condizionatore è nato da un’idea di due italiani

Due giovani ragazzi abruzzesi, Ferdinando Petrella e Damiano Iannini, dall’indubbia mente brillante, hanno inventato un mini-condizionatore portatile in grado di raffreddare una stanza per circa 4 ore.

Si tratta di un piccolo cubo di circa 14 cm che non necessita di alimentazione, bensì di carica, che oltre ad essere pratico e maneggevole è anche economico, in quanto con una spesa di soli 2 centesimi riesce a raffreddare in pochi attimi di tre gradi una stanza di 12 metri quadrati.

I due portentosi italiani hanno deciso di chiamare la loro creazione Geizeer e su Kickstarter si stanno adoperando per per raccogliere i finanziamenti necessari al fine di commercializzare il prodotto.

Il funzionamento di Geizeer è molto semplice: il cubo è infatti formato da due scocche di legno al cui interno è stata posizionata una ventola che funziona  grazie all’inserimento di un’apposita piastra eutettica, che funge da accumulatore di freddo.

L’aria una volta raffreddata viene spinta a 360° e raggiunge una distanza di 1 metro e 20.

Per ricaricare la batteria è necessario procurarsi un semplice cavo USB e il suo consumo in 24 ore è pari a 2 centesimi di elettricità, mentre  l’elemento raffreddante ha un’autonomia di 4 ore e può essere riutilizzato nuovamente.

guarda QUI il breve video

Utilizzare Geizeer è molto semplice.

Basta inserire l’ice-pack, precedentemente congelato nel frezer, nella metà inferiore del cubo. A questo punto bisogna sovrapporre le due metà, facendo coincidere i due segni di accensione.
In questo modo i contatti si toccano, il circuito elettrico si chiude, e si aziona la ventola. Per spegnerla, basta sollevare e ruotare nuovamente il coperchio.
Ebbene si, non ci sono tasti di accensione!
La ventola aspira aria calda dalla griglia superiore e la incamera all’interno del cubo. La forma dell’ice-pack permette una migliore diffusione dell’aria e la quantità di gel eutettico contenuta in esso è sufficiente per raffreddare una stanza di circa 12mq . In questo modo, inoltre, si evita un surriscaldamento dell’aria interna, dovuto alla rotazione meccanica delle pale.
Dopo qualche secondo a contatto con l’ice pack, l’aria fresca viene spinta fuori a 360° dalle fessure che dividono a metà Geizeer.
L’ice pack, inoltre, prevede un apposito spazio dove inserire dell’essenze che andranno a profumare l’ambiente.

 

 

Vitamina D (ricordate, 800 volte più efficace dei vaccini): i consigli per fare il pieno in estate.

Vitamina D

 

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Vitamina D (ricordate, 800 volte più efficace dei vaccini): i consigli per fare il pieno in estate.

 

leggete anche:

– La Vitamina D è fino a 800 volte più efficace dei vaccini, ma queste cose non si devono sapere !!

– La sorprendente vitamina D che blocca la crescita delle cellule tumorali

– Vitamina D, in Primavera bastano dai 10 ai 20 minuti al sole per fare il pieno

– Le sorprendenti proprietà della luce solare. Fonte di giovinezza, benessere e salute. I fantastici benefici che vanno oltre la vitamina D

La vitamina D rappresenta un’alleata per la salute delle ossa, contro osteoporosi e rischio fratture, ma anche un possibile scudo per le malattie più svariate. Dai tumori a seno, prostata e colon, a patologie autoimmuni come la sclerosi multipla, a quelle neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson.

Anche se il fabbisogno giornaliero della sostanza si raggiunge difficilmente con l’alimentazione (in gran parte viene sintetizzata esponendo la pelle ai raggi ultravioletti del sole, soprattutto in estate), la dieta gioca comunque un ruolo chiave. Eppure, gli italiani con età sopra i 65 anni introducono in media 3,7 microgrammi di Vitamina D al giorno, una quantità ritenuta bassa rispetto a quella consigliata, fino a 10 microgrammi. È quanto hanno verificato gli esperti dell’ Osservatorio Nutrizionale Grana Padano andando a indagare le abitudini alimentari di 1000 anziani italiani.

”La Vitamina D – spiegano in una nota gli esperti – è qualcosa di più di una ‘semplice’ vitamina: la sua particolare struttura la rende un vero e proprio ormone una volta che è stata attivata dalla luce solare, con recettori presenti in tutti gli organi. Per questo ha un ruolo fondamentale in tante patologie. E garantire una giusta esposizione al sole e una quantità corretta di vitamina D negli alimenti può essere una giusta strategia per evitare la supplementazione con integratori alimentari che, in alcuni casi e periodi dell’anno, può diventare indispensabile”.

Gli esperti suggeriscono dunque alcune regole per fare il pieno di vitamina D:

1) Fare una passeggiata tutti i giorni al sole affinché la vitamina D si attivi. Bisognerebbe esporsi alla luce solare (non filtrata da vetri, con la maggior superfice del corpo possibile e per un periodo variabile in base al proprio fototipo) circa 10-15 minuti al giorno in estate e 20-30 minuti in inverno, tra le 11 e le 15 quando i raggi Uv sono più attivi.

2) Consumare 2 porzioni di latticini al giorno, come latte o yogurt, anche parzialmente scremati, a colazione o a merenda, e aggiungere un cucchiaio di formaggio grattugiato sui primi piatti. Chi non tollera il lattosio, può utilizzare latte delattosato e formaggio privo di lattosio;

3) Mangiare ogni settimana 3 porzioni di pesce, variando le qualità in cui è più presente la vitamina D: tonno, trota, merluzzo, anguilla;

4) Consumare 2 uova a settimana, sode o cotte in padella antiaderente (anche strapazzate o in frittata), una volta a settimana un primo di pasta all’uovo;

5) Una volta alla settimana consumare 2 porzioni di formaggio stagionato o fresco, in sostituzione del secondo piatto.

La Vitamina D è fino a 800 volte più efficace dei vaccini, ma queste cose non si devono sapere !!

 

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La Vitamina D è fino a 800 volte più efficace dei vaccini, ma queste cose non si devono sapere !!

Dal momento che esiste una sostanza capace di prevenire la influenza molto più efficacemente dei vaccini, tutti noi saremmo portati a pensare che gli scienziati avrebbero fatto di tutto per pubblicizzarla, giusto? In fin dei conti il nocciolo della questione non dovrebbe essere quello di proteggere bambini e adulti dalla influenza?*Uno studio clinico condotto dal dr. Mitsuyoshi Urashima presso la Divisione di Epidemiologia Molecolare nel Dipartimento di Pediatria presso la Università di Medicina di Minato-ku a Tokyo, ha rilevato che la vitamina D sia estremamente efficace nel prevenire la comune influenza nei bambini. Lo studio è stato pubblicato nel marzo 2010 dal Journal of Clinical Nutrition.

Si è trattato di un esperimento randomizzato su due gruppi il quale ha coinvolto 334 bambini, a metà dei quali sono stati somministrati 1.200 IU al giorno di vitamina D3, e alla altra metà un semplice placebo. Tale rigoroso studio è stato svolto seguendo scrupolosamente tutti gli standard scientifici più rigidi.

I risultati hanno detto che mentre 31 dei 167 bambini facenti parte del gruppo “placebo” hanno contratto la influenza durante i quattro mesi nei quali è proseguito lo studio, solo 18 dei 168 bambini del gruppo “vitamina D” la ha contratta. Questo significa che la vitamina D è stata responsabile di una riduzione assoluta di quasi l’8 per cento.

I vaccini antinfluenzali – secondo i più recenti dati scientifici – ottengono un 1 per cento di riduzione dei sintomi della influenza

Ciò significa che la vitamina D sembra essere 800 volte più efficace rispetto ai vaccini per prevenire le infezioni influenzali nei bambini.

Tornando allo studio, un altro affascinante risultato è che per quei bambini ai quali in passato – prima dell’esperimento – era già stata somministrata vitamina D da parte dei genitori, i risultati si sono rivelati ancora migliori, in quanto in tali soggetti la vitamina D ha ridotto il rischio di influenza di quasi due terzi.

In altre parole, più di sei bambini su dieci che normalmente avrebbero contratto la influenza sono risultati protetti dalla vitamina D.

RIDUZIONE DELL’ASMA

Lo studio ha anche evidenziato come la vitamina D abbia fortemente represso i sintomi da asma bronchiale. Su 12 bambini con precedenti diagnosi di asma, nel gruppo “vitamina D”, solo 2 hanno manifestato tali sintomi.

Sebbene questo sottoinsieme sia di dimensione piuttosto contenuta, è apparso assolutamente chiaro che la vitamina D prevenga gli attacchi di asma nei bambini, e tutto ciò si dimostra del tutto coerente con la prova antinfluenzale.

GLI SPACCIATORI DI VACCINI NON SONO VERI SCIENZIATI

Ora, dal momento che la vitamina D3 ha denotato un effetto così potente nel prevenire l’influenza – 800 volte più efficace dei vaccini – i medici e le autorità sanitarie non dovrebbero darsi da fare prescrivendo la assunzione di vitamina D prima che abbia inizio la “stagione influenzale”?

Ovviamente dovrebbero. Ma non lo faranno. Perché per costoro non è una questione di prevenzione della influenza, nè mai lo è stata. A questa gente interessa solo sfruttare la influenza come buon motivo per vaccinare più persone possibili, indipendentemente dal fatto che tali vaccini siano realmente utili (o salubri).

Nonostante la vitamina D abbia offerto una indiscutibile protezione contro tutte le infezioni influenzali, costoro ancora non la consigliano.

Perché? Perché non credono nel nutrizionismo! Esso infatti si pone in contrasto con la loro agenda informativa sanitaria, la quale afferma che i nutrienti sono per lo più inutili, mentre solo i farmaci possiederebbero reali funzioni curative.

Si potrebbero pubblicare un centinaio di studi atti a dimostrare come la vitamina D sia molte volte più efficace dei vaccini, eppure ancora non la raccomandano.

Sono promotori del dogma medico piuttosto che di soluzioni reali per aiutare i pazienti. Ma questa è la storia della scienza: un sacco di persone apparentemente “intelligenti” che commettono errori marchiani su base regolare. Il che ricorda un pò i progressi della scienza: una nuova idea contesta un vecchio assunto, e dopo che tutti i difensori del vecchio assunto (sbagliato) muoiono, ecco che viene accettato il nuovo assunto, il tutto su basi per lo più dogmatiche.

Tale atteggiamento si riflette in una citazione del Dr. John Oxford, professore di virologia al Queen Mary School of Medicine di Londra, la cui reazione allo studio descritto in questo articolo è stata:

“Questo è uno studio attendibile. Ogni scienziato può constatarlo. Esiste ormai uno sfondo scientifico sempre più solido che rende la storia di vitamina D molto credibile. Ma questo studio dovrà essere replicato. Se i rusultati saranno confermati potremmo pensare di prescrivere la vitamina D unitamente ai vaccini.”

Avete notato le sue osservazioni conclusive? Non ha nemmeno preso in considerazione l’idea che la vitamina D possa sostituire i vaccini. Piuttosto, afferma che la vitamina D abbia valore solo se somministrata congiuntamente ai vaccini!

Questo ostracismo “dogmatico” è riscontrabile anche in campo oncologico in merito alle erbe anti-cancro e ad altre sostanze nutritive. Ogni volta che si riscontra una reale utilità di tali sostanze anti-business, ecco che certa stampa afferma cose come: “Beh, questa sostanza potrebbe essere utile se somministrata al paziente dopo la chemioterapia …” ma mai in sostituzione della chemio, ovviamente.

Molti medici tradizionali e scienziati medici sono semplicemente incapaci di pensare al di fuori del box molto ristretto in cui i loro cervelli sono stati spinti dopo anni di de-formazione presso le scuole di medicina. Quando hanno a che fare con elementi contrari a ciò che è stato loro insegnato, essi stupidamente finiscono per respingerli.

“Data la stupidità della maggioranza del genere umano, una credenza molto diffusa è più probabile che sia sciocca piuttosto che ragionevole.”

 

Ecco come la luce solare ci aiuta a perdere peso

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Ecco come la luce solare ci aiuta a perdere peso

Una ricerca molto importante ha sottolineato come la luce non artificiale delle prime ore del giorno sia in grado di accelerare il metabolismo e bruciare grassi in eccesso.

Svegliarsi presto aiuta a mantenersi in forma.

Proprio così, questa scoperta sarà importante soprattutto per le persone più pigre. Non siamo noi a dirlo, ma una ricerca della Northwestern University Feinberg School of Medecine che ha dimostrato come, svegliandosi presto, si riduca l’Indice di Massa Corporea, ovvero il BMI.

“Quanto prima si verificava l’esposizione alla luce durante il giorno, tanto più l’indice di massa corporea degli individui era basso. Se l’esposizione avveniva anche solo un’ora dopo, gli effetti non erano più così marcati”

Queste le parole della professoressa di neurologia dell’Istituto coinvolto nella ricerca, Kathryn Reid.

La luce e la sua influenza positiva, soprattutto al primo mattino, hanno un forte impatto sul corpo, senza dipendere dall’attività fisica, sesso, età o stagione.

La luce infatti è l’agente più potente per sincronizzare l’orologio biologico interno che regola i ritmi circadiani che a loro volta regolano il bilancio energetico.

Il messaggio quindi che si vuole passare è che ci si dovrebbe esporre di più alla luce, soprattutto tra le 8 del mattino e mezzogiorno. Bastano circa 20, 30 minuti per influenzare positivamente il BMI.

Se una persona non ottiene la luce sufficiente potrebbe rompere la sincronizzazione dell’orologio biologico, alterando il metabolismo e accumulando peso.

Molti ricercatori non hanno ancora capito come sia però possibile che la luce colpisca il grasso corporeo.

Nella ricerca non sono stati inoltre considerati gli stili di vita di alcuni tipi di persone, per esempio coloro che hanno un lavoro notturno, ovviamente più esposti a luci artificiali durante le ore notturne o di chi è estremamente mattiniero e spesso si sveglia ancora prima che il sole sorga.

Saranno necessari ulteriori studi, ma nel frattempo è utile, grazie anche alla bella stagione, svegliarsi un’ora prima e concedersi una passeggiata con la luce diurna.

La luce gioca un ruolo importante nel metabolismo, e riesce a regolare il senso di fame e quello di sazietà.

 

 

fonte: http://salute.robadadonne.it/come-la-luce-del-giorno-ci-aiuta-a-perdere-peso/

Le sorprendenti proprietà della luce solare. Fonte di giovinezza, benessere e salute. I fantastici benefici che vanno oltre la vitamina D

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Le sorprendenti proprietà della luce solare. Fonte di giovinezza, benessere e salute. I fantastici benefici che vanno oltre la vitamina D

Il sole apporta numerosi benefici alla salute che vanno oltre a quelli relativi alla produzione della vitamina D da parte della pelle esposta alla luce solare. Ecco perché la causa di moltissimi disturbi di salute che vanno dall’influenza ai problemi digestivi e psicologici possono essere dovuti alla carenza di esposizione solare che oggi tutti noi stiamo subendo a causa di passare il 99% del tempo in spazi chiusi o con la pelle non esposta al sole.

Come l’esposizione al sole migliora la funzione immunitaria

La ricerca conferma che evitare il sole può essere l’origine di un gran numero di problemi di salute. Non solo il corpo produce la vitamina D in risposta all’esposizione al sole sulla pelle nuda, ma la luce produce anche una serie di altri benefici per la salute che sono estranei alla produzione di vitamina D. In realtà, gli esseri umani sembrano avere molto in comune con le piante in questo senso dato che abbiamo bisogno del pieno spettro di luce che offre il Sole.

Di recente, i ricercatori della Georgetown University Medical Center (GUMC) hanno pubblicato uno studio di laboratorio utilizzando cellule in capsule di Petri, che mostra che l’esposizione alla luce blu e ultravioletta (UV) aumenta l’attività dei linfociti T, i globuli bianchi del sangue coinvolti nella funzione immunitaria nella lotta contro le infezioni.

Questo è il primo studio che mostra un effetto della luce su questo particolare tipo di cellule immunitarie, quindi sono necessarie ulteriori ricerche per verificare i risultati. Tuttavia, ci sono molte prove nella letteratura medica che confermano che la luce solare ha proprietà immunostimolanti. In uno studio pubblicato su Nature è stato dimostrato che la luce stimola la produzione endogena di perossido di idrogeno, che potenzia l’attività dei linfociti T. Sono stati sufficienti 5-10 minuti di esposizione al sole per aumentare l’attività delle cellule immunitarie. Infatti, come già sappiamo, il Prof. Neumivakin usa, nella sua clinica in Russia, acqua addizionata con perossido di idrogeno (acqua ossigenata per uso interno) per curare i suoi pazienti dove la medicina ufficiale ha fallito.

Data la grande superficie della pelle umana, tutte le cellule T presenti nella pelle potrebbero potenzialmente beneficiare di questo fenomeno attraverso l’esposizione alla luce blu. Si noti che la vitamina D viene prodotta nel corpo solo tramite esposizione ai raggi UVB (quelli rilasciati nelle ore centrali più calde della giornata), che però possono essere dannosi in caso di esposizione prolungata. Se la luce blu dai raggi del sole è in grado di energizzare le cellule T che combattono le infezioni, potrebbe essere un potenziale mezzo di trattamento per stimolare l’immunità in molti pazienti. Mentre i ricercatori sembrano fiduciosi che la luce blu da sola potrebbe essere un trattamento immunitario aumentando di valore, è importante rendersi conto che gli effetti biologici della luce possono essere molto complessi, ed è importante farlo bene.

Come spiegato dal Dr Alexander Wunsch, un esperto di livello mondiale sulla fotobiologia, l’eccessiva esposizione alla luce blu – come quella da illuminazione a LED, che è principalmente blu o l’illuminazione a incandescenza – può essere molto dannosa, e può essere un fattore di rischio significativo per la degenerazione maculare legata all’età e danneggiare la retina. La luce blu sana proviene dal sole, poiché è bilanciata dalla radiazione nel vicino infrarosso, che ha molte importanti funzioni biologiche. È importante sottolineare che la radiazione del vicino infrarosso attiva il citocromo c ossidasi nei mitocondri e contribuisce a ottimizzare la produzione di ATP.

Per questo motivo le luci artificiali sono limitate e poco terapeutiche rispetto a quello che il sole ci offre gratuitamente tutto il tempo. Per molto tempo si è creduto che i mammiferi avessero le cellule fotosensibili solo negli occhi. Si sta scoprendo invece che le cellule fotosensibili si trovano anche in molte altre zone del corpo umano. Come notato dagli autori, questo studio dimostra che i linfociti T possiedono fotosensibilità intrinseca e questa proprietà può migliorare la loro motilità sulla pelle. In altre parole, le cellule T rilevano e rispondono alla luce.

La luce blu innesca la produzione di perossido di idrogeno (H2O2) nelle cellule T, che innesca una cascata chimica che si traduce in un aumento della motilità cellulare. L’aumento della motilità e a sua volta dell’attività, permette alle cellule immunitarie di funzionare meglio. È interessante notare che, una volta che le cellule T vengono attivate aumentano anche la loro capacità antiossidante. E’ stato precedentemente dimostrato anche che lo spettro della luce solare a 470 nm può uccidere lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA) in vitro.

La luce solare e la vitamina D per ridurre il rischio di ogni malattia

A questi effetti sulla funzione immunitaria della luce solare vanno aggiunti i benefici per l’immunità dovuti all’effetto della produzione di vitamina D. La vitamina D infatti ha un’effetto antibiotico naturale, battericida e immunostimolanti. Per esempio, i ricercatori hanno scoperto che la vitamina D agisce direttamente sul gene che codifica un peptide antimicrobico e sul gene NOD2 che avvisa le cellule della presenza di microbi. La vitamina D è anche coinvolta nella produzione di oltre 200 peptidi antimicrobici che aiutano a combattere tutti i tipi di infezioni.

C’è un numero cospicuo e in crescita di ricerche scientifiche che confermano i numerosi vantaggi di avere livelli ottimali di vitamina D. È importante sottolineare che l’evidenza ormai mostra chiaramente che una volta che si raggiunge un livello di vitamina D nel siero di 40 ng / ml, il rischio di cancro diminuisce del 67%, rispetto ad avere un livello di 20 ng/ml o meno. [Rif. 9-15]

Anche la Health and Medicine Division of the National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine (ex Istituto di Medicina, IOM) ha evidenziato il legame tra la vitamina D e il rischio generale di mortalità per tutte le cause, tra cui il cancro. La vitamina D aumenta anche le possibilità di sopravvivenza dal cancro, e questo include anche il melanoma. La vitamina D è importante anche per la salute delle ossa, la funzione cognitiva, la funzione immunitaria e per una gravidanza sana e un sano sviluppo infantile. I benefici per la salute della vitamina D sono così significativi che un gruppo di ricerca svedese [Rif. 23-24] ha recentemente avvertito che

“evitare l’esposizione al sole è un fattore di rischio di morte tanto quanto fumare.”

La luce solare migliora notevolmente il sonno

Trascorrere del tempo alla luce del sole di mezzogiorno aiuta a regolare il ritmo circadiano, che è importante per un sonno ottimale. Infatti la luce solare stimola la conversione di triptofano in serotonina, la quale oltre a svolgere il ruolo di ormone del buon umore, è il precursore della melatonina. Quindi più luce assumiamo durante il giorno, più melatonina avremo di notte e quindi il nostro sonno sarà più riposante e benefico. La vitamina D  che si ottiene dall’esposizione al sole può anche svolgere un ruolo nel sonno. Gli scienziati hanno scoperto che una carenza di vitamina D aumenta il rischio di apnea ostruttiva del sonno. In uno studio [Rif. 25] , il 98% dei pazienti con apnea nel sonno aveva carenza di vitamina D, e più grave è la carenza, più grave è la apnea.

La luce solare abbassa la pressione alta e riduce il rischio di malattie cardiache

La ricerca ha dimostrato che quando la luce solare colpisce la pelle, l’ossido nitrico (NO) viene rilasciato nel sangue. [Rif. 26] L’NO è un potente composto che aiuta a proteggere il sistema cardiovascolare, diminuendo il rischio sia per gli attacchi di cuore e sia per l’ictus.

L’UVB della luce solare abbassa la pressione sanguigna dilatando i vasi, in particolare i capillari nella pelle dove dirige circa il 60% del flusso di sangue. Questo consente quindi ai raggi del sole di penetrare facilmente nell’organismo. La luce del sole e i raggi UV sono noti per essere germicidi e possono aiutare a eliminare le infezioni nel sangue. Questo aspetto della luce solare è stato utilizzato per trattare la tubercolosi nel tardo 19° secolo e l’inizio del 20°, ed è stato anche motivo della concessione di un premio Nobel a Finson nel 1903 per questo lavoro.

Secondo uno studio del 2013, per ogni singola morte di cancro alla pelle, da 60 a 100 persone muoiono di ictus o malattie cardiache legate a ipertensione. Quindi, il rischio di morire di malattie cardiache o ictus è in media 80 volte superiore al rischio di morire di cancro alla pelle. Mentre i livelli di vitamina D più alti sono correlati con una minore incidenza di malattie cardiovascolari, gli integratori di vitamina D per via orale non sembrano dare benefici alla pressione sanguigna, probabilmente perché gli integratori non aumentano i livelli di ossido nitrico. E’ quindi importante esporsi al sole per avere questo effetto benefico.

La luce solare riduce l’infiammazione nel corpo

La luce del sole sembra anche alterare l’espressione genetica. Gli scienziati dell’Università di Cambridge hanno recentemente dimostrato che l’espressione del 28% del patrimonio genetico umano varia da stagione a stagione. [Rif. 29] Alcuni di questi cambiamenti genetici influenzano le risposte infiammatorie. Durante i mesi invernali, sono attivati i geni del sistema immunitario per le infiammazioni, che aiutano a combattere i microbi, e durante l’estate l’attività di questi geni aumenta. In sostanza, durante il periodo estivo il corpo comincia a combattere il danno subito dall’infiammazione prodotta quando il sistema immunitario è in allarme. Per questo, è necessario esporsi al sole.

La luce solare previene l’influenza e tutte le malattie infettive

Sia la luce solare (in particolare i raggi ultravioletti) che la vitamina D prodotta quando la pelle è esposta ad essa hanno potenti effetti antimicrobici. Mentre la vitamina D aumenta la produzione di naturali peptidi antimicrobici che distruggono le pareti cellulari di virus e batteri, la luce UV aumenta anche i livelli ematici di linfociti atti a distruggere l’infezione (globuli bianchi).

Non esporsi al sole, oltre a incrementare i tassi di malattie cardiovascolari, può anche essere responsabile del riemergere della tubercolosi [Rif. 30-32], che oggi uccide circa 4.100 persone ogni singolo giorno. Nel 2014, ci sono stati 1,5 milioni di decessi legati alla tubercolosi in tutto il mondo, il che la rende la malattia infettiva n° 1. La luce UV, quella blu in particolare, agisce anche come un potente disinfettante dell’ambiente. La ricerca ha scoperto che la luce UV può ridurre la diffusione della tubercolosi nei reparti ospedalieri e nelle sale d’aspetto del 70%, e aiuta a uccidere il 90% dei batteri resistenti ai farmaci in ospedale. [Rif. 36] I dati suggeriscono che la luce UV a 254 nm può uccidere i ceppi farmaco-resistenti di S. aureus e di E. faecalis in appena cinque secondi.[Rif. 37]

La luce solare migliora l’umore e la salute mentale allontanando la depressione

L’esposizione al sole aumenta la serotonina nel cervello, favorendo il benessere complessivo, che è in parte il motivo per cui si sente meglio dopo aver trascorso qualche tempo al sole. La terapia della luce è stata a lungo il trattamento per il disturbo affettivo stagionale (SAD), e la ricerca più recente suggerisce che può essere utile nel trattamento della depressione maggiore. [Rif. 38] La schizofrenia è stata anche legata alla mancanza di esposizione al sole durante la gravidanza. [Rif. 39] È importante sottolineare che anche l’intestino produce serotonina, e la vitamina D ha dimostrato di combattere l’infiammazione causata da un eccesso di serotonina intestinale. In altre parole, la luce solare e la vitamina D svolgono ruoli intricati nell’asse intestino-cervello, aumentando i livelli di serotonina nel cervello e riducendo al contempo i suoi livelli nell’intestino, migliorando così l’umore da un lato, e riducendo l’infiammazione intestinale dall’altro.

La luce solare aumenta il testosterone e protegge la fertilità maschile

La luce del sole aiuta a stimolare la libido maschile aumentando i livelli di testosterone. Una ricerca australiana rivela che i livelli di testosterone negli uomini salgono e scendono con le stagioni, con un picco nel mese di agosto, e ha livelli più bassi in marzo. I ricercatori della Johns Hopkins hanno anche collegato bassi livelli di vitamina D con un aumento del rischio per la disfunzione erettile.

Riferimenti
1 Newsweek January 11, 2017
2 The Evolving Planet December 30, 2016
3 Life Science Daily December 28, 2016
4 Scientific Reports December 20, 2016; 6: 39479
5 News18 December 22, 2016
6 Photomedicine and Laser Surgery 2009 Apr;27(2):221-6
7 Mercola.com Vitamin D Fights Crohn’s Disease
8 Cancer Research Frontiers 2016 May; 2(2): 156-183 (PDF)
9 PLOS ONE, 2016; 11 (4): e0152441
10 PR Web April 6, 2016
11 UC San Diego Health April 6, 2016
12 Science World Report April 13, 2016
13 Oncology Nurse Advisor April 22, 2016
14 Tech Times April 11, 2016
15 ABC News April 9, 2016
16 Institute of Medicine (US) Committee to Review Dietary Reference Intakes for Vitamin D and Calcium
17 J Clin Endocrinol Metab 2013;98:2160-2167.
18 Anticancer Research February 2011: 31(2); 607-611
19 UC San Diego Health System Press Release March 6, 2014
20 Cancer Therapy Advisor March 23, 2016
21 Cancer Network March 21, 2016
22 Dr. Rath Foundation March 2016
23 Journal of Internal Medicine March 16, 2016 DOI: 10.1111/joim.12496
24 Refinery 29, March 22, 2016
25 Bel Marra Health May 3, 2016
26 Medical News Today May 8, 2013
27 Journal of Investigative Dermatology April 2013
28 BBC News May 7, 2013
29, 41 Daily Mail May 2, 2016
30 The Lancet February 19, 2000:355(9204); 618-619
31 Acta Med Indones. 2006 Jan-Mar;38(1):3-5.
32 Econotimes March 25, 2016
33 Huffington Post March 24, 2016
34 Science Daily March 17, 2009
35 Imperial College London March 17, 2009
36 Healio Infectious News November 2012
37 Osomy Wound Management 1998 Oct;44(10):50-6
38 Journal of Clinical Psychiatry 1991 May;52(5):213-6.
39 BBC News July 20, 2001
40 New Hope Network May 2, 2016
41 Lucas RM, Ponsonby AL, Dear K, Valery PC, Pender MP, Taylor BV, Kilpatrick TJ, Dwyer T, Coulthard A, Chapman C, van der Mei I, Williams D, McMichael AJ. Sun exposure and vitamin D are independent risk factors for CNS demyelination. Neurology. 2011 Feb 8;76(6):540-8.
42 Wang Y, Marling SJ, McKnight SM, Danielson AL, Severson KS, Deluca HF. Suppression of experimental autoimmune encephalomyelitis by 300-315nm ultraviolet light.Arch Biochem Biophys. 2013 Aug 1;536(1):81-6.
43 Wang Y, Marling SJ, Beaver EF, Severson KS, Deluca HF. UV light selectively inhibits spinal cord inflammation and demyelination in experimental autoimmune encephalomyelitis.Arch Biochem Biophys. 2015 Feb 1;567:75-82.
44 Godar DE, Landry RJ, Lucas AD. Increased UVA exposures and decreased cutaneous vitamin D3 levels may be responsible for the increasing incidence of melanoma. Med Hypothesis 2009 Apr;72(4):434-43.

fonte: https://www.dionidream.com/luce-solare-benefici/

 

La luce solare contrasta la miopia 

I ricercatori australiani hanno scoperto che i bambini che trascorrono la maggior parte dei loro giorni al chiuso hanno tassi significativamente più elevati di miopia. Secondo i ricercatori la ragione sta nel fatto che il neurotrasmettitore dopamina è responsabile di inibire la crescita eccessiva del bulbo oculare che causa la miopia, e il sole stimola la retina proprio a rilasciare più dopamina.

La luce solare contrasta la sclerosi multipla

Riguardo la sclerosi multipla, diversi studi scientifici indicano che sia la vitamina D che l’esposizione ai raggi UVB del sole hanno prevengono la formazione della sclerosi multipla e ne rallentano la progressione. [Rif. 41-43] Non a caso, in un articolo precedente, avevamo spiegato come il Protocollo Coimbra abbia avuto parecchio successo nel trattamento di diversi casi di sclerosi multipla impiegando alte dosi di vitamina D.

Come ridurre il rischio di cancro della pelle beneficiando dell’esposizione al sole

Un fattore di rischio importante per il melanoma è la sovraesposizione alle radiazioni UV sia da sole sia da lettini abbronzanti o lampade dirette. Si devono prendere precauzioni per evitare scottature a tutti i costi. In spiaggia è meglio portare vestiti a maniche lunghe e un cappello e coprire la pelle appena comincia a diventare rossa. Se si ha la pelle molto chiara non è necessario passare ore sotto il sole ma basta qualche decina di minuti per raggiungere il livello di esposizione necessario. Ottimizzare i livelli di vitamina D può richiedere infatti pochi minuti sotto il sole con l’abbigliamento minimo. Anche gli altri effetti sulla salute associati all’esposizione al sole al di là della produzione di vitamina D sembrano essere abbastanza ad azione rapida. In uno studio le cellule T sono state attivate entro 5- 10 minuti dall’esposizione alla luce.

Nel complesso, l’evidenza suggerisce che i benefici dell’esposizione al sole superano di gran lunga i rischi di cancro della pelle. Per ridurre ulteriormente i rischi, massimizzando i benefici, qui ci sono alcuni fattori da considerare. Chi ha la fotodermatite ad esempio dovrebbe fare attenzione all’esposizione solare ed integrare la vitamina D.

Dal 1935 ad oggi i casi di melanoma sono aumentati dall’essere 1 su 100.000 persone all’anno a 23 su 100.000, soprattutto per chi lavora in ambienti chiusi. Poiché l’esposizione al sole è diminuita nel complesso, alcuni ricercatori affermano che la causa sia da ricercare nella carenza di vitamina D, nell’insufficiente esposizione al sole e nell’assorbire la luce solare solo dai filtri delle finestre e della crema solare che filtrano alcuni raggi e fanno passare altri.

Quanto tempo esporre la pelle al sole evitando scottature. Man mano che la pelle si abbronza il tempo a cui possiamo esporci senza scottarci si allunga, mentre all’inizio bisogna stare attenti ed evitare di esporsi troppo. Per questo motivo non si può dare una tempistica generale anche considerato il fatto che ognuno di noi ha una carnagione diversa. Il riferimento di tempo è quindi il seguente: l’ideale è esporsi per un tempo pari alla metà di quello che impiegheresti per scottarti. Se non hai idea di quanto ti ci vuole per scottarti basta che fai attenzione alla sensazione della pelle: quando comincia a diventare rossa è ora di girarsi dall’altro lato e poi quando anche l’altro lato ha raggiunto il suo tempo coprirsi con la maglietta.

Il sole, la fantastica medicina naturale che ci regala l’estate.

 

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Il sole, la fantastica medicina naturale che ci regala l’estate.

Il sole fa bene: ecco come agisce sul benessere

Estate fa rima con sole. Ed oltre alla tintarella sono tanti, proprio tanti i benefici del sole.

Come dimostrano diversi studi scientifici condotti sull’argomento, il sole rappresenta una vera e propria medicina naturale per chi soffre di malattie della pelle come psoriasi, vitiligine, dermatite seborroica e atopica ma anche per il trattamento dell’osteoporosi. Il sole è infatti in grado di attivare la vitamina D, indispensabile per l’assorbimento del calcio nelle ossa e per il loro rinforzamento, anche in previsione dei mesi invernali; per questo è particolarmente consigliato alle donne in menopausa e agli anziani.

Tanti benefici, insomma, ma l’esposizione ai raggi non è esente da controindicazioni e richiede il rispetto di alcune precauzioni, soprattutto da parte dei soggetti più vulnerabili come i bambini, le persone con fototipo 1, ovvero pelle chiara e capelli rossi, e quelle con le lentiggini le quali devono necessariamente applicare una crema solare a protezione molto alta.

Per quanto riguarda gli orari di esposizione, gli esperti consigliano di evitare le fasce centrali della giornata quando la concentrazione di raggi ultravioletti è più alta, preferendo le prime ore della mattina e nel tardo pomeriggio. Anche la scelta del luogo può fare la differenza; ecco perché andrebbero scelte località dal clima secco e non umido, in caso contrario è meglio sdraiarsi all’ombra dove il caldo risulta più tollerabile grazie al filtro coprente delle nuvole.

Oltre a essere adeguata al proprio fototipo, la crema solare deve essere applicata ogni 3 ore e dopo il bagno. Un’ulteriore protezione per la testa e il cuoio capelluto è il cappello, leggero di tela da bagnare ripetutamente, sia per gli adulti che per i bambini. Infine, non bisogna mai esagerare con la tintarella, che va presa gradualmente e in modo naturale; in caso contrario, si rischia di devastare irrimediabilmente la pelle con scottature, pori dilatati, macchie e comedoni solari, ovvero punti neri sulle guancia, zigomo e mento, pelle ispessita e di colorito giallo citrino.