Torio, il nucleare pulito – Rispetto all’uranio è più abbondante, più sicuro, produce un centesimo di scorie, ha radioattività residua 300 volte inferiore, è 20 volte più efficiente ed è inadatto per le armamenti nucleari! …E se fosse proprio quello delle armi nucleari il problema?

 

 

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Torio, il nucleare pulito – Rispetto all’uranio è più abbondante, più sicuro, produce un centesimo di scorie, ha radioattività residua 300 volte inferiore, è 20 volte più efficiente ed è inadatto per le armamenti nucleari! …E se fosse proprio quello delle armi nucleari il problema?

 

Torio, il nucleare pulito

L’Italia è uno dei pochi paese occidentali che si è opposto più volte alla produzione energetica da fonte nucleare. Con un certo orgoglio la cittadinanza ha votato espressamente e bandito dal territorio nazionale le centrali destinate alla produzione energetica da fonti nucleari.

La questione si potrebbe dire conclusa se non fosse che alla luce di nuove rivelazioni, la necessità di riaprire un dibattito è diventata di estrema importanza.

Il nucleare sul quale si è sempre discusso riguarda quello basato sul processo di lavorazione dell’elemento della tavola periodica 92, l’Uranio, per esattezza l’isotopo 235 presente in natura circa allo 0,7% del totale. Come ben noto, le problematiche che riguardano la gestione di questa risorsa naturale sono di difficile soluzione. Tra le più gravi, la questione delle notevoli quantità di scorie radioattive, generate inevitabilmente nel ciclo produttivo per la produzione energetica nelle centrali nucleari.

Si stima che la radioattività di queste scorie permanga per un periodo di circa centomila anni, il che rende lo stoccaggio un problema arduo se non impossibile da risolvere in via definitiva.

Ciò che è ben meno noto, è il fatto che dal residuo delle barre di Uranio arricchito, usate come combustibile solido durante il periodo di esercizio, una certa percentuale si tramuta in Plutonio adatto all’implementazione in ordigni nucleari. Tale verità non può altro che avvalorare la giusta scelta fatta dalla popolazione del nostro paese, nella speranza di un futuro libero dalla minaccia atomica.

Quello che l’informazione sin ora non è stata ancora in grado di fare, è di diffondere la consapevolezza che esiste anche una valida alternativa. Questa verità è rimasta sepolta e dimenticata per oltre cinquant’anni, ed è tornata alla luce grazie al lavoro di un ingegnere spaziale, Kirch Sorensen, specializzato anche in campo nucleare.

Nel 2011 fondò la compagnia Flibe Energy, diffondendo tramite la rete le prime informazioni a riguardo.

Il tema principale delle sue ricerche riguarda l’esperimento tra il 1965 e il 1969, eseguito nel Oak Ridge National Laboratory in Tennessee, dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti. (Youtube)

In questo laboratorio fu sviluppata una tecnologia in grado di utilizzare il Torio come combustibile primario. Il Torio elemento della tavola periodica 90, prende il nome dalla divinità norrena Thor il dio del tuono e del fulmine, e sinceramente è difficile credere sia solo una fortunata coincidenza. In natura si trova nell’isotopo 232 al 100%, inoltre in quantità dalle tre alle quattro volte più abbondante rispetto all’Uranio.

Il vantaggio anche solo riguardo la disponibilità naturale è più che evidente, ricordo che l’Uranio in natura si trova per il 93% nell’isotopo 238, non utilizzabile come risorsa primaria. Si stima che se fosse utilizzato come unica fonte per la produzione energetica mondiale, il Torio sarebbe sufficiente a soddisfare il fabbisogno globale per oltre mille anni, un tempo sicuramente più che sufficiente per ricercare e sviluppare energie ancora più efficienti e pulite, come il nucleare a fusione o altre forme più esotiche ancora sconosciute.

Ma andiamo ad approfondire i vantaggi confrontandolo con il nucleare tradizionale.

Tra le molte innovazioni proposte dall’O.R.N.L, quella di utilizzare un combustibile liquido per le reazioni nucleari spicca maggiormente. Il liquido in esame è un sale che a temperatura ambiente si trova in forma cristallina, essendo come anche il sale da cucina in stato di “congelamento”. A temperatura di esercizio invece, si presenta in forma liquida, questo comporta l’enorme vantaggio di non generare pressione, perché anche ad elevate temperatura non è in fase di ebollizione.

L’impatto sulla sicurezza di un sistema che non esercita sotto l’elevato stress caratteristico di impianti ad elevata pressione è evidente, in più il liquido radioattivo potendo solidificare in un sistema a dispersione di calore passivo, permette l’implementazione di un semplice ed estremamente effettivo sistema di sicurezza. In caso di un eventuale interruzione elettrica, una valvola automatica di scarico si apre e riversa il contenuto del reattore in una cisterna di raffreddamento apposita. Il materiale radioattivo raffreddandosi solidifica, e fa quindi in modo che il rischio di perdite risulti irrisorio. Ciò permette anche nell’eventualità di catastrofi naturali, la possibilità di garantirne un sicuro contenimento.

Ma c’è molto di più, un reattore al Torio in sali fusi, detto in gergo tecnico Molten Salt Reactor (MSR), non opera se non sotto un bombardamento di un flusso di neutroni costante, il che permette al sistema di essere acceso o spento a piacimento, mentre chiunque sia del settore sa bene che uno dei maggiori problemi di una tradizionale centrale nucleare, è che una volta in esercizio non può essere spenta per diversi anni, oltre ad un lungo periodo di tempo necessario, prima di poterne procedere ad un eventuale smantellamento.

Invece un impianto MSR è estremamente scalabile, ovvero può essere realizzato anche in dimensioni alquanto contenute, rendendo tutto l’insieme molto più semplice oltre che economico da gestire.

E sì, se non fosse ancora chiaro, tra i vantaggi di questa tecnologia, si presenta anche quello di essere parecchio più economica nella realizzazione.

Ma giungiamo finalmente al punto critico, la questione delle scorie radioattive. Anche sotto questo punto, la tecnologia MSR presenta un enorme vantaggio. Le quantità di scorie prodotte sono un centesimo di quelle tradizionali, inoltre e questo è il punto chiave, la radioattività residua si disperde nell’arco di trecento anni invece dei centomila dell’Uranio, il che rende lo stoccaggio possibile. Per assurdo, la limitatezza di tale scorie renderebbe possibile valutarne anche la spedizione nello spazio remoto.

Per finire, esaminiamo la possibile resa oltre all’impatto su scala globale. L’efficienza calcolata supera di venti volte quella delle tradizionali centrali nucleari, il che permetterebbe di coprire i costi energetici pro capite con un singolo Dollaro annuo, oltre a rendere sostenibile anche economicamente, liberare il mondo dall’inquinamento da fonti fossile, dando infine un netto taglio alla questione sul riscaldamento globale.

Ma non è ancora finita, essendo che il Torio lavora esclusivamente nello spettro termico in ambito delle reazioni nucleari, questo combustibile risulta inadatto ad essere implementato in armamenti nucleari non generando in nessun modo un residuo utile, e non essendo di per se in grado di detonare in una rapida cascata distruttiva, come invece possibile nelle testate nucleari al Plutonio.

A questo punto uno si dovrebbe chiedere come mai una possibilità di emancipazione per l’umanità come questa, sia finita segregata e dimenticata così a lungo. Ad esser maligni, e spesso si azzecca, verrebbe da dire che gli interessi in gioco, non farebbero molto il gioco dei potenti.

Di fatto questa realtà esiste, non resta altro che invocare a gran voce cha la ricerca e la sperimentazione pratica, riprenda il più presto possibile, e se non saremo noi a fare i nostri interessi e quelli delle generazioni future, difficilmente qualcun altro lo farà al posto nostro.

Vedi anche: Making Safe Nuclear Power from Thorium

New Molten Salt Thorium Reactor Powers Up for First Time in Decades

 

fonte: https://www.luogocomune.net/LC/23-energia-e-ambiente/4792-torio-il-nucleare-pulito

 

Luciano Lliuya, il contadino peruviano che sta facendo tremare i colossi dell’energia mondiale

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Luciano Lliuya, il contadino peruviano che sta facendo tremare i colossi dell’energia mondiale

 

Un contadino peruviano sta facendo paura ai colossi mondiali dell’energia, a cominciare dalla multinazionale tedesca Rwe, uno dei maggiori produttori mondiali di elettricità da centrali a carbone e, di conseguenza, anche uno dei maggiori produttori di emissioni nocive nell’ambiente. Un uomo semplice, ma con le idee chiare, che per primo portarà in tribunale una multinazionale dell’energia per aver causato il cambiamento climatico.

LA SUA CITTÀ MINACCIATA DALLO SCIOGLIMENTO DEI GHIACCI. Luciano Lliuya vive a Huaraz, una città posta a oltre tremila metri sul livello del mare, sull’altipiano Callejón de Huaylas, nel nord del Perù, qui si occupa non solo di agricoltura, ma arrotonda la giornata facendo la guida sui cammini di montagna. E proprio esplorando le montagne si è reso conto della velocità alla quale i ghiacciai si stanno sciogliendo, riducendosi a vista d’occhio. Un problema che mette a rischio immediato anche la sua città, posta sotto ad un lago che si sta riempiendo sempre più, minacciando di inondare Huaraz e i suoi 120 mila abitanti. Per questo ha avuto l’idea di denunciare la tedesca Rwe, chiedendo ai giudici di riscontrare la sua responsabilità diretta sul surriscaldamento climatico e quindi di imporgli di farsi carico innanzitutto delle spese necessarie per mettere in sicurezza il lago e di conseguenza la città di Huaraz.

UN PROCESSO CHE POTREBBE CAMBIARE LA STORIA. La causa di Luciano Lliuya è stata esaminata dal Tribunale regionale di Essen, in Germania, presso il quale a supporto del contadino peruviano c’era un pool di avvocati dell’associazione ambientalista tedesca Germanwatch. Un po’ a sorpresa il tribunale ha ritenuto ammissibile la denuncia e quindi la Rwe ora dovrà difendersi in tribunale. Una decisione che, specie se sarà seguita da una vera condanna, potrebbe contribuire a riscrivere la storia del diritto, stabilendo una responsabilità diretta da parte delle aziende maggiormente impattanti sui danni prodotti dal riscaldamento climatico. Una conseguenza che la scienza ha già provato da tempo, riuscendo anche a stabilire le percentuali di colpa tra le varie industrie. Proprio queste ricerche sono alla base della causa, che se per ora chiama in causa la sola Rwe chiede in realtà che tutte le multinazionali dell’energia prendano parte alle spese di ricompensazione in base alla loro percentuale di responsabilità.

LA VITTORIA DELLE MONTAGNE E DEI POPOLI ANDINI. La multinazionale tedesca ovviamente rifiuta ogni responsabilità e c’è da scommettere che tutte le corporation dell’energia si uniranno per contrastare questa causa. Un’eventuale sentenza a favore di Lliuya avrebbe come sicura conseguenza quella di provocare cause analoghe in tutto il mondo, costringendo le aziende a rimborsare i danni del riscaldamento climatico per miliardi di euro. «Le montagne hanno vinto — ha commentato Lliuya — I laghi sono le lacrime delle montagne: la giustizia le ha ascoltate e ci ha dato ragione. Ora voglio tornare a casa sulle Ande e dire alla gente che ho potuto fare qualcosa per loro». La città di Huaraz è nota in Perù come “la muy noble y generosa ciudad” (la città molto nobile e generosa), appellativo che risale alla lotta per l’indipendenza del Perù e che si meritò per la dedizione dimostrata dai suoi abitanti alla causa. Un soprannome che sicuramente continuerà a meritare per molto tempo ancora.

 

fonte: http://www.dolcevitaonline.it/luciano-lliuya-il-contadino-peruviano-che-sta-facendo-tremare-i-colossi-dellenergia-mondiale/

Rinnovabili, ecco come Renzi ci ha mentito spudoratamente sapendo di mentire!

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Rinnovabili, ecco come Renzi ci ha mentito spudoratamente sapendo di mentire!

Ripubblichiamo questo articolo dell’anno scorso, sempre attuale.

Una costante litania ha accomunato in questi ultimi mesi vari esponenti del governo Renzi, impegnati nel cercar di convincere gli italiani che, in fatto di salvaguardia del clima, il nostro Paese ha già raggiunto gli obiettivi fissati dall’Europa per il 2020 ben prima della scadenza.

Oltre al fatto che questa posizione mostra come in Italia la questione climatica non sia affrontata in modo strategico – e che l’obiettivo principale per chi deve decidere in tema di energia e clima è troppo spesso difendere settori di interesse nel campo delle fonti fossili – questa litania si basa su dati sostanzialmente scorretti.

Lo evidenzia con efficacia, nel numero in uscita su Qualenergia, G.B. Zorzoli, uno dei maggiori esperti del nostro Paese in tema di energia, nonché presidente del Coordinamento FREE che raccoglie associazioni delle fonti rinnovabili e diverse sigle ambientaliste.

Zorzoli spiega con precisione che, se l’obiettivo fissato per il 2020 dal piano d’azione per le energie rinnovabili “è stato già raggiunto con anni di anticipo”, è in gran parte merito di un recente ricalcolo ISTAT del consumo di legna nel 2010, anno preso come punto di partenza per le stime. È emerso infatti che nel 2010 in Italia è stato utilizzato un quantitativo di legna da ardere pari a due volte e mezza la stima iniziale riportata dal Piano d’azione: 7,7 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) invece che 2,2.

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Italy’s renewable energy trickery. In Mtoe

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Renewables (Mtoe)Italy’s renewable energy trickeryIn Mtoe10.610.617.317.321.321.322.622.62010 old data2010 after revision2015 after revision2020 target0510152025Highcharts2020 target● Renewable energy (Mtoe): 22.6

Insomma, è soprattutto grazie a questo ricalcolo se si è “già raggiunto” l’obiettivo sulle rinnovabili previsto per il 2020, non certo per l’azione dei governi che si sono succeduti in questi anni.

E si tratta di statistiche già note ai vari ministeri, ma che questo governo si è ben guardato dal riportare pubblicamente (non sappiamo se la cosa è nota alla Commissione europea): un comportamento che rasenta il falso ideologico. Omissis, tra l’altro, ancora in voga. Solo pochi giorni fa, alla vigilia della COP22 di Marrakech, il ministro Galletti ha infatti ribadito per l’ennesima volta la solita ormai stanca litania: l’Italia ha raggiunto gli obiettivi sulle rinnovabili con cinque anni di anticipo.

Se a tutto questo aggiungiamo la forte frenata delle rinnovabili indotta dal governo Renzi con una serie di provvedimenti penalizzanti e retroattivi, sarà molto difficile per il nostro Paese raggiungere gli obiettivi in materia per il 2030. Obiettivi peraltro che verranno con ogni probabilità rivisti al rialzo dopo l’Accordo di Parigi.

Per recuperare, secondo l’analisi di Zorzoli, dovremmo almeno raddoppiare da subito le installazioni annuali di impianti eolici e quadruplicare quelle del solare e delle biomasse. Esattamente l’opposto rispetto a quanto sostiene il governo, secondo cui l’Italia non deve fare altro fino al 2020.

Sulle rinnovabili, dunque, il governo mente sapendo di mentire.

Vampiri di energia, ecco chi vi sta intorno: ci sono i vampiri energetici consapevoli e quelli inconsapevoli

 

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Vampiri di energia, ecco chi vi sta intorno: ci sono i vampiri energetici consapevoli e quelli inconsapevoli

Ladri di energia: vampiri energetici consapevoli e quelli inconsapevoli

Vi è mai successo di incontrare qualcuno e poi sentire un senso di spossatezza, un cambio repentino d’umore, pensieri negativi che assillano? Se vi è successo probabilmente vi siete imbattuti in un vampiro emozionale. Il “vampiro emotivo”si nutre d voi e, passo dopo passo, tende con artifici anche sottili, a soggiogarvi fino ad annichilirvi per sopravvivere.

I vampiri sono ovunque, in ufficio, nei centri commerciali, in palestra, in casa. Possono essere chiunque, si possono nascondere sotto molte vesti e possono assumere i connotati di amici e parenti…..può essere il collega di lavoro, il capo, un amico, la moglie, il marito, la fidanzata.

I vampiri emozionali non sono sempre consapevoli del loro ruolo e spesso non sono nemmeno persone cattive.
Siamo di fronte a persone che invadono la nostra libertà senza porsi alcun limite e che sono convinte che tutto il resto dell’umanità sia stata creata per soddisfare i loro bisogni. Sembra una persona normale ma, lentamente, dopo essersi conquistata la vostra simpatia, inizierà a succhiare tutte le vostre energie emozionali.

Alcuni hanno bisogno della nostra energia e della nostra luce per sopravvivere, incapaci di farlo contando solo sulla propria. Insufficiente o negativa che sia. Altri, i più pericolosi, quell’energia e quella luce che emaniamo, desiderano solo smorzarla, fino a spegnerla.

Il Vampiro energetico inconsapevole

Il Vampiro energetico non deve avere per forza intenzioni maligne. Anzi, molti si trovano nella cerchia degli amici o in famiglia. Di solito sono persone molto fragili, spaventate, prive di qualunque autonomia emotiva, bisognose di costante attenzione, che vedono negli altri solo la stampella necessaria per fare il prossimo passo.
Al contrario, alcune sono persone talmente esuberanti da travolgere con la loro vitalità tutto ciò che le circonda, incuranti dell’effetto ciclone che possono avere sul prossimo.

Ci sono poi le persone prive di qualunque senso pratico, che navigano a vista, sempre alle prese con problemi complessi, su cui chiedono continuamente consigli che non seguiranno mai. Che dopo aver ingarbugliato fino all’inverosimile le situazioni, pretendono il tuo aiuto per uscirne. Sono convinti che tu sia sempre lì, pronto a intervenire per togliere loro le castagne dal fuoco. Persone che, più che un amico o un parente, ti vedono come un Pronto Soccorso emotivo e pratico, sempre aperto.

In realtà, è difficile ammettere che in famiglia o tra gli amici più stretti, si celi un Vampiro energetico pronto a dissanguarci. Per affetto o consuetudine, tendiamo a minimizzare le avvisaglie e a giustificare in ogni modo comportamenti atti a spremere ogni goccia della nostra energia vitale.

Il Vampiro energetico consapevole

Il Vampiro energetico consapevole, colpisce sapendo di colpire. E’ abbastanza riconoscibile e di solito ce lo troviamo intorno senza aver fatto molto per attirare la sua attenzione. Forse perché siamo stati noi ad aver attirare la sua. Sono persone che fanno di tutto per entrare a forza nella nostra vita, usando diverse chiavi d’accesso e sono abbastanza riconoscibili.

Alcuni chiedono continuamente conferma alle loro parole, nel tentativo di deviare le tue idee e far sì che avvalori le loro. Il vittimista, che usa le sue sciagure e sofferenze, per entrare nelle tue grazie e nutrirsi della tua energia per superarle.

Quello che ti sta costantemente addosso, che ti travolge con i suoi discorsi incurante delle tue opinioni; che vive aggrappato agli altri, per riuscire a galleggiare nel suo piccolo mare di solitudine.
Altri si celano dietro un apparente distacco, parlano molto poco di se stessi e fanno sì che la loro vita rimanga un arcano. Attaccano per lo più persone influenti o in posizioni di comando, da poter manipolare per i loro scopi e per appagare la loro sete di potere frustrata.

In sintesi, come si riconoscono?

  • Amano nascondere le loro battute offensive in un atteggiamento di falsa cordialità e amicizia
  • Criticano il comportamento degli altri e sono pronti a sfruttare le ingenuità degli altri per poterne trarre un vantaggio personale
  • Non rispettano nessuna regola e vedono le relazioni interpersonali come qualcosa da poter sfruttare a proprio vantaggio
  • Di solito hanno un atteggiamento amichevole che nasconde il loro vero intento che è quello di servirsi degli altri per ottenere dei benefici senza dare nulla in cambio
  • La loro strategia è quella di dare alle loro vittime l’illusione della loro disponibilità che non si concretizzerà mai

Quali altre strategie adottano?

Una strategia che viene adottata frequentemente dal vampiro è quella del ricatto emotivo che sfrutta facendo sorgere in noi dei forti sensi di colpa che lo aiuteranno a manipolarci con maggior facilità.

Un altra tattica è quella del vittimismo emotivo che mettono in atto impersonando il ruolo della vittima.

Ecco 17 tipologie di vampiri energetici che distruggono la felicità

Ne esistono davvero tanti e ciascuno ha origini ben precise, ma anche se ogni tipologia di Vampiro energetico segue un diverso modus operandi, lo scopo è comune a tutti. La loro sopravvivenza a discapito del tuo benessere.

Il problema è che i vampiri emozionali non solo ci provocano un disagio momentaneo, ma, a forza di rapportarci con loro giorno dopo giorno, ci causano grande stress e angoscia, non solo a livello emotivo, ma anche fisicamente. In realtà, non possiamo dimenticare che le emozioni sono contagiose e che gli stati emotivi negativi mantenuti nel tempo possono dare origine a numerose malattie. Quindi il primo passo per affrontare i vampiri emozionali è imparare a distinguerli. Per approfondimento leggi “Vampiri emozionali, come riconoscerli”

1 Adulatore
E’ abituato a riempire gli altri di complimenti falsi e di lodi non sincere.

2 invidioso
Si sente inferiore ed è costantemente invidioso delle doti o dei successi ottenuti da amici e parenti.

3 pettegolo
Attacca sempre bottone ed ama parlare dei fatti degli altri. Non gli sfugge nessun dettaglio che poi prontamente riporta a chiunque gli capiti a tiro.

4 autoritario
Impone la sua presenza facendo leva sulla sua presunta superiorità; non ammette che venga offuscata la sua autorità e si sente soddisfatto quando riesce a controllare qualcuno.

5 appiccicoso
Stabilisce dei legami stretti ed indissolubili con le persone che sceglie. E’ il suo modo per approfittare della loro linfa ed energia vitale.

6 controllore
Con l’astuzia si intromettono nella vita altrui riuscendo a controllarla e ad imporre la loro volontà. Per mantenere il controllo fanno ricorso al senso di colpa.

7 pessimista
Ha una visione pessimistica e negativa della vita e non perde occasione per piangersi addosso.

8 approfittatore
E’astuto e particolarmente abile nell’ottenere dagli altri ciò che desidera.

9 chi rinfaccia
E’ una persona che ha il vizio di rinfacciare tutto, comprese le azioni mai compiute.

10 altruista
Sembra ben disposto verso gli altri invece si nutre della loro energia lasciandoli stanchi ed indeboliti.

11 ipocondriaco
Sempre malato, le patologie sono il suo unico argomento. Affossa chi lo ascolta con il racconto dettagliato dei sintomi che lo affliggono.

12 contestatore
E’ un vampiro energetico sempre pronto alla protesta e alla contestazione. Il suo atteggiamento è di prevaricazione e violenza.

13 irascibile
Perennemente corrucciato ed arrabbiato con il mondo intero si sfoga con gli altri, subissandoli con il suo cattivo umore.

14 negativo
Basa il suo potere su assurde profezie catastrofiche con le quali mira a terrorizzare le persone con le quali vive. Utilizza la paura ed il timore per indebolire e poter rovinare la felicità altrui.

15 derelitto
Per far presa mette in evidenza la terribile condizione nella quale vive. Cerca di mettersi al centro dell’attenzione puntando sui problemi che gli rendono la vita impossibile.

16 illuminato
E’ un vampiro energetico che si spaccia per una grande personalità mentre non riesce a far altro che assorbire la linfa vitale di chi gli sta accanto.

17 moralista
Si tratta di persone che si ergono a giudici degli altri e non esitano ad imporre schemi e regole.

Quali sono i sintomi?

Se siete caduti nelle mani di un vampiro energetico vi accorgerete immediatamente che la sua presenza vi metterà di cattivo umore, se il legame che si crea tra voi è di dipendenza, però, potrebbe avvenire l’esatto contrario (provocando in voi malumore, quasi un bisogno morboso e malsano)… vi toglierà comunque energia, lasciandovi stanchi e demotivati.

Malgrado il suo atteggiamento amichevole avrete la sensazione che questa persona non vi rispetti e la sua presenza vi darà fastidio e imbarazzo.

Il vampiro potrebbe anche provocarvi dei forti mal di testa, stanchezza eccessiva, sensi di colpa e insicurezza; proverà sicuramente a farvi isolare da amici e familiari così che avrete solo lui come unico referente ed allora sarà difficile sfuggirgli o separarsi da lui.

Ricordate

Con questa tipologia di persone non vale la pena perdere tempo, difficilmente cambieranno e non si meritano la vostra considerazione……

Se volete essere davvero felici nella vita, è fondamentale eliminare i rami secchi e circondarsi di persone positive e vitali, che vi stimano ed apprezzano per quello che siete, che vi sostengono e vi incoraggiano senza prevaricarvi, e soprattutto, senza rubarvi la vostra preziosa energia!

fonte: http://psicoadvisor.com/ladri-di-energia-vampiri-energetici-consapevoli-e-quelli-inconsapevoli-775.html

Auto Elettrica: la super batteria Toshiba garantisce 320km con 6min di carica – potrebbe essere il colpo di grazia al petrolio… Lobby permettendo.

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Auto Elettrica: la super batteria Toshiba garantisce 320km con 6min di carica – potrebbe essere il colpo di grazia al petrolio… Lobby permettendo.

E-car: la super batteria Toshiba garantisce 320km con 6min di carica

Grazie all’ossido di titanio-niobio e una nuova tecnica di sintesi, la multinazionale giapponese è riuscita a raddoppiare la densità energetica delle SCiB.

Nuovi miglioramenti per la SCiB, la super batteria di Toshiba

(Rinnovabili.it) – Toshiba vuole liberare per sempre i proprietari di auto elettriche dall’ansia da ricarica. L’ambizione del gigante giapponese ha già alla spalle una storia di piccoli e grandi successi che in questi anni hanno lasciato i laboratori di ricerca per arrivare sul mercato dell’energy storage portatile. Un passaggio che si spera possa compiere in tempi celeri anche la nuova super batteria sfornata dalla multinazionale nipponica: un vero e proprio gioiellino hi-tech che potrebbe permettere di triplicare l’autonomia di guida.

Secondo quanto riportato dalla stessa società, il dispositivo sarebbe in grado di garantire 320 km con appena sei minuti di carica.

 

La super batteria Toshiba è incarna l’ultima evoluzione tecnologia della SCiB (Super Charge ion Battery), sistema d’accumulo lanciato per la prima volta nel 2007 e prodotto per differenti usi finali, dai pc alle auto elettriche. Concepita per ricaricarsi in pochi minuti fino al 90% della sua capacità, la SCiB rappresentava una vera novità per il settore delle batterie al litio: il dispositivo, infatti, introduceva per la prima volta nella sua struttura un anodo in litio titanato, materiale pressoché inerte (in sostituzione della grafite) in grado di mostrare buone prestazioni di ricarica e una maggiore sicurezza.

La SCiB di nuova generazione utilizza un materiale differente per l’elettrodo positivo, chiamato ossido di titanio-niobio. La Toshiba ha brevettato un procedimento che permette di organizzare questo materiale in una struttura cristallina capace di stoccare più efficientemente gli ioni di litio. In questo modo è stato possibileraddoppiare la densità energetica della sua super batteria.Gli ingegneri giapponesi hanno testato una prima versione da 50 Ah, valutando sicurezza e cicli di vita. La nuova SCiB è in grado di mantenere oltre il 90 per cento della sua capacità dopo 5.000 cicli di carica/scarica. E se incorporata in un veicolo elettrico compatto – si legge nella nota stampa della multinazionale – consente un’autonomia di 320 km dopo solo sei minuti di carica ultra rapida, pari a circa tre volte il range offerto da una batteria al litio standard.

Il lavoro del gruppo, oggi sovvenzionato in parte dalla nuova organizzazione per lo sviluppo tecnologico e tecnologico del Giappone (NEDO), continuerà a focalizzarsi sull’aumento della densità energetica, per portare ancora oltre l’autonomia dei mezzi elettrici. Le prime applicazioni pratiche della nuova super batteria son previste per il 2019.

 

tratto da: http://www.rinnovabili.it/mobilita/super-batteria-toshiba/

Eolico marino: l’Atlantico del Nord potrebbe alimentare il mondo intero!

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Eolico marino: l’Atlantico del Nord potrebbe alimentare il mondo intero!

Uno studio rivela: giganteschi impianti realizzati nell’Oceano atlantico potrebbero coprire la domanda elettrica mondiale. Ma solo durante l’inverno.

Scoperti i segreti dell’eolico marino

(Rinnovabili.it) – I venti che soffiano sulle acque dell’Atlantico del Nord possiedono energia sufficiente ad alimentare il mondo. Lo sostiene una nuova ricerca della Carnegie University. Gli scienziati Anna Possner e Ken Caldeira hanno pubblicato in questi giorni su Proceedings of the National Academy of Sciences, un lavoro sulle potenzialità geofisiche dell’eolico marino in oceano aperto. Lo studio parte essenzialmente da una domanda: si sa che in mare le velocità del vento sono fino a cinque volte più alte rispetto a quanto accade sulla terra, ma questo significa produzioni di elettricità altrettanto alte?

 

La maggior parte dell’energia catturata dalle grandi centrali eoliche nasce in una parte più alta dell’atmosfera e viene trasportata fino in superficie, dove gli aerogeneratori possono sfruttarla. Diversi studi hanno stimato che esiste un livello massimo per l’elettricità prodotta per gli impianti onshore e che questo livello risulta limitato (circa 1,5 Watt per metro quadrato all’interno di grandi parchi eolici a terra) anche a causa delle stesse turbine che rallentano l’energia cinetica.

Se in mare aperto i venti sono più veloci, si è chiesto Caldera “è solo perché non c’è niente là per rallentarli? Incoraggiare la costruzione di parchi eolici giganti là fuori rallenterebbe i venti così come avviene a terra?”

Attraverso sofisticati strumenti di modellazione i due scienziati hanno confrontato la produttività delle grandi centrali eoliche del Kansas con massicci e teorici parchi di eolico marino, scoprendo che in alcune zonel’offshore potrebbe generare almeno tre volte più energia degli impianti a terra. Nell’Atlantico settentrionale, in particolare, la componente di trascinamento, introdotta dalle turbine, non rallenterebbe i venti. Ciò è in gran parte dovuto al fatto che grandi quantità di calore passano dall’Oceano Atlantico settentrionale all’atmosfera sovrastante, soprattutto durante l’inverno. Questo contrasto nel riscaldamento delle superfici è alla base dei frequenti cicloni o sistemi a bassa pressione che attraversano l’Atlantico e risulta esser molto efficienti nello spostare l’energia dell’atmosfera superiore fino all’altezza delle turbine. Qui il limite sarebbe molto più alto: oltre sei Watt per metro quadrato.

 

Ma prima di iniziare a progettare distese di impianti marini, c’è da considerare un piccolo particolare: questo enorme potere è legato al fattore stagionale. Mentre in inverno ipotetiche e gigantesche centrali nell’Atlantico settentrionale potrebbero fornire energia sufficiente per soddisfare l’intero fabbisogno elettrico mondiale (servirebbe una superficie grande quasi quanto l’India), in estate coprirebbero al massimo la domanda elettrica dell’Europa o forse solo quella degli Stati Uniti.

fonte: http://www.rinnovabili.it/energia/eolico/eolico-marino-atlantico/

L’energia pulita che il Governo Italiano insabbiò su ordine degli U.S.A

 

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L’energia pulita che il Governo Italiano insabbiò su ordine degli U.S.A

 

In questa importantissima conferenza il giornalista RINO DI STEFANO ci introduce alla conoscenza di un argomento di eccezionale interesse e le cui implicazioni potrebbero determinare profondi cambiamenti negli assetti politico-economici, socio-culturali e scientifici della nostra società.

Si tratta infatti di uno dei più affascinanti misteri dell’epoca moderna che ci viene illustrato anche attraverso filmati sconvolgenti e scottanti documenti. Il giornalista Rino di Stefano presenta infatti le evidenze straordinarie che confermano l’esistenza di una macchina in grado di produrre energia gratuita e illimitata, di un raggio capace di vaporizzare la materia, tutto all’interno di un intrigo internazionale.

Questi sono gli ingredienti di un’incredibile storia vera che ci viene raccontata dal bravissimo giornalista che l’ha scoperta e documentata.

Quell’energia pulita tanto auspicata dal presidente Obama dopo il disastro ambientale del Golfo del Messico forse esiste già da un pezzo, ma qualcuno la tiene nascosta per inconfessabili interessi economici. Ma non solo.

Negli anni Settanta, infatti, un gruppo di scienziati italiani ne avrebbe scoperto il segreto, ma questa nuova e stupefacente tecnologia, che di fatto cambierebbe l’economia mondiale archiviando per sempre i rischi del petrolio e del nucleare, sarebbe stata volutamente occultata nella cassaforte di una misteriosa fondazione religiosa con sede nel Liechtenstein, dove si troverebbe tuttora.

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Sembra davvero la trama di un giallo internazionale l’incredibile storia che si nasconde dietro quella che, senza alcun dubbio, si potrebbe definire la scoperta epocale per eccellenza, e cioè la produzione di energia pulita senza alcuna emissione di radiazioni dannose. In altre parole, la realizzazione di un macchinario in grado di dissolvere la materia, intendendo con questa definizione qualunque tipo di sostanza fisica, producendo solo ed esclusivamente calore.

Questo processo avverrebbe tramite l’emissione, da parte di questa straordinaria macchina, di un fascio concentrato di antimateria, che a suo tempo fu definito “raggio della morte” e che, di fatto, sarebbe all’origine dell’energia gratuita che ci tengono nascosta e di molte altre incredibili proprietà in grado di rivoluzionare molti aspetti delle nostre certezze scientifiche, ma anche spirituali.

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E sono proprio queste ulteriori proprietà, di natura realmente inimmaginabile, che ha portato a ribattezzare questo strabiliante strumento come “La Macchina di Dio”.

Il giornalista Rino Di Stefano, già ospite l’anno scorso del Centro Studi e Ricerche C.T.A. 102, da molti anni si sta occupando di questo affascinante argomento raccogliendo pazientemente e rigorosamente una quantità significativa di documenti e testimonianze dirette che ne attestano l’attendibilità.

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In procinto di pubblicare un volume in cui esporrà i risultati delle sue indagini su quello che indubbiamente è uno dei casi più misteriosi e controversi del panorama scientifico-politico degli ultimi cinquant’anni, Rino di Stefano ha già scritto diversi articoli su questo soggetto, due dei quali sull’edizione nazionale de Il Giornale, e ne ha anche parlato nell’ambito di alcune trasmissioni televisive in ambito Rai e Mediaset.

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All’origine della vicenda c’è un uomo,Rolando Pelizza, del quale la cronaca dei giornali ha dipinto un quadro a metà tra lo scienziato e l’avventuriero. Pelizza venne alla ribalta nel 1976 quando contattò il governo italiano dell’epoca, allora presieduto da Giulio Andreotti, per offrire una macchina che, a suo dire, annichilirebbe la materia, trasformandola in energia pura.

Il governo affidò al professor Ezio Clementel, presidente del CNEN e docente di fisica presso l’Università di Bologna, il compito di verificare il funzionamento dello strumento.

L’esperimento venne effettuato tra la fine di novembre e i primi di dicembre 1976, seguendo un protocollo di quattro prove, e fu positivo.

Il professor Clementel presentò una relazione nella quale affermava che l’energia sprigionata andava ben oltre la tecnologia conosciuta.L’esperimento venne anche filmato e attualmente alcuni di questi video sono presenti anche in rete. A quel punto entrarono in ballo gli Stati Uniti, il governo italiano si tirò indietro e un oblio artificiale calò su Pelizza e la sua macchina…

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Nel corso di questa conferenza, Di Stefano ci parla di alcuni degli argomenti più significativi della vicenda presentandoci fatti inediti e sconvolgenti. Il mistero, infatti, si infittisce ancora di più con il racconto di Pelizza che coinvolge la figura di Ettore Majorana, il celebre fisico scomparso nel nulla nel 1938 e di cui si è tornati stranamente a parlare proprio nei mesi scorsi.

Si tratta perciò di un video di immenso interesse:

 

 

fonte:http://www.complottisti.com/quellenergia-pulita-che-il-governo-italiano-insabbio-su-ordine-degli-u-s-a/

Bollette di luce e gas, potete avere dei consistenti sconti, ma nessuno ve lo fa sapere!

 

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Bollette di luce e gas, potete avere dei consistenti sconti, ma nessuno ve lo fa sapere!

Circa quattro milioni di famiglie italiane avrebbero diritto a uno sconto sulle bollette di luce e gas. Sono molte di meno, però, quelle che sfruttano questa possibilità. Il dato era già emerso un anno fa con l’indagine conoscitiva dell’autorità di settore Aeegsi e oggi la situazione non sembra essere cambiata di molto.

C’è chi non conosce affatto il bonus, chi pensa che sia troppa la burocrazia da affrontare per ottenerlo e chi lo ritiene inadeguato in rapporto alle proprie spese energetiche. Di certo, se solo il 34% degli aventi diritto ha aderito al bonus elettrico e solo il 27% al bonus gas, un problema esiste. Anche per questo le maggiori associazioni di consumatori hanno portato in tutta Italia la campagna “Bonus a sapersi” (ormai conclusa) con l’obiettivo di far conoscere a più persone possibile i due bonus.

Secondo l’indagine tra i potenziali beneficiari che, tuttavia, non hanno richiesto il bonus, ci sono soprattutto i nuclei familiari con capofamiglia sotto i 30 anni o sotto i 70. E sono proprio le famiglie con una spesa energetica mediamente alta.

Dalla pubblicazione dell’indagine a oggi, però, l’autorità ha ampliato la platea dei beneficiari. E per l’energia elettrica ha anche aumentato lo sconto.

Come funziona il bonus per l’energia elettrica.
Chi lo può richiedere.

  • Nuclei familiari con Isee non superiore a 8.107,5 euro (fino al 2016 il limite era di 7.500 euro);
  • Nuclei familiari con più di 3 figli a carico e Isee non superiore ai 20.000 euro

A patto che siano clienti domestici e, comunque, per la sola utenza della casa di residenza

A quanto ammonta.
Nel 2017 l’importo del bonus è stato aumentato. Ecco le nuove aliquote, che variano in base alla numerosità del nucleo familiare

  • 1-2 componenti: 112 euro l’anno
  • 3-4 componenti: 137 euro l’anno
  • 5-6 componenti: 165 euro l’anno

Il bonus viene detratto direttamente dalla bolletta della luce ma non in un‘unica soluzione: viene suddiviso nelle diverse bollette che corrispondono ai consumi dei 12 mesi successivi alla presentazione della domanda.

Come e dove si richiede.
La domanda si deve presentare negli uffici del proprio comune o in un Caf. Bisogna compilare alcuni moduli. Nel dettaglio:

  • Se la domanda è presentata da un delegato e non dal diretto interessato, un modulo chiamato allegato D;
  • Il modulo A, cioè la vera e propria richiesta di bonus;
  • L’allegato CF, che serve a indicare i componenti del nucleo familiare che concorrono all’Isee;
  • In caso di famiglia numerosa (con Isee entro i 20.000 euro), un altro documento che si chiama allegato FN

Bisogna anche ricordarsi di portare con sé un documento di identità e una bolletta, che servirà per prendere nota del codice Pod e della potenza impegnata. Per maggiori informazioni, l’Aeegsi ha pubblicato un elenco di domande frequenti con relative risposte.

Come funziona il bonus gas. 
Chi lo può richiedere.

  • Nuclei familiari con Isee non superiore a 8.107,5 euro (fino al 2016 il limite era di 7.500 euro);
  • Nuclei familiari con più di 3 figli a carico e Isee non superiore ai 20.000 euro.

Viene erogato sia ai contratti di fornitura individuale (solo residenti) sia a chi utilizza un impianto condominiale centralizzato.

A quanto ammonta.
Qui le cose sono un po’ più complesse. L’importo del bonus dipende infatti da quanto è numeroso il nucleo familiare e dalla fascia climatica del Comune di residenza

Come e dove si richiede. Funziona come il bonus elettrico. L’unica differenza è che in questo caso bisogna avere con sé il Pdr, cioè il codice di 14 numeri che identifica il punto di consegna del gas. È scritto sulla bolletta.

Famiglie fino a 4 componenti:

Zona climatica A/B Zona C Zona D Zona E Zona F
Acqua calda 31€ all’anno 31€ all’anno 31€ all’anno 31€ all’anno 31€ all’anno
Acqua calda + riscaldamento 72€ all’anno 89€ all’anno 117€ all’anno 146€ all’anno 184€ all’anno

Famiglie oltre i 4 componenti.

Zona climatica A/B Zona C Zona D Zona E Zona F
Acqua calda 48€ all’anno 48€ all’anno 48€ all’anno 48€ all’anno 48€ all’anno
Acqua calda + riscaldamento 100€ all’anno 130€ all’anno 170€ all’anno 207€ all’anno 266€ all’anno

Se il bonus non basta.
Poche decine di euro possono aiutare, ma spesso non sono risolutive per le famiglie che si trovano in uno stato di “povertà energetica”. Con questo termine si intendono le famiglie che spendono oltre il 10% del proprio reddito per pagare le bollette energetiche.

“Semplificare le procedure per ottenere i bonus è solo il primo passo. Abbiamo fatto tre proposte all’Aeegsi per aiutare gli italiani in difficoltà con le bollette” spiega Carlo De Masi, presidente dell’associazione di consumatori Adiconsum. “La prima è una campagna di sensibilizzazione per far capire alle famiglie cosa fare, materialmente, per risparmiare energia. La seconda è la creazione di un fondo sociale nazionale, proprio per venire incontro ai cittadini più bisognosi. Denaro che potrebbe arrivare proprio dalle bollette, e senza chiedere un euro in più: basterebbe utilizzare quelle risorse che non vengono utilizzate, o che il Governo stanzia in settori diversi da quello energetico”.

La terza proposta è quella che potremmo definire il “kilowatt sospeso”: una famiglia in buone condizioni economiche paga una piccola somma in più in bolletta per pagare una quota di energia consumata da una famiglia indigente. “In alcune parti d’Italia già si fa, e nel prossimo futuro queste forme di solidarietà energetica saranno tecnicamente sempre più realizzabili” conclude De Masi.
 

fonte:  http://www.repubblica.it/economia/diritti-e-consumi/energia/2017/10/06/news/luce_e_gas_gli_sconti_in_bolletta_che_quasi_nessuno_conosce-177429815/

Chi sono i donatori di energia positiva? Le 15 caratteristiche delle persone propositive.

 

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Chi sono i donatori di energia positiva? Le 15 caratteristiche delle persone propositive.

Siete mai stati con qualcuno che sembra irradiare una luce che mette di buon umore tutte le persone intorno? E nello stesso modo: avete mai passato del tempo con qualcuno così infelice, che sembra emanare vibrazioni così negative, al punto di risucchiare la felicità di chiunque fosse intorno a lui?

Vampiri o donatori di energia?

Oltre ai vampiri energetici, esistono i donatori di energia positiva; ognuno di noi, anche se inconsapevolmente, emana un’energia, che può risultare positiva o negativa: il contatto con un’altra persona crea come due poli che si possono attrarre o allontanare.

“Non guardare se il tuo bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto. Guarda quanta luce c’è nel vetro”Fabrizio Caramagna

Non è necessario avere dei poteri paranormali per percepire l’energia positiva o negativa emessa dalle altre persone, si tratta di una forma di energia molto reale.

Per approfondimento, ti consiglio la lettura dell’articolo Ladri di energia:

I “vampiri energetici” esistono, stanno intorno a noi e ci fanno malissimo. Come riconoscerli e starne alla larga!

E’ successo qualcosa che vi ha reso felici, ottimisti, produttivi e in salute? Probabilmente siete stati contagiati da un donatore di energia positiva.

La ricerca ha dimostrato che una buona carica di energia positiva aiuta non solo la guarigione psicologica ma anche quella fisica. Le persone sono ispirate a fare buone scelte, quando vedono gli altri intorno fare lo stesso.

Chi sono i donatori di energia positiva?

Sono persone che, nonostante tutto, restano sempre allegre, felici, propositivi. Non è che queste persone non sentano il dolore o la tristezza, non sono insensibili, né hanno vite idilliache, prive di problemi. “Semplicemente”, riescono a non farsi sopraffare dai sentimenti negativi e a godere delle cose positive della vita.

Ecco alcuni comportamenti caratteristici di questo tipo di persone; abitudini che possiamo replicare e far diventare anche nostre per vivere meglio, sicuramente più felici.

Apprezzano la vita

Sono persone che hanno imparato a sviluppare un senso di meraviglia nei confronti della vita, concentrandosi sulla bellezza di ogni singola cosa. Sono grati per il fatto di svegliarsi ogni mattina; prendono il massimo da ogni singolo giorno della loro vita, non danno mai nulla per scontato e imparano ad apprezzare la bellezza che sta intorno a loro, in tantissime cose, dalle più piccole alle più grandi, come i bimbi.

“Ho avuto un sacco di preoccupazioni nella mia vita, la maggior parte delle quali non sono mai successe”  Mark Twain

Ridono tantissimo

Ridono sempre, sanno che il sorriso ha su di loro innumerevoli benefici. Non prendono né se stessi né la vita troppo seriamente; approfittano di ogni occasione per farsi quattro risate.  Perchè non ne approfittatene? Vi può solo far bene.

Sono ottimisti

Cercano di vedere il lato positivo di ogni situazione. Anche nelle situazioni che sembrano negative, in realtà riescono a individuare almeno un lato positivo: può essere il fatto di imparare qualcosa da un errore, l’opportunità di migliorare dopo un esame non passato, e così via. Può essere difficile da trovare, ma secondo loro, il lato positivo esiste sempre. Perchè non fate uno sforzo per trovarlo anche voi e rimpiazzate sempre i pensieri negativi con altri positivi?

Sono gentili

Rispettano sempre le altre persone, indipendentemente da chi sono, cosa fanno, dove vivono ecc. Quando possono, aiutano gli altri, senza volere nulla in cambio. Sono generosi e gentili. Perchè non provate con la vostra gentilezza a cambiare la giornata di chi vi trovate davanti, rendendola migliore?

Non smettono di imparare

Sono sempre aggiornati sulle cose che riguardano sia il lavoro che le passioni degli altri. Perchè non provate cose nuove che stimolano la vostracuriosità o cose che avete sempre voluto fare?

Amano ciò che fanno

Hanno capito che la felicità non è fare ciò che si ama, ma amare ciò che si fa. Se la vostra vita è tutta dedita all’ottenere ricchezze e a essere ogni giorno più potenti, vi posso assicurare che non riuscirete mai a trovare la felicità.

Si godono la vita

Sanno prendersi del tempo per godere delle bellezze attorno a loro. Non fanno del lavoro il centro della loro vita, hanno capito che esiste molto altro. Hanno imparato a vivere nel presente e ad apprezzare quello che hanno intorno. Non restano intrappolati nel passato e neanche intrappolati con la mente sempre al futuro. Vivono giorno per giorno, momento per momento. Perchè non provate a passare più tempo  con le persone che amate o magari a fareun’escursione in mezzo alla natura?

Scelgono gli amici sapientemente

Si circondano solo di persone positive, che hanno valori simili ai loro e condividono i loro obiettivi. Perchè non provate anche voi a fare una cernita con le vostre amicizie?

Perdonano

I donatori di energia sanno che serbare rancore fa male solo a se stessi, non ci fa ottenere nulla. Sanno anche perdonare se stessi quando fanno un errore, perchè hanno capito che imparando dall’errore compiuto è possibile evitare di ripeterlo. Perchè non iniziare da ora ad essere meno severi con voi stessi e verso gli altri?

Hanno un atteggiamento di gratitudine

Hanno imparato a essere grati per tutto ciò che hanno. Analizzano la loro vita, considerando quante cose hanno per cui essere grati: dalla casa al lavoro, dagli amici alla famiglia, e così via, passando anche dalle cose banali. Perchè non provate  a focalizzarvi sulle cose belle anzicchè focalizzarvi su quelle negative?

Vivono relazioni sane

Vivono le relazioni all’insegna del rispetto reciproco, della fiducia, della felicità e del benessere della coppia. Come vivete il vostro rapporto?

Non giudicano gli altri

Non si concentranosulle vite degli altri, su cosa fanno o dicono. Non giudicano. Sanno bene che ognuno ha il diritto di vivere la vita come crede, inclusa la loro.

Non mollano mai

Se vogliono ottenere qualcosa, piccola o grande che sia, fanno di tutto per raggiungerla; non mollano mai. Creano un piano d’azione e agisciscono….e se falliscono, ritentano. Sanno che se cadono possono rialzarsi. Perchè non provate a porvi un piccolo obiettivo?

 


tratto da: http://psicoadvisor.com/chi-sono-i-donatori-di-energia-positiva-15-caratteristiche-delle-persone-propositive-2436.html

 

Polo dell’alluminio di Portoscuso, fiera dell’inquinamento e dell’ambiguità.

 

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Polo dell’alluminio di Portoscuso, fiera dell’inquinamento e dell’ambiguità.

 

Com’è a tutti noto, anche con aspetti drammatici, la situazione industriale e lavorativa delle Aziende del polo dell’alluminio nel Basso Sulcis (zona industriale di Portovesme) attraversa da anni una profonda crisi che ragionevolmente non appare avere facili vie d’uscita.     Non solo riguarda migliaia di lavoratori delle Aziende (principalmente Eurallumina s.p.a. e Alcoa s.p.a.) e dell’indotto con i loro familiari, ma l’intero Basso Sulcis, zona fra le più depresse d’Italia sotto il profilo economico-sociale e ambientale.

Com’è altrettanto noto, le motivazioni della crisi industriale risiedono principalmente nell’alto costo dell’energia e nelle condizioni del mercato internazionale dell’alluminio primario, dove il Gruppo Alcoa riveste una posizione di grande rilievo. Alcuni anni fa l’apertura di nuovi impianti in Islanda e in Arabia Saudita, dove l’Azienda beneficia di grandi quantitativi di energia a prezzo ridotto, di fatto ha segnato la sorte degli impianti sardi, ritenuti non più competitivi dalla Multinazionale statunitense.

Grandi speranze appaiono riposte nel “Progetto di ammodernamento della raffineria di produzione di allumina ubicata nel Comune di Portoscuso, ZI Portovesme (CI)[1], presentato dalla Eurallumina s.p.a. nella zona industriale di Portovesme.[2]

Il progetto prevede la realizzazione e l’esercizio di una centrale termica cogenerativa alimentata a carbone(potenza 285 MWh) e opere connesse, fra cui l’ampliamento fino a un’altezza di mt. 46 (oggi sono 26,5) del bacino dei “fanghi rossi”, le scorie della lavorazione della bauxite, dall’agosto 2009 in buona parte sotto sequestro preventivo nell’ambito di un procedimento penale per gravi reati ambientali.

La nuova centrale è finalizzata a garantire la totale copertura delle necessità di energia termica ed elettrica degli impianti di lavorazione della bauxite dell’Eurallumina s.p.a., impianti che riprenderebbero la produzione in caso di realizzazione ed entrata in esercizio della nuova centrale.   La centrale esistente sarebbe utilizzata solo in caso di fermata di quella attualmente in progetto, l’impianto di abbattimento delle polveri sarebbe in uso anche per l’abbattimento dei contenuti inquinanti dei fumi dell’attuale centrale.

La ripresa della produzione sarebbe sostenuta da ben 74 milioni di euro di fondi pubblici sui 100 complessivi dell’investimento, grazie al contratto di sviluppo sottoscritto nel dicembre 2015 da Invitalia ed Eurallumina.

Insomma, con la nuova centrale ripartirebbe la produzione di alluminio primario e centinaia di operai (357 addetti diretti + circa 100 addetti nell’indotto) riprenderebbero il lavoro.

Però, seppure vi fossero le condizioni del mercato internazionale per sostenere l’impresa (fatto tutto da dimostrare), ambiente e salute ne risentirebbero. E non poco.

Non solo.    E’ altrettanto ben conosciuta la gravissima situazione di crisi ambientale e sanitaria che affligge il territorio.

Infatti, l’intero territorio comunale di Portoscuso rientra nel sito di interesse nazionale (S.I.N.) per le bonifiche ambientali del Sulcis-Iglesiente-Guspinese (D.M. n. 468/2001)[3].       I siti di interesse nazionale, o S.I.N. rappresentano delle aree contaminate molto estese classificate fra le più pericolose dallo Stato.   Necessitano di interventi di bonifica ambientale del suolo, del sottosuolo e/o delle acque superficiali e sotterranee per evitate danni ambientali e sanitari.   I S.I.N. sono stati definiti dal decreto legislativo n. 22/1997 e s.m.i. (decreto Ronchi) e nel D.M. Ambiente n. 471/1999, poi ripresi dal decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. (Codice dell’ambiente), il quale ne stabilisce l’individuazione “in relazione alle caratteristiche del sito, alla quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dell’impatto sull’ambiente circostante in termini sanitari e ecologici nonché di pregiudizio per i beni culturali e ambientali”. Caratteristica fondamentale relativa alle aree ricadenti nei S.I.N. è la necessità che i carichi inquinanti diminuiscano anziché aumentare.

Fin d’ora, la situazione ambientale/sanitaria dei residenti di Portoscuso, in particolare della fascia infantile, è già al limite del collasso.

Nel gennaio 2012 (nota stampa ASL n. 7 del 23 gennaio 2012) così avvertiva un comunicato stampa dell’A.S.L. n. 7 di Carbonia, in seguito a comunicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero dell’ambiente“…si ritiene necessario informare la popolazione di Portoscuso di fare in modo di differenziare la provenienza dei prodotti ortofrutticoli da consumare per la fascia di età dei bambini da 0 a 3 anni. Occorre perciò fare in modo che in questa fascia di età non siano consumati esclusivamente prodotti ortofrutticoli provenienti dai terreni ubicati nel Comune di Portoscuso. Già nel 2008 l’Università di Cagliari (Dipartimento Sanità pubblica, Medicina del lavoro) nel corso di una ricerca (Plinio Carta, Costantino Flore) affermò chiaramente la sussistenza di deficit cognitivi in un campione di bambini di Portoscuso, dovuto a valori di piombo nel sangue superiori a 10 milligrammi per decilitro (vds. “Environmental exposure to inorganic lead and neurobehavioural tests among adolescents living in the Sulcis-Iglesiente, Sardinia” in Giornale italiano di medicina del lavoro ed ergonomia, 15 aprile 2008, in http://www.biowebspin.com/pubadvanced/article/18409826/#sthash.kjkUGkfA.dpuf). La letteratura medica, infatti, indica un’associazione inversa statisticamente significativa tra concentrazione di piombo ematico e riduzione di quoziente intellettivo, corrispondente a 1.29 punti di QI totale per ogni aumento di 1 µg/dl di piomboemia (sulla tossicità del piombo vds. http://www.phyles.ge.cnr.it/htmlita/tossicitadelpiombo.html).

Il Rapporto S.E.N.T.I.E.R.I. – studio epidemiologicoMinistero della salute, S.I.N. Sulcis-Iglesiente-Guspinese (2012) ha evidenziato un pesantissimo rischio per la salute, fra cui un “rischio osservato di circa 500 volte l’atteso … per tumore della pleura fra i lavoratori del settore piombo-zinco (Enirisorse, ex Samin), un incremento di mortalità per tumore del pancreas” fra i lavoratori del settore alluminio (Alcoa), mentre fra i “produttori di allumina dalla bauxite (Eurallumina) la mortalità per tumore del pancreas e per malattie dell’apparato urinario è risultata in eccesso”.

Ormai è la stessa catena alimentare a esser pesantemente interessata.

La Direzione generale dell’Azienda USL n. 7 di Carbonia aveva reso noto (nota prot. n. PG/201416911 dell’11 giugno 2014) che “gli esiti” dei monitoraggi condotti con la stretta collaborazione dell’I.S.P.R.A. e dell’Istituto Superiore di Sanità hanno portato alla “richiesta al Sindaco del Comune di Portoscuso di adozione di provvedimenti contingibili e urgenti che al momento consistono in:

divieto di commercializzazione/conferimento del latte ovicaprino prodotto da sette allevamenti operanti sul territorio comunale con avvio a distruzione presso impianto autorizzato;

*  divieto di movimentazione in vita e di avvio a macellazione dei capi allevati presso le attività produttive del territorio, nelle more della effettuazione di verifiche  mirate sulla eventuale presenza di diossina nelle carni;

* permane il divieto di raccolta dei mitili e dei granchi nel bacino di Boi Cerbus;

*  permane divieto di commercializzazione e raccomandazione di limitazione del consumo di prodotti ortofrutticoli e vitivinicoli prodotti nel territorio”.

In poche parole, di fatto a Portoscuso non si può vendere il latte ovicaprino né fare allevamento ovicaprino, non si possono raccogliere mitili e crostacei, non si possono vendere frutta, verdura e vino, chi li consuma lo fa a rischio e pericolo.

Recenti analisi I.S.P.R.A. e consulenze peritali svolte nell’ambito del procedimento penale n. 10117/2010 R.N.R. (n. 7207/11 G.I.P.) e nei mesi scorsi rese pubbliche[4] hanno evidenziato una gravissima compromissione del suolo, delle falde idriche e dell’ambiente in generale determinata dalla presenza del c.d. bacino dei fanghi rossi, contenente gli scarti della lavorazione della bauxite dell’Eurallumina s.p.a. e contenente elevatissime concentrazioni di arsenico(110 volte il limite tollerabile per le acque sotterranee), cromo esavalente (32 volte superiore al limite), fluorurialluminiomercurio.

Sotto il profilo energetico, basterebbe evidenziare la sentenza Corte Giust. UE, sez. VIII, 12 dicembre 2013, causa C-411/12, recentemente confermata, che ha condannato alla restituzione, quali indebiti aiuti di Stato, gli importi (più di 18 milioni di euro) delle agevolazioni pubbliche per l’acquisto dell’energia nei confronti di varie Aziende del polo industriale di Portovesme.  Anche nei confronti della Portovesme s.r.l. che aveva fatto ricorso in appello.

I fatti delle ultime settimane sono, purtroppo, nel solco della consuetudine.

Il pessimo clima creatosi a Portoscuso ha fatto sì che l’ambientalista locale Angelo Cremone – al quale va tutta la nostra solidarietà – sia stato fatto oggetto per l’ennesima volta di pesanti minacce.

lavoratori Eurallumina, in cassa integrazione dal 2009, hanno avuto il sostegno di una Giunta regionale schierata “senza se e senza ma” in favore di “questo” progetto industriale.

Si è opposta unicamente la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari (nota prot. n. 1952 del 30 gennaio 2017) per palese contrarietà del progetto al piano paesaggistico regionale (P.P.R.), in particolare artt. 15, 20, 21, 41, 42, 49, 58 e 59.

La Giunta regionale ha fatto spallucce, volendo considerare il parere negativo non vincolante, perché la conferenza di servizi sarebbe stata retta dalla disciplina previgente al provvedimento attuativo della c.d. Legge Madia (decreto legislativo 30 giugno 2016, n. 127).

Opinione autorevole, ma in contrasto con la giurisprudenza amministrativa (vds. Cons. Stato, Sez. VI, 23 luglio 2015, n. 3652T.A.R. Marche, Sez. I, 5 gennaio 2017, n. 21).

Non solo.

Assessori regionali, deputati, sindacalisti han fatto a gara per congratularsi in modo autoreferenziale per la “positiva conclusione della conferenza di servizi”. l’Assessore regionale della Difesa dell’Ambiente Donatella Emma Ignazia Spano ha affermato: “la Conferenza dei servizi si è conclusa”, salvo dire subito dopo “la Rusal ha chiesto almeno un mese per presentare altri documenti. Non appena si concluderà l’istruttoria, predisporremo la delibera sul progetto, che sarà portata in tempi serrati in Giunta”.

Insomma, interpretando la dichiarazione dissociata, si capisce che non c’è alcun verbale di conclusione della conferenza di servizi, tantomeno un provvedimento conclusivo della procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), tant’è che sul sito webistituzionale delle Valutazioni Ambientali il procedimento risulta tuttora “in istruttoria”.

La Rusal, titolare dell’impianto, dovrà quindi fornire ulteriore documentazione.   Non solo, ancora.

Chi e come garantisce che la magistratura revochi completamente il sequestro preventivo su quella bomba ecologica rappresentata dal bacino dei fanghi rossi, soprattutto per ampliarlo(dai 159 ettari attuali ai 178 ettari in progetto, dai mt 26,5 di altezza attuale degli argini ai mt 46 previsti in progetto) e, quindi, ampliare la portata offensiva dei reati ipotizzati?

Chi garantisce che cosa?

Un’alternativa il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus l’ha proposta da tempo (maggio 2016) a GovernoRegionesindacati.

Nessuna risposta ufficiale, solo disinteresse.

La ristrutturazione del polo dell’alluminio primario in polo dell’alluminio riciclato.

L’alluminio, infatti, è materiale completamente riciclabile e riutilizzabile all’infinito per la produzione di oggetti anche sempre differenti.                       L’Italia(insieme alla Germania) è oggi il terzo Paese al mondo per la produzione di alluminio riciclato, dopo gli Stati Uniti e il Giappone.

Attualmente ben il 90% dell’alluminio utilizzato in Italia (il 50% nel resto dell’Europa occidentale) è alluminio riciclato e ha le stesse proprietà e qualità dell’alluminio originario: viene impiegato nell’industria automobilistica, nell’edilizia, nei casalinghi e per nuovi imballaggi.

La raccolta differenziata, il riciclo e recupero dell’alluminio apportano numerosi benefici alla Collettività in termini economici perché il riciclo dell’alluminio è un’attività particolarmente importante per l’economia del nostro Paese, storicamente carente di materie prime, in termini energetici, perchè permette di risparmiare il 95% dell’energia necessaria a produrlo dalla materia prima[5], nonchè sotto il profilo ambientale in quanto abbatte drasticamente le emissioni inquinanti e necessità di molte meno risorse naturali.

Nel 2014 in Italia sono state recuperate ben 47.100 tonnellate di alluminio, il 74,3% delle 63.400 tonnellate immesse nel mercato nello stesso anno: così sono state evitate emissioni inquinanti pari a 402 mila tonnellate di CO2 ed è stata risparmiata energia per oltre 173 mila tonnellate equivalenti petrolio (dati Consorzio Italiano Imballaggi Alluminio – CIAL, 2015).     Attualmente nel nostro Paese operano undici fonderie che trattano rottami di alluminio riciclato, con una capacità produttiva globale di circa 846 mila tonnellate di alluminio secondario (2014), un fatturato complessivo di oltre 1,57 miliardi di euro e circa 1.500 lavoratori occupati nel settore.

Per quale motivo quantomeno non si valuta la trasformazione del polo industriale dell’alluminio di Portovesme in polo produttivo dell’alluminio riciclato(raccolta, riciclo e riutilizzo, nuovi prodotti)?

posti di lavoro sarebbero conservati, i costi di produzione diminuirebbero, l’ambiente e la salute di residenti e lavoratori finalmente ne avrebbero benefici, infine – ma non ultimo per ragioni d’importanza – si smetterà di buttar viasoldi pubblici per iniziative industriali fuori mercato da tempo.

Senza considerare i posti di lavoro nell’ambito di quella bonifica ambientaledoverosa sotto il profilo ambientale e sociale ma finora praticamente inattuata.

Sarebbe ora di aprire gli occhi.

Stefano DeliperiGruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

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[1]  In precedenza era stato presentato nello stesso sito il progetto di “costruzione ed esercizio di un impianto di cogenerazione alimentato a carbone di potenza termica pari a 285 MWt” presentato dalla EuralEnergy s.p.a. (Gruppo Eurallumina s.p.a.).

[2] La procedura V.I.A. è stata sospesa, su istanza dell’Azienda, per un periodo di 90 giorni (vds. nota Servizio S.V.A. della Regione autonoma della Sardegna prot. n. 9042 del 9 maggio 2016).

[3]  In realtà da più di 25 anni sono disponibili piani e risorse finanziarie per le bonifiche ambientali: il piano di disinquinamento per il risanamento del territorio del Sulcis – Iglesiente (D.P.C.M. 23 aprile 1993), sulla base della dichiarazione di zona ad alto rischio ambientale (D.P.C.M. 30 novembre 1990, legge regionale n. 7/2002), ed il successivo accordo di programma attuativo (D.P.G.R. 3 maggio 1994, n. 144) hanno in gran parte beneficiato economicamente le medesime industrie responsabili dello stato di inquinamento dell’area. L’obiettivo era quello del disinquinamento e del risanamento ambientale. Obiettivo, a quanto pare, miseramente fallito.

[4]  Vds.  “Eurallumina, l’accusa: ‘Un inferno di veleni sotto il bacino dei fanghi rossi’”, di Piero Loi su Sardinia Post, 1 maggio 2016; ” “Veleni nella falda per tre secoli”, di Veronica Nedrini, su L’Unione Sarda, edizione del 9 maggio 2016, e “Il mistero delle analisi interne”, di Veronica Nedrini, su L’Unione Sarda, edizione del 10 maggio 2016.

[5] la produzione di un kg. di alluminio di riciclo ha un fabbisogno energetico (0,7 kwh) che equivale solo al 5% di quello di un kg. di metallo prodotto a partire dal minerale (14 kwh).

fonte: https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2017/02/16/polo-dellalluminio-di-portoscuso-fiera-dellinquinamento-e-dellambiguita/