Come la Bayer creò l’eroina e la diffuse nel mondo

 

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Come la Bayer creò l’eroina e la diffuse nel mondo

 

Lo sapevi che la Bayer, il colosso tedesco dell’aspirina, creò l’eroina? In passato era un farmaco… ora è una droga che uccide.

Tosse? Raffreddore? Magari due linee di febbre? Cosa meglio di una Aspirina C? Ci darà sollievo, ci farà sentire di sicuro meglio… Ma almeno conosciamo la storia di chi produce questo farmaco?

La casa farmaceutica in questione si chiama BAYER AG, e fu fondata in Germania nel 1863 da Friedrich Bayer e Johann Friedrich Weskott. Il primo importante prodotto della Bayer fu l’eroina, che venne immessa in commercio nel 1899.

La vera storia dell’eroina è venuta recentemente alla luce dopo che, nel 1990, la Bayer, ha finalmente aperto i suoi archivi e permesso di consultare i diari di laboratorio dei suoi chimici e farmacologi, i documenti sulle vendite, il materiale propagandistico e i profitti. La sintesi della diacetilmorfina, nome chimico dell’eroina, era in realtà già avvenuta nel 1874, in un oscuro laboratorio ad opera di un chimico chiamato Wright. Sfortunatamente per lui, alcuni farmacologi, dopo avere sperimentato quella molecola sulla rana e sul coniglio, ne decretarono l’inutilità clinica e così la diacetilmorfina e Wright vennero dimenticati.

La seconda nascita della diacetilmorfina risale al 21 agosto 1897, ad opera del chimico della Bayer, Felix Hoffmann. Questa sostanza divenne in breve una medicina di grandissimo successo, usata contro moltissime malattie e dolori, poi vietata in Italia nel 1925, negli Stati Uniti negli anni ’30 e in Portogallo nel 1962. Sempre nello stesso anno viene messa in commercio anche l’Aspirina, una medicina a base di acido acetilsalicilico, cioè una modificazione dell’acido salicilico (o salicina), che era un rimedio popolare estratto dalla corteccia del salice.

Inizialmente, il successo dell’aspirina fu nettamente inferiore rispetto a quello dell’eroina, ma dopo che questa venne vietata, l’aspirina rimpiazzò l’oppioide e ne ereditò il successo planetario.

Per il suo coinvolgimento in diversi crimini di guerra ad opera dei nazisti, in particolare per la produzione dello Zyklon B e gli esperimenti chimici su numerose cavie umane, specialmente di origine ebraica, e per la compartecipazione che l’impero dei Rockfeller aveva in essa e viceversa, dopo la prima guerra mondiale la Bayer AG venne penalizzata per crimini di guerra negli USA, in Canada e in diverse altre nazioni le vennero sottratti i diritti sul proprio nome e sui propri marchi registrati, ma la Bayer stessa riapparve dopo la Seconda guerra mondiale come azienda indipendente. A partire dal 1978, attraverso numerose acquisizioni, la Bayer ha cercato di riacquisire i diritti sui propri marchi registrati, facendo completamente razzia in Canada e in USA, dove, come detto in precedenza, gli vennero sottratti.

Le scoperte che macchiano il colosso Bayer

EROINA: Come già detto è stata sintetizzata la prima volta nel 1874, dal ricercatore britannico C.R. Wright. L’eroina è un derivato dell’oppio, nota al giorno d’oggi sotto vari nomi farmacologici come Diacetilmorfina o Diamorfina. L’intento era quello di ottenere una molecola più efficace della codeina nel sedare la tosse, per la tubercolosi e nelle patologie respiratorie.

A parte l’opinione negativa di qualche farmacologo contro corrente, non la si riteneva in grado di dare dipendenza, mentre la dipendenza che crea è forte e si instaura molto rapidamente. L’eroinomania divenne rapidamente una emergenza sanitaria: nel 1905 la città di New York consumava circa due tonnellate di eroina all’anno. In Cina sostituì l’oppio.

L’Europa e il vecchio mondo non ne rimasero immuni e il consumo si diffuse rapidamente. In Egitto, nel 1930, il fenomeno aveva assunto proporzioni drammatiche: si calcola che su 14 milioni di abitanti vi fossero 500.000 eroinomani. La dose letale è di circa 100 mg endovena nei soggetti non assuefatti; una dose per consumo voluttuario ne contiene da 3 a 10 mg. Nei tossicodipendenti, si sviluppa sia tolleranza che dipendenza. Per cui, man mano, per ottenere l’effetto cercato si aumentano sempre più le dosi: molti dipendenti da eroina ne assumono dai 2,5 ai 3 grammi al giorno in due/tre dosi.

I più gravi effetti collaterali a lungo termine, di uso costante della sostanza, riguardano principalmente l’instaurarsi di una dipendenza fisica e psichica, che varia da persona a persona. Una volta instaurata la dipendenza, il tossicodipendente è “costretto” a continuare ad assumere la sostanza per evitare il crearsi di fortissime crisi d’astinenza. Nella classifica di pericolosità delle varie droghe, stilata dalla rivista medica Lancet, l’eroina occupa il primo posto.

IPRITEL’iprite è un vescicante d’estrema potenza che possiede la spiccata tendenza a legarsi a molte e diverse molecole organiche costituenti l’organismo. L’iprite è liposolubile e penetra in profondità nello spessore della cute; dopo che gli strati superiori, ancora sani, sono andati incontro al fisiologico ricambio, si presentano sulla superficie cutanea le cellule colpite e non proliferanti, cosicché si aprono devastanti piaghe.

Concentrazioni di 0,15 mg d’iprite per litro d’aria, risultano letali in circa dieci minuti; concentrazioni minori producono le sopracitate gravi lesioni, dolorose e di difficile guarigione. La sua azione è lenta (da quattro ad otto ore) ed insidiosa, poiché non si avverte dolore al contatto. È estremamente penetrante ed agisce sulla pelle anche infiltrandosi attraverso gli abiti, il cuoio, la gomma e diversi tessuti anche impermeabili all’acqua.

In caso di esposizione a dosi molto elevate, provoca danni gravissimi all’apparato respiratorio e all’apparato ematopoietico. L’unica terapia è quella sintomatica in camera sterile al fine di evitare infezioni che risulterebbero letali; gli scampati presenteranno estese cicatrici deturpanti per tutta la vita. L’iprite fu utilizzata per la prima volta, durante la Prima guerra mondiale, per iniziativa dell’esercito tedesco; già l’anno precedente i francesi ne avevano preso in considerazione l’impiego, scartandolo per difficoltà tecniche. Dal dicembre 1935 al maggio 1936, gli italiani sganciarono in Etiopia circa 85 tonnellate di iprite con bombe da aereo, nonché proiettili di artiglieria caricati ad arsine e vescicanti.

TABUNIl gas Tabun è un agente chimico scoperto dal dottor Gerhar Schrader nel 1937; in natura si trova solitamente allo stato liquido, è volatile, inodore e incolore. A causa di queste sue caratteristiche, è molto difficile da individuare senza adeguati strumenti. Essendo molto semplice da produrre in gran quantità, le nazioni in via di sviluppo sovente iniziano i loro programmi di militarizzazione chimica e lo sviluppo di arsenali chimici con il Tabun.

Questo gas è apparso per la prima volta in un conflitto durante la guerra Iran-Iraq, ove fu utilizzato per uccidere migliaia di soldati iraniani fino al 1988. L’entità del danno causato da parte del gas, dipende da diversi fattori quali temperatura, vento, pressione atmosferica, concentrazione e modalità con la quale si entra in contatto col gas. I sintomi di esposizione a piccole quantità di gas Tabun includono irritazione del tratto intestinale e naso che cola; esposizione a quantità maggiori producono crampi intestinali, vomito, irrigidimento del diaframma ed infine morte.

Il Tabun, come la maggior parte degli agenti nervini, inibisce l’enzima acetilcolinesterasi, che permette al neurotrasmettitore acetilcolina di legarsi al suo sito attivo. L’accumulo di acetilcolina causa crampi di entità crescente fino al collasso muscolare e la conseguente morte del soggetto. In caso di esposizione al Tabun, è importante somministrare tempestivamente l’antidoto; dopodiché, la pelle della vittima deve essere lavata con una soluzione al 10% di carbonato di sodio e acqua saponata; gli occhi devono essere invece lavati con acqua pulita. È importante anche fare un’iniezione intramuscolare di farmaci atti a rilassare i muscoli per contrastare l’azione contrattile dell’acetilcolina.

Fonte: www.dionidream.com/la-bayer-creo-leroina-e-la-diffuse-nel-mondo/

Riferimenti:

  • http://it.wikipedia.org/wiki/Bayer
  • http://it.wikipedia.org/wiki/Eroina
  • DisintossicazioneEroina.it

Cancro: è italiana la “droga” dei tumori che toglie energia alla malattia

 

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Cancro: è italiana la ‘droga’ dei tumori che toglie energia alla malattia

Dal ricercatori italiano Antonio Iavarone arriva la ‘droga’ dei tumori che riesce a bloccare la malattia togliendo energia: ecco come funziona.

L’italiano Antonio Iavarone ha confermato di aver compreso il meccanismo che alimenta il ‘motore’ del tumori e di aver compreso ‘chi’ sia la ‘droga’ che alimenta e scatena la malattia. La scoperta è stata pubblicata su Nature dal gruppo di ricerca della Columbia University e alla quale hanno contribuito nel dettaglio Anna Lasorella, Angelica Castano della Columbia, Stefano Pagnotta e Luciano Garofano e Luigi Cerulo, che lavorano fra la Columbia e l’Università del Sannio, Michele Ceccarelli dell’Istituto Biogem di Ariano Irpino, oltre a, ovviamente, Antonio Iavarone.

Dal 2012 a oggi. La ricerca di Iavarone è iniziata, o meglio, è diventata pubblica nel 2012 quando il ricercatori riuscì a trovare i primi indizi dell’esistenza del meccanismo che porta i tumori a crescere e proliferare. In quel caso Iavarone, insieme a Lasorella, identificò una proteina che nasceva dalla fusione dei geni di due proteine (FGFR e TACC) e agiva come una ‘droga’ sul tumore facendolo scatenare e alimentandolo.

La proteina ‘droga’. Questa proteina, definitiva appunto una ‘droga’, si chiama FGFR-TACC e la sua attività è stata osservata proprio in riferimento al tumore più aggressivo per il cervello: il glioblastoma. In merito alla scoperta, Iavarone dichiarò: “Da un punto di vista clinico, abbiamo identificato un obiettivo farmacologico per un tumore al cervello dagli esiti particolarmente infelici. Dal punto di vista della ricerca di base, abbiamo trovato il primo esempio di una mutazione che avvia il tumore, poiché influisce direttamente sul modo in cui le cellule si dividono, causando instabilità cromosomica. Questa scoperta ha implicazioni per la comprensione di glioblastoma, ma anche di altri tipi di tumori solidi”.

Cinque anni dopo. Oggi però, a 5 anni di distanza dalla scoperta della proteina ‘droga’, i ricercatori hanno scoperto che questa “fusione genica è frequente in tutte le forme di tumore”. Ora è stato ricostruito il meccanismo che alimenta il ‘motore dei tumori’ e sappiamo che è legato al funzionamento dei mitocondri, le centraline che danno energia alle cellule.

Farmaci antagonisti. E non è tutto. I farmaci che bloccano il meccanismo molecolare che dà energia ai motori del tumore esistono già, anche se sono usati per altri obiettivi. In Francia, ha detto all’Ansa Iavarone, si stanno già sperimentando su alcune forme di tumore.

fonte: https://scienze.fanpage.it/cancro-e-italiana-la-droga-dei-tumori-che-toglie-energia-alla-malattia/

 

 

L’alcol è 114 volte più letale della marijuana e risulta essere la “droga” più pericolosa. Ma mentre le altre sono proibite, l’alcol si vende regolarmente. Chiediamoci perchè! Ancora una volta lo strapotere delle lobby?

 

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L’alcol è 114 volte più letale della marijuana e risulta essere la “droga” più pericolosa. Ma mentre le altre sono proibite, l’alcol si vende regolarmente. Chiediamoci perchè! Ancora una volta lo strapotere delle lobby?

 

L’alcol è 114 volte più letale della marijuana, secondo uno studio pubblicato su Scientific Reports.

da uno studio pubblicato su Scientific Reports.

L’alcol risulta essere la “droga” più pericolosa di tutte, tabacco al quarto posto.
L'alcol è 114 volte più letale della marijuana.

L’assunzione dell’alcol risulta essere connessa ad un elevatissimo rischio di mortalità. Analizzando il grafico dello studio pubblicato, si può notare come la marijuana risulta essere la più sicura con un rischio di mortalità notevolmente basso ritrovandosi in fondo alla classifica.

Il grafico mette in relazione le dosi normalmente utilizzate da un possibile consumatore con il comportamento di varie droghe sull’organismo, la classifica finale riscontrata nello studio mette in risalto al primo posto l’alcol come la droga più pericolosa, più di eroina e cocaina. Il tabacco si trova al quarto posto con un elevato rischio di mortalità.

La pericolosità delle varie droghe come si può vedere dal grafico, trova al primo posto l’alcool e di seguito l’eroina, cocaina, tabacco, ecstasy, meth e marijuana, sottolineando ancora una volta come il rischio di mortalità dell’alcol sia di ben 114 volte più della marijuana.
Il Washington Post scrive “Detto questo, ci sono anche rischi associati a tutto quello che immettiamo nel nostro corpo”
“Mangiare troppo zucchero ci mette a rischio carie e diabete. Troppo sale aumenta le probabilità di avere un ictus. Le sostanze psicoattive, come marijuana e alcol, non sono affatto le uniche sostanze non esenti da rischi”.
Questo studio mette in risalto la pericolosità di alcol e tabacco, gli studiosi sottolineano come bisognerebbe esserci una “priorità di gestione del rischio nei confronti di alcol e tabacco, piuttosto che di droghe illecite”.
“Quando si tratta di marijuana, poiché i rischi relativi all’assunzione sono bassi, si potrebbe pensare a un approccio legale e regolamentato piuttosto che illecito”.
Sarebbe ora di ridurre o addirittura vietare l’uso di alcol e tabacco, aggiunge il Washington Post, piuttosto che utilizzare notevoli risorse contro la legalizzazione della marijuana.

Prima di questo studio una ricerca britannica ha evidenziato  l’estrema pericolosità per la salute e per la società dell’alcol, classificandola come droga più pericolosa d’inghilterra.
fonte: http://www.cannabis.brucofalla.com/cannabis-ricreativa/lalcol-e-114-volte-piu-letale-della-marijuana-e-risulta-essere-il-piu-pericoloso/

Ma i grandi Boss della droga dove trovano gli ingredienti per produrre le loro porcherie? Ne sa qualcosa Big Pharma, che quando si tratta di fare soldi…

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Ma i grandi Boss della droga dove trovano gli ingredienti per produrre le loro porcherie? Ne sa qualcosa Big Pharma, che quando si tratta di fare soldi…

Il sospetto c’è sempre stato. Chi fornisce ai “Cartelli” gli ingredienti per le loro porcherie? Chi produce questi “ingredienti” no?

Poi i sospetti diventano più forti quando leggi questo…

Big Pharma fornisce ai cartelli tonnellate di ingredienti per la produzione delle droghe

di L.M.P.I

I pubblici ministeri in Belgio hanno recentemente annunciato che i dirigenti delle aziende farmaceutiche, con sede nel paese, sono accusati per aver fornito consapevolmente ai cartelli della droga, i farmaci utilizzati per la fabbricazione di metanfetamine.

Le aziende sono accusate di aver fornito direttamente al boss della droga messicano Ezio Figueroa Vazquezdiverse tonnellate di efedrina, pur sapendo che sarebbe stata utilizzata per la produzione di metanfetamine.

I procuratori hanno riferito che ci sono sette dirigenti accusati, ma non hanno ancora reso di dominio pubblico i nomi e le società che rappresentano. Tuttavia, Reuters ha scoperto che Sterop e Andacon sono due delle tre aziende coinvolte.

Le aziende sostengono in difesa di  non avere idea di chi stava comprando i farmaci, ma i pubblici ministeri hanno le prove che i dirigenti invece avevano piena conoscenza del loro coinvolgimento. Il portavoce Eric Van Der Sypt, ha riferito che il boss Ezio Figueroa Vazquez ha ricevuto grandi spedizioni di efedrina da queste aziende tra il 2006 e il 2011, il cui costo si stima sui 360 milioni di euro.

Il neuroscienziato Carl Hart ha lanciato pesanti dichiarazioni nel 2016 su alcune case farmaceutiche, dimostrando tra l’altro che la struttura chimica del farmaco Adderall è quasi identica alla droga che invade le nostre strade, conosciuta come crystal meth. Non solo questi farmaci sono simili, ma sembra che Big Pharma sia la fonte di approvvigionamento necessaria per i cartelli criminali che la producono. Questa disposizione ha senso perché l’unico posto per ottenere grandi quantità di sostanze come l’efedrina sono le società farmaceutiche, alla maggior parte di queste aziende non interessa chi sono i clienti,  soprattutto se ci sono di mezzo milioni di dollari.

Genitori, attenti ai vostri figli. Ecco la nuova moda tra le nuove generazioni: “sballarsi” sniffando Oki – E fa malissimo!

 

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Genitori, attenti ai vostri figli. Ecco la nuova moda tra le nuove generazioni: “sballarsi” sniffando Oki – E fa malissimo!

 

Qualche anno fa aveva fatto scalpore la notizia di una scuola di Martellago, in provincia di Venezia, dove alcuni studenti dell’Istituto Matteotti erano stati colti in flagranza a “sniffare” l’Oki. Ma non si tratta di un episodio isolato, perché nella vicina scuola media ragazzini poco più che 12enni hanno confermato questa “moda”. Anche dalla Puglia arrivano conferme, con segnalazioni da parte di genitori, che hanno scoperto che le bustine di antidolorifico custodite in casa erano sparite. “Anche nella provincia di Milano questa nuova tendenza è diffusissima: solo un anno fa, quando ne parlavo coi ragazzi delle scuole dove faccio prevenzione, mi sentivo rispondere che ne avevano sentito solo accennare. Ora, invece, mi confermano di conoscere molto bene questa nuova frontiera dello “sniffo”, con cenni di consenso” racconta ancora Comi.

Eppure l’Oki non è l’unica “droga da strada” a cui ormai fanno ricorso i ragazzi per procurarsi lo “sballo”. Enrico Comi, 47 anni, padre di tre figli, lascia infatti intendere che di “polvere bianca” da inalare ne esiste anche altra, a portata di mano, anche in casa dei genitori. Ma i ragazzi sono consapevoli dei rischi che corrono?

No, per niente. Sono invece convinti di poter smettere in qualsiasi momento. Quando però chiedo loro se conoscono qualcuno che ha smesso, rimangono spiazzati.

Pensa che questa nuova “moda” sia l’anticamera dell’uso di droghe vere e proprie?

Non proprio, nel senso che ormai i ragazzi si accontentano di qualsiasi cosa trovino in circolazione: se trovano la marijuana fumano quella, se c’è cocaina a disposizione ne assumono, altrimenti si accontentano delle bustine di Oki. Non esiste più una droga prevalente, si adattano a qualunque sostanza sia reperibile e si abituano a un po’ di tutto.

L’importante è trovare un po’ di “sballo”?

Sì e proprio questo è l’aspetto più preoccupante: i ragazzi si stanno abituando (e in alcuni casi si sono già abituati) a vivere usando qualcosa per avere delle emozioni, che altrimenti non sono in grado di provare. E questo nonostante lo “sballo” provocato, ad esempio, dall’Oki sia relativo: gli studenti mi raccontano che dura poco, dà un po’ di ebrezza, ma niente di più.

Eppure gli effetti collaterali possono essere anche molto gravi, dalle irritazioni alla mucosa ai disturbi gastrici, ecc. Si tratta comunque di una “moda” importata dall’estero, dagli Usa?

Sì, i primi casi sono stati segnalati lì e, tramite internet, è stato facile fare lo stesso anche qui.

Comi, dopo un passato da tossicodipendente e la riabilitazione in comunità, è riuscito a cambiare vita. Di sé dice di “aver riaconquistato la capacità di amare se stesso” e “la volontà di amare gli altrie la vita”. E’ padre di tre figli e co-autore dell’opera teatrale StupeFatto, premiata nel 2013 dal Presidente della Repubblica con la medaglia per l’impegno civile e sociale . Nel 2008 è stato nominato ambasciatore di Pace dalla Universal Peace Federation e nel 2006 ha ricevuto il premio della Fundation for Grug Free Europe di Bruxelles.

Cosa dice ai suoi tre figli e ai ragazzi che incontra quotidianamente?

Ai ragazzi parlo dei rischi per la salute, con un taglio scientifico, ma cerco anche e soprattutto di stimolarli e di farli ragionare.

Cosa ne pensa della liberalizzazione della marijuana?

Molti ritengono che si possa smettere di “farsi le canne” quando si vuole, ma non è così. Non sono contrario alla legalizzazione in se stessa, ma penso che ci siano dei forti interessi che spingono in questa direzione. La quantità ad uso personale già consentita oggi non è affatto bassa, al contrario è importante. Vede, se viene approvato l’uso di cannabis a livello terapeutico, è poi più semplice approvarne anche l’uso ricreativo. In quasi tutti i Paesi dove è consentito l’uso terapeutico, si è poi arrivati alla legalizzazione anche ad uso personale. Penso che ci sia una strategia ben precisa da parte di qualcuno che ha forti interessi a che ciò avvenga.

http://www.panorama.it/scienza/salute/droga-anche-in-italia-si-sniffa-oki/

Approvata la deroga di tre anni alla sperimentazione animale ai test di tossicità di droga, alcool e fumo. Insomma, loro non bevono, non fumano, non si drogano, ma dovranno morire per far capire ad un idiota che fumare, bere o drogarsi fa male!

sperimentazione animale

 

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Approvata la deroga di tre anni alla sperimentazione animale ai test di tossicità di droga, alcool e fumo. Insomma, loro non bevono, non fumano, non si drogano, ma dovranno morire per far capire ad un idiota che fumare, bere o drogarsi fa male!

 

Approvata la deroga dei tre anni sulla sperimentazione animale ai test di tossicità di droga, alcool e fumo.

Loro non guidano ubriachi, ma saranno costretti a bere.

Loro non fumano, ma saranno costretti a fumare.

Loro non si drogano, ma saranno drogati.

Dovranno morire inutilmente per dei test inutili perchè anche un idiota capisce che drogarsi fa male!

La Commissione Affari Costituzionali del Senato, ha approvato a maggioranza Pd-Ncd-Forza Italia-Gal-Autonomie, contrari Sel-Misto-M5s, l’emendamento De Biasi, Cattaneo, che prevede tre anni di proroga per gli esperimenti sulla tossicità di droghe e alcool sugli animali.

Sarà sospeso il divieto di utilizzo della sperimentazione animale sulla ricerca di sostanze d’abuso e xenotrapianti previsto dal decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 26.

Il Ministro della Salute Lorenzin, vuole continuare a favorire sperimentazioni inutili sugli animali innocenti, con il risultato di farli morire dopo atroci sofferenze.

Saranno uccisi migliaia di animali, con iniezioni di droghe nell’addome o nel cervello, shock acustici o tattili con pinze e piastre ustionanti.

Tutta questa sofferenza è pagata anche con i nostri soldi! Vergogna, vergogna e ancora vergogna!

 

 

Dal Corriere della Sera:

Test sugli animali per droga, alcol
e fumo: «sì» bipartisan alla proroga di 3 anni degli esperimenti

Nonostante il pressing e la campagna social, i senatori hanno approvato un emendamento che sposta al 2019 lo stop agli esperimenti sugli animali per verificare i danni delle sostanze stupefacenti. La Lav: «Larghe intese sulla pelle degli animali»

Proroga di tre anni agli esperimenti sugli animali per verificare la tossicità di alcol, fumo e droghe. Alla fine, nonostante il pressing (e la campagna social delle associazioni animaliste), i senatori della Commissione Affari Costituzionali del Senato hanno detto sì, con una maggioranza bipartisan, al contestato emendamento. Secondo quanto diffuso dalla Lav hanno votato a favore Pd-Ncd-Forza Italia-Gal-Autonomie, contrari invece Sel-Misto-M5s. L’emendamento De Biasi, Cattaneo e altri prevede dunque tre anni di proroga (inizialmente era di cinque anni) per questi esperimenti, che secondo la Lav sono «particolarmente inutili per i malati e crudeli per gli animali».

La denuncia

«Il Ministro della Salute Lorenzin, basandosi solo su un parere di parte, ha aperto la strada alle sofferenze e alle uccisioni di altre decine di migliaia di animali, con iniezioni di droghe nell’addome o nel cervello, shock acustici o tattili con pinze e piastre ustionanti, contraddicendo una Legge del 2014 firmata da lei stessa come Ministro già tre anni fa – afferma la LAV – in Senato poi hanno prevalso gli interessi di pochi e superati sperimentatori di Università che, volutamente sordi ai metodi sostituivi di ricerca come già praticati in altri Paesi del mondo, vogliono continuare a usare animali e senza nessun beneficio per gli esseri umani, e questo a spese del contribuente».

In Aula col «MIlleproroghe»

Ora l’emendamento passa in aula dove sarà votato insieme agli altro all’intero del Decreto Legge «Milleproroghe» con una scontata approvazione definitiva. Anche se non bevono, non fumano e non usano droghe, gli animali vengono ancora usati per gli esperimenti su queste sostanze. Un decreto legge del 2014, tuttavia, aveva introdotto un divieto a questi esperimenti a partire dal gennaio 2017. L’emendamento approvato dalla Commissione senato ha concesso una proroga, spostando lo stop definitivo al 2019.