Quando il sole sorge in Africa non importa se sei un leone o una gazzella: se vedi uno stronzo, bianco e arricchito è meglio che cominci a correre.

 

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Quando il sole sorge in Africa non importa se sei un leone o una gazzella: se vedi uno stronzo, bianco e arricchito è meglio che cominci a correre.

 

A due anni dall’uccisione del leone Cecil, in Zimbabwe via libera ai trofei di caccia

L’agenzia americana per la pesca e gli animali selvatici (USFWS) ha eliminato il divieto di importare trofei di caccia dallo Zimbabwe. Una decisione presa a due anni di distanza dall’uccisione di Cecil, il leone del Parco nazionale di Hwange in Zimbabwe, ad opera del dentista americano Walter Palmer, che aveva scatenato l’ira degli animalisti sul web e spinto gli Stati Uniti a bandire l’esportazione dei trofei di caccia dal Paese dell’Africa australe. Seppur controversa, la logica alla base del commercio delle carcasse imbalsamate degli animali uccisi, consiste per gli Stati nel ricevere denaro da investire per proteggere le specie in via d’estinzione, comunque minacciate dai numerosi bracconieri che agiscono in Africa. In realtà dato il clamore suscitato a livello globale per la brutalità dell’uccisione del leone Cecil, le autorità americane avevano deciso di mettere una toppa sull’episodio, nonostante le critiche della potente associazione di caccia a stelle strisce National Rifle.

«Da allora tutti i trofei di caccia sono rimasti nel nostro Paese e alla fine di quest’anno verranno esportati seguendo regole ferree grazie alla nuova apertura degli Stati Uniti» ha detto Oppah Muchinguri-Kashiri, Ministro dell’Ambiente dello Zimbabwe. La decisione garantisce al governo maggiori entrate, centrali per le casse dello Stato sempre più vuote a causa della crisi economica e dell’inflazione alle stelle. Lo scorso anno il numero di cacciatori era declinato notevolmente a causa dell’embargo e le entrate relative alla caccia dei cosiddetti “big five” (leone, elefante, rinoceronte, leopardo e bufalo) si erano fermate a 70 milioni di dollari. La decisione dell’agenzia americana arriva nel pieno del periodo venatorio che raggiunge il suo apice tra aprile e novembre. La caccia al leone, la più ambita, può costare ad un singolo cacciatore fino a 50mila dollari, trofeo compreso.

Una notizia che arriva a poche ore di distanza dal maxi sequestro di 7,2 tonnellate di zanne d’elefante al porto di Hong Kong. La maggiore confisca degli ultimi trent’anni dal valore di circa 8 milioni di euro. In Cina, il cui avorio è usato per realizzare oggetti preziosi, il divieto sull’importazione e la vendita di prodotti d’avorio sarà effettiva da inizio 2018, mentre ad Hong Kong, ancora oggi epicentro dei trafficanti di zanne, sarà bandito dal 2021. Il sequestro dimostra l’ultimo disperato tentativo da parte dei cacciatori di frodo di far entrare nel Paese asiatico il maggior possibile di avorio per poter ottenere qualche forma di compensazione prima del divieto definitivo. A livello internazionale l’avorio è stato bandito nel 1989 e attualmente il numero di elefanti è prossimo ai 350mila esemplari.

fonte: http://www.ilsecoloxix.it/p/magazine/2017/07/11/AS5wOhJI-uccisione_zimbabwe_libera.shtml

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L’odiosa “caccia in scatola”

Nei paesi africani nei quali è consentita la caccia, il turismo collegato ad essa funziona a piena velocità. Il Sudafrica offre accanto al tradizionale trofeo di caccia una variante ancora più crudele: il “canned hunting” ovvero la caccia in scatola (in pratica una caccia da dietro un recinto), in cui gli animali vengono serviti ai loro cacciatori su un piatto d’argento.

fonte: https://www.conoscenzealconfine.it/lodiosa-caccia-in-scatola/

Il titolo è liberamente tratto da una battuta di Arsenalekappa: https://twitter.com/ArsenaleKappa/status/896017085930905602

Come Monsanto avvelena il Mondo da oltre 100 anni

 

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Come Monsanto avvelena il Mondo da oltre 100 anni

 

Il gigante degli OGM Monsanto questa settimana ha paralizzato la sua richiesta all’UE di approvare i “nuovi progressi tecnologici”, ma questo non significa che gli europei non devono temere per la loro salute. Oggi il nome Monsanto è associato principalmente agli OGM (organismi geneticamente modificati), ma uno sguardo alla storia della società mostra che il suo lavoro è stato collegato con aree molto diverse. Gli effetti di questo lavoro si fanno ancora sentire in tutto il mondo e in alcuni casi la scienza ha già dimostrato che hanno conseguenze estremamente dannose per l’ambiente e per la salute umana…

 

1. Saccarina

Nel 1901 John Francis Queeny ha fondato l’azienda Monsanto Chemical Works a St. Louis, Missouri, per la produzione di sostituti dello zucchero per la Coca Cola. Nei primi dei 70 diversi studi, tra cui uno studio del National Cancer Institute USA, questi rivelarono che la saccarina provoca il cancro nei ratti e altri mammiferi.

2. PCB (bifenili policlorurati)

Negli anni ’20 del secolo scorso, la Monsanto ha iniziato a produrre policlorobifenili, un elemento liquido refrigerante per trasformatori elettrici, condensatori e motori elettrici. Mezzo secolo dopo, l’Environmental Protection Agency statunitense ha presentato prove che i PCB causano il cancro negli animali e negli esseri umani. Nel 1979 il Congresso degli Stati Uniti ne ha vietato la produzione. La Convenzione di Stoccolma sui Contaminanti Organici Persistenti ha vietato i PCB in tutto il mondo nel 2001. Nel 2003, la Monsanto ha pagato oltre 600 milioni di dollari agli abitanti di Anniston (Alabama), dove sorgeva la produzione di queste sostanze chimiche, che hanno subito gravi problemi di salute come il cancro, malattie del fegato e malattie neurologiche. Secondo la ricerca condotta negli Stati Uniti nel 2011, questa sostanza chimica continua ad apparire nel sangue delle donne in gravidanza, mentre altri studi deducono un legame tra PCB e autismo.

3. Polistirolo

Nel 1941 Monsanto focalizzata sulla plastica e il polistirolo sintetico per l’imballaggio degli alimenti. Negli anni ’80 l’ Environmental Protection Agency USA lo ha classificato come il quinto prodotto chimico la cui produzione genera i rifiuti più pericolosi, ma viene ancora prodotto.

4. Armi nucleari e bombe atomiche

Nel 1936 la Monsanto ha acquistato i Laboratori Thomas & Hochwalt nell’ Ohio che divenne il suo Dipartimento Centrale di Ricerca. Tra il 1943 e il 1945 questo dipartimento coordinò i propri sforzi con il Comitato di Ricerca della Difesa Nazionale degli Stati Uniti e si dedicò alla purificazione e la produzione di plutonio, e perfezionare prodotti chimici che vengono utilizzati come inneschi per le armi nucleari.

5. DDT (dicloro difenil tricloroetano)

Nel 1944, la Monsanto è stata uno dei primi produttori del DDT per combattere le zanzare che diffondono la malaria. Fu utilizzato in modo intensivo come insetticida in agricoltura. Nonostante decenni di pubblicità della Monsanto, che ha insistito sul fatto che il DDT era al sicuro, infine gli effetti cancerogeni furono confermati e nel 1972 il DDT è stato vietato su tutto il territorio degli Stati Uniti. Oggi è noto che provoca infertilità e fallimenti nello sviluppo degli embrioni.

6. Doixina

Nel 1945 la Monsanto ha cominciato a promuovere l’uso di pesticidi chimici in agricoltura e prodotto l’erbicida 2,4,5-T, uno dei precursori dell’ Agente Orange contenente diossina. Le diossine si accumulano nella catena alimentare, soprattutto nel tessuto adiposo degli animali. Esse sono altamente tossiche e possono causare problemi di riproduzione e dello sviluppo, interessare il sistema immunitario, interferire con gli ormoni e quindi provocare il cancro.

7. Agente Orange

Nel 60 Monsanto è stato uno dei produttori dell’ Agente Orange, usato come arma chimica nella guerra del Vietnam. Come conseguenza dell’uso dell’Agente Orange circa 400.000 persone sono state uccise o mutilate, 500.000 bambini sono nati con difetti alla nascita, 1 milione di persone portatori di handicap o che hanno avuto problemi di salute, tra cui i soldati statunitensi esposti alla sostanza durante gli attacchi eseguiti. I rapporti interni di Monsanto mostrano che la società era a conoscenza degli effetti tossici dell’ Agente Orange quando lo ha venduto al governo degli Stati Uniti. Ma non finisce qui, infatti ora la Monsanto produce e commercializza l’erbicida più venduto al mondo, il Roundup, che contiene oltre il 70% di Agente Arancio, e che sta già causando gravissimi danni alla salute ed all’ambiente.
8. “Fertilizzanti” prodotti dal petrolio

Nel 1955 la Monsanto ha iniziato questa pratica, dopo l’acquisto di una raffineria di petrolio. Il problema è che i fertilizzanti prodotti dal petrolio rendono sterile la terra, visto che uccidono i microrganismi benefici del suolo.

9. Aspartame

L’aspartame è un dolcificante non calorico, che è 150-200 volte più dolce dello zucchero. E’ stato scoperto nel 1965 dalla multinazionale farmaceutica GD Searl. Nel 1985 Monsanto acquistò GD Searl e ha iniziato la commercializzazione del dolcificante con il marchio NutraSweet. Nel 2000 ha venduto il marchio. NutraSweet è postulato come l’elemento che è presente in 5.000 tipi di prodotti e viene consumato da 250 milioni di persone in tutto il mondo. E’ dichiarato sicuro per il consumo umano da più di 90 paesi. Nel febbraio 1994, il Dipartimento di Salute e Servizi Sociali degli Stati Uniti ha pubblicato l’elenco dei 94 effetti collaterali che la sostanza può avere sulla salute umana. Nel 2012, sulla base dei dati dell’Istituto Ramazzini (Italia) che è riuscito a testare gli effetti cancerogeni di NutraSweet nei ratti, la Commissione Europea ha chiesto di avviare un nuovo processo di rivalutazione di questo composto.

10. L’ormone della crescita bovino

La somatotropina bovina ricombinante (rBGH), detta anche ormone della crescita bovina, è un ormone geneticamente modificato della Monsanto che viene iniettato nel vacche da latte per aumentare la produzione di latte. Secondo diverse indagini, soprattutto europee, vi è un collegamento tra latte rBGH e cancro della mammella, cancro del colon e della prostata nell’uomo. Si evidenzia che il prodotto provoca gli effetti più gravi nei bambini per due semplici motivi: bevono più latte rispetto agli adulti e hanno meno massa corporea per elaborare i contaminanti del latte. L’ormone è vietato in Canada, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Israele, Unione Europea e Argentina.
(Fonte: http://www.vocidallastrada.com/2013/09/come-monsanto-avvelena-il-mondo-da.html )

La lista delle sostanze o prodotti della Monsanto che stanno distruggendo la salute e l’ambiente è ben più lunga di questa. Basti pensare agli OGM ed ai vari prodotti chimici ad essi associati ed ai gravissimi danni che essi stanno causando alla salute ed all’ambiente in molti Paesi del mondo dove sono stati introdotti. Molti di questi semi e prodotti chimici sono brevetti Monsanto.

La cosa ancora più assurda è che questo grande inganno degli OGM vuole essere fatto passare, dalle multinazionali biotech, come la soluzione al problema della fame nel mondo, delle carenze alimentari e delle difficoltà del settore agricolo. Tutto questo è falso! Ci sono ormai moltissime testimonianze di contadini e popolazioni disperate che affermano e evidenziano l’inutilità e la pericolosità degli OGM, erbicidi, pesticidi, fertilizzanti ecc.
fonte: http://laviadiuscita.net/come-monsanto-avvelena-il-mondo-da-oltre-100-anni/

La guerra sconosciuta dei Nativi Americani contro i colossi petroliferi

Nativi Americani

 

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La guerra sconosciuta dei Nativi Americani contro i colossi petroliferi

Da più di sei mesi centinaia di Nativi americani manifestano lungo il tracciato di un oleodotto in costruzione vicino alla riserva di Standing Rock Sioux, tra il North Dakota e il South Dakota. Si oppongono alla costruzione dell’oleodotto fin dal 2014, quando per la prima volta fu presentato il progetto, sostenendo che profanerà le terre sacre e metterà in pericolo le risorse idriche.

 

Il Dakota Access Pipeline in cifre 

Lungo 2.047 chilometri, l’oleodotto da 3,8 miliardi di dollari dovrebbe trasportare 470mila barili di greggio al giorno, attraversando cinquanta contee in quattro Stati: dalla parte occidentale del North Dakota, via South Dakota e Iowa, ricongiungendosi alla fine con un oleodotto esistente a Patoka, nell’Illinois. L’oleodotto si estenderebbe sotto una parte del fiume Missouri che costeggia la riserva Sioux nel North Dakota. Per questo sono iniziate le proteste contro l’oleodotto che hanno assunto varie forme.

TRATTATO D’ALLEANZA CONTRO LE SABBIE BITUMINSE DELLE PRIME NAZIONI DEL NORD AMERICA

Il 22 settembre, accompagnati dall’intenso rullo dei tamburi, i rappresentanti di più di 50 ‘Prime Nazioni’ hanno firmato nella città di Vancouver, in Canada, il Trattato di alleanza contro le sabbie bituminose. Questa collaborazione si propone di bloccare tutti i progetti di costruzione degli oleodotti il cui passaggio è previsto nelle terre di queste popolazioni: la Trans Canada’s Energy East pipeline, la Trans Mountain expansion, la Line 3 pipeline, e il Northern Gateway.

I popoli indigeni – ha affermato uno dei Capi Indiani firmatari – non sopporteranno più che vengano realizzati sui loro territori dei progetti pericolosi per le popolazioni e per il clima. Forti del loro diritto all’auto-determinazione, hanno deciso tutti insieme di assumersi le loro responsabilità nei confronti della terra, delle acque, delle persone.

Questo Trattato impegna i firmatari a darsi reciproco sostegno nella lotta contro l’espansione delle estrazioni petrolifere, e a lavorare insieme per orientare la società verso stili di vita più sostenibili. I popoli delle Prime Nazioni, gli ambientalisti e altri gruppi coinvolti nella controversia sostengono che l’estrazione del petrolio e il suo trasporto con oleodotti, camion cisterne e treni aumentano i rischi di sversamenti catastrofici, che minacciano gli ecosistemi terresti e marini; inoltre impediscono di raggiungere i traguardi stabiliti dai trattati sul clima.

L’opposizione all’oleodotto Dakota Access si trasforma in un movimento indigeno globale. Il 24 settembre Dave Archambault II, in rappresentanza della Tribù dei Sioux di Standing Rock, si  presenta davanti ai 49 membri del Consiglio delle Nazioni Unite sui Diritti Umani, a Ginevra, e chiede ai presenti di unirsi ai manifestanti a Standing Rock per fermare la costruzione dell’oleodotto. Durante l’estate il movimento è cresciuto fino a contare migliaia di persone.

A STANDING ROCK I “PROTETTORI DELLE ACQUE” CANTANO PER L’ACQUA DI FRONTE A UOMINI ARMATI

Intanto ha inizio la repressione contro gli accampamenti di protesta. Scontri con la polizia militarizzata. Blindati e gas lacrimogeni a fine ottobre disperdono 300 dimostranti in un accampamento allestito su terreni agricoli privati. Ancora un altro attacco portato nella tarda notte del 20 novembre dalla polizia, che ha bersagliato con cannoni ad acqua i manifestanti mentre le temperature erano scese parecchio sotto lo zero. I Nativi e gli ambientalisti hanno riferito di essere stati attaccati anche con proiettili di gomma, gas lacrimogeni e spray al pepe. L’ultimo attacco risale a venerdì scorso, in concomitanza con il Black Friday, il giorno più commerciale dell’anno, nel corso di una manifestazione tenuta presso il Centro commerciale della capitale del Nord Dakota nel tentativo di attirare più attenzione al progetto del gasdotto. Più di trenta attivisti sono stati arrestati, facendo salire a 450 il numero dei manifestanti arrestati da agosto.                          

I NATIVI SFIDANO L’ORDINE FEDERALE DI LASCIARE L’ACCAMPAMENTO DI PROTESTA ENTRO IL 5 DICEMBRE

Sabato scorso i Nativi hanno manifestato chiaramente la loro intenzione di non lasciare l’accampamento di protesta contro il Dakota Access, dopo che le autorità degli Stati Uniti in una lettera hanno imposto lo sgombero entro il 5 dicembre. Lo hanno comunicato durante una conferenza stampa gli organizzatori dall’accampamento principale di protesta, dove sono accampati circa 5000 persone. Ai Protettori delle acque che dicono “Noi siamo custodi di questa terra. Questa è la nostra terra e non è possibile rimuoverci”. “Abbiamo tutto il diritto di stare qui per proteggere la nostra terra e per proteggere la nostra acqua”. “La Rimozione Forzata e l’oppressione dello Stato? Questa non è una novità per noi come indigeni”, noi rispondiamo che la storia che avete imparato è ormai scritta.

L’unico migrante privilegiato al mondo, il famigerato viso pallido, è sbarcato sulle vostre terre, ha distrutto e massacrato. Ha mentito sulle sue nefandezze, travestito da prode cowboy. Forse domani vincerà questa vostra ultima guerra perché quelli del petrolio non perdono mai. Ma la vostra sarà una magnifica sconfitta, che forse risveglierà le coscienze addormentate.

Fonte Il Faro Sul Mondo

Milioni di uova contaminate in Europa. I prodotti chimici colpiscono ancora

 

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Milioni di uova contaminate in Europa. I prodotti chimici colpiscono ancora

Da giorni assistiamo ad un rimbalzo di accuse tra Germania, Belgio e Olanda sul caso delle uova contaminate con il Fipronil. A mio avviso oltre a punire i responsabili del ritardato allerta, dobbiamo porci degli interrogativi sulla qualità del cibo che arriva sulle nostre tavole. Questa che è una vera e propria frode, in quanto si tratta di un prodotto non consentito nella catena alimentare, deve ancora una volta farci porre l’attenzione sulla qualità del cibo che mangiamo e sulla necessità di controlli rapidi ed efficaci perché con la salute delle persone, e dei bambini in particolare, non possiamo accontentarci di un semplice “abbiamo rispettato le procedure”.

Con la salute delle persone non si scherza. Immediatamente doveva essere comunicato che nelle uova erano stati ritrovati elevati livelli di Fipronil, un insetticida tossico vietato nella produzione di alimenti destinati al consumo umano. Di poco conto le dichiarazioni della portavoce della Commissione europea, Anna-Kaisa Itkonen che ha dichiarato ai giornalisti che “le uova contaminate sono state tracciate e ritirate dal mercato e la situazione è sotto controllo”: bisogna agire per tempo.

Non possiamo prescindere dal fatto che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la sostanza è altamente tossica e può danneggiare il fegato, le ghiandole tiroidee e i reni se ingerito in grandi quantità e per un lungo periodo di tempo. Questi ritardi e questo scambio di accuse tra i Paesi coinvolti non è assolutamente accettabile. La salute dei cittadini innanzitutto.

fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/08/milioni-di-uova-cont.html

 

Rai, la Gabanelli sul web l’inchiesta “stile Report”

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Rai, la Gabanelli sul web l’inchiesta “stile Report”

Se aprite il sito di Rainews e sulla destra cliccate sulla notizia dal titolo “64.000 minori non accompagnati. Dopo lo sbarco dove vanno?” potrete leggere un’inchiesta sulla questione dei migranti e dei loro ragazzi che spariscono dai radar. Dati interessanti rilasciati da fonti ufficiali, tipo il ministero del lavoro che sottolinea come negli ultimi tre anni siano arrivati in Italia 64mila minori non accompagnati, di cui, sul territorio italiano, oggi se ne contano 17.864. Dove sono finiti gli altri?

Ce lo spiega l’inchiesta, molto dettagliata nella grafica e nei concetti basilari per comprendere la questione. E ce lo dicono gli esperti interpellati. Sembra di vedere una puntata di Report sul web. E in parte l’accostamento è più che legittimo, visto che si tratta del primo squillo del vicedirettore dell’offerta informativa Digital della Rai che corrisponde al nome di Milena Gabanelli. L’ex conduttrice di Report ha coordinato la squadra di redattori di Team Data Journalism che ha firmato l’inchiesta.

Per la Gabanelli un primo sorriso dopo la delusione della bocciatura in cda del piano editoriale sulle news proposto dall’ex dg Campo Dall’Orto che non ha passato lo scoglio del cda. A causa del “no” votato dal presidente Monica Maggioni e dai consiglieri Franco Siddi, Arturo Diaconale, Rita Borioni e Giancarlo Mazzuca. In minoranza i tre voti a favore di Carlo Freccero, Guelfo Guelfi e Marco Fortis. Il nono consigliere, Paolo Messa, ha abbandonato la seduta prima della conclusione.

di Marco Castoro

fonte: http://www.ilmessaggero.it/rubriche/tele_visioni/rai_primo_squillo_gabanelli_web-2613186.html

Una storia di feti, aborti volontari, denaro e vaccini – Sembra che dietro un feto abortito c’è un commercio che neanche vi immaginate – Vengono venduti a pezzi (un rene può costare anche 350 dollari) e i principali acquirenti sono i produttori di vaccini!

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Una storia di feti, aborti volontari, denaro e vaccini – Sembra che dietro un feto abortito c’è un commercio che neanche vi immaginate – Vengono venduti a pezzi (un rene può costare anche 350 dollari) e i principali acquirenti sono i produttori di vaccini!

 

FETI, ABORTI VOLONTARI, DENARO E VACCINI

Studiando le nanocontaminazioni dei vaccini (contaminazioni di polveri inorganiche) al microscopio elettronico, ho trovato 3 entità che per forma e dimensione mi sembravano dei globuli rossi. Potete vedere l’immagine nel nostro ultimo articolo a pagina 11, (https://goo.gl/azBSCi) dove dico di aver trovato cellule dalla morfologia simile ai globuli rossi.

Ovviamente la cosa mi sembrava strana, anche se non è una sorpresa che per fare alcuni vaccini siano utilizzate cellule umane coltivate in vitro.

In particolare, la linea cellulare WI-38 (https://goo.gl/TaaQ3s) è una linea cellulare fibroblastica diploide umana derivata da un feto di tre mesi, proveniente da una gravidanza terapeuticamente nel 1962 negli Stati Uniti. Un’altra linea cellulare, MRC-5 (https://goo.gl/rtwQAR), deriva da fibroblasti polmonari di un feto di 14 settimane nel 1966 nel Regno Unito (aborto a quanto pare procurato perché la madre era paziente psichiatrica. Non commento su quale pensieri orrendi mi fa precipitare questa frase).
Queste DOVREBBERO essere attualmente le uniche linee di cellule fetali utilizzate per coltivare virus per i vaccini, mentre per la maggior parte degli altri vaccini sono utilizzate linee cellulari da animali come cani, polli e scimmie.

I principali vaccini che prevedono l’utilizzo di cellule umane (in America) sono:

Epatite A
[VAQTA/Merck, Havrix/GlaxoSmithKline, e una parte di Twinrix/GlaxoSmithKline]
Rosolia
[MERUVAX II/Merck, parte del MMR II/Merck, e ProQuad/Merck]
Varicella (chickenpox) vaccine [Varivax/Merck, e parte del ProQuad/Merck]
Herpes Zoster [Zostavax/Merck]

Ma sono cellule coltivate in vitro, non dovrebbero prevedere la necessità di nessun nuovo feto!

Qui https://goo.gl/MDnHo7 e qui https://goo.gl/WU41wT trovate i prezzi di queste cellule:

dai 250.000 agli 80.000 dollari.

Ora in America la notizia è ufficiale, grazie alla testimonianza del Professor Alvin Moss, del Center for Health Ethics & Law department at West Virginia University.

Nel video che allego,il 18 Marzo scorso, testimonia di fronte al West Virginia Education Committee, dice:

“Ho qui con me un report interno della CDC che evidenzia in giallo tutti i vaccini, di largo impiego ed utilizzo che utilizzano cellule estratte da FETI ABORTITI per la loro composizione (e li enumera col nome commerciale, uno per uno). In tutto sono dieci vaccini in normale commercio al momento.”

I consultori famigliari, come il Planned Parenthood Institute(https://www.guttmacher.org/tags/planned-parenthood ) aiutano la donna a interrompere la gravidanza, dopodiché, a porte semichiuse, inizia un altro percorso molto redditizio.
Sì perché quel feto a cui non verrà data una pietosa sepoltura, come ci si aspetterebbe, sarà sezionato in tante parti:

fegato, rene, timo, pelle, ecc. ( un rene può costare 350 dollari) e i singoli pezzi venduti a ditte che producono varie cose, ad esempio usano i tessuti umani per poi fare vaccini.

Non solo, ma da queste audizioni del Governo sono nate varie inchieste che coinvolgono anche l’FBI. Si sta scoprendo, grazie al Presidente dello Stato dell’Iowa e della Commissione Giustizia del Senato Americano, Sen. Grassley (https://www.grassley.senate.gov/…/grassley-refers-planned-p…) , che gli istituti

 StemExpress, LLC;
 Advanced Bioscience Resources, Inc.;
 Novogenix Laboratories, LLC;
 Planned Parenthood Mar Monte;
Planned Parenthood Los Angeles;
 Planned Parenthood Northern California; and
 Planned Parenthood of the Pacific Southwest

vendono, pezzo per pezzo, i feti abortiti a ditte farmaceutiche, naturalmente contro la legge americana.

La domanda che sorge spontanea è: i nostri consultori famigliari fanno lo stesso?
Vendono anche loro più o meno sottobanco organi fetali alle ditte italiane che producono vaccini, e voglio risparmiare sulle cellule coltivate in vitro? Esiste anche da noi questo mercato?
Per mia esperienza, quando ci sono soldi da spartirsi, le procedure di legge saltano o sono carenti.

Volendo bypassare i problemi etici e concentrandoci sulla parte scientifica, se un feto rende tanto, qualcuno (chi vende o chi compra) spende soldi per vedere se il feto era perfettamente sano? si fanno indagini genetiche.? Il compratore si assicura del buono stato di salute della madre? Può accedere alla sua cartella clinica? Può controllare, ad esempio, l’esistenza di malattie pregresse, anche solo un banale herpes zooster? (un virus che non scompare mai una volta che ha aggredito l’individuo).
Tutti i protocolli di conservazione dei tessuti e di trasporto sono fatti a norma?
Il passaggio di denaro è registrato? è denunciato alle tasse?

Aspettiamo di vedere i risultati delle indagini in corso in America, ma intanto sarebbe necessario verificare qual è la situazione in Italia. Già nel 2005, su questo tema, si era espresso il Vaticano con un documento ufficiale: https://www.scribd.com/…/40957…/Vatican-response-to-vaccines

Qui gli altri documenti:

https://goo.gl/NtExhEhttps://goo.gl/DUqUFFTra i quali potete trovare altre informazioni, quali l’utilizzo di cellule epatiche di cane (MDCK (NBL-2) (ATCC® CCL-34™) (coltivate in vitro?) (https://goo.gl/VfL2RK) per produrre i vaccini per l’influenza, ad esempio (https://goo.gl/Nb7kDM)
Il video appartiene a http://sg001harmony.sliq.net/00289/Harmony/en/PowerBrowser/PowerBrowserV2/20170318/-1/6461

Antonietta Gatti per Sa Defenza

fonte: http://sadefenza.blogspot.it/2017/07/feti-aborti-volontari-denaro-e-vaccini.html

L’accusa di Legambiente: Vuoi la “Bandiera blu”? Te la compri. Bastano solo 3.500 euro!

 

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L’accusa di Legambiente: Vuoi la “Bandiera blu”? Te la compri. Bastano solo 3.500 euro!

 

Legambiente: ‘Bandiere blu’ acquistate dai Comuni al costo di 3.500 euro

“Le ‘Bandiere blu’ vengono acquistate ogni anno dai Comuni, al costo di 3.500 euro”. Lo ha detto Andrea Dominijanni, vicepresidente di Legambiente Calabria, intervenendo a Lamezia Terme all’incontro sulle ecomafie nell’ambito di “Trame – Festival dei libri sulle mafie”. Lo scrive calabriawebtv.it

“La Fee, che rilascia le ‘bandiere’ – ha aggiunto Dominijanni – è un’associazione europea che fa una valutazione su 25 punti e non è gratuita, anzi si basa su un’autocertificazione rilasciata dagli enti stessi. Quella della Fee è una valutazione immaginaria, rispetto a quella scientifica che eseguiamo noi gratuitamente, e spesso non collima con la realtà.
Per esempio, Catanzaro Lido ha avuto la bandiera blu per cinque anni e il mare era sporco. Non lo diciamo noi, lo dicono i bagnanti che vedevano la schiumetta sull’acqua per il fatto che i depuratori non funzionavano. Quindi, mi chiedo, sulla base di quali dati vengono assegnate le bandiere blu? La loro disamina si basa su una valutazione cartacea che tiene conto dei dati Arpacal, del ministero dell’Ambiente e di un’autocertificazione che effettua il Comune. Tutto ciò non collima con quello che rileviamo noi e con quello che vedono i bagnanti”.

fonte: http://www.imolaoggi.it/2017/06/25/legambiente-bandiere-blu-acquistate-dai-comuni-al-costo-di-3-500-euro/

L’idrogeno potrebbe diventare il carburante sostenibile, pulito ed economico del nuovo millennio grazie a questa nuova lega di alluminio

 

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L’idrogeno potrebbe diventare il carburante sostenibile, pulito ed economico del nuovo millennio grazie a questa nuova lega di alluminio

L’idrogeno potrebbe diventare un carburante energetico sostenibile grazie a questa nuova lega di alluminio

Karla Lant
futurism.com

La nuova strana lega

Se hai visto o letto il romanzo Il Marziano , ricordate l’astronauta a cavallo che converte un carburante a base di idrogeno in acqua. Ebbene, possiamo dire di aver appena scoperto il materiale che inverte facilmente questo processo. I ricercatori dell’esercito americano Aberdeen Proving Ground Research Laboratory hanno sviluppato una lega di alluminio, ad alta resistenza , quando hanno fatto una scoperta sorprendente. Durante le prove di routine della lega, l’acqua versata sulla sua superficie ha cominciato a bollire e produrre gas di idrogeno.

Questa è una reazione insolita – in genere, l’alluminio esposto all’acqua si ossida, creando una barriera protettiva per evitare che si verifichino  ulteriori reazioni . In questo caso, tuttavia, la reazione di produzione di idrogeno ha seguitato a continuare, segnalando la possibilità di una fonte di idrogeno portatile e conveniente per celle a combustibile e per altre applicazioni energetiche.

Questa scoperta serendipità o fortunosa e per pura causa, annunciata nel mese di luglio , ha il potenziale di rinvigorire l’industria del combustibile a idrogeno. L’alluminio che potrebbe reagire con l’acqua in modo sostenibile sarebbe in grado di produrre idrogeno su richiesta. Ciò renderebbe le celle a combustibile di idrogeno molto più facili da usare poiché non ci sarebbe bisogno di pressurizzare e trasportare gas idrogeno per l’uso. Invece, i serbatoi semplici e stabili di acqua e pezzi di alluminio sarebbero tutto quello di cui si avrebbe bisogno.

I tentativi precedenti di guidare la reazione alluminio / acqua richiedevano catalizzatori o alte temperature ed erano lenti. In ultima analisi, erano efficienti solo a circa il 50 per cento e ottenere l’idrogeno avrebbe impiegato ore. Al contrario, il metodo che utilizza questa nuova lega richiede meno di tre minuti per ottenere l’efficienza quasi al 100%.

Il nuovo materiale è stabile e rimane pronto per l’uso a tempo indeterminato. Il materiale di partenza per la lega è in alluminio a basso costo, è abbastanza abbondante e conveniente. Questo e altri metalli vengono utilizzati per creare granuli a scala micronica, che vengono poi organizzati in una nanostruttura specifica.

La soluzione dell’energia a idrogeno

Il gas di idrogeno è stato acclamato a combustibile pulito per qualche tempo, ma il suo uso diffuso è stato ostacolato per ragioni pratiche. È ingombrante, la pressurizzazione è impegnativa, rendendone difficile il trasporto e il deposito.

È qui che la nuova lega si distingue.

L’aspetto importante dell’approccio è che ti consente di creare sistemi molto compatti“, commenta su New Scientist l’esperto di cellule a combustibile del Imperial College LondonAnthony Kucernak, che non ha condotto la ricerca.   “Questo sarebbe molto utile per sistemi che devono essere molto leggeri o operare per lunghi periodi sull’idrogeno, dove l’uso dell’idrogeno immagazzinato in un cilindro è proibitivo“.

Il team dell’esercito ha alimentato un piccolo serbatoio controllato a distanza con questo processo e credono che sia opportuno ridurlo in modo significativo per la produzione. Il passo successivo sarà il test sul campo, in modo che i ricercatori possano garantire che la lega funzioni in un ambiente pratico.

Se la scoperta risulta efficace nel campo, potrebbe essere utilizzata la stampa 3D. Ad esempio, l’esercito potrebbe stampare a 3D piccoli robot o droni che potrebbero consumare le loro proprie strutture per fornire il carburante. Questo tipo di dispositivo di auto-cannibalizzazione sarebbe ideale per missioni a senso unico nella raccolta di informazioni. Droni o robot che potrebbero auto-cannibalizzare per fornire il carburante necessario potrebbero anche essere un giorno utile per rifornire forniture aree volatili nel mondo per poi scomparire senza danneggiare l’ambiente in cui sono atterrati.

fonte: http://sadefenza.blogspot.it/2017/08/lidrogeno-potrebbe-diventare-un.html

Cifre scandalose: ecco quanto incassano i medici facendo i vaccini – Ora, dopo aver letto questo, chiedi il parere del tuo medico sui vaccini…

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Cifre scandalose: ecco quanto incassano i medici facendo i vaccini – Ora, dopo aver letto questo, chiedi il parere del tuo medico sui vaccini…

Quanto guadagnano i medici con le vaccinazioni? Sul numero 5 di Toscana Medica, di maggio 2015, troviamo un articolo interessante. Toscana Medica è un «Mensile di informazione e dibattito per i Medici toscani a cura dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Firenze». Il link alla copia online lo trovate cliccando qui, sul sito www.ordine-medici-firenze.it.

A pagina 21 troviamo lo «Schema di accordo regionale per l’effettuazione delle attività di vaccinazione nell’ambito della pediatria di famiglia». Nella pagina successiva troviamo il paragrafo «Compensi». Vi leggiamo:

«Per le attività di informazione, promozione, acquisizione del consenso informato, effettuazione dell’atto vaccinale, registrazione della vaccinazione, segnalazione e recupero degli inadempienti da parte del pediatra di famiglia si fa riferimento a quanto stabilito dal punto 4.3 dell’AIR 2001, tuttora vigente, che prevede un compenso che si articola in una tariffa per la prestazione vaccinale e in una per il raggiungimento di obiettivi.

Al fine di venire incontro alle esigenze della Regione Toscana, riferite ai processi di sostenibi- lità economica in atto, si concordano le seguenti tariffe da applicarsi in sede di prima applicazione del presente Accordo. Le parti condividono di effettuare una rivalutazione in occasione del prossimo AIR nel quale, nel caso in cui si evidenzino reali risparmi derivanti da una sempre maggiore presa in carico delle vaccinazioni da parte dei pediatri famiglia e conseguente diminuzione degli ambulatori pubblici, si possano riqualificare le tariffe riportandole a quanto già previsto dall’attuale AIR.

Esecuzione della prestazione:

• 15,00 euro per ogni atto vaccinale mono o pluri-somministrazione.

Raggiungimento dei singoli obiettivi:

• 1.000 euro per copertura vaccinale tra i propri assistiti > 95% x terza dose esavalente;

• 1.000 euro per copertura vaccinale tra i propri assistiti > 95% x morbillo;

• 1.000 euro per copertura vaccinale tra i propri assistiti femmine > 80% x papilloma virus.

I relativi premi di obiettivo sono dimezzati per il raggiungimento di coperture tra 92 e 95% per terza dose esavalente e morbillo, e di coperture tra 71 e 80% per papilloma virus. Per coperture inferiori a quanto sopra specificato non è previsto alcun premio obiettivo. La copertura viene valutata al 31 dicembre di ciascun anno, tenendo conto di escludere dal calcolo i soggetti irreperibili e quelli che hanno firmato il dissenso informato».

Questi sono i compensi per i medici della Regione Toscana ma è lecito supporre che non siano tanto diversi da quelli di altre regioni.

Sul sito www.salute.gov leggiamo che «Il pediatra può seguire di regola non più di 800 assistiti, ma possono essere concesse deroghe in relazione a particolari situazioni locali, come avviene nel caso in cui in una zona non c’è disponibilità di altri pediatri, oppure quando in una famiglia si aggiunge un nuovo bambino».

Vogliamo divertirci a fare un rapido calcolo? Se un pediatra ha 500 assistiti e riesce a raggiungere i tre obiettivi sopra riportati, si mette in tasca, oltre ai 3000 euro, anche 15 euro «per ogni atto vaccinale».

Considerando che il 95% di 500 è 475, dobbiamo moltiplicare questo numero per 15 e quindi: 475*15=7125.

Avete letto bene: 7125 euro. Per l’esavalente. A cui si sommano 7125 euro per il morbillo. Quindi 14250 euro.

Non solo: l’80% di 500 è 400 e quindi, per il papilloma virus dobbiamo moltiplicare 400*15=6000.

Ora possiamo tirare delle somme approssimative: 3000 euro di obiettivi + 7125 euro (95% esavalente) + 7125 euro (95% morbillo) + 6000 euro (80% papilloma) = 23250 euro. E non abbiamo considerato le altre vaccinazioni…

Si tratta di cifre così elevate che ci viene quasi il dubbio di esserci sbagliati. Però abbiamo rifatto i semplici calcoli più volte e il risultato è questo. Abbiamo maleinterpretato in qualche modo il documento pubblcato su Toscana Medica? Lo speriamo ma non ci sembra.

Lo speriamo perché quei soldi sono soldi dei cittadini che pagano le tasse e perché, se questi dati fossero reali, come purtroppo sembra, si capirebbe perché tanti padiatri non hanno alcun dubbio sulle controverse vaccinazioni…

Viene in mente quella canzone di Caparezza, «Sono troppo stitico», quando dice: «Fidati di ‘sti impasti chimici, te li danno medici che vanno in vacanza ai Tropici».

Fonti:

Gino Strada: “No alla sanità per lucrare, uno schifo trarre profitto dal dolore” – E infatti ecco che si inventano i medici che “più vaccini più guadagni” la vergognosa e assurda idea di trasformare la sanità in una corsa al profitto!

  • lapillolarossa15.altervista.org/tag/vaccini/ – Inchiesta shock – Premi in denaro ai pediatri che fanno vaccinareEcco in realtà a cosa servono i vaccini !!
  • https://codacons.it/vaccini-toscana-premi-denaro-3000-euro-ai-pediatri-vaccinano-almeno-95-dei-propri-assistiti/
  • https://www.informarexresistere.fr/cifre-scandalose-ecco-quanto-incasserebbero-i-medici-facendo-i-vaccini/

 

 

ALLUMINIO E BARIO: una coppia letale per la nostra salute.

 

BARIO

 

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ALLUMINIO E BARIO: una coppia letale per la nostra salute.

leggi anche: 

Sapete cosa è il BARIO e cosa provoca? No? Eppure sarebbe il caso di informarsi, visto che ne assumiamo tutti, tutti i giorni, quantità spropositate grazie all’irrorazione delle scie chimiche !!

 

In tutte le analisi che abbiamo effettuato in anni di studio sia nell’ambiente, acqua piovana e neve, sia su di noi, sangue, urina, capelli, abbiamo sempre trovato, ora più e ora meno, presenza di alluminio e bario. In effetti questi metalli sono costantemente rilevati in tutto il mondo in occasione delle analisi compiute sul materiale di ricaduta proveniente dalle scie chimiche, dispersi sotto forma di nano particelle facilmente inalate dagli uomini, dagli animali ed assorbite dalla piante.
Fegato, ossa, polmoni, tiroide e cervello sono i siti in cui si immagazzina l’Alluminio nel nostro organismo. La percentuale di alluminio nel capello è in stretta relazione alla percentuale presente nelle ossa. E’ accertato che il morbo di Alzheimer è correlato anche ad alte quantità di alluminio nel tessuto cerebrale.
ALLUMINIO: i pericoli dell’avvelenamento da alluminio
L’alluminio è particolarmente tossico per il sistema nervoso, con una serie di sintomi che possono includere disturbi del sonno, nervosismo, instabilità emotiva, perdita di memoria, mal di testa e compromissione intellettiva.
Esso può fermare la capacità del corpo di digerire e fare uso di calcio, fosforo e fluoro. Questo impedisce la crescita ossea , riduce la densità delle ossa e può anche causare condizioni che effettivamente scacciano il calcio dalle ossa. Ciascuna di queste situazioni può portare a debolezza e a deformazione della struttura ossea, con effetti paralizzanti.
L’avvelenamento può anche provocare dolori muscolari, disturbi del linguaggio, anemia, problemi digestivi, diminuzione della funzionalità epatica, coliche renali e compromissione della funzionalità renale.
L’alluminio provoca danni neurologici, a meno che il nostro sistema immunitario non reagisca velocemente, eliminando questo metallo.
I pericoli dell’avvelenamento da bario.
Quali sono le conseguenze dell’’accumulo di bario? Oltre ad irritare le vie respiratorie, a provocare problemi digestivi ed ai muscoli, cuore in primis, questo metallo pesante può incidere pesantemente sul sistema immunitario.
Gli esami di laboratorio hanno permesso di concludere che il bario interferisce con l’attivazione nell’organismo dei linfociti T, le cellule che attaccano i microbi patogeni. Quando non sono direttamente coinvolti nella distruzione dei patogeni, i linfociti T promuovono altre funzioni immunitarie, compresa l’eliminazione delle cellule tumorali.
Sembra quindi che le scie chimiche ci forniscano in modo regolare una coppia di ingredienti abbastanza micidiale da renderci immunodepressi e incapaci di reattività.
Dove si trovano alluminio e bario
Il problema dell’accumulo dei metalli pesanti nel nostro corpo è dovuto al fatto che questi metalli, oltre che nella ricaduta del materiale delle scie chimiche, sono presenti in numerose altre fonti con cui veniamo facilmente in contatto.
I farmaci da banco possono essere una delle maggiori fonti di alluminio: coloro che assumono spesso aspirina tamponata, come le persone con artrite, possono assumere fino a 700 mg di questo metallo ogni giorno. Ma dal momento che l’alluminio contribuisce al danno osseo, l’aspirina aumenta effettivamente l’artrite.
I medicinali per l’apparato digerente, come i farmaci contro la diarrea, gli antiacidi e quelli per le emorroidi, possono contenere anche alluminio. Una dose tipica di antiacidi contenenti alluminio può contenerne fino a 200 mg., e l’uso di un’intera giornata può fornire 800-5000 mg. di alluminio.
I cibi che sono stati cotti o conservati in pentole di alluminio e in fogli di alluminio sono un’altra fonte. Le stime dicono che fino a 4 milligrammi di alluminio possono essere trasferiti ad ogni porzione di alimenti acidi come i pomodori o gli agrumi che sono stati riscaldati o conservati con alluminio.
Anche le pentole in acciaio inossidabile possono essere una fonte, in quanto vengono prodotte saldando l’acciaio inox con strati di alluminio.
Ci sono sei sali di alluminio che sono stati approvati come additivi alimentari negli Stati Uniti. I sali più comunemente usati sono i fosfati di sodio e alluminio. Essi si aggiungono a torte, minestre, pasta surgelata, pancake mix, farine autolievitanti, formaggio fuso, cibi a base di formaggio e birra (in lattine di alluminio). Una singola fetta di formaggio fuso confezionata singolarmente può contenere fino a 50 mg di alluminio. Si pensa che il cheeseburger possa avere uno dei contenuti più alti di alluminio rispetto a qualsiasi alimento. I prodotti da forno hanno circa 5-15 mg per porzione.
Un sottaceto di media grandezza contiene da 5 a 10 mg se è stato trattato in una soluzione di allume, come comunemente avviene. L’allume è una forma di solfato di alluminio che viene utilizzata nella soluzione di decapaggio per rassodare i cetrioli.
I Vaccini: il Dr. Hugh Fudenberg, uno dei leader mondiali in immunologia e genetica, ha affermato che “ i pericoli dei vaccini sono dovuti tra l’altro all’alluminio e al mercurio che quasi ogni vaccino anti-influenzale contiene. Il graduale accumulo di alluminio e mercurio nel cervello porta a disfunzioni cognitive”.
Le Scie Chimiche spruzzate nel cielo contengono alluminio: vedi articolo del Dottore e Professore Russel L.Blaylock della National Health Federation( recentemente pubblicato su prima pagina)
L’alluminio è spesso aggiunto ai prodotti per l’igiene, come gli antitraspiranti e bagnoschiuma, alcuni Lieviti Artificiali e molti Cosmetici contengono alluminio.
Evitare di assumere Alluminio
Il primo passo per liberare il nostro corpo da questo veleno è evitare l’assunzione di alluminio, per quanto possibile.
Sostituire le pentole in alluminio.
Evitare di usare le Caffettiere in alluminio che possono essersi lentamente corrose, favorendo la dissoluzione di alluminio negli alimenti.
Non cucinare con foglio di alluminio, e ridurne al minimo l’uso per la conservazione degli alimenti. Non usarlo mai per avvolgere cibi acidi (arance, limoni, pomodori, ecc) o cibi cotti ancora caldi.
Evitare di bere bibite in lattina.
Controllare le etichette di tutti i prodotti alimentari, medicinali ed igienici, evitando di acquistare quelli che contengono alluminio.
Ridurre al minimo il consumo di formaggio, in particolare dei formaggi fusi.
Ridurre al minimo l’assunzione di eventuali prodotti da forno che non siano fatti in casa.
Disintossicazione
Riporto quello che ho letto in vari articoli sull’argomento, precisando che non ho esperienze significative in merito da poter segnalare.
Pare che Zeolite, Clorella, Coriandolo, Aglio, Acido Malico ( si trova in natura nel rabarbaro- aceto di mele – vino) siano sostanze naturali disintossicanti dall’alluminio. Il nostro corpo tollera bassi livelli di alluminio, bisogna iniziare a controllarsi e a monitorarsi. Ci sono test, come l’analisi del capello, delle urine e del sangue che possono aiutare a controllare i livelli di alluminio nel corpo.