Non tutti lo sanno, o forse non ce lo vogliono far sapere, ma la TARI è dovuta nella misura massima del 20 per cento della tariffa, in caso di mancato o irregolare svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti. Lo prevede la legge!

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Non tutti lo sanno, o forse non ce lo vogliono far sapere, ma la TARI è dovuta nella misura massima del 20 per cento della tariffa, in caso di mancato o irregolare svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti. Lo prevede la legge!

Non tutti lo sanno, o forse non ce lo vogliono far sapere, ma in virtù di quanto disposto dal Decreto Legislativo 507/1993 secondo cui “la TARI è dovuta nella misura massima del 20 per cento della tariffa, in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento”.

Proprio i disservizi a danno dei cittadini nella raccolta e gestione dei rifiuti che avviene in buona parte dei Comuni, da Milano a Roma, da Napoli a Palermo, dovrebbero portare ad un abbattimento della Tari dell’80%, così come prevede la legge, perché è ingiusto che gli utenti continuino a pagare tariffe elevate a fronte di un servizio scadente.

 

Liberarsi da tutti i debiti? Si può e Il Salvagente vi spiega come

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Liberarsi da tutti i debiti? Si può e Il Salvagente vi spiega come

Pubblichiamo l’introduzione della nuova guida del Salvagente. Liberarsi da tutti i debiti, questo il titolo, è l’opuscolo scritto da Gianmario Bertollo che fa luce sui casi di indebitamento grave, mostrando la via di uscita, non sempre conosciuta adeguatamente

della legge cosiddetta “Salva Suicidi”.

Mi chiamo Gianmario Bertollo, abito a Treviso con Maria Sole e le nostre 2 bambine. Da molti anni il nostro lavoro è aiutare aziende, imprenditori e famiglie nel loro rapporto con banche, finanziarie e Amministrazione Finanziaria.
Nell’ultimo anno ci siamo focalizzati su una legge dello Stato ancora poco conosciuta ma estremamente importante per chi è in condizioni di grave indebitamento: la Legge 3 del 2012 chiamata anche la “Salva Suicidi”.
Quante sono state le persone in questi ultimi anni che hanno deciso di togliersi la vita a causa dei troppi debiti?
Quanti sono stati quegli imprenditori che una volta ricevuta la telefonata del direttore di banca che ordinava loro il rientro dal fido non hanno retto e hanno deciso di farla finita?

E quante le persone che ricevendo una cartella esagerata di Equitalia hanno visto davanti a loro il baratro del fallimento e hanno staccato la spina?
Centinaia, migliaia e continuano ad esserci tuttora anche se i giornali e le televisioni, per un preciso ordine governativo (non bisogna stimolare lo spirito di emulazione), non ne danno quasi più notizia.
Perché tutto questo? Qual è la vera ragione per la quale tanta gente decide di compiere un gesto così estremo e togliersi la vita?
Sono due le principali cause.
Io ci sono passato e lo posso testimoniare. Per una grave malattia di mio figlio ho dovuto ricorrere a molti prestiti che poi nel corso degli anni, per miei errori dovuti soprattutto all’orgoglio, non sono riuscito a pagare. La mia casa è andata all’asta e Equitalia mi ha pignorato le provvigioni, lasciandomi senza nessuna entrata mensile per quasi un anno. E i debiti così si sono accumulati.
La verità sta nel senso di vergogna che si prova a fallire. Siamo stati educati con quel concetto assurdo che si definisce con la frase “chissà cosa dirà la gente” e questa frase governa tutte le nostre azioni.
Se si vuole offendere pesantemente qualcuno, ancora oggi gli si dà del fallito.
Fallire deriva dal latino fallere che significa ingannare. E quindi chi fallisce è considerato un delinquente.
Questa la vera ragione di tutte queste tragedie. La vergogna nei confronti degli altri.
La seconda causa è l’ignoranza, intesa nel senso letterale del termine. Il non conoscere. La minaccia del direttore di metterti all’asta la casa viene recepita come un pericolo immediato di essere sbattuto in mezzo ad una strada.
L’arrivo di una cartella esattoriale presuppone chissà quali azioni da parte dello Stato e la paura che queste portino al fallimento dell’azienda.
Ci sono invece tutti i mezzi e gli strumenti per difendersi. C’è tutto il tempo per prendere le dovute e lecite contromisure. L’importante è non scappare!
Questa guida ha un obiettivo molto ambizioso: salvare quante più vite possibili.
Non è stato facile scriverla. Non è facile mettere alla luce del sole le proprie debolezze e i propri errori. Non è facile raccontare a tutti i propri problemi, soprattutto quando si tratta di problemi economici.
Come già detto viviamo in un Paese in cui lo sport nazionale è giudicare gli altri e parlare alle loro spalle per spingerli ancora più in basso.
È ora di finirla di pensare ai giudizi degli altri. Solo capendo questo concetto ho potuto mettermi a nudo ed essere più credibile in quella che oltre ad essere una professione è anche una missione: migliorare questo Paese.
Sono convinto che moltissime di quelle persone che hanno deciso di togliersi la vita non l’avrebbero fatto se fossero state a conoscenza dei “trucchi legali” che troverai in questo libro.
Se anche solo una vita sarà risparmiata per merito dei suggerimenti contenuti in questo mio lavoro, sarà per me motivo di orgoglio e soprattutto sarà un qualcosa che potrò dire di aver restituito dopo aver tanto avuto in questa vita.
Non si tratta di un manuale tecnico e non è scritto con termini difficili da comprendere. L’obiettivo è che tutti possano capire che difendersi dalle banche, dalle finanziarie e da Equitalia, è possibile ed è venuto il momento di farlo.
Io sono al tuo fianco se lo vuoi. Buona Vita.

 

fonte: https://ilsalvagente.it/2018/01/08/liberarsi-da-tutti-i-debiti-si-puo-e-vi-spieghiamo-come/30063/