…E poi scopri che con i soldi degli SMS solidali per il terremoto ci fanno una pista ciclabile…!!!

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…E poi scopri che con i soldi degli SMS solidali per il terremoto ci fanno una pista ciclabile…!!!

Terremoto, i soldi degli sms solidali per una ciclabile. Scoppia la polemica
Oltre cinque milioni per la pista Sarnano-Civitanova. Il caso approda anche in Parlamento: contestata la Regione

Macerata, 12 luglio 2017 – È polemica sulla scelta di destinare parte dei fondi degli sms solidali del terremoto alla realizzazione di una pista ciclabile e al recupero di una grotta sudatoria. Vanno all’attacco il senatore Remigio Ceroni (Forza Italia) e la deputata Beatrice Brignone (Possibile). «Lascia sconcertati e indignati – scrive il senatore forzista – la notizia che la Regione Marche intende finanziare una pista ciclabile mare-monti da Sarnano a Civitanova per 5,5 milioni di euro e il recupero della grotta sudatoria di Acquasanta Terme per 3 milioni di euro con i soldi che i cittadini hanno donato via sms con generosità per far fronte all’emergenza determinata dal terremoto».

«Dei 32 milioni complessivi, alle Marche ne sono spettati 17,5 – aggiunge Ceroni –. Con una scelta che lascia esterrefatti la Regione ha intenzione di destinare la metà di quella cifra a opere che nulla hanno a che vedere con l’aiuto per le popolazioni terremotate. E questo mentre sono ancora migliaia i marchigiani che vivono quotidianamente sulla loro pelle le difficoltà di una calamità immane e di una ricostruzione che non è mai iniziata. Tanta solidarietà da parte degli italiani merita rispetto e non può essere dispersa e mortificata in interventi incomprensibili e ingiustificati. Presenterò immediatamente un’interrogazione parlamentare al riguardo per evitare che i soldi degli italiani vengano utilizzati a fini diversi da quelli ai quali li avevano destinati».

Anche la deputata di Possibile Beatrice Brignone contesta la scelta della Regione di utilizzare 5 milioni e 450 mila euro, dei 17,5 ricavati dagli sms solidali a favore delle zone terremotate, per il primo stralcio di una pista ciclabile da Civitanova a Sarnano. Per Brignone, altre sono le priorità, come riportare a casa le famiglie e tornare a «vivere queste terre, per poter anche accogliere al meglio sempre più i turisti». Per le piste ciclabili, «ci sono altri finanziamenti, si cerchino anche quelli». «Chi ha donato con un sms – continua -, lo ha fatto pensando di offrire, con quel gesto, una mano per rialzarsi, mano che in quel momento non poteva allungare se non digitando un numero. Per tali motivi ho presentato una interrogazione alla presidenza del Consiglio e per chiedere rispetto chi ha donato soldi e rispetto per chi ancora vive in roulotte o alloggi di fortuna, per chi ogni giorno si muove tra macerie e zone rosse, per chi cerca di strapparsi un futuro con forze sempre più flebili». «Di vane promesse, di mancanza di visione, di aspettative tradite, di mala gestione, questa Regione – conclude – ha già pagato un prezzo sufficientemente alto. Non sommiamo a questo catastrofico conto altri 5 milioni e 450 mila euro».

 

fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it/macerata/cronaca/terremoto-soldi-sms-solidali-pista-ciclabile-1.3266023

Radiazioni di Fukushima: ecco gli effetti sulla popolazione mondiale

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Radiazioni di Fukushima: ecco gli effetti sulla popolazione mondiale

Ogni abitante della Terra ha subito una significativa dose di radiazioni dal disastro nucleare di Fukushima. Ecco i dati

Le radiazioni del disastro nucleare di Fukushima hanno toccato ognuno di noi. A dimostrarlo è una ricerca del Norwegian Institute for Air Research che ha calcolato le effettive ricadute dell’incidente nelle varie aree del pianeta. Gli studiosi hanno analizzato i dati del Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organisation, un gruppo di ricerca specializzato nella misurazione delle radiazioni nucleari sulla popolazione. E’ il cesio-137 ad essere oggetto della misurazione dagli esperti, si tratta di un elemento pesante ed in grado di spostarsi anche per lunghissime distanze.

Ebbene, secondo le ricerche, una percentuale del 23% della sostanza non ha lasciato il Giappone mentre la quota restante ha viaggiato per il mondo attraverso gli oceani. I residenti nell’ara di Fukushima hanno subito una quantità di radiazioni comprese tra 1 e 5 millisievert già durante i primi 3 mesi. Nelle altre zone del Giappone, invece, le radiazioni, in questi anni, si sono fermate a 0.5 millisievert, una quantità appena inferiore ad una TAC. Nelle restanti aree del nostro pianeta, quindi compresa anche l’Italia, le radiazioni pro capite sono meno di 0,1 millisievert dal 2011 ad oggi. Si tratta, in sostanza, della stessa quantità che avremmo subito con una radiografia.

 

fonte: http://www.scienzenotizie.it/2017/05/10/radiazioni-di-fukushima-ecco-gli-effetti-sulla-popolazione-mondiale-1322060

 

Lo Stato consente alle lobby di bombardare il sottosuolo Siciliano a caccia di petrolio. Paura terremoti – E ricordiamo a queste carogne che proprio lì si sono verificati i 3 terremoti più distruttivi della nostra storia: 210.000 morti!! …Ma per “loro” il dio petrolio è più importante della pelle della Gente!!

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Lo Stato consente alle lobby di bombardare il sottosuolo Siciliano a caccia di petrolio. Paura terremoti – E ricordiamo a queste carogne che proprio lì si sono verificati i 3 terremoti più distruttivi della nostra storia: 210.000 morti!! …Ma per “loro” il dio petrolio è più importante della pelle della Gente!!

Lo ha scoperto l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle eletto in Sicilia, Ignazio Corrao (sempre loro a rompere le scatole alle lobby).

E l’allarme è grave: bombardare il sottosuolo nel territorio storicamente più sismico d’Italia.

Ricordiamo che proprio in Sicilia si sono avuti i 3 terremoti più disastrosi e devastanti della nostra storia con circa 210.000 morti (V. Wikipedia)

I petrolieri bombarderanno il sottosuolo dei Comuni siciliani. Paura per possibili terremoti

Lo ha scoperto l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle eletto in Sicilia, Ignazio Corrao. E’ ormai noto a tutti che gli esplosivi, fatti brillare nel sottosuolo – quindi compresi quelli utilizzati per cercare petrolio – possono provocare terremoti. Ma questo è l’ultimo problema dell’ENI e del PD di Renzi e Crocetta che hanno voluto e autorizzato questo scempio ambientale. Ecco uno dei ‘frutti avvelenati’ della mancata vittoria del referendum che avrebbe dovuto fermare le trivelle. L’elenco dei Comuni siciliani a rischio

Cosa stanno lasciando ai Siciliani il PD e il presidente della Regione, Rosario Crocetta, dopo aver fatto svuotare le ‘casse’ della Regione siciliana dal Governo nazionale? Bombe. Sì, avete letto bene: bombe che esploderanno sotto il sedere degli abitanti di un bel nutrito gruppo di Comuni della nostra Isola. Ricordate il referendum sulle trivelle? Il referendum perso per mancanza di quorum. Ebbene, ecco le conseguenze: l’ENI sta portando avanti un progetto di prospezione geofisica, conosciuto come “2D”, per la ricerca di idrocarburi nelle province di Caltanissetta, Catania, Enna e Ragusa con l’utilizzo di cariche esplosive da 10 kg. Bombe da far esplodere in fori profondi fino a 30 metri per centinaia di chilometri quadrati. Con il rischio di provocare terremoti!

La storia è stata scoperta e denunciata dall’unico europarlamentare eletto in Sicilia che fa gli interessi della Sicilia e dei Siciliani. Parliamo di Ignazio Corrao, unico tra gli europarlamentari (eletto nelle fine del Movimento 5 Stelle) che sta provando a difendere l’olio d’oliva extra vergine della Sicilia, il grano duro siciliano e le arance della nostra Isola. E’ Corrao che, con l’ausilio del gruppo di collaboratori che ha messo su, ha passato a setaccio le AIA, sigla che sta per Autorizzazioni Integrate Ambientali.

“Il progetto – si legge in un comunicato diffuso dai grillini – apparso sul sito del Ministero dell’Ambiente poche ore fa, ha mobilitato immediatamente il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle in Assemblea regionale siciliana che domani, lunedì 15 maggio, depositerà in Commissione Ambiente una richiesta di audizione urgente per convocare i vertici ENI ed il Governo Regionale”.

“Quanto scoperto è un fatto gravissimo ed inquietante – spiegano i deputati M5S all’Ars – sia perché la Regione siciliana pare abbia avallato tale scempio senza dir nulla, sia perché tali ricerche potrebbero produrre terremoti in un territorio che rimpiange lo sviluppo agricolo, turistico e culturale negato dagli affaristi e dai sindacalisti del petrolio”.

Insomma, la prima notizia è che i vari Crocetta, Raciti, Cracolici, Marziano, la CGIL di Catania che è direttamente presente nella politica siciliana con propri rappresentanti all’Ars e via continuando non ci hanno detto nulla. Tutti zitti. Ma sono stati lo stesso ‘sgamati.

“Stando al progetto – leggiamo sempre nel comunicato dei grillini dell’Ars – i Comuni che dovrebbero ospitare le esplosioni sotterranee sono quelli di Gela, Mineo, Ramacca, San Michele di Ganzaria, Mazzarino, Aidone, Mirabella Imbaccari, Piazza Armerina, Caltagirone, Grammichele, Niscemi, San Cono. Uno scempio in piena regola firmato ENI-Crocetta – sottolineano i deputati – considerando che peraltro il territorio del Calatino Sud Simeto è già in parte dichiarato patrimonio dell’UNESCO. Siamo molto preoccupati, perché non vorremmo che il presidente Crocetta, da ex dipendente ENI e da persona che si è schierata contro il referendum sulle trivellazioni lo scorso anno, prediliga le fonti fossili a quelle rinnovabili”.

Qui si segnala quello che abbiamo scritto all’inizio di questo articolo: i Siciliani, adesso, cominciano a raccogliere i ‘frutti avvelenati’ del referendum sulle trivelle. Giustamente, i grillini ricordano che il ‘rivoluzionario’ Crocetta, invece di schierarsi in difesa della Sicilia, ha preferito schierarsi con chi – PD renziano in testa – boicottava il referendum per non far raggiungere il quorum.

La stragrande maggioranza di coloro i quali sono andati a votare ha detto “No” ai petrolieri e alle trivelle. Ma i petrolieri e le trivelle hanno vinto lo stesso, perché, come già ricordato, il referendum non ha raggiunto il quorum.

Ora i petrolieri – ENI in testa – presentano il conto e si preparano a bombardare il sottosuolo e si preparano ad bombardare il sottosuolo di un nutrito gruppo di Comuni della Sicilia sud orientale. E pazienza se i terremoti potrebbero provocare in Sicilia quello che è successo in centro Italia, dove migliaia di persone hanno perso la casa e sono ancora in mezzo alla strada, tra baracche e container.

“Non permetteremo che la Sicilia venga trattata ancora come una terra da depredare e distruggere in nome del Dio denaro – concludono i parlamentari grillini dell’Ars – ignorando la sua naturale vocazione agricola, culturale e turistica e, peggio ancora, calpestando la salute e la vita dei suoi abitanti”.

Dall’ufficio di Corrao parte invece l’invito a documentarsi e fare le osservazioni da parte dei Comuni interessati sindaci e società civile.

Già, l’invito ai sindaci siciliani a difendere la società civile? Supponiamo che l’invito non sarà rivolto ai sindaci di centrosinistra dei Comuni siciliani. Sono i sindaci dei Comuni che controllano l’ANCI Sicilia, l’Associazione nazionale dei Comuni Italiani. Quell’ANCI Sicilia – presieduta dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando – che non ha mosso un dito durante le settimane precedenti il referendum per fermare le trivelle.

Foto tratta da greenreport.it

P.S.

Dunque l’ENI va alla ricerca del petrolio siciliano con le bombe. Non solo un Ente nazionale che ha trattato sempre la Sicilia come una ‘colonia’ si deve prendere il nostro petrolio, ma lo deve cercare pure con le bombe, mettendo a rischio gli equilibri ambientali della nostra Isola. Con i soliti ‘ascari’ siciliani ‘inginocchiati’ al cospetto dell’ENI. 

Tutto questo perché il referendum sulle trivelle non ha raggiunto il quorum. 

Non possiamo non ricordare che il comportamento dell’ANCI Sicilia, nelle settimane precedenti il referendum sulle trivelle, è stato incredibile. Non una manifestazione, non un appello per invitare i cittadini a votare. Un’ANCI piegata ai voleri di Renzi e del suo PD.

Il vice presidente dell’ANCI, Paolo Amenta (che è sindaco di Canicattini Bagni, in provincia di Siracusa), e qualche altro sindaco hanno rilasciato qualche dichiarazione ufficiale. Ma nessuno ha partecipato alla manifestazione del 30 marzo 2016.

Per dirla in breve, in occasione del referendum sulle trivelle, l’interesse del più grande partito politico nazionale – il PD – era quello di far vincere i petrolieri. E l’ANCI siciliana si è adeguata ai voleri romani.  

Per questo è più che mai necessario che i cittadini siciliani, alle elezioni comunali di giugno, mandino a casa tutti i sindaci collegati ai partiti nazionali. E necessario, a partire dalle elezioni comunali dell’11 giugno, non votare più candidati collegati a partiti nazionali, a partire dal PD che, ricordiamolo, è sempre nelle salde mani di Renzi.

Due parole sull’ENI, infine. Che ha sempre considerato e continua a considerare la Sicilia un limone da ‘spremere’: prendere tanto per dare poco o nulla. O meglio, per lasciare in Sicilia inquinamento e problemi sociali.

 

tratto da: http://www.inuovivespri.it/2017/05/14/i-petrolieri-bombarderanno-il-sottosuolo-dei-comuni-siciliani-paura-per-possibili-terremoti/

Quando lo Stato truffa i suoi stessi cittadini: In 48 anni, dal terremoto del Belice al 2015, gli italiani hanno finanziato le ricostruzioni con 145 miliardi di accise sui carburanti. Ne sono però stati spesi solo 70! E gli altri che fine hanno fatto??

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Quando lo Stato truffa i suoi stessi cittadini: In 48 anni, dal terremoto del Belice al 2015, gli italiani hanno finanziato le ricostruzioni con 145 miliardi di accise sui carburanti. Ne sono però stati spesi solo 70! E gli altri che fine hanno fatto??

 

 

Terremoti, con tassa benzina versati 145 miliardi: il doppio di quanto speso per ricostruire

In 48 anni, dal terremoto del Belice al 2015, gli italiani hanno finanziato le ricostruzioni delle zone devastate versando 145 miliardi nominali di accise sui carburanti; il doppio rispetto ai 70 mld nominali spesi dallo Stato per rimettere in piedi le 7 aree colpite negli ultimi decenni (Valle del Belice, Friuli, Irpinia, Marche/Umbria, Molise/Puglia, Abruzzo ed Emilia Romagna). A fare i conti è uno studio della Cgia di Mestre.

Sono 5, infatti, gli incrementi delle accise sui carburanti introdotti in questi ultimi 48 anni per recuperare le risorse da destinare alla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto. Dal 1970 (primo anno in cui sono disponibili i dati sui consumi dei carburanti) al 2015 gli italiani hanno versato nelle casse dello Stato 145 miliardi di euro nominali (261 miliardi di euro se attualizzati).

“Se si tiene conto che il Consiglio Nazionale degli Ingegneri stima in 70,4 miliardi di euro nominali (121,6 miliardi se attualizzati) il costo complessivo resosi necessario per ricostruire tutte e 7 le aree fortemente danneggiate dal terremoto (Valle del Belice, Friuli, Irpinia, Marche/Umbria, Molise/Puglia, Abruzzo ed Emilia Romagna), possiamo dire che in quasi 50 anni in entrambi i casi, sia in termini nominali sia con valori attualizzati, abbiamo versato più del doppio rispetto alle spese sostenute”, dettaglia ancora la nota Cgia.

Solo i più recenti, ovvero i sismi dell’Aquila e dell’Emilia Romagna, presentano dei costi nettamente superiori a quanto fino ad ora è stato incassato con l’applicazione delle rispettive accise. ”Ogni qual volta ci rechiamo presso un’area di servizio a fare il pieno alla nostra autovettura – sottolinea il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo – 11 centesimi di euro al litro ci vengono prelevati per finanziare la ricostruzione delle zone che sono state devastate negli ultimi decenni da questi eventi sismici. Con questa destinazione d’uso gli italiani continuano a versare all’erario circa 4 miliardi di euro all’anno. Se, come dicono gli esperti, questi fenomeni distruttivi avvengono mediamente ogni 5 anni, è necessario che queste risorse siano impiegate in particolar modo per realizzare gli interventi di prevenzione nelle zone a più alto rischio sismico e non per altre finalità”.

 

fonte: http://www.imolaoggi.it/2016/09/03/terremoti-con-tassa-benzina-versati-145-miliardi-il-doppio-di-quanto-speso-per-ricostruire/

Terremoto, che fine hanno fatto i soldi degli sms solidali? Ora se lo chiede anche il Codacons…!

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Terremoto, che fine hanno fatto i soldi degli sms solidali? Ora se lo chiede anche il Codacons…!

 

TERREMOTO CENTRO-ITALIA: COMUNI COLPITI DA SISMA DENUNCIANO ABBANDONO. ESPOSTO CODACONS A PROCURA DI ROMA E CORTI DEI CONTI DI LAZIO, MARCHE E ABRUZZO

ASSOCIAZIONE CHIEDE INDAGINI SU DESTINAZIONE DEI SOLDI RACCOLTI ATTRAVERSO CAMPAGNE DI SOLIDARIETA’

Che fine hanno fatto i fondi raccolti attraverso le campagne di solidarietà attivate all’indomani del terribile terremoto che nei mesi scorsi ha distrutto il centro-Italia? Se lo chiede il Codacons, che ha presentato oggi un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alle Corti dei Conti di Marche, Abruzzo e Lazio.
I cittadini dei comuni colpiti dal sisma denunciano di essere stati abbandonati dalle istituzioni, e nei giorni scorsi hanno messo in atto proteste e presidi per richiamare l’attenzione sull’immobilismo dello Stato che poco o nulla avrebbe fatto per sostenerli – spiega l’associazione – Quello che desta perplessità e che potrebbe addirittura realizzare reati come quello di truffa o di appropriazione indebita, è la destinazione dei fondi raccolti attraverso le campagne di solidarietà, i quali restano apparentemente bloccati senza nessuna indicazione in merito alla cifra complessiva dei soldi sino ad oggi raccolti, all’effettivo utilizzo dei fondi raccolti, a quando gli stessi verranno impiegati e soprattutto come e per quali finalità e sotto il controllo e vigilanza di quale organo. Il mancato utilizzo dei soldi versati dai cittadini per aiutare le popolazioni colpite dal sisma potrebbe quindi configurare una appropriazione indebita e una truffa nei confronti di tutti coloro che hanno contribuito con generosità ad aiutare il prossimo.
Per tale motivo il Codacons ha presentato un esposto alla Procura di Roma e chiede anche alle Corti dei Conti di Marche, Abruzzo e Lazio di aprire apposite indagini sul caso, per capire il reale utilizzo dei fondi di solidarietà raccolti.

 

fonte: http://www.codacons.it/articoli/terremoto_centroitalia_comuni_colpiti_da_sisma_denunciano_abbandono_296313.html