Obsolescenza programmata: in Francia azione legale contro Epson. Noi, invece, ce la teniamo!

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Obsolescenza programmata: in Francia azione legale contro Epson. Noi, invece, ce la teniamo!

Per la prima volta in Francia, dopo la legge che dal 2015 la riconosce come reato, può partire un’azione legale contro un caso di obsolescenza programmata. È quella che sta per essere avviata in Franciadall’associazione Halte à l’obsolescence programme (Stop all’obsolescenza programmata) e si rivolge ai principali produttori di stampanti. Ma ha un obiettivo preciso: Epson.

“Abbiamo raccolto fatti e testimonianze per presentarla nei confronti dei produttori di stampanti, tra cui uno in particolare: Epson” scrivono dall’associazione transalpina. “Ogni giorno produce migliaia di stampanti ma il nostro ultimo rapporto d’inchiesta mette in evidenza una serie di tecniche che consentono di abbreviare la vita dei prodotti e potrebbero essere in violazione della legge francese”.
I “delitti” contestati alla casa costruttrice? Segnala che le cartucce sono vuote, mentre contengono talvolta dal 20 al 50% dell’inchiostro.

Non solo, il tampone di assorbimento dell’inchiostro, che impedisce che le goccioline sporchino il dispositivo viene a volte segnalato come pieno, bloccando le stampe e costringendo un costoso intervento (che non vale i costi e dunque costringe all’acquisto di un modello nuovo), mentre potrebbe continuare a operare.

Se il giudice dichiarerà l’azione ammissibile, spiega Halte à l’obsolescence programme, “la sua decisione potrebbe avere l’effetto di una palla di neve. Porterebbe a una valanga in grado di colpire l’obsolescenza prevista in molti settori”.

Una vera chiamata all’azione dei consumatori, quella dell’organizzazione francese che si oppone all’obsolescenza spiegando “Siamo tutti stati vittime della morte prematura di un collant, una lavatrice, un computer o un bollitore”. Come dargli torto?

 

tratto da: https://ilsalvagente.it/2017/11/10/obsolescenza-programmata-in-francia-azione-legale-contro-epson/27878/

Obsolescenza programmata – Smartphone e pc fatti per durare poco: Apple e Samsung tra i peggiori – Ecco le pagelle di Greenpeace, utilissime se dovete fare un nuovo acquisto.

 

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Obsolescenza programmata – Smartphone e pc fatti per durare poco: Apple e Samsung tra i peggiori – Ecco le pagelle di Greenpeace, utilissime se dovete fare un nuovo acquisto.

 

Smartphone e pc fatti per durare poco: Apple e Samsung tra i peggiori

Greenpeace contro l’obsolescenza programmata (e le sue nefaste ricadute sull’ambiente) di smartphone, tablet e pc portatili. Da uno studio pubblicato appena due giorni fa dall’associazione ambientalista, alcune grandi marche di apparecchi elettronici escono con le ossa rotte.

La classifica è stata stilata in collaborazione con gli esperti del sito iFixit, che hanno valutato la possibilità dei congegni elettronici di essere riparati: Samsung, Microsoft e Apple non fanno una bella figura.

44 i prodotti sotto osservazione, venduti tra il 2015 e il 2017, cui sono stati attribuiti punteggi da 1 a 10 secondo più fattori: facilità di sostituire le batterie o lo schermo, disponibilità dei pezzi di ricambio e del manuale di riparazione, possibilità di intervento senza il bisogno di strumenti specifici.

 

 

I MIGLIORI E I PEGGIORI SECONDO GREENPEACE

Smartphone

Tra i 21 smartphone valutati è Samsung che ottiene i voti peggiori: 3 per i suoi Galaxy S7 e S7 Edge, 4 per il Galaxy S8, bocciati in tutte le voci considerate. Così come lo smartphone LG G6, che racimola un magro 5 su 10.

Conquistano appena la sufficienza (voto 6) lo Xiaomi MI 5, il Lenovo K5 Note, il Huawei Mate 8, il Vivo X7, l’Asus Zenfone 3 Max e il Sony Xperia Z5 Compact.

Gli iPhone 7+ e 7 della Apple ottengono 7. Stesso voto per: Google Pixel XL, Oppo R9M, Lenovo Moto Z, Huawei P9 e Vivo X7+.

Un punto in più (voto 8) è andato agli smartphone LG G4 e G5 e allo Xiaomi Redmi Note 3.
Il migliore? Il Fairphone 2, l’unico a conquistare un 10 pieno.

Tablet

Anche tra i 14 tablet, solo uno conquista la palma del migliore con il punteggio di 10: l’HP Elite X2 1012 G1.
A seguire, con punteggio di 8, si piazzano: l’LG G Pad 7.0, l’Acer Iconia One 7 e l’Amazon Paperwhite.
Voto 7, invece, ai tablet Huawei Mediapad M2 10.0, HP Elitepad 1000 G2 e Amazon New Fire. Con la sufficienza (voto 6) se la cava il Huawei Mediapad T2 7.0.

Bocciati il Sony Xperia Z4 (voto 5), il Samsung Galaxy Tab S3 e il Google Pixel C (entrambi con voto 4), l’Apple iPad Pro 9.7” e iPad 5 (voto 2) e, a chiudere la classifica, l’MS Surface Pro 5 (con voto 1).

PC portatili

Infine, tra i 9 laptops valutati si registra uno scarto enorme tra i migliori e i peggiori.

Se in due – il Dell Latitude E5270 e l’HP elite book 840 G3 – conquistano il massimo punteggio (10), e altri 4 sono abbondantemente sopra la sufficienza (Samsung Series 9 15” ed LG Gram 15” con voto 9; l’Acer Predator 17.3 con voto 8; e il Dell XPS 13, con voto 7), in 3 chiudono la classifica con il minimo punteggio, 1 su 10.

I tre “nemici dell’ambiente” sono: l’MS Surface Book, e i due laptops della Apple, Macbook Pro 13” e Retina Macbook 2017.

COS’È L’OBSOLESCENZA PROGRAMMATA

La tecnologia di cui ci serviamo ogni giorno ha una data di scadenza. Telefonini, computer, ma anche i grandi elettrodomestici, non hanno vita lunga. E si guastano spesso appena scaduta la garanzia.

E se vogliamo “aggiustarli” dobbiamo fare letteralmente i conti con eventuali riparazioni: spesso costose, non risolutive, o con pezzi di ricambio difficili da reperire. Si fa prima, insomma, a comprare un prodotto nuovo.

Realizzare dispositivi facilmente riparabili e progettati per durare è il passo più significativo che le aziende possono intraprendere per ridurre gli impatti ambientali dei prodotti elettronici. È quello che chiede Greenpeace con la sua campagna di sensibilizzazione, con l’invito a firmare la petizione sul sito www.rethink-it.org.