Cancro al fegato, rischio dimezzato con 5 tazzine di caffè al giorno

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Cancro al fegato, rischio dimezzato con 5 tazzine di caffè al giorno

Bere fino a cinque tazzine di caffè al dì potrebbe dimezzare il rischio di cancro del fegato; una sola tazzina al giorno riduce di un quinto il pericolo di questo tumore.

Lo rivela una ricerca diretta da Oliver Kennedy della University of Southampton in Gran Bretagna e pubblicata sulla rivista BMJ Open.

Gli esperti hanno analizzato informazioni sul consumo di caffè di 2 milioni 250 mila persone complessivamente (coinvolte in un totale di 26 studi precedentemente pubblicati) e visto che il consumo di un solo caffè al giorno riduce il rischio di cancro del fegato del 20% (un quinto); ma se si arriva fino a cinque tazzine il rischio è dimezzato.

Oltre agli antiossidanti e antinfiammatori di cui è ricca la nera bevanda, si presume che la caffeina abbia un ruolo centrale nel potere protettivo esercitato dal caffè in quanto il caffè decaffeinato è risultato di per sé protettivo in minor misura contro il tumore.

 

fonte: http://gds.it/2017/06/02/il-caffe-difende-dal-cancro-al-fegato-5-tazzine-al-giorno-ne-dimezzano-il-rischio_673025/

A 15 anni dalla Grande Truffa dell’EURO – Un giornale? +123%. L’elettricità? +50%. La benzina? +45%… Un rincaro medio di quasi il 60%, pari a 14.000 Euro a famiglia…!! …Un grazie di cuore ai farabutti che ci hanno portato in Europa prendendoci per i fondelli!!

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A 15 anni dalla Grande Truffa dell’EURO – Un giornale? +123%. L’elettricità? +50%. La benzina? +45%… Un rincaro medio di quasi il 60%, pari a 14.000 Euro a famiglia…!! …Un grazie di cuore ai farabutti che ci hanno portato in Europa prendendoci per i fondelli!!

 

Dall’introduzione dell’euro i prezzi sono aumentati in modo esponenziale. È dal 31 dicembre 2001 che l’euro è sul banco degli imputati come principale motivo della perdita di potere d’acquisto degli italiani, peggiorata dalla crisi economica che ha colpito le difficoltà del nostro Paese. Il cambio ottenuto allora come una grande vittoria, quelle 1936,27 lire per un euro, fece improvvisamente diventare povera la gran parte degli italiani. Dall’introduzione dell’euro ad oggi il nostro potere d’acquisto è crollato di oltre il 15%.

Il NENS (Nuova Economia Nuova Società, la fondazione che fa capo a Pierluigi Bersani) ha fornito un termine di paragone fra i prezzi attuali e quelli di 15 anni fa. La lista dei rialzi è lunga. Eccoli.

Il caffè al bar è passato da 900 lire a 90 centesimi, la pizza margherita da 6’500 lire (3,36 a euro) agli attuali 7,5 euro. Il giornale comprato in edicola costava 1.500 lire, più o meno 75 centesimi di oggi. Comprarlo oggi significa dover spendere 1,5 euro. Un rincaro del 123%. Per l’elettricità, nel 2002 si spendevano 647mila lire (circa 334 euro), mentre oggi si parla di una spesa di 498 euro (+50% circa). Il gas ha avuto un rincaro del 16%, la benzina è passata da circa 2’000 lire per un litro agli 1,5 euro attuali (+45%).

Se siamo più poveri l’euro ha certamente delle responsabilità ma i governanti che non hanno saputo compensare gli effetti della crisi sono e restano i primi responsabili. Quelli che ci hanno fregato.

Secondo il Codacons Dal 2002 rincari per 14mila euro a famiglia!!!

Dall’introduzione dell’euro ad oggi, i prezzi e le tariffe in Italia per beni e servizi di largo consumo sono aumentati mediamente del +59,1% per un esborso pari a oltre 14mila euro a famiglia. Lo denuncia il Codacons, che fa i conti in tasca agli italiani a distanza di 15 anni dal passaggio dalla lira all’euro.

Dal gennaio 2002 al gennaio 2017, dunque, i cittadini hanno subito rincari medi del +59,1%. E se per un tramezzino si spende il 198,7% in più rispetto al 2001, non meglio va per il caffè, quello consumato al bar, il cui esborso è lievitato del 34% (sempre meno della doppia confezione da 250 gr. cresciuta del 143%) mentre quella per il classico abbinamento ‘cappuccino e brioche’ sfiora il 70%. Percentuali da brivido anche per i gelati: 15 anni fa un cono costava quasi il 160% in meno di oggi.

Rincarata notevolmente anche l’opzione ‘rosticceria’: la pizza 4 stagioni è salita dell’84% in 15 anni, seguita a ruota dai supplì che cadauno hanno registrato aumenti del 189%. Aumenti sostanziosi anche nell’alimentazione: dalle patate che toccano il +93,5% al kilo al +66% delle fettine di vitello; dal 51% delle zucchine al +75% della passata di mpomodoro in bottiglia; dal +73,5% del minestrone al 58,3% del pane al kilo.

Spaziando su altri settori la situazione non cambia: uno spazzolino da denti costa il 54,7% in più rispetto al 2001 e il dentifricio il 34% in più, calcola ancora il Codacons. Ugualmente il sapone per la lavatrice che ha registrato aumenti del 64,4% mentre l’ammorbidente si è fermato a quota 28%. Quasi esponenziale l’aumento del prezzo delle penne a sfera: in 15 anni sono salite, certifica il Codacons, del 207%.

Rincari anche per i ‘coiffeur’ dove le donne lasciano alla cassa mediamente il 48% in più sempre però che prima non passino per un prelievo al bancomat i cui costi sono lievitati del 17,6%. Anche lo svago ha i suoi aumenti: il cinema il biglietto intero costa il 26% in più mentre i quotidiani quasi il 95%. E non si pensi di risparmiare riducendo la mancia (minima) ai camerieri del ristorante: è aumentata anche quella del 96,1%.

Attenti al caffè: è pieno di pesticidi ma nessuno controlla!

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Attenti al caffè: è pieno di pesticidi ma nessuno controlla!

 

Sempre e solo i Cinquestelle a lanciare l’allarme

Il Brasile è il primo produttore mondiale di caffè. Nella maggior parte delle sue piantagioni vengono usati pesticidi pericolosi come il Terbufos vietati in Europa perché dannosi per la salute umana. Il Terbufos è un insetticida molto potente che uccide anche solo con un minimo contatto con la pelle.

Il porto di Trieste è la porta d’ingresso del caffè brasiliano in Europa. Tuttavia, i controlli sanitari condotti dall’Agenzia dell’Ambiente del Friuli, per conto del Ministero della Salute, non analizzano la presenza di questi due pericolosi pesticidi. Si fanno le analisi ma non per scovare questi due veleni. L’ipocrisia europea è evidente: all’interno dell’Unione si vieta l’utilizzo di pesticidi pericolosi per la salute, ma non si fa nulla per impedire che entrino prodotti alimentari contaminati dalle sostanze che vieta. Piernicola Pedicini ha presentato una interrogazione al Commissario alla Salute Andriukaitis. Per la Commissione europea sono gli Stati nazionali a dover stabilire quali pesticidi debbano essere sottoposti ad analisi nell’ambito dei rispettivi programmi nazionali di controllo. Ministro Lorenzin è arrivato il momento di agire! Se hai a cuore la salute dei cittadini fai qualcosa!

 

LEGGI l’interrogazione presentata da Piernicola Pedicini alla Commissione europea.

LEGGI la risposta della Commissione europea che fa chiarezza sulle responsabilità del governo italiano.