Pesticidi: quando gli insetti siamo noi !!

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Pesticidi: quando gli insetti siamo noi !!

 

Patologie come tumori, leucemie e sclerosi connesse all’uso di pesticidi, impiegati troppo e male. Lo dicono gli studi. Un rischio concreto che spesso sfugge ai sistemi di analisi, rischiando di ritardare gli allarmi.

Erbicidi, fungicidi, antiparassitari creati dall’uomo per uccidere ogni tipo di minaccia cosiddetta biotica, cioè vivente, portata da insetti, funghi e piante infestanti alle nostre preziose coltivazioni. Un fine condivisibile, se non fosse che solo una percentuale minima dei pesticidi diffusi finisce proprio sulle colture destinatarie del trattamento. Le tonnellate di prodotti chimici in eccesso restano perciò nell’ambiente e, tramite aria, acqua e terreni, entrano in contatto con le persone per esposizione o grazie alla catena alimentare.

CON LA CHIMICA NON SI SCHERZA
Uno scenario che preoccupa i Medici per l’ambiente dell’Isde (International Society of Doctors for Environment), in primis per le modalità spregiudicate con le quali i pesticidi vengono diffusi, spesso a distanza ridotta da abitazioni e siti sensibili, come scuole e asili; talvolta con leggerezza, ad esempio per diserbare rapidamente il ciglio delle strade. Ma non solo. Molte tra queste sostanze possono, infatti, danneggiare la salute umana anche in dosaggi minimi assunti progressivamente dall’organismo, magari nutrendosi di cibo che le contiene in quantità comprese entro i termini di legge. E gli effetti non sono trascurabili.

«Numerosi studi – ricorda Celestino Panizza, medico epidemiologo dell’Isde – documentano gli effetti dell’esposizione dei bambini ai pesticidi, ma soprattutto delle madri e dei padri nel periodo gestazionale e preconcezionale, come causa dell’aumento di rischio di insorgenza di leucemie infantili.

L’Efsa (European Food Safety Authority, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, ndr) nel 2013, ma anche i risultati del programma di ricerca americano Agricultural Health Study condotto per anni su 50mila agricoltori e i loro familiari, afferma che l’insorgenza e l’aumento delle leucemie infantili è associato all’esposizione dei genitori a pesticidi. Un altro studio mette in relazione la presenza dei metaboliti (cioè il composto che deriva dalle trasformazioni che avvengono in organismo dalla molecola originaria) degli insetticidi piretroidi nelle urine della madre con l’aumento di rischio d’insorgenza di leucemia nei nuovi nati».

«La relazione tra esposizione ai pesticidi e aumento delle leucemie infantili è insomma abbastanza consolidata – conclude Panizza – come anche quella tra l’esposizione ai pesticidi (soprattutto organofosfati) e il morbo di Parkinson, che in Francia è considerato malattia professionale degli agricoltori. Diversi studi documentano infine una relazione tra sclerosi laterale amiotrofica (Sla) ed esposizione ai pesticidi. Così anche per linfomi non Hodgkin e tumori alla prostata». Molte evidenze, insomma, senza contare che assai sarebbe ancora da indagare l’eventuale pericolosità di miscele di più pesticidi.

DIFFICILI DA RILEVARE, DURI A MORIRE

Non si parla di raffreddori, dunque. E per imporre grandi cautele sull’impiego dei pesticidi basterebbe sapere che ben 14 di essi sono tra i composti regolamentati dalla Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (i cosiddetti POPs): si tratta di «composti tossici che si degradano poco –precisa Panizza – che ritroveremo a lungo (vedi atrazina e DDT/DDE, ndr) e che si bio-vanificano, cioè aumentano la loro concentrazione lungo la catena alimentare».
E poi composti talvolta poco o affatto rilevati.

Da un lato per colpa degli strumenti d’analisi (nel rapporto 2014 di Ispra si denunciano carenze nell’aggiornamento dei “programmi di monitoraggio”, l’inadeguatezza delle “prestazioni dei laboratori” e la scarsità di informazioni sui biocidi), dall’altro perché magari neppure ricercati: ad esempio il glyphosate, l’erbicida più usato e base del famoso Roundup di Monsanto, pur molto diffuso nelle acque, come anche il suo metabolita AMPA, è oggetto di ricerca soltanto in Regione Lombardia, tanto che la stessa Ispra suggerisce di estendere le indagini in proposito anche in altre regioni.

 

tratto da: http://curiosity2015.altervista.org/pesticidi-quando-gli-insetti-siamo-noi/

Incredibile ma vero: ad 8 anni dall’approvazione, la direttiva sui pesticidi è letteralmente ignorata dagli Stati Europei – Una vergognosa speculazione sulla pelle della Gente nell’interesse delle lobby!

 

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Incredibile ma vero: ad 8 anni dall’approvazione, la direttiva sui pesticidi è letteralmente ignorata  dagli Stati Europei – Una vergognosa speculazione sulla pelle della Gente nell’interesse delle lobby!

Nuovo report sull’applicazione della direttiva del 2009: Gli stati europei non applicano la direttiva sui pesticidi.

A 8 anni dall’approvazione della direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi, i paesi UE hanno spesso evitato di prendere misure volte a ridurre i rischi.

A 8 anni dall’approvazione, la direttiva sui pesticidi è lettera morta

 

(Rinnovabili.it) – Mancano i controlli individuali sugli agricoltori, non si fa lotta integrata ai parassiti e non esistono target misurabili per la protezione di specifici ecosistemi. In sostanza, la direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi risulta in gran parte non applicata dagli stati membri. Lo afferma il nuovo rapporto della Commissione Europea, che fa il punto a otto anni dall’approvazione della legge.

Fino ad oggi, dunque, i paesi hanno spesso evitato di prendere misure volte a ridurre i rischi e gli impatti dei prodotti fitosanitari, con conseguenze negative sull’ambiente e sulla salute dei cittadini. Le disposizioni europee vietano pratiche come l’utilizzo di aerei per per spargere i pesticidi sui campi e restringono l’uso di antiparassitari nei parchi pubblici, nei campi sportivi, negli ospedali e nelle scuole. I piani d’azione nazionali, tuttavia, nella maggior parte dei casi non contengono obiettivi misurabili per la protezione degli ambienti acquatici e dei parchi, mentre la gestione integrata dei parassiti non è sostanzialmente utilizzata. L’unica nota positiva, secondo gli esperti comunitari, è il raddoppio delle sostanze a basso rischio o non derivate dalla chimica.

 

Il dossier prescrive una revisione dei piani nazionali, di cui gli Stati membri devono migliorare la qualità, stabilendo prima di tutto target e indicatori misurabili per dare vita ad una strategia a lungo termine volta alla riduzione dei rischi e degli impatti. Dal canto suo, Bruxelles continuerà a monitorare l’attuazione della direttiva da parte degli stati membri attraverso una serie di azioni, dagli audit alla valutazione delle revisioni dei piani nazionali, dalla formazione di professionisti allo scambio di buone pratiche.

Alcuni stati membri, tra cui l’Italia, hanno vietato l’uso di pesticidi a base di glifosato nelle aree non agricole, mentre la Germania ha fatto lo stesso nei parchi nazionali e nelle riserve naturali. Piccoli passi in avanti, ma resta molto, troppo da fare.

 

tratto da: http://www.rinnovabili.it/ambiente/stati-europei-direttiva-pesticidi-333/