…E ci sono Medici e Luminari che accusano: le ricerche sul cancro non esistono. Sono solo una frode, sono tutte false!

cancro

 

 

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C’è un’altra scienza, non quella ortodossa, che corre su binari diversi, paralleli a quella che regola la nostra vita quotidiana. Una scienza che ha meno voce in capitolo rispetto a quella ortodossa che regola scelte importanti della nostra vita. Una scienza parallela che probabilmente, anzi sicuramente, è meno attendibile, ma che è comunque il caso di conoscere, se non altro per farcene un’idea e capire meglio portata e limiti di quella che ufficiale.

E’ come nel caso dei vaccini… Ok la loro necessarietà, ma buttiamo anche un orecchio ai contrari…

E c’è chi sostiene che la lotta al Cancro è solo una bufala…

 

Medici rivelano: Le ricerche sono false, il cancro è una frode!

Ti sei mai chiesto perché, nonostante i miliardi di dollari spesi per la ricerca sul cancro nel corso di molti decenni, e la promessa di una cura costante, che è per sempre “dietro l’angolo”, il cancro continua ad aumentare e a fare vittime?

“Tutti dovrebbero sapere che la ricerca sul cancro è in gran parte una frode, e che le principali organizzazioni di ricerca sul cancro sono abbandonate nei loro doveri alle persone che le sostengono.”(Fonte)

Ecco cosa afferma Linus Carl Pauling, Dottore di Ricerca e vincitore del Premio Nobel per la Chimica nel 1954 e per la Pace nel 1962. E’ considerato un genio del XX secolo che ha messo le basi per la chimica quantistica, la biologia molecolare e la medicina ortomolecolare.

LA RICERCA SUL CANCRO E’ STATA UN FALLIMENTO

La Dott.ssa Marcia Angell, medico e Direttore della rivista medica New England Medical Journal (NEMJ), considerata una delle più prestigiose riviste mediche peer-reviewed di tutto il mondo.

“Semplicemente non è più possibile credere a gran parte della ricerca clinica che viene pubblicata, o fare affidamento sul giudizio dei medici di fiducia o delle linee guida mediche autorevoli. Non ho alcun piacere nel giungere a questa conclusione che ho maturato lentamente e con riluttanza durante i miei due decenni come Direttore della rivista medica New England Medical Journal.” (Fonte)

Il Dottor John Bailer, che ha trascorso 20 anni nello staff del National Cancer Institute, ed è anche un ex redattore della sua rivista, ha dichiarato pubblicamente in una riunione dell’American Association for the Advancement of Science:

“La mia valutazione complessiva è che il programma nazionale sul cancro deve essere giudicato un fallimento qualificato. La nostra ricerca sul cancro degli ultimi 20 anni è stata un totale fallimento. Oggi sempre più persone dai 30 anni in su muoiono di cancro più che in passato. Ci sembra che i nostri pazienti vivano di più con la malattia ma la verità è che la diagnostichiamo prima. MOlte persone con malattie lievi o benigne vengono incluse nelle statistiche e riportate come essere ‘guarite’ dal cancro grazie alla medicina. Quando i funzionari del governo indicano i dati di sopravvivenza e dicono che stanno vincendo la guerra contro il cancro, in verità stanno utilizzando i tassi di sopravvivenza in modo improprio.” (Fonte)

LA RICERCA SUL CANCRO E’ FALSA

Un altro punto da sottolineare è che la maggior parte del denaro donato alla ricerca sul cancro è speso per la sperimentazione sugli animali, che da molti è stata considerata del tutto inutile. Ad esempio, nel 1981 il Dottor Irwin Bross, l’ex direttore del Sloan-Kettering Cancer Research Institute (il più grande istituto di ricerca sul cancro di tutto il mondo), ha dichiarato:

“L’inutilità della maggior parte degli studi su modelli animali non è molto conosciuta. Ad esempio, la scoperta di agenti chemioterapici per il trattamento del cancro umano è stata ampiamente considerata un trionfo grazie alla sperimentazione sugli animali. Ci sono pochissime evidenze che potrebbero sostenere tali affermazioni.” (Fonte)

Un’altra citazione che si riferisce a come la medicina sia diventata industria farmaceutica è stata fatta dal Dottor Dean Burk, biochimico americano del National Cancer Institute:

“Quando hai il potere non devi dire la verità. Questa è una regola che è stata tramandata in questo mondo da generazioni. E ci sono moltissime persone che non dicono la verità quando sono al potere in posizioni amministrative.” (Fonte)

Ed ha anche affermato che:

“Il fluoro provoca più decessi per il cancro rispetto a qualsiasi altro prodotto chimico. E ‘una delle conclusioni scientifiche ed evidenze biologiche a cui sono arrivato nei miei 50 anni nel campo della ricerca sul cancro.” (Fonte)

Di questo argomento me ne sono occupato in molti articoli che puoi approfondire: IL FLUORO rallenta il cervello e fa sviluppare il tumoreI pericoli neurotossici del fluoro e la curcumina come soluzioneFLUORURO & INTELLIGENZA: I 39 studi che mostrano quello che non ti hanno detto.

Nell’edizione del 15 Aprile 2015 della rivista medica Lancet, il caporedattore Richard Hortonha dichiarato:

“Il caso contro la scienza è molto semplice: gran parte della letteratura scientifica, forse la metà, può essere dichiarata semplicemente falsa. La scienza ha preso una direzione verso le tenebre.” (Fonte)

Nel 2005, il Dottor John P.A. Ioannidis, professore presso la Stanford University, ha pubblicato un articolo sulla Public Library of Science (PLoS) intitolato “Perché i risultati pubblicati sulla ricerca sono falsi” dove ha dichiarato:

“C’è sempre più preoccupazione che i risultati pubblicati dalle più recenti ricerche siano falsi.”

Nel 2009, l’integrale centro del cancro dell’Università del Michigan, ha pubblicato un’analisi dove ha rivelato che gli studi sul cancro sono falsi a causa di conflitti di interesse. Hanno dichiarato che i risultati prodotti erano la conseguenza di ciò che avrebbe funzionato meglio per le aziende farmaceutiche. (Fonte)

Ci sono così tante informazioni disponibili provenienti da persone direttamente coinvolte con la ricerca sul cancro. Non solo l’informazione della tv è manipolata, ma la nostra società è diventata un grande conflitto di interessi e le grandi multinazionali vogliono sempre più profitto a scapito della nostra salute e dell’ambiente.

IL CANCRO E’ EVITABILE

La verità è che secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro:
“L’80-90 per cento dei casi di cancro sono determinati dall’ambiente e quindi teoricamente evitabili”. (Fonte)

Le cause ambientali del cancro includono la qualità dell’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, i pesticidi, erbicidi, ormoni ed antibiotici presenti nel cibo del supermercato, leradiazioni elettromagnetiche a cui siamo quotidianamente esposti e anche l’inquinamento luminoso che danneggia le nostre ghiandole. Inoltre fin da piccoli siamo sottoposti a vaccini e medicinali che danneggiano il nostro sistema immunitario e che si accumulano a vita producendo molti disturbi. Vanno infine inclusi anche i traumi emotivi come dimostra la psicosomatica e la nuova medicina germanica.

Ma purtroppo, come ha espresso il Dott. Hans Ruesch:

Nonostante il riconoscimento generale che l’85% di tutti i tumori è causato da fattori ambientali, meno del 10% del bilancio del National Cancer Institute è affidato alla ricerca sulle cause ambientali. E nonostante il riconoscimento che la maggior parte delle cause ambientali sono legati alla nutrizione, meno dell’1% del bilancio National Cancer Institute è dedicato agli studi sulla nutrizione. “(Hans Ruesch, Naked Empress – the Great Medical Fraud, CIVIS, Massagno/Lugano, Switzerland, 1992, p.77)

Questo è principalmente il motivo per cui così tante persone si stanno interessando e dirigendo verso trattamenti alternativi e naturali che non vengono approvati dalle case farmaceutiche che controllano la medicina moderna. Come ha detto Pauling riguardo al perché non viene comunicato alle persone quanto la vitamina C possa essere utile per prevenire il cancro: “La mancanza d’interesse delle multinazionali risiede nel fatto che la Vitamina C è una sostanza naturale che è disponibile a bassi costi e che non può essere brevettata!

 

fonte: http://www.dionidream.com/medici-rivelano-le-ricerche-sono-false-il-cancro-e-una-frode/

Una testimonianza allucinante: “Il mio inferno nel pronto soccorso tra disumanità e burocrazia”

 

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Una testimonianza allucinante: “Il mio inferno nel pronto soccorso tra disumanità e burocrazia”

Il mio inferno nel pronto soccorso tra disumanità e burocrazia

Una brutta caduta e il racconto di una giornata in ospedale allucinante e dove sono accadute molte cose poco simpatiche

Una giornata alluncinante al pronto soccorso, dopo un banale incidente.
La racconto così, come l’ho vissuta.

Coccige rotto dopo una caduta fatta in campagna, esattamente su una radice di albero.
A parte la sfortuna il vero inferno inizia al pronto soccorso.
-Dopo aver spiegato anche in curdo che non potevo sedermi perché a farmi male era proprio il sedere, mi hanno rifilato una sedia “se no, stia in piedi”. Aaaa????
-Alla fine dopo aver vomitato per il dolore una volontaria mi procura un lettino, arriva l’infermiera “no, no, no, lei mica può aspettare distesa, si alzi subito”.
Nel frattempo una signora anziana vicino a me chiede aiuto: “Infermiera sto per svenire”. “E se sviene che problema c’è? Tanto è coricata”.
Un’altra signora anziana implora “Infermiera la prego devo fare la pipì, mi porti in bagno”. “Ora non posso”. Poi la vedi dopo 10minuti a fine turno uscire tranquilla per tornarsene a casa. E la signora che poteva essere mia nonna, pisciata addosso da sola.
Poi anche io imploro: “Ho bisogno di mangiare sono a digiuno dalle 9.00 del mattino. Posso farmi passare del cibo dalla sala da attesa?”. “Assolutamente no”.
Praticamente se sopravvivi ti uccide la loro ‘estrema gentilezza’.
A proposito, senza la Vera gentilezza, la preparazione, l’energia dei volontari questo sistema pubblico crollerebbe come un castello di sabbia. E non tanto per i pochi soldi ma per la miseria umana di troppi che ci lavorano.
Oggi mi sono sentita un peso. Mi sono sentita umiliata e colpevole di stare male. Me ne torno a casa con un magone e un senso di rabbia per gli anziani che al contrario mio non possono mandarla a fanculo questa gente arida e priva di umanità.

ps: so perfettamente che in tanti ospedali medici e infermieri non si risparmiano e non voglio generalizzare. Ma è altrettanto vero che quello che è capitato a me capita tutti i giorni in tanti posti.

di Fiorella Atzei

tratto da: http://www.globalist.it/news/articolo/2018/04/29/il-mio-inferno-nel-pronto-soccorso-tra-disumanita-e-burocrazia-2023448.html

Acqua e Bicarbonato di sodio: berne un bicchiere al giorno può fare miracoli. Ecco i nuovi studi.

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Acqua e Bicarbonato di sodio: berne un bicchiere al giorno può fare miracoli. Ecco i nuovi studi.

Una soluzione di acqua e bicarbonato di sodio da bere ogni giorno potrebbe ridurre le probabilità di avere l’artrite reumatoide e altre malattie autoimmuni. Il nuovo studio.

Scongiurare un’infiammazione con il bicarbonato di sodio. Non solo un fantastico prodotto da utilizzare efficacemente per la pulizia della casa e per la bellezza, ma anche utile nella lotta contro artrite reumatoide e malattie autoimmuni se se ne consuma un cucchiaino ogni 4 ore. Tutto grazie agli effetti che il bicarbonato avrebbe sulla milza.

In un nuovo studio, gli esperti del Medical College of Georgia avrebbero infatti scoperto che, dopo aver bevuto una soluzione di bicarbonato di sodio, la milza, così come il sangue nei reni, sarebbe in grado di contenere meno cellule infiammatorie e più anti-infiammatori. Di conseguenza, l’acqua unita a un po’ di bicarbonato di sodio potrebbe ridurre le probabilità di avere l’artrite reumatoide e il lupus.

Il bicarbonato di sodio di sodio è una sostanza alcalina, ossia ha un pH superiore a 7. Per questo motivo in una fase iniziale accresce il pH gastrico che, per ritrovare equilibrio, aumenta a sua volta la quantità di acido. Se un eccesso di alcalinità potrebbe sfociare facilmente in acidità e viceversa, nel momento in cui si beve un po’ di acqua e bicarbonato si porterebbe lo stomaco a produrre più acido per digerire. In questo modo si evita che la milza produca un’anomala risposta immunitaria: sarebbe questa risposta immunitaria che di solito porta all’infiammazione nel corpo.

Per questo motivo, gli scienziati pensano che bere il bicarbonato di sodio faccia agire la milza, che fa parte del sistema immunitario, come un grande filtro per il sangue. Ed è qui che vengono memorizzati alcuni globuli bianchi, come i macrofagi, per facilitare la risposta immunitaria.

Certamente bere bicarbonato influenza la milza e pensiamo che ciò avvenga attraverso le cellule mesoteliali”, spiega il dottor Paul O’Connor, fisiologo renale del Medical College.

Gli scienziati sono così riusciti a dimostrare che un rimedio economico come il bicarbonato sia in grado di contrastare un’infiammazione che può portare a condizioni dolorose scatenate dall’artrite e a prevenire malattie renali.

Il passaggio dal profilo infiammatorio a quello anti-infiammatorio avviene ovunque. L’abbiamo visto nei reni, l’abbiamo visto nella milza, ora lo vediamo nel sangue periferico – ha dichiarato O’Connor. Quando si assume il bicarbonato di sodio, si incoraggia l’organismo a produrre un maggior numero di cellule T regolatorie, le quali impediscono al sistema immunitario – tra le altre cose – di attaccare i suoi stessi tessuti”.

Quanto bicarbonato assumere? Secondo i ricercatori, la durata dell’effetto anti-infiammatorio dovuto al consumo di bicarbonato di sodio sarebbe di circa quattro ore e la dose sarebbe di un cucchiaino di bicarbonato mescolato con mezzo litro di acqua.

Il bicarbonato si mostra ancora una volta in grado di essere un valido alleato per la nostra salute. Ovviamente, ogni caso specifico va studiato e analizzato insieme con il proprio medico curante, così come anche è utile tenere bene a mente tutti i casi in cui non andrebbe utilizzato.

 

 

tratto da:  https://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/27466-bicarbonato-di-sodio-malattie-autoimmuni-artrite

In California, il glifosato deve essere etichettato come “possibile cancerogeno” – Ricordiamo che l’Europa ha stabilito che invece noi possiamo pure crepare, almeno per i prossimi 5 anni!

 

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In California, il glifosato deve essere etichettato come “possibile cancerogeno” – Ricordiamo che l’Europa ha stabilito che invece noi possiamo pure crepare, almeno per i prossimi 5 anni!

 

Da Il Salvagente:

California, il glifosato deve essere etichettato come “possibile cancerogeno”

Nello stato della California il glifosato sarà etichettato come un prodotto “noto allo Stato per causare il cancro“. Un tribunale d’appello della California ha confermato la scelta dello Stato e del Centro per la sicurezza alimentare (Cfs)ad inserire il pesticida tra quelle comprese nell’elenco di sostanze chimiche pensate per causare cancro o difetti di nascita come prevede la Proposition 65, la legge sulla sicurezza delle acque potabili e tossiche del 1986. La vicenda legale tra lo Stato della California e Monsanto va avanti dal 2017, da quando, cioè, la multinazionale si è schierata contro la decisione della California’s Office of Environmental Health Hazard Assessment di elencare il glifosato, l’ingrediente attivo nell’erbicida di Monsanto, Roundup, tra le sostanze della Proposition 65 che richiede la notifica e l’etichettatura di tutte le sostanze chimiche note per provocare cancro, difetti alla nascita o altri danni riproduttivi e vieta il loro scarico nelle acque potabili dello stato.

“Questa è una grande vittoria per tutti i californiani – e un’enorme perdita per Monsanto – poiché sostiene il nostro diritto di proteggere noi stessi e il nostro ambiente da esposizione non necessaria e indesiderata alla sostanza chimica pericolosa, il glifosato”, ha dichiarato Adam Keats, avvocato senior della Cfs.

Ricordiamo a tutti  che  solo pochi mesi fa L’Unione Europea ha rinnovato l’aurorizzazione al Glifosato per altri 5 anni!

Da Focus:

L’Unione Europea rinnova l’uso del glifosato per altri 5 anni

Gli stati dell’UE hanno votato: l’autorizzazione per il potente erbicida verrà estesa. Rimane aperto il dibattito sui rischi per la salute.

L’Unione Europea ha rinnovato per altri 5 anni l’autorizzazione all’utilizzo del glifosato, uno dei più potenti e diffusi diserbanti del mondo. Lo ha deciso il Comitato d’appello dell’Unione Europea, dopo diversi rinvii.

Italia e Francia si sono dette contrarie, ma Germania e altri Stati hanno fatto pendere l’ago della bilancia a favore del glifosato, sostanza i cui effetti sull’uomo sono molto dibattuti: mentre l’Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) la reputa “non carcerogena“, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’ha classificata come “probabilmente cancerogena per gli esseri umani”.

 

Leggi anche:

Incredibile, ma vero: Glifosato, gli studi dell’Efsa hanno nascosto le prove di cancerogenicità…!

L’Echa, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, ha dichiarato che il GLIFOSATO non è cancerogeno e non provoca mutazioni genetiche. Inoltre fa dimagrire, aiuta la diuresi e fa nascere figli biondi e con gli occhi azzurri …ma vaffanculo, va!!

Ignorare la tossicità del glifosato è crimine contro l’umanità!

Qualcuno osa sfidare la lobby della Sanità? – Dovete operarvi per una spalla rotta? Nessun problema, basta aspettare poco più di UN ANNO… Ma se potete pagare 23 mila euro, l’operazione la fate entro otto giorni NELLO STESSO OSPEDALE PUBBLICO!

 

Sanità

 

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Qualcuno osa sfidare la lobby della Sanità? – Dovete operarvi per una spalla rotta? Nessun problema, basta aspettare poco più di UN ANNO… Ma se potete pagare 23 mila euro, l’operazione la fate entro otto giorni NELLO STESSO OSPEDALE PUBBLICO!

 

Qualcuno osa sfidare la lobby della sanità?

 

Fate una prova: fingete di avere una spalla rotta e dover fare un intervento chirurgico per istallare una protesi. Ipotizziamo di essere in una Regione “virtuosa” come la Toscana: secondo le linee guida regionali (quasi identiche in ogni Regione), a ciascun paziente in attesa di un intervento viene dato un codice di priorità che varia da A1per i casi più gravi che necessitano intervento immediato fino a D per quelli che possono attendere.

Se avete la spalla rotta e la situazione è grave ma non gravissima vi assegneranno il codice B, massimo 60 giorni di attesa per l’operazione. Ma tale attesa è solo teorica, e nella realtà questo tempo non è mai rispettato: in una Regione “virtuosa” come la Toscana, per esempio, si prevede una attesa di almeno 1 anno e 2 mesi per questo tipo di interventi, sei volte quanto previsto dalla normativa regionale. Ma c’è una scappatoia: pagare. Se infatti siete disposti a spendere 23 mila euro (questo il costo di una operazione protesica di spalla al Careggi), lo stesso medico che vi ha visitato nello stesso ospedale pubblico dove siete in visita vi può operare quando volete, entro otto giorni dalla visita.

Questo sistema, disciplinato da ultimo dalla legge 189 del 2012, si chiama “intra-moenia” e consente l’esercizio di attività libero professionale intramuraria da medici di ospedali pubblici trasformando, così, il luogo pubblico in una clinica privata a disposizione del professionista.

Secondo la normativa vigente il paziente, in questo caso, deve pagare interamente l’equipe medica, il personale anche infermieristico di supporto, i costi pro-quota per l’ammortamento e la manutenzione delle apparecchiature nonché assicurare la copertura di tutti i costi diretti e indiretti sostenuti dalle aziende. Il medico e l’ospedale che ospita tale attività guadagnano sul paziente facendo leva sul suo stato di bisogno: il professionista sarà libero di farsi remunerare come un collega di una clinica privata e l’ospedale potrà chiudere i bilanci in attivo grazie al significativo contributo del paziente. Questo sistema pone una serie di problematiche giuridiche, economiche e, soprattutto, etiche.

Secondo il XX Rapporto Pit Salute di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato (Tdm) pubblicato a fine dicembre, le liste d’attesa negli ospedali pubblici si allungano sempre di più con attese medie di 13 mesi per una mammografia, un anno per una colonscopia, stesso periodo per una visita oncologica o neurologica.

A trarre un vantaggio diretto da questo stato di cose sono proprio i medici che esercitano la libera professione negli ospedali oltre agli stessi ospedali perché spesso il paziente, sconfortato dai lunghi tempi per un esame o un intervento, procedono in “intra-moenia” ricorrendo a prestiti e debiti pur di potersi operare.

Il meccanismo è perverso perché si basa su un doppio ruolo affidato dalla legge alla stessa persona: da un lato c’è il medico in quanto dirigente pubblico dell’ospedale che dovrebbe assicurare il rispetto delle linee guida regionali e che avrebbe come obiettivo per la propria performance la riduzione delle liste d’attesa; dall’altro c’è lo stesso medico in quanto libero professionista che ha interesse a tenere lunghe le attese così da incentivare i pazienti a ricorrere a lui privatamente. Si tratta di un meccanismo favorito dallo Stato stesso che, in tal modo, grazie al costo dell’intra-moenia, può coprire taluni costi del servizio sanitario.

È proprio in ciò la perversione di fondo di tale sistema che avvantaggia una specifica lobby a danno della tutela della salute dei cittadini.

È un punto che varrebbe la pena essere inserito nel programma del prossimo governo: ma chi governerà avrà la forza di fare gli interessi della comunità?

fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/qualcuno-osa-sfidare-la-lobby-della-sanita/

 

 

 

 

fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/qualcuno-osa-sfidare-la-lobby-della-sanita/

 

 

La caccia alle streghe di Big Pharma. L’inquisizione che difende il sacro diritto al business delle Multinazionali dei farmaci fa una nuova vittima: Il medico no-vax Gabriella Maria Lesmo radiato dall’albo!

 

Big Pharma

 

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La caccia alle streghe di Big Pharma. L’inquisizione che difende il sacro diritto al business delle Multinazionali dei farmaci fa una nuova vittima: Il medico no-vax Gabriella Maria Lesmo radiato dall’albo!

Non entriamo, come già da tempo abbiamo deciso di fare, nella battaglia tra no-vax e pro-vax… Ciò perchè abbiamo ormai potuto costatare che i primi hanno le idee molto, forse troppo confuse, mentre ai secondi non glie ne frega niente della salute della gente, ma hanno come unico Dio il business…

Riportiamo questo articolo solo per sottolineare come sia ormai nata una vera e propria “inquisizione contro i dissenzienti della sacra medicina del Dio denaro!

Insomma i pro-vax stanno vincendo la battaglia. Ma non convincendo la Gente, ma solo grazie ad atti di forza e prepotenza.

BigPharma a caccia di dissenzienti

Un altro medico no-vax radiato dall’Ordine di Milano. Dopo Dario Miedico, l’Omceo guidato da Roberto Carlo Rossi ha radiato anche Gabriella Maria Lesmo, nota per le sue posizioni molto critiche sui vaccini. Specializzata in anestesiologia, rianimazione e pediatria, iscritta all’Albo dei medici di Milano ma da tempo attiva in Svizzera, a Bellinzona, Lesmo era coinvolta in un procedimento avviato dall’Ordine «dopo l’arrivo dei primi esposti un anno e mezzo fa», conferma Rossi. Le motivazioni della radiazione non sono note «dal momento che devono ancora essere depositate. Inoltre la Lesmo può far ricorso in Cceps (Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie) e in Cassazione, dunque ci riserviamo un intervento al termine della procedura», dice Rossi. Intanto Lesmo su Facebook annuncia in un post l’intenzione di fare ricorso. Soddisfazione per la decisione da Roberto Burioni, ordinario di Microbiologia e Virologia e direttore della Scuola di specializzazione presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, da tempo impegnato sui social contro le fake news sui vaccini. «Buone notizie – twitta – un altro passo avanti verso la civiltà».

«Nessuno può impedirmi di essere un medico né di continuare a curare, guarire, consolare tutti coloro che me lo chiederanno». Con queste parole Gabriella Maria Lesmo, dottoressa nota per le sue posizioni molto critiche sui vaccini, annuncia in un post su Facebook l’intenzione di presentare ricorso contro la radiazione disposta dall’Ordine dei medici di Milano. «Un caldo ringraziamento e infinita riconoscenza a tutti coloro che da molti mesi impegnano tempo e pensieri per supportarmi – scrive – e ai tantissimi che in questi ultimi giorni mi hanno difeso e, in queste ore, consolato. Punire la libertà di esprimere liberamente le proprie opinioni su farmaci in contesti pubblici ed impedire la libertà di giudizio ai medici è indegna di un paese democratico e civile», sostiene Lesmo. «Privare del permesso di lavoro una professionista che per più di 38 anni ha esercitato in contesti pubblici e privati senza una sbavatura, per di più madre vedova di un ragazzo disabile per causa iatrogena, qualifica chi lo ha fatto. Mi difenderò nelle sedi opportune – promette Lesmo – senza coltivare rabbia o rancore, ma non farò sconti a nessuno. Nessuno può impedirmi di essere un medico né di continuare a curare, guarire, consolare tutti coloro che me lo chiederanno», conclude. Un post cui seguono molti attestati di solidarietà.

tratto da: Il Gazzettino

Borotalco come l’amianto, è cancerogeno! Johnson & Johnson, condannata ancora una volta… Sveglia gente! Lo trovate ancora sugli scaffali perché il business delle Multinazionali conta più della vostra pelle!

 

Borotalco

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Borotalco come l’amianto, è cancerogeno! Johnson & Johnson, condannata ancora una volta… Sveglia gente! Lo trovate ancora sugli scaffali perché il business delle Multinazionali conta più della vostra pelle!

 

Leggi anche:

Borotalco e Cancro. Johnson & Johnson condannata per la quarta volta! E altri 2400 processi sono in corso. Possibile che una notizia così importante per un prodotto tanto diffuso sia del tutto ignorata dai media? Com’è che il Borotalco è ancora nei negozi? …il potere delle Multinazionali?

Il talco Johnson cancerogeno? È solo la punta dell’iceberg  dell’agghiacciante lato oscuro della cosmesi made in Usa!

 

Il borotalco provoca il mesotelioma/ Johnson&Johnson deve risarcire malato di cancro con 95 milioni di euro

Il borotalco provoca il mesotelioma, Johnson&Johnson deve risarcire malato di cancro con 95 milioni di euro. E’ successo negli Stati Uniti, con protagonista Stephen Lanzo.

Ebbene sì, nel borotalco vi sarebbero tracce di amianto, ovviamente nocive per il corpo umano. Se quindi usato con assidua frequenza, la famosa polvere profumata di solito “indossata” dopo un bagno rilassante o una doccia, potrebbe causare il cancro. E’ successo Stephen Lanzo, statunitense di 46 anni, che si è ammalato di mesotelioma, una forma di tumore molto rara. Come funziona di preciso? Come scritto da Airc.it, il mesotelio è un tessuto, una sorta di sottile membrana, che nel nostro corpo si trova precisamente nella parete interna dell’addome, attorno al torace e al cuore. Si trova anche a rivestimento di molti organi interni, proteggendoli con la secrezione di un liquido particolare. Di solito il tumore che colpisce il mesotelio, appunto il mesotelioma, si origina nel torace e nell’addome, mentre sono rari i casi riguardanti la cavità attorno al cuore (il pericardio), e la membrana che riveste i testicoli. La causa principale del sopraggiungere di questo tipo di tumore è appunto l’esposizione all’amianto, anche se tale cancro è molto raro, e in Italia rappresenta solo lo 0.4% dei tumori che colpiscono gli uomini, e lo 0.2% delle donne. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

LA STORIA DI STEPHEN LANZO

Davvero particolare la storia di Stephen Lanzo. Il cittadino americano di 46 anni ha scoperto diversi anni fa di aver un cancro, il mesotelioma, un tumore che di solito viene causato da una forte esposizione all’amianto. In realtà, lo stesso Lanzo ha sempre sostenuto che la colpa fosse del borotalco, che utilizzava per la propria cura. Oggi, due tribunali hanno dato ragione a Stephen, condannando la nota azienda produttrice di borotalco, la Johnson&Johnson, a pagare ben 117 milioni di dollari di risarcimento, circa 95 milioni di euro. La causa è iniziata nel 2016, nei confronti sia della J&J, quanto del suo fornitore di talco, Imerys Talc. Secondo il malato di mesotelioma, nella polvere usata vi erano delle tracce di amianto.

PRIMA VOLTA CHE IL BOROTALCO VIENE ASSOCIATO ALL’AMIANTO

Stephen Lanzo è divenuto il primo cittadino nella storia ad essere risarcito dalla nota compagnia per problemi legati al cancro per amianto. Non è la prima volta che la Johnson&Johnson viene citata in giudizio per tumori, e quando ha perso, i casi riguardavano il cancro alle ovaie nelle donne. Ora, per la prima volta, si associa la mesotelioma al borotalco, questo perché il talco si estrae in zone dove spesso e volentieri vi sono vicine delle miniere di amianto. Stando all’accusa degli avvocati di Lanzo, le due compagnie di cui sopra sapevano da anni della presenza di amianto nei loro prodotti, tacendolo però ai consumatori, con le gravi conseguenze che si sono verificate. Le due giurie hanno costretto la Johnson&Johnson e la Imerys Talc a risarcire rispettivamente di 37 e 80 milioni di dollari, il povero Stephen: entrambe hanno però fatto ricorso.

fonte: http://www.ilsussidiario.net/News/Scienze/2018/4/12/Mesotelioma-per-il-borotalco-95-milioni-di-euro-di-risarcimento-da-parte-di-JohnsoneJohnson/816209/

Borotalco cancerogeno non solo per le ovaie. Johnson & Johnson, maxirisarcimento al primo uomo

Il borotalco provoca il cancro. E non solo alle ovaie. Il nuovo maxi-risarcimento che la Johnson & Johnson dovrà sborsare – ben 117 milioni di dollari – sarà ,per la prima volta, a favore di un uomo, per un tumore ai polmoni. Tumore che in genere si associa all’esposizione all’amianto.

Mentre le altre accuse e i diversi indennizzi milionari che in questi anni la multinazionale produttrice del talco più famoso al mondo è stata costretta a risarcire, riguardavano la causalità con tumori e neoplasie alle ovaie nelle donne,  stavolta ad essere risarcito sarà il 46enne Stephen Lanzo, che nel 2016 intentò causa all’azienda dopo la diagnosi del mesotelioma, un tumore aggressivo e mortale che colpisce il rivestimento dei polmoni in genere collegato a una costante vicinanza all’amianto (il talco è in effetti un minerale che si trova spesso vicino alle miniere di amianto).

Anche se non esiste ancora la certezza assoluta che il borotalco possa essere cancerogeno, si moltiplicano i casi in cui il legame tra patologie e utilizzo prolungato della famosissima polvere assorbente è più che confermato.

Questa volta, la multinazionale Johnson & Johnson e il suo fornitore Imerys Talc dovranno sborsare 80 milioni di dollari (circa 65 milioni di euro) a singor Lanzo, del New Jersey. Si tratta di un tipo di cancro che colpisce il rivestimento di alcuni organi che, in questo caso, sarebbe stato provocato dal borotalco che Lanzo avrebbe usato per oltre 30 anni. E non solo: all’investitore finanziario sono stati infatti riconosciuti anche i danni punitivi – quello assegnati per punire azioni non etiche o negligenti – che hanno così portato il totale dell’indennizzo a 117 milioni di dollari (95 milioni di euro), il 70% dei quali dovrà essere pagato dalla Johnson & Johnson e il restante 30% dalla Imerys Talc.

Stando ai legali di Lanzo, entrambe le compagnie sapevano che i prodotti in commercio erano contaminati da amianto, ma non hanno fatto nulla per avvertire o eliminare il pericolo. Come riporta la Cnn, tutte e due le aziende hanno annunciato che presenteranno ricorso, affermando di aver effettuato test approfonditi per assicurarsi che i prodotti non siano contaminati.

Nulla di nuovo sotto il sole, soprattutto perché sono anni che la Johnson&Johnson è al centro di polemiche da parte dei consumatori, principalmente per l’uso di diossano e di formaldeide, elementi probabilmente cancerogeni per l’uomo, ma anche per l’uso dello stesso talco, minerale naturale composto di magnesio, silicio, ossigeno e idrogeno. Già nel 2013, una ricerca americana aveva dimostrato che le donne che usano regolarmente la polvere di talco aumentano il loro rischio di sviluppare il cancro ovarico di quasi un quarto.

Ricerche cui sono seguite diverse cause: nel 2016 Jackie Fox, figlio di Marvin Salter, donna morta per un cancro alle ovaie, ha combattuto e vinto una causa da circa 65milioni di euro (72milioni di dollari) contro la nta multinazionale; nel 2017 anche Lois Slemp vince un risarcimento di più di 110 milioni di dollari, sempre per un tumore collegato dai giudici all’uso costante della polvere Johnson & Johnson.

Non sono questi gli unici casi in cui la multinazionale è accusata per le sostanze contenute nei suoi prodotti. In totale è stata costretta a pagare quasi 200 milioni di dollari dopo denunce simili e ci sono, soltanto negli Usa, circa 2 mila denunce ancora da vagliare pervenute alle varie corti di giustizia.

Troppe coincidenze? Il borotalco provoca o no il cancro? Probabilmente è questa una verità che le aziende non ammetteranno mai, sovrapponendo ricorsi su ricorsi. Intanto noi vogliamo stare sicuri e possiamo contare su un bel po’ di alternative naturali.

fonte: https://www.greenme.it/consumare/cosmesi/27328-borotalco-risarcimento-johnson-johnson

Le 8 fake news su cibo e salute smascherate dall’Istituto Superiore della Sanità

 

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Le 8 fake news su cibo e salute smascherate dall’Istituto Superiore della Sanità

 

C’è sempre più attenzione nei confronti dell’alimentazione in relazione alla nostra salute ma non sempre le notizie che circolano dentro e fuori la rete sono corrette. Per fare chiarezza l’Istituto Superiore della Sanità ha deciso di dedicare una sezione del suo nuovo sito alle fake news di cui una sezione è dedicata proprio al cibo.

Il portale è ISSalute.it, nato con l’obiettivo di fornire ai cittadini una serie di informazioni e consigli a 360° sui temi della salute e del benessere. E’ stato pensato in modo tale che tutte le persone possano accedere alle notizie corrette, scritte in modo semplice e facilmente comprensibili. All’interno non può mancare ovviamente uno spazio dedicato all’alimentazione e ai “falsi miti e bufale” che circolano, soprattutto in rete.

Di cosa si tratta nello specifico? Di una serie di mini articoli che riportano appunto dei luoghi comuni falsi (o non del tutto corretti) che vengono confutati grazie anche ad un bibliografia e ad altri link di riferimento da utilizzare per avere le giuste informazioni in merito a quell’argomento.

1. La pasta fa sempre ingrassare, l’ananas invece fa dimagrire

Non esistono invece alimenti che sono di per sé giusti o sbagliati e che fanno sicuramente (o magicamente) dimagrire se non inseriti nell’ambito di una dieta sana e varia. Non vanno poi assolutamente demonizzati i carboidrati utilissimi al nostro metabolismo energetico.

Leggi: Ananas: proprietà, valori nutrizionali e calorie

2. Pesce e mercurio: non è vero che tutto il pesce è ricco di mercurio

I pesci di grossa taglia, come pesce spada e tonno, sono più facilmente contaminati da questo metallo pesante rispetto ai pesci piccoli. Le prime tipologie dovrebbero essere consumate molto limitatamente o evitate del tutto da bambini, donne in gravidanza o allattamento.

Leggi: Mercurio nel pesce: i consigli per ridurre i rischi

3. Lo zucchero di canna è migliore rispetto allo zucchero bianco

Questo è falso in quanto si tratta sempre dello stesso prodotto di base, il saccarosio, lavorato diversamente. Tra l’altro quello comunemente presente, ad esempio nei bar, non è neppure integrale. Questo, grazie alla presenza di melassa, garantirebbe alcuni nutrienti in più anche se comunque in dosi bassissime dato l’utilizzo che si fa dello zucchero.

Leggi: Zucchero di canna: fa male come il bianco? Proprietà e quale scegliere

4. Mangiare cibi senza glutine è più salutare

Al contrario in assenza di patologie come la celiachia che giustifichino l’esclusione di questa proteina dalla dieta, è consigliabile consumare cibi tradizionali e non “gluten free” per non privarsi di alcuni nutrienti. Tra l’altro i prodotti senza glutine in commercio sono più calorici e ricchi di grassi. Una ricerca di cui vi abbiamo parlato recentemente è arrivata esattamente alla stessa conclusione.

Leggi: Cosa accade al corpo eliminando il glutine senza essere celiaci

5. Obesità infantile? Inutile preoccuparsi, passa con lo sviluppo

Questo è ovviamente falso, essere obesi da piccoli aumenta di molto il rischio di soffrire dello stesso problema da adulti. I bambini dovrebbero essere educati fin da subito ad una sana alimentazione, a non saltare i pasti e a non essere sedentari.

Leggi: Obesita’ infantile: nel 2030 sara’ una vera epidemia. Ecco cosa fare

6. Barrette energetiche, prodotti solubili ed integratori alimentari possono sostituire un pasto

E’ sempre consigliato seguire una dieta sana e bilanciata anche per favorire il dimagrimento. Difficilmente i prodotti sostitutivi, anche se ci provano, hanno la completezza di nutrienti di un pasto equilibrato e sano.

Leggi: Saltare i pasti fa ingrassare: ecco perché

7. Il colesterolo alto dipende dai geni e non dall’alimentazione

Al contrario mantenere una dieta sana, tenere sotto controllo il peso, fare attività fisica e non fumare sono ottime strategie per prevenire i disturbi cardiovascolari sia nelle persone geneticamente predisposte che in tutte le altre.

Leggi: Colesterolo: 20 mosse per tenerlo giù (VIDEO)

8. Hai bisogno di ferro? Mangia tanti spinaci!

Questo è un argomento un po’ controverso. La posizione ufficiale dell’ISS rimane comunque quella che gli spinaci non sono una buona fonte di ferro per l’organismo cosi come gli altri alimenti vegetali. Si tratterebbe infatti di un tipo di ferro che, trovandosi insieme ad altre sostanze che ne inibiscono l’assorbimento ed essendo non-eme, non sarebbe particolarmente biodisponibile per il nostro organismo.  Queste sostanze, però, come sottolineano gli esperti dell’ISS, possono essere inattivate con la cottura e l’assorbimento del ferro può essere incentivato utilizzando del limone o altri alimenti in cui è presente vitamina C.

 

tratto da: https://www.greenme.it/mangiare/altri-alimenti/27110-fake-news-alimentari

L’inquinamento domestico? È più pericoloso di quello esterno!

 

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L’inquinamento domestico? È più pericoloso di quello esterno!

Ma siete proprio sicura che l’aria della vostra casa, del vostro ufficio sia molto salutare? Siete proprio sicuri che sia più salutare di quella esterna?

All’interno delle nostre case ci sono numerosi inquinanti, FORMALDEIDE, benzene, biossido di azoto, particolato, per citarne soltanto alcuni, sono molto dannosi, perchè nelle nostre abitazioni con porte e finestre chiuse si crea come un effetto serra.

Le conseguenze possono essere molto serie, irritazioni cutanee, naso che cola, bruciore di gola, emicranee disturbi nervosi, anche morte.

Come afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’inquinamento domestico provocherebbe 4 milioni di morti in tutto il mondo, è un’allarme da non sottovature, in media, venti ore al giorno all’interno di luoghi confinati, per un totale di oltre 22mila respiri e 15 metri cubi di aria inalata, questo vale anche per gli uffici e per chi lavora in posti di lavoro chiusi.

Negli Stati Uniti da un’équipe di ricercatori della George Washington University, per esempio, ha identificato ben 45 sostanze chimiche dannose sospese nel 90% dei campioni di polvere prelevati dalle abitazioni esaminate. Tra queste, ftalati e fenoli, notoriamente dannosi per il sistema riproduttivo e potenzialmente cancerogoni, oltre che fluorurati, pericolosi per l’apparato digerente e per il sistema nervoso.

I veleni indoor si classificano, nello specifico, in tre grandi categorie: fisici, biologici e chimici. Tra i primi, il più pericoloso è il radon, gas radioattivo prodotto dal suolo sottostante l’edificio – sono potenziali vittime di inquinamento da radon, per esempio, tutte le abitazioni poggiate sul tufo. Gli inquinanti biologici più comuni sono invece virus, funghi e batteri, tra cui la temibile legionella, che proliferano in ambienti umidi come condizionatori, impianti di riscaldamento, umidificatori e serbatoi d’acqua. Tra gli inquinanti chimici, infine, ci sono i cosiddetti composti organici volatili, come formaldeide, benzene e toluene, gli ossidi di azoto, gli ossidi di zolfo, il monossido di carbonio, l’ozono e le polveri sottili. Presenza e concentrazione di questi composti sono legate principalmente allo stile di vita degli occupanti: tra i fattori che contribuiscono maggiormente ci sono, ricorda ancora Settimo, «anzitutto una cattiva aerazione dell’ambiente, il fumo di tabacco, i processi di combustione (sia per la cottura dei cibi che per il riscaldamento), l’uso di deodoranti, bastoncini di incenso, candele profumate e prodotti per la pulizia in dosaggi eccessivi. E ancora: vernici, truciolato dei mobili, stampanti, prodotti per il bricolage». Abitudini e prodotti che possono avere importanti ripercussioni sulla salute.

Come difendersi dall’inquinamento domestico? Regola numero 1 non fumare in casa, esponete gli altri componenti della vostra famiglia al fumo passivo, non usate prodotti in grande quantità per la pulizia della casa, come detersivi, deodoranti, candele, vernici, areare le stanze della casa ogni giorno e all’occorenza se c’è un odore sgradevole aprire balconi e finestre per una mezz’oretta.

Quando cucinate, areate la cucina, aprendo i balconi, i fumi della combustione sono dannosi per la salute umana, specialmente se fate fritture, carne arrostita, quando spegnete il condizionatore areate la casa, i fitri sporchi dei condizionatori sono molto dannosi perchè assorbono tutti gli inquinanti della casa, e poi di conseguenza vi respirate di nuovo l’aria cattiva della vostra abitazione, se molto sporchi vanno sostituiti.

Mantenete pulita la casa.

Da una recende indagine emerge che l’87% ne sanno poco e male dell’inquinamento domestico e addirittura alcuni ne ignorano l’esistenza.

 

 

fonte: http://ienevideo.myblog.it/2018/03/30/inquinamento-domestico-casa-inquinata/

 

 

DI AULIN SI MUORE, ma che significa un po’ di gente che crepa in confronto al business delle Multinazionali? Bandito da quasi tutti i Paesi perchè tossico. In altri, per lo stesso motivo, non è mai entrato in commercio! Si vende praticamente solo da NOI…!!!

AULIN

 

 

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DI AULIN SI MUORE, ma che significa un po’ di gente che crepa in confronto al business delle Multinazionali? Bandito da quasi tutti i Paesi perchè tossico. In altri, per lo stesso motivo, non è mai entrato in commercio! Si vende praticamente solo da NOI…!!!

 

Ve ne avevamo già parlato…

L’Aulin: bandito da quasi tutti i Paesi perchè tossico. In altri, per lo stesso motivo, non è mai entrato in commercio! Di Aulin si muore, ma da noi si vende regolarmente …mica vogliamo dare un dispiacere alle Multinazionali dei farmaci !!

La nimesulide (Aulin). Vietata altrove, vendibile qui

La Nimesulide è un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS); in Italia il nome commerciale più noto è Aulin, anche se sono disponibili alcuni farmaci equivalenti. La Nimesulide attualmente è utilizzata in Italia come “farmaco NON di prima scelta”, ma in diversi paesi europei tale farmaco non è più commercializzato.

In Spagna e Finlandia è bandito dal 2002, in Irlanda dal 2007, mentre nel Regno Unito e in Germania non è mai stato autorizzato al commercio. In altri paesi europei, prima della decisione della Commissione Europea del gennaio del 2010, per i gravi danni che provoca il farmaco a livello epatico e dell’apparato gastroenterico, avevano ritenuto opportuno ritiralo dal commercio. Belgio, Danimarca, Olanda, Svezia avevano provveduto al ritiro, mentre la Francia decideva di eliminarne la rimborsabilità. Negli Stati Uniti non è stata mai approvata la commercializzazione della Nimesulide.

L’European Medicines Agency (Agenzia Europea del Farmaco) raccomanda il non utilizzo della Nimesulide nei “[…] pazienti con problemi di fegato, è indicata solo per il trattamento del dolore acuto (mentre prima veniva usata anche in caso di dolore cronico) e dei dolori mestruali, deve essere utilizzata solo per brevi periodi, al massimo per quindici giorni, la dose massima è di duecento milligrammi (pari a due bustine, o a due compresse).”

Sarà compito del medico curante valutare scrupolosamente il rischio-beneficio della somministrazione di questo farmaco e, quando avrà compiuto la sua valutazione, scriverà la ricetta medica la cui prescrizione sarà NON RIPETIBILE. I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) vengono associati a epatossicità, con un meccanismo molecolare non perfettamente chiarito. La Nimesulide viene associata a frequenti reazioni avverse gravi e imprevedibili nel fegato 1).

“I FANS presentano un ampio spettro di danni al fegato che vanno da asintomatico, transitorio, iper-transaminasemia, a insufficienza epatica fulminante. Tuttavia, la mancata segnalazione di casi asintomatici, lievi, così come di quelli con alterazione transitoria del test del fegato, insieme a segnalazioni non conformi ai criteri di farmacovigilanza e studi epidemiologici viziati, mettono a repentaglio la possibilità di accertare il rischio reale di Epatotossicità dei FANS.

Diversi FANS, vale a dire bromfenac, ibufenac e benoxaprofen, sono stati ritirati dal mercato a causa dell’epatotossicità; altri come la nimesulide non sono mai stati commercializzati in alcuni paesi e ritirati in altri. In effetti, la controversia relativa al rischio reale di una grave malattia del fegato persiste nella ricerca sui FANS…. Nonostante questo, la commercializzazione del nimesulide è ancora mantenuta in diversi paesi europei, sebbene i rapporti dell’EMEA raccomandino una durata della terapia limitata a 15 giorni e un dosaggio massimo di 100 mg/giorno [13].

La polemica riguardante la nimesulide persiste perché le serie cliniche, e gli studi epidemiologici, continuano a dimostrare come la nimesulide sia responsabile dei gravi danni recati al fegato [19,89,90]. D’altra parte, le istituzioni sanitarie concludono che il danno epatico causato da nimesulide è statisticamente comparabile a quello del resto dei FANS.

Riconoscere il vero impatto della nimesulide sul fegato non è un compito facile 2).
Uno studio, fatto molto bene, condotto da farmacologi e medici italiani evidenziava che la Nimesulide è associata ad alti rischi di acuti e seri problemi epatici; e l’ibuprofene, e alte dosi di ketoprofene, sono associati a modesti rischi di epatossicità (3)

Prof. Roberto Suozzi
Medico e Farmacologo Clinico
Suozziroberto.altervista.org

  1. Mechanisms of NSAID-induced hepatotoxicity: focus on nimesulide.
    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12137558 1. Simili UA Boelsterli – ‎2002 – ‎Articoli correlati Mechanisms of NSAID-induced hepatotoxicity: focus on nimesulide. Boelsterli UA(1). Author information: (1)HepaTox Consulting, Pfeffingen, and Institute of Clinical Pharmacy, University of Basel, Basel, Switzerland. boelterli@hepatox.ch. Nonsteroidal anti-inflammatory drugs (NSAIDs) have been associated with…• Send to Drug Saf. 2002; 25(9):633-48. Mechanisms of NSAID-induced hepatotoxicity: focus on nimesulide. Boelsterli UA1.

  2. 2) Non-steroidal anti-inflammatory drugs: What is the actual risk of liver …
    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2997980/1 di F Bessone – ‎2010 – ‎Articoli correlati 7 dic 2010 – Several NSAIDs, namely bromfenac, ibufenac and benoxaprofen, have been withdrawn from the market due to hepatotoxicity; others like nimesulide were …. From the clinical stand point NSAIDs induced hepatotoxicity is associated with different patterns of clinical presentation, several mechanisms of liver …

  3. 3) British Journal of Clinical Pharmacology (2016) 82
    Pharmacoloepidemiology Risk of acute and serious liver injury associated to nimesulide and other NSAIDs:  data from drug-induced liver injury case-control study in Italy.
    Corrispondence Prof Roberto Leone Pharmacology Unit, Department of Diagnostic and Pubblic Health, University of Verona. 13 March 2016.