L’accusa del M5s: il PM 2.5 è il più grande killer della storia. Ammazza 6.000.000 di persone l’anno (di cui 400.000 in Europa e 60.000 in Italia). Ma l’Unione Europea se ne frega: ad oggi non esiste nemmeno un valore limite. E continuano ad infischiarsene!

 

PM 2.5

 

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L’accusa del M5s: il PM 2.5 è il più grande killer della storia. Ammazza 6.000.000 di persone l’anno (di cui 400.000 in Europa e 60.000 in Italia). Ma l’Unione Europea se ne frega: ad oggi non esiste nemmeno un valore limite. E continuano ad infischiarsene!

(a fine articolo una chiata spiegazione di cosa è il PM 2.5 tratta da Wikipedia)

Il più grande killer della storia è il PM 2.5, che l’Europa non vuole fermare

di Piernicola Pedicini, EFDD – M5S Europa

Il PM 2.5 è il primo killer mondiale tra gli inquinanti e conta 6 milioni di vittime l’anno, 400.000 solo in Europa, di cui 60 mila in Italia. Per questa ragione abbiamo presentato un’interrogazione urgente alla Commissione europea chiedendo di inserire il valore limite giornaliero del PM 2.5 nella lista degli inquinanti da combattere. Ancora oggi infatti è assente ed è inaccettabile che la Commissione europea continui ad allungare i tempi mentre migliaia di cittadini muoiono ogni giorno.

Inoltre, l’inquinamento atmosferico è la peggiore piaga per la salute umana e gli ecosistemi del nostro secolo. Il 96% della popolazione mondiale respira aria pericolosa. I ritardi sui deferimenti oggi e le multe di domani sui superamenti anche di PM 10 ed NO2 non restituiranno la salute di milioni di cittadini affetti dallo smog negli ultimi anni.

L’Europa deve cambiare marcia e andare oltre la legislazione attuale, entrare in una seconda fase dove la scienza, la tecnologia e politica si incontrano per costruire un futuro migliore partendo dall’aria che respiriamo. L’esasperato consumo di combustibili fossili nella produzione di elettricità, nei trasporti, nell’industria, nelle abitazioni, nei processi industriali, nell’utilizzo di solventi, in agricoltura, nel trattamento dei rifiuti, è la causa principale di questi effetti, che continuiamo ad incentivare invece di eliminare gradualmente.

Ecco il testo dell’interrogazione:
Premesso che, secondo l’Organizzazione mondiale sanità (OMS), il 96% della popolazione UE è a forte rischio sanitario a causa del PM2.5. Solo in UE il PM2.5 provoca 428.000 morti all´anno, 1.172 al giorno. Le relazioni tra esposizione a PM2.5 e rischio di mortalità da cardiopatia ischemica, malattia cerebrovascolare, bronco pneumopatia cronica ostruttiva, cancro del polmone e infezioni respiratorie inferiori sono state provate scientificamente (Lancet 2017).

Visto che le tecnologie ormai disponibili permettono di misurare costantemente il particolato con un diametro aerodinamico di 2,5 μm o inferiore, rendendo possibili aggiornamenti in tempo reale sui picchi di concentrazione e, dunque, allerte rapide in giornate particolarmente perniciose.

Considerato che la Direttiva 2008/50/CE stabilisce limiti di concentrazione annuali e giornalieri per gli inquinanti in esame ad eccezione del PM2.5, per il quale sono previsti solo limiti annuali.

La Commissione: non ritiene urgente modificare il limite annuo per PM2.5 =10µg/m3 ed inserire il valore limite giornaliero PM2.5 =25µg/m3 come raccomandato dall’OMS e come previsto dalla seconda fase per il PM 2.5 all’articolo 32 della Direttiva 2008/50/CE?

fonte: http://www.efdd-m5seuropa.com/2018/04/il-piu-grande-killer.html

Da Wikipedia:

Il PM 2,5 è una classificazione numerica data alle polveri sottili in base alla loro grandezza. Più il numero è minore e più sottili sono le polveri e dunque più pericolose per la salute della specie umana ed animale. Mentre il PM 10 raggiunge solo i bronchi, la trachea e vie respiratorie superiori, il PM 2,5 è in grado di penetrare negli alveoli polmonari con eventuale diffusione nel sangue. Nelle donne sembra che il PM 2,5 venga ad accumularsi nel seno causando il cancro al seno. Il PM 2,5 è dunque parte di ciò che è definito polveri sottili e si forma maggiormente tramite l’industria ed i prodotti industriali. Un esempio sono i freni degli autoveicoli che consumandosi emettono PM 2.5 ma che non sono la fonte del maggiore inquinamento. Una maggiore produzione di PM 2,5 è emersa partendo dalla produzione dei veicoli Euro 4 che utilizzano un filtro antiparticolato FAP ma che invece di bloccare il particolato emette particolato pericoloso del tipo PM 2,5 il quale è ritenuto responsabile di causare il cancro. Si calcola che per una presenza di PM 2,5 superiore di 10 punti rispetto al massimo consentito vi sia un incremento della possibilità di contrarre il cancro pari al 7%. In uno studio effettuato dal 2004 al 2008, campionando i dati di 100 giornate, in alcune città si sono verificati livelli di PM 2,5 che hanno superato fino a 3 volte il valore della soglia limite 50 µg/m3 con Torino e Milano che hanno toccato quasi il valore di 200 µg/m3 e Roma con 10 punti superiori al massimo stabilito. Gli studi effettuati variano di molto riguardo alle previsioni di un possibile cancro ed emerge da alcuni studi che la possibilità di contrarre il cancro arrivi oltre il 18% con valori che oltrepassano la soglia massima di appena 5 µg/m3.

Non i grassi, ma i carboidrati i killer più spietati per il cuore

 

carboidrati

 

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Non i grassi, ma i carboidrati i killer più spietati per il cuore

Non sarebbero i grassi i principali killer per il cuore ma i carboidrati. Uno studio presentato a Barcellona nel corso del congresso europeo di cardiologia mette in discussione quanto indicato fino ora in tutte le linee guida di prevenzione della salute cardiaca e da decine di studi e documenti scientifici.

Lo studio PURE (Prospective Urban Rural Epidemiology), stato condotto dall’Università di Hamilton, in Ontario ed i risultati sono stati presentati a Barcellona e pubblicati su Lancet  . La riduzione dei grassi, secondo Mahshid Dehghan, ricercatrice del Population Health Research Institute della McMaster University, ”non migliorerebbe la salute delle persone”. I vantaggi arriverebbero invece riducendo i glucidi, cioè in sostanza i carboidrati sotto il 60 per cento dell’energia totale, ”e aumentando l’assunzione di grassi totali fino al 35 per cento”.

I risultati delle analisi su oltre 135.000 individui provenienti da 18 paesi a basso, medio e alto reddito, nello studio prospettico epidemiologico dimostrano che e’ l’elevata assunzione di carboidrati a determinare un maggior rischio di mortalita’ cardiovascolare. L’assunzione di grassi, secondo i risultati presentati, è invece, a sorpresa, associata a minori rischi. Gli individui nella fascia alta del consumo di grassi mostravano una riduzione del 23 per cento del rischio di mortalità totale, ma anche una riduzione del 18 per cento del rischio di ictus e del 30 per cento del rischio di mortalità per cause non cardiovascolari. Ciascun tipo di grasso era associato alla riduzione del rischio di mortalità: meno 14 per cento per i grassi saturi, meno 19 per cento per i grassi monoinsaturi, meno 29 per cento per quelli polinsaturi. Una maggiore assunzione di grassi saturi e’ stata anzi associata a una riduzione del 21 per cento del rischio di ictus.

di Terra Nuova

tratto da: http://www.terranuova.it/News/Alimentazione-naturale/Non-i-grassi-ma-i-carboidrati-i-killer-piu-spietati-per-il-cuore

La strage delle api? Dobbiamo ringraziare la Bayer ed il suo pesticida killer!

api

 

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La strage delle api? Dobbiamo ringraziare la Bayer ed il suo pesticida killer!

 

Pesticida Bayer Uccide le Api

Pesticida Bayer Uccide le Api. Di Justin Gardner.

La Bayer Accidentalmente Finanzia uno Studio che Mostra che Suo Pesticida sta Uccidendo le Api ma Prontamente Nega le Conclusioni. La Bayer ha ricordato al mondo che non esiterà a negare le conclusioni scientifiche di uno studio, anche se lo studio è stato finanziato dalla stessa Bayer.

Uno studio su larga scala sui pesticidi neonicotinoidi si sta aggiungendo al crescente numero di prove che queste sostanze chimiche agricole stanno danneggiando le popolazioni di api.

Eseguito su 33 siti nel Regno Unito, in Germania e in Ungheria, lo studio ha scoperto che l’esposizione ai neonicotinoidi “ha danneggiato le api che hanno meno probabilità di sopravvivere durante l’inverno, mentre i bombi e le api solitarie hanno prodotto meno regine“.

Bayer e Syngenta, produttori di pesticidi “Neonicotinoidi” che stanno per raccogliere enormi profitti se l’Europa rimuove il divieto ai Neonicotinoidi, hanno tempestivamente contestato le conclusioni dei ricercatori, anche se hanno finanziato parzialmente lo studio.

Gli autori notano che questo è il primo esperimento nel mondo reale che dimostra causalità diretta tra Neonicotinoidi e ridotte popolazioni di api ed è coerente con altri risultati.

Secondo lo studio :

La colza dai semi oleosi è stata coltivata con i rivestimenti dei semi contenenti neonicotinoidi (clothianidin o thiamethoxam) o nessun trattamento delle sementi.

Per le api da miele, abbiamo trovato effetti negativi (in Ungheria e Regno Unito) e positivi (Germania) durante la fioritura delle colture. In Ungheria, gli effetti negativi sulle api (associate con il clothianidin) persistono durante l’inverno e hanno portato a una riduzione delle colonie nella primavera successiva (diminuisce del 24%).

Nelle api selvatiche (Bombus terrestris e Osmia bicornis), la riproduzione è stata negativamente correlata con i residui di neonicotinoidi.

Questi risultati indicano che i neonicotinoidi causano una ridotta capacità delle api a ricreare nuove popolazioni nell’anno successivo all’esposizione.

Gli effetti negativi su bombi e sulle api solitarie sono stati osservati in tutti e tre i paesi in cui le concentrazioni più elevate di residui di neonicotinoidi nei nidi provocano minor numero di regine.

Gli effetti nocivi sono stati riscontrati sulle api da miele nel Regno Unito e in Ungheria, e sono coerenti con le osservazioni dei ratei di alta mortalità nel Regno Unito e una diminuzione del 24% delle colonie in Ungheria.

 

Tuttavia, in Germania (casualmente sede della Bayer NdR) non sono stati riscontrati effetti dannosi.

Questo comparto relativamente piccolo dei risultati del lavoro è stato ripreso da Bayer e Syngenta per affermare che i loro prodotti sono sicuri per le api o che i risultati non sono definitivi.

Le due aziende producono i pesticidi Neonicotinoidi utilizzati nello studio.

Non condividiamo l’interpretazione del Centro per l’ecologia e l’idrologia sugli effetti negativi dei trattamenti di sementi, siamo certi che i neonicotinoidi sono sicuri quando vengono utilizzati e applicati in modo responsabile,

ha dichiarato il dottor Richard Schmuck, direttore della scienza ambientale in Bayer.

Non dovrebbe sorprendere che i produttori di un pesticida agricolo, dal valore di miliardi di euro, possano cogliere la parte più piccola di uno studio per instillare dubbi nella mente pubblica. Gli scienziati che effettivamente eseguivano lo studio forniscono un’altra interpretazione, basata su tutto il corpo delle prove.

I nostri risultati sono una causa di grave preoccupazione, ha detto l’autore dello studio Richard Pywell del Centro per l’Ecologia e l’Idrologia di Oxfordshire. Abbiamo mostrato per la prima volta gli effetti negativi dei dei semi rivestiti di neonicotinoidi sulle api e abbiamo mostrato simili effetti negativi sulle api selvatiche. Questo è importante perché molti raccolti a livello mondiale sono possibili grazie agli insetti impollinatori e senza questa sarebbe impossibile produrre certi alimenti.

I dati verranno studiati come parte di una valutazione prevista a novembre nella UE, che deciderà se mantenere il divieto neonico.

La BBC riferisce che l’UE “sta lavorando a nuove proposte di bando per estendere il divieto di neonicotinoidi“.

Per illustrare la complessità del problema, dato che i Neonicotinoidi sono stati vietati dal 2013, alcuni agricoltori europei stanno spruzzando più grandi quantità di altri pesticidi come i ptiroidi, che potrebbero fare un grave danno alle api e agli insetti benefici.

C’è certamente la necessità di una gestione delle specie nocive nell’agricoltura, ma qual’è il costo è l’approccio chimico che esige l’ambiente naturale e gl insetti impollinatori delle nostre colture alimentari? Le prove sui Neonicotinoidi dicono che le api sono altamente sensibili a queste sostanze chimiche, ma gli agricoltori hanno anche bisogno di soluzioni alternative.

Per affrontare il problema, dobbiamo considerare come siamo arrivati qui. I parassiti sono stati introdotti in tutto il mondo avvalendosi di contaminazioni sulle navi e su altri veicoli. I parassiti spesso trovano le loro nuove sistemazioni prive di predatori naturali che normalmente li mantengono sotto controllo.

Le pratiche agricole aggressivamente spinte dai produttori di prodotti chimici e dalle società degli OGM hanno anche aumentato i problemi dei parassiti. Il modello agricolo corporativo basato sul brevetto costringe le coltivazioni monoculturali ad una elevata irrorazione di prodotti chimici. Ciò crea un ciclo per cui le piante e gli insetti parassiti diventano resistenti agli erbicidi e ai pesticidi, spingendo le aziende a produrre altri prodotti chimici più tossici.

Questa sempre crescente dipendenza dalle sostanze chimiche, che minaccia gli ecosistemi naturali e la salute umana, è altamente redditizia per aziende come Bayer e Monsanto.

L’approccio chimico ignora completamente migliaia di anni di apprendimento umano. Il concetto che ora conosciamo come pratiche di gestione integrata di parassiti (IPM), come la multicoltura, la rotazione delle colture, l’arricchimento del suolo e i perimetri arborei naturali, sono un’alternativa efficace all’approccio chimico.

fonte: https://sadefenza.wordpress.com/2017/07/11/pesticida-bayer-uccide-le-api/