È italiana e si chiama Storage, la fantastica sedia fotovoltaica per produrre energia pulita anche in casa. Arreda, è ecologica e ti fa risparmiare tanti soldi…!

 

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È italiana e si chiama Storage, la fantastica sedia fotovoltaica per produrre energia pulita anche in casa. Arreda, è ecologica e ti fa risparmiare tanti soldi…!

 

SEDIA FOTOVOLTAICA PER PRODURRE ENERGIA PULITA ANCHE IN CASA

E’ ITALIANA LA SEDIA FOTOVOLTAICA CHE ARREDA E AL TEMPO STESSO PRODUCE ENERGIA SENZA L’INGOMBRO DEI CLASSICI PANNELLI SOLARI

Il fotovoltaico è sicuramente la tecnologia più matura per produrre energia pulita da fonti rinnovabili. E se fino a qualche anno fa gli unici impianti immaginabili erano quelli in copertura degli edifici o i cosiddetti parchi solari, ora la ricerca ha fatto passi da gigante, concentrandosi anche nelle mille opportunità offerte da qualsiasi superficie. La sfida per il futuro è sicuramente quella di riuscire a rivestire qualsiasi oggetto o elemento interno alle abitazioni con pellicole o celle solari trasparenti e flessibili, di modo da poter ricavare piccoli quantitativi di energia ma utili al funzionamento di dispositivi. Poco tempo fa avevamo parlato dell’innovativa carta da parati solare, sviluppata dall’Imperial College di Londra, un’innovazione ancora in fase prototipale, ora arriva la notizia di una sedia fotovoltaica.

Sedia fotovoltaica made in Italy

In questo caso si tratta di un prodotto già pronto per la commercializzazione e che è in cerca di finanziamenti tramite crowdfunding per sbarcare sul mercato. L’innovazione è tutta italiana ed è stata ideata e progettata da Ri-Ambientando, società di ricerca in ambito ambientale, e sviluppata dai tecnici di Sial, azienda bresciana specializzata in energie rinnovabili.

Storage: un accumulatore a batteria e pannelli solari da appendere al balcone

La sedia fotovoltaica è stata pensata come dispositivo per immagazzinare e utilizzare l’energia solare in ogni luogo, senza bisogno di ampi spazi a disposizione. Il prodotto si chiama Storage, un nome che anticipa la tecnologia caratterizzante: la sedia è infatti dotata di un proprio accumulatore a batterie al litio, collegato a dei pannelli fotovoltaici di dimensioni contenute, che possono essere appesi al balcone, così come si fa con le classiche fioriere.

Prelievo diretto o collegabile all’impianto elettrico

L’idea è quella di proporre una soluzione due-in-uno: un complemento d’arredo dal design estremamente moderno e completamente “Made in Italy”, dal design all’assemblaggio della componentistica e al tempo stesso un elettrodomestico che può fungere sia da punto di prelievo energetico diretto per le apparecchiature elettroniche di casa sia come collegamento all’impianto elettrico domestico, al pari di un gruppo UPS.

Alimentare televisore, illuminazione, pc o aspirapolvere

Quanta energia è in grado di produrre e accumulare la sedia fotovoltaica? Secondo gli ideatori, l’energia accumulata da Storage può essere sufficiente per far funzionare per due ore un televisore led/lcd, otto lampade a risparmio energetico e un computer portatile per un’ora e un’aspirapolvere da 800W per 15 minuti, senza incidere sul fabbisogno elettrico domestico.

Un’idea per chi non ha spazio per impianti fotovoltaici

L’obiettivo che si sono posti i nostri progettisti è stato quello di unire in un solo prodotto la funzionalità, sdoganando l’utilizzo dell’energia solare presso chi non ha un tetto di proprietà, e un appeal estetico in grado rendere fruibile l’oggetto anche quando non è utilizzato per il suo scopo principale –spiega Antonio Fischetto, direttore di Sial e ideatore della seduta hi-tech– La sedia Storage è infatti un prodotto collocabile su tutti i balconi, terrazzi e nei giardini, e che si integra piacevolmente tanto nel contesto domestico quanto negli spazi all’aperto. È stata infatti concepita in modo da essere dislocabile ovunque, per fare in modo che tutti possano risparmiare sul proprio fabbisogno energetico, grazie a energia rinnovabile.

Presto una sedia eolica

L’idea degli ingegneri è quella di andare oltre, continuando ad investigare le possibilità offerte dalla produzione di energia rinnovabile in chiave domestica. E stanno già lavorando a un altro modello di sedia, questa volta non fotovoltaica ma eolica, grazie a un generatore micro-eolico che verrà posizionato nello schienale.

Questo il video di presentazione del prodotto:

 

fonte: http://www.green.it/sedia-fotovoltaica-produrre-energia-pulita-anche-casa/

Dall’Australia arriva la rivoluzionaria casa ecologica che straccia la bolletta!

 

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Dall’Australia arriva la rivoluzionaria casa ecologica che straccia la bolletta!

 

In Australia arriva la casa ecologica che straccia la bolletta

Costruita con materiali eco sostenibili e con un sistema energetico da fonti rinnovabili, la casa avrà un costo stimato di circa 70 dollari l’anno a famiglia

La casa ecologica prevede un sistema solare di acqua calda, pannelli fotovoltaici e un sistema di raccolta dell’acqua piovana

(Rinnvabili.it) – In Australia arriverà presto la casa ecologica progettata dallo studio di architettura australiano Beaumont Concepts: un elegante complesso di case carbon negative, cioè a bassa impronta di carbonio, che saranno costruite nella città costiera di Capo Patterson, nello stato di Victoria. Il prototipo si chiama CORE 9 ed è progettato per fornire una migliore soluzione abitativa che non sia solo conveniente, ma anche sostenibile, rientrando nel “The Cape”, uno dei progetti di edilizia abitativa sostenibile dell’Australia. Si tratta di 220 blocchi di terra dove i residenti possono costruire soltanto edifici che soddisfino standard di home design sostenibili. “Con l’aumento del costo dell’energia e la necessità di conservare le nostre preziose risorse, una casa sostenibile sta diventando un’opzione attraente ed economica a lungo termine” spiega” Beaumont Concepts. “Per rispondere a questa sfida e dimostrare come tutto ciò possa essere realizzato, CORE 9 integra materiali sostenibili a una bassa energia incorporata.”

La casa è costruita utilizzando la filosofia rifiuti zero, che prevede dunque l’uso di materiali riciclati e un processo di costruzione che produce il minimo di scarti e rifiuti. Si parla di sostenibilità anche dal punto di vista energetico grazie all’uso di un sistema solare di acqua caldaenergia solare e raccolta di acqua piovanaIl tetto è dotato di una serie di pannelli fotovoltaici e si prevede che la casa di produzione annua di energia sarà leggermente superiore rispetto ai suoi bisogni, e al posto delle bollette, i proprietari di casa stimeranno una spesa di 69 dollari l’anno. “Utilizzando prodotti eco compatibili, abbiamo ridotto l’impatto della costruzione sull’ambiente”, dice Beaumont Concepts. “Crediamo fermamente che i principi di progettazione dovrebbero essere disponibili per tutti coloro che vogliono costruire la propria casa, a prescindere dal budget” fa sapere lo studio di architettura. “A questo fine, abbiamo creato una costruzione di scala, permettendo la costruzione di adattarsi ad un ranking che va da 6 a 10 stelle.” Il prototipo di CORE 9 è di 131 metri quadri, è dotato di una moderna cucina a pianta aperta, soggiorno e sala da pranzo, tre camere da letto, due bagni, terrazze all’aperto e un garage per due auto. L’abitazione è stata progettata per massimizzare la luce naturale dal nord e la ventilazione trasversale per tutto il giorno.

fonte: http://www.rinnovabili.it/greenbuilding/casa-ecologica-straccia-bolletta-australia/

Dalla Svezia l’auto elettrica con 5 anni di ricariche gratis. Insomma tra i fessi che vogliono rimanere schiavi delle lobby restiamo solo noi…!

 

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Dalla Svezia l’auto elettrica con 5 anni di ricariche gratis. Insomma tra i fessi che vogliono rimanere schiavi delle lobby restiamo solo noi…!

 

Dalla Svezia l’auto elettrica con 5 anni di ricariche gratis

La startup svedese Uniti lancia un’auto elettrica che, grazie a un accordo con E.ON, sarà venduta con 5 anni di elettricità gratis ricavata da fotovoltaico

Cinque anni di elettricità gratis se acquisti un’auto elettrica. È la proposta aggressiva di Uniti, startup svedese che domani lancerà la city car appena sviluppata con un evento pubblico. Grazie ad una partnership con la E.ON, la piccola auto a zero emissioni sarà anche a zero spese di ricarica per i clienti del gestore che decideranno di acquistarla non appena arriverà sul mercato. Non solo: l’energia elettrica con cui il mezzo verrà rifornito, in caso di ricarica domestica, sarà garantita da fonti rinnovabili, in particolare dal fotovoltaico.

Il responsabile innovazione di Uniti, Tobias Ekman, ha affermato che «si tratta di un nuovo approccio. Sappiamo che la maggior parte delle ricariche, in particolare per questi tipi di veicoli, avverrà a casa. Queste soluzioni sono quindi particolarmente sostenibili».

L’auto elettrica realizzata dalla startup svedese è composta da una scocca in fibra di carbonio riciclabile, con un interno in materiali compositi organici. L’azienda ha lavorato per digitalizzare l’esperienza di guida, e descrive il mezzo come “l’automobile per smartphone”. All’interno è equipaggiata con uno schermo che mostra le funzioni di navigazione e sicurezza, e il conducente può interagire con l’auto in maniera molto simile al telefono cellulare, grazie a punti di interazione digitalizzati.

Anche la commercializzazione del veicolo è tutta particolare. Uniti prevede di venderlo in modo simile all’e-commerce: sarà acquistabile direttamente online programmando la consegna a casa o in punti vendita di dispositivi elettronici.

Il debutto mondiale è in agenda per domani, 7 dicembre, a Landskrona, in Svezia. È prevista una diretta che si può seguire a questo link. La startup ha già ricevuto quasi 1.000 pre-ordini sul suo sito web, anche se il prezzo non è avvicinabile per tutte le tasche. La city car con tutti gli optional costa 19.900 euro, ma esistono anche modelli più abbordabili. Le prime consegne avverranno nel 2019.

 

fonte:

-http://www.rinnovabili.it/mobilita/svezia-auto-elettrica-ricariche-gratis-333/

Smog, quando il fotovoltaico è “oscurato” dall’inquinamento atmosferico.

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Smog, quando il fotovoltaico è “oscurato” dall’inquinamento atmosferico.

Una ricerca della Princeton University ha stimato che le particelle “sporche” presenti nell’aria (aerosol: nitrati, solfati, particolato carbonioso eccetera) possono ridurre fino al 35% la generazione elettrica massima potenziale dei moduli solari. Lo studio in sintesi.

Accumuli di polvere e sporcizia, tempeste di sabbia, smog: diversi fattori contribuiscono a peggiorare il rendimento dei pannelli fotovoltaici in diverse aree del pianeta, soprattutto quelle più aride e inquinate, diminuendo l’irraggiamento solare che arriva sulla superficie dei moduli (effetto soiling).

Uno studio della Princeton University, Reduction of solar photovoltaic resources due to air pollution in China (vedi qui un estratto), ha stimato la perdita di efficienza dei parchi FV in Cina, dovuta all’inquinamento atmosferico.

Nelle regioni settentrionali e orientali del paese, in cui sono maggiori le concentrazioni di aerosol nell’atmosfera, le particelle “sporche” possono ridurre fino al 35% l’output elettrico potenziale dei pannelli solari; in media ogni giorno fanno perdere una produzione energetica pari a 1,5 kWh/metro quadro.

L’utilizzo massiccio di combustibili fossili, si legge in una nota dell’università americana, incrementa la quantità di aerosol presente nell’aria: parliamo ad esempio di solfati, nitrati e particolato carbonioso, tutte sostanze che influiscono indirettamente sull’efficienza dei moduli fotovoltaici, perché impediscono ai raggi solari di “colpire” con la massima intensità i pannelli a terra, che siano fissi o con sistemi di tracking.

I ricercatori di Princeton hanno combinato i dati satellitari della NASA con un modello che analizza la performance degli impianti FV, esaminando gli impatti dell’aerosol sulla generazione fotovoltaica nell’intera Cina dal 2003 al 2014.

La cattiva qualità dell’aria, evidenzia lo studio, dipende da molteplici fonti inquinanti: centrali termoelettriche a carbone, traffico automobilistico, impianti a biomasse, senza dimenticare certi eventi naturali come le tempeste di polvere e sabbia nelle zone semidesertiche.

Torniamo così ai rischi e problemi della transizione energetica in Cina (vedi QualEnergia.it), al confronto tra fonti fossili e rinnovabili, con queste ultime che producono meno elettricità di quella massima producibile, non solo perché la rete elettrica è congestionata, ma anche perché l’inquinamento disperde una parte della radiazione solare prima che possa raggiungere il suolo.

Cina, India e altri paesi emergenti, di recente industrializzazione, affermano gli scienziati americani, dovrebbero allora includere queste ricerche nei rispettivi piani energetici, mentre gli operatori-investitori dovrebbero cercare di ottimizzare i progetti dei grandi parchi FV, scegliendo i siti più soleggiati e meno inquinati, aumentando la frequenza delle pulizie dei pannelli, potenziando le linee di trasmissione.

La Princeton University intende proseguire le rilevazioni in altri paesi, l’India soprattutto, per determinare quanto l’aerosol riduca la generazione elettrica FV con l’assorbimento dei raggi solari, e per stimare il deterioramento di efficienza dei moduli provocato dai depositi di agenti inquinanti direttamente sulle superfici dei moduli

Quanta efficienza perde il fotovoltaico con polvere e smog

Un recente studio, Large reductions in solar energy production due to dust and particulate air pollution (allegato in basso), ha calcolato che i pannelli solari FV producono fino al 25% in meno di energia in certe condizioni ambientali sfavorevoli, caratterizzate dall’accumulo di sporcizia sulle superfici dei moduli e dalla presenza di particolato sospeso nell’atmosfera (vedi anche l’articolo di QualEnergia.it sull’effetto soiling).

Secondo il principale autore del documento, Michael Bergin della Duke University, le aree del mondo più colpite da questo problema sono le stesse che vedono il maggior numero di progetti e investimenti nel fotovoltaico: Cina, India e penisola araba.

Dopo aver analizzato a più riprese la composizione degli strati di polvere depositati sui pannelli sul tetto dell’Indian Institute of Technology-Gandhinagar, Bergin con i suoi colleghi indiani e americani ha sviluppato un modello per stimare le perdite di efficienza delle celle solari.

In particolare, Bergin ha osservato che la produzione energetica dei moduli s’impennava (+50%) dopo ogni pulizia delle superfici, per poi calare costantemente nelle settimane successive, proprio a causa del soiling che riduceva la capacità delle celle di “catturare” la luce.

Senza addentrarci nei complessi calcoli eseguiti dal team di ricercatori, il punto è che l’effetto-schermatura dei pannelli è provocato da due elementi: la polvere “naturale” e le particelle inquinanti originate dalle attività umane, soprattutto la combustione delle fonti fossili e delle biomasse.

Grazie anche all’utilizzo del Global Climate Model della NASA, i professori che hanno redatto lo studio sono riusciti a calcolare quanto influisca il mix di polvere e smog sulla generazione elettrica dei pannelli fotovoltaici in tutto il mondo. A quanto ammonta la luce solare bloccata dalla sporcizia e dalle particelle inquinanti sospese nell’aria?

Arabia, India settentrionale e Cina orientale sono le regioni dove l’oscuramento dei moduli è più evidente. Assumendo una pulizia mensile delle superfici, in queste zone aride i pannelli FV arrivano a perdere il 17-25% di produzione energetica, anche di più (25-35%) se la pulizia diventa bimestrale.

Ci sono anche delle variabili che possono condizionare la resa effettiva degli impianti fotovoltaici a livello locale, ad esempio la presenza di un cantiere edile può comportare un incremento di sabbia e sporco nell’ambiente circostante.

Secondo Bergin, la Cina da sola sta sprecando decine di miliardi di dollari ogni anno, per le mancate produzioni di energia rinnovabile dei parchi solari affetti dall’accumulo di polvere, sia quella “naturale” sia quella fine di origine antropogenica.

Il seguente documento è riservato agli abbonati a QualEnergia.it PRO:

fonti:

http://www.qualenergia.it/articoli/20171027-smog-quando-il-fotovoltaico-e-oscurato-dall-inquinamento-atmosferico-

http://www.qualenergia.it/articoli/20170627-quanta-efficienza-perde-il-fotovoltaico-con-polvere-e-smog