30 aprile 1975, fine della guerra in Vietnam – Per non dimenticare: Kim Phúc ieri ed oggi. La bambina colpita dal Napalm mentre gli Americani esportavano la democrazia…!

Kim Phúc

 

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Per non dimenticare: Kim Phúc ieri ed oggi. La bambina colpita dal Napalm mentre gli Americani esportavano la democrazia in Vietnam

 

Per non dimenticare: Kim Phúc ieri ed oggi.

La bambina colpita dal Napalm mentre gli Americani esportavano la democrazia in Vietnam.

Napalm sulla pelle: dopo 40 anni, Kim Phúc porta ancora i segni della Guerra del Vietnam.

Conosciuta come la bambina del Vietnam, Kim Phúc è stata resa celebre da uno scatto di un fotografo che l’ha immortalata, completamente nuda, durante la fuga dal suo villaggio.

È il 1972, in Vietnam c’è la guerra. Phúc è stata colpita sulla schiena e sul braccio durante i bombardamenti con il Napalm (un derivato dell’acido naftenico e dell’acido palmitico utilizzato per costruire bombe e mine incendiarie, ).

Le sue foto fanno il giro del mondo. Dopo 40 anni, la bambina vietnamita, ora diventata donna, porta ancora i segni di quella tragedia. Oltraggio che Phúc ha cercato di curare in tutti i modi e fiera mostra i progressi fatti dopo un trattamento con il laser.

 

Quel giorno…

Nel giugno del 1972 i soldati statunitensi avevano cominciato da tempo un graduale ritiro dal Vietnam meridionale, ma i combattimenti con le forze del nord comunista erano rimasti molto intensi in diverse zone del paese. L’8 giugno, in un paesino di nome Trang Bang, un gruppo di cacciabombardieri dell’aviazione sudvietnamita attaccò con le bombe al napalm un’area attaccata in precedenza da due divisioni nordvietnamite, e intorno a cui si combatteva da diversi giorni.

Kim Phúc, che allora viveva a Trang Bang con la sua famiglia, si riparava da tre giorni nel tempio Cao Dai (una religione monoteista diffusa in Vietnam e fondata negli anni Venti del Novecento) quando le bombe al napalm cominciarono a cadere sull’edificio. Per errore i cacciabombardieri sudvietnamiti stavano sganciando bombe al napalm sulle posizioni dei soldati sudvietnamiti che cercavano di resistere all’attacco e su diverse costruzioni in cui si erano rifugiati i civili, tra cui il tempio. Il napalm è una sostanza acida altamente infiammabile, che venne sganciato a tonnellate nelle operazioni militari in Vietnam. Il braccio sinistro di Phúc prese fuoco assieme ai suoi vestiti, che si strappò di dosso. Insieme ai suoi fratelli e ai suoi cugini scappò dal tempio e cominciò a correre – gridando “Scotta! Scotta!” – lungo la strada, unendosi a soldati sudvietnamiti e ad altri abitanti del villaggio che andavano verso le posizioni controllate dall’esercito sudvietnamita. Il fotografo dell’Associated Press Huynh Cong “Nick” Ut scattò l’immagine dei bambini e dei soldati sudvietnamiti in fuga: al centro di una delle sei foto scattate da Ut quel giorno e spedite ad Associated Press, c’era Kim Phúc.

Poco dopo aver scattato la foto Ut, che aveva 21 anni, fece salire la bambina su un furgoncino di Associated Press e la portò in un piccolo ospedale. Ut ricorda che mentre era a bordo del furgoncino la bambina piangeva e diceva che stava per morire. Una volta lasciata Kim all’ospedale, Ut tornò a Saigon, sviluppò la pellicola nel suo studio e la girò ai suoi superiori. La foto venne pubblicata nei giorni successivi in molti dei principali quotidiani statunitensi – finì in prima pagina sul New York Times del 9 giugno – e in generale fece molta impressione nell’opinione pubblica. Ancora oggi è una delle foto più famose di tutto il conflitto. Dopo la guerra, Phúc iniziò a studiare medicina ma fu costretta ad abbandonare la scuola dal governo, che la obbligò a lavorare come guida turistica e da “simbolo vivente” in tour guidati per i giornalisti stranieri. Anche il primo ministro vietnamita Phạm Văn Đồng si interessò alla sua storia, la conobbe personalmente e permise che andasse a studiare a Cuba. Qui Phúc conobbe un giovane ragazzo vietnamita: si sposarono nel 1992. Dopo il viaggio di nozze a Mosca, decisero di abbandonare i paesi comunisti e scapparono in Canada: oggi vivono ancora lì, in periferia di Toronto, e hanno due figli di 21 e 18 anni.

Come sta Phúc
Kim Phúc non si è mai ripresa del tutto dalle ferite riportate nel bombardamento al napalm dell’8 giugno 1972. I dottori stimarono che circa un terzo del suo corpo aveva subito delle gravissime bruciature. Ai tempi le persone che soffrivano ustioni così gravi morivano se anche solo il 10 per cento del loro corpo ne era stato affetto. Phúc in qualche modo si salvò, ma la sua vita è rimasta condizionata da quel giorno. Il napalm infatti aveva fatto sì che il fuoco bruciasse la sua pelle molto a lungo, distruggendo vari strati di collagene – la principale proteina che si trova nella pelle – e lasciando cicatrici spesse quasi quattro volte un normale strato di pelle. Negli anni ha subito diversi interventi di chirurgia, nessuno dei quali ha eliminato il dolore. Racconta Associated Press:

Negli anni Kim Phúc ha dovuto eseguire dolorosi esercizi per mantenere una certa capacità di movimento: eppure il suo braccio sinistro – quello coperto di cicatrici – non ha la stessa liberà di quello destro, e il suo desiderio di imparare a suonare il pianoforte è stato vanificato da una certa rigidità nella mano sinistra. Movimenti quotidiani come tenere la borsetta sulla spalla sinistra sono semplicemente troppo difficili, per lei. Al contempo le terminazioni nervose della superficie danneggiata le procurano dolori casuali e senza rimedio.

 

I crimini del Vaticano – Il genocidio Cattolico dei Nativi Americani in Canada

 

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I crimini del Vaticano – Il genocidio Cattolico dei Nativi Americani in Canada

Il genocidio Cattolico dei Nativi Americani in Canada

CRIMINI DEL VATICANO – Le morti di massa di bambini aborigeni negli orfanotrofi in Canada, è stato ufficialmente ammesso.

Le statistiche, precedentemente ‘segregate’, delle morti dei bambini delle scuole residenziali e rese pubbliche, indicano che‘decine di migliaia’ di questi bambini sono morti negli impianti finanziati e gestiti principalmente dalla chiesa cattolica, dalla chiesa anglicana e dalla chiesa unita del Canada.

Solo in British Columbia, i documenti governativi indicano che quasi 5.000 bambini, di età compresa tra quattro e diciannove, sono morti nelle scuole residenziali fino al 1956, anche se le scuole hanno continuato la loro funzione fino al 1996, portando la cifra totale di morti ancora più in alto.

Più di 100.000 nativi americani costretti dal governo degli Stati Uniti per frequentare scuole cristiane. Il sistema, che ha avuto inizio con il presidente Grant nel 1869, è continuato anche nel 20° secolo. Funzionari della Chiesa, i missionari, e le autorità locali hanno preso i bambini dai loro genitori e li hanno spediti nelle scuole cristiane, le Boarding School, e costretti altri ad iscriversi nelle scuole cristiane delle riserve. Sono stati separati dalle loro famiglie, per la maggior parte dell’anno, talvolta senza una sola visita della famiglia. Praticamente imprigionati nelle scuole, i bambini hanno sperimentato una devastante litania di abusi, di assimilazione forzata e abusi sessuali e fisici.

Questi bambini sono stati indottrinati alle credenze e ai riti della Chiesa Cattolica. Non era fuori questione mettere in guardia i bambini che se avessero parlato di ciò che è accaduto loro si sarebbe commesso un peccato mortale e si sarebbe bruciati in un inferno. Presso la maggior parte delle boarding school cattoliche i bambini erano tenuti ad andare a confessarsi almeno una volta a settimana. Potete immaginare la loro paura quando, guardando attraverso lo schermo del confessionale, vedevano il volto del sacerdote che stava abusando di loro?

Non sappiamo quali azioni potranno essere utili al fine di poter perseguire l’intento del riconoscimento della comunità internazionale e dell’O.N.U. di questo Genocidio, ma la nostra determinazione nel denunciare questa ingiustizia storica è una certezza. Vogliamo anche ricordare che l’azione criminale del trasferimento forzato dei bambini Nativi è stata commessa in Canada con l’istituzione delle Scuole Residenziali, gestite per il 60% dalla Chiesa Cattolica e per la restante percentuale dalle altre chiese protestanti. I decessi dei bambini Nativi nelle Scuole Residenziali del Canada e nelle Boarding Schools americane, ovviamente, chi ha fatto le stime a cui abbiamo accennato, li ha dimenticati; ma noi no, e faremo il possibile per ricordarlo, non sono, per noi, solo numeri, ma anime che meritano giustizia e il ricordo pubblico e doveroso di tutti i Paesi.

LE TORTURE SUBITE

Dai capelli strappati alle bastonate, dall’isolamento all’acqua ghiacciata

Decine e decine di sopravvissuti provenienti da dieci diverse scuole residenziali della British Columbia e dell’Ontario hanno descritto sotto giuramento le seguenti torture, inflitte fra il 1922 e il 1984, a loro stessi e ad altri bambini, alcuni di soli cinque anni di età:

Stringere fili e lenze da pesca attorno al pene dei bambini;

Inserire aghi nelle loro mani, guance, lingue, orecchie e pene;

Tenerli sospesi sopra tombe aperte minacciando di seppellirli vivi;

Costringerli a mangiare cibo pieno di vermi o rigurgitato;

Dire loro che i genitori erano morti o che stavano per essere uccisi;

Denudarli di fronte alla scolaresca riunita e umiliarli verbalmente e sessualmente;

Costringerli a stare eretti per oltre 12 ore di seguito sino a quando non crollavano;

Immergerli nell’acqua ghiacciata;

Costringerli a dormire all’aperto durante l’inverno;

Strappare loro i capelli dalla testa;

Sbattere ripetutamente le loro teste contro superfici in muratura o in legno;

Colpirli quotidianamente senza preavviso tramite fruste, bastoni, finimenti da cavallo, cinghie metalliche, stecche da biliardo e tubi di ferro;

Estrarre loro i denti senza analgesici;

Rinchiuderli per giorni in stanzini non ventilati senza acqua né cibo;

Somministrare loro regolarmente scosse elettriche alla testa, ai genitali e agli arti.

LE TESTIMONIANZE

«Quando avevo sei anni, proprio davanti ai miei occhi vidi una suora ammazzare una bambina. Era suor Pierre, ma il suo vero nome era Ethel Lynn. La bambina che uccise si chiamava Elaine Dik e aveva cinque anni. La suora la colpì con violenza dietro il collo e io udii quell’orribile schiocco. Morì proprio dinanzi a noi. Poi la suora ci disse di scavalcarne il corpo e andare in classe. Era il 1966». Steven H., St Paul’s Catholic day School, North Vancouver

«Nè io né nessuno dei miei fratelli potè avere figli dopo che fummo sottoposti ai raggi x nella scuola residenziale Carcross Angelican School, nello Yukon. Presero ognuno di noi e ci misero sotto la macchina a raggi x per 10-20 minuti. Proprio sulla zona pelvica. Avevo 10 anni. Io e i miei fratelli non avemmo mai figli». Steve John, Denè Nation, 7 giugno 2005

«Il primo a subire l’operazione fu il maggiore dei miei figli, quando aveva quattro anni. Era il 1975. Lo portarono via mentre io non ero in casa. Nel luglio del 1981 sterilizzarono il mio figlio più giovane, aveva nove anni. Lo portarono al Victoria General Hospital e lo tennero là per giorni. Nessuno dei due ragazzi può avere figli. Ci fecero questo perchè siamo discendenti dei capi originali, eredi di questi territori. Il governo sta ancora cercando di farci fuori». (Nomi non mostrati su richiesta) Vancouver Island, 18 maggio 2005

«Il dott. James Goodbrand sterilizzò molte delle nostre donne. Ho sentito personalmente Goodbrand dire che il governo lo pagava 300 dollari per ogni donna che sterilizzava». Sarah Modeste, Cowichan Nation, Vancouver Island, 12 agosto 2000

«Mia sorella Maggie fu scaraventata da una suora dalla finestra del terzo piano della scuola di Kuper Island, e morì. Tutto venne insabbiato, né venne svolta alcuna indagine. All’epoca, essendo indiani, non potevamo assumere un avvocato e così non venne mai fatto alcunché». Bill Steward, Duncan, BC, 13 agosto 1998

«Mio fratello morì a causa di una scossa elettrica data da un ago da bestiame. Aveva quattro anni, i pastori lo trascinarono e lo ferirono, gli tagliarono la pelle sotto la fronte con una frusta. Come la frusta dei cavalli. Era tagliente e aveva sopra delle lame. Io ero lì, lo sentivo gridare aiuto. Subito dopo c’era un mare di sangue sul pavimento, ma non lo portarono all’ospedale, in infermeria o altrove, e quello accadde allora, quando ero lì. Lo sento ancora che grida aiuto: “Rick, aiuto, mi stanno torturando! Sto morendo!”. E poi morì. Era il mio unico.. Il mio unico… Il mio miglior amico e il mio unico fratello che ho sempre amato». Rick La Vallee, Portage La Praire Residential School (Catholic Curch).

«Avevo soltanto otto anni, e ci avevano mandato dalla scuola residenziale anglicana di Alert Bay al Nanaimo Indian Hospital, quello gestito dalla Chiesa Unitaria. Lì mi hanno tenuto in isolamento in una piccola stanza per più di tre anni, come se fossi un topo da laboratorio, somministrandomi pillole e facendomi iniezioni che mi facevano star male. Due miei cugini fecero un gran chiasso, urlando e ribellandosi ogni volta. Così le infermiere fecero loro delle iniezioni, ed entrambi morirono subito. Lo fecero per farli stare zitti». Jasper Jospeh Port Hardy, British Columbia 10 novembre 2000

tratto da: http://www.alfra.altervista.org/genocidio_canada.htm

 

I farmaci che uccidono e i crimini della Bayer

 

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I farmaci che uccidono e i crimini della Bayer

 

I CRIMINI DELLA BAYER (documento inviatomi dalla AVA di Franco Libero Manco, titolo e sottotitoli di VV)

GLI AFFARI DELLE MAGGIORI CASE FARMACEUTICHE INCLUDONO AZIONI DA CRIMINE ORGANIZZATO

Intervista col Prof. Peter Gøtzsche, direttore del Nordic Cochrane Center e autore di “Farmaci che uccidono e crimine organizzato. Come Big Pharma ha corrotto il sistema sanitario”, la cui traduzione italiana sarà pubblicata nell’aprile del 2015 da Giovanni Fioriti Editore di Roma.
Perché paragona l’industria farmaceutica al “crimine organizzato”? Perché ho scoperto che il modo di fare affari delle 10 maggiori case farmaceutiche include azioni da crimine organizzato.

PROF GOTZSCHE, COSA INTENDE ESATTAMENTE?

Gli imbrogli sui test e i silenzi sui pericoli dei farmaci sono molto comuni. E i soldi dell’industria farmaceutica arrivano dappertutto. L’industria farmaceutica cerca di comprare chiunque abbia influenza nel settore della sanità ed è riuscita a corrompere persone di ogni tipo, anche ministri della sanità. La pubblicità dei farmaci è particolarmente dannosa e le bugie sono spesso così sfacciate che le compagnie sostengono esattamente l’opposto della verità sui loro prodotti.

DATI MANIPOLATI E DIVERSI PER I TEST PUBBLICI E QUELLI DELLE MULTINAZIONALI

Non è salutare che una compagnia che ha la possibilità di guadagnare milioni di dollari interpretando tutto in chiave favorevole, sia di solito l’unica ad avere a disposizione i dati degli studi. Nel nostro sistema, le compagnie farmaceutiche sono giudici di sé stesse. E’ una cosa molto strana. In altri ambiti non viene accettata. Se andassi in tribunale e dicessi al giudice “Ecco le prove, le ho fatte tutte io”, sarebbe ridicolo. Ma questo è il sistema che noi abbiamo accettato. La stessa industria fa gli studi sui suoi farmaci. Spesso li manipola a un livello orribile e dunque sappiamo di non poterci fidare di quello che pubblica l’industria farmaceutica nelle nostre più prestigiose riviste mediche. Lo sappiamo da molto tempo.

200 MILA PERSONE ALL’ANNO MUOIONO PER COLPA DEI FARMACI ASSUNTI IN USA

Studi fatti in tutto il mondo mostrano dati piuttosto consistenti tra loro. Nei soli Stati Uniti si stima che muoiano circa 200.000 persone all’anno a causa dei farmaci che prendono. Nella metà dei casi i farmaci sono presi secondo le istruzioni del medico. Nell’altra metà dei casi la morte è dovuta ad errore, per esempio una quantità eccessiva, oppure il medico non era al corrente di interazioni pericolose con altre sostanze. Ma non possiamo prendercela troppo con i medici. Ogni farmaco porta con sé 20 o più avvertimenti e controindicazioni. È assolutamente impossibile essere a conoscenza di tutto.

IL 95% DEI FARMACI POTREBBE ESSERE TRANQUILLAMENTE ELIMINATO

Potremmo eliminare il 95% delle nostre spese per i farmaci e avere oltretutto una popolazione più sana. Se usassimo sempre il farmaco più economico che ha gli stessi effetti di quello più caro, potremmo spendere ben meno della metà. E molto spesso sarebbe meglio non prescrivere un farmaco, perché tutte le medicine procurano qualche danno e, messe assieme, producono un orribile costo in vite umane. Per esempio si usano troppi antidolorifici. Dovremmo anche usare una minuscola frazione dei farmaci psichiatrici che usiamo oggi, poiché sono in generale dannosi quando usati per più di poche settimane.

10 MILIARDI ALL’ANNO DI PUBBLICITÀ DEVIANTE DA PARTE DELLA BAYER

La BAYER spende circa 10 miliardi di euro all’anno per farsi pubblicità, considerando i campioni gratuiti, i corsi di aggiornamento per medici, le spese dei rappresentanti, le donazioni ad associazioni mediche. La Compagnia si rifiuta di fornire i dati in dettaglio. Pensa che si dovrebbe costringere l’industria farmaceutica a pubblicare dettagliatamente le sue spese di marketing? Naturalmente sì, ma soprattutto si dovrebbe bandire completamente la pubblicità sui farmaci, proprio come si è fatto per il tabacco. La pubblicità sui farmaci causa gli stessi danni della pubblicità sul tabacco. Se ci sono farmaci validi, si può star certi che i medici li useranno. I farmaci buoni, non hanno bisogno di pubblicità per essere accettati. Se il marketing venisse messo al bando non ci sarebbero più i rappresentanti a corrompere i medici, e i direttori delle riviste mediche non avrebbero paura di pubblicare articoli che vanno contro l’interesse delle case farmaceutiche. Con questa riforma si potrebbero liberare le riviste mediche dalle grinfie dell’industria farmaceutica.

RISCHI DI EMBOLIA PER LE PILLOLE CONTRACCETTIVE DELLA BAYER

Le pillole contraccettive Yaz/Yasmin, sono associate a un rischio di embolia che è almeno doppio rispetto a quello dei vecchi prodotti. Come mai queste pillole non sono state ancora bandite malgrado la BAYER abbia pagato quasi due miliardi di dollari di indennizzi?
Quando uno dei miei colleghi danesi ha pubblicato dati convincenti che mostravano che le nuove pillole contraccettive Yaz/Yasmin causano più embolie delle vecchie pillole, è stato duramente attaccato da altri colleghi nel ruolino paga della BAYER. La BAYER ha anche finanziato degli studi per dimostrare che le nuove pillole non erano più pericolose delle vecchie.

FARMACI DA BANCO E INTEGRATORI INUTILI TRA I BEST-SELLER

La BAYER è tra i leader di mercato nei farmaci da banco e integratori alimentari. Quali sono i principali problemi in questo campo? La maggior parte non serve a niente se non ad alleggerire le tasche di chi li compra.

L’ASPIRINA CONTINUA SEMPLICEMENTE A PROVOCARE DANNI ALLA POPOLAZIONE MONDIALE

Come giudica gli sforzi costanti per promuovere l’Aspirina come prevenzione quotidiana contro i disturbi di cuore o certi tipi di cancro, anche per la popolazione sana? Pochissimi beneficeranno della profilassi mentre molti ne avranno un danno. Non mi sembra una buona idea quella di trattare tutti per il beneficio di pochi. Il trattamento eccessivo delle persone sane è uno dei problemi maggiori nella sanità odierna ed è anche una delle maggiori fonti di lucro per l’industria farmaceutica.

LA BAYER È SEMPRE AL CENTRO DEI MAGGIORI SCANDALI FARMACEUTICI

La nostra coalizione ha monitorato la BAYER per oltre 30 anni. Dall’Eroina al Baycol, la compagnia si è resa responsabile di molti scandali farmaceutici. Qual’è la sua esperienza con la BAYER? Come le altre grandi compagnie farmaceutiche, la BAYER è impegnata nel crimine organizzato, che include corrompere i medici e commettere frodi come quella dei prezzi eccessivi praticati a Medicaid.

ESPERIMENTI ORRIBILI PRESSO IL LAGER DI AUSCHWITZ

Durante la seconda guerra mondiale la BAYER faceva esperimenti sui prigionieri dei campi di concentramento. Una lettera del tempo testimonia che il lager di Auschwitz vendette 150 donne prigioniere alla BAYER per 170 Marchi l’una. La BAYER scrisse poi al comandante del lager spiegando: “Gli esperimenti sono stati completati e tutte le persone sono morte. Torneremo presto a rivolgerci a voi per un altra consegna”. Alcuni esperimenti condotti sui prigionieri dei campi di concentramento dalle compagnie farmaceutiche tedesche, consistevano nell’iniettare loro il tifo per via intravenosa e poi usare vari farmaci per vedere se funzionavano.

RICERCHE MEDICHE DETTATE SOLTANTO DAL PROFITTO

Nel 2008, la BAYER e l’Ospedale Universitario di Colonia, iniziarono una stretta collaborazione. Abbiamo cercato di ottenere una copia dell’accordo, ma entrambe le parti si sono rifiutate di mostrarcela. Lei è d’accordo sul fatto che queste cooperazioni segrete porteranno a una ricerca medica dettata solamente dal profitto?

ACCORDI SEGRETI NELLA SANITÀ E MORTALITÀ AD ALTISSIMI LIVELLI

Sono molto contrario a questi accordi di collaborazione perché la storia dimostra che ciò che avviene quasi sempre è che la compagnia riceve sia i guadagni che il credito di tali “cooperazioni”, mentre il contribuente è destinato a pagare il conto rimborsando farmaci eccessivamente costosi. È forse accettabile fare accordi con un’industria le cui azioni sono spesso criminali e che, per puro profitto, causa la morte di un così grande numero di pazienti? La ricerca clinica dovrebbe essere fatta del tutto indipendentemente dall’industria farmaceutica, non in collaborazione con essa. Nella sanità non dovrebbero esistere gli accordi segreti.

I MEDICI NON DOVREBBERO STARE SUI LIBRI PAGA DELLE INDUSTRIE FARMACEUTICHE

L’industria farmaceutica non pubblica i dati dei suoi studi. Quindi dovremmo chiedere che vengano fatti degli studi pubblici sui farmaci. L’industria dovrebbe pagare questi studi, ma non aver niente a che fare con i test sui farmaci. Anche i medici non dovrebbero essere pagati dall’Industria farmaceutica. Sfortunatamente molti medici accettano che il loro nome sia aggiunto ad articoli scritti dalle compagnie farmaceutiche anche se è stato loro negato l’accesso ai dati generati da loro stessi e dai loro pazienti, senza i quali gli articoli non avrebbero potuto essere scritti. Questa è corruzione di integrità accademica e tradimento della fiducia dei pazienti nella ricerca. I medici e le associazioni dei pazienti dovrebbero semplicemente dire di no al denaro proveniente da un’industria così corrotta.

REFERENZE DEL PROF PETER CHRISTIAN GOTZSCHE

Il Professor Peter Christian Gøtzsche, direttore del Nordic Cochrane Centre, è specialista in medicina interna. Ha lavorato su test clinici e sulle regolamentazioni nell’industria farmaceutica (1975-1983) e negli ospedali di Copenhagen (1984-1995). Nel 1993 è stato co-fondatore di The Cochrane Collaboration. Nel 2010 è diventato professore di Progettazione e analisi della ricerca medica, all’Università di Copenhagen.

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COMMENTO

UNO SPACCATO IMPIETOSO E RIVELATORE SULLE BRUTTEZZE E SULLE COLLUSIONI DELL’AMBIENTE MEDICO

Questo report del prof Gotzsche ci regala uno spaccato interno di quanto succede in ambito sanitario e nelle maggiori industrie farmaceutiche. Informazioni preziose e sconvolgenti che fanno letteralmente a pugni con quanto ci propinano giornalmente i media televisivi italiani, collusi mani e piedi coi giganti di Big Pharma.

MEDICI SEMIDEI

Non passa giorno che qualsiasi caso critico, spesso opportunamente manipolato, venga utilizzato dalla sanitò nazionale per mantenere la gente nell’ansia e nel panico, e per tentare di portarla o di riportarla in un modo o nell’altro all’ovile medico. Si parli di Aids, si parli di vaccini, si parli di diete, si parli di digiuni, si parli di genitori che optano per una dieta vegana e non carnivora, nulla cambia. Tutto deve passare tramite la tramoggia medica, unica ed esclusiva a poter decidere sulle sorti dell’umanità, con medici che impartono lezioni e codici di comportamento con presunzione ed arroganza sconfinate, quasi si trattasse di semidei e di unici possessori di verità e di metodi infallibili ed ultra-efficienti, e sempre in assenza totale di confronto con delle controparti.

CURE MEDICHE SUL SINTOMO PRIVE DI STABILI MIGLIORMENTI E DI ESITI RISOLUTIVI

Raccogliessero almeno dei risultati positivi. A un metodo vincente si bada al sodo e si dimenticano le eventuali scabrosità. Ma qui non esiste nemmeno questo alibi, visto che le cure mediche sono, il più delle volte, tutt’altro che rimediali, tutt’altro che risolutive, tutt’altro che prive di risultati contraddittori e tutt’altro che prive di sofferenze e di accanimenti terapeutici.

TOTALE MANCANZA DI OBIETTIVITÀ

Se succede che un paziente muoia nelle mani di qualche terapeuta alternativo casca il cielo e si dilatano le critiche a dismisura, scordando del tutto le migliaia di vittime che ogni giorno cadono malamente per colpa di metodi curativi insensati ed aberranti praticati a norma di legge ed in totale monopolio ed esclusività dalla medicina convenzionale, e mi riferisco in particolare alle curomanie sul sintomo e alle immaginarie prevenzioni vaccinali.

INSOSTENIBILE INVADENZA MEDICA

La popolazione in realtà è da anni ormai che ne ha le tasche piene della materia medica e di un potere sanitario che insegue, persegue, perseguita, soffoca, e rende invivibile il clima sociale per la gente, praticando il più delle volte come suo sistema tipico una politica indegna ed ignobile basata sull’ansia, sull’invadenza, sul panico e sulla paura, condizioni indispensabili per rendere i pazienti obbedienti, arrendevoli, sottomessi e remissivi.

MONOPOLIO ESCLUSIVO SULLE SORTI DELL’UMANITÀ, SENZA POSSEDERE LE DOTI NECESSARIE

In tutte le professioni esiste il dibattito ed il confronto. Il geometra, l’architetto e l’ingegnere civile sono soggetti ai controlli e alle obiezioni dei periti contrari. Chi sa di essere soggetto a confronto non si sogna nemmeno di permettersi comportamenti arroganti e dogmatici. In medicina no. Siamo di fronte all’unica professione dove vige il divieto totale di contestazione, per cui il paziente ottiene non di rado un grande premio di consolazione: quello di peggiorare e morire a norma di legge.

Valdo Vaccaro

 

fonte: https://www.valdovaccaro.com/2017/06/farmaci-uccidono-crimini-della-bayer/