Quando la stampa è più criminale degli assassini – Per vendicarsi della moglie le scrive: “Non li vedrai più” ed uccide i due figli… Ma per la stampa è “il dramma dei papà separati”

 

 

 

 

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Quando la stampa è più criminale degli assassini – Per vendicarsi della moglie le scrive: “Non li vedrai più” ed uccide i due figli… Ma per la stampa è “il dramma dei papà separati”

Scrive alla moglie: “Non li vedrai più”. Poi uccide i due figli e si toglie la vita

Dramma nel Lecchese: due gemelli di 12 anni ammazzati dal padre mentre dormivano.

L’uomo non accettava la separazione, ha soffocando il figlio con un cuscino e strangolando con le mani la figlia. Poi ha inviato un WhatsApp alle moglie: «Non li vedrai mai più». Infine si è ucciso lanciandosi nel vuoto da un ponte…

Ma per la stampa è solo “il dramma di un papà separato”

È la solita stampa che definisce il femminicida come “Gigante buono” e parla di “amore non corrisposto” e “raptus”… mille attenuanti per gli assassini

Vorremmo scrivere un fiume di parole, ma ormai sono tutte cose scritte milioni e milioni di volte quindi non mi ripeterò sul dominio violento patriarcale, sulla vittimizzazione del “povero” carnefice e sulla narrazione vergognosamente misogina del giornalismo italiano (ma non solo italiano).

Non abbiamo altro da dire che chi scrive queste cose è più criminale degli assassini…

 

Ecco la rettifica con scuse de Il Mattino… per quel che può servire.

La fretta, si sa, è cattiva consigliera. E per la fretta capita di sbagliare. Ieri è capitato a noi: sui social, nel lancio che accompagnava la terribile notizia di Lecco. Siamo caduti in errore, una banalizzazione sbagliata sul dramma di una famiglia distrutta dalla follia omicida di un papà incapace di accettare la separazione dalla moglie, una semplificazione fuori luogo sul dramma dei padri separati che nulla c’entra con l’omicidio-suicidio come abbiamo evidenziato anche oggi nel commento di Giuseppe Montesano.

A nessuno fa piacere commettere errori. Non dovrebbe capitare, ma è capitato e null’altro abbiamo potuto fare se non rettificare il lancio dopo le segnalazioni dei lettori, che ringraziamo. A loro – tutti – chiediamo scusa. Fare meglio è difficile ma possibile ed è questa la nostra missione. Provarci è nostro dovere.

 

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“Gigante buono”, “amore non corrisposto”, “raptus”: il femminicidio di Piacenza dimostra ancora una volta il maschilismo della nostra società: mille attenuanti per l’autore del feroce omicidio e oblio per la vittima… tanto è solo una femmina!

L’umiliante, squallida, disgustosa intervista di Bruno Vespa a Lucia Panigalli: “Lei è fortunata perché è sopravvissuta mentre molte donne vengono uccise” …Perchè avere la vita distrutta da un maschio stronzo è comunque una fortuna… Capito femmine?

“Per Elisa” – Un breve, forte articolo del giornalista Luca Bottura: “Chiedo scusa a Elisa Pomarelli per come gli uomini l’hanno trattata da viva e per come i miei colleghi la stanno trattando da morta”.

I giudici: “se marito picchia la moglie ogni tanto non è maltrattamento” – “È troppo brutta, non può essere stata stuprata”, violentatore assolto – “17enne aveva mutandine sexy”, stupratore assolto – “in preda a tempesta emotiva”, dimezzata la pena all’assassino – …Donne, ma cosa cazzo gli avete fatto a questi giudici?

Quando la stampa è più criminale degli assassini – Per vendicarsi della moglie le scrive: “Non li vedrai più” ed uccide i due figli… Ma per la stampa è “il dramma dei papà separati”ultima modifica: 2020-06-28T23:38:43+02:00da eles-1966
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