26 dicembre 1908 – Quando Jack Johnson sfidó il razzismo sul ring: il figlio di schiavi che divenne il primo afroamericano campione dei pesi massimi

 

Jack Johnson

 

 

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26 dicembre 1908 – Quando Jack Johnson sfidó il razzismo sul ring: il figlio di schiavi che divenne il primo afroamericano campione dei pesi massimi

Un nero, figlio di ex schiavi, nato in Texas nel 1878, ha poche carte da giocare per avanzare sulla strada dell’emancipazione. Ma se hai il fisico di un titano e due pugni grandi come palle da bowling, allora è uno solo il sentiero che può percorrere.

Le prime volte in cui Jack sale sul ring è negli incontri denominati battle royal. Due morti di fame, quasi sempre neri, si sfidano a mani nude per il divertimento del pubblico. Le botte sono tante e i soldi pochi, ma questo ragazzo, che scarica al porto per sopravvivere, ha una tenacia senza pari che in pochi anni lo porta prima al professionismo e poi a vincere un titolo nazionale riservato ai pugili coloured. Siamo nel 1903 e ci vogliono cinque anni prima che un bianco accetti la sfida che Johnson gli lancia.

Si tratta di Tommy Burns, “The Little Giant of Hanover”, un pugile canadese che detiene il titolo dei pesi massimi. Il match che vale la cintura si disputa addirittura a Sidney. Il 26 dicembre Jack e Tommy si affrontano per quattordici riprese. Le cronache dell’epoca parlano di un dominio totale del Gigante di Glaveston che dopo aver fatto sfogare l’avversario gli scatena addosso una raffica di pugni. Il voto dei giudici premia il texano che diventa il primo nero a conquistare il titolo di campione del mondo dei pesi massimi.

La notizia in patria praticamente non arriva. I filmati dell’incontro sono proibiti e sui giornali non se ne parla. Le autorità hanno paura che Johnson diventi un simbolo per la gente di colore schiacciata dalla legislazione segregazionista. Proprio per mettere fine alla leggenda di Jack, sulla spinta di pressioni istituzionali e parecchi soldi, torna sul ring dopo sei anni di inattività James j. Jeffries, campione imbattuto dei pesi massimi. Le tensioni razziali crescono con l’approssimarsi del match, che dopo vari cambi di rotta è fissato per il 4 luglio 1910. Su un ring allestito per l’occasione a Reno si affrontano così il difensore dell’orgoglio bianco e il simbolo dell’emancipazione dei neri. Davanti a 20.000 persone Johnson prende a pugni l’avversario mandandolo due volte al tappeto prima che dall’angolo di Jeffries qualcuno getti la spugna per evitare il KO. In molte città le persone di colore scendono in piazza per manifestare la propria gioia, mentre i suprematisti bianchi ricevono un durissimo colpo. Seguono tumulti razziali e dure vendette contro le persone afroamericane.

Jack aveva dimostrato di essere il più forte, ma restava sempre un nero nell’America dei primi del 900′. Il suo stile di vita anticonvenzionale e i rapporti sentimentali con donne bianche gli costarono il carcere e perfino l’esilio volontario. Morirà nel 1946 in un incidente d’auto in Carolina del Nord mentre cercava un posto in cui, com’era avvenuto poco prima, non gli rifiutassero un pasto a causa del colore della sua pelle.

 

tratto da: https://www.facebook.com/cannibaliere/photos/a.989651244486682/2146242125494249/?type=3&theater

26 dicembre 1908 – Quando Jack Johnson sfidó il razzismo sul ring: il figlio di schiavi che divenne il primo afroamericano campione dei pesi massimiultima modifica: 2019-12-25T15:16:58+01:00da eles-1966
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