Brasile – Ancora un attivista indigeno ammazzato perché faceva il lavoro che lo Stato centrale non fa: difendere le foreste dell’Amazzonia – E Bolsonaro ha le mani sporche del sangue degli indigeni…!

 

Amazzonia

 

 

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Brasile – Ancora un attivista indigeno ammazzato perché faceva il lavoro che lo Stato centrale non fa: difendere le foreste dell’Amazzonia – E Bolsonaro ha le mani sporche del sangue degli indigeni…!

Amazzonia, ucciso un altro leader indigeno: proteggeva la foresta

I mercenari dei gruppi agrari hanno assassinato Paul Paulino Guajajara che guidava uno dei gruppi dei “Guardiani della foresta” nello stato di Maranhão. 

Ennesima tragedia in un paese che non sopporta i diritti dei nativi: un giovane leader indigeno impegnato nella difesa della foresta Amazzonica è stato ucciso da membri di una banda di taglialegna illegali in Brasile.

Secondo quanto indicato dalle autorità, venerdì Paulo Paulino Guajajara era impegnato in una battuta di caccia nella riserva di Araribóia, nello Stato di Maranhão, quando è caduto vittima di un’imboscata di una banda di taglialegna illegali. L’attivista, membro del gruppo contro il disboscamento Guardians of the Forest, è stato freddato con un colpo di pistola alla testa. Un altro uomo indigeno è rimasto ferito. Un taglialegna, inoltre, sarebbe rimasto ucciso in una sparatoria seguita all’imboscata.

«Il governo Bolsonaro ha le mani sporche del sangue degli indigeni», ha commentato l’organizzazione pan-indigena brasiliana Apib in un comunicato citato dalla Bbc. Il riferimento è al supporto agli agricoltori e ai taglialegna attivi nella foresta pluviale più volte espresso dal presidente brasiliano, Jair Bolsonaro.

Paulo Paulino Guajajara era un nemico dei taglialegna, quel vero esercito di mercenari, sbandati, piccoli e grandi criminali che, aiutati dalle politiche ambientali del presidente Bolsonaro, sono tornati a frotte nel cuore della foresta pluviale.

La notizia è stata diffusa da Greenpeace che assieme a tante altre ong è particolarmente attiva nei territori presi di mira dai tagliaboschi e dagli invasori che su ordine dei potenti agrari si accaparrano fette di foresta e distese di vegetazione affidate alle tribù indigene dalla Costituzione.

La guerra per il controllo delle terre è una costante in molti paesi in cui si affaccia l’Amazzonia e altre importanti foreste. C’è in ballo un business che vale miliardi di dollari. Non solo terra da usare per le coltivazioni intensive, per abbattere alberi e ricavare legno da esportare. C’è il narcotraffico, ci sono le estorsioni, i pizzi, le tasse illegali per il diritto di passaggio.

Solo qualche giorno fa in Colombia, nella Cauca, regione del sud ovest dove soprusi, omicidi e violenze sono quotidiani, perché strategica per le bande di narcos e della guerriglia, sono stati uccisi 5 indigeni che facevano parte di una commissione governativa incaricata di svolgere dei rilievi.

Brasile – Ancora un attivista indigeno ammazzato perché faceva il lavoro che lo Stato centrale non fa: difendere le foreste dell’Amazzonia – E Bolsonaro ha le mani sporche del sangue degli indigeni…!ultima modifica: 2019-11-03T22:22:13+01:00da eles-1966
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