Turismo sessuale, italiani primi al mondo: padri di famiglia a caccia di bambini …ma solo dopo aver sostenuto il congresso sulla famiglia di Verona…!

Turismo sessuale

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Turismo sessuale, italiani primi al mondo: padri di famiglia a caccia di bambini …ma solo dopo aver sostenuto il congresso sulla famiglia di Verona…!

 

Sono così piccole da non raggiungere in altezza l’anca dei predatori che se le vanno a comprare nei bordelli, e poi le stuprano, e prima trattano il prezzo parlando quasi sempre lingue occidentali, e 80.000 volte all’anno in media la lingua è l’italiano.

Sì un Italiano. Magari un Italiano che partirà Lunedì, perchè per il fine settimana è stato a Verona per sostenere il congresso sulla famiglia naturale…

Sono così leggere queste prede che a prenderle in braccio pesano poco più di un bebè. Sono così truccate che sembrano bimbe a Carnevale. Sono così sottili che, se non fossero coperte di stracci succinti e colorati, indosserebbero le taglie più piccole degli abitini per bimbi occidentali.

Le stuprano, tra gli altri, certi italiani che a casa sembrano gente qualunque, gente a posto. Che mai e poi mai potreste riconoscerli dal modo di fare, dalla morfologia. Figli, mariti, padri, lavoratori.

E quei bambini stuprati, in fondo, somiglieranno tanto ai figli degli stupratori, quelli nati nella “famiglia tradizionale” italiana tanto osannata…

Sono gli Italiani tra quelli che ”consumano” di più a Santo Domingo, in Colombia, in Brasile. Italiani, i primi pedofili del Kenya. Attivissimi, nell’olocausto che travolge 15.000 creature, il 30 per cento di tutte le bambine che vivono tra Malindi, Bombasa, Kalifi e Diani.

Piccole schiave del sesso per turisti. In vendita a orario continuato, per mano, talvolta, dai loro genitori. In genere hanno tra i 14 e i 12 anni. Ma possono averne anche 9, anche 7, anche 5. Minuscoli bottini per turisti. Burattini di carne da manipolare a piacimento. Foto e filmati da portare a casa come souvenir. Costa quanto una buona cena o un’escursione. Puoi fare anche un pacchetto all inclusive: alloggio, vitto, viaggio, drink, preservativi e ragazze per un tot. Puoi cercare nei forum in Rete le occasioni, ci sono i siti apposta. Puoi scegliere tra ”20 mixt age prostitutes”, dalla prima infanzia in su. Puoi avere anche le vergini, mille euro in più.

E poi torni da mamma, dai figli, dalla moglie, insomma, nella famiglia tradizionale, pronto per scendere in piazza al prossimo Family day…

Si calcola che siano un milione e duecentomila bimbi sfruttati nell’industria del sesso, nell’accattonaggio, nei lavori forzati. Stime ufficiali, queste. Quelle ufficiose propongono ben altri conti: solo i piccoli schiavi del sesso sarebbero almeno due milioni. Ognuno di loro frutterebbe 67.200 dollari all’anno. Per il racket, il budget complessivo supererebbe i trenta milioni di dollari all’anno. E a chi non ha i soldi per il viaggio, basta girare l’angolo: tra i 10 e i 12.000 di quei bambini si trovano in Italia. Migranti. Nomadi. Minori non accompagnati. In vendita a casa nostra, per le nostre strade, o anche su ordinazione.

Turismo sessuale come triste primato italiano

Età fra i venti e i 40 anni, reddito medio-alto, sesso maschile: è l’identikit del turista sessuale tipo, predatore senza scrupoli che viaggia nel mondo per praticare sesso con minori. Secondo le stime dell’organizzazione non profit Ecpat (End Child Prostitution in Asia Tourism: perché questo sfruttamento prima di diventare un fenomeno globale era concentrato nel Sud-Est asiatico), ogni anno un milione di persone si reca in Paesi poveri e fa sesso con bambini e adolescenti costretti a vendere il proprio corpo in cambio dell’equivalente di una manciata di euro.

Tra queste carogne, 80mila sono italiani.

Ci lamentiamo dei migranti, ma per ogni persona che da un Paese povero e in guerra cercherà rifugio in Italia raggiungendola con un’imbarcazione, ci saranno due nostri concittadini che, in un movimento opposto e contrario, si recheranno in alcuni di questi stessi Paesi per fare del turismo sessuale minorile.

Italiani, brava gente! Ma solo quando sono impegnati a Verona o al Family day a difendere la famiglia tradizionale…

E poi non ci sono solo i turisti propriamente detti: fra chi abusa dei minori ci sono uomini in viaggio di lavoro, piloti d’aereo, operatori umanitari, nella maggior parte dei casi clienti occasionali che «per curiosità provano e magari poi se ne pentono e non lo faranno più» spiega Yasmin Abo Loha, segretario generale di Ecpat Italia.

In questo drammatico quadro, l’Italia purtroppo vanta un triste primato: secondo i dati di Ecpat e di altri osservatori indipendenti è il paese da cui parte il più alto numero di turisti sessuali, seguito da Germania, Giappone, Francia, Stati Uniti, Regno Unito e Cina. Le mete preferite cambiano di anno in anno, perché questi viaggiatori senza scrupoli scelgono di volta in volta i paesi che per situazioni contingenti offrono più opportunità di trovare bimbi in difficoltà.

Instabilità politica, crisi economiche improvvise, calamità naturali: sono questi gli alleati di questi sciacalli del sesso.

Negli ultimi anni è anche in crescita il numero delle donne che viaggiano in cerca di sesso a pagamento in Paesi in via di sviluppo. Rappresentano circa il 10 per cento dei turisti sessuali ma a differenza degli uomini che preferiscono prede giovanissime (età fra i 12 e i 14 anni), le donne prediligono gli adolescenti perlopiù in Kenya e ai Caraibi.

Nonostante l’inasprimento delle pene nei confronti dei turisti sessuali adottate in alcuni dei paesi d’origine, Italia compresa, la piaga è molto diffusa, anche perché «in queste aree del mondo molto povere, basta allungare 100 dollari al poliziotto che ti ha arrestato per poter andar via…

Vuoi saperne di più? Basta andare su Google e cercare: “Turismo sessuale, Italiani primi al mondo”… Ne troverai, purtroppo, delle belle…!

 

By Eles

 

 

Turismo sessuale, italiani primi al mondo: padri di famiglia a caccia di bambini …ma solo dopo aver sostenuto il congresso sulla famiglia di Verona…!ultima modifica: 2019-03-30T18:27:23+01:00da eles-1966
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