Quei dannati immigrati bianchi in terra Sioux!

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Quei dannati immigrati bianchi in terra Sioux!

 

L’uomo bianco Trump, lingua biforcuta e scalpo sprecato –
Ancora la vicenda degli indiani Sioux, i pellerossa il cui territorio rischia di essere inquinato da un eleodotto che Trump impone debba attraversare la loro riserva. L’ultimo prepotenza nei confronti dei sopravvissuti al genocidio dei nativi americano taroccato dal cinema nella ‘Epopea del West’.
Trump come successore del presidente Grant che tradì le tribù indiane per l’oro al posto del petrolio di oggi. L’ultima violenza di una serie infinita, come ci racconta Giovanni Punzo.
La grande guerra Sioux del 1876, la guerra per le Black Hills, una serie di battaglie che coinvolsero i Sioux Lakota e i Cheyenne settentrionali dopo la scoperta dell’oro nelle Colline Nere, quando i coloni iniziarono ad invadere il territorio indiano. Ieri l’oro, oggi il petrolio dell’oleodotto o della sotto il lago Ohae, nella riserva indiana di Standing Rock, nel North Dakota.

 

Parlando della fondazione di New York, tra storia e leggenda, si racconta sempre l’episodio della compravendita della penisola di Manhattan stipulata nel 1626 tra i nativi e i coloni olandesi. È probabile che gli stessi contraenti fossero in assoluta buona fede, ma in realtà ognuno pensò il contrario dell’altro, perché diverso era il proposito del contratto. Mentre infatti ai nativi era del tutto ignoto il concetto di proprietà, semplicemente perché la loro cultura contemplava solo l’uso della terra per la caccia o l’agricoltura, essi tuttavia accettarono i doni semplicemente ritenendoli segno di apprezzamento per l’ospitalità concessa, né pensarono mai di essere costretti un giorno ad andare altrove. All’opposto, per gli olandesi e gli altri europei, lo strumento di proprietà fu fatto valere ben presto, anche in controversie internazionali tra le diverse potenze che stavano colonizzando il continente americano divenendo un modello per nuove acquisizioni. Verrebbe da dire che si trattò del primo grave equivoco, ma ben altri trattati seguirono e la differenza negli scopi avrebbe giocato un ruolo determinante anche in altre vicende.

Nel 1876 scoppiò una delle ultime guerre indiane, forse la più famosa, perché l’aspetto leggendario dei protagonisti giocò un ruolo determinante per crearne un mito. In quell’anno infatti la scoperta dell’oro sulle Colline Nere attirò moltissimi coloni dal resto del Nord America, mentre il governo federale cercò dapprima di mantenere tranquilli i nativi nelle riserve proprio in base ai numerosi trattati precedenti con le singole tribù o comunità. Nonostante il tentativo di negoziati avviato da alcuni tra i capi tribù più in vista e influenti e nonostante le assicurazioni governative di rispettare l’integrità delle riserve, ad un certo punto prevalsero gli interessi dei cercatori, che pure fino a quel momento erano stati tenuti a distanza o perfino ricacciati fuori dalle riserve con l’aiuto dell’esercito. Hiram Ulysses Grant, comandante durante la guerra civile e poi presidente degli Stati Uniti dal 1869 al 1877, assieme ai generali Philip Henry Sheridan e George Crook , anch’essi veterani, decisero allora per la guerra, seppure con finalità diverse.

Grant cercava di risollevare a tutti i costi il paese da una crisi economica iniziata nel 1873 e promettere ricchezze da cercare -sebbene in mano di altri˗ sembrò una soluzione tra le tante; Sheridan (soprannominato ‘l’incendiario’ per la brutalità impiegata nello sconfiggere i confederati) e Crook volevano semplicemente risolvere una volta per tutte la questione indiana. La sconfitta di Little Big Horn e l’annientamento del reparto di cavalleria di George Armstrong Custer costituirono il punto culminante della campagna, ma vi furono altri durissimi scontri il cui risultato fu quanto meno incerto. La grande guerra Cheyenne, come è chiamata ancora nelle grandi pianure, durò fino al 1877 e finì con numerosi altri scontri, ma di minore portata. Non finì però per le tante trattative di pace iniziate e fallite, né per i tradimenti o le defezioni tra alleati che minarono la coesione dei nativi, ma semplicemente perché Sheridan e Crook applicarono alla lotta contro gli indiani le stesse tattiche impiegate durante la guerra civile: la terra bruciata. Il Sud era stato soffocato dal blocco navale imposto dal Nord e dalla distruzione dei raccolti e agli indiani furono distrutte sistematicamente le risorse alimentari.

Quei dannati immigrati bianchi in terra Sioux!ultima modifica: 2018-09-13T22:29:03+02:00da eles-1966
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