ZUCCHERO: i popoli che ancora non lo conoscono non conoscono nemmeno il cancro !!

 

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ZUCCHERO: i popoli che ancora non lo conoscono non conoscono nemmeno il cancro !!

Il più basso livello di casi di cancro si è registrato in Olanda due anni dopo l’occupazione nazista, quando zucchero e caffè erano quasi scomparsi dalla tavola: tutti gli studi sulla prevenzione e la cura naturale del cancro (regolazione alimentare e metabolica) confermano che più si mangia zucchero e più si rischia di sviluppare il tumore.Ci sono inoltre studi che dimostrano il legame fra zucchero e ulcera, fra zucchero e malesseri psicologici, fra zucchero e.allergia…la situazione è grave: sia per gli effetti che per l’assordante silenzio di chi dovrebbe tutelare la salute dei cittadini.

La salute non genera business

la prevenzione primaria non genera mercato, la malattia invece alimenta i colossali affari delle big pharma e del sistema sanitario: come diceva un medico egizio 3.500 anni fa (riferendosi ovviamente alla classe benestante che lui curava) “un quarto di ciò che mangiamo serve per nutrire il corpo, il restante per nutrirei medici”.

Lo zucchero danneggia il cuore e aumenta il colesterolo. Gli studi nascosti per 50 anni!

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Lo zucchero danneggia il cuore e aumenta il colesterolo. Gli studi nascosti per 50 anni!

 

Ricercatori della University of California hanno scoperto gli studi nascosti per oltre 50 anni che dimostrano che è lo zucchero il vero responsabile dei problemi cardiaci (colesterolo e danni al cuore). I risultati vennero pilotati dalla Sugar Research Foundation per far accusare i grassi ed aumentare il consumo di zucchero.

Decine di scienziati, negli anni 60, furono pagati dall’industria americana dello zucchero per nascondere il collegamento tra consumo di zucchero e problemi cardiaci e spostare così l’attenzione sui grassi saturi. A rivelarlo sono una serie di nuovi documenti scoperti recentemente da un ricercatore della University of California di San Francisco e pubblicati sul magazine Jama Internal Medicine. [1]

La verità che emerge è sconvolgente: la lobby dello zucchero avrebbe pilotato per più di cinquant’anni studi sul ruolo dell’alimentazione sui problemi cardiaci. “Sono stati in grado di sviare il dibattito sullo zucchero per decenni”, ha detto al New York Times, Stanton Glantz, professore di medicina e autore del paper uscito su Jama.

Nel 1954 il Presidente della Sugar Research Foundation, Henry Hass, spiegava l’opportunità strategica per l’industria dello zucchero di aumentare la quota di mercato dello zucchero stimolando i cittadini ad avere una dieta a basso contenuto di grassi. Quello che è sconcertante è che i ricercatori sono stati pagati per coprire i danni dello zucchero sulle malattie cardiache ed incolpare i grassi saturi il cui consumo è legato al livello di colesterolo. [2]

In realtà studi recenti dimostrano che i livelli di glicemia nel sangue sono un maggiore indicatore del rischio di malattie cardiache rispetto al livello di colesterolo. [3] Come abbiamo visto in articoli precedenti, il colesterolo è fondamentale per la formazione degli ormoni e viene usato per riparare i danni alle arterie prodotti dall’infiammazione indotta dallo zucchero, farine raffinati e oli di semi. [4]

Solo coloro che per motivi genetici hanno livelli di colesterolo alle stelle (un fenomeno molto raro) dovrebbero usare i farmaci, altrimenti basta lavorare sulla dieta. Le statine oggi comunemente usate per abbassare i livelli di colesterolo in realtà aumentano il rischio di malattie cardiache e danneggiano il cervello. [5] Tutti effetti collaterali che potrebbero essere evitati dirigendosi verso una dieta davvero vicina alla natura che evita questi cibi inventati.

I documenti trovati dimostrano che nel 1967 diversi ricercatori ricevettero circa 50.000 dollari ed oggi non sono più vivi. Uno dei tre esperti è D.Mark Hegsted, che nella sua lunga carriera diventò capo della divisione che si occupa di nutrizione al Dipartimento dell’Agricoltura statunitense. Il suo gruppo pubblicò le linee guida sull’alimentazione nel 1977.

Ma anche se i documenti fanno riferimento a avvenimenti accaduti quasi 50 anni fa, sono fondamentali perché il dibattito tra zuccheri e grasso è al centro delle speculazioni della comunità scientifica anche oggi. Per decenni i ricercatori hanno spinto gli americani a consumare prodotti con basso contenuto di grassi, ma ricchi di zuccheri, che hanno aumentato il numero di obesi e hanno fatto schizzare alle stelle i problemi di colesterolo e morti per disturbi cardiaci.

Basta poco zucchero ogni giorno per avere tutti questi danni che si accumulano e peggiorano nel tempo. Lo zucchero è un cibo inventato che non è mai esistito nella storia. Il nostro corpo scompone i carboidrati delle verdure e cereali per produrre il glucosio necessario per le sue funzioni. Quando introduciamo lo zucchero tagliamo tutta una serie di processi chimici che hanno come risultato un aumento enorme della glicemia, insulina e coinvolge anche le ghiandole surrenali, il microbiota e i processi infiammatori e danni cerebrali.

 

via Dionidream

Riferimenti
[1] Stanton A. Glantz, PhD et al. Sugar Industry and Coronary Heart Disease Research. A Historical Analysis of Internal Industry Documents. JAMA Intern Med. September 12, 2016
[2] Hass  HB. What’s new in sugar research. Proceedings of the American Society of Sugar Beet Technologists. 1954. Accessed October 10, 2015.
[3] Ostrander  LD  Jr, Francis  T  Jr, Hayner  NS, Kjelsberg  MO, Epstein  FH.  The relationship of cardiovascular disease to hyperglycemiaAnn Intern Med. 1965;62(6):1188-1198.
[4] Colesterolo alto? La causa è nel tuo intestino
[5] Statine: I farmaci per il colesterolo causano malattie cardiache e neurodegenerative

Ma veramente date ai vostri bambini PROSCIUTTO COTTO? Quello con tanto sale, destrosio, saccarosio, aromi, destrosio, zucchero, ascorbato di sodio, glutammato monosodico, nitrito di sodio, eccetera? Sveglia. Se fosse naturale avrebbe sapore e aspetto di carne lessata!

PROSCIUTTO COTTO

 

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Ma veramente date ai vostri bambini PROSCIUTTO COTTO? Quello con tanto sale, destrosio, saccarosio, aromi, destrosio, zucchero, ascorbato di sodio, glutammato monosodico, nitrito di sodio, eccetera? Sveglia. Se fosse naturale avrebbe sapore e aspetto di carne lessata!

Ragionateci… se fosse del tutto naturale, il prosciutto cotto avrebbe sapore, consistenza ed aspetto della carne lessata. Giusto no? E allora cosa facciamo mangiare ai nostri bambini?

Prosciutto cotto: davvero un alimento per bambini?

 

Sale, destrosio, saccarosio, aromi, destrosio, zucchero, aromi (solo a volte aromi naturali), ascorbato di sodio, glutammato monosodico nitrito di sodio, sono tra i più comuni ingredienti che possiamo trovare nel prosciutto cotto, tanto adorato dai bambini, forse perché è adorato dai genitori, che glielo fanno assaggiare. Onnipresente nelle mense scolastiche, considerato più sano di quello crudo per il minor contenuto di sale, si trova  anche frequentemente nei pasti  ospedalieri è sicuramente uno degli alimenti percepito come adatto ai bambini. Ma è davvero cosi? Cash Investigation ha realizzato un servizio che consiglio di guardare perché parla dei nitriti, o E250 come compare in etichetta.

I nitriti, altrimenti noti come E250,  vengono aggiunti nella fase di produzione del prosciutto cotto insieme alla salamoia, come conservanti per scongiurare la formazione di botulino, ma soprattutto aggiungono sapore e colore, per rendere bella rosa quella carne, che naturalmente sarebbe di un meno invitante marroncino chiaro, senza questi additivi. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), ha classificato  i nitriti   come probabili cancerogeni per gli esseri umani (gruppo 2A), e vari studi suggeriscono che un consumo eccessivo e prolungato di nitriti è associato ad aumento del rischio dei tumori dello stomaco e dell’esofago.

Come agiscono?

nitriti in condizioni di pH acido, possono combinarsi con le ammine, composti organici presenti nella carne e salumi generando altri composti altamente cancerogeni, le nitrosamine. La formazione di queste sostanze è favorita sia dalla presenza di enzimi salivari, nella bocca e poi dalla acidità dello stomaco.

L’altro effetto importante è sul microbiota intestinale

ricordiamo che è l’intestino l’organo che deve smaltire la maggior parte di sostanze tossiche che introduciamo, e queste sostanze hanno un effetto deleterio sulla flora batterica intestinale, dalla cui omeostasi ( equilibrio) dipende il sistema immunitario. Queste sostanze tossiche possono agire sull’intestino secondo meccanismi diversi: alterando la composizione del microbiota o modificandone la capacita di detossificare, rendendo quindi l’organismo più suscettibile ad agenti patogeni. Ecco perché bisognerebbe alimentarsi fin da bambini facendo attenzione a non introdurre con i cibi anche additivi e altre sostanze tossiche che possono formarsi con la cottura o essere presenti come residui (pesticidi), per evitare l’esposizione cronica, a piccole dosi di tante sostanze tossiche, quella che più di tutti si ritiene un fattore di rischio importante per le patologie tumorali e cronico-degenerative

Quanti nitriti sono ammessi negli alimenti?

Secondo la normativa vigente, il contenuto di nitriti nel prosciutto cotto e altri alimenti, può essere al massimo di 150 mg/kg, mentre nel prosciutto cotto BIO il limite per legge è di 50 mg/kg, (da notare che il prosciutto cotto BIO Golfera dichiara in etichetta di non avere nitriti aggiunti)

L’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di non superare il limite di 0,1  mg/kg di peso corporeo al giorno di nitriti , mentre per EFSA, consiglia di non superare la quantità di 0,06 mg/kg di peso.

Le mie considerazioni

In etichetta non è mai specificato quanti nitriti siano stati aggiunti mediamente dal produttore, quindi un prosciutto cotto può contenere quindi 15 mg per 100 g di nitriti, un bambino che pesa 12 kg (circa a 2 anni) con una sola fetta di 10 g già raggiunge 1,2 mg che il limite raccomandato dall’OMS e supera di molto quello dell’EFSA. Ma allora perché è presente nei menù dei bambini del nido? E perché troppo spesso in quelle di più grandicelli? La cosa migliora un po’ se il prodotto è BIO, visto che i limiti permessi sono minori. Le linee guida ministeriali lo consentono 2 volte al mese, ma i qualche menu scolastico queste indicazioni vengono ignorate, visto che può comparire anche  fino a 2-3 volte a settimana, consumo che che si somma al consumo familiare. Forse alla luce dei dati odierni fornitici dallo IARC, le linee guida ministeriali magari necessitano di essere aggiornate, come forse andrebbero informati i consumatori, sopratutto genitori di bambini piccoli. Ritengo però che  a maggior ragione che il prosciutto cotto,  sicuramente non biologico, dovrebbe sparire anche dalle mense ospedaliere, e sopratutto  nei reparti con degenti oncologici, dove  è assai paradossale  servire un alimento  che va contro le indicazioni di prevenzione proprio del cancro  (codice europeo per la prevenzione del cancro)

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/05/21/prosciutto-cotto-davvero-un-alimento-per-bambini/22823/

Svolta nella ricerca sull’Alzheimer: il morbo è collegato con elevati livelli di zucchero nel sangue.

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Svolta nella ricerca sull’Alzheimer: il morbo è collegato con elevati livelli di zucchero nel sangue.

Dell’Alzheimer si sa che è una malattia che sta colpendo sempre più persone, e non solo di età avanzata, ma sulla sua natura e sulla sua terapia c’è ancora molto da scoprire: al momento non si guarisce e si interviene quando ormai il processo degenerativo ha preso piede. La scienza però sta facendo grandi sforzi per vederci più chiaro e per rendere questa patologia, che nel futuro interesserà gran parte della popolazione mondiale, curabile o perlomeno diagnosticabile il prima possibile.

La scoperta fatta dall’Università inglese di Bath si presenta come una vera e propria rivoluzione nel campo della ricerca: è stato visto come l’Alzheimer sia legato ai livelli alti di glicemia nel sangue, condizione tipica del diabete e dell’obesità.

Vengono così ad unirsi due grandi problemi del mondo di oggi: diabete ed Alzheimer non sono malattie separate ma sono collegate tra loro.

I ricercatori dell’Università hanno osservato come livelli alti di zucchero nel sangue causino danni importanti ad un enzima coinvolto nelle fasi di insorgenza del morbo di Alzheimer.

Si sa bene che glicemie oltre la norma sono tipiche di chi ha il diabete o si trova in condizioni di obesità, ma il legame con l’Alzheimer non era mai stato individuato prima.

La conseguenza immediata che emerge dallo studio è facilmente intuibile: i diabetici hanno una maggiore probabilità di sviluppare il morbo rispetto agli individui sani.

Il legame tra il glucosio nel  sangue e la malattia si ha durante un processo noto come “glicazione”, che altro non è che una reazione tra lo zucchero e una classe di enzimi. Il prodotto della reazione è un vero e proprio danneggiamento degli enzimi, che il team ha scoperto corrispondere alle prime fasi di sviluppo della malattia. Mentre l’Alzheimer progredisce la glicazione degli enzimi aumenta.

Alla ricerca sul morbo si aggiunge dunque un importante tassello che il mondo scientifico considera un “punto di svolta”: “Speriamo che questo studio possa aiutarci a diagnosticare precocemente la malattia e portare a nuovi trattamenti o modi per prevenire l’Alzheimer”, ha detto il Dr. Rob Williams del dipartimento di Biologia e Chimica.

Il Dr. Omar Kassaar ribadisce: “Lo zucchero in eccesso costituisce un ben noto fattore di rischio per diabete ed obesità, ma questo collegamento alla malattia di Alzheimer è un motivo in più per limitare il consumo di zuccheri nella dieta”.

dal Web