L’eredità di Umberto Veronesi: “Il tumore si può sconfiggere”

 

Umberto Veronesi

 

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L’eredità di Umberto Veronesi: “Il tumore si può sconfiggere”

Grazie a lui parole come prevenzione, stili di vita corretti e lotta al fumo sono diventate buone pratiche di uso comune. La nuova frontiera della ricerca adesso passa attraverso i “farmaci intelligenti” e gli studi sul sistema immunitario

Qual è l’eredità scientifica lasciata da Umberto Veronesi?

L’oncologo ha il merito di aver rivoluzionato l’oncologia in Italia e nel mondo, in particolare quella contro il tumore del seno. Se oggi infatti, il cancro al seno è meno devastante rispetto a 20 anni fa lo dobbiamo soprattutto a Veronesi. L’oncologo, infatti, ha dimostrato che il tumore al seno, quando diagnosticato precocemente, può essere eliminato chirurgicamente senza asportare integralmente il seno. Inoltre, «fu uno dei primi a occuparsi di prevenzione e corretti stili di vita, oggi considerati l’arma fondamentale nella lotta contro il cancro», spiega Carmine Pinto, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom).

 

Quanto sono importanti gli stili di vita nella prevenzione e nella lotta al cancro?

Tantissimo, specialmente sul fronte della prevenzione. Si stima infatti che oltre il 40% delle morti per cancro potrebbe essere facilmente prevenibili modificando gli stili di vita. Secondo l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc), il fumo resta di gran lunga la principale causa di morte con 1,5 milioni di decessi all’anno, ma numerosi altri fattori sono preoccupanti: l’obesità, una dieta con eccesso di sale, alcol, il basso consumo di frutta e verdura, e, seppure in minor misura, l’eccesso di carne rossa e processata, aggiunti a una scarsa attività fisica, sarebbero responsabili di quasi 2 milioni di morti per cancro nel mondo.

 

A che punto è la lotta contro il cancro?

Oggi sempre più pazienti vengono curati e riescono a sopravvivere al cancro. In Italia, in particolare si guarisce di più, come testimoniano gli ultimi dati del censimento «I numeri del cancro in Italia 2016», recentemente pubblicato dall’Aiom e dall’Associazione italiana registri tumori. In generale, la sopravvivenza a 5 anni è aumentata notevolmente rispetto a quella dei casi diagnosticati nei quinquenni precedenti sia per gli uomini (55%), sia per le donne (63%). Su questo risultato positivo ha influito il miglioramento della sopravvivenza per alcune delle neoplasie più frequenti: colon-retto, seno e prostata. Dati incoraggianti, questi, che non devono però far abbassare la guardia in quanto resta alto l’allarme legato ai nuovi casi di cancro: nel 2016 si stima che nel nostro Paese saranno colpite circa 1.000 persone al giorno.

 

Quali sono stati i progressi più significativi negli ultimi anni?

In questi ultimi anni si sono moltiplicati i cosiddetti farmaci intelligenti, quelli cioè sviluppati sulla base delle conoscenze dell’oncologia molecolare, e che hanno come target bersagli cellulari presenti cioè solo nelle cellule malate. Si è cominciato quindi a considerare il tumore come un insieme di malattie, ognuna con caratteristiche diverse e questo ha aperto la strada alla cosiddetta medicina di precisione. Si tratta di un tipo di medicina più aggressiva solo contro le cellule tumorali e quindi meno nociva per le cellule sane, esattamente come suggeriva la filosofia di Veronesi. Inoltre, passi in avanti significativi sono stati fatti nella ricerca di marcatori molecolari in grado di facilitare la diagnosi precoce del tumore.

 

Quali sono invece le prospettive future?

Secondo l’Airc, sono quattro le nuove sfide su cui i ricercatori si stanno concentrando per rendere sempre più curabile il cancro: immunità, prevenzione, microambiente e medicina di precisione. Il primo filone riguarda gli studi sul sistema immunitario per l’attivazione dei meccanismi di difesa contro le cellule maligne. Si tratta di un settore molto vivace che sta registrando risultati importanti. Il secondo filone è concentrato sulla prevenzione e la diagnosi, indispensabili per isolare i fattori di rischio e fermare il cancro prima che si manifesti. Il terzo filone di ricerca riguarda lo studio del microambiente, la «casa» del tumore: l’obiettivo è quello di comprendere le relazione del cancro con il resto dell’organismo. Infine, continua la ricerca di nuovi bersagli e strumenti efficaci per colpirli.

 

 

fonte: http://www.lastampa.it/2016/11/10/italia/cronache/leredit-di-umberto-veronesi-il-tumore-si-pu-sconfiggere-8OxiaJDGVHhdA1ohpxSPwN/pagina.html

La sigaretta elettronica ti fa smettere di fumare? Potrebbe salvarti dal cancro? E allora lo Stato non ci pensa 2 volte: prezzi raddoppiati con nuove tasse!

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La sigaretta elettronica ti fa smettere di fumare? Potrebbe salvarti dal cancro? E allora lo Stato non ci pensa 2 volte: prezzi raddoppiati con nuove tasse!

Ancora una stangata del Governo. Colpiscono ancora dove possono racimolare un po’ di soldi. Ma soprattutto colpiscono un settore che invece sarebbe da incentivare, quello della sigaretta elettronica!

La sigaretta elettronica è un validissimo aiuto per chi vuole smettere di fumare. Per il grande oncologo Umberto veronesi era un importante strumento di lotta al cancro.

Leggi: Umberto Veronesi non aveva dubbi: “La sigaretta elettronica? Strumento di lotta ai tumori”

E lo Stato, quelo che dovrebbe tutelarci che fa? …Stangata!

Insomma, anche la sigaretta elettronica passa sotto la mano delle tasse posta dallo Stato. Da quando il controllo delle sigarette elettroniche è passato al Monopoliodi Stato, le ipotesi di presunti rincari o tassazioni varie non hanno lasciato spazio a dubbi: la stessa sorte che è toccata al tabacco è destinata ad intaccare il vapore, molto diffuso al giorno d’oggi specialmente da chi da anni fuma e non è ancora riuscito a togliersi il vizio in Italia.

La diffusione della e-cig ha ormai raggiunto livelli neanche immaginabili solo qualche hanno fa, trovando la sua diffusione soprattutto fra chi non era solito fumare tabacco.

Il business della svapo vale 300 milioni di introiti all’anno ed ha coinvolto circa 1,5 milioni di persone.

Fra le novità imposte dallo Stato, quella dell’addio all’online in favore delle tabaccherie autorizzate o nei vari monopoli: il cambiamento riguarda solo le ricariche, visto che lo strumento per inalare il contenuto potrà essere ancora acquistato sul web, con la possibilità di risparmiare sull’acquisto della sigaretta elettronica.

Sono previste multe salate per i venditori che pensano di fare i furbetti vendendo contro le norme stabilite dalla legge, con sanzioni che possono anche addirittura toccare i 40mila euro a caso nel nostro Belpaese.

Il cambiamento che farà più paura è però quello che riguarda l’arrivo di una nuova tassa: si tratta di 0,37344 euro più Iva per ogni ml, cioè 5 euro fissi ogni flacone da 10 ml di liquido da vaporizzare.

La tassa riguarderà tutti i prodotti sia quelli contenenti nicotina che quelli composti da aromi vari e profumati, molto diffusi nel nostro Stivale: tale provvedimento è arrivato dopo una serie di dubbi riguardanti la possibilità di tassare solo le sigarette elettroniche contenenti nicotina, ma per evitare ulteriori polemiche si è deciso di estendere a tutti i prodotti la novità in questo 2018.

Facendo due conti, in un anno un fumatore dovrà pagare il doppio per la stessa boccetta di liquido, che fino ad oggi costava intorno ai 5 Euro.

E pensare che questo governo ci ha imposto 10 vaccini obbligatori per il nostro bene, dicono loro…!

  • staff Zapping

Qualcuno ci spieghi perché il Min. Lorenzin (10 vaccini obbligatori per il “bene” della gente) dichiara, contro ogni evidenza medica e scientifica, che è “preoccupata per la tendenza ad abbandonare la carne, per “mode” basate sulla disinformazione”

Lorenzin

 

 

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Qualcuno ci spieghi perché il Min. Lorenzin (10 vaccini obbligatori per il “bene” della gente) dichiara, contro ogni evidenza medica e scientifica, che è “preoccupata per la tendenza ad abbandonare la carne, per “mode” basate sulla disinformazione”

 

Umberto Veronesi  (chirurgo, oncologo, fondatore e direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale dei Tumori ): “La carne è da eliminare del tutto, non è una novità”

Prof. Franco Berrino (laureato in medicina e chirurgia magna cum laude, medico, epidemiologo e nutrizionalista): “La carne intossica l’organismo”

Beatrice Lorenzin: (diploma di maturità classica): “Preoccupata per la tendenza ad abbandonare la carne, per “mode” basate sulla disinformazione”

Quindi avete letto bene. Secondo la “Luminare della maturità classica” Umberto Veronesi, il Prof. Berrino e tanti altri come loro sono solo dei ciarlatani che cavalcano una “moda” per denigrare la salutare carne animale…

A questa qui abbiamo affidato la nostra salute. Questa qui ha imposto 10 vaccini obbligatori gentilmente offerti dalla “Onlus” Glaxo…

Non facciamo commenti. Ragionateci Voi…

 

Da Giornalettismo.it:

MINISTRA LORENZIN, MI SPIEGA COS’È ANDATA A FARE ALL’INAUGURAZIONE DI UN NUOVO ALLEVAMENTO INTENSIVO?

Perché un ministro della Salute dovrebbe andare all’inaugurazione di un nuovo allevamento? E perché proprio di un allevamento intensivo? E perché, durante l’inaugurazione, dovrebbe esprimersi invitando i cittadini a consumare più carne?

Si è tenuta ieri l’inaugurazione di un nuovo allevamento intensivo di Bonifiche Ferraresi a Jolanda di Savoia, in provincia di Ferrara. Evento in pompa magna, preceduto il 19 luglio scorso, dalla visita del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Ieri, invece, c’erano Assocarni e Coldiretti, il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina in video-collegamento e la ministra della Salute Beatrice Lorenzin venuta appositamente. L’allevamento si comporrà di dieci capannoni in cui saranno stipati fino a 9000 capi bovini, nutriti con razioni provenienti dai terreni sempre di proprietà di Bonifiche Ferraresi.

ALLEVAMENTI INTENSIVI CHE I CITTADINI NON VOGLIONO

È andata all’inaugurazione di allevamenti che i cittadini non vogliono. Non creano posti di lavoro, visto che gli allevamenti intensivi sono strutture meccanizzate in cui c’è bisogno di pochissimi operai per decine di migliaia di animali. Sono strutture da cui provengono esalazioni molto forti, che spesso costringono gli abitanti a rintanarsi in casa, soprattutto d’estate (potete immaginare migliaia di animali fermi nello stesso posto a defecare? E potete immaginarvi di vivere vicino a quelle strutture che raccolgono i liquami nei vasconi senza neanche il coperchio?). E sono strutture che spesso inquinano le falde acquifere a causa di spargimenti di liquami fatti con disattenzione, o peggio ancora, senza rispettare le regole. I cittadini di Schivenoglia, in provincia di Mantova, hanno appena vinto il referendum contro l’apertura di un nuovo allevamento da 10.000 maiali, anche se non si è ancora capito se la sindaca ne rispetterà l’esito. E a un’oretta da Jolanda i cittadini di Finale Emilia si stanno battendo contro la costruzione di un nuovo mega allevamento di maiali e polli, frutto della ricostruzione post terremoto.

GLI ALLEVAMENTI INTENSIVI E I CONTROLLI CHE NON FUNZIONANO

Appena scesa dall’auto, come riportato da Estense.com, la ministra Lorenzin ci ha tenuto a precisare che «il sistema di controlli che l’Italia fa su tutta la filiera è un unicum, non esiste in nessun altro Paese. Spesso troviamo le cose che non vanno, le troviamo e le sgominiamo, perché le andiamo a cercare». Con il suo ministero Beatrice Lorenzin è infatti responsabile dei controlli sugli allevamenti. Conoscerà quindi benissimo il dato sul consumo di antibiotici degli animali allevati in Italia, questo sì un unicum: il 70% di quelli in commercio nel nostro Paese finisce negli allevamenti, tant’è che siamo al terzo posto per consumo di questi farmaci in Europa, dopo Cipro e Spagna. Gli animali vanno imbottiti di antibiotici perché altrimenti non sopravvivrebbero, visto che le condizioni negli allevamenti intensivi sono estreme, sia a livello igienico sanitario che per il sovraffollamento.

La ministra conosce molto bene anche le condizioni in cui vivono gli animali negli allevamenti, perché durante la puntata di Announo su La7, in cui ho mostrato maiali feriti e agonizzanti destinati a diventare prosciutto per i migliori consorzi, è voluta intervenire telefonicamente, per dire che le forze dell’ordine erano già al lavoro per mettere fine a quei «casi singoli». Peccato che sono tornata in quegli stessi allevamenti a distanza di meno di un anno, e ho trovato le condizioni degli animali persino peggiorate.

CHI NON MANGIA CARNE È COME I NO VAX

Ma la ministra non si è fermata qui, e davanti a una platea composta da addetti del settore zootecnico, si è detta «preoccupata» per la tendenza ad abbandonare la carne, mode «basate sulla disinformazione», come nel caso «delle battaglie sui vaccini». Ma ha tranquillizzato tutti dicendo che in mezzo ai radicalismi c’è l’equilibrio: «la dieta mediterranea». Sì, dieta che in Italia fa ormai soltanto il 10% della popolazione, visto che il consumo di carne, anche se per la prima volta dopo decenni in diminuzione, si avvicina ai livelli europei.

GLI ALLEVAMENTI INTENSIVI SONO INSOSTENIBILI

Quindi una ministra della Salute va a promuovere l’apertura di un nuovo allevamento intensivo, modello produttivo fra i più inquinanti. Oltretutto di bovini, che sono gli animali che più emettono gas nocivi responsabili del cambiamento climatico (oltre un terzo delle emissioni di metano per cause umane viene dal settore zootecnico, soprattutto di questi animali. E il metano è 23 volte più potente dell’anidride carbonica).

In quella sede dice che chi rinuncia alla carne è vittima di disinformazione, un po’ come quelli che non vaccinano i propri figli, e che il fenomeno va combattuto. Anziché incentivarlo, visto che un eccessivo consumo di carne, come stiamo facendo proprio noi italiani, è responsabile di tante malattie, dette del «benessere», per non parlare del tumore. L’Organizzazione mondiale della sanità, a seguito degli ottocento studi analizzati dal gruppo di lavoro dell’Agenzia dell’Onu per la ricerca sul cancro, ha definito la carne rossa, cioè quella dei bovini, «probabilmente cancerogena», legame osservato «soprattutto per il cancro al colon-retto, ma anche per il cancro al pancreas e per quello alla prostata».
Quindi, qualcuno mi spiega che diavolo ci è andata a fare la ministra?

 

tratto da: http://www.giornalettismo.com/archives/2634743/allevamenti-intensivi-lorenzin-jolanda-savoia

 

La stampa continua ad insinuare che la sigaretta elettronica fa male? La risposta la diede 4 anni fa il grande Umberto Veronesi: “Le lobby del fumo comprano i giornalisti”…!!

 

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La stampa continua ad insinuare che la sigaretta elettronica fa male? La risposta la diede 4 anni fa il grande Umberto Veronesi: “Le lobby del fumo comprano i giornalisti”…!!

 

Fanpage, 23 LUGLIO 2013

Veronesi sulle sigarette elettroniche: “Le lobby del fumo comprano i giornalisti”

Un nuovo studio conferma che le sigarette elettroniche più “pesanti” liberano solo un terzo della nicotina di una sigaretta tradizionale. Intanto lo stato è pronto a tassare del 58,4% e-cig e ricambi. Monta la protesta dei rivenditori.

SALUTE 23 LUGLIO 2013 13:23 di Redazione Scienze

Non si tratta della prima ricerca che assicura che l’e-cig fanno meno male delle “colleghe” tradizionali, ma ad ogni conferma scientifica i rivenditori di sigarette elettroniche hanno un argomento in più per contestare il provvedimento governativo. Da un lato una ricerca presentata a Napoli del laboratorio americano Arista, dall’altro il “decreto fare”. Secondo lo studio il rilascio di nicotina da una sigaretta elettronica “pesante” (contenente 16 milligrammi di nicotina per millilitro) è pari a 0.3 milligrammi di sostanza, ovvero un terzo di una sigaretta da 0,9 milligrammi (il massimo, per legge, è di 1 milligrammo). Un beneficio sulla salute pubblica che, secondo i rivenditori, è ignorato dal decreto fare, che prevede invece una tassazione del 58,4% su e-cig e ricambi.

Il valore delle sigarette elettroniche, secondo Umberto Veronesi, è comprovato dalla riduzione dei fumatori tradizionali, che da gennaio a marzo 2013 è costato allo stato 200 milioni di euro in meno di tasse. La protesta dei commercianti intanto va avanti e arriva alla piazza antistante Montecitorio, mentre sempre il noto oncologo spiega a Repubblica che “Ci sono studi ben documentati, due americani e uno catanese, che dimostrano come le e-cig aiutino a smettere di fumare […] Perché tanto accanimento contro le sigarette elettroniche? Le lobby del fumo comprano tutto: giornalisti, personaggi d’opinione”.

Un problema, tuttavia, c’è ed è legato all’assenza di una normativa riguardante le sigarette elettroniche. Oltre alla nicotina, infatti, è possibile che alcune ditte utilizzino prodotti dannosi nei propri liquidi. Alberto Ritieni, professore di Chimica degli alimenti presso la Federico II di Napoli, spiega che “i metalli rappresentano un serio pericolo e sono legati a un rischio per una serie di patologie anche piuttosto gravi. Sono considerati degli indicatori d’inquinamento ambientale e la normativa prevede limiti alla loro concentrazione nelle acque, nei cibi e nell’aria”.

Fonte: https://scienze.fanpage.it/veronesi-sulle-sigarette-elettroniche-le-lobby-del-fumo-comprano-i-giornalisti/

 

Umberto Veronesi: “La pizza? E’ l’alimento anticancro per eccellenza”!

pizza

 

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Vi pubblichiamo ancora un nostro veccio articolo. L’elogio alla pizza del grande Umberto Veronesi.

Umberto Veronesi: “La pizza? E’ l’alimento anticancro per eccellenza” !!

Insieme alla pasta,la pizza è il piatto italiano più imitato al mondo.

Ma anche il più studiato: da almeno 50 anni i medici di molte nazioni sono arrivati in Italia per scoprire il segreto della nostra longevità e perché, a parità di altri popoli, gli italiani sono più resistenti a malattie croniche e mortali (infarto, cancro ecc.).

Non a caso la dieta mediterranea, ottima da seguire se si vuole vivere bene a lungo. È un equilibrio di carboidrati, latticini, verdure, pesce e immancabile l’olio d’oliva extravergine.

Ciò che mangiamo ci aiuta a crescere, a sostenerci giornalmente ma soprattutto a rimanere sani.

Per gli amanti della pizza tradizionale è una grandissima soddisfazione sapere che la Fondazione Umberto Veronesi l’ha eletta regina indiscussa della sana alimentazione.

Grazie agli studi compiuti nei laboratori diretti da Veronesi si è dimostrato che il pomodoro contiene licopene, una sostanza  antiossidante, antitumorale e antinvecchiamento, che esprime il meglio di sé se cotto e combinato con l’olio d’oliva.

Il licopene, dunque, “colora” di rosso il pomodoro quando è maturo ma ha effetti sorprendenti se consumato in salsa: è antiossidante, ritarda gli effetti dell’invecchiamento, è un rimedio antitumorale tra i più potenti in natura. Sulla pizza questi effetti aumentano di ben 5 volte. Grazie a questa sostanza abbiamo un rimedio certificato dalla medicina: la pizza contro il cancro.

L’ultimo avvertimento shock del prof. Veronesi: “Quasi tutti ci ammaleremo di tumore a causa di cibo e acqua inquinati, inquinamento atmosferico e delle nostre pessimi abitudini”.

 

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L’ultimo avvertimento shock del prof. Veronesi: “Quasi tutti ci ammaleremo di tumore a causa di cibo e acqua inquinati, inquinamento atmosferico e delle nostre pessimi abitudini”.

Umberto Veronesi, fondatore e direttore scientifico dell’istituto di oncologia-leo di Milano, ha fatto di recente un discorso molto significativo alla IULM, università milanese.

Si tratta di un discorso preoccupante a dire il vero, le notizie non sono buone. Ma allarmarsi è del tutto inutile, e per evitare che si verifichi il peggio è importante adottare uno stile di vita quanto più corretto possibile. In Italia, nel corso dell’anno, ci sono 363.300 nuove diagnosi relative ai tumori, fatta esclusione per i carcinomi della cute. Il 54% riguarda gli uomini, il 46% fa invece riferimento alle donne. Ponendo in considerazione l’intera popolazione, e quindi ponendo in esclusione i carcinomi della cute, il tumore più frequente riguarda la mammella, che si verifica nel 14% dei casi, seguito poi da altre parti del corpo che vengono attaccate.

C’è da dire che gli esperti sottolineano come il cancro nell’antichità fosse una malattia rarissima, quasi del tutto sconosciuta, si tratta dunque di un male moderno, reso possibile dall’uomo stesso, ed è il frutto dello stile di vita della società occidentale(!).

In un ambiente naturale non c’è nulla che può provocare il cancro, quindi si tratta di una malattia “artificiale” dettata da inquinamento e legata alle varie abitudini che le persone possiedono, incluse quelle alimentari.

Nei millenni precedenti le tracce di cancro non risultano, o se risultano sono eventi rarissimi. Il cancro, di conseguenza, si rivela un qualcosa di artificiale, e quindi che si può e deve affrontare.

Ma cosa può favorire il cancro? L’assenza di attività fisica, il consumo elevato di zucchero (uno studio ha dimostrato che non solo favorisce il cancro, ma può addirittura essere la causa primaria del cancro), i metalli pesanti e le sostanze chimiche. Occorre evidenziare come frutta e verdura che compriamo al supermercato siano piene di sostanze antiparassitarie, che tuttavia sono dannose per il nostro corpo. Anche cosmetici, deodoranti, le stesse creme si rivelano con la presenza di sostanze chimiche e di metalli pesanti. La carne che mangiamo al supermercato, ma anche dal macellaio è carica di ormoni e antibiotici. Persino farmaci e vaccini contengono metalli pesanti. Addirittura l’aria che repiriamo è pericolosa: come l’acqua, rivela avere arsenico e altri metalli pesanti.

Ogni sostanza sopra citata si deposita nei tessuti, interferendo con le reazioni vitali, danneggiando il DNA e generando dunque il cancro.

Di contro, chi mangia bene e vive felice, in un ambiente sano, può avere una vita anche lunga fino a 120 anni, come ad esempio dimostrano le popolazioni Okinawa e Hunza.

 

fonte: http://curiosity2015.altervista.org/lavvertimento-shock-veronesi-quasi-tutti-ci-ammaleremo-tumore-via-cibo-acqua-inquinati-inquinamento-atmosferico-varie-nostre-abitudini/

 

La terribile profezia del prof. Umberto Veronesi. “Un italiano su due si ammalerà di tumore”

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La terribile profezia del prof. Umberto Veronesi. “Un italiano su due si ammalerà di tumore”

L’allarme di Veronesi: “I tumori colpiranno un italiano su due”

Correva l’anno 2014 quando l’oncologo lanciò il suo appello:

“Combattiamo insieme la sfida più grave che l’umanità deve affrontare dall’inizio dei tempi, il cancro”…

“una malattia epidemica stravolgente: 50 anni fa si ammalava di tumore un italiano su 30, oggi si ammala uno su 3 e in futuro si ammalerà uno su 2″…

“Dobbiamo cercare di trovare un accordo, un’alleanza, per combattere insieme la sfida più grave che l’umanità deve affrontare dall’inizio dei tempi, il cancro”…

E purtroppo i dati tendono a dar ragione al prof. Veronesi.

Ogni giorno in Italia si scoprono circa 1.000 nuovi casi di cancro.

Si stima che nel nostro Paese vi siano nel corso dell’anno (riferimento al 2016) più di 365.000 nuove diagnosi di tumore (esclusi i tumori della pelle, per i quali è prevista una classificazione a parte a causa della difficoltà di distinguere appieno le forme più o meno aggressive), circa 189.600 (52%) fra gli uomini e circa 176.200 (48%) fra le donne.

Negli uomini giovani (0-49 anni), c’è una elevata probabilità di sviluppare uno dei seguenti tumori: testicolo, melanoma, linfoma, tiroide e colon-retto. Nella fascia di età intermedia (50-69) la probabilità più elevata riguarda i tumori di: prostata, polmone, colon-retto, vescica e VADS. Negli anziani (70-84 anni) il rischio più elevato si osserva per tumori di: prostata, polmone, colon-retto, vescica e stomaco.

Nelle donne giovani invece (0-49 anni) è più elevata la probabilità di sviluppare un tumore in una delle seguenti sedi: mammella, tiroide, melanoma, colon-retto e cervice uterina. Nella fascia 50-69 anni, rimane sempre elevata la probabilità di sviluppare un tumore della mammella, ma al secondo posto sale drammaticamente il polmone e poi colon-retto, vescica e VADS. Nelle donne più anziane le sedi tumorali più probabili sono mammella, colon-retto, polmone, pancreas e stomaco.

Negli ultimi anni sono complessivamente migliorate le percentuali di guarigione: il 63% delle donne e il 57% degli uomini è vivo a cinque anni dalla diagnosi.

Umberto Veronesi non aveva dubbi: “La sigaretta elettronica? Strumento di lotta ai tumori”

 

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Umberto Veronesi non aveva dubbi: “La sigaretta elettronica? Strumento di lotta ai tumori”

Veronesi: “Sigaretta elettronica strumento di lotta ai tumori”

L’oncologo di fama internazionale è il fiore all’occhiello del comitato scientifico internazionale sulla sigaretta elettronica. In questa intervista esclusiva spiega i motivi della sua scelta e pone le basi per un cambio di prospettiva sulla sigaretta elettronica. Non l’alternativa ad un vizio ma uno strumento potenzialmente vantaggioso per smettere di fumare.

E’ stato annunciato con enfasi e sono molte le aspettative che ruotano attorno ad esso. Il Comitato scientifico internazionale sulla sigaretta elettronica è composto dai maggiori scienziati del mondo impegnati nella ricerca sul fumo elettronico. Fiore all’occhiello del team è certamente Umberto Veronesi, oncologo, fondatore dell’Istituto europeo di oncologia, già ministro alla Salute. Veronesi è tra i pochi luminari a saper coniugare la competenza scientifica con la capacità di divulgazione. Messaggi chiari e puntuali che sanno arrivare a destinazione. Impegnato in una strenua lotta contro il fumo, da tempo è in prima linea nel sostenere le potenzialità della sigaretta elettronica come veicolo per smettere di fumare. Dopo essersi dichiarato contrario alla tassazione sulle ecig, lo scienziato milanese torna a parlare di sigaretta elettronica e spiega i motivi che lo hanno spinto ad aderire al neonato Comitato scientifico internazionale.

Come è nata l’idea di un Comitato scientifico sulla sigaretta elettronica?

L’idea non è mia, ma della Liaf, la Lega Italiana anti fumo. Io sono stato invitato a farne parte e ho accettato con entusiasmo perchè credo nelle potenzialità della sigaretta elettronica come strumento di lotta al tumore del polmone e gli altri tumori correlati al tabacco. Il Comitato ha l’obiettivo di promuovere la ricerca scientifica e l’informazione corretta alla popolazione e a chi è delegato a prendere decisioni di salute pubblica.

In particolare, quale sarà il suo ruolo?
Non avrò un ruolo specifico. Il coordinatore è Riccardo Polosa, professore dell’Università di Catania e direttore scientifico della Liaf, nonchè uno dei massimo esperti di sigarette elettroniche.

Negli ultimi anni sono state pubblicate centinaia di ricerche scientifiche sulla sigaretta elettronica. Ce n’è qualcuna che l’ha colpita in particolare, sia in senso positivo che negativo?
Polosa stesso ha condotto uno studio su trecento fumatori non intenzionati a smettere, dimostrando che la sigaretta elettronica è uno strumento efficace per la disassuefazione. L’8,7 per cento dei partecipanti ha abbandonato la sigaretta tradizionale e dopo un anno tre quarti di questo gruppo ha abbandonato anche quella elettronica. Il 10.3 per cento inoltre ha ridotto il consumo di sigarette tradizionali di almeno il 50 per cento. Certo, bisogna vedere nel lungo termine quanti ricadranno nel vizio e quanti no. Tuttavia nessuno strumento di lotta al tabagismo, che io sappia, ha mai ottenuto risultati migliori neppure nel breve periodo, su una popolazione di fumatori che non ha mai manifestato il desiderio di smettere.

Per oltre quarant’anni la comunità medica in generale, e oncologica in particolare, si è impegnata nella lotta contro il fumo ma pare aver fallito. Cosa è mancato?

Il fumo non è un problema solo oncologico, è una delle maggiori sfide alla salute pubblica. La comunità medico-oncologica può fare la sua parte, ma da sola è destinata a fallire per sempre perchè è indispensabile un’azione dei governi. E’ mancata del tutto, al contrario, una campagna di sensibilizzazione di massa su tutti i mezzi e i luoghi di comunicazione come tv, web, giornali, scuole, palestre, in grado di convincere il fumatore a smettere. Le iniziative contro il fumo sono state lasciate alle forze delle singole associazioni che, pur impegnandosi egregiamente, non possono certo avere l’impatto di un intervento articolato a livello nazionale.

Nel nostro Paese inoltre, con il Monopolio sui Tabacchi , lo Stato guadagna su ogni singolo pacchetto venduto. Come si può immaginare una campagna pubblica antifumo?
In effetti sarebbe un paradosso.

Lei è stato fra i primi a sostenere la sigaretta elettronica come metodo per la lotta al tabagismo. Perché invece una parte della comunità scientifica nutre ancora dubbi e mostra resistenze?
Dovrebbe chiederlo a loro.

Nel Regno Unito la sigaretta elettronica è prescrivibile anche dal sistema sanitario nazionale come strumento per smettere di fumare. Secondo lei è una strada percorribile anche in Italia?
Prima ci vorrebbe una sperimentazione pubblica e dunque un investimento considerevole da parte dello Stato. Ma non vedo grandi probabilità che venga finanziata una ricerca su uno strumento apertamente osteggiato nel nostro Paese.

Dal suo punto di vista, in cosa si distanziano maggiormente le sigarette tradizionali da quelle elettroniche?

Non è questione di punti di vista. Le sigarette tradizionali contengono tabacco, le elettroniche no. Il tabacco, anzi, per precisione le sostanze che vengono liberate dal tabacco nel processo di combustione, sono altamente cancerogene. Quindi le sigarette tradizionali causano il cancro, mentre le elettroniche non hanno alcuna azione cancerogena.

E hanno invece qualcosa in comune?
La gestualità, essenzialmente. Portare la sigaretta alle labbra, aspirare ed espirare fumo. In pratica l’elettronica mima la gestualità e le sensazioni della tradizionale, ma non causa gli stessi danni, spesso letali, alla salute.

Secondo i dati dell’Iss, nel 2015 sono circa 2 milioni gli italiani che utilizzano la sigaretta elettronica, ovvero il 300 per cento in più rispetto l’anno precedente. Se il trend fosse confermato, cosa significherebbe ai fini della lotta al cancro polmonare?
Sarebbe un’ottima notizia. Come ho spiegato: meno tabacco, meno cancro.

Tempo fa, con cinquanta suoi colleghi, sottoscrisse un appello al fine di non criminalizzare la sigaretta elettronica. E’ ancora attuale quell’appello o chiederebbe altro?
Se si riferisce alla lettera scritta all’Oms, l’appello è sempre valido. Ovviamente si può chiedere di più. Il neonato Comitato scientifico riunisce infatti il nucleo originario dei firmatari di quella lettera, allargato ai nuovi protagonisti della ricerca sulle e-cig.

 

fonte: https://www.sigmagazine.it/2016/07/umberto-veronesi/