L’eredità di Umberto Veronesi: “Il tumore si può sconfiggere”

 

Umberto Veronesi

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

L’eredità di Umberto Veronesi: “Il tumore si può sconfiggere”

Grazie a lui parole come prevenzione, stili di vita corretti e lotta al fumo sono diventate buone pratiche di uso comune. La nuova frontiera della ricerca adesso passa attraverso i “farmaci intelligenti” e gli studi sul sistema immunitario

Qual è l’eredità scientifica lasciata da Umberto Veronesi?

L’oncologo ha il merito di aver rivoluzionato l’oncologia in Italia e nel mondo, in particolare quella contro il tumore del seno. Se oggi infatti, il cancro al seno è meno devastante rispetto a 20 anni fa lo dobbiamo soprattutto a Veronesi. L’oncologo, infatti, ha dimostrato che il tumore al seno, quando diagnosticato precocemente, può essere eliminato chirurgicamente senza asportare integralmente il seno. Inoltre, «fu uno dei primi a occuparsi di prevenzione e corretti stili di vita, oggi considerati l’arma fondamentale nella lotta contro il cancro», spiega Carmine Pinto, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom).

 

Quanto sono importanti gli stili di vita nella prevenzione e nella lotta al cancro?

Tantissimo, specialmente sul fronte della prevenzione. Si stima infatti che oltre il 40% delle morti per cancro potrebbe essere facilmente prevenibili modificando gli stili di vita. Secondo l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc), il fumo resta di gran lunga la principale causa di morte con 1,5 milioni di decessi all’anno, ma numerosi altri fattori sono preoccupanti: l’obesità, una dieta con eccesso di sale, alcol, il basso consumo di frutta e verdura, e, seppure in minor misura, l’eccesso di carne rossa e processata, aggiunti a una scarsa attività fisica, sarebbero responsabili di quasi 2 milioni di morti per cancro nel mondo.

 

A che punto è la lotta contro il cancro?

Oggi sempre più pazienti vengono curati e riescono a sopravvivere al cancro. In Italia, in particolare si guarisce di più, come testimoniano gli ultimi dati del censimento «I numeri del cancro in Italia 2016», recentemente pubblicato dall’Aiom e dall’Associazione italiana registri tumori. In generale, la sopravvivenza a 5 anni è aumentata notevolmente rispetto a quella dei casi diagnosticati nei quinquenni precedenti sia per gli uomini (55%), sia per le donne (63%). Su questo risultato positivo ha influito il miglioramento della sopravvivenza per alcune delle neoplasie più frequenti: colon-retto, seno e prostata. Dati incoraggianti, questi, che non devono però far abbassare la guardia in quanto resta alto l’allarme legato ai nuovi casi di cancro: nel 2016 si stima che nel nostro Paese saranno colpite circa 1.000 persone al giorno.

 

Quali sono stati i progressi più significativi negli ultimi anni?

In questi ultimi anni si sono moltiplicati i cosiddetti farmaci intelligenti, quelli cioè sviluppati sulla base delle conoscenze dell’oncologia molecolare, e che hanno come target bersagli cellulari presenti cioè solo nelle cellule malate. Si è cominciato quindi a considerare il tumore come un insieme di malattie, ognuna con caratteristiche diverse e questo ha aperto la strada alla cosiddetta medicina di precisione. Si tratta di un tipo di medicina più aggressiva solo contro le cellule tumorali e quindi meno nociva per le cellule sane, esattamente come suggeriva la filosofia di Veronesi. Inoltre, passi in avanti significativi sono stati fatti nella ricerca di marcatori molecolari in grado di facilitare la diagnosi precoce del tumore.

 

Quali sono invece le prospettive future?

Secondo l’Airc, sono quattro le nuove sfide su cui i ricercatori si stanno concentrando per rendere sempre più curabile il cancro: immunità, prevenzione, microambiente e medicina di precisione. Il primo filone riguarda gli studi sul sistema immunitario per l’attivazione dei meccanismi di difesa contro le cellule maligne. Si tratta di un settore molto vivace che sta registrando risultati importanti. Il secondo filone è concentrato sulla prevenzione e la diagnosi, indispensabili per isolare i fattori di rischio e fermare il cancro prima che si manifesti. Il terzo filone di ricerca riguarda lo studio del microambiente, la «casa» del tumore: l’obiettivo è quello di comprendere le relazione del cancro con il resto dell’organismo. Infine, continua la ricerca di nuovi bersagli e strumenti efficaci per colpirli.

 

 

fonte: http://www.lastampa.it/2016/11/10/italia/cronache/leredit-di-umberto-veronesi-il-tumore-si-pu-sconfiggere-8OxiaJDGVHhdA1ohpxSPwN/pagina.html

Giusto per non farvelo dimenticare – Umberto Veronesi sulle sigarette elettroniche: “Le lobby del fumo comprano i giornalisti”…!

sigarette elettroniche

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

Giusto per non farvelo dimenticare – Umberto Veronesi sulle sigarette elettroniche: “Le lobby del fumo comprano i giornalisti”…!

 

Veronesi sulle sigarette elettroniche: “Le lobby del fumo comprano i giornalisti”

Un nuovo studio conferma che le sigarette elettroniche più “pesanti” liberano solo un terzo della nicotina di una sigaretta tradizionale. Intanto lo stato è pronto a tassare del 58,4% e-cig e ricambi. Monta la protesta dei rivenditori.

Non si tratta della prima ricerca che assicura che l’e-cig fanno meno male delle “colleghe” tradizionali, ma ad ogni conferma scientifica i rivenditori di sigarette elettroniche hanno un argomento in più per contestare il provvedimento governativo. Da un lato una ricerca presentata a Napoli del laboratorio americano Arista, dall’altro il “decreto fare”. Secondo lo studio il rilascio di nicotina da una sigaretta elettronica “pesante” (contenente 16 milligrammi di nicotina per millilitro) è pari a 0.3 milligrammi di sostanza, ovvero un terzo di una sigaretta da 0,9 milligrammi (il massimo, per legge, è di 1 milligrammo). Un beneficio sulla salute pubblica che, secondo i rivenditori, è ignorato dal decreto fare, che prevede invece una tassazione del 58,4% su e-cig e ricambi.

Il valore delle sigarette elettroniche, secondo Umberto Veronesi, è comprovato dalla riduzione dei fumatori tradizionali, che da gennaio a marzo 2013 è costato allo stato 200 milioni di euro in meno di tasse. La protesta dei commercianti intanto va avanti e arriva alla piazza antistante Montecitorio, mentre sempre il noto oncologo spiega a Repubblica che “Ci sono studi ben documentati, due americani e uno catanese, che dimostrano come le e-cig aiutino a smettere di fumare […] Perché tanto accanimento contro le sigarette elettroniche? Le lobby del fumo comprano tutto: giornalisti, personaggi d’opinione”.

Un problema, tuttavia, c’è ed è legato all’assenza di una normativa riguardante le sigarette elettroniche. Oltre alla nicotina, infatti, è possibile che alcune ditte utilizzino prodotti dannosi nei propri liquidi. Alberto Ritieni, professore di Chimica degli alimenti presso la Federico II di Napoli, spiega che “i metalli rappresentano un serio pericolo e sono legati a un rischio per una serie di patologie anche piuttosto gravi. Sono considerati degli indicatori d’inquinamento ambientale e la normativa prevede limiti alla loro concentrazione nelle acque, nei cibi e nell’aria”.

fonte: https://scienze.fanpage.it/veronesi-sulle-sigarette-elettroniche-le-lobby-del-fumo-comprano-i-giornalisti/

La sigaretta elettronica ti fa smettere di fumare? Potrebbe salvarti dal cancro? E allora lo Stato non ci pensa 2 volte: prezzi raddoppiati con nuove tasse!

sigaretta elettronica

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

.

La sigaretta elettronica ti fa smettere di fumare? Potrebbe salvarti dal cancro? E allora lo Stato non ci pensa 2 volte: prezzi raddoppiati con nuove tasse!

Ancora una stangata del Governo. Colpiscono ancora dove possono racimolare un po’ di soldi. Ma soprattutto colpiscono un settore che invece sarebbe da incentivare, quello della sigaretta elettronica!

La sigaretta elettronica è un validissimo aiuto per chi vuole smettere di fumare. Per il grande oncologo Umberto veronesi era un importante strumento di lotta al cancro.

Leggi: Umberto Veronesi non aveva dubbi: “La sigaretta elettronica? Strumento di lotta ai tumori”

E lo Stato, quelo che dovrebbe tutelarci che fa? …Stangata!

Insomma, anche la sigaretta elettronica passa sotto la mano delle tasse posta dallo Stato. Da quando il controllo delle sigarette elettroniche è passato al Monopoliodi Stato, le ipotesi di presunti rincari o tassazioni varie non hanno lasciato spazio a dubbi: la stessa sorte che è toccata al tabacco è destinata ad intaccare il vapore, molto diffuso al giorno d’oggi specialmente da chi da anni fuma e non è ancora riuscito a togliersi il vizio in Italia.

La diffusione della e-cig ha ormai raggiunto livelli neanche immaginabili solo qualche hanno fa, trovando la sua diffusione soprattutto fra chi non era solito fumare tabacco.

Il business della svapo vale 300 milioni di introiti all’anno ed ha coinvolto circa 1,5 milioni di persone.

Fra le novità imposte dallo Stato, quella dell’addio all’online in favore delle tabaccherie autorizzate o nei vari monopoli: il cambiamento riguarda solo le ricariche, visto che lo strumento per inalare il contenuto potrà essere ancora acquistato sul web, con la possibilità di risparmiare sull’acquisto della sigaretta elettronica.

Sono previste multe salate per i venditori che pensano di fare i furbetti vendendo contro le norme stabilite dalla legge, con sanzioni che possono anche addirittura toccare i 40mila euro a caso nel nostro Belpaese.

Il cambiamento che farà più paura è però quello che riguarda l’arrivo di una nuova tassa: si tratta di 0,37344 euro più Iva per ogni ml, cioè 5 euro fissi ogni flacone da 10 ml di liquido da vaporizzare.

La tassa riguarderà tutti i prodotti sia quelli contenenti nicotina che quelli composti da aromi vari e profumati, molto diffusi nel nostro Stivale: tale provvedimento è arrivato dopo una serie di dubbi riguardanti la possibilità di tassare solo le sigarette elettroniche contenenti nicotina, ma per evitare ulteriori polemiche si è deciso di estendere a tutti i prodotti la novità in questo 2018.

Facendo due conti, in un anno un fumatore dovrà pagare il doppio per la stessa boccetta di liquido, che fino ad oggi costava intorno ai 5 Euro.

E pensare che questo governo ci ha imposto 10 vaccini obbligatori per il nostro bene, dicono loro…!

  • staff Zapping

La profezia di Umberto Veronesi: “5 cure che ci guariranno domani”

 

Umberto Veronesi

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

La profezia di Umberto Veronesi: “5 cure che ci guariranno domani”

 

Veronesi: 5 cure che ci guariranno domani
L’Istituto Europeo di Oncologia festeggia 20 anni. E il suo fondatore guarda agli obiettivi per i prossimi 20.
di Anna Alberti – 31 Luglio 2014

Tutto comincia, come sempre, da una visione: una grande cascina lombarda attorno a cui far crescere idee, studi, innovazioni terapeutiche, squarci di futuro per medici e ricercatori, ma soprattutto per i pazienti. Da quella visione Umberto Veronesi è partito per costruire, insieme a un gruppo di imprenditori, banchieri, scienziati e premi nobel, il luogo che da 20 anni a questa parte è diventato uno tra i primi centri d’eccellenza per lo studio e la cura dei tumori a livello internazionale. Parliamo dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, non a caso molto simile a quella grande cascina lombarda in cui il prof è nato e cresciuto.

Vent’anni che tradotti in cifre significano oltre un milione e 700mila persone visitate o curate fino al 2013. E innovazioni che sono diventate pietre miliari della senologia (vedi la chirurgia mininvasiva, la tecnica del linfonodo sentinella, la radioterapia intraoperatoria), della pneumologia, della radiologia. Ma più dei successi del passato, per celebrare questo compleanno il direttore scientifico dell’Ieo ci tiene a indicare, ancora una volta, le strade più promettenti per il futuro. E le strategie che ci cureranno nei prossimi vent’anni.

«La conoscenza sempre più completa del nostro Dna, cambierà il modo di curare i tumori: intanto diremo progressivamente addio ai tagli chirurgici estesi e ai farmaci tossici per il nostro organismo,  per lasciare spazio alla chirurgia microinvasiva e alla personalizzazione delle cure con nuove particelle e molecole», spiega Veronesi. «Eccone cinque, tra le più promettenti».

Non solo ecografia. Hifu (High intensity focused ultrasound): è una tecnologia che indirizza sull’area da trattare fasci di ultrasuoni ad alta intensità (simili a quelli utilizzati dall’ecografia), riscaldando le cellule  tumorali – e solo quelle – fino a un temperatura sufficiente a eliminarle. Attualmente questa tecnologia viene già utilizzata per trattare alcuni tumori molto piccoli, oltre che patologie benigne dell’utero.

Un detective infallibile. RM Total Body: in poco più di 30 minuti questa nuova tecnologia di imaging (senza radiazioni ma con un’innocua esposizione a un campo magnetico) è in grado di individuare tumori invisibili con altre tecniche. E non solo: scopre infezioni, infiammazioni, lesioni vascolari, fratture, offrendo un’immagine inedita del nostro corpo. Perché farla? I tumori trattati agli stadi primitivi (quelli che la RMN Total Body potrà rivelare) hanno una probabilità di guarigione altissima, vicina alla totalità dei casi.

Artiglieria pesante. Radioterapia con protoni e adroni: queste particelle pesanti sono molto più potenti degli elettroni comunemente utilizzati in radioterapia. A parità di effetti collaterali, la loro efficacia sulla lesione da curare è decisamente maggiore: un po’ come scagliare una pietra, anziché dei sassolini.

Il super esame del sangue. Diagnosi attraverso il MicroRna presente nel sangue: tra le ultime conquiste della ricerca c’è l’identificazione del MicroRna, frammenti di materiale genetico che il tumore può rilasciare quando è in fase di formazione e che quindi possono agire da marcatori per la diagnosi precoce di alcune forme tumorali. Per ora si parla di tumori al polmone, al seno, alle ovaie. Ma l’ipotesi affascinante (e futuribile) è quella di poter diagnosticare ogni tipo di tumore in fase iniziale, grazie a un semplice esame del sangue, in grado di individuare i famosi frammenti.

Missili intelligenti. Farmaci molecolari: sappiamo che il tumore è causato da uno o più geni che subiscono un danno e per questo smettono di svolgere la loro funzione, mandando in tilt il programma biologico della cellula. Lo studio del genoma umano ha permesso  di identificare con crescente precisione molti di questi geni. E quindi di individuare molecole in grado di riportarli a un normale funzionamento, riportando le cellule tumorali a una condizione di normalità senza però distruggere le altre cellule. Questo è il principio d’azione dei farmaci molecolari, chiamati anche farmaci intelligenti perché, come missili moderni, colpiscono esclusivamente il bersaglio. Questa nuova generazione di farmaci è destinata a sostituire progressivamente la tradizionale “chemio”.

La stampa continua ad insinuare che la sigaretta elettronica fa male? La risposta la diede 4 anni fa il grande Umberto Veronesi: “Le lobby del fumo comprano i giornalisti”…!!

 

sigaretta elettronica

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

La stampa continua ad insinuare che la sigaretta elettronica fa male? La risposta la diede 4 anni fa il grande Umberto Veronesi: “Le lobby del fumo comprano i giornalisti”…!!

 

Fanpage, 23 LUGLIO 2013

Veronesi sulle sigarette elettroniche: “Le lobby del fumo comprano i giornalisti”

Un nuovo studio conferma che le sigarette elettroniche più “pesanti” liberano solo un terzo della nicotina di una sigaretta tradizionale. Intanto lo stato è pronto a tassare del 58,4% e-cig e ricambi. Monta la protesta dei rivenditori.

SALUTE 23 LUGLIO 2013 13:23 di Redazione Scienze

Non si tratta della prima ricerca che assicura che l’e-cig fanno meno male delle “colleghe” tradizionali, ma ad ogni conferma scientifica i rivenditori di sigarette elettroniche hanno un argomento in più per contestare il provvedimento governativo. Da un lato una ricerca presentata a Napoli del laboratorio americano Arista, dall’altro il “decreto fare”. Secondo lo studio il rilascio di nicotina da una sigaretta elettronica “pesante” (contenente 16 milligrammi di nicotina per millilitro) è pari a 0.3 milligrammi di sostanza, ovvero un terzo di una sigaretta da 0,9 milligrammi (il massimo, per legge, è di 1 milligrammo). Un beneficio sulla salute pubblica che, secondo i rivenditori, è ignorato dal decreto fare, che prevede invece una tassazione del 58,4% su e-cig e ricambi.

Il valore delle sigarette elettroniche, secondo Umberto Veronesi, è comprovato dalla riduzione dei fumatori tradizionali, che da gennaio a marzo 2013 è costato allo stato 200 milioni di euro in meno di tasse. La protesta dei commercianti intanto va avanti e arriva alla piazza antistante Montecitorio, mentre sempre il noto oncologo spiega a Repubblica che “Ci sono studi ben documentati, due americani e uno catanese, che dimostrano come le e-cig aiutino a smettere di fumare […] Perché tanto accanimento contro le sigarette elettroniche? Le lobby del fumo comprano tutto: giornalisti, personaggi d’opinione”.

Un problema, tuttavia, c’è ed è legato all’assenza di una normativa riguardante le sigarette elettroniche. Oltre alla nicotina, infatti, è possibile che alcune ditte utilizzino prodotti dannosi nei propri liquidi. Alberto Ritieni, professore di Chimica degli alimenti presso la Federico II di Napoli, spiega che “i metalli rappresentano un serio pericolo e sono legati a un rischio per una serie di patologie anche piuttosto gravi. Sono considerati degli indicatori d’inquinamento ambientale e la normativa prevede limiti alla loro concentrazione nelle acque, nei cibi e nell’aria”.

Fonte: https://scienze.fanpage.it/veronesi-sulle-sigarette-elettroniche-le-lobby-del-fumo-comprano-i-giornalisti/

 

Umberto Veronesi: “La pizza? E’ l’alimento anticancro per eccellenza”!

pizza

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

Vi pubblichiamo ancora un nostro veccio articolo. L’elogio alla pizza del grande Umberto Veronesi.

Umberto Veronesi: “La pizza? E’ l’alimento anticancro per eccellenza” !!

Insieme alla pasta,la pizza è il piatto italiano più imitato al mondo.

Ma anche il più studiato: da almeno 50 anni i medici di molte nazioni sono arrivati in Italia per scoprire il segreto della nostra longevità e perché, a parità di altri popoli, gli italiani sono più resistenti a malattie croniche e mortali (infarto, cancro ecc.).

Non a caso la dieta mediterranea, ottima da seguire se si vuole vivere bene a lungo. È un equilibrio di carboidrati, latticini, verdure, pesce e immancabile l’olio d’oliva extravergine.

Ciò che mangiamo ci aiuta a crescere, a sostenerci giornalmente ma soprattutto a rimanere sani.

Per gli amanti della pizza tradizionale è una grandissima soddisfazione sapere che la Fondazione Umberto Veronesi l’ha eletta regina indiscussa della sana alimentazione.

Grazie agli studi compiuti nei laboratori diretti da Veronesi si è dimostrato che il pomodoro contiene licopene, una sostanza  antiossidante, antitumorale e antinvecchiamento, che esprime il meglio di sé se cotto e combinato con l’olio d’oliva.

Il licopene, dunque, “colora” di rosso il pomodoro quando è maturo ma ha effetti sorprendenti se consumato in salsa: è antiossidante, ritarda gli effetti dell’invecchiamento, è un rimedio antitumorale tra i più potenti in natura. Sulla pizza questi effetti aumentano di ben 5 volte. Grazie a questa sostanza abbiamo un rimedio certificato dalla medicina: la pizza contro il cancro.

Umberto Veronesi non aveva dubbi: “La sigaretta elettronica? Strumento di lotta ai tumori”

 

sigaretta elettronica

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

Umberto Veronesi non aveva dubbi: “La sigaretta elettronica? Strumento di lotta ai tumori”

Veronesi: “Sigaretta elettronica strumento di lotta ai tumori”

L’oncologo di fama internazionale è il fiore all’occhiello del comitato scientifico internazionale sulla sigaretta elettronica. In questa intervista esclusiva spiega i motivi della sua scelta e pone le basi per un cambio di prospettiva sulla sigaretta elettronica. Non l’alternativa ad un vizio ma uno strumento potenzialmente vantaggioso per smettere di fumare.

E’ stato annunciato con enfasi e sono molte le aspettative che ruotano attorno ad esso. Il Comitato scientifico internazionale sulla sigaretta elettronica è composto dai maggiori scienziati del mondo impegnati nella ricerca sul fumo elettronico. Fiore all’occhiello del team è certamente Umberto Veronesi, oncologo, fondatore dell’Istituto europeo di oncologia, già ministro alla Salute. Veronesi è tra i pochi luminari a saper coniugare la competenza scientifica con la capacità di divulgazione. Messaggi chiari e puntuali che sanno arrivare a destinazione. Impegnato in una strenua lotta contro il fumo, da tempo è in prima linea nel sostenere le potenzialità della sigaretta elettronica come veicolo per smettere di fumare. Dopo essersi dichiarato contrario alla tassazione sulle ecig, lo scienziato milanese torna a parlare di sigaretta elettronica e spiega i motivi che lo hanno spinto ad aderire al neonato Comitato scientifico internazionale.

Come è nata l’idea di un Comitato scientifico sulla sigaretta elettronica?

L’idea non è mia, ma della Liaf, la Lega Italiana anti fumo. Io sono stato invitato a farne parte e ho accettato con entusiasmo perchè credo nelle potenzialità della sigaretta elettronica come strumento di lotta al tumore del polmone e gli altri tumori correlati al tabacco. Il Comitato ha l’obiettivo di promuovere la ricerca scientifica e l’informazione corretta alla popolazione e a chi è delegato a prendere decisioni di salute pubblica.

In particolare, quale sarà il suo ruolo?
Non avrò un ruolo specifico. Il coordinatore è Riccardo Polosa, professore dell’Università di Catania e direttore scientifico della Liaf, nonchè uno dei massimo esperti di sigarette elettroniche.

Negli ultimi anni sono state pubblicate centinaia di ricerche scientifiche sulla sigaretta elettronica. Ce n’è qualcuna che l’ha colpita in particolare, sia in senso positivo che negativo?
Polosa stesso ha condotto uno studio su trecento fumatori non intenzionati a smettere, dimostrando che la sigaretta elettronica è uno strumento efficace per la disassuefazione. L’8,7 per cento dei partecipanti ha abbandonato la sigaretta tradizionale e dopo un anno tre quarti di questo gruppo ha abbandonato anche quella elettronica. Il 10.3 per cento inoltre ha ridotto il consumo di sigarette tradizionali di almeno il 50 per cento. Certo, bisogna vedere nel lungo termine quanti ricadranno nel vizio e quanti no. Tuttavia nessuno strumento di lotta al tabagismo, che io sappia, ha mai ottenuto risultati migliori neppure nel breve periodo, su una popolazione di fumatori che non ha mai manifestato il desiderio di smettere.

Per oltre quarant’anni la comunità medica in generale, e oncologica in particolare, si è impegnata nella lotta contro il fumo ma pare aver fallito. Cosa è mancato?

Il fumo non è un problema solo oncologico, è una delle maggiori sfide alla salute pubblica. La comunità medico-oncologica può fare la sua parte, ma da sola è destinata a fallire per sempre perchè è indispensabile un’azione dei governi. E’ mancata del tutto, al contrario, una campagna di sensibilizzazione di massa su tutti i mezzi e i luoghi di comunicazione come tv, web, giornali, scuole, palestre, in grado di convincere il fumatore a smettere. Le iniziative contro il fumo sono state lasciate alle forze delle singole associazioni che, pur impegnandosi egregiamente, non possono certo avere l’impatto di un intervento articolato a livello nazionale.

Nel nostro Paese inoltre, con il Monopolio sui Tabacchi , lo Stato guadagna su ogni singolo pacchetto venduto. Come si può immaginare una campagna pubblica antifumo?
In effetti sarebbe un paradosso.

Lei è stato fra i primi a sostenere la sigaretta elettronica come metodo per la lotta al tabagismo. Perché invece una parte della comunità scientifica nutre ancora dubbi e mostra resistenze?
Dovrebbe chiederlo a loro.

Nel Regno Unito la sigaretta elettronica è prescrivibile anche dal sistema sanitario nazionale come strumento per smettere di fumare. Secondo lei è una strada percorribile anche in Italia?
Prima ci vorrebbe una sperimentazione pubblica e dunque un investimento considerevole da parte dello Stato. Ma non vedo grandi probabilità che venga finanziata una ricerca su uno strumento apertamente osteggiato nel nostro Paese.

Dal suo punto di vista, in cosa si distanziano maggiormente le sigarette tradizionali da quelle elettroniche?

Non è questione di punti di vista. Le sigarette tradizionali contengono tabacco, le elettroniche no. Il tabacco, anzi, per precisione le sostanze che vengono liberate dal tabacco nel processo di combustione, sono altamente cancerogene. Quindi le sigarette tradizionali causano il cancro, mentre le elettroniche non hanno alcuna azione cancerogena.

E hanno invece qualcosa in comune?
La gestualità, essenzialmente. Portare la sigaretta alle labbra, aspirare ed espirare fumo. In pratica l’elettronica mima la gestualità e le sensazioni della tradizionale, ma non causa gli stessi danni, spesso letali, alla salute.

Secondo i dati dell’Iss, nel 2015 sono circa 2 milioni gli italiani che utilizzano la sigaretta elettronica, ovvero il 300 per cento in più rispetto l’anno precedente. Se il trend fosse confermato, cosa significherebbe ai fini della lotta al cancro polmonare?
Sarebbe un’ottima notizia. Come ho spiegato: meno tabacco, meno cancro.

Tempo fa, con cinquanta suoi colleghi, sottoscrisse un appello al fine di non criminalizzare la sigaretta elettronica. E’ ancora attuale quell’appello o chiederebbe altro?
Se si riferisce alla lettera scritta all’Oms, l’appello è sempre valido. Ovviamente si può chiedere di più. Il neonato Comitato scientifico riunisce infatti il nucleo originario dei firmatari di quella lettera, allargato ai nuovi protagonisti della ricerca sulle e-cig.

 

fonte: https://www.sigmagazine.it/2016/07/umberto-veronesi/