Non solo TTIP e CETA. C’è un altro accordo in corso, forse anche peggiore, di cui nessuno parla: quello tra Unione Europea e Giappone – Negoziati segreti e disinteresse ambientale!

 

 

Giappone

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Non solo TTIP e CETA. C’è un altro accordo in corso, forse anche peggiore, di cui nessuno parla: quello tra Unione Europea e Giappone – Negoziati segreti e disinteresse ambientale!

 

L’accusa di Greenpeace, passata sotto silenzio:

Accordo Ue-Giappone, come (e peggio) del Ceta: negoziati segreti e disinteresse ambientale

Pochi giorni fa Greenpeace Olanda ha pubblicato leak di 200 pagine sulle negoziazioni segrete dell’accordo commerciale fra Unione europea e Giappone noto come Jefta. I documenti – disponibili su trade-leaks.org – mostrano ancora una volta come Commissione europea e governi nazionali stiano portando avanti negoziati commerciali in segreto, a scapito degli standard ambientali.

Così come per il Ceta (l’accordo Ue-Canada), su cui l’Italia è chiamata a esprimere un voto domani Commissione Affari Esteri del Senato, siamo in presenza di un accordo disastroso, assolutamente non accettabile fino a quando non avverrà un vero cambio di rotta. La politica commerciale europea deve infatti diventare un volano per rafforzare i nostri diritti sociali e la salvaguardia del Pianeta, non uno strumento per il commercio fine a se stesso

I documenti sul Jefta resi noti da Greenpeace Olanda sono in prevalenza datati tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, appena precedenti al diciottesimo round di negoziati. I negoziatori sperano di concludere il nuovo accordo nelle prossime settimane. Qualora venisse siglato, l’accordo commerciale con il Giappone potrebbe essere il più grande mai sottoscritto dall’Ue e coprire un volume commerciale pari a circa il doppio del Ceta.

Le disposizioni al momento presenti nell’accordo Ue-Giappone sulle “corti speciali” per la tutela degli investimenti sono addirittura più deboli di quelle già estremamente preoccupanti previste dall’accordo commerciale con il Canada. Sia Ceta che Jefta mancano di impegni concreti e vincolanti per aspetti legati ad ambiente, sviluppo sostenibile e lavoro.

Per riuscire ad avere un sistema commerciale trasparente, giusto ed equo, la globalizzazione deve essere governata da regole. Queste regole devono rispettare i valori nazionali e culturali, consentire uno sviluppo sostenibile e attuare efficacemente gli obiettivi degli accordi delle Nazioni Unite quali l’Accordo sul clima di Parigi, la Convenzione sulla Biodiversità e gli obiettivi di sviluppo sostenibile. I trattati ambientali, gli accordi sui diritti umani e gli standard internazionali del lavoro devono avere la precedenza sulle norme commerciali. Per questo abbiamo definito dieci principi per garantire che il commercio operi a favore delle persone e del Pianeta, e non il contrario.

E per ribadire il nostro forte no al Ceta, in concomitanza con il voto in Commissione Affari Esteri, domani saremo in piazza a Romainsieme ad altre associazioni ambientaliste, agricole e sindacali, a partire dalle 10 al Pantheon.

 

fonte:https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/26/accordo-ue-giappone-come-e-peggio-del-ceta-negoziati-segreti-e-disinteresse-ambientale/3687166/

 

Messico: costretti a mangiare tortillas Ogm e al glifosato grazie agli Stati Uniti. E i nostri politici vogliono approvare Ceta e TTIP?

Messico

 

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Messico: costretti a mangiare tortillas Ogm e al glifosato grazie agli Stati Uniti. E i nostri politici vogliono approvare Ceta e TTIP?

Messico, tortillas Ogm e al glifosato per colpa degli Usa

Il 90,4% delle tortillas consumate in Messico contengono sequenze di mais transgenico mentre l’82% di toast, farina, cereali e snack contengono anche derivati del mais transgenico. E’ quanto emerge da uno studio condotto dall’Università nazionale autonoma del Messico Unam e dell’Università autonoma metropolitana Uam. I ricercatori “hanno campionato” praticamente tutti gli alimenti realizzati prevalentemente con il mais disponibili nei supermercati rilevando in quasi tutti tracce di mais transgenico di 3 tipiNK603 (tolleranza al glifosato), 60,8 per cento; TC1507 (tolleranza al glufosinato ammonio e resistente agli insetti), 54,5 per cento;MON810 (resistenza agli insetti), 34,9 per cento. I ricercatori hanno anche analizzato 10 alimenti etichettati come “liberi da transgenici”: tuttavia, anche nella metà di questo campione sono state trovate tracce di mais transgenico.

Lo studio dimostra che la normativa attuale che vieta la coltivazione di mais transgenico ma  – non di importarlo – non tutela sufficientemente i consumatori dal momento che quasi la totalità dei cibi risulta contaminata.

Lo studio pubblicato dalla rivista Agroecology and Sustainable Food Systems, evidenzia anche la presenza di tracce di glifosato nel 27,7 per cento dei campioni. L’erbicida è stato classificato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), come “possibile cancerogeno”.

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/10/16/messico-tortillas-ogm-e-al-glifosato-per-colpa-degli-usa/26790/

Ecco il CETA voluto dall’Unione Europea, schiava delle Multinazionali: Gli italiani non mangeranno pasta con grano canadese? Il Canada chiederà i danni!

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Ecco il CETA voluto dall’Unione Europea, schiava delle Multinazionali: Gli italiani non mangeranno pasta con grano canadese? Il Canada chiederà i danni!

 

Sembra incredibile: con uno stratagemma degno dell’avvocato Azzeccagarbugli – a questo ormai è ridotta l’Unione Europea dell’euro e delle multinazionali – la Commissione Europea di Junker sta provando ad applicare il CETA calpestando le prerogative dei Parlamenti di ventisette Paesi europei! Saverio De Bonis, presidente di GranoSalus, ci racconta cosa stanno combinando a Bruxelles. Il 26 settembre il CETA al Senato. Prepariamoci a sputtanare a vita PD e Forza Italia 

Nel raccontare quello che sta succedendo non sappiamo se ridere o piangere. Abbiamo lasciato il CETA – il trattato commerciale tra Unione Europea e Canada approvato dal Parlamento Europeo (con il voto favorevole di PD e Forza Italia sul fronte italiano) – in sospeso. Ci avevano detto: adesso la parola passerà ai Parlamenti dei 27 Paesi europei: se verrà approvato da tutti i Parlamenti, così dicevano, si applicherà. Ma siccome i Parlamenti di alcuni Paesi europei non ne vogliono sapere di approvare il CETA (Francia e Belgio in testa), ecco la novità: uno stratagemma truffaldino per iniziare ad applicarlo in barba ai Parlamenti dei 27 Paesi della UE!

Ricordiamo che il CETA è un trattato internazionale voluto dalle multinazionali. Il ‘succo’ è il seguente: le multinazionali andranno a fare affari in Canada nel settore industriale, nei servizi e in altri settori. In cambio, però, i canadesi chiedono che i loro prodotti agricoli e agro-industriali (per esempio, i prosciutti) vengano acquistati dall’Unione Europea.

Tra i prodotti che i Paesi della UE debbono obbligatoriamente acquistare c’è il grano duro prodotto nelle aree fredde e umide del Canada. Si tratta di un grano duro fatto maturare artificialmente, con l’ausilio del glifosato (COME VI ABBIAMO RACCONTATO QUI). Un grano duro che non dovrebbe essere utilizzato nemmeno nella dieta degli animali perché pieno di contaminanti, segnatamente glifosato e micotossine DON (COME VI ABBIAMO RACCONTATO QUI).

Il CETA, come già ricordato, non piace ai governanti di tanti Paesi della UE. E non piace, soprattutto, ai cittadini europei. I francesi e i belgi, come già ricordato, sono contrari. In Italia, grazie a due partiti politici – PD e Forza Italia – il CETA dovrebbe essere approvato sia dalla Camera, sia dal Senato.

Il partito di Renzi e il partito di Berlusconi, come già ricordato, hanno già votato sì al Parlamento europeo. E si accingono a farlo anche in Italia. Il 26 settembre il CETA sarà al Senato – già incardinato dal solerte presidente Piero Grasso (il mancato candidato alla presidenza della Regione siciliana per il centrosinistra…) – per essere approvato. Poi toccherà a Montecitorio.

Ma il ruolo dell’Italia ‘tappetino’ degli ‘europeisti’ di Bruxelles potrebbe non bastare. Perché, come già detto, mezza Europa è fatta da Paesi con Parlamenti che il CETA non l’approveranno mai, pena rivolte popolari.

Ecco che la Commissione Europea presieduta da Jean-Claude Juncker ha aguzzato l’ingegno: applicare, grazie a un sotterfugio, il CETA, alla faccia dei Parlamenti dei 27 Paesi della UE e, quindi, della democrazia.

Per capire cosa stanno combinando a Bruxelles abbiamo chiesto ‘lumi’ a Saverio De Bonis, presidente di GranoSalus, l’associazione che raccoglie consumatori e produttori di grano duro del Sud Italia. GranoSalus, per la cronaca, conduce una battaglia (alla quale partecipa attivamente questo blog) in favore del grano duro del Sud Italia.

GranoSalus ha anche promosso le analisi su otto marche di past industriale italiana (QUI LE ANALISI SULLE OTTO MARCHE DI PASTA INDUSTRIALE PRODOTTA IN ITALIA).

Allora presidente De Bonis, che sta succedendo?

“Succede che nell’Unione Europea è a rischio da democrazia: il presidente della Commissione europea, Junker, vuole iniziare ad applicare il CETA senza aspettare i pronunciamento dei Parlamenti dei ventisette Paesi della UE”.

Ma se c’è l’impegno ad aspettare il pronunciamento dei Parlamenti dei ventisette Paesi ome fanno a ignorarlo?

“Vogliono aggirarlo”.

Come?

“Con una furbata. Utilizzando un pronunciamento della Corte di Giustizia Europea”.

La magistratura europea che sta provando a sdoganare gli OGM in Italia?

“Per l’appunto”.

E in che cosa consiste questa furbata?

“La Corte di Giustizia Europea si è pronunciata su un accordo commerciale tra UE e Singapore. Trattandosi di questioni commerciali – questa la sintesi – i giudici di questa magistratura europea hanno stabilito che non c’è bisogno di un passaggio parlamentare. Il presidente della Commissione Europea, Junker – un soggetto che nessuno ha eletto – sta provando, proditoriamente, ad applicarlo anche per il CETA”.

Certo che ce ne vuole di sfacciataggine! Milioni di persone, in Europa sono contro il CETA e la Commissione Europea prova ad applicarlo calpestando le prerogative di ventisette Parlamenti!

“Purtroppo è questa l’Unione Europea di oggi: un’Unione Europea prigioniera delle multinazionali. In tutto questo c’è anche una novità che definire incredibile è poco”.

Cioè?

“Ai canadesi la battaglia che si sta combattendo qui nel Sud Italia contro il loro grano duro non va proprio giù. E hanno fatto sapere che, nel caso in cui gli italiani si dovessero rifiutare di acquistare e mangiare la pasta prodotta con il loro grano duro, chiederanno i danni all’Italia”.

E’ uno scherzo, vero?

“No, purtroppo non è uno scherzo: è la verità”.

Quindi è un messaggio – di che genere lo lasciamo decidere ai nostri lettori – a GranoSalus e a tutti quelli che si battono contro il grano canadese che arriva in Italia con le navi, compresi I Nuovi Vespri…

“Praticamente sì. Stanno dicendo all’Unione Europea: fate tacere questi casinisti del Sud Italia che stanno scatenando un pandemonio. Insomma, per dirla in breve, ci vogliono mettere a tacere. Ma noi, ovviamente, continueremo la nostra battaglia. E siamo in buona compagnia: anche i francesi e i belgi non ne vogliono sapere del CETA”.ù

Quindi questo trattato internazionale può essere applicato solo con una forzatura antidemocratica?

“E’ nei fatti: come ho già detto, stanno provando ad applicarlo con un sotterfugio, con la creazione di una corsia preferenziale. Julker e i suoi amici dicono: intanto lo applichiamo in tutt’e ventisette i Paesi della UE con la scusa del pronunciamento della Corte di Giustizia Europea sul trattato commerciale con Singapore. Poi si vede”.

Passerà questa linea?

“Non lo so. Dipende da come reagiranno i cittadini. A me risulta che in Francia e in Belgio si preannunciano problemi. E anche in altri Paesi europei potrebbe essere così”.

E l’Italia?

“L’Italia, paradossalmente, potrebbe giocare un ruolo importante. Il 26 settembre, com’è noto, il Senato della Repubblica è chiamato a pronunciarsi sul CETA. Bene, se l’assemblea del Senato dovesse ‘bocciare’ questo accordo tra UE e Canada lancerebbe un messaggio a tutta l’Unione Europea per bloccare il CETA”.

Ma a noi risulta che PD e Forza Italia sono per l’approvazione del CETA.

“Anche a noi risulta così. E infatti dobbiamo gridarlo forte: PD e Forza Italia, se dovessero fare approvare il CETA al Senato, metterebbero a rischio la salute di milioni di cittadini italiani, soprattutto bambini, e creerebbero i presupposti per lo smantellamento del grano duro del Mezzogiorno d’Italia. E’ bene che queste cose i cittadini italiani li sappiano in tempo, se è vero che la primavera del prossimo anno di andrà a votare per le elezioni politiche nazionali”.

Se è per questo qui in in Sicilia si voterà alle elezioni regionali il prossimo 5 novembre.

“Meglio ancora. Avete la possibilità di informare i cittadini siciliani sui pericoli del CETA: pericoli che, come ho già sottolineato, riguardano la salute delle persone e il futuro di una Regione che, insieme con la Puglia, è la più importante Regione italiana per la produzione di grano duro”.

Questo lo stiamo facendo e continueremo a farlo. Quanto al Senato, conoscendo Piero Grasso, non escludiamo che il 26 settembre l’argomento CETA sparisca dall’ordine del giorno…

“Non credo proprio. Junker e la Commissione spingono affinché il Senato italiano approvi a tamburo battente il CETA”.

Se dovesse andare così, PD e Forza Italia si sputtanerebbero. Passerebbero come i partiti politici che hanno svenduto la democrazia. Sarebbe un suicidio elettorale: in Sicilia e poi alle elezioni politiche nazionali.

“Me ne rendo conto. Ma credo che Junker e la Commissione Europea abbiano bisogno del sì del Senato italiano per provare ad ammorbidire i Paesi europei contrari al CETA”.

L’Italia – attraverso l’accordo tra Renzi e Berlusconi – dovrebbe genuflettersi alla UE controllata dalle multinazionali.

“Praticamente sì”.

E gli altri Paesi europei contrari al CETA che faranno? Si adegueranno al ‘tappetinismo’ italiano?

“Mi auguro di no. I francesi e i belgi, per citare due casi, mi sembrano pronti allo scontro”.

P.S.

Non sappiamo come finirà il 26 settembre al Senato. I Nuovi Vespri si impegnano a pubblicare i nomi dei senatori che eventualmente voteranno sì al CETA. Nomi e cognomi di tutti i senatori pro-CETA, per invitare gli elettori a non votarli mai più.

Ovviamente, sarà l’ulteriore occasione per invitare i Siciliani a non votare PD e Forza Italia alle elezioni regionali del 5 novembre.     

Da: I Nuovi Vespri

La UE applica il CETA/ Gli italiani non mangeranno pasta con grano canadese? Il Canada chiederà i danni!

Continua l’invasione del grano canadese nel Sud: ecco i rischi

grano

 

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Continua l’invasione del grano canadese nel Sud: ecco i rischi

Nel porto altifondali di Manfredonia altre due navi di grano canadese. Che significa altri 500 mila quintali complessivi da sommare ai due milioni previsti nel mese di settembre in Puglia. I sospetti di miscelazione vietata aumentano, ma le Autorità di controllo non si muovono…

A Manfredonia da diversi giorni centinaia di autotreni si affrettano a scaricare due navi di grano canadese. La prima ha a bordo circa 250 mila quintali. Si tratta, secondo fonti attendibili, della WICKO una BULK CARRIER IMO 9393474 MMSI 311037500 costruita nel 2010, battente bandiera Bahamas (BS) con una stazza lorda di 20603 ton, summer DWT 29903 ton.

Dunque, tappa ad Oristano dove secondo alcune fonti avrebbe nazionalizzato il grano e scaricato qualche migliaia di tonnellate ed il resto del carico a Manfredonia.

La portarinfuse è ripartita il 4 settembre alle ore 12,53 da Oristano per arrivare a Manfredonia il 7 settembre alle ore 14.59 dove stà scaricando da una settimana oltre 200 mila quintali!

Il grano della porta rinfuse di dubbia provenienza è diretto ai Silos di Foggia, Chieti e Campobasso, dove viene praticamente miscelato con parte del grano italiano per essere trasformato in semola. Da cui ottenere la famosa pasta italiana.

Dal Canada è arrivata una seconda nave di grano canadese partita dal Quebec il 25 agosto alle 00,30 con arrivo a Manfredonia il 9 settembre ore 00,40. Si tratta, secondo fonti attendibili, della FEDERAL HUDSON una Bulk Carrier IMO 9205902 MMSI 538006779 costruita nel 2000, battente bandiera Isole Marshall (MH) con una stazza lorda di 20659 ton, summer DWT 36563 ton.

Insomma, altri 500 mila quintali complessivi trasportati dalle due navi che si sommano ai due milioni previsti nel mese di settembre in Puglia. Stiamo parlando di grano proveniente dal Canada per il quale il Ministero della Salute non effettua i controlli sul Glifosate, noto erbicida pericoloso per la salute.

I sospetti di miscelazione vietata

Nel caso del glifosate, peraltro, il divieto previsto dal regolamento di esecuzione (UE) 2016/1313 della Commissione del 1° agosto 2016, che ha modificato il regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011, e dal decreto Decreto del Ministero della Salute entrato in vigore il 7 ottobre 2016, presupporrebbe una tacita abrogazione dei limiti del predetto regolamento comunitario. Sicchè anche piccole tracce di glifosate sotto i limiti di legge – rinvenibili nel grano e di conseguenza nella pasta – potrebbero indurre a sospettare attività di miscelazione vietata. Stando così le cose, il divieto di miscelazione posto dalla legislazione europea, non riguarda unicamente il caso in cui uno dei due componenti risulti contaminato oltre i limiti previsti dalla legge, ma si dovrebbe applicare anche se uno dei due componenti della miscela risultasse appena contaminato da glifosate: la miscela, per non violare la normativa, dovrebbe infatti risultare totalmente priva di glifosate.

Ma nelle paste che analizziamo così non è…

fonte: Granosalus

Il CETA entra in vigore SENZA ESSERE STATO VOTATO, contro la volontà e sulla pelle della Gente: paradossi di quella porcheria che qualcuno in Europa si ostina a chiamare democrazia!

 

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Il CETA entra in vigore SENZA ESSERE STATO VOTATO, contro la volontà e sulla pelle della Gente: paradossi di quella porcheria che qualcuno in Europa si ostina a chiamare democrazia!

 

Il Ceta entra in vigore senza essere stato votato: paradossi della democrazia in Europa

Domani muore la democrazia. Il trattato di libero scambio fra Europa e Canada – il Ceta – entrerà provvisoriamente in vigore senza aspettare il sì definitivo degli Stati membri. Il Ceta è un accordo misto e le regole europee prevedono che tutti i Parlamenti nazionali dei 28 Stati membri debbano ratificarlo prima della sua entrata in vigore. Ma – come si sa – l’Europa è debole con i forti e forte con i deboli e dunque, pur di accontentare le multinazionali, non si aspetta nessuno e si calpestano le regole.

Finora fra i 28 Stati membri solo Lettonia e Danimarca hanno dato il via libera definitivo. In Italia, Pd e Forza Italia hanno riesumato il patto del Nazareno e sul Ceta volano spediti verso l’approvazione. Il Senato discuterà il testo il prossimo 26 settembre. Il Belgio ha chiesto alla Corte Europea di Giustizia un parere sulla compatibilità del Ceta con i principi costitutivi dell’Unione Europea. In Francia è bufera su Macron perché una Commissione di nove super esperti, nominata per valutare in maniera imparziale il Trattato, ha bocciato senza appello l’accordo con il Canada (ecco il link al documento). La Commissione di saggi ha sottolineato i rischi per la nascita delle Corti arbitrati e nel campo della agricoltura su protezione animale, mangimi e antibiotici, chiedendo anche maggiore vigilanza sull’utilizzo di biotecnologie e OGM.

Qui di seguito, trovate riassunte le raccomandazioni degli esperti:

– Maggiore trasparenza sulla creazione e funzionalità del forum per la cooperazione regolamentativa.

 Creazione di un Comitato nazionale per controllare l’implementazione del CETA e l’impatto che avrebbe in ambito ambientale e sanitario

 Richiesta di una dichiarazione interpretativa per la Francia da includere al testo del CETA per quanto riguarda il preciso significato che la Francia intende dare alle clausole ambientali e sanitarie presenti nell’accordo.

 Labelling del modello di produzione di prodotti d’origine animale. Il rapporto non è chiaro se tale labelling si debba applicare solo ai prodotti canadesi. In realtà, gli esperti dicono che vi è necessita di includere informazioni sull’uso di antibiotici e prodotti che aiutano la crescita, standard sul benessere animale e eventuali OGM.

 Rafforzare le procedure di certificazione e controllo per i prodotti canadesi, ad esempio il programma che certifica la carne ractopamine free.

 Maggiore reciprocità nell’accesso al mercato agricolo soprattutto in campo di autorizzazioni di vendita da parte di paesi terzi per i prodotti europei.

 Un “climate veto” per la protezione degli investimenti.

 Un accordo sul clima con il Canada, a latere dell’accordo CETA, per promuovere la “neutralità delle emissioni ad effetto serra” del CETA.

I saggi francesi hanno ragione. Il Ceta è una schifezza e va rigettato. Basta un solo no da parte di un Parlamento di uno Stato membro e il Ceta si blocca anche se è già entrato in vigore provvisoriamente.

VUOI SAPERNE DI PIÙ SULLE CONSEGUENZE DEL CETA?
LEGGI QUI:

UNA MINACCIA PER L’AGRICOLTURA

 

fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/09/il-ceta-entra-in-vig.html

Il CETA: il silenzio assordante sul trattato internazionale che cambierà per sempre le nostre vite

 

CETA

 

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Il CETA: il silenzio assordante sul trattato internazionale che cambierà per sempre le nostre vite.

“Tutti dicono di voler cambiare i trattati dopo, ma pochi cercano di fermarli prima”.

Il degrado della nostra democrazia è ben rappresentato dal fatto che uno scontro megagalattico sta accompagnando la discussione su una legge all’acqua di rose sullo ius soli, mentre il senato si prepara ad approvare nel silenzio generale il famigerato trattato CETA.

Il trattato è quello stipulato tra Unione Europea e Canada e serve a far passare liberamente la globalizzazione più selvaggia e distruttiva, travolgendo le poche regole rimaste a difesa dei lavoratori, dei consumatori, dei cittadini.Il succo del trattato è il via libera ai prodotti, ai servizi e alle attività delle grandi multinazionali, secondo le regole loro e del paese più disponibile verso di esse. E se qualche Stato dovesse decidere di opporsi in nome delle proprie leggi su lavoro, salute e ambiente, le multinazionali potrebbero citarlo in giudizio in un arbitrato, gestito a condizioni, per esse, di favore. La extragiudizialità dei grandi fruitori di profitti rispetto agli Stati diventa legge, lo stesso privilegio di fronte alla giustizia comune, di cui nel Medio Evo godevano prìncipi e baroni.

Il CETA è una Bolkestein globale ed è perfettamente uguale all’altro trattato, sul quale invece l’opinione pubblica europea era stata in grado di fermare i suoi folli governi: il TTIP con gli Stati Uniti. Forse perché la potenza degli USA intimoriva di più, alla fine anche Hollande e Merkel bloccarono la ratifica di quel trattato. Non il governo italiano, però, che servo tra i servi, ha invece continuato a dichiararsi favorevole ad esso. Bloccato il TTIP, il CETA con il più simpatico Canada è diventato lo strumento, il cavallo di Troia, per far passare la stessa devastazione di massa dei diritti.

Tutta la stampa italiana ha incensato il gentile e fascinoso leader canadese, Trudeau, che omaggiava le vittime del terremoto. Era una bella opera di promozione di un trattato che toglierà le barriere alla importazione del grano duro, che in Nord America si coltiva con largo uso del cancerogeno glifosato. Le multinazionali USA, in attesa che passi il trattato con il loro paese, potranno così utilizzare le loro sedi canadesi ed il CETA, per ottenere subito il via libera ai loro affari, per noi, più distruttivi.

La ratifica del CETA avviene da parte di un parlamento dove quasi tutti, poi, si pentono dei trattati che firmano ed approvano. La mostruosa riscrittura dell’articolo 81 della Costituzione, che ha costituzionalizzato l’austerità europea, è avvenuta quasi alla unanimità nelle due camere, ma ora non si trova chi l’abbia votata. Tutti oggi dicono di voler cambiare i trattati europei, ma fanno finta di non saper che ogni modifica di quei trattati richiederebbe l’unanimità degli stati, quindi anche il consenso della Germania. Tutti dicono di voler cambiare i trattati dopo, ma pochi cercano di fermarli prima.

Il CETA è un attentato ai diritti e alla democrazia, per me chi lo approva dovrà essere considerato nemico, ma anche chi si occupa d’altro, chi lo lascia passare in silenzio dovrà essere chiamato alle sue responsabilità. Una democrazia muore per colpa di chi la colpisce, ma anche di chi volge lo sguardo da un’altra parte.

Articolo di Giorgio Cremaschi

Fonte: http://www.lantidiplomatico.it

Il CETA: l’accordo commerciale che farà fallire molte altre imprese italiane. Ecco le conseguenze di questo scempio sulla vita degli italiani…!

CETA

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Il CETA: l’accordo commerciale che farà fallire molte altre imprese italiane. Ecco le conseguenze di questo scempio sulla vita degli italiani…!

Il CETA : l’accordo tra l’Unione Europea e il Canada che farà fallire molte altre imprese italiane.

Il CETA è un fax simile del TTIP, con la differenza che è un trattato di libero scambio tra UE e Canada, ma la sostanza resta la stessa.

Se siamo riusciti a scampare al TTIP non abbiamo fatto lo stesso con il CETA, il primo esce dalla porta il secondo entra dalla finestra…
Il CETA è un trattato di libro scambio tra UE e Canada, e implica la concorrenza tra le imprese europee con quelle canadesi, che in tantissimi settori sono molto più competitive. Tale concorrenza sleale metterà in seria difficoltà le nostre imprese che dovranno fare i conti anche con i prodotti canadesi importati senza dazi doganali, e che potranno quindi immessi sul mercato a prezzi difficilmente imitabili.

Il trattato infatti prevede la rapida eliminazione di quasi tutti i dazi doganali. Entro 7 anni dall’entrata in vigore non ci sara’ piu’ alcun dazio doganale sui prodotti industriali e sulla quasi totalita’ dei prodotti agricoli ed alimentari (inclusi vino ed alcolici). La soppressione dei dazi doganali non interessera’ i prodotti considerati ‘sensibili’, come la carne di bovino e di maiale canadesi esportati in Ue.

Ma non è tutto, con il CETA oltre ad essere a rischio la sopravvivenza delle piccole e medie imprese, sono a rischio la democrazia, l’ambiente, la salute dei cittadini, e persino i nostri risparmi.

Le conseguenze del CETA sulla vita degli italiani

Ecco le conseguenze di questo trattato sulla vita di tutti i cittadini:

L’AGRICOLTURA
– Il CETA permette al Canada di importare liberamente prodotti suini nel mercato europeo danneggiando così l’eccellenza europea dell’industria dei salumi e degli affettati. Nel 2014, nonostante il crollo dei prezzi nel settore europeo di carne suina, i prodotti canadesi veniva venduti a un prezzo del 25% più basso.
– Le pressioni competitive metterebbero a rischio le piccole e medie aziende a conduzione familiare.
– Il Canada è il terzo produttore mondiale di OGM e, di conseguenza, il mercato europeo sarebbe invaso da prodotti potenzialmente nocivi.

L’ECONOMIA
– La pressione della concorrenza comporterebbe la chiusura delle imprese locali e, di conseguenza, un aumento del tasso di disoccupazione.
– Il Canada è un grande produttore di grano, così come lo è l’Italia. Il basso costo del grano canadese porterebbe a una diminuzione del consumo del grano italiano. L’industria alimentare italiana ne verrebbe danneggiata.
– Alcuni settori (pensiamo alla pesca) saranno costretti a chiudere la produzione perché il Canada è molto competitivo. Questo porterebbe a un aumento della disoccupazione, e una forte migrazione della popolazione locale. Il vantaggio, però, è a favore delle multinazionali che possono permettersi economie di scala e costi di produzione più bassi.

LA SALUTE E L’AMBIENTE
 In Canada usano la ractopamina negli allevamenti dei suini (uno steroide già vietato in oltre 160 Paesi), i neonicotinoidi (pesticidi sistemici) e sin dagli Anni ’80 gli ormoni nella carne bovina.
– Il CETA elimina le barriere commerciali e, pertanto, permetterebbe al Canada, un grande produttore di sabbia bituminosa, di esportare un enorme quantità di questo prodotto dannoso per l’ambiente. La sabbia bituminosa è uno dei combustibili fossili più distruttivi per l’ambiente.
– Un aumento nel commercio transatlantico porterebbe a un aumento delle emissioni inquinanti del comparto dei trasporti.

LA DEMOCRAZIA 
– Con il CETA nascono le corti arbitrali. I governi non saranno più in grado di proteggere i propri mercati e prodotti. Le multinazionali potrebbero citare in giudizio i governi se dovessero essere imposte norme inique per i loro prodotti o restrizioni al commercio.
– Cittadini, comunità e associazioni sindacali non potrebbero più presentare ricorsi contro le imprese che violano le regole ambientali, le norme sul lavoro o sulla salute pubblica.
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Tutti i principali quotidiani esteri seguono e riportano la questione relativa all’ approvazione del CETA, sui giornali italiani invece nemmeno una breve riga a riguardo: notizia censurata.

Eppure il CETA rappresenta una minaccia per l’economia italiana e la salute dei cittadini.

Vi mostriamo QUI una intervista a riguardo rilasciata dalla famosissima attrice Kristien Pottie, molto sensibile alla questione CETA. Buona Visione

tratto da: http://www.stopeuro.org/il-ceta-laccordo-tra-lunione-europea-e-il-canada-che-fara-fallire-molte-altre-imprese-italiane/

Parmesan grattugiato al 100%, ma dentro c’è quasi un 10% di segatura? In America è legale. E con TTIP e CETA lo sarà anche in Italia…!

 

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Parmesan grattugiato al 100%, ma dentro c’è quasi un 10% di segatura? In America è legale. E con TTIP e CETA lo sarà anche in Italia…!

 

Parmesan grattugiato al 100% (con un po’ di legno)? Negli Usa (e non solo) si può

La scritta che campeggia in etichetta parmesan grattugiato al 100%? Non ci avrete mica creduto? È solo un modo di dire…

È più o meno questa la conclusione di decine di cause contro i produttori statunitensi del calibro di Kraft Heinz, Walmart, Target, Albertsons, Publix, giudicate dal giudice federale Gary Feinerman in Illinois.

Che ha respinto in un sol blocco tutte le azioni promosse dai consumatori in diversi Stati. I cittadini sostenevano di essersi fidati della scritta che campeggiava sulla confezione tranne poi scoprire che  che oltre al formaggio e a qualche additivo, nel grattugiato c’erano anche quantità dell’8,8% di polvere di cellulosa.

LA SEGATURA NEL FORMAGGIO?

Il caso era finito su molti giornali lo scorso anno, dopo che agli onori della cronaca (specie italiana) erano finiti titoli del tipo “Segatura nel parmisan” o “Legno nel formaggio Usa”. Titoli ad effetto per descrivere quello che in realtà fanno in molti. E non solo negli Usa. Di fatti la cellulosa è utilizzata come antiagglomerante, serve insomma a far sì che il grattugiato non si “ammassi”. Ed è usata anche in Italia, seppure solo nei mix di formaggi grattugiati.
Ebbene, per il giudice Feinerman “Formaggio parmesan grattugiato al 100%” è un’affermazione ambiguache è aperta a molteplici interpretazioni.
“Sebbene possa essere interpretato come un prodotto al 100% di formaggio e nient’altro, potrebbe anche essere un’asserzione che il 100% del formaggio è parmesan o che il formaggio sia grattugiato al 100%” ha spiegato il giudice dell’Illinois.

LA COLPA? DEI CONSUMATORI

Oltre al danno, poi, ha aggiunto la beffa, dando degli “irragionevoli”, ai consumatori: “Un consumatore ragionevole saprebbe che il formaggio puro non è stabile a temperatura ambiente e non può stare in imballaggi sigillati in un negozio di alimentari per lunghi periodi di tempo”, ha concluso il giudice. Con buona pace di chi ancora si fidava delle confezioni…

 

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/08/28/parmesan-grattugiato-al-100-con-un-po-di-legno-negli-usa-e-non-solo-si-puo/25398/

Si al TTIP, Si al CETA… Diventiamo tutti Americani. Tutti più liberi. Per esempio, promuovere l’allattamento al seno è illiberale. È una “barriera al commercio” che intralcia le vendite di latte artificiale e simili surrogati! …Ma stiamo scherzando?

 

 

Americani

 

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Si al TTIP, Si al CETA… Diventiamo tutti Americani. Tutti più liberi. Per esempio, promuovere l’allattamento al seno è illiberale. È una “barriera al commercio” che intralcia le vendite di latte artificiale e simili surrogati! …Ma stiamo scherzando?

La protesta delle mamme: per gli USA non devono allattare

di Tiziana Beghin, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa. 

“Questa notizia ha dell’incredibile. In un documento tecnico di 500 pagine, gli Stati Uniti passano in rassegna tutte le barriere al commercio dei loro partner commerciali. In pratica una lista nera di tutte le leggi e i regolamenti di altri Paesi che il governo americano sta cercando di smontare a colpi di trattati internazionali e con le regole dell’organizzazione mondiale del commercio. Sapete cosa sono queste barriere? Sono le leggi che proteggono la salute delle persone!

Gli Stati Uniti non hanno nemmeno la decenza di risparmiare i bambini. Il governo di Hong Kong, ad esempio, sta lavorando a una legge per promuovere l’allattamento al seno e garantire una nutrizione corretta ai neonati, ma ha trovato sulla sua strada la ferrea opposizione degli Stati Uniti. L’amministrazione americana ritiene questa misura una “barriera al commercio” che potrebbe ridurre le vendite di latte artificiale e prodotti surrogati del latte materno. Stesso atteggiamento in Indonesia dove gli americani vogliono bloccare sul nascere un progetto di legge che mira a limitare il marketing di latte artificiale, mentre in Thailandia, dove una legge del genere già esiste, gli Stati Uniti starebbero cercando di rimuoverla. Anche la Malesia è finita nella lista nera degli Americani, per un simile divieto di pubblicizzare prodotti per bambini. E in Salvador, dove il governo ha promulgato una legge in difesa dell’allattamento al seno, gli Stati Uniti si riservano di monitorare la situazione in attesa di un potenziale intervento. Non si tratta di supposizioni, ma di casi reali direttamente riportati da un documento ufficiale del governo americano.

E sempre da questo documento si evince che in Cile e in Perù gli Stati Uniti vogliono demolire una legge anti-obesità che vieta alle multinazionali di pubblicizzare prodotti pieni di calorie a ragazzi sotto i 14 anni e le obbliga a mettere un bollino di pericolo sui prodotti più grassi. Non è assurdo che siano le multinazionali a dettare l’agenda dei governi? Se è vero che gli americani vogliono resuscitare il TTIP, questi sono i pericoli che ci troveremo ad affrontare. In Commissione Commercio Internazionale, gli eurodeputati del gruppo Efdd – MoVimento 5 Stelle difendono la salute dei cittadini”.

fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/07/la-protesta-delle-ma.html

Pasta Made in Italy fatta col grano al glifosato canadese? Per il Governo si può! Ecco il Governo prende in giro i cittadini, dice si al CETA e spiana la strada alle porcherie provenienti dall’estero!

 

Made in Italy

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Pasta Made in Italy fatta col grano al glifosato canadese? Per il Governo si può! Ecco il Governo prende in giro i cittadini, dice si al CETA e spiana la strada alle porcherie provenienti dall’estero!

 

Pasta Made in Italy fatta col grano canadese #CetaNoGrazie

Il governo prende in giro i cittadini e spiana la strada al grano canadese. Nella bozza di decreto inviata a Bruxelles, il Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina ha proposto di inserire nelle etichette della pasta il Paese di coltivazione del grano e quello in cui viene macinato. Bene, peccato che il decreto contiene una enorme truffa: l’etichetta Made in Italy potrà essere riconosciuta anche al grano duro coltivato almeno per il 50% in Italia.

MANGIAMO PASTA CON GLIFOSATO SENZA SAPERLO
Facciamo un esempio. Con l’etichetta voluta da Martina, il pacco di pasta con 51% di grano italiano e il 49% di grano canadese porterà l’etichetta “grano proveniente da Italia e altri Paesi non UE”, senza specificare da dove proviene esattamente. Questo non è un dettaglio di poco conto visto che il grano canadese è pieno di glifosato e microtossine, quello, ad esempio, ucraino no, però sono entrambi etichettati come “Paesi non Ue”! Bisogna dare risposte ai cittadini che sono sempre più attenti all’origine dei prodotti e anche ai piccoli produttori italiani che sono danneggiati dalla confusione che generano etichettature vaghe.

LE BUGIE DEL GOVERNO
L’Italia è il primo importatore di grano in Europa. Il 23.8% viene importato esclusivamente dal Canada dove il glifosato viene regolarmente usato nelle coltivazioni. Il governo, dicendo sì al Ceta, il trattato di libero scambio con il Canada, ha di fatto autorizzato nuove e più robuste esportazioni fino a 100.000 tonnellate annue a dazio zero. Questi sono i fatti. Gli annunci di Martina sono pannicelli caldi che non aiutano il Made in Italy. Il Canada è inaffidabile. Sull’importazione di formaggi europei non sta mantenendo la parola promessa. Il settore è molto protetto e le quote non sono state ancora assegnate. L’ultimo giorno utile è il 30 giugno.

DAL M5S AZIONI E NON PAROLE
– Grazie agli emendamenti presentati da Tiziana Beghin e David Borrelli in Commissione Commercio Internazionale abbiamo evitato l’importazione selvaggia dall’Ucraina di pomodori, grano e urea. Poi in fase di trilogo la Commissione ha rinnegato il voto del Parlamento europeo e ha rimesso delle quote, anche se in misura inferiore rispetto alla proposta iniziale. Noi difendiamo il Made in Italy, gli altri lo calpestano.

– Nella Commissione Agricoltura del Parlamento europeo Marco Zullo si batte per la trasparenza alimentare e una chiara etichetta di origine dei prodotti. Rosa D’Amato ha inviato una lettera al Commissario alla Salute Vytenis Andriukaitis denunciando l’uso del glifosato nelle coltivazioni.

– Grazie a noi alla Camera dei Deputati è stata approvata una mozione per chiedere di introdurre anche per il riso, almeno in via sperimentale, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine. Vogliamo garantire nell’etichetta della pasta l’indicazione obbligatoria “100% grano italiano”, quando la semola è appunto derivante interamente da grano made in Italy.

Vogliamo una corretta informazione e non imbrogli. Per il grano serve trasparenza obbligatoria e tracciabilità totale della provenienza. Con il Ceta questa confusione aumenta. È arrivato il momento di dire #StopCeta.

In contemporanea alla votazione del testo in Commissione Esteri del Senato, il Movimento 5 Stelle annuncia la sua presenza alla mobilitazione di martedì 27 giugno alle 10, in Piazza della Rotonda a Roma (Pantheon), indetta da organizzazioni sindacali, agricole, ambientaliste e dei consumatori.

 

fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/06/pasta-made-in-italy.html