Attenzione – Una ricerca dimostra i danni dei solfiti all’intestino anche a dosi considerate “sicure” nei cibi

 

solfiti

 

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Attenzione – Una ricerca dimostra i danni dei solfiti all’intestino anche a dosi considerate “sicure” nei cibi.

I solfiti sono additivi alimentari molto utilizzati dall’industria alimentare. Li troviamo indicati con le sigle da E220 a E228 nel vino, nella birra, in alcune bevande gassate, nei sottaceti, nella frutta secca, nel pesce.

Servono per limitare la contaminazione batterica e sono generalmente considerati sicuri per il consumo a concentrazioni fino a 5000 parti per milione (ppm). Al più, spiegano le ricerche pubblicate fino a oggi, potrebbero dare problemi a chi soffre di allergie.

Un nuovo studio, pubblicato dalla rivista scientifica PLOS ONE, dimostra però come bisolfito di sodio e il solfato di sodio siano in grado di danneggiare i batteri benefici presenti nell’intestino umano. Un danno associato a diverse malattie, dato che la presenza di questi batteri utili influenza l’assorbimento di vitamine, i processi metabolici in generale e la risposta immunitaria dell’organismo.

Nello studio sono stati testati gli effetti dell’assunzione di solfiti anche a dosi inferiori a quelle considerate sicure dalle Agenzie internazionali su quattro specie di batteri benefici intestinali: il Lactobacillus caseiplantarum e rhamnosus e lo Streptococcus thermophilus. Ed è stata osservata una sostanziale diminuzione dei batteri dopo l’esposizione a questi conservanti.

 

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/11/13/una-ricerca-dimostra-i-danni-dei-solfiti-allintestino-anche-a-dosi-considerate-sicure-nei-cibi/27932/

Solfiti tossici negli alimenti: cosa sono, dove si trovano e come evitarli

Solfiti

 

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Solfiti tossici negli alimenti: cosa sono, dove si trovano e come evitarli

I solfiti sono dei conservanti, potenzialmente presenti in quasi tutti gli alimenti conservati e perfino in molti freschi.

Il gruppo dei solfiti viene indicato in etichetta con le seguenti diciture (ma tutti rilasciano anidrite solforosa): da E220 fino ad E228, come indicati di seguito:

  • E220 Anidride Solforosa
  • E221 Sodio Solfito
  • E222 Sodio Solfito Acido
  • E223 Sodio Bisolfito
  • E224 Potassio Bisolfito
  • E226 Calcio Solfito
  • E227 Calcio Bisolfito Acido
  • E228 Solfito Acido di Potassio

 

L’anidride solforosa ha come funzione principale quella antimicrobica in quanto agisce contro muffe e batteri, ma anche in parte contro i lieviti, per questo viene utilizzata per inibire la fermentazione delle uve, per eliminare i lieviti che producono alcol. Altra funzione è quella antiossidante, infatti ha un’azione sbiancante, viene impiegata anche nelle farine, (impoverendole così di vitamina E), infine impedisce il deterioramento enzimatico (bruno), viene usata per fissare il colore degli alimenti (pesce,carne,frutta..), rendendoli così più “presentabili” allettanti per l’acquisto!

La normativa

I solfiti vengono elencati e regolamentati come additivi, secondo il REG.ue 1129/2011 (ultima modifica dell’allegato CE 1333/2008 del Parlamento Europeo).

Vi è l’obbligo di inserire la dicitura “trattato con solfiti” o il nome preciso del solfito nell’INCI dell’etichetta, solo se superiori a 10 mg per litro/Kg. Infatti nell’elenco riportato in Gazzetta Ufficiale troverete come massima indicazione 10 mg.

Questo vuol dire che anche se non lo trovate scritto sull’etichetta, ma il prodotto è fra quelli possibili ad essere trattati, è possibile che lo sia stato! Oltre a tutto questo bisogna anche sviare le contraffazioni e i prodotti che in modo disonesto non dichiarano il loro utilizzo… (vedi recente notizia di funghi freschi ai solfiti non dichiarati dai Paese Bassi…ma di questi casi se ne troviamo tantissimi)

Dove si trovano


Potenzialmente i solfiti sono presenti in quasi tutti gli alimenti conservati e perfino in molti freschi.
Alcuni prodotti dove sono presenti sono: pane, biscotti, crackers, frutta secca, vino, birra (ne esistono poche in commercio con presenza di solfiti), salumi, succhi di frutta, frutta disidratata, sciroppi, gelatine, spray utilizzati per mantenere “freschi” insalate e macedonie, frutta secca (sopra i gusci di noci, noccioline), patatine da forno, marmellate, prodotti ittici come pesce, crostacei, molluschi, e carni trasformate quali hot dog, salsiccie; conserve sotto spirito, patate, patate surgelate, purea, conserve di pomodoro, caramelle, e merendine confezionate… (IN FONDO AL POST L’ELENCO COMPLETO SECONDO LA GAZZETTA UFFICIALE E LIMITI MASSIMI.. se avete dubbi consultate la tabella!)

I prodotti a base di carne, essendo maggiormente soggetti a fenomeni putrefattivi, possono contenere quantitativi di conservanti ancora maggiori… anche 450 mg al kg.

 

Rischi, pericolosità e limiti


E’ estremamente importante sapere se si stanno comprando prodotti con solfiti, visto che l’anidride solforosa è altamente tossica, in particolare per i bambini
.Visto anche il suo accumulo nell’organismo e la grande varietà di prodotti in cui la possiamo trovare.

Il limite di rischio (0,35 mg/kg di peso corporeo, mentre per l’OMS è di 0,7 mg/Kg) può essere facilmente superato. In diversi Paesi non è consentito l’impiego di questi additivi, in altri, come la Francia, la dose massima consentita è doppia rispetto a quella italiana.

La tossicità dell’anidride solforosa è inoltre cronica ed attiva:

  • interagisce con enzimi cellulari. Distrugge alcune vitamine (B1, B12, tiamina), e la vitamina E nelle farine.
  • uccide molti bacilli  essenziali nei latticini.
  • visto inoltre che si può legare alle proteine, altera proprio il nostro metabolismo.

Limiti di tollerabilità

Una ricerca condotta nel 2000, ha stabilito che il quantitativo di solfiti tollerato dall’organismo è ben inferiore a quello ufficiale indicato dall’OMS, pari a 0.7 mg per Kg di peso. Facciamo un esempio semplicissimo: Se peso 70 Kg, il tasso limite tollerabile è di 0.7 mg per kg, quindi in totale solo 49 mg (fate poi le proporzioni per un bambino!!!). Diciamo che in una cenetta con un po’ di insaccati, 2 bicchieri di vino bianco, un po’ di frutta secca, siamo già oltre i limiti consigliati. Senza contare il resto dei conservanti…

Sintomatologia tossicità solfiti

La Food and Drug Administration, stima che una persona su cento è sensibile ai solfiti. Spesso non diamo peso ai nostri malesseri e anche i nostri dottori sottovalutano il ruolo dei solfiti nella nostra alimentazione e le possibili conseguenze sul nostro organismo. Inoltre, a molte persone sensibili ai solfiti, che hannosintomi simili al raffreddore da fieno, come il naso che cola, prurito agli occhi, tosse, respiro affannoso, vengono prescritti antistaminici!

Si è scoperto che i solfiti possono dare origine a irritazioni di poco conto, come eruzioni cutanee e prurito, ma nelle persone sensibili, come gli asmatici, possono dare luogo a reazioni gravi, come una respirazione limitata, attacchi asmatici, orticaria e shock anafilattico, ma anche nei non asmatici si possono avere sintomi simili alla faringite, tosse, fiato corto, dolori al petto. Una volta nell’organismo, l’anidride solforosa può provocare, nei soggetti predisposti, anche un attacco di broncospasmo.

L’anidride solforosa inoltre interagisce con i cortisonici aumentandone l’effetto. Inoltre, non dovrebbero assumerne le persone allergiche all’aspirina, o chi ha insufficienza renale o epatica. Se la dose di solfiti è superiore alla nostra capacità di eliminazione, uno dei primi sintomi che compare è il mal di testa. 

Ecco alcuni altri tipici sintomi:

  • Allergie o reazioni allergiche
  • Problemi respiratori
  • Riniti
  • Eczemi
  • Orticaria
  • Dissenteria
  • Asma
  • Emicrania
  • Acidità urinaria
  • Calo dell’odorato o del gusto
  • Forte spossatezza e stanchezza
  • Accentuata acidità di stomaco

 

Non dovrebbero assumerne chi soffre di:

  • Fibromialgia
  • Sindrome da fatica cronica
  • Reflusso gastrico, gastriti, ulcere..
  • Asma
  • Insufficienza renale
  • Insufficienza epatica
  • Allergia all’aspirina
  • Soggetti particolarmente sensibili ed allergici

 

Se non avete voglia di spulciare tutta la Gazzetta Ufficiale vi ho riassunto in fondo al post dove sono ammessi i solfiti e il loro limite massimo. Molti si sapevano già, altri sono vere sorprese. Provate a dare una scorsa all’elenco e pensate ad un pranzo, ad una giornata tipo… quanti ne assumiamo senza saperlo?

Bevande, snack, pesce, carne, frutta secca… ora pensiamo ai nostri bambini ed infine amplifichiamo tutto questo, pensando anche a tutti gli altri additivi che assumono, oltre ai pesticidi che rimangono intrappolati come residuo nell’alimento. Lo Stato, pur facendo a parole propaganda per un’alimentazione sana e corretta, purtroppo poi licenza tali pratiche. Ma si sa, gli interesse delle lobby alimentari sono sempre più importanti della salute dei cittadini.

Come se ne esce?

  • Dovremmo limitare gli acquisti il più possibile ad alimenti freschi e di stagione ITALIANI,possibilmente provenienti dalla zona in cui viviamo (in questo modo hanno meno bisogno di conservanti); la stagionalità rimane comunque l’elemento principale.
  • Dovremmo imparare ad acquistare più biologico, sapendo distinguere anche ad occhio i prodotti trattati, quindi frutta lucida ed insacchettata NO.
  • Dovremmo evitare quasi totalmente i prodotti confezionati, inscatolati, surgelati… Piuttosto compriamo il fresco e surgeliamo noi.
  • Dovremmo spendere più tempo in cucina e non comprare prodotti confezionati, cibi pronti ecc.. producendoci da soli i dolci, le marmellate, i sughi, i dadi vegetali… Non sempre serve per forza molto tempo, si può cucinare bene, sano anche in poco tempo.
  • Usare le spezie naturali e fresche. Dovremmo imparare ad avere in casa piantine di rosmarino, basilico, prezzemolo…
  • Dovremmo imparare, per chi ne ha la possibilità, a coltivare anche qualcosa…insalata, pomodori, piccole cose si possono fare anche sul terrazzo… pensate in un orticello!

 

Tabella presenza di solfiti e anidride solforosa nei diversi alimenti:

  • zenzero secco -> 150 unità
  • pomodori secchi -> 200 unità
  • ortaggi bianchi secchi -> 400 unità
  • frutta a guscio e frutta secca -> 500 unità
  • mele e pere secche -> 600 unità
  • banane secche -> 1000 unità
  • albicocche, pesche, uva, prugne e fichi secchi -> 2000 unità
  • frutta secca come agente di ricopertura -> 2000 unità
  • ortaggi bianchi, inclusi i funghi e i legumi bianchi ->     50 unità
  • patate congelate e surgelate -> 100 unità
  • patate sbucciate ->    50 unità
  • polpa di cipolla, aglio e scalogno -> 300 unità
  • polpa di rafano -> 800 unità
  • mais dolce confezionato sotto vuoto -> 100 unità
  • uve da tavola, litchi freschi (misurati nelle parti commestibili) e mirtilli (Vaccinium corymbosum) -> 10 unità
  • peperoni gialli in salamoia -> 500 unità
  • limone affettato, in barattolo -> 250 unità
  • ciliegie a polpa bianca in barattolo; -> 100 unità
  • frutta secca reidratata e litchi, mostarda di frutta -> 100 unità
  • estratto di frutta gelificante, pectina liquida per la vendita al consumatore finale -> 800 unità
  • confetture, gelatine e marmelades prodotte con frutta trattata con solfiti -> 100 unità
  • prodotti della confetteria a base di sciroppo di glucosio (solo residui dallo sciroppo di glucosio -> 50 unità
  • prodotti a base di patate disidratati -> 400 unità
  • ortofrutticoli, angelica e scorze di agrumi canditi, cristallizzati o glassati -> 100 unità
  • prodotti della confetteria a base di sciroppo di glucosio (solo residui dallo sciroppo di glucosio) -> 50 unità
  • decorazioni (sciroppi per pancakes, sciroppi aromatizzati per milkshake e gelati; prodotti analoghi) -> 40 unità
  • ripieni a base di frutta per prodotti di pasticceria -> 100 unità
  • sago e orzo perlato -> 30 unità
  • Amidi e fecole, tranne gli amidi per gli alimenti destinati ai lattanti, gli alimenti di proseguimento, gli alimenti a base di cereali e gli altri alimenti destinati ai lattanti e ai bambini nella prima infanzi -> 50 unità
  • biscotti secchi -> 50 unità
  • breakfast sausages; burger meat con un contenuto di ortaggi e/o cereali non inferiore al 4 % mischiato all’interno della carne -> 450 unità
  • salsicha fresca, longaniza fresca, butifarra fresca -> 450 unità
  • crostacei e cefalopodi freschi, congelati e surgelati; crostacei delle famiglie Penaeidae, Solenoceridae e Aristaeidae fino a 80 unità -> 150 unità
  • crostacei delle famiglie Penaeidae, Solenoceridae e Aristaeidae tra 80 e 120 unità -> 200 unità
  • crostacei della famiglia Penaeidae, Solenoceridae e Aristaeidae in numero superiore a 120 unità -> 300 unità
  • crostacei e cefalopodi cotti -> 50 unità
  • crostacei cotti delle famiglie Penaeidae, Solenoceridae e Aristaeidae, fin -> 135 unità
  • crostacei cotti delle famiglie Penaeidae, Solenoceridae e Aristaeidae, tra 80 e 120 unità -> 180 unità
  • pesci della famiglia Gadidae salati ed essiccati -> 200 unità
  • crostacei cotti delle famiglie Penaeidae, Solenoceridae e Aristaeidae in numero superiore a 120 unità -> 270 unità
  • melasse -> 70 unità
  • cannella (Cinnamomum ceylanicum) -> 150 unità
  • aceto di fermentazione -> 170 unità
  • la senape di Digione -> 500 unità
  • surrogati di carne, pesce, crostacei e cefalopodi e formaggio a base di proteine -> 2000 unità
  • surrogati di carne, pesce, crostacei e cefalopodi -> 2000 unità
  • gelatina -> 50 unità
  • succo d’uva concentrato per la produzione casalinga di vino -> 2000 unità
  • succo di arancia, pompelmo, mela e ananas da consumare sfuso nei servizi di ristorazione -> 50 unità
  • succo di lime e limone -> 350 unità
  • succo d’uva non fermentato, per uso sacramentale -> 70 unità
  • se trasferito da concentrati in bevande analcoliche aromatizzate contenenti succo di frutta -> 20 unità
  • bevande analcoliche aromatizzate contenenti almeno 235 g/l di sciroppo di glucosio -> 50 unità
  • concentrati a base di succo di frutta, contenenti non meno del 2,5 % di orzo (barley water) -> 350 unità
  • altri concentrati a base di succo di frutta o di frutta sminuzzata; capilé e groselh -> 250 unità
  • birra con una seconda fermentazione in fusto -> 50 unità
  • prodotti analcolici -> 200 unità
  • sidro di pere -> 200 unità
  • vino -> 200 unità
  • vini di frutta e vino di grado alcolico ridotto -> 260 unità
  • idromele -> 200 unità
  • bevande alcoliche distillate contenenti pere intere -> 50 unità
  • snack a base di cereali e patate -> 50 unità
  • frutta a guscio marinata -> 50 unità

 

Fonte: http://www.lifeme.it/2015/02/solfiti-alimenti-tossici-danni.html

E220, E221, E222, E223, E226, E228… Sono additivi conservanti conosciuti come SOLFITI, anidride solforosa. E fanno malissimo… Cosa sono, in quali alimenti si trovano e quanti realmente ne mangiamo.

 

 

SOLFITI

 

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E220, E221, E222, E223, E226, E228… Sono additivi conservanti conosciuti come SOLFITI, anidride solforosa. E fanno malissimo… Cosa sono, in quali alimenti si trovano e quanti realmente ne mangiamo.

 

Tutti abbiamo sentito parlare dei solfiti e dell’ anidride solforosa contenuta nel vino. Le sigle degli additivi alimentari conservanti E220 e228 molto meno. Eppure sono contenuti in alimenti come bevande, succhi di frutta, pesce,frutta secca

Scopriamo quanti solfiti ingeriamo e che danni possono provocare e come evitare di assumerne meno!

Tutti abbiamo sentito parlare dei solfiti e dell’ anidride solforosa contenuta nel vino. Le sigle degli additivi alimentari conservanti E220  E221 E222 E223  E226 E227 E228 molto meno. Eppure sono contenuti in alimenti come bevande, succhi di frutta, pesce,frutta secca . Scopriamo quanti solfiti ingeriamo e che danni possono provocare e come evitare di assumerne troppi !

I solfiti: conservante utilizzato fin dall’ antichità …

I Romani e gli antichi Egizi, già utilizzavano il biossido di zolfo per ripulire dai batteri i tini dove veniva fatto fermentare il vino. Tuttavia il loro utilizzo divenne massiccio solo nel secolo scorso in concomitanza con le nuove esigenze alimentari dettate dallo sviluppo industriale.

Che cosa sono i solfiti  e l’ anidride solforosa. Da non confondere con i solfati.

L’ anidride solforosa ora è indicata con la sigla E220. L’ anidride solforosa è un gas incolore ma altamente irritante che si produce dalla combustione dello zolfo nell’ aria. Avete presente i vulcani? Durante le eruzioni ne emette in quantità notevoli ! Decisamente un clima inospitale per la vita.

All’ interno del nostro sangue l’ anidride solforosa, si comporta allo stesso modo: è un veleno in grado di inattivare la vitamina B1 e B12.  A dosaggi bassi può causare  faringite , perdita dell’ odorato, del gusto, acidità urinaria e stanchezza. I sintomi più conosciuti sono quelli legati al mal di tesa post sbornia e disturbi nervosi.

I solfati invece ,sono i prodotti della combustione del petrolio e sono i maggiori responsabili delle piogge acide !

Come vengono utilizzati i conservanti a base di anidride solforosa.

L’ utilizzo dei solfiti come additivi alimentari è legato alla loro proprietà antimicrobiche, antifungine , antiossidanti ed inibitrici dell’ imbrunimento enzimatico ( Avete presene le patate o le mele che si ossidano senza pelle  ?) Altri impieghi prevedono il loro utilizzo come sbiancanti per lo zucchero negli zuccherifici, come conservante per il mosto in enologia e come antimicrobico nelle bevande , bibite succhi di frutta ed insaccati. Vengono utilizzati anche in alcune lavorazioni degli ortaggi sfruttando la loro capacità antiossidante. (imbrunimento chimico)

Come riconoscere i conservanti A base di anidride solforosa.

Come visto l’ anidride solforosa è un gas . La sigla identificativa è E220.  Gli altri solfiti non sono gassosi ma sono Sali. Non cambia nulla : i Sali liberano anidride solforosa !

  • E220   Anidride Solforosa
  • E221   Sodio Solfito
  • E222   Sodio Solfito Acido
  • E223   Sodio disolfito
  • E224   Potassio Disolfito
  • E226   Calcio Solfito
  • E227   Calcio Bisolfito Acido
  • E228   Solfito Acido di Potassio

Le conseguenze sulla nostra salute e di limiti di legge imposti per l’ utilizzo dei solfiti.

I danni da solfiti si dividono in quattro categorie

1 Alterazioni vitaminiche:  l’ anidride solforosa ed i solfiti distruggono la tiamina e la cianocobalamina (vitamine del gruppo B  : B1 e B12 )

2 Appesantisce il nostro sistema detossificante:  questi additivi vengono eliminati per via urinaria dopo essere stati detossificati ad opera del fegato tramite un ‘enzima chiamato solfito ossidasi. Se la dose di solfiti è superiore alla nostra capacità di eliminarli, compaiono mal di testa .

3 Reazioni allergiche ed allergie Un pericolo in agguato è rappresentato da possibili allergie e reazioni asmatiche con manifestazioni respiratorie anche gravi. Riniti, eczemi, orticaria e dissenteria possono essere causati dai solfiti . in queste malattie una delle componenti più ostiche è proprio l’ identificazione della causa. Immaginate l’ efficacia di un trattamento se non viene rimossa la causa che ha scatenato la malattia!

4 Interazione con farmaci cortisonici. Da non sottovalutare anche l’ interazione con farmaci, in particolar modo i cortisonici che aumentano la sensibilità individuale ai solfati.

Quanti solfiti possiamo ingerire e quanti realmente ne assumiamo?

Il limite di legge imposto per l’ assunzione di solfiti e di 0,7 g. per kg di peso corporeo . l’ organizzazione Mondiale per la Sanità ha stabilito questo limite di sicurezza. Per interpretare correttamente questo valore è necessario poter calcolare in linea di massima quanti solfiti possiamo ingerire.

In quali alimenti troviamo i Conservanti  E220 e similari?

Potenzialmente i solfiti sono presenti in quasi tutti gli alimenti conservati e perfino in molti freschi.

Nei prodotti preconfezionati devono essere indicati in etichetta o con il codice identificativo o con il nome chimico.  Sfortunatamente in molti casi non è obbligatorio segnalare né la loro presenza ne la loro quantità. Un esempio: il pesce fresco (tipicamente nei gamberetti , gamberi e surimi )

E’ presente anche nei cereali come l’ orzo perlato, purè di patate, ortaggi sottolio ,sottaceto e salamoia ( con sale ). Nelle bibite a base di frutta , nei funghi secchi e nella frutta essiccata , nella frutta candita .

Nei prodotti a base  di  carne, essendo maggiormente soggetti a fenomeni putrefattivi  i quantitativi di conservanti sono ancora maggiori e possono contenere anche 450 mg al kg.

Il vino li contiene.  I limiti legali imposti dalla comunità europea sul contenuto finale di anidride solforosa nel vino consentono fina  a 160 mg/litro per i vini rossi e di 210 mg/litro per i vini bianchi. Mediamente più è scarsa la qualità del vino e maggiormente se ne rende necessaria l’ aggiunta in quantità superiori.

Per legge non è obbligatorio indicare la loro presenza se il quantitativo è inferiore a 10 mg al kg o lt. In soggetti allergici anche quantitativi modesti possono scatenare serie conseguenze !

Quanti solfiti mangiamo?

Come avrete ben compreso è molto difficile stabilirlo. In molti casi la loro presenza non è indicata e data la loro alta diffusione è molto facile che questi quantitativi si accumulino oltrepassando molto facilmente il valore consigliato dalla OMS.

Ma mancora più interessante è una ricerca condotta nel 2000 che ha stabilito che il quantitativo di solfiti tollerato dall’ organismo è ben inferiore a quello ufficiale OMS èd è pari a 0.7 mg al Kg di peso . Facciamo un esempio semplicissimo.  Se peso 70 Kg  il tasso limite tollerabile è di 0.7 mg per kg , quindi  in totale solo 49 mg.

Una cenetta con un po’ di insaccati, 2 bicchieri di vino bianco con un po’ di frutta secca e siamo già oltre i limiti consigliati. Senza contare il resto dei conservanti …

Quantità massime di solfiti maggiormente presenti negli alimenti ammesse secondo la regolamentazione della comunità europea

ALIMENTI                                    DOSE MASSIMA mg o ml / kg di solfiti

  • Aceto                                                                     170
  • Amidi                                                                      50
  • Crostacei                                                               150
  • Stoccafisso o baccala                                              200
  • Senape                                                             250/500
  • Surrogati carne pesce o crostacei                            200
  • Concentrati di frutta                                              250
  • Albicocche pesche uvetta prugne e fichi secchi        2000
  • Banane essiccate                                                 1000
  • Mele e pere secche                                                600
  • Preparati per purè                                                 400
  • Pomodori secchi                                                    200
  • Vini  rossi                                                             210
  • Vini bianchi                                                          160
  • Vini tedeschi Spatlese e Aulese                              300
  • Vini bordeaux                                                      300
  • Vini francesi Barzac, Cadillac…                              400
  • Succo d’uva concentrato                                      200
  • Succo di limone                                                   350

Conclusioni

Spero di aver fatto un po’ di chiarezza. I solfiti sono solo uno dei moltissimi additivi nocive per il nostro organismo. Se fosse l’ unico , probabilmente questo articolo non avrebbe ragione di essere. Sfortunatamente non è così ed assieme ai solfiti ingeriamo moltissime altre sostanze tossiche che si accumulano nel nostro organismo. Sapere in quali alimenti è maggiormente concentrato può essere di aiuto a limitarne l’ assunzione.

Alessandro Di Coste

fonte: varie dal Web