Vampiring – il nuovo fenomeno poco conosciuto, ma molto diffuso che sta distruggendo i nostri figli!

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Vampiring – il nuovo fenomeno poco conosciuto, ma molto diffuso che sta distruggendo i nostri figli!

Mio figlio è un vampiro

di Marco Maganò

La dipendenza da smartphone porta tantissimi giovani a non dormire. A rimetterci sono salute e scuola

Un fenomeno nuovo e poco conosciuto, molto diffuso tra i giovanissimi italiani, è quello del cosiddetto “vampiring”, consistente nella malsana abitudine di rimanere svegli fino a notte tarda per chattare, sottraendo, fra l’altro, ore preziose al sonno. Il giorno successivo, a scuola, i ragazzi dimostrano, così, tutta la loro stanchezza, la loro apatia e un grado minimo di concentrazione.

Il problema

I gloriosi tempi del Carosello, quale ultimo termine temporale oltre il quale concedersi distrazioni serali, forse sono un po’ arcaici ma la situazione attuale è davvero sconcertante. Il fatto stesso che l’argomento sia praticamente sconosciuto e non affrontato come necessario, fa intendere di quale scarsa presa abbia ancora nell’opinione pubblica. Non si tratta, purtroppo, di un fenomeno legato a circostanze rare ma è vasto e temuto da tanti genitori quasi incapaci di arginare tale moda.

Chi rischia

La fascia di età più soggetta al vampiring va dalla prima adolescenza ai 17 anni. I maggiorenni sono meno interessati in quanto più indipendenti. Ciò li porta a trascorrere le serate in luoghi diversi dalla propria abitazione. Si consideri, inoltre, come tale piaga sociale sia diffusa anche tra utenti del web che, per la loro età (per legge il limite minimo è fissato a 13 anni), non potrebbero essere iscritti e utilizzare i social; un ostacolo, però, facilmente aggirabile. I giovanissimi, quindi, preda dei social più in voga, rimangono svegli quasi tutta la notte a postare fotografie, pretendere e concedere i like.

I più “responsabili” si dilettano solo nelle nottate del venerdì e del sabato a cui seguono mattinate senza scuola; si produce, però, anche in tal caso, un pericoloso squilibrio, fisico e mentale, fra le ore del giorno e della notte. Coloro che non possono fare a meno di essere in linea su WhatsApp e Instagram (Facebook è meno amato), invertono i loro ritmi ogni notte. Alcuni cedono al sonno solo perché presi dalla stanchezza della giornata, scolastica ed extrascolastica, appena terminata.

Maratona notturna

I genitori, molto spesso, ignorano la portata del flagello e, convinti di aver condotto a nanna i propri pargoli, non sanno della mole di ore trascorsa dinanzi al magico schermo del telefono cellulare. Quest’ultimo, infatti, è lo strumento preferito, rispetto al computer classico, proprio per la sua versatilità, che consente più anonimato (è anche più adatto per ingannare i genitori), ed è facilmente consultabile a letto. Il tutto può proseguire anche sino alle 4 del mattino, quando mancano poche ore al suono della sveglia. L’apatia giovanile e la scarsa voglia di muoversi, affrontare la vita, le giornate, i problemi e le difficoltà, sono, insomma, alimentate anche da questo nuovo problema.

Moda pericolosa

Qualche decennio fa era la televisione a costituire una pericolosa distrazione diurna e notturna per i giovani, ora i tempi sono cambiati e la società virtuale impone nuove e severe schiavitù. Il vampiring è etichettato come moda e certamente lo è. Il giovane si comporta così perché deve adattarsi e adeguarsi alla moltitudine di coetanei che agisce allo stesso modo. Così facendo non corre il rischio di sentirsi “diverso”, di essere ed estromesso dal gruppo. Il vampiring, però, è anche un’esigenza profonda e radicata: chi ne è vittima è consapevole ed è desideroso, quasi in uno stato di dipendenza, di comportarsi in tal modo, al di là dalle convenzioni della moda. La situazione è molto delicata e andrebbe valutata con più attenzione, cercando di sensibilizzare i ragazzi per far scemare tale esigenza così diffusa, informando i genitori forse ancora non consapevoli del disastro. Ampio spazio al fenomeno dovrebbe essere concesso da tutti i media, suonando un campanello d’allarme ormai improcrastinabile.

Fonte: https://www.interris.it/sociale/mio-figlio–un-vampiro

Ecco cosa sta facendo lo smartphone al tuo cervello

 

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Ecco cosa sta facendo lo smartphone al tuo cervello

Lo sconvolgente risultato di uno studio sulla dipendenza da smartphone e Internet.

Anche se la maggior parte di voi probabilmente ammetterà che non si può vivere senza il proprio smartphone, non è molto chiaro se rappresenti una dipendenza genuina o meno. La ricerca spera di determinarlo una volta per tutte, ma per ora è qualcosa che può almeno essere descritto come problematico. In ogni caso, una nuova ricerca condotta dalla Korea University di Seoul suggerisce che una dipendenza o un’eccessiva dipendenza dalla tecnologia sta creando uno “squilibrio” nella chimica cerebrale degli adolescenti. Questo piccolo studio ha esaminato il cervello di 38 adolescenti, sia maschi che femmine.

I partecipanti sono stati interrogati su quanto fossero dipendenti.

La metà dei soggetti era perfettamente sana, mentre si diceva che gli altri fossero affetti da dipendenza da smartphone e Internet.

I sintomi non sono concreti al momento, ma si pensa che includano l’incapacità di resistere all’impulso di usare uno smartphone, irritabilità quando non è permesso l’uso, tempi di utilizzo eccessivamente prolungati influiscono negativamente sul lavoro, sulle abilità sociali, ed anche sulla salute.

Chi otteneva punteggi di dipendenza più alti aveva anche molte più probabilità diessere depresso, ansioso e impulsivo. Alcuni dei peggiori colpiti sono stati sottoposti a 9 settimane di terapia cognitiva comportamentale per cercare di svezzarli dagli smartphone.

Utilizzando la spettroscopia a risonanza magnetica – una forma di risonanza magnetica (MRI) che esamina la composizione chimica di parti del cervello – il team di neuroradiologi ha esaminato i soggetti prima e dopo che la loro terapia comportamentale fosse completa.

 GABA e Glx

Sono stati esaminati due composti: l’acido gamma-aminobutirrico (GABA) e il glutammato-glutammina (Glx). Il primo è un neurotrasmettitore che inibisce i segnali tra i neuroni, mentre il secondo innesca l’eccitazione elettrica nei neuroni. Sono, grosso modo, rivali chimici. Gli effetti inibitori di GABA sono, tra le altre cose, pensati per aiutare una persona a controllare gli impulsi di paura o ansia quando i neuroni sono sovraeccitati. Troppo GABA, tuttavia, può causare ansia, insonnia e sfinimento.

Il team ha scoperto che c’era molto più GABA rispetto a Glx nel cervello di quelli fortemente dipendenti dagli smartphone, in particolare nella corteccia cingolata anteriore, un segmento che si occupa del controllo degli impulsi, emozione e attenzione. Più alto è il rapporto, più dipendente da Internet e dagli smartphone sembra essere il soggetto.

La correlazione non è casualità

La correlazione non è causalità e non si può affermare che questo studio si sia concentrato su una popolazione piccola.

“Mentre abbiamo chiaramente dimostrato che l’uso problematico del telefono #cellulare è un problema emergente strettamente legato allo sviluppo tecnologico, c’è una mancanza di coerenza ed uniformità nei criteri per studiarlo che richiede cautela nell’accettare molte delle conclusioni indicate” ha dichiarato uno dei ricercatori.

fonte: http://it.blastingnews.com/cronaca/2017/12/ecco-cosa-sta-facendo-lo-smartphone-al-tuo-cervello-002213973.html?sbdht=_21ozE01rcAcgDuZ2sJph8opqgVmpcEHuO7AsKdSAGsq06JVA5CMTABRt9Qe9qxFi

…Se gli smartphone uccidono le api!

 

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…Se gli smartphone uccidono le api!

In Germania un gruppo di giovanissimi studenti ha indagato gli effetti delle radiazioni sulle api. ecco gli spaventosi risultati della ricerca.

Sanno essere permalose e ricorrere al pungiglione, ma ci regalano il miele e soprattutto sono fondamentali per il nostro ambiente. Sono le api, minacciate da più fattori inquinanti e la cui popolazione è purtroppo da tempo in netto calo. Ma quali sono gli elementi più dannosi per questi insetti, oltre ai già noti pesticidi e parassiti? In Germania, un gruppo di cinque giovanissimi studenti di età compresa tra i quindici e i diciassette anni ha deciso di svolgere un’interessante ricerca sulle conseguenze che provocano sulle api le radiazioni da telefonini e smartphone. Un progetto corredato da un sito in grado di aggiornare in tempo reale su metodologie utilizzate e risultati ottenuti, e che è valso ai cinque studenti il WWF Galileo Green Youngster Award, un riconoscimento internazionale che premia gli esperimenti più ingegnosi.

Le radiazioni pericolose

La ricerca è partita nel giugno 2016 e si è svolta a Nordhessen, su input di Victor Hernandez, l’apicoltore della cittadina. Hernandez aveva notato che un alveare, situato in prossimità di un ripetitore telefonico, aveva iniziato a dare problemi. Apparentemente, diverse api perdevano il proprio orientamento e alcune di loro, in seguito, morivano. I ragazzi hanno voluto vederci chiaro e l’unica soluzione possibile era quella di interrogare le api, o meglio studiare il loro comportamento in risposta alle radiazioni. L’intero sciame di api è stato collegato a diversi dispositivi di misurazione, capaci di seguire i vari aspetti nella vita quotidiana delle api, con attrezzature audio e video. Una telecamera a infrarossi è stata incaricata di scattare fotografie ogni minuto, grazie a un interruttore fotoelettrico. Il meccanismo, attivato dall’andirivieni delle api, ha fornito ampie quantità di materiale.

Uno studio all’avanguardia

Di pari passo all’osservazione ottica garantita dalle fotografie, è stato collocato in prossimità dell’alveare un microfono per poter registrare il volume del ronzio. Lo studio è andato avanti per diverso tempo e contemplava anche il supporto di termometri per poter misurare le temperature, nonché la cara vecchia osservazione “manuale”, a occhio nudo. Come detto, è stato possibile seguire l’intero percorso su un sito regolarmente aggiornato, tutt’ora online, con corredo di statistiche, grafici, video e gallery fotografiche. Le immagini rendono conto della strumentazione utilizzata e del lavoro sul campo.

 

Api disorientate

Ma veniamo dunque ai risultati del progetto. I cinque ragazzi hanno verificato che l’esposizione alle radiazioni da telefoni mobili provocano nelle api un incremento dell’aggressività e una parziale perdita di orientamento. Da cosa hanno ricavato queste conclusioni gli studenti? Proprio dalla loro strumentazione, perché dai microfoni è stato registrato un incremento del ronzio, mentre i termometri hanno evidenziato un aumento delle temperature e l’osservazione del volo ha mostrato comportamenti disorientanti, movimenti rallentati.

Lo studio di Niklas Binder, Maximilian Gorlitz, Carl-Moritz Kopp, Alexander Popov e Jacob Ruckel – questi i nomi dei ragazzi – non dimostra certamente che le onde su cui viaggiano le informazioni dei nostri smartphone sono la causa principale per il crollo della popolazione delle api. Per poter arrivare a conclusioni più dettagliate è previsto un prolungamento della ricerca, uno studio a lungo termine che possa fornire ulteriori elementi. Quello che sembra sicuro, tuttavia, è l’esistenza di un legame tra il comportamento delle api e l’intensità delle radiazioni. Gli studenti tedeschi riceveranno il loro meritato premio il prossimo dodici maggio: le api sentitamente ringraziano.

 

fonte: http://www.green.it/smartphone-uccidono-api/

Smartphone super scontati? Attenzione, è una trappola!

 

 

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L’allarme de Il Salvagente:

Smartphone super scontati? Attenzione, è una trappola!

L’iPhone S a 62 euro oppure il Galaxy J7 a 29 euro. Troppo bello per essere vero ed infatti non lo è. In questi giorni stiamo ricevendo diverse segnalazioni da parte di consumatori che sono rimasti vittima di un raggiro acquistando uno smartphone sul sito telsua.com. Si tratta di un sito che attira clienti con prezzi molto decisamente bassi rispetto alla concorrenza (e già qui dovremmo iniziare a sospettare) ma, in realtà, il prodotto che acquistate non giungerà mai nelle vostre mani.

Il sito in questione, per rendere ancor più veritiero il messaggio, fornisce l’anagrafica di una società esistente che noi abbiamo provato a contattare senza successo.

Idealo smentisce qualsiasi legame: “I nostri legali sono in campo”

Inoltre, si spaccia per affiliato a Idealo, il famoso comparatore di prezzi on line. Abbiamo contattato proprio Idealo per una verifica e il portale ha smentito qualsiasi legame con telsua.com, segnalando che lo shop in questione non è un partner e che l’ufficio legale del gruppo si sta già muovendo per tutelare l’immagine di Idealo e, soprattutto, i consumatori.

In questi casi come comportarsi? I consigli sono due: diffidare dai prezzi troppo bassi e, prima di procedere all’acquisto, verificare la web reputation del venditore. Nel caso in questione sono diverse le conversazioni in cui consumatori insoddisfatti raccontano la propria esperienza.

 

 

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/11/28/smartphone-super-scontati-attenzione-e-una-truffa/28697/

Obsolescenza programmata – Smartphone e pc fatti per durare poco: Apple e Samsung tra i peggiori – Ecco le pagelle di Greenpeace, utilissime se dovete fare un nuovo acquisto.

 

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Obsolescenza programmata – Smartphone e pc fatti per durare poco: Apple e Samsung tra i peggiori – Ecco le pagelle di Greenpeace, utilissime se dovete fare un nuovo acquisto.

 

Smartphone e pc fatti per durare poco: Apple e Samsung tra i peggiori

Greenpeace contro l’obsolescenza programmata (e le sue nefaste ricadute sull’ambiente) di smartphone, tablet e pc portatili. Da uno studio pubblicato appena due giorni fa dall’associazione ambientalista, alcune grandi marche di apparecchi elettronici escono con le ossa rotte.

La classifica è stata stilata in collaborazione con gli esperti del sito iFixit, che hanno valutato la possibilità dei congegni elettronici di essere riparati: Samsung, Microsoft e Apple non fanno una bella figura.

44 i prodotti sotto osservazione, venduti tra il 2015 e il 2017, cui sono stati attribuiti punteggi da 1 a 10 secondo più fattori: facilità di sostituire le batterie o lo schermo, disponibilità dei pezzi di ricambio e del manuale di riparazione, possibilità di intervento senza il bisogno di strumenti specifici.

 

 

I MIGLIORI E I PEGGIORI SECONDO GREENPEACE

Smartphone

Tra i 21 smartphone valutati è Samsung che ottiene i voti peggiori: 3 per i suoi Galaxy S7 e S7 Edge, 4 per il Galaxy S8, bocciati in tutte le voci considerate. Così come lo smartphone LG G6, che racimola un magro 5 su 10.

Conquistano appena la sufficienza (voto 6) lo Xiaomi MI 5, il Lenovo K5 Note, il Huawei Mate 8, il Vivo X7, l’Asus Zenfone 3 Max e il Sony Xperia Z5 Compact.

Gli iPhone 7+ e 7 della Apple ottengono 7. Stesso voto per: Google Pixel XL, Oppo R9M, Lenovo Moto Z, Huawei P9 e Vivo X7+.

Un punto in più (voto 8) è andato agli smartphone LG G4 e G5 e allo Xiaomi Redmi Note 3.
Il migliore? Il Fairphone 2, l’unico a conquistare un 10 pieno.

Tablet

Anche tra i 14 tablet, solo uno conquista la palma del migliore con il punteggio di 10: l’HP Elite X2 1012 G1.
A seguire, con punteggio di 8, si piazzano: l’LG G Pad 7.0, l’Acer Iconia One 7 e l’Amazon Paperwhite.
Voto 7, invece, ai tablet Huawei Mediapad M2 10.0, HP Elitepad 1000 G2 e Amazon New Fire. Con la sufficienza (voto 6) se la cava il Huawei Mediapad T2 7.0.

Bocciati il Sony Xperia Z4 (voto 5), il Samsung Galaxy Tab S3 e il Google Pixel C (entrambi con voto 4), l’Apple iPad Pro 9.7” e iPad 5 (voto 2) e, a chiudere la classifica, l’MS Surface Pro 5 (con voto 1).

PC portatili

Infine, tra i 9 laptops valutati si registra uno scarto enorme tra i migliori e i peggiori.

Se in due – il Dell Latitude E5270 e l’HP elite book 840 G3 – conquistano il massimo punteggio (10), e altri 4 sono abbondantemente sopra la sufficienza (Samsung Series 9 15” ed LG Gram 15” con voto 9; l’Acer Predator 17.3 con voto 8; e il Dell XPS 13, con voto 7), in 3 chiudono la classifica con il minimo punteggio, 1 su 10.

I tre “nemici dell’ambiente” sono: l’MS Surface Book, e i due laptops della Apple, Macbook Pro 13” e Retina Macbook 2017.

COS’È L’OBSOLESCENZA PROGRAMMATA

La tecnologia di cui ci serviamo ogni giorno ha una data di scadenza. Telefonini, computer, ma anche i grandi elettrodomestici, non hanno vita lunga. E si guastano spesso appena scaduta la garanzia.

E se vogliamo “aggiustarli” dobbiamo fare letteralmente i conti con eventuali riparazioni: spesso costose, non risolutive, o con pezzi di ricambio difficili da reperire. Si fa prima, insomma, a comprare un prodotto nuovo.

Realizzare dispositivi facilmente riparabili e progettati per durare è il passo più significativo che le aziende possono intraprendere per ridurre gli impatti ambientali dei prodotti elettronici. È quello che chiede Greenpeace con la sua campagna di sensibilizzazione, con l’invito a firmare la petizione sul sito www.rethink-it.org.