È SCIENTIFICO – La voce delle donne stanca il cervello degli uomini! – Rassegnatevi, donne: se gli uomini non ascoltano la colpa non sarebbe del tutto loro!

 

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È SCIENTIFICO – La voce delle donne stanca il cervello degli uomini! – Rassegnatevi, donne: se gli uomini non ascoltano la colpa non sarebbe del tutto loro!

La voce femminile stanca il cervello dell’uomo. Ad affermarlo uno studio condotto dal professore Michael Hunter, dell’Università di Sheffield, nel Regno Unito.

A detta dell’esperto se gli uomini non riescono proprio ad ascoltare le donne e subiscono ciclicamente cali di attenzione, la colpa sarebbe da additare a queste ultime, che con la loro voce “dai toni complessi” coinvolgono tutta l’area uditiva del cervello.

Al contrario la voce maschile sarebbe molto meno stancante in quanto minerebbe una sola parte dell’intero cervello.

Quella delle donne è infatti una voce difficile da elaborare per la forma delle corde vocali e laringe, e costringerebbe il cervello degli uomini ad attivarsi duramente per comprenderla.

Lo studio del professore è stato condotto attraverso tecniche innovative di risonanza magnetica nucleare che hanno individuato le aree del cervello che si attivano quando sentono le voci.

I risultati della ricerca sottolineano che per il cervello maschile è più impegnativo ascoltare una voce femminile piuttosto che una simile – ha spiegato la dottoressa Francesca D’Arista psicologa e psicoterapeuta, specializzata in psicologia clinica – Nella donna invece accade che la voce dell’uomo interessi solo una parte minore dell’encefalo. Simbolicamente quindi, più che di fastidio, parlerei del fatto che le donne sembrerebbero esprimersi in maniera più complessa, tanto da attivare maggiormente e quindi più faticosamente il cervello degli uomini”.

 

 

fonte: https://myrebellion.blog/2017/04/25/e-scientifico-la-voce-delle-donne-stanca-il-cervello-degli-uomini-rassegnatevi-donne-se-gli-uomini-non-ascoltano-la-colpa-non-sarebbe-del-tutto-loro/

Il Nobel per la medicina Randy Schekman: La Scienza è in mano ad una casta

 

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Il Nobel per la medicina Randy Schekman: La Scienza è in mano ad una casta

“Le principali riviste scientifiche distorcono il processo scientifico e rappresentano una tirannia che va spezzata”. Questo è il giudizio del premio Nobel per la medicina 2013.

Randy Schekman, è il biologo americano che ha vinto il premio Nobel per aver scoperto il meccanismo che regola il trasporto delle molecole nelle cellule, ed è anche la nuova iconaanti-casta che lancia accuse violente, su un problema di cui in realtà si discute da tempo. “La scienza è a rischio: non è più affidabile perché in mano a una casta chiusa e tutt’altro che indipendente”. La denuncia è grave, a maggior ragione perché è la cosa che ha pensato di dire Randy Schekman al “Guardian”, il giorno stesso in cui ha ricevuto il premio Nobel, e quindi non solo nel momento più importante per la sua carriera di ricercatore, ma anche nel momento di massima visibilità per lui. Ma non basta, la dichiarazione di Schekman era stata preceduta di un paio di giorni, da quella di un altro autorevolissimo scienziato, Peter Higgs, notissimo teorizzatore del bosone di Higgs, che sempre al “Guardian” aveva denunciato il sistema delle pubblicazioni scientifiche.

Ma se la dichiarazione di Schekman è clamorosa, altrettanto clamoroso è il silenzio con il quale è stata inghiottita dalla stampa. Alcuni quotidiani italiani le hanno almeno dedicato il minimo sindacale, come Il Corriere della Sera, che titola “Schekman: Le principali riviste scientifiche danneggiano la scienza” (poco più che un trafiletto) e l’Unità, “Il Nobel Schekman: Boicottiamo Science e Nature”, mentre altri hanno invece vistosamente dimenticato di parlarne. Ma ancor più vistosa è la “dimenticanza” da parte di soggetti che fanno della divulgazione scientifica il loro argomento centrale. Non una parola è stata spesa infatti, da parte di testate come Le Scienze, Oggiscienza, Query, Pikaia e perfino Focuse Ocasapiens, generalmente attente a difendere la cosiddetta buona scienza (quella sciorinata dal CICAP!) dalle idee magari un po’ stravaganti di qualche personaggio poco noto.

Le principali riviste scientifiche internazionali – Nature, Cell e Science – sono paragonate da Schekman a tiranni: “Pubblicano in base all’appeal mediatico di uno studio, piuttosto che alla sua reale rilevanza scientifica. Da parte loro, visto il prestigio, i ricercatori sono disposti a tutto, anche a modificare i risultati dei loro lavori, pur di ottenere una pubblicazione”.

“La tentazione di vedere i propri lavori pubblicati su quelle riviste spinge i ricercatori ad aggiustare i risultati, per renderli più accattivanti e “alla moda. Tutto questo ovviamente a discapito di scoperte magari meno trendy ma più importanti e determinanti per il progresso. Non pago, Schekman attacca anche gli editori, che preferiscono pensare allo scoop piuttosto che al valore intrinseco di un lavoro. Come dire, prima i soldi poi la scienza.

Una tale accusa lanciata da un neo premio Nobel dovrebbe meritare la massima attenzione, ma la tecnica è sempre la stessa: ignorare per non dare visibilità a certe idee, considerate scomode. Ma Schekman aggiunge dell’altro: Queste riviste, sono capaci di cambiare il destino di un ricercatore e di una ricerca, influenzando le scelte di governi e istituzioni. Sfruttano il loro prestigio, distorcono i processi scientifici e rappresentano una tirannia che deve essere spezzata, per il bene della scienza”.

“La scienza con le sue dichiarazioni è un’autorità in grado di influenzare le scelte di governi e istituzioni, e se è manipolabile da parte di chi detiene il comando delle principali testate scientifiche, è automaticamente vero che le affermazioni su temi sensibili possono essere orientate in base alle convenienze dei governi stessi o delle istituzioni”. Le dichiarazioni di Schekman supportano dunque indirettamente che su temi come il Global warming, la pandemia H1N1, l’eugenetica e tutte le implicazioni della visione malthusiana dell’evoluzione, la possibilità di orientare gli studi in un senso “conveniente” è reale.

L’episodio della dichiarazione di Schekman mostra che nemmeno per un Nobel è facile denunciare i problemi della scienza, figurarsi per soggetti enormemente meno visibili. La denuncia di Schekman rappresenta tuttavia un incentivo ad andare avanti per tutti coloro che ritengono la scienza una realtà preziosa, che deve essere difesa dalle strumentalizzazioni e da qualsiasi tentativo di piegarne i risultati a vantaggio di interessi particolari.

La scienza conferma: dove la cannabis è legale il consumo di alcol diminuisce in modo drastico

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La scienza conferma: dove la cannabis è legale il consumo di alcol diminuisce in modo drastico

Negli stati americani dove la cannabis è legale, anche solo a uso terapeutico, il consumo di alcolici è calato in percentuali comprese tra il 13,8 e il 16,2%. Questo il risultato di una ricercacondotta dell’Università del Connecticut e dalla Andrew Young School of Policy Studies ad Atlanta.

I due enti di ricerca hanno monitorato le vendite di prodotti alcolici nell’arco di 10 anni (tra il 2006 e il 2015) in oltre 2000 contee Usa dove la cannabis è legale a scopo terapeutico, verificando che ovunque le vendite di alcolici sono drasticamente diminuite.

Un risultato che conferma empiricamente ciò che molte ricerche ipotizzano da tempo: la cannabis va considerata un ottimo rimedio contro la dipendenza da alcol, una piaga che ogni anni provoca oltre tre milioni di morti nel mondo.

Già nel 2014 un’approfondita ricerca condotta dall’Alcohol Research Group della California aveva analizzato la cannabis come potenziale sostitutivo dell’alcol in base alla soddisfazione dei 7 parametri che la letteratura medica richiede siano assolti dalle sostanze terapeutiche contro le dipendenze, scoprendo che la cannabis ne soddisfa 6 su 7 e quindi va ritenuto un sostitutivo molto efficace.

Anche perché attualmente di terapie veramente efficaci e soddisfacenti contro l’alcolismo non ce ne sono. Sino ad oggi i farmaci considerati più promettenti nella realizzazione di una terapia sostitutiva dell’alcolismo sono il benzodiazepine e gli agonisti GABAergici, tuttavia entrambi mostrano alcune problematiche: e benzodiazepine sono in grado di prolungare il rischio di ricaduta, mentre gli agonisti GABAergici come il Baclofen, se da una lato riducono l’abuso di alcol e migliorano le funzioni epatiche, dall’altro aumentano la sonnolenza alcol-correlata e possono condizionare gravemente le capacità funzionali dell’individuo.

Ora questa ricerca conferma: la cannabis merita di essere studiata ed applicata veramente, quanto meno a livello sperimentale, in quanto potrebbe rivelarsi la miglior medicina contro la dipendenza da alcol.

 

 

fonte: http://www.dolcevitaonline.it/la-scienza-conferma-dove-la-cannabis-e-legale-il-consumo-di-alcol-diminuisce-in-modo-drastico/

Scienza – Una speranza nella lotta contro il cancro. Scoperte molecole capaci di colpire con precisione le cellule tumorali.

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Scienza – Una speranza nella lotta contro il cancro. Scoperte molecole capaci di colpire con precisione le cellule tumorali.

Scoperte molecole capaci di colpire con precisione le cellule tumorali.

Si apre la strada a una categoria emergente di farmaci, estremamente innovativi, che consentiranno di personalizzare la terapia, paziente per paziente e tumore per tumore.

Nel nostro organismo ci sono delle molecole di Rna che fanno scattare l’allarme quando il Dna delle cellule subisce dei danni. Nelle cellule tumorali ciò succede di frequente e la cellula cerca di ripararsi per continuare a diffondersi. Ora si è compiuto un passo avanti nella conoscenza di questi meccanismi e si apre la speranza di poterli bloccare e facilitando, poi, la lotta contro il tumore. A tal fine i ricercatori dell’Ifom (Istituto Firc di oncologia molecolare) e dell’Igm-Cnr di Pavia hanno disegnato nuove molecole, battezzate “antisenso”, che «hanno l’abilità straordinaria di legare una sequenza di Rna complementare agli Rna segnalatori identificati e da colpire» spiega Flavia Michelini, prima autrice dello studio pubblicato su Nature Cell Biology.

Azione specifica

«In questo modo le molecole antisenso — aggiunge la ricercatrice — impediscono il lancio dei messaggi e soprattutto gli interventi di riparazione del genoma. La loro azione è mirata a specifiche lesioni del Dna e non interferisce con altri processi della cellula». Per fare un esempio legato alla domotica, la cellula è vista come una casa intelligente dove, con un telecomando, si possono disattivare le funzioni degli elettrodomestici che non interessano. I ricercatori possono dunque esercitare, attraverso le molecole antisenso, un’azione specifica colpendo con precisione l’azione negativa delle cellule tumorali.

Le prospettive

«Le nuove molecole — precisa Fabrizio d’Adda di Fagagna, alla guida del gruppo di 14 ricercatori protagonisti della ricerca — costituiscono la base di una categoria emergente di farmaci, estremamente innovativa per personalizzare la terapia, paziente per paziente e tumore per tumore, e aprire la strada a una medicina più precisa e meno tossica. Ora mentre approfondiamo ulteriormente questi meccanismi stiamo anche cercando di individuare quelle classi di tumori che accumulano preferenzialmente danni in alcuni punti del genoma, in modo da colpirli selettivamente. Nell’esplorazione di specifiche applicazioni terapeutiche sarà strategico il supporto di BiovelocITA, il primo acceleratore italiano dedicato al settore biotech». Lo studio è stato realizzato con il contributo, in particolare, della Commissione Europea (European Research Council advanced grant), di AIRC, del progetto EPIGEN e con la collaborazione dei ricercatori dell’Università del Michigan e del Mechanobiology Institute di Singapore.

fonte: http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/17_novembre_29/smolecole-capaci-colpire-precisione-cellule-tumorali-4b5f54ae-d4f8-11e7-b070-a687676d1181.shtml

Tiziano Terzani: La scienza? E’ il nuovo “oppio dei popoli”

 

Tiziano Terzani

 

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Tiziano Terzani: La scienza? E’ il nuovo “oppio dei popoli”

Tiziano Terzani: “La scienza,in Occidente è stata asservita ai grandi poteri economici e messa sull’altare al posto della religione. Così è lei stessa diventata l’oppio dei popoli”

“Nessuno ha più risposte che contano perché nessuno pone più le domande giuste.

Tanto meno la scienza, che in Occidente è stata asservita ai grandi poteri economici e messa sull’altare al posto della religione. Così è lei stessa diventata “l’oppio dei popoli”, con quella sua falsa pretesa di saper prima o poi risolvere tutti i problemi.

La scienza è arrivata a clonare la vita, ma non a dirci cos’è la vita.

La medicina è riuscita a rimandare la morte, ma non a dirci cosa succede dopo la morte.

O sappiamo forse davvero che cosa permette ai nostri occhi di vedere e alla nostra mente di pensare?

Eppure, grazie alla grande fiducia che abbiamo nella scienza, diamo ormai tutto per scontato. Si crede di sapere e non si sa.
Ci si accontenta dunque di non sapere, convinti che presto si saprà.

Qualcuno se ne starà certo occupando! La popolazione aumenta, esaurendo le risorse della Terra, l’acqua innanzitutto?
Sicuramente la scienza risolverà anche questo problema.

Milioni di esseri umani patiscono la fame nel mondo?

Rimettiamoci alla modificazione genetica di certi semi che presto produrranno raccolti miracolosi  e magari anche…nuovi tipi di cancro.

Viviamo come se questo fosse il solo dei mondi possibili, un mondo che promette sempre una qualche felicità. Una felicità alla quale ci avvicineremo con un progresso fatto sostanzialmente di più istruzione (che istruzione!) , più benessere, e ovviamente più scienza.

Alla fine dei conti tutto sembra ridursi a un problema di organizzazione, di efficienza. Che illusione!

Ma è così che ci siamo tarpati le ali della fantasia, che abbiamo messo il bavaglio al cuore, che abbiamo ridotto tutto il mondo al solo mondo dei sensi, con questo negandoci l’altra metà.

Per i saggi, specie quelli indiani, il mondo visibile non è mai stato l’intera realtà, ma solo una parte. E nemmeno la parte più importante, dal momento che è mutevole e sempre in balia del distruttivo scorrere del tempo.

Di Tiziano Terzani

Lo Scienziato Michio Kaku: “Qualcosa sta succedendo alla Terra, dobbiamo prepararci al peggio”

Michio Kaku

 

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Lo Scienziato Michio Kaku: “Qualcosa sta succedendo alla Terra, dobbiamo prepararci al peggio”

Il Dr. Michio Kaku è uno scienziato americano più famoso del mondo, è uno dei pochi scienziati seri che non hanno paura di dire la verità. Nella lista dei più citati nel mondo degli autori accademici, il Dr. Kaku è classificato al 22 ° posto.

Nel prossimo numero del Journal of National Geographic Society, il nuovo articolo di Kaku sarà pubblicato e parlerà di un qualcosa di grosso che sta per accadere. “Attenzione a noi tutti, esseri umani sul pianeta Terra”.

Ecco alcuni estratti da questo articolo:

Michio Kaku: “Ora, ogni giorno che passa, impariamo delle notizie circa i grossi cambiamenti meteo, anomalie naturali e cataclismi violenti. Vi è un aumento dei terremoti nelle regioni in cui non vi erano stati prodotti per secoli. Neve e raffreddamento anomalo in estate nei paesi in cui questo non dovrebbe accadere. Uragani estremi, tempeste e trombe d’aria in luoghi mai visti prima.

Ogni giorno che passa in questo,  vengono registrati i record meteorologici e anomalie del clima. Anche le crisi climatiche catastrofiche negli Stati Uniti quest’anno.Pochi giorni fa, il 12 giugno, più di 30 tornado hanno colpito il Nebraska, Wyoming, South Dakota e Colorado. E poi la grandine che è caduta aveva le dimensioni di una palla da tennis. La gente è spaventata. La gente non può capire cosa sta succedendo.

Ma hanno bisogno di abituarsi a questi eventi che saranno sempre maggiori. Noi tutti dobbiamo abituarci.”

“un chiaro segno infausto che l’approccio di una catastrofe globale sta aumentando ad un ritmo allarmante”

Sebbene le condizioni meteorologiche estreme sono sempre stati parte dei cicli climatici della terra, ora possiamo vedere e dire senza mezzi termini che esiste una anomalia in questi cicli che portano ad una maggiore forza e intensità, oltre alla maggior frequenza di tali catastrofi climatiche. Questo è un chiaro segno infausto che l’approccio di una catastrofe globale sta aumentando ad un ritmo allarmante“.

Il recente rapporto creato dal gruppo internazionale di ricercatori ha presentato in occasione della conferenza di Londra, un documento in cui viene dimostrato che è possibile parlare di catastrofici cambiamenti globali che si verificano sulla Terra. Questo vale per l’attività sismica e il clima. E questi cambiamenti veloci sono i peggiori per noi esseri umani“.

Forse la Terra è influenzata da qualcosa che viene dallo spazio esterno?

Non so cosa sta succedendo ora – dichiara Kaku-  forse la Terra sperimenta l’influenza di qualcosa dallo spazio esterno. O qualcosa che ha avuto inizio nella Terra stessa. O semplicemente il nostro pianeta è stanco di tutto ciò che facciamo ad esso. Nessuno degli scienziati al mondo sa cosa sta succedendo.”

Possiamo solo osservare, analizzare e creare un modello che può portare ad un dato teorico approssimativo, ma i cambiamenti in atto sono veloci e possiedono una azione violenta. Non so cosa succede alla Terra, ma tutti dobbiamo prepararci al peggio “- Dr. Michio Kaku.

Fonte: Segnidalcielo

L’accusa de “Il Salvagente” – Glifosato e cancro: ecco come i “big” pagavano la scienza pur di lucrare sulla pelle della Gente!

 

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L’accusa de “Il Salvagente” – Glifosato e cancro: ecco come i “big” pagavano la scienza pur di lucrare sulla pelle della Gente!

 

Glifosato e cancro: come i big pagavano la scienza per vendere
 Monsanto e altri produttori di glifosato sembrano aver distorto le prove scientifiche sugli effetti per la salute pubblica del glifosato, al fine di mantenere sul mercato questa controversa sostanza.
Tra il 2012 e il 2016, le aziende produttrici hanno sponsorizzato una serie di recensioni pubblicate su riviste scientifiche, le quali concludono che il glifosato e le sue formulazioni commerciali non sono nocive per la salute.
Il nuovo rapporto, “Buying Science“, mostra come questi pareri sulla cancerogenicità e genotossicità (capacità di modificare il DNA) del glifosato, sponsorizzati dall’industria, contengano gravi difetti scientifici, che vanno dall’omissione di dati alla violazione delle linee guida dell’OCSE per la valutazione degli studi sul cancro nei roditori. Tali recensioni assegnano inoltre un maggior peso agli studi condotti dalle industrie, non pubblicati, piuttosto che a quelli pubblicati in riviste scientifiche specializzate dopo un severo processo di valutazione (peer-reviewed)
Nonostante queste evidenti mancanze scientifiche, diverse autorità di regolamentazione Europee e Statunitensi fanno spesso riferimento a questi articoli sponsorizzati dall’industria su glifosato.
L’Istituto tedesco federale per la valutazione dei rischi (BfR), l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e la USA Environmental Protection Agency (EPA) hanno tutti utilizzato gli argomenti degli studi “sponsorizzati” al posto di quelli indipendenti e pubblicati.
“I produttori di glifosato hanno ingannato le autorità di regolamentazione di tutto il mondo in ogni modo per minimizzare gli effetti allarmanti del glifosato sulla salute. Il fatto che le agenzie abbiano accettato la loro ‘assistenza’ è niente di meno che uno scandalo “, dice Helmut Burtscher, uno degli autori dello studio.
Al contrario, l’Agenzia di ricerca sul cancro (IARC) dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), nella sua valutazione sulla cancerogenicità del glifosato, non ha preso in considerazione gli studi sponsorizzati dall’industria, per l’insufficienza di dati e di informazioni statistiche in essi presenti. Una politica che la IARC adotta comunemente nei suoi studi.
Le organizzazioni che presentano il report “Buying Science” sono tra le promotrici dell’Iniziativa dei Cittadini Europei “Fermiamo il Glifosato
Come parte dei suoi obiettivi dichiarati, l’Ice “Fermiamo il glifosato” richiede alla Commissione europea di “garantire che la valutazione scientifica dei pesticidi per l’approvazione regolamentare dell’UE si basi unicamente su studi pubblicati, che siano commissionati dalle autorità pubbliche competenti anziché l’industria dei pesticidi”
“Le decisioni sul futuro del glifosato dovrebbero essere guidate dalla revisione indipendente delle prove da parte della IARC.” Ha aggiunto Burtscher
fonte: https://ilsalvagente.it/2017/03/23/glifosato-e-cancro-come-i-big-pagavano-la-scienza-per-vendere/20481/?utm_content=buffer7c883&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer

 

Metodo Di Bella – Come funziona la “macchina del fango”. Si getta fango pubblicamente, poi scuse e rettifiche passano sotto silenzio. L’ultimo di una lunga serie è il caso Panorama, costretto a rettificare ed ammettere che il Metodo Di Bella è scienza!

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Metodo Di Bella – Come funziona la “macchina del fango”. Si getta fango pubblicamente, poi scuse e rettifiche passano sotto silenzio. L’ultimo di una lunga serie è il caso Panorama, costretto a rettificare ed ammettere che il Metodo Di Bella è scienza!

 

La macchina del fango costretta a rettificare le denigrazioni sul MDB
Il settimanale Panorama e la rettifica sul Professor Di Bella

GIORNALI E DIFFAMAZIONE

Spesso accade che i giornali nei loro articoli accomunino alcune pratiche non comprovate scientificamente con il Metodo Di Bella, la terapia anticancro ideata dall’omonimo Professore Luigi Di Bella più di cinquant’anni fa.Il termine riferito alle sostanze del MDB  di solito è “i Cocktail”, ma naturalmente non manca mai l’accenno alla famigerata sperimentazione del ’98.

Panorama e il Dottor Giuseppe Di Bella

Molte le “rettifiche obbligate”, come quello ad esempio

della Senatrice Cattaneo:

http://cronacadiungirasole.blogspot.it/2014/03/il-sole-24-ore-la-cattaneo-denigra-il.html

INFORMAZIONI SULLA SPERIMENTAZIONE

http://www.metododibella.org/it/la-sperimentazione-truffa-sul-metodo-di-bella.html#.WRl8IdwlHIU

IL VIDEO DI REPORT SULLA SPERIMENTAZIONE

https://www.youtube.com/watch?v=1h3yAZ-errQ

Accade anche però, che la famiglia Di Bella richieda una rettifica, rispondendo con una lettera chiarificatrice in cui si sottolinea che il metodo Di Bella è SCIENZA e a riprova vi sono migliaia di pubblicazioni che confermano le proprietà antitumorali delle sostanze usate nel Metodo.

E così… sempre più spesso i giornali sono costretti a rettificare: l’ultimo caso quello di Panorama costretto a riportare la risposta del Dottor Di Bella riguardante l’articolo del 27 aprile 2017:

“Vannoni & co.: i guaritori al di fuori della scienza”

LA RETTIFICA

Ecco la rettifica del settimanale Panorama, sull’articolo che riguardava i “guaritori al di fuori della scienza”.

PANORAMA:

UPDATE: Abbiamo pubblicato questo articolo il 27 aprile 2017. Tra i casi indicati c’era anche quello del prof. Luigi di Bella. In riferimento alla richiesta di rettifica ai sensi dell’art.8 Legge 47/1948 del Presidente della Fondazione Di Bella Dr Giuseppe Di Bella, pubblichiamo la seguente nota di rettifica:

– Il prof. Luigi Di Bella non “presentò al mondo la sua cura (sic)”, che aveva illustrato in sedi scientifiche prestigiose, in Italia e all’estero, tra le quali diversi congressi mondiali, fin dal 1973;

– La casistica clinica è stata oggetto di ormai numerose pubblicazioni in riviste internazionali accreditate e peer review;

– Il prof. Luigi Di Bella non ha mai usato espressioni che giustificano la sprezzante terminologia di “mirabolanti risultati”, limitandosi a riferire di successi terapeutici in casi trattati che, quando in stadiazione non estrema e quando il paziente non era stato reso non responsivo alle consuete terapie chemioterapiche costituiscono inediti nella letteratura scientifica;

– I cocktail si bevono al bar o si preparano a casa. Gli schemi terapeutici cui si ispirava il prof. Luigi Di Bella hanno il documentato suffragio di una vastissima letteratura, e non rispondono ad una logica “culinaria” (“… comprende un po’ di tutto”), ma a un solido razionale elaborato da uno scienziato con tre lauree, due docenze, oltre 200 pubblicazioni scientifiche;

È totalmente falso e arbitrario, nonché l’esatto opposto della verità che “… le curve di sopravvivenza dei pazienti che hanno partecipato allo studio sono le stesse di chi, affetto dallo stesso tipo di tumore, non aveva ricevuto la cura”. Queste curve non sono mai state elaborate da nessuno, e sono smentite dagli stessi dati ufficiali, i quali rilevano (Rapporti Istian 98/17 e 98/24) come su 347 pazienti dichiarati “valutabili” e con una prognosi ricompresa tra 11 giorni (dicansi 11 giorni) e 90 giorni, e che alla data di conclusione dello studio (31-10-1998) avrebbero dovuti essere tutti deceduti, ne fossero in vita 167, cioè il 48%, mentre al follow up del giugno 1999 ne risultavano in vita 88 (25%). Lo stesso dicasi per lo studio osservazionale, tanto che lo stesso settimanale Panorama (n°26 del 1 luglio ’99 a firma di Elisabetta Burba e Maurizio Tortorella), così titolò una pagina dedicata alle sorprendenti sopravvivenze: “Toh, chi si rivede: 900 ‘condannati’ ancora vivi”]

il link:

http://www.panorama.it/scienza/salute/vannoni-co-i-guaritori-al-di-fuori-della-scienza/

 

fonte: http://cronacadiungirasole.blogspot.it/2017/05/il-settimanale-panorama-e-la-rettifica.html

Ormai è ufficiale! L’olio di palma è tossico. Ma le multinazionali lo sapevano già dal 2009. E lo usavano lo stesso, addirittura nei prodotti per neonati! In fondo cos’è la salute dei bambini a confronto del business?

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Ormai è ufficiale! L’olio di palma è tossico. Ma le multinazionali lo sapevano già dal 2009. E lo usavano lo stesso, addirittura nei prodotti per neonati! In fondo cos’è la salute dei bambini a confronto del business?

 

E’ ufficiale! L’olio di palma è tossico,le multinazionali lo sapevano dal 2009

L’Efsa ha stabilito di recente che l’olio di palma è dannoso per la salute, soprattutto per quella dei bambini. Ed è arrivata a questo risultato dopo uno studio decennale e molto accurato. È triste però scoprire che le grandi multinazionali dell’alimentazione lo sapevano già dal 2009. Lo testimonia il report di un convegno tenutosi appunto il 21-22 aprile del 2009 a Praga che aveva per tema proprio i “contaminanti” frutto dei processi di trasformazione dei cibi e le strategie per ridurli al minimo. Tra le varie sostanze tossiche trattate nel congresso c’era anche il 3-Mcpd, ossia il 3-monocloropropandiolo e suoi esteri degli acidi grassi. Una sostanza tossica che si sprigiona quando gli oli vegetali – e soprattutto quello di palma – sono sottoposti a raffinazione ad alte temperature (200°C). In particolare sia l’Efsa nel suo studio che i colossi dell’industria alimentare presenti al convegno praghese sottolineano che nel trattamento degli oli di semi in genere “vengono prodotti livelli notevolmente inferiori di esteri Mcpd che dai grassi di palma”. Quindi il grasso tropicale anche all’ora era considerato come il principale imputato.
Amare poi le conclusioni del congresso, perché purtroppo ancora attuali anche se riferite al 2009: “Al momento non è possibile la produzione di grassi a base di palma a basso contenuto di esteri Mcpd”. L’Efsa nel suo studio, infatti, ha sottolineato che “i livelli di 3-Mcpd e dei suoi esteri degli acidi grassi negli oli vegetali” e in particolare nel palma “sono rimasti in gran parte invariati nel corso degli ultimi cinque anni”. E per questo ha dimezzato la dose giornaliera tollerabile (DGT), portandola a 0,8 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno.
Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha chiesto al Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, Vytenis Povilas Andriukaitis, di avviare con urgenza l’esame della questione all’interno dei gruppi tecnici. La palla passa dunque all’Ue e si spera che intervenga a regolare per legge i parametri per un uso non pericoloso per la salute dell’olio di palma in campo alimentare.
Intanto in Italia si allunga la lista di aziende che hanno scelto volontariamente di eliminare l’olio di palma dai propri prodotti. L’ultima è la Coop, che già aveva tolto il grasso tropicale da oltre 100 prodotti a marchio. Ma che, dopo la pubblicazione del dossier dell’Efsa, ha decisio di abolirlo del tutto anche nei 120 prodotti restanti. La sostituzione avverrà gradualmente nei prossimi mesi.

 

I fumi dell’incenso? Fanno più male di quello delle sigarette: l’inaspettato risultato di una ricerca sono scientifica!

 

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I fumi dell’incenso? Fanno più male di quello delle sigarette: l’inaspettato risultato di una ricerca sono scientifica!

Probabilmente in futuro vedremo stampata sulle confezioni dei bastoncini di incenso un’etichetta simile a quella presente sui pacchetti di sigarette: ci riferiamo al messaggio inerente ai rischi del fumo sulla salute. Stando ai risultati di un gruppo di ricercatori infatti, il fumo prodotto dalla bruciatura dello stick di incenso è addirittura più nocivo di quello prodotto dalle sigarette stesse. Lo studio è volto ad allarmare chi ovviamente si espone giornalmente a questo tipo di emissione, ovvero le popolazioni asiatiche la cui tradizione prevede l’accensione di incenso durante tutta la giornata. Tuttavia quanto emerge dovrebbe essere tenuto in considerazione anche da chi ha come abitudine quella di profumare gli ambienti con questo metodo orientale.

Gli stick di incenso sono fatti di polveri di erbe e di legno, una sostanza adesiva, legno di bamboo e altre fragranze.

Già alcuni studi avevano osservato come i fumi degli incensi emettessero un particolato in quantità superiore rispetto a quello derivante dal fumo di sigaretta: in cifre, si parlava di 45 mg/g di particelle prodotte dagli stick profumati rispetti ai 10 mg/g delle sigarette. Anche le emissioni gassose erano state identificate: monossido di carbonio, anidride carbonica, diossido di azoto e anidride solforosa oltre ad alcuni componenti organici estremamente volatili quali xilene, benzene e toluene. Nello studio era stato visto come l’inalazione prolungata di questi fumi provocasse danni alla salute in termini di disfunzioni respiratorie e dermatiti.

Il risultato di quest’ultima ricerca però è ben più allarmante: il fumo degli incensi è mutageno.

Questo nuovo studio mette in evidenza il fatto che il fumo degli incensi è molto più nocivo di quello delle sigarette. Il risultato a cui il gruppo di ricerca è giunto è del tutto inaspettato: da molti l’incenso è sempre stato visto come un’alternativa naturale a molti deodoranti spray chimici. I fumi degli incensi invece risultano essere mutageni, ovvero in grado di generare mutazioni nel materiale genetico, il DNA.

Rispetto alle sigarette i prodotti degli incensi sono citotossici (tossici per le cellule) e genotossici (tossici per il DNA) in misura di gran lunga maggiore. Dei 64 componenti contenuti nei fumi, due in particolare sono risultati molto pericolosi. 

È chiaro che mutazioni, citotossicità e genotossicità sono correlati allo sviluppo di forme tumorali. 

Sebbene gli studi portati a termine dal gruppo di ricerca non abbiano coinvolto direttamente gli esseri umani nei test, da oggi dovremmo rivalutare la salubrità dell’accensione di un incenso in casa. Gli scienziati sottolineano inoltre un fattore da tenere in considerazione, ovvero che il modo in cui viene inalato il fumo di incenso è differente da come viene aspirato quello sigaretta.

Tuttavia possiamo affermare che alla luce di questo studio è bene mantenere areato l’ambiente in cui viene acceso un incenso, evitare la stretta vicinanza e soprattutto di non considerarla una pratica giornaliera.