La birra come antidolorifico – La scoperta dai ricercatori dell’Università di Greenwich. Due bicchieri di birra sul nostro sistema nervoso hanno un effetto analgesico comparabile con una pastiglia di paracetamolo.

birra

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

La birra come antidolorifico – La scoperta dai ricercatori dell’Università di Greenwich. Due bicchieri di birra sul nostro sistema nervoso hanno un effetto analgesico comparabile con una pastiglia di paracetamolo.

 

La birra come antidolorifico, meglio del paracetamolo?
Uno studio dell’Università di Greenwich rivela le proprietà antidolorifiche dell’antica bevanda.

La birra come antidolorifico, non è un nuovo lancio di marketing dei birrifici ma quanto scoperto dai ricercatori dell’Università di Greenwich. Gli studiosi hanno infatti pubblicato una ricerca sulla prestigiosa rivista The journal of pain, dove sostengono che due bicchieri di birra sul nostro sistema nervoso hanno un effetto analgesico comparabile con una pastiglia di paracetamolo.

La birra come antidolorifico e analgesico

La birra è una delle più antiche bevande prodotte e consumate dall’uomo, si stima che fu scoperta nel settimo millennio avanti Cristo, molti documenti la collocano nell’antico Egitto e già consumata dagli abitanti della Mesopotomia.

Il nettare degli dei egizi, è una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione di mosto a base di malto d’orzo, ovvero essiccato e germinato.

Le antiche popolazioni che vivevano tra il fiume Tigri ed Eufrate già consideravano la birra come antidolorifico e la usavano in medicina. Veniva infatti consumata fin dall’infanzia e data da bere ai malati perchè fonte di zuccheri, carboidrati e proteine.

Portata in Europa dalle tribù germaniche e celtiche, ai giorni nostri conosciamo tutti gli effetti dell’alcol, soprattutto quelli nocivi, ma una novità viene rivelata dai ricercatori di Greenwich. Due bicchieri di birra a bassa gradazione hanno un effetto rilassante sul sistema nervoso, che in caso di dolore localizzato non individuerà più l’infiammazione o il dolore. Innalzare il valore nell’alcol del sangue dello 0,08 percento permette infatti di alzare la soglia del dolore percepito, riducendo moderatamente il disagio provato..

La ricerca

La ricerca non si fermerà poiché gli studiosi ancora non sanno il motivo dell’attenuazione del dolore percepito. Possono essere due le cause che permettono di assumere la birra come antidolorifico: la prima è che i recettori del cervello vengano coinvolti dall’assunzione dell’alcol, la seconda è se un livello alcolemico più alto nel sangue porti a un rilassamento generale dell’organismo, abbassandone le tensioni in corso. Il Professor Trevor Thompson, tra i responsabili della ricerca, afferma che non solo la birra è più potente del paracetamolo, ma che può essere paaragonato a farmaci molto più potenti come la codeina e tutti gli oppiacei. Il dottor Thompson insiste anche con il mettere in guardia però gli effetti sul lungo termine del consumo di alcol, assolutamente dannosi.

 

fonte: http://it.blastingnews.com/salute/2017/05/la-birra-come-antidolorifico-meglio-del-paracetamolo-001667813.html

I telefonini e la nostra salute. Ecco tutto, ma proprio tutto quello che non ci dicono!

telefonini

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

I telefonini e la nostra salute. Ecco tutto, ma proprio tutto quello che non ci dicono!

 

I telefonini e la nostra salute. Ecco quello che non ci dicono

A tutti noi è capitato, sfogliando il libretto di istruzioni di un telefonino, di imbatterci in una frase che dice più o meno questo: “… il SAR (Specific Absorption Rate) relativo all’uso di questo apparecchio è inferiore alle linee guida adottate per assicurare la sicurezza degli utilizzatori…” . Tutto a posto dunque, possiamo stare tranquilli? Assolutamente no.

IL SAR, che in italiano significa Tasso di Assorbimento Specifico
, è una quantità molto in voga nei paesi anglosassoni e tra i costruttori di telefonini e DOVREBBE rappresentare quanta radiazione elettromagnetica viene assorbita da un corpo durante l’uso di un telefonino, costituendo quindi un indice della sua pericolosità.

A parte il fatto che è paradossale basare la nostra sicurezza su una misura difficilmente riconducibile al Sistema Internazionale delle unità di misura (cfr. [2]), e che è assolutamente assodato (vd. ad es. [3]) che il SAR è una misura altamente aleatoria, dato che varia in funzione dell’età del soggetto (ad es. perché un adolescente è più idratato di una persona anziana), della costituzione (ad es. altezza, dimensioni), e di altre condizioni (ad es. se vengono indossati o no gli occhiali), rimane l’ INSORMONTABILE PROBLEMA che il SAR nasce per misurare quanta sia l’energia assorbita dal corpo umano, e quindi in ultima analisi è legato al concetto di “effetto termico”, mentre è da tempo nota [4] l’esistenza di EFFETTI BIOLOGICI a BASSO LIVELLO e cioè a livelli di Campo Elettromagnetico inferiori a quelli “termici”.

Questo cosa c’entra questo con la sentenza, dello scorso 11 aprile con la quale il Giudice Luca Fadda del tribunale di Ivrea riconoscendo il nesso causale tra Campo Elettromagnetico e tumore, condanna l’ INAIL al risarcimento del danno subito da un dipendente Telecom a seguito dell’uso intensivo del telefonino?

C’entra eccome: non dubito affatto che tutti i telefonini usati dallo sfortunato protagonista della vicenda abbiano avuto un SAR rientrante nelle linee guida proposte da ICNIRP (che, ricordiamoci, non è un ente pubblico, ma di fatto un organismo privato, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che questo può comportare – cfr.: lo statuto ICNIRP [5]), e riprese in sede europea da CENELEC e dal Consiglio dell U.E. con la Raccomandazione 1999/519/CE [6].
La verità è che ICNIRP, per sua stessa ammissione, regolamenta solo quello che si conosce, ma purtroppo non si conoscono i meccanismi di azione del Campo Elettromagnetico a BASSO LIVELLO, e quindi la domanda è : “come si può regolare qualcosa che non si conosce?”. Non lo si regola, appunto (vd. [6] e [7]). Alla faccia del PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, sia pure nella versione “europea”, che è parecchio edulcorata ed attenta a contemperare le esigenze della salute e quelle industriali [8]…
Se riesco a capire che l’applicazione del Principio di Precauzione esula dalle competenze e dalle finalità di ICNIRP, mi risulta assolutamente incomprensibile perché tale principio non sia applicato dagli organismi europei.
Dunque, il SAR non serve a nulla, tranne, probabilmemente, a permettere di scrivere la frasetta tranquillizzante che ho citato all’inizio.

Come se ne esce?

Occorre considerare le cose in altro modo, un po’ meno prono alle esigenze dell’industria. In casa nostra, in Italia, ne abbiamo un esempio, anzi, probabilmente abbiamo l’ ESEMPIO migliore al mondo di come la questione dei Campi Elettromagnetici si possa affrontare…

L’ APPROCCIO PROTEZIONISTICO ITALIANO
Spesso si sente argomentare che “i limiti italiani -i noti 6V/m per intenderci- sono molto più restrittivi di quelli della maggioranza degli altri stati”. Quello che sembra sfuggire ai più è che non solo i limiti sono diversi, ma soprattutto lo è il quadro scientifico in cui detti limiti si inseriscono [9].

La questione principale è che mentre gli EFFETTI TERMICI sono ben conosciuti, e quindi è agevole trovarne i limiti protezionistici di esposizione, ad oggi rimane sconosciuto il meccanismo di azione biologica del Campo Elettromagnetico a BASSO LIVELLO.

Come abbiamo visto sopra, un approccio protezionistico basato su SAR non solo risente del vizio originale di essere in ultima analisi legato all’energia e quindi agli effetti termici, ma è anche di applicazione piuttosto aleatoria.
Ciò nonostante, la Raccomandazione 1999/519/CE del 12 luglio 1999 (“Raccomandazione del Consiglio relativa alla limitazione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici da 0 a 300 GHz”) riprende integralmente le linee guida dell’ICNIRP, che si basano esattamente su valutazioni del SAR: ma questo è come dire che si prendono in considerazione solo gli effetti termici.

L’approccio protezionistico italiano rovescia il paradigma: non si limita più l’esposizione a partire dalla considerazione dell’energia assorbita dai tessuti, ma SI LIMITA LA SORGENTE.
La linea seguita dal nostro paese non è particolarmente bizzarra, dato che nel mondo non siamo i soli ad adottare questo approccio: altre nazioni lo condividono con noi, ad es. la Svizzera e la Cina (la prima con limiti minori, la seconda con limiti maggiori di quelli italiani ma inferiori ai “livelli di riferimento” della Raccomandazione Europea).

Inoltre il “modello italiano” non è soltanto ragionevole, ma è anche quello PIU’ APPLICATO tutte le volte che un inquinante minaccia la salute umana: ad es. nell’alimentazione viene limitata la quantità di sorgenti potenzialmente tossiche NEI PRODOTTI, e non QUANTO di un certo inquinante il nostro corpo possa assorbire.

A partire dal 2012 questo pregevole ed innovativo (per il settore) impianto normativo ha subito ripetuti attacchi, per es.:
– con l’ art.14 della L.179 del 18/10/2012 , che ha imposto una sorta di media sulle 24 ore delle misure relative al valore di attenzione (e prevedendo anche la misurazione a 1,5 m. sul piano di calpestio ha in qualche modo reintrodotto il concetto di SAR);
– con il Decreto del Ministero Ambiente (MATTM) del 5/10/2016 riguardante il fattore di attenuazione (fino a 6 dB) del Campo Elettromagnetico da parte di pareti e dei solai, che in caso di pareti senza finestre porta ad un RADDOPPIO del limite, e lascia una imbarazzante possibilità ai gestori di autocertificare comunque una attenuazione anche in presenza di aperture; NONOSTANTE questo, tale decreto è stato definito dal Ministro Galletti “… un altro passo avanti verso la definizione di parametri definiti sull’esposizione ai Campi Elettromagnetici, a tutela della salute dei cittadini “.

INFINE, UNA PROPOSTA
Deve essere ben chiaro che l’impianto normativo dell’ Approccio Protezionistico Italiano di cui ho parlato si riferisce alle stazioni radio base (SRB) , alle “antenne”, per intenderci, ma penso che questo modo di considerare la questione potrebbe essere esteso con relativamente poca spesa anche al mondo dei terminali portatili .

In sostanza l’Opinione Pubblica (se sta succedendo, a torto o ragione per l’ Olio di Palma, perché non dovrebbe succedere per i Campi Elettromagnetici ?) potrebbe spingere l’industria a progettare reti di telefonia mobile che richiedano un livello minimo di campo inferiore ai circa -110 dBm attuali, e contemporaneamente a progettare terminali (cioè telefonini) parimenti capaci di operare a livelli più bassi. Da progettista sono convinto che con una spesa accettabile, diciamo di pochi punti percentuali sul prezzo del telefonino, i limiti di funzionamento siano facilmente migliorabili di 5-6 dB : questo potrebbe portare ad una sensibile diminuzione della potenza emessa.
E se non vi convince questo, pensate a quanto durerebbero di più le batterie…

Certo, occorre lungimiranza, intelligenza (nel senso latino di “legere intus”, leggere dentro le cose), e soprattutto occorre un alto grado di consapevolezza da parte dell’Opinione Pubblica…

Ma penso si possa fare.

——

[1] Claudio Poggi è laureato in Ingegneria Elettronica al Dipartimento di Ingegneria Biofisica ed Elettronica dell’ Università di Genova, e si occupa da oltre 30 anni della progettazione di apparecchiature elettroniche, spesso elettromedicali, e delle problematiche inerenti l’uso dei Campi Elettromagnetici. www.claudiopoggi.it

[2] Il SI (Sistema Internazionale delle unità di misura) in Italia è il sistema legale di misura da adoperarsi obbligatoriamente in forza del D.P.R del 12 agosto 1982, n. 802 , attuazione della direttiva (CEE) n. 80/181 relativa alle unità di misura (in GU n.302 del 3-11-1982) . Il SAR è espresso con la relazione SAR=dW/dm ma la massa (espressa come m=densità*volume) non è derivabile perchè nei modelli del corpo umano è una grandezza discontinua! Una considerazione simile è valida se la definizione di SAR anzichè con differenziale è espressa con integrale di volume.

[3] Y-Y. Han, O.P.Gandhi,A.deSalles,R.B.Herberman and D.L.Davis, ” Comparative assessment of models of electromagnetic absorption of the head for children and adults indicates the need for policy changes”, L. Giuliani and M. Soffritti eds., “NON-THERMAL EFFECTS AND MECHANISMS OF INTERACTION BETWEEN ELECTROMAGNETIC FIELDS AND LIVING MATTER”: an ICEMS Monograph, Eur. J. Of Oncology-Library, vol.5,pp.301-318,2010. Published, 10/2010. www.icems.eu.

[4] ad es.: il Report “Bioinitiative 2012” in http://www.bioinitiative.org., oppure vd. ancora: “NON-THERMAL EFFECTS AND MECHANISMS OF INTERACTION BETWEEN ELECTROMAGNETIC FIELDS AND LIVING MATTER ” in http://www.icems.eu/papers.htm,

[5] http://www.icnirp.org/en/about-icnirp/aim-status-history/index.html

[6] U.E., Raccomandazione del Consiglio 1999/519/CE, Gazzetta ufficiale n. L 199 del 30/07/1999 pag. 0059 – 0070.

[7] da “ICNIRP GUIDELINES FOR LIMITING EXPOSURE TO TIME; VARYING ELECTRIC , MAGNETIC AND ELECTROMAGNETIC FIELDS ( UP TO 300 GHZ )” ,www.icnirp.org/cms/upload/publications/ICNIRPemfgdl.pdf
“ …in the case of potential long-term effects of exposure, such as an increased risk of cancer, ICNIRP concluded that available data are insufficient to provide a basis for setting exposure restrictions, although epidemiological research has provided suggestive, but unconvincing, evidence of an association between possible carcinogenic effects and exposure at levels of 50/60 Hz magnetic flux densities substantially lower than those recommended in these guidelines… ”

questo è grossomodo l’approccio al problema per 50/60Hz, ma anche per le radiofrequenze non cambia molto:

“…Basic restrictions and reference levels Restrictions on the effects of exposure are based on established health effects and are termed basic restrictions.”

Cioè si regolamenta quello che è già noto; quanto al il resto, come gli effetti a lungo termine, è prima necessario che questi vengano riconosciuti, e quindi che siano accaduti… con buona pace del Principio di Precauzione [8].

[8] estratto da il Principio di Precauzione in versione “europea”: http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=URISERV:l32042&from=IT
“principi generali … l’esame dei vantaggi e degli oneri risultanti dall’azione o dall’assenza di azione …”
“L’onere della prova: nella maggior parte dei casi, i consumatori europei e le associazioni che li rappresentano devono dimostrare il pericolo associato a un processo o a un prodotto messo sul mercato, eccezione fatta per i medicinali, i pesticidi o gli adittivi alimentari….”
[9] L’innovativa cornice scientifica relativa alla “limitazione della sorgente” fu per la prima volta presentata dal Dott. Livio Giuliani al XXX Congresso Nazionale dell’AIRM (Assoc. It. di Radioprotezione Medica), Cavalese, nel Febbraio 1998 e poi inserita nella “Proposta Aggiuntiva dell’Ispesl” al “Documento Congiunto Ispesl-ISS sulle Problematiche della Esposizione delle Lavoratrici e dei Lavoratori e della Popolazione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici di frequenza compresa tra 0Hz e 300 GHz”, pubblicata su Fogli d’Informazione ISPESL 1997, S(4).

 

fonte: http://www.beppegrillo.it/2017/04/i_telefonini_e_la_nostra_salute_ecco_quello_che_non_ci_dicono.html

 

Un altro regalo dell’Unione Europea: Glifosato sulle nostre tavole per altri 10 anni, forse 15 anni!

Unione Europea

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

Un altro regalo dell’Unione Europea: Glifosato sulle nostre tavole per altri 10 anni, forse 15 anni!

 

Da I Nuovi Vestri

Il ‘regalo’ dell’Unione Europea dell’Euro: glifosato nella nostra vita per altri 10 anni, forse per altri 15 anni!

Ormai la ‘Grande Unione Europea’ ha già deciso: il glifosato non fa male. Entro la fine dell’estate sapremo se ci ‘sciropperemo’ gli alimenti pieni di questo diserbante per altri 10 o per altri quindici anni. Gli affari delle multinazionali sono salvi. Il CETA pure. Messi in sicurezza i ‘valori’ che contano possiamo proseguire con la retorica europeista… 

Il parere finale arriverà dell’Unione Europea prima dell’inizio dell’estate. Ma già si sa che per altri dieci anni, forse addirittura per altri 15 anni, la ‘Grande Europa unità’ dell’Euro ci dirà che il glifosato non fa male alla salute e che nelle giuste concentrazioni può finire nel nostro organismo. Hai voglia a condurre battaglie in mezzo mondo (come potete leggere qui), a far vedere che cosa è capace di provocare questo terribile diserbante. Tutto inutile, perché gli interessi in ballo sono tanti. Sono interessi che coinvolgono direttamente le multinazionali. Due multinazionali, in particolare: la Mosanto, storico gruppo americano che produce erbicidi al glifosato (o gliphosate) e la Bayer, storico gruppo tedesco che opera nella farmaceutica. Due gruppi che si sono fusi per la ‘gioia’ degli abitanti del Pianeta Terra… (qui l’articolo sulla Bayer che ha acquisito la Monsanto).

Il messaggio che arriva dai potenti del mondo è chiarissimo: non possiamo fare a meno del glifosato. O meglio, chi comanda non può fare a meno di propinarcelo nel grano, nella soia, nel mais. Per essere precisi, ormai l’industria chimica ha assunto definitivamente il controllo delle coltivazioni di soia e di mais. Ormai si producono varietà di soia e di mais che resistono al glifosato. Sono Organismi Geneticamente Modificati (OGM) che resistono alle irrorazioni di glifosato.

Milioni di ettari di mais e di soia, in grandi aree del mondo, si coltivano così: si semina e, a un certo punto, quando le piante hanno raggiunto una certa taglia, gli aerei carichi di glifosato irrorano con questo diserbante le piantagioni che si estendono per migliaia e migliaia di ettari. Il glifosato – conosciuto anche con il nome “Secca tutto” – fa seccare tutto, tranne le piante di mais e di soia, che sono state geneticamente ‘progettate’ (con le manipolazioni genetiche) per resistere proprio al glifosato.

Chi ci guadagna? In prima battuta, ovviamente, ci guadagnano i produttori di diserbanti al glifosato (oltre alla Monsanto – che come già ricordato oggi è tedesco-americana – al 31 marzo dello scorso anno si contavano ben 14 aziende che commercializzano una vasta gamma di prodotti al glifosato).

Poi ci guadagnano le multinazionali che si sono impossessate di migliaia e migliaia di ettari di terreni in tante parti della Terra. Invece di coltivare mais e soia con i metodi tradizionali, con gli agricoltori che vanno negli appezzamenti per effettuare le lavorazioni dei terreni tradizionali, le multinazionali vanno giù con il glifosato. Risparmiano i soldi sulla manodopera e pazienza se creano milioni di disoccupati e prodotti agricoli avvelenati da questo diserbante.

Del resto, chi è che controlla il mais e la soia che arriva sulle nostre tavole? certo, l’Unione Europea, almeno fino ad oggi, ha bandito gli OGM dalla nostra agricoltura. Ma chi ci assicura che le importazioni di mai e soia (e soprattutto di derivati del mais e della soia) che arrivano in Europa siano prive di glifosato? Chi ha effettuato i controlli?

Viviamo immersi nella follia capitalistica di un’agricoltura controllata dalle multinazionali della chimica e della farmaceutica. Con un palese conflitto di interessi: più persone si ammalano, più medicinali si vendono. E chi li ferma questi?

Per il latte l’Unione Europea ha stabilito che, nelle etichette, bisognerà indicare la provenienza. I cittadini consumatori debbono sapere da dove arriva il latte. Il Governo del nostro Paese ha proposto a Bruxelles di fare la stessa cosa con la pasta. Ma già c’è la secca opposizione della Barilla.

Che farà l’Unione Europea? Imporrà ai produttori di pasta industriale di indicare l’origine del grano? Insomma, i consumatori italiani – e, in generale, i consumatori d’Europa e del resto del mondo (visto che la pasta industriale italiana si esporta in tutto il mondo) – avranno la possibilità di conoscere con quale grano duro è prodotta la pasta?

Per ora l’unico dato certo è l’approvazione del CETA da parte del Parlamento Europeo. Il CETA è il trattato internazionale tra Unione Europea e Canada che rischia di penalizzare le produzioni locali, come ha denunciato Slow Food.

Il Canada non è un Paese a caso: è il Paese – come questo blog racconta spesso – dove il grano duro che viene prodotto anche nelle aree fredde e umide: grano che viene fatto maturare artificialmente grazie al glifosato.

A chi, se non all’Europa, il Canada venderebbe circa 4 milioni di tonnellate di grano duro al glifosato?

Tutto questo spiega il perché l’Unione Europea, quando si tratta di glifosato, va con i piedi di piombo. E spiega perché, con molta probalità, i cittadini europei saranno costretti a mangiare derivati del grano – a cominciare dalla pasta – al glifosato.

Il glifosato è un veleno. Ma chi lo produce guadagna un mucchio di soldi. Leggiamo su Slow Europa:

“Nel 2012 sono state vendute nel mondo 718.600 tonnellate di glifosato. Il mercato globale del glifosato valeva 5,4 miliardi di dollari, quell’anno, e nel 2019 dovrebbe attestarsi sugli 8,8 miliardi, crescendo a un tasso annuo del 7,2% (fonte: Glyphosate Market for Genetically Modified and Conventional Crops – Global Industry Analysis, Size, Share, Growth, Trends and Forecast 2013 – 2019, in Transparency Market Research)”. (qui l’articolo per esteso).

Pensiamo veramente che chi non vuole essere avvelenato dal glifosato possa fare perdere 3 miliardi e 400 milioni di Euro, nei prossimi due anni, a chi produce e guadagna con questo erbicida?

A meno che… A meno che non inizi una rivoluzione dal basso. Con i consumatori che, fregandosene, ad esempio, della pubblicità scorretta, inizino ad acquistare, là dov’è possibile, prodotti a Km zero con la certezza che tali prodotti non contengano tali contaminanti.

Ieri, per esempio, nella settima puntata del nostro ‘viaggio’ nel mondo della pasta artigianale, abbiamo intervistato Giuseppe Li Rosi, grande conoscitore del mondo del grano siciliano e protagonista di ‘Simenza’ che, tra le tante cose, ha detto:

“Il fatto che ci dicono che la presenza di glifosato e micotossine DON sia entro i limiti previsti dalla normativa europea non significa nulla. Noi, in Sicilia, produciamo grano duro senza la presenza di glifosato e di micotossine. E allora mangiamo la nostra pasta, il nostro pane e, in generale, tutti i derivati prodotti con il nostro grano. Magari estendendo la coltura dei nostri grani antichi, che rappresenterebbe una strategia valida per la tutela dell’agrobiodiversità, sia utilizzando il germoplasma dei grani locali che hanno una più ampia variabilità genetica, sia per le caratteristiche nutrizionali e salutistiche”.

Non c’è altra via per sfuggire alla follia di un’Unione Europea – controllata dalle multinazionali – che ci vuole propinare per altri dieci anni, forse per altri quindici anni i prodotti alimentari avvelenati dal glifosato.

fonte: http://www.inuovivespri.it/2017/04/30/il-regalo-dellunione-europea-delleuro-glifosato-nella-nostra-vita-per-altri-10-anni-forse-per-altri-15-anni/#_

Se il petto di pollo ha questi filamenti bianchi, NON COMPRARLO!

petto di pollo

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

Se il petto di pollo ha questi filamenti bianchi, NON COMPRARLO!

 

STRIPING BIANCO

Un video recente pubblicato da Compassion in World Farming invita gli amanti della carne a riconoscere ed evitare di acquistare il pollo che presenta il cosiddetto “striping bianco”, un disturbo muscolare che colpisce il pollo. Secondo uno studio 2013 apparso sul Giornale Italiano di Scienze Animali, se il pollo presenta questi filamenti bianchi, il rischio è che contenga  grassi per il 224% e una ridotta quantità di proteine. Una ricerca pubblicata nel Poultry Science dello stesso anno è venuto a una conclusione simile: le strisce bianche significano una enorme quantità di grasso e un abbassamento considerevole dell’apporto proteico.

CHE COS’È?

Forse ci avete già fatto caso. Questi filamenti bianchi si presentano come striature bianche che corrono parallele al muscolo normale. Secondo uno studio 2016 da University of Arkansas e Texas A & M, “le striature bianche sono aumentate negli ultimi anni”, identificandole nel 96% dei 285 uccelli hanno provato. Ancora più importante, questa presenza  impatta negativamente la qualità della carne.

IL MERCATO DELLA CARNE A POCO PREZZO

L’americano medio mangia più di 90 chili di pollo ogni anno, ed il consumo è in crescita. Il mercato della carne economica incoraggia i produttori a produrre animali più grandi nel minor tempo possibile. Secondo il Consiglio Nazionale di pollo, l’uccello media inviato al mercato, nel 1950 era 3,08 sterline e 70 giorni di età. Nel 2015, il peso medio era raddoppiato –  6,24 sterline – ma l’età media immerso a 47 giorni di età.

Tuttavia, un portavoce del Consiglio Nazionale di pollo avrebbe dichiarato che lo striping bianco colpisce solo una “piccola percentuale di carne di pollo,” e “non crea alcun problema di salute o di sicurezza alimentare per le persone.”

Glifosato – Le proteste in tutti Europa? Milioni di firme raccolte? La salute della Gente? A “loro” non glie ne frega una beata minchia! Commissione Europea favorevole al rinnovo del pesticida per altri 15 anni…!!

Glifosato

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

Glifosato – Le proteste in tutti Europa? Milioni di firme raccolte? La salute della Gente? A “loro” non glie ne frega una beata minchia! Commissione Europea favorevole al rinnovo del pesticida per altri 15 anni…!!

 

Glifosato, in arrivo lo scandaloso rinnovo a 15 anni

Non avevamo dubbi, la Commissione europea non aspettava altro che la sentenza (oscura) dell’ECHA per poter finalmente prorogare la concessione all’utilizzo del glifosato. Per loro è stata una liberazione, come se si fossero scrollati di dosso un problema che stava per esplodergli tra le mani. Il commissario europeo per l’agricoltura, Phil Hogan si è infatti detto “rincuorato dai recenti pareri delle agenzie europee” sul glifosato. Esprimendosi senza mezzi termini favorevole al rinnovo del pesticida per 10 o addirittura 15 anni. Questo mercoledì il collegio dei commissari discuterà proprio sulla durata di questa ennesima concessione.

A nulla sono valse le proteste organizzate praticamente in tutti Europa, le milioni di firme raccolte per impedire a questo pesticida di continuare a spopolare e la mobilitazione di una larga fetta del Parlamento europeo. Perché quando gli interessi di lobby e multinazionali è stringente, le maglie di questa Europa si allargano per fare favori a destra e a manca. Se poi, come in questo caso, ci si mette di mezzo anche la Germania (che tramite Bayer ha acquisito in “tempi più che sospetti” Monsanto) il gioco è fatto.

Ancora una volta la Commissione europea è insensibile al benessere dei cittadini e dimostra di non essere un’istituzione al servizio di quest’ultimi. Rinnovare il glifosato per 15 anni, dopo che è stato dimostrato come il parere delle agenzie europee fosse inquinato da interessi di varia natura, è una vera follia. Non rimane che attendere l’iter della cosiddetta “ICE”, l’Iniziativa dei Cittadini Europei, così da riportare la questione in Europa e tentare di bloccare e bandire questa sostanza una volta per tutte.

fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/04/glifosato-in-arrivo.html

 

Italia inquinata: bonifiche fantasma e cancro alle stelle – L’articolo shock di Gianni Lannes con la mappa delle aree più inquinate, dove i tumori sono aumentati addirittura del 90%

Italia inquinata

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

Italia inquinata: bonifiche fantasma e cancro alle stelle – L’articolo shock di Gianni Lannes con la mappa delle aree più inquinate, dove i tumori sono aumentati addirittura del 90%

 

ITALIA INQUINATA: BONIFICHE FANTASMA E CANCRO ALLE STELLE

Nelle aree più contaminate d’Italia i tumori sono aumentati anche del 90% in soli dieci anni. Le aree più inquinate del belpaese attendono dal 1996 una bonifica che non arriva, se non sotto forma di speculazione politica ed economica, mentre aumenta la mortalità a causa del galoppante inquinamento industriale; discorso a parte quello bellico: l’incidenza oncologica, in particolare cancro della tiroide, tumore alla mammella e mesotelioma.

Ecco il dossier del giornalista Gianni Lannes sulla questione.

Di Gianni Lannes per Su La Testa:

Emarese (Aosta)
Comune di Emarese.
«Il decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: miniera, amianto e discariche. Mortalità per tutte le cause e malattie del sistema circolatorio. L’esiguità numerica della popolazione residente non ha consentito una completa valutazione della mortalità nel periodo studiato».

Pieve Vergonte (Verbania, Cusio, Ossola)
Comuni di Piedimulera, Pieve Vergonte e Vogogna.
«Il Decreto di perimetrazione di questo SIN elenca la presenza di impianti chimici e di discariche (RSU, rifiuti spe- ciali non pericolosi, rifiuti da metallurgia Pb, Zn, Cu, cavi elettrici plastificati). Il profilo di mortalità nel SIN di Pieve Vergonte mostra un eccesso tra gli uomini e le donne per tutte le cause, tutti i tumori e per le malattie circolatorie. Si osserva un eccesso per il tumore del colon-retto tra le donne e per il tumore dello stomaco in entrambi i generi, seppure con stime imprecise».

Balangero (Torino)
Comuni di Balangero e Corio.
«Il Decreto di perimetrazione elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: amianto, discariche e miniera. Il profilo di mortalità nel SIN mostra, nel complesso delle principali cause di morte un eccesso della mortalità per tutte le cause in entrambi i generi, per le malattie del sistema circolatorio nelle donne, per le malattie degli apparati respiratorio e digerente negli uomini. È presente un incremento della mortalità per tumore della pleura negli uomini, dato affetto da un’imprecisione della stima».

Casal Monferrato (Alessandria)
Comuni di Alfiano Natta, Altavilla Monferrato, Balzola, Borgo San Martino, Bozzole, Camagna Monferrato, Camino, Casale Monferrato, Castelletto Merli, Cella Monte, Cereseto, Cerrina Monferrato, Coniolo, Conzano, Frassinello Monferrato, Frassineto Po, Gabiano, Giarole, Mirabello Monferrato, Mombello Monferrato, Moncalvo, Moncestino, Morano sul Po, Murisengo, Occimiano, Odalengo Grande, Odalengo Piccolo, Olivola, Ottiglio, Ozzano Monferrato, Palazzolo Vercellese, Pomaro Monferrato, Pontestura, Ponzano Monferrato, Rosignano Monferrato, Sala Monferrato, San Giorgio Monferrato, Serralunga di Crea, Solonghello, Terruggia, Ticineto, Treville, Trino, Valmacca, Vignale Monferrato, Villadeati, Villamiroglio e Villanova Monferrato.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN segnala la presenza di un’industria per la lavorazione e produzione di manufatti di amianto. Un eccesso della mortalità per tutte le cause, per tutti i tumori e per le malattie del sistema circolatorio. Si osservano eccessi per il tumore polmonare negli uomini, e in entrambi i generi per il tumore pleurico. Sono state pubblicate una serie di indagini epidemiologiche condotte a Casale Monferrato. Uno studio di coorte occupazionale condotto su 3.443 lavoratori del cemento-amianto della Eternit. In entrambi i generi sono stati osservati eccessi della mortalità per tutte le cause, tumore polmonare, tumore della pleura, tumore del peritoneo e asbestosi. Nelle donne è stato confermato l’aumento della mortalità per tumore dell’ovaio e dell’utero».

Serravalle Scrivia (Alessandria)
Comuni di Serravalle Scrivia e Stazzano.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto di rigenerazione olii esausti. Il profilo di mortalità nel SIN mostra, nel complesso delle principali cause di morte un eccesso nelle donne per tutte le cause e per le malattie dell’apparato circolatorio. L’eccesso nella mortalità per tutte le cause può essere in parte attribuibile all’aumento di rischio per malattie dell’apparato circolatorio. Si documenta un eccesso negli uomini per tumore dello stomaco».

Cengio (Savona) e Saliceto (Alessandria)
Comuni di Bergolo, Bistagno, Bubbio, Cairo Montenotte, Camerana, Castelletto Uzzone, Castino, Cengio, Cessole, Cortemilia, Cosseria, Cravanzana, Feisoglio, Gorzegno, Gottasecca, Levice, Loazzolo, Millesimo, Mombarcaro, Monastero Bormida, Monesiglio, Montezemolo, Niella Belbo, Perletto, Ponti, Pruneto, Sale San Giovanni, Saliceto, San Giorgio Scarampi, Sessame, Torre Bormida e Vesime.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di impianti chimici con produzione di coloranti e di discariche. Si osserva un eccesso in entrambi i generi per il tumore dello stomaco. Si osserva un eccesso nelle donne, per l’asma, sia in presenza sia in assenza di correzione per fattori socioeconomici».

Cogoleto-Stoppani (Genova)
Comuni di Arenzano e Cogoleto.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto per la produzione del bicromato di sodio e di una discarica. Per il complesso delle principali cause di morte mostrano una mortalità osservata simile a quella attesa tra gli uomini, mentre nella popolazione femminile indicano un eccesso per tutte le cause e per le malattie dell’apparato genitourinario. Si osserva un eccesso di rischio nelle donne, per l’asma. Inoltre, uno studio recente, effettuato dal CNR e da ARPA Liguria1, ha analizzato i sedimenti marini, evidenziando alte concentrazioni di metalli pesanti, come cromo esavalente e nichel e, in minore quantità, di argento, mercurio, piombo, rame e zinco».

Pitelli (La Spezia)
Comuni di La Spezia e Lerici.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, centrale elettrica, area portuale, amianto e discarica. Nel SIN risultano in eccesso la mortalità per tutti tumori e per le malattie dell’apparato respiratorio negli uomini. Risultano in eccesso negli uomini la mortalità per il tumore dello stomaco, del polmone, della pleura e per malattie dell’apparato respiratorio. Due studi dei lavoratori dei petrolchimici di Genova e La Spezia hanno evidenziato un eccesso di mortalità per mesotelioma pleurico tra i manutentori».

Sesto San Giovanni (Milano)
Comuni di Cologno Monzese e Sesto San Giovanni.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianto siderurgico e discariche. Per malattie dell’apparato respiratorio, acute, croniche e asma è nota una componente occupazionale. Polveri, gas, fumi, agenti sensibilizzanti sono tra le esposizioni con accertato ruolo eziologico per queste patologie».

Cerro al Lambro (Milano)
Comuni di Cerro al Lambro e San Zenone al Lambro.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN segnala la presenza di discariche. Nel complesso nell’area di Cerro al Lambro si osserva una mortalità per tutte le cause e causa-specifica che non si di- scosta dall’atteso regionale».

Pioltello Rodano (Milano)
Comuni di Pioltello e Rodano.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti o sorgenti di esposizione ambientale: impianto chimico e discariche. Negli uomini si osserva un difetto della mortalità per tutti i tumori, e un eccesso per le malattie del- l’apparato digerente».

Broni (Pavia)
Comune di Broni.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN indica la presenza di un’area di produzione di manufatti di cemento-amianto. Eccesso di mortalità per tutte le cause negli uomini e, in entrambi i generi, un eccesso di mortalità per patologie dell’apparato cardiovascolare. Il tumore maligno della pleura sia negli uomini sia nelle donne risulta in eccesso, con un aumento dei rispettivi SMR di più di 10 volte».

Brescia
Comuni di Brescia, Castegnato e Passirano.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, discarica. I valori osservati per la mortalità per tutti i tumori in entrambi i generi e le malattie respiratorie negli uomini sono superiori all’atteso. Elevata probabilità al linfoma non Hodgkin. Sono stati osservati eccessi per questa causa di morte negli uomini».

Laghi di Mantova
Comune di Mantova Virgilio.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN Laghi di Mantova e Polo chimico elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici (metallurgia, cartaria), petrolchimico, raffineria, area portuale e discariche industriali. Per le principali cause di morte, un difetto per tutti i tumori e un eccesso per le malattie dell’apparato circolatorio negli uomini. Un valore dell’SMR in eccesso, anche se affetto da imprecisione, è osservato per l’asma nelle donne».

Bolzano
Comune di Bolzano.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto per la produzione di alluminio e di magnesio. Si osserva un eccesso, seppure caratterizzato da una stima imprecisa, della mortalità per alcune condizioni morbose di origine perinatale. Per quanto riguarda altre cause di morte non comprese nelle tabelle precedenti, si osservano eccessi di mortalità, per il totale di uomini e donne, per le demenze».

Trento Nord
Comune di Trento.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un’industria chimica. Il SIN è caratterizzato da suoli inquinati dalle passate attività industriali di produzione della Carbochimica Prada, che ha cessato la produzione nel 1984, e della produzione di piombo tetraetile da parte della Società Lavorazioni Organiche Inorganiche (SLOI), attiva dal 1939 al 1978. Si segnala un aumento di mortalità per tumore del colon-retto sia negli uomini sia nelle donne, anche se questi dati sono caratterizzati da stime imprecise».

Venezia Porto Marghera
Comune di Venezia.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, petrolchimico, raffineria, metallurgia, elettrometallurgia, meccanica, produzione energia area portuale e discariche. Per uomini e donne è presente un eccesso per tutti i tumori e per le malattie dell’apparato digerente. Difetti sono presenti per le malattie circolatorie tra gli uomini e in entrambi i generi per le malattie respiratorie e dell’apparato genitourinario. Il tumore del polmone e della pleura sono in eccesso tra uomini e donne. L’indagine dei 7.530 pescatori di Chioggia e Venezia, registrati dalla capitaneria nel periodo 1971-1986, la cui mortalità è stata studiata fino al 1986, ha osservato un incremento per il tumore del fegato e dello stomaco».

Laguna di Grado e Marano (Udine)
Comuni di Carlino, Cervignano del Friuli, Marano Lagunare, San Giorgio di Nogaro, Terzo d’Aquileia e Torviscosa.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di uno stabilimento per la produzione di cellulosa e di un’area portuale. Si osserva un eccesso di rischio per il tumore dello stomaco negli uomini e nelle donne. Nonostante la letteratura scientifica identifichi nel tipo di dieta il principale fattore di rischio per il tumore dello stomaco, l’eccesso osservato negli uomini può essere ricondotto a fattori ambientali (l’assorbimento gastroenterico come principale via di esposizione a piombo e cadmio, e a nitrati presenti nel bacino scolante della laguna) e occupazionali, vista l’associazione positiva rilevata tra tumore dello stomaco ed esposizione professionale a piombo e cromo esavalente».

Trieste
Comune di Trieste.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di impianti chimici, una raffineria, un impianto siderurgico e un’area portuale. La mortalità per le principali cause di decesso mostra per entrambi i generi eccessi per tutte le cause, malattie dell’apparato circolatorio, respiratorio e digerente. Nelle donne è evidente anche un eccesso per tutti i tumori. Il tumore del colon-retto e le malattie acute dell’apparato respiratorio sono in eccesso in entrambi i generi, l’osservato supera l’atteso tra gli uomini per il tumore della pleura e tra le donne per le malattie respiratorie acute e croniche. La relazione tra inquinamento atmosferico e tumore polmonare a Trieste è stata oggetto di due studi caso-controllo che hanno incluso solo uomini e hanno evidenziato un’associazione positiva e rischi maggiori per i residenti nel centro cittadino e nei pressi della zona industriale».

Fidenza (Parma)
Comuni di Fidenza e Salsomaggiore Terme.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico e discarica di rifiuti urbani e speciali. Tra gli uomini si è osservato un eccesso della mortalità per le cause tumorali e per le malattie dell’apparato digerente. Tra le donne si è osservato un eccesso di mortalità per le malattie dell’apparato circolatorio e per le malattie dell’apparato digerente. Inoltre, l’eccesso di mortalità per tumore dello stomaco osservato tra gli uomini può essere riconducibile a una esposizione occupazionale».

Sassuolo (Modena) e Scandiano (Reggio Emilia)
Comuni di Casalgrande, Castellarano, Castelvetro di Modena, Maranello, Rubiera e Sassuolo.
«Il Decreto di perimetrazione di questo SIN elenca la presenza di impianti per la lavorazione della ceramica. Il profilo di mortalità del SIN mostra, tra le principali cause di morte, eccessi tra gli uomini per tutte le cause, malattie del sistema circolatorio e dell’apparato respiratorio; tra le donne si osservano eccessi per malattie dell’apparato digerente. Si osserva tra gli uomini un eccesso per malattie respiratorie e asma e per malformazioni congenite in tutte le classi di età».

Massa e Carrara
Comuni di Carrara e Massa.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: industria farmaceutica, petrolchimico, impianto siderurgico, area portuale, amianto, discariche e inceneritore. Nelle donne si evidenziano eccessi per tutte le cause, per le malattie dell’apparato digerente e genitourinario. In entrambi i generi si osserva un eccesso di mortalità per il tumore del fegato. Negli uomini sono presenti eccessi di mortalità per il tu- more del polmone, della pleura, del sistema linfoematopoietico; per il linfoma non Hodgkin si osserva un eccesso con una stima imprecisa. Tra le cause non tumorali sono presenti eccessi per le malattie respiratorie nel loro insieme, e separatamente anche per le croniche e le acute. Nelle donne si evidenzia un eccesso per le malattie respiratorie acute e difetti di mortalità per il tumore del colon- retto e del polmone. Si evidenziano eccessi di mortalità per malformazioni congenite e per le condizioni morbose di origine perinatale».

Livorno
Comuni di Collesalvetti e Livorno.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: raffineria e area portuale. La mortalità per tutte le cause e per tutti i tumori è risultata in eccesso in entrambi i generi. Nelle donne si registrano eccessi per le malattie del sistema circolatorio e per le malattie del sistema digerente. Si osserva, in entrambi i generi, un eccesso per il tumore del polmone e per il tumore della pleura. Si evidenzia un eccesso di mortalità per condizioni morbose di origine perinatale».

Piombino (Livorno)
Comune di Piombino.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, siderurgico, centrale termoelettrica, area portuale e discarica industriale di rifiuti pericolosi. Il profilo di mortalità osservato nella popolazione residente di Piombino negli uomini mostra un eccesso per le malattie dell’apparato respiratorio, digerente e genitourinario. Nelle donne è presente un eccesso per malattie genitourinarie e difetti per tutte le cause, malattie del sistema circolatorio e respiratorie. Si osserva un solo eccesso di mortalità negli uomini per il tumore della pleura».

Orbetello (Grosseto)
Comune di Orbetello.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto di produzione di fertilizzanti chimici. La mortalità per tutte le cause, per tutti i tumori e per le malattie genitourinarie è risultata in eccesso negli uomini. Un eccesso impreciso per le malattie genitourinarie è presente anche nelle donne. Si osserva un eccesso di decessi negli uomini per asma. Le contaminazioni ambientali della laguna di Orbetello sono in gran parte dovute agli sversamenti dei residui di lavorazione della produzione di fertilizzanti dell’industria ex Sitoco. L’industria si trova sulla sponda di levante della laguna di Orbetello».

Terni-Papigno
Comune di Terni.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: siderurgico e discarica di 2a categoria tipo B rifiuti speciali. Tra gli uomini residenti in questo SIN si è osservato un eccesso della mortalità per tutte le cause e per tutti i tumori rispetto all’atteso; tra le donne si è osservato un eccesso di mortalità per tutti i tumori e per le patologie dell’apparato digerente».Falconara Marittima (Ancona)
Comune di Falconara Marittima.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, raffineria, centrale termoelettrica. Il principale eccesso di rischio è per il tumore del polmone in entrambi i generi; nelle donne risultano in eccesso le malattie respiratorie acute, mentre negli uomini è in eccesso il tumore del colon-retto. In eccesso risultano anche le malformazioni congenite con stime imprecise e le malattie dell’apparato genitourinario, in eccesso nelle donne, anche se con stime imprecise».Basso bacino del fiume Chienti (Macerata e Ascoli Piceno)
Comuni di Civitanova Marche, Montecosaro, Morrovalle, Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN indica la presenza di un impianto calzaturiero. Si registra un eccesso per malattie dell’apparato genitourinario negli uomini e di malattie del sistema circolatorio nelle donne. E un eccesso della mortalità per alcune condizioni di origine perinatale nei bambini minori di un anno».Bacino idrografico del fiume Sacco (Roma e Frosinone)
Comuni di Anagni, Colleferro, Ferentino, Gavignano, Morolo, Paliano, Segni, Sgurgola e Supino.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN indica la presenza di un’industria chimica. Si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause in uomini e donne. Tra gli uomini si osserva un eccesso di mortalità per tutti i tumori e per le malattie dell’apparato digerente, tra le donne si ha un eccesso di mortalità per le patologie del sistema circolatorio e un difetto di mortalità per tutti i tumori. Si rileva un eccesso per tumore dello stomaco e per le malattie dell’apparato respiratorio tra gli uomini».

Litorale domizio flegreo e Agro aversano (Caserta e Napoli)
Comuni di Acerra, Arienzo, Aversa, Bacoli, Brusciano, Caivano, Camposano, Cancello ed Arnone, Capodrise, Capua, Carinaro, Carinola, Casagiove, Casal di Principe, Casaluce, Casamarciano, Casapesenna, Casapulla, Caserta, Castel Volturno, Castello di Cisterna, Cellole, Cervino, Cesa, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Curti, Falciano del Massico, Francolise, Frignano, Giugliano in Campania, Grazzanise, Gricignano di Aversa, Lusciano, Macerata Campania, Maddaloni, Marcianise, Mariglianella, Marigliano, Melito di Napoli, Mondragone, Monte di Procida, Nola, Orta di Atella, Parete, Pomigliano d’Arco, Portico di Caserta, Pozzuoli, Qualiano, Quarto, Recale, Roccarainola, San Cipriano d’Aversa, San Felice a Cancello, San Marcellino, San Marco Evangelista, San Nicola la Strada, San Paolo Bel Sito, San Prisco, San Tammaro, San Vitaliano, Santa Maria a Vico, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria la Fossa, Sant’Arpino, Saviano, Scisciano, Sessa Aurunca, Succivo, Teverola, Trentola-Ducenta, Tufino, Villa di Briano, Villa Literno, Villaricca e Visciano.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di discariche. Nel SIN sono stati osservati eccessi della mortalità in entrambi i generi per tutti i principali gruppi di cause, con eccessi di mortalità per il tumore polmonare, epatico e gastrico, del rene e della vescica. I risultati hanno, anche, mostrato un trend di rischio in eccesso all’aumentare del valore dell’indicatore di esposizione a rifiuti per la mortalità generale, per tutti i tumori e per tumore epatico in entrambi i generi, e per il tumore polmonare e dello stomaco nei soli uomini».

Litorale vesuviano (Napoli)
Comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Castellammare di Stabia, Ercolano, Napoli, Pompei, Portici, San Giorgio a Cremano, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco e Trecase.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle fonti di esposizione: amianto e discariche. I dati di mortalità mostrano eccessi per le malattie degli apparati digerente e genitourinario negli uomini e nelle donne. In assenza di correzione per indice di deprivazione, nelle donne vi è un eccesso per tutte le cause e per tutti i tumori. Negli uomini tantissimi i casi di tumore alla pleura».

Tito (Potenza)
Comune di Tito.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico e siderurgico. Nell’area sono presenti attività produttive di diversa dimensione e tipologia, sia in funzione sia dismesse, con impianti chimici, scorie siderurgiche, discariche di rifiuti pericolosi, discariche con amianto a cielo aperto, vasche di fosfogessi. Il sito ARPA Basilicata riferisce attività di monitoraggio ambientale condotte nel 2003 con rilevazione di metalli pesanti (cromo esavalente, piombo, mercurio), benzene e idrocarburi aromatici, composti organici alogenati e altri idrocarburi. Nella sola popolazione maschile è in eccesso la mortalità per patologie dell’apparato respiratorio. Si osserva un eccesso di mortalità per tumori del colon-retto nelle donne».

Val Basento (Matera)
Comuni di Ferrandina, Grottole, Miglionico, Pisticci, Pomarico e Salandra.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico e di produzione di manufatti in cemento-amianto. Tra gli uomini si osserva un eccesso della mortalità per tutte le cause, sia in assenza sia in presenza di correzione per deprivazione socioeconomica, e un deficit della mortalità per le malattie dell’apparato genitourinario. Nelle donne si rileva un difetto della mortalità per malattie dell’apparato respiratorio e per le patologie dell’apparato genitourinario».

Manfredonia (Foggia)
Comuni di Manfredonia e Monte Sant’Angelo.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici e discariche. Si osservano, negli uomini e nelle donne, un eccesso per tumore dello stomaco e un difetto per le malattie dell’apparato respiratorio. Stime imprecise in difetto sono presenti per malformazioni congenite e condizioni morbose perinatali».

Bari-Fibronit
Comune di Bari.
«Il Decreto del SIN elenca la presenza di uno stabilimento di cemento-amianto. Risulta un eccesso di mortalità per tutte le cause, per tutti i tumori e per malattie dell’apparato respiratorio, mentre nelle donne si rileva un eccesso per le malattie dell’apparato digerente. Una volta corretta per indice di deprivazione, risulta superiore all’atteso anche la mortalità per malattie dell’apparato circolatorio in entrambi i generi, dell’apparato digerente negli uomini e dell’apparato genito-urinario nelle donne. L’azienda Fibronit di Bari è stata oggetto di due studi di coorte. Lo studio di Belli ha riguardato i lavoratori dell’azienda, titolari di rendita INAIL per asbestosi, e ha osservato un aumento significativo della mortalità per asbestosi, tumore del polmone, della pleura e del mediastino. I risultati dello studio di Coviello, riguardante l’intera coorte, ha mostrato eccessi di mortalità per tutte le cause, per le pneumoconiosi, tutti i tumori, per i tumori maligni del polmone, della pleura e del peritoneo. L’impatto dell’esposizione ambientale ad amianto, in quartieri limitrofi all’insediamento produttivo, è stato stimato da Musti con uno studio caso-controllo che ha valutato la distribuzione spaziale di mesotelioma di origine non professionale, e ha osservato nella popolazione residente entro 500 metri dall’impianto un significativo incremento di rischio».

Taranto
Comuni di Taranto e Statte.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN riporta la presenza di una raffineria, un impianto siderurgico, un’area portuale e di discariche di RSU con siti abusivi di rifiuti di varia provenienza. Il lungo elenco di malattie comprende: eccesso tra il 10% e il 15% nella mortalità generale e per tutti i tumori in entrambi i generi; eccesso di circa il 30% nella mortalità per tumore del polmone, per entrambi i generi; eccesso, in entrambi i generi, dei decessi per tumore della pleura, che permane; eccesso compreso tra il 50% (uomini) e il 40% (donne) di decessi per malattie respiratorie acute; associato a un aumento di circa il 10% nella mortalità per tutte le malattie dell’apparato respiratorio; eccesso di circa il 15% tra gli uomini e 40% nelle donne della mortalità per malattie dell’apparato digerente; incremento di circa il 5% dei decessi per malattie del sistema circolatorio soprattutto tra gli uomini; quest’ultimo è ascrivibile a un eccesso di mortalità per malattie ischemiche del cuore, che permane, anche tra le donne un eccesso per la mortalità per condizioni morbose di origine perinatale (0-1 anno), con evidenza Limitata di associazione con la residenza in prossimità di raffinerie/poli petrolchimici e discariche, e un eccesso di circa il 15% per la mortalità legata alle malformazioni congenite, che non consente però di escludere l’assenza di rischio».

Brindisi
Comune di Brindisi.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, petrolchimico, centrali elettriche, area portuale, discariche. In entrambi i generi si osserva un eccesso per il tumore della pleura. È presente un eccesso di mortalità per le malformazioni congenite».

Crotone-Cassano-Cerchiara (Cosenza)
Comuni di Cassano ionico, Cerchiara di Calabria e Crotone.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, discariche. Gli eccessi sono evidenti in particolare tra gli uomini per i quali, oltre alla mortalità per tutte le cause, risultano in eccesso tutti i tumori, le malattie dell’apparato circolatorio, respiratorio e genitourinario. Nelle donne, oltre alla mortalità per tutte le cause, è in eccesso quella per malattie dell’apparato digerente. Un eccesso della mortalità per malattie dell’apparato respiratorio negli uomini».

Milazzo (Messina)
Comuni di Milazzo, Pace del Mela e San Filippo del Mela.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti per la produzione di apparecchiature elettriche, una raffineria, un impianto siderurgico e una centrale elettrica. Risulta, fra gli uomini, un eccesso per le malattie dell’apparato genitourinario e un difetto per le patologie dell’apparato respiratorio. Tra le donne si osserva un difetto per tutte le cause, per le malattie dell’apparato digerente e del sistema circolatorio. Per i sottogruppi di classe di età 0-1 e 0-14 risulta in eccesso la mortalità nel primo anno di vita per alcune condizioni morbose di origine perinatale. Un recente studio di coorte occupazionale sugli ex lavoratori di una industria di manufatti in cemento-amianto nel Comune di San Filippo del Mela ha analizzato la mortalità per cause asbesto-correlate e l’incidenza del mesotelioma. Pur con dei limiti, dovuti principalmente alla mancanza dei libri-matricola, e quindi all’impossibilità di ricostruire gli anni-per- sona a rischio, l’indagine ha evidenziato un eccesso dell’incidenza di mesotelioma ed eccessi di mortalità per tumore maligno della pleura, del polmone e per pneumoconiosi».

Biancavilla (Catania)
Comune di Biancavilla.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN riferisce la presenza di cava di materiale lapideo contaminato da fluoro-edenite, una fibra asbestiforme. Si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause sia negli uomini sia nelle donne. Anche le malattie dell’apparato cardiovascolare e dell’apparato respiratorio risultano in eccesso sia negli uomini sia nelle donne. È presente in entrambi i generi un difetto di patologie dell’apparato digerente. Si evidenzia un eccesso di mortalità per tumore maligno della pleura, con un ampio intervallo di confidenza».

Priolo (Siracusa)
Comuni di Augusta, Melilli, Priolo Gargallo e Siracusa.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, un polo petrolchimico, una raffineria, un’area portuale, amianto e discariche. Nel SIN si sono osservati eccessi della mortalità generale per tutte le cause e per tutti i tumori tra gli uomini, per malattie dell’apparato digerente tra le donne. Sono in eccesso negli uomini i tumori del polmone e della pleura, causa, quest’ultima, in eccesso anche nelle donne; la mortalità è in eccesso in entrambi i generi per le malattie respiratorie acute».

Gela (Caltanissetta)
Comune di Gela.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, petrolchimico, raffineria e discarica rifiuti. Il segnale più evidente è quello di un eccesso di tumori polmonari sia tra gli uomini sia tra le donne; tra gli uomini sono in eccesso anche il tumore dello stomaco e l’asma; tra le donne il tumore del colon-retto e l’asma, quest’ultima con una stima imprecisa».

Porto Torres (Sassari)
Comuni di Porto Torres e Sassari.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, petrolchimico, raffineria, centrale termoelettrica, area portuale e discariche. I risultati mostrano un’aumentata incidenza per tutti i tumori. Un’aumentata mortalità per il tumore del polmone, per le malattie dell’apparato respiratorio, anche acute, e per le malformazioni congenite. Tra i lavoratori esposti ad asbesto è aumentata l’incidenza per tumore della vescica. Sia per gli uomini sia per le donne sono presenti eccessi per il tumore del fegato e la leucemia mieloide».

Sulcis-Iglesiente-Guspinese (Cagliari)
Comuni di Arbus, Assemini, Buggerru, Calasetta, Capoterra, Carbonia, Carloforte, Domus de Maria, Domusnovas, Fluminimaggiore, Giba, Gonnesa, Gonnosfanadiga, Guspini, Iglesias, Masainas, Musei, Narcao, Nuxis, Pabillonis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, Pula, San Gavino Monreale, San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant’Anna Arresi, Sant’Antioco, Sarroch, Siliqua, Teulada, Tratalias, Uta, Vallermosa, Villa San Pietro, Villacidro, Villamassargia e Villaperuccio.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, miniere e discariche. Per uomini e donne è presente un eccesso di mortalità per le malattie dell’apparato respiratorio e un difetto, per i soli uomini, per le malattie circolatorie. Il tumore della pleura è in eccesso in entrambi i generi con una stima imprecisa dell’SMR. Si rileva infine un eccesso della mortalità per le condizioni morbose perinatali. Nei bambini delle scuole elementari di Portoscuso una frequenza più elevata di sintomi ostruttivi e bronchitici rispetto ai coetanei dei Comuni di confronto; nei bambini di Sarroch la frequenza è più elevata anche per l’asma».

Di Gianni Lannes

Riferimenti

http://www.epiprev.it/materiali/2014/EP2/S1/EPv38i2S1_SENTIERIind.pdf

http://www.epiprev.it/sites/default/files/Rass_stampa_SENTIERI2.pdf

http://www.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/Risorse/Veleni-killer-rischiodi- mortalita-piu-alto-in-44-siti-della-Penisola-italiana_312624473119.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/06/italia-20-milioni-di-persone-malate-di.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/01/italia-sommersa-dai-veleni.html

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2013/04/30/news/ecco_la_mappa_dei_luoghi_pi_inquinati_d_italia_la_svela_un_dossier_del_ministero_della_salute-57760578/?refresh_ce

Fonte: Su La Testa

 

Pesticidi illegali ma comunque esportati: ecco il meccanismo che rende priva d’effetto qualsiasi legge!!

Pesticidi

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

Pesticidi illegali ma comunque esportati: ecco il meccanismo che rende priva d’effetto qualsiasi legge!!

Nonostante la consolidata verità riguardo la tossicità dei pesticidi agricoli, tali prodotti non hanno conosciuto crisi e continuano a far ammalare migliaia di persone. C’è un fatto però di cui pochi sono al corrente e che aiuta a comprendere la reale utilità delle leggi che vietano l’utilizzo di questi veleni. Se in un paese vige una severa regolamentazione sui prodotti chimici usati in agricoltura, questa non tutela affatto i cittadini e li espone ugualmente al rischio di consumare cibo contaminato da sostanze nocive. Il motivo? Si chiama Circolo del Veleno…

Negli ultimi anni i paesi sviluppati hanno promosso l’utilizzo dei pesticidi nei paesi più poveri: il risultato è stata una vera e propria intossicazione delle popolazioni e dell’ambiente.

Dal 2013 l’Agenzia di Protezione Ambientale americana ha mostrato come, nonostante il divieto di impiegare alcuni pesticidi sul territorio nazionale, gli stessi siano prodotti per essere esportati in altri paesi.

Usati nelle piantagioni di caffè, di frutta o di tè, questi pesticidi sono destinati a far ritorno in America come residuo sui cibi importati. Tutto ciò avviene in maniera totalmente incontrollata in quanto le analisi della FDA vengono effettuate solo sul 2% degli alimenti di importazione.

“L’ambiente non conosce confini: l’inquinamento della Cina arriva negli Stati Uniti e le radiazioni di Chernobyl hanno addirittura invaso l’Islanda”

Afferma questo il giornalista e co-autore del documentario “Il Circolo del Veleno: Pesticidi e Persone in un mondo arrabbiato”, che denuncia l’ipocrisia della politica americana nei confronti dell’uso dei pesticidi in agricoltura. Se realmente tali prodotti sono pericolosi è ridicolo permetterne ed addirittura incoraggiarne la vendita all’estero: a maggior ragione se vengono poi acquistati alimenti in questi stessi paesi.

Ovviamente le leggi in vigore non sono state approvate senza cognizione di causa: sono anzi è una prova di quanto siano in realtà le lobby che direzionano le legislazioni che riguardano la coltivazione e la produzione di cibo.

Il documentario ci porta nella città di Kasaragod, in India: qui viene definito “un disastro” l’introduzione dei pesticidi nelle pratiche agricole.

Dell’India era stato detto che il sottosviluppo economico era riconducibile alla decisione di non usare pesticidi. Ora che il paese ha iniziato ad usarli questi sono i drammatici risultati: decenni di irrorazioni aeree di Endosulfan hanno causato, e continuano a farlo, centinaia di neonati deformati.

“Abbiamo fatto dei veleni una misura di progresso”, afferma Vandana Shiva, attivista ambientale, a capo delle manifestazioni contro il pesticida.

Ecco un fatto assurdo: nel 2010 gli Stati Uniti dichiararono illegale la sostanza sintetizzata più di 60 anni prima, consentendone solo la produzione destinata all’esportazione.

Di esempi ne possiamo fare ancora molti: Messico, Argentina e lo stesso stato americano della Louisiana, ma lo scenario si ripete in ogni caso. Popolazioni decimate dall’uso di pesticidi.

Sembra non esserci espressione più adeguata di “Circolo del Veleno”: al momento sono 6 le compagnie agrochimiche che controllano almeno il 75% del commercio dei pesticidi. Queste aziende esportano pesticidi, illegali negli Stati Uniti, nei paesi in cui il loro impiego è ancora permesso. I veleni servono a coltivare caffè, frutta e verdura che poi vengono importati nuovamente in America in cui sono messi in vendita alla popolazione. Il cerchio si chiude, e si capisce come le legislazioni promosse come a tutela delle persone, siano praticamente inutili.

Attenzione – Interferenti endocrini negli shampo, anche quelli per i più piccini. Bisfenolo A, ftalati, pesticidi etc… lo studio: 54 contaminanti su ogni bambino!

Interferenti endocrini

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

Attenzione – Interferenti endocrini negli shampo, anche quelli per i più piccini. Bisfenolo A, ftalati, pesticidi etc… lo studio: 54 contaminanti su ogni bambino!

Interferenti endocrini nello shampo, lo studio: 54 contaminanti su ogni bambino

Il bisfenolo A, gli ftalati, i pesticidi … L’organismo di molti bambini è contaminato, non da uno o due o anche tre di questi interferenti endocrini sospetti, ma da un cocktail di decine di questi inquinanti che sono contenuti negli shampoo e nei prodotti di cosmesi (i nomi dei prodotti, purtroppo, non sono stati resi noti). A dirlo è l’associazione dei consumatori francesi “60 millions de consommateurs”, che ha commissionato delle analisi su un panel di 43 ragazze e ragazzi di età compresa tra 10 e 15 anni. “Nel nostro studio – scrive l’associazione sul suo magazine – abbiamo registrato fino a 54 contaminanti differenti per lo stesso bambino! In media, 34 molecole elencate tra i potenziali interferenti endocrini sono state individuate e quantificate sui giovani partecipanti”. Tra le sostanze ritrovate nelle analisi dei capelli delle persone, Bisfenolo, fatati, Pcb, e metalli pesanti come mercurio e cromo.

Cosa sono

La contaminazione non si limita solo a una parte del territorio della Francia, in quanto i bambini inclusi nello studio è avvenuto in diverse aree del paese, sia urbane che rurali, tra famiglie con diversi stili di vita e diverso reddito. Per Santé Publique France, la nuova agenzia nazionale per la salute, gli interferenti endocrini sono “sostanze estranee al corpo che imitano gli ormoni naturali o interferiscono con il sistema ormonale.”. Queste molecole sono sospettati di influenzare il normale sviluppo del corpo del bambino, tramite l’effetto sull’utero, e in seguito, in l’età adulta, possono alterare, per esempio, la capacità di riproduzione o aumentare il rischio di insorgenza di malattie metaboliche come il diabete o il cancro. Anche se le associazioni non sono “chiaramente dimostrate”, avverte l’agenzia ufficiale.

Leggi diverse tra paesi

Alcune sostanze sono vietate dalle normative europee, ma spesso solo per alcune categorie di prodotti. Questo è il caso di alcuni ftalati, il cui uso è ora vietato nei prodotti cosmetici, giocattoli e articoli di puericultura che possono essere ingeriti. L’uso del bisfenolo A, invece, è vietato in tutti i contenitori per alimenti in Francia ma non in tutta l’Unione europea.  Molti interferenti endocrini, però, continuano ad essere ampiamente utilizzati per sviluppare pesticidi, cosmetici, imballaggi per alimenti e altri oggetti in plastica  e continuano a contaminare la popolazione, in particolare i giovani, come dimostra lo studio di 60 millions.

La battaglia in Europa

Per andare oltre, secondo l’associazione francese, sarebbe necessario disporre di un quadro normativo che costringa i produttori a eliminare gli interferenti endocrini dalle loro linee di produzione. Ma nella proposta presentata dalla Commissione europea, solo le molecole per le quali v’è un alto livello di evidenza sarà classificato nians endocri- dirompenti. Ma quale livello di prova è di cile stabilire gli si oppongono alcuni paesi membri, se non altro perché la posta e può esprimere mare per molto tempo dopo l’esposizione. Nella proposta presentata dalla Commissione europea, solo le molecole per le quali v’è un alto livello di evidenza sarà classificato come interferente endocrino. Ma quale sia la soglia da prendere in considerazione è un tema ancora al centro di un dibattito acceso. Nel frattempo, però, i bambini francesi, e probabilmente anche quelli italiani, continuano ad usare shampo contenenti queste sostanze sospette.

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/04/23/interferenti-endocrini-nello-shampo-lo-studio-54-contaminanti-su-ogni-bambino/21907/

 

Ecco “ISET”, il test in grado di diagnosticare il tumore invasivo diversi anni prima che si manifesti della professoressa Patrizia Paterlini, l’oncologa italiana in profumo di Nobel

ISET

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

Ecco “ISET”, il test in grado di diagnosticare il tumore invasivo diversi anni prima che si manifesti della professoressa Patrizia Paterlini, l’oncologa italiana in profumo di Nobel

Patrizia Paterlini, l’oncologa italiana in profumo di Nobel, è la madre del test “Iset”, in grado di diagnosticare il tumore invasivo con diversi anni di anticipo rispetto al manifestarsi della malattia.

La professoressa Paterlini, laureata a Modena e già allieva di Mario Coppo si sbilancia: “Scoprire il male con l’esame del sangue diventerà routine”.

Di di Stefano Luppi su la Gazzetta di Modena

Patrizia Paterlini-Bréchot, docente di biologia cellulare e molecolare all’Università Descartes di Parigi, insieme alla sua equipe sta facendo molto per “uccidere il cancro” come ha intitolato il suo ultimo libro. Al massimo tra 4-5 anni questo sogno dell’umanità e di milioni di malati di cancro nel mondo potrebbe concretizzarsi.
La professoressa Paterlini – che alcune voci accreditano già per il Premio Nobel – è nata nel Reggiano, a Castelnovo Sotto e si è laureata a Modena. Università dove ha svolto i primi incarichi post laurea che successivamente l’hanno poi portata a L’Aquila, Bologna e da circa trent’anni in Francia dove ha studiato con un luminare, il professor Christian Bréchot che poi è anche divenuto suo marito. Qui Patrizia Paterlini ha contribuito allo sviluppo del test “Iset”, oggi al centro di cinque brevetti del suo ateneo, una tecnica in grado di diagnosticare il tumore invasivo con diversi anni di anticipo rispetto al manifestarsi della malattia.
Lei è reggiana e ha compiuto i primi studi a Modena.
«Castelnovo di Sotto ha poche migliaia di abitanti, è lì che sono cresciuta, in quell’Italia per metà industriale e per metà agricola. Successivamente sono andata a vivere a Modena, dove sono stata anche residente: una città che per me è stato un vero nido di formazione, con esperienze molto importanti per la mia carriera successiva. Ma del resto l’università di Modena è una delle migliori d’Italia. Ricordo che presi in affitto una camera in un presbiterio vicino alla facoltà e stilai un calendario di dodici ore di lavoro al giorno, weekend compresi. Inoltre il sabato mattina gli studenti avevano la possibilità di fare pratica assistendo alle autopsie all’Istituto psichiatrico San Lazzaro di Reggio».
Dopo la laurea è stata dura? Lei in fin dei conti è un cervello in fuga dal proprio Paese.
«Dopo la laurea in medicina a Modena l’accesso ai posti universitari era bloccato, da anni, in tutta Italia. Al tempo ho dovuto pazientare tre anni, nel corso dei quali al mattino lavoravo in una clinica nota di Modena e al pomeriggio facevo ricerche in ematologia, a titolo gratuito, presso il Policlinico».
Chi è stato il suo maestro a Unimore? 
«Beh, ne parlo diffusamente nel libro perché si tratta di un maestro in campo clinico, anche in Francia: il professor Mario Coppo, purtroppo scomparso. Da lui ho imparato tutto, era una celebrità anche perché curava il papa, Maria Callas e alcune teste coronate. Per seguire le sue lezioni tanti studenti e medici non esitano a spostarsi come ci si sposta per assistere a uno spettacolo con una star. Come scrivo nel libro il ‘Maestro’, come tutti lo chiamavamo, esigeva l’eccellenza a livello scientifico, medico, comportamentale, intellettuale, morale, etico, linguistico. E osservava anche il tuo abbigliamento che doveva sempre essere consono».
Il cancro può essere sconfitto professoressa? 
«Siamo in un’epoca eccezionale da questo punto di vista, con progressi notevoli e a noi ricercatori pare che ci possa essere presto una netta diminuzione della mortalità se si riesce a diagnosticare prima la malattia. Individuare le prime cellule tumorali diffuse nel sangue è di straordinario aiuto per scoprire precocemente i tumori invasivi».
Il metodo da lei scoperto come funziona? 
«Da poco più di un anno è a disposizione il test Iset (Isolation by Size of Tumor Cells, www.isetbyrarecells.com) con il quale isoliamo e individuiamo le cellule tumorali nel sangue. Il test è per ora disponibile per aiutare a prevenire le metastasi in pazienti con diagnosi di tumore già acclarato, ma può essere eseguito anche su chi, senza diagnosi di tumore, lo richiede con consenso informato. Costa 486 euro, cifra non ancora rimborsata dall’assistenza sanitaria pubblica, né in Francia né altrove. Ma un giorno l’esame costerà pochi euro, un po’ come avviene oggi per quelli che analizzano la tiroide o il colesterolo. Abbiamo però bisogno di molti fondi per proseguire le ricerche e arrivare alla sua diffusione in modo capillare (per informazioni www.stl-dono.it)».

fonte: http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2017/04/22/news/patrizia-paterlini-da-modena-a-parigi-per-uccidere-il-cancro-1.15232636

QUI potete trovare il libro Uccidere il cancro: https://www.ibs.it/libri/autori/Patrizia%20Paterlini-Br%C3%A9chot

seguite la Prof.ssa Paterlini sul suo profilo Twitter: https://twitter.com/patriziapaterli

leggi anche:

L’oncologa Patrizia Paterlini: “Scopro i tumori prima che nascano”

 

Ormai è ufficiale! L’olio di palma è tossico. Ma le multinazionali lo sapevano già dal 2009. E lo usavano lo stesso, addirittura nei prodotti per neonati! In fondo cos’è la salute dei bambini a confronto del business?

olio di palma

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

Ormai è ufficiale! L’olio di palma è tossico. Ma le multinazionali lo sapevano già dal 2009. E lo usavano lo stesso, addirittura nei prodotti per neonati! In fondo cos’è la salute dei bambini a confronto del business?

 

E’ ufficiale! L’olio di palma è tossico,le multinazionali lo sapevano dal 2009

L’Efsa ha stabilito di recente che l’olio di palma è dannoso per la salute, soprattutto per quella dei bambini. Ed è arrivata a questo risultato dopo uno studio decennale e molto accurato. È triste però scoprire che le grandi multinazionali dell’alimentazione lo sapevano già dal 2009. Lo testimonia il report di un convegno tenutosi appunto il 21-22 aprile del 2009 a Praga che aveva per tema proprio i “contaminanti” frutto dei processi di trasformazione dei cibi e le strategie per ridurli al minimo. Tra le varie sostanze tossiche trattate nel congresso c’era anche il 3-Mcpd, ossia il 3-monocloropropandiolo e suoi esteri degli acidi grassi. Una sostanza tossica che si sprigiona quando gli oli vegetali – e soprattutto quello di palma – sono sottoposti a raffinazione ad alte temperature (200°C). In particolare sia l’Efsa nel suo studio che i colossi dell’industria alimentare presenti al convegno praghese sottolineano che nel trattamento degli oli di semi in genere “vengono prodotti livelli notevolmente inferiori di esteri Mcpd che dai grassi di palma”. Quindi il grasso tropicale anche all’ora era considerato come il principale imputato.
Amare poi le conclusioni del congresso, perché purtroppo ancora attuali anche se riferite al 2009: “Al momento non è possibile la produzione di grassi a base di palma a basso contenuto di esteri Mcpd”. L’Efsa nel suo studio, infatti, ha sottolineato che “i livelli di 3-Mcpd e dei suoi esteri degli acidi grassi negli oli vegetali” e in particolare nel palma “sono rimasti in gran parte invariati nel corso degli ultimi cinque anni”. E per questo ha dimezzato la dose giornaliera tollerabile (DGT), portandola a 0,8 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno.
Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha chiesto al Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, Vytenis Povilas Andriukaitis, di avviare con urgenza l’esame della questione all’interno dei gruppi tecnici. La palla passa dunque all’Ue e si spera che intervenga a regolare per legge i parametri per un uso non pericoloso per la salute dell’olio di palma in campo alimentare.
Intanto in Italia si allunga la lista di aziende che hanno scelto volontariamente di eliminare l’olio di palma dai propri prodotti. L’ultima è la Coop, che già aveva tolto il grasso tropicale da oltre 100 prodotti a marchio. Ma che, dopo la pubblicazione del dossier dell’Efsa, ha decisio di abolirlo del tutto anche nei 120 prodotti restanti. La sostituzione avverrà gradualmente nei prossimi mesi.