Glifosato, la presa per i fondelli della Commissione Ue ai cittadini europei

 

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Glifosato, la presa per i fondelli della Commissione Ue ai cittadini europei

“Le feuilleton du glyphosate continue”. La soap opera del glifosato continua. Così le Monde nell’edizione di oggi commenta la risposta della Commissione europea finalmente arrivata ieri alla Ice di 1,3 milioni di cittadini europei che chiedevano #StopGlifosato. I nostri lettori conoscono bene la petizione, molti la hanno anche firmata dato che il Salvagente era tra i sostenitori. Quello che attendevano era la risposta, doverosa (anzi obbligatoria) della Commissione. Che è arrivata – come si direbbe a Roma – “dopo i fuochi”, ossia dopo la decisione del 27 novembre di rinnovare l’autorizzazione al glifosato per altri 5 anni.

E le argomentazioni sono sembrate ai più decisamente poco chiare. L’esecutivo di Bruxelles si è spesso limitato a contestare le preoccupazioni dei cittadini come “senza fondamento”.

Promesse vuote

Ha promesso il miglioramento della “trasparenza degli studi commissionati dall’industria e il rafforzamento della governance nella conduzione di questi studi” senza farci capire in che modo voglia raggiungere un obiettivo che proprio in questa vicenda ha mostrato di essere molto lontano da ottenere. Certo, ha promesso più soldi e prerogative all’Efsa, ma ha dimenticato di chiarire come intende ristabilire un clima di fiducia sull’agenzia, dopo i clamorosi casi di “copia-incolla” dai documenti Monsanto sulle relazioni che riguardano il glifosato.

E ha rimandato alla primavera del prossimo anno ogni spiegazione sulle misure che intenderebbe avviare.

Ridurre i pesticidi? Non è tra gli obiettivi

Ancora più elusiva la risposta alla terza domanda della Ice, quella che chiedeva di limitare l’uso di pesticidi nella Ue. Niente da fare, spiega la Commissione, questo obiettivo non è all’ordine del giorno.

“Ignorando le tre richieste della Ice, i regolatori europei sembrano aver dimenticato da chi hanno davvero ricevuto la loro legittimità: dai cittadini e non dalle aziende”, ha detto a Le Monde Angeliki Lysimachou, per l’associazione Pesticide Action Network Europe.

 

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/12/13/glifosato-la-presa-per-i-fondelli-della-commissione-ue-ai-cittadini-europei/29175/

Glifosato, storia di un veleno da cui è impossibile difendersi

 

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Glifosato, storia di un veleno da cui è impossibile difendersi

Biscotti, farine, corn flakes, pasta, ma anche acqua potabile del rubinetto di casa (acquista qui il numero) e le baguette precotte da supermercato. E ancora: abbigliamento, come l’intimo per bambini, e matrici biologiche come le urine di 14 donne incinte. Sono oltre cento le matrici analizzate dal Salvagente in un anno e mezzo per verificare la presenza di glifosato: un numero impressionante se pensiamo che il Piano di controllo del ministero della Salute ha previsto l’analisi di soli 25 campioni di grano, di cui solo 13 proveniente dall’estero.

Il 5 ottobre gli Stati membri sono chiamati a esprimersi sulla richiesta della Ue di autorizzare per altri 10 anni l’uso del glifosato. Oggi la Coalizione StopGlifosato ha organizzato un tweetstorm per chiedere er chiedere al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, al ministro delle Politiche agricole Alimentari e Forestali, Maurizio Martina, alla ministra della Salute, Beatrice Lorenzin e al ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, che l’Italia il 5 ottobre dica a Bruxelles “No alla ri-autorizzazione per altri 10 anni dell’uso del glifosato” e che, come ha fatto il governo austriaco, chieda alla Commisione Ue l’apertura di un’indagine sulla valutazione di rischio relativo al glifosato condotta dall’Efsa, nella quale sono stati copiate e incollate decine e decine di pagine prese dai documenti della Monsanto.

“Nessuno è al sicuro”

I risultati più sorprendenti sicuramente sono quelli che abbiamo pubblicato nel numero di giugno 2017. Non serve infatti vivere vicino ai campi, il rischio di essere contaminati dal glifosato è reale anche abitando al centro di una grande città come Roma. Le analisi condotte dal Salvagente, in collaborazione con l’associazione A Sud, parlano chiaro: 14 donne su 14 esaminate sono risultate positive alla ricerca di glifosato nelle loro urine.

I quantitativi di glifosato riscontrati dalle analisi vanno da 0,43 nanogrammi per millilitro di urina fino a 3,48 nanogrammi. Pochi? Molti? Impossibile dare un giudizio, dal momento che non esistono quantità massime consentite. Quel che è certo è che il glifosato non dovrebbe mai essere presente nel nostro organismo, tanto meno in quello dei nascituri.

Cos’è il glifosato

Il glifosato è un erbicida non selettivo impiegato sia su colture arboree che erbacee e aree non destinate alle colture agrarie (industriali, civili, argini, scoline, ecc.). È attualmente utilizzato in 750 prodotti per l’agricoltura: tra quelli che lo contengono come principio attivo il più noto è certamente il Roundup della Monsanto, una miniera d’oro per gli affari della multinazionale di biotecnologie agrarie. Basti pensare che secondo le stime della US Geological Survey, il consumo dell’erbicida è passato dai 67 milioni di chili del 1995 (l’anno precedente alla coltivazione dei campi Ogm) agli 826 milioni di chili del 2014, e la tendenza è quella di crescere, perché le piante infestanti sono sempre più resistenti e quindi hanno bisogno di dosi maggiori della sostanza per avere lo stesso effetto.

La Iarc e l’Efsa: due pareri discordanti

Il glifosato ha fatto il suo ingresso sulla scena scientifica e politica a marzo dello scorso anno quando una monografia della Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, ha revisionato tutti gli studi scientifici in materia e ha concluso classificando l’erbicida come genotossico (in grado cioè di danneggiare il Dna), sicuro cancerogeno per gli animali e probabile cancerogeno per l’uomo. Pochi mesi dopo l’Efsa ha ribaltato le conclusioni della Iarc sostenendo che è improbabile che il glifosato rappresenti un rischio cancerogeno per gli umani. Una presa di posizione che ha prestato il fianco a molte critiche che hanno a che fare, innanzitutto, con l’indipendenza degli autori che hanno firmato lo studio su cui l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare ha basato le sue conclusioni. Questo studio risulta scritto dalla Gliphosate task force, ovvero un gruppo in cui collaborano i produttori di fitofarmaci o meglio le aziende che hanno chiesto di poter vendere il glifosato nei paesi dell’Unione europea. Il rapporto tedesco (commissionato dall’Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio (Bfr) di 947 pagine consiste sostanzialmente in una serie di riassunti di studi commissionati da quelle aziende per indagare gli effetti del glifosato sulla salute.

Lo scandalo Monsanto Papers e il copia-incolla dell’Efsa

A luglio scorso scoppia lo scandalo dei Monsanto Papers. In quelle carte non ci sono solo le pressioni esercitate da Monsanto sulla Iarc, l’Agenzia internazionale sulla ricerca contro il cancro, che ha definito come “probabile cancerogeno” il glifosato (principio attivo del RoundUp, l’erbicida più usato al mondo), e testimoniate dall’inchiesta condotta da Le Monde. Dai Monsanto Papers emergono anche i condizionamenti messi in atto dal big dei pesticidi sull’Epa, l’Autorità di protezione ambientale, competente a rilasciare negli Stati Uniti le licenze all’uso dei pesticidi.

Non solo. A settembre scoppia anche il caso del copia-incolla dell’Efsa: nel parere nel quale l’Autorità per la sicurezza alimentare europea ha dato il via libera alla Ue per ri-aiutorizzare il glifosato, sono state copiate di sana pianta un centinaio di pagine direttametne dai documenti della Monsanto con i quali il big dell’agritech perorava l’innocuità del suo RoundUp.

 

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/10/03/glifosato-storia-di-un-veleno-da-cui-e-impossibile-difendersi/26519/

Come strizzare l’occhio alle Multinazionali sulla pelle della Gente: Secondo l’EFSA il glifosato non è più un interferente endocrino – E lo stabilisce in base a criteri di valutazione del tutto superati!

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Come strizzare l’occhio alle Multinazionali sulla pelle della Gente: Secondo l’EFSA il glifosato non è più un interferente endocrino – E lo stabilisce in base a criteri di valutazione del tutto superati!

Rafforzata la proposta UE di un rinnovo per 10 anni

Secondo l’EFSA il glifosato non è un interferente endocrino

L’Agenzia per la sicurezza alimentare pubblica il suo ultimo parere che assolve il glifosato anche dall’impatto sugli ormoni. Ma i criteri di valutazione sono superati

EFSA, sul glifosato un nuovo parere basato su vecchi criteri

 

(Rinnovabili.it) – Il file del glifosato ora è completo. Sulle scrivanie della Commissione Europea è arrivata ieri l’ultima relazione dell’EFSA, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, che doveva valutare se la sostanza fosse un interferente endocrino, cioè un perturbatore del sistema ormonale dagli effetti dannosi sulla salute. Il parere, come ci si poteva aspettare, è negativo. Per l’EFSA il glifosato non presenta dunque alcun rischio per la salute umana.

Con questa opinione, il dossier di Bruxelles è completo e rafforza la sua proposta originaria: rinnovare l’autorizzazione per il diserbante più controverso del mondo per altri 10 anni. Secondo l’EFSA, infatti non vi sarebbero prove a sufficienza per considerarlo nocivo per gli ormoni: «Nessuna evidenza è stata trovata negli studi ecotossicologici che contraddicono questa conclusione», recita il documento.

In attesa della riunione del Comitato fitosanitario permanente, che raduna gli esperti di tutti gli stati membri, si rinfocola dunque una polemica lunga ormai due anni e mezzo. Tanto è passato da quando l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato il glifosato come «probabilmente cancerogeno per l’uomo». Un parere contestato dall’EFSA, finita al centro delle polemiche per conflitti di interessi che ne avrebbero inficiato la contro-valutazione.

Conflitti non ancora risolti, su cui gli ambientalisti concentrano la critica. Inoltre, per fugare i dubbi sulle potenziali interferenze del sistema endocrino, l’agenzia non si è basata sulla definizione approvata a luglio dall’UE. Ha adottato criteri intermedi fissati diversi anni fa mentre si attendeva una definizione formale, la quale oggi comprende anche i “sospetti interferenti endocrini”. Secondo i critici, vi è un problema nel livello di prove troppo alto da presentare per togliere dal commercio le sostanze potenzialmente dannose. In tal modo, si garantirebbe a numerosi potenziali perturbatori di aggirare i divieti.

Sul glifosato, sta giungendo all’epilogo una guerra in punta di diritto, in cui l’utilizzo distorto della scienza per funzioni evidentemente politiche ed economiche ha dominato il campo. Il risultato delle tensioni è ancora tutt’altro che scontato, con la Francia che pochi giorni fa ha annunciato il suo no alla nuova autorizzazione. Se restasse di questa idea, Parigi potrebbe far mancare la maggioranza qualificata tra gli stati membri, con Bruxelles nuovamente obbligata a tenere il cerino in mano.

 

fonte: http://www.rinnovabili.it/ambiente/efsa-glifosato-interferente-endocrino-333/

Intolleranti al grano? Attenzione, potrebbe non essere il glutine, ma il pesticida Roundup di Monsanto!

 

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Intolleranti al grano? Attenzione, potrebbe non essere il glutine, ma il pesticida Roundup di Monsanto!

 

Intolleranza al grano ed il pesticida Roundup della Monsanto

Purtroppo stanno aumentano vertiginosamente le intolleranze alimentari, escludendo quelle riconducibili ad una matrice genetica, per la maggior parte vengono provocate da alimenti contaminati da antibiotici, gas, pesticidi (è scontato citare la Terra dei Fuochi). Ma leggiamo attentamente la situazione attinente al grano, i pesticidi della Monsanto e la celiachia.

Intolleranza al grano, non è il glutine ma il pesticida Roundup di Monsanto!

L’intolleranza al grano è in crescita e sembra causata dai pesticidi Monsanto.

Una delle malattie in continuo aumento negli ultimi anni è l’intolleranza al grano, ed in particolare alla sostanza che fissa l’amido, glutine. La malattia, che va da una semplice intolleranza temporanea all’allergia vera e propria, si può manifestare a tutte le età e la sua incidenza aumenta in tutti i Paesi: in Italia si stima 1 persona ogni 100-150 abitanti (Associazione italiana celiachia); negli Stati Uniti 1 persona su 133; infine, studi epidemiologici recenti hanno riscontrato la presenza di celiachia e il suo aumento perfino in Africa e in Sudamerica (Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute).

Recentemente, dai risultati emersi in alcuni studi, sembrerebbe che l’allergia al grano non dipenda dal grano stesso ma dal modo in cui esso viene coltivato. Non sembra una coincidenza, infatti, che uno dei maggiori pesticidi utilizzati nelle coltivazioni di questo importante cereale sia proprio il Roundup, erbicida prodotto dal colosso Monsanto, un prodotto da anni sotto accusa in quanto ricco di glifosato.

Il Roundup non solo uccide tutte le erbacce, ma si fissa sul terreno in cui viene utilizzato rendendolo sterile. Intanto i livelli di contaminazione di glifosato sono in continuo aumento. Le erbe infestanti sono diventate più resistenti agli erbicidi, rendendo necessario un loro utilizzo più massiccio, con conseguente accumulo di sostanze tossiche nelle piante; inoltre gli agricoltori si sono resi conto che spruzzando Roundup sulle coltivazioni di grano aumenta la produzione. Il risultato è che questo erbicida viene utilizzato molto più frequentemente e liberamente e gli Americani consumano tracce della sostanza chimica ogni volta che mangiano prodotti a base di grano.

Nel 2013, uno studio pubblicato su Interdisciplinary Toxicology ha evidenziato una relazione diretta tra l’aumento della presenza di glifosato nel grano e l’aumento della celiachia, con un andamento quasi identico. Sempre attraverso tale studio si è evidenziato come l’effetto più dannoso sia proprio a carico dell’apparato digerente: ilglifosato va a colpire i batteri “buoni” del nostro organismo, ovvero quelli utili per la produzione di amminoacidi essenziali per la digestione.

Il glifosato, insomma, è molto più tossico di quanto si pensasse originariamente e se, da una parte, le sperimentazioni del colosso biotech continuano indisturbate (per esempio a Molokai sta sperimentando nuove qualità di grano in grado di resistere maggiormente ai pesticidi), dall’altra fortunatamente, alcuni Paesi stanno intervenendo per porre freno alla potente multinazionale: l’Olanda ha detto ’No alla Monsanto’. Il parlamento olandese, infatti, ha recentemente deciso di vietare la vendita di erbicidi a base di glifosato ai privati, a partire dal 2015.

Nell’attesa che anche gli altri Paesi prendano esempio dall’Olanda, ogni persona dovrebbe tutelare la propria salute acquistando grano di qualità come il triticum monococcum: ha un basso tenore di glutine, un alto contenuto proteico, è adatto ai terreni poveri e aridi, ha un basso impatto ambientale, si presta facilmente all’agricoltura biologica e, soprattutto, non è modificato dalla Monsanto!

tratto da: http://www.tuttogreen.it/intolleranza-al-grano-non-e-il-glutine-ma-il-pesticida-roundup-di-monsanto/

Roundup, il pesticida della Monsanto possibile causa dell’aumento di intolleranze al glutine

Un nuovo studio, portato avanti da due scienziati americani, sostiene che un maggior uso delglifosatopesticida della Monsanto conosciuto con il nome commerciale di Roundup, potrebbe essere la causa della crescita dei casi di celiachia, intolleranza al glutine ma anche della sindorme dell’intestino irritabile.

La Celiachia e più in generale l’ipersensibilità al glutine è un problema crescente in tutto il mondo, soprattutto in Nord America e in Europa, dove le ultime statistiche parlano di un 5% della popolazione interessata. I sintomi di chi non tollera il glutine possono includere nausea, diarrea, eruzioni cutanee, anemia ma anche problemi all’umore e un maggior rischio di contrarre malattie alla tiroide, insufficienza renale e tumori.

Nel rapporto, opera di Anthony Samsel e Stephanie Seneff, si sostiene che il glifosato, principio attivo del Roundup sia il fattore più importante che sta causando questa “epidemia” di intolleranze. Si legge nel documento redatto dai due scienziati che: “I pesci esposti al glifosato sviluppano problemi digestivi simili alla celiachia. Il morbo celiaco è associato a squilibri nei batteri intestinali che possono essere spiegati considerando gli effetti noti del glifosato sui batteri intestinali”.

Ma c’è di più: “Il glifosato è noto per inibire gli enzimi del citocromo P450, famiglia enizmatica implicata nella detossificazione delle tossine ambientali, nell’attivazione della vitamina D3, nel catabolismo della vitamina A, nel mantenimento della produzione della bile e nella fornitura di solfato all’intestino. Anche carenze di ferro, cobalto, molibdeno, rame ed altri metalli rari associate alla celiachia possono essere attribuiti a forte capacità del glifosato di chelare questi elementi”.

La portata della notizia è di interesse mondiale dato che il glifosato della Monsanto sembra essere diventato l’erbicida più venduto al mondo, vista anche la crescita della produzione di grano Roundup Ready GM, appunto della Monsanto.

Il rapporto si avvale di una corposa parte bibliografica che fa riferimento alle ricerche scientifiche prese in esame e si conclude con un appello ai governi di riconsiderare le politiche relative alla sicurezza dei residui di glifosato negli alimenti.

tratto da: http://www.greenme.it/informarsi/agricoltura/12682-roundup-pesticida-monsanto-celiachiaintolleranza-glutine

Correva l’anno 2013: lo scienziato dell’Epa Marion Copley scriveva a Monsanto “Il glifosato causa il cancro”… Ma la multinazionale se ne è fregata altamente, continuando ad immolare la Gente all’altare del dio Denaro!

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Correva l’anno 2013: lo scienziato dell’Epa Marion Copley scriveva a Monsanto “Il glifosato causa il cancro”… Ma la multinazionale se ne è fregata altamente, continuando ad immolare la Gente all’altare del dio Denaro!

Scoperta una lettera dell’Epa del 2013: “Il glifosato causa il cancro”

Una lettera, ritrovata a oltre tre anni dalla morte di uno scienziato è la nuova grana internazionale che agita Monsanto. Ma non l’unica.

Partiamo con ordine. Autore della lettera è Marion Copley, uno scienziato che lavorava da 30 anni all’Epa, l’Ente di protezione ambientale americano, il massimo organo istituzionale nordamericano nel campo dei pesticidi. Lo scienziato, famoso per aver ricevuto numerosi premi, chiedeva al suo collega Jess Rowland, chiamato nell’ambiente “la talpa della Monsanto” per l’atteggiamento molto favorevole nei confronti della multinazionale, chiedeva di “smettere di mentire sui pericoli del RoundUp e del glifosato”. La lettera è datata marzo 2013, due anni prima che il dibattito pubblico sulla cancerogenicità del glifosato iniziasse sul serio.

Le accuse al glifosato? Un anno prima dello Iarc

Il dottor Copley era tossicologo capo presso la Divisione di Effetti sulla salute dell’Epa EPA e aveva lavorato a stretto contatto con Rowland. A stroncare la sua carriera e la sua vita una diagnosi inaspettata di un cancro terminale, che lo costringe a ritirarsi per motivi di salute e lo porta alla morte nel gennaio 2014.

Non più di un anno dopo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC-OMS), raggiungeva la stessa conclusione sul diserbante Monsanto: il glifosato è una sostanza cancerogena.

14 effetti cancerogeni

Il Dr. Copley aveva raccolto non meno di quattordici effetti conosciuti del glifosato, tutti meccanismi di azione plausibili per l’aumento del rischio di linfoma.
“Qualsiasi di questi meccanismi da solo potrebbe causare tumori, ma il glifosato li raccoglie tutti contemporaneamente” aveva sentenziato.
La lettera del defunto scienziato, è stata scoperta nei documenti originariamente non esaminati da parte della Corte della California del Nord e acquisita nel processo che vede opposto lo Stato della California alla Monsanto che gli contesta la probabile cancerogenicità del glifosato.

“Per una volta non pensare ai soldi”

Uno dei passaggi resi noti è la richiesta accorata a Jess Rowland di proteggere i consumatori invece degli interessi della Monsanto: “Per una volta nella tua vita, ascolta e non fare il gioco della collusione tra scienza e politica. Per una volta fa la cosa giusta e non prendere decisioni basate su quali saranno i tuoi guadagni”.

Non c’è dubbio che questa lettera avrà un peso non indifferente nello svegliare le coscienze dei consumatori nordamericani sull’atteggiamento collusivo di una parte dell’Epa.

E in Francia lo trovano nelle urine

Nel frattempo dall’altra parte dell’oceano, in Europa, continua la mobilitazione della vasta coalizione per chiedere alla Ue di stoppare ogni nuova autorizzazione al glifosato. Mentre la petizione (che il Salvagente chiede di firmare a tutti i suoi lettori) continua a raccogliere consensi, dalla Francia arriva una notizia che fa rumore.

L’associazione Générations Futures, ha analizzato le urine di 30 persone, tra cui il cantante Emilie Loizeau, i comici Charline Vanhonecker e Alex Vizorek, bambini e adulti che vivono nelle aree urbane ed agricole, e ha rilevato la presenza di glifosato nel 100% dei campioni. Un’osservazione preoccupante per François Veillerette il presidente dell’associazione che ha dichiarato: “Il tasso di glifosato dovrebbe essere pari a zero, non è normale che le persone abbiano nei loro corpi questa molecola di un diserbante.”
Alcuni addirittura hanno tassi di 30 volte superiore rispetto ad altri.

 

 

 

Studio Usa: il Glifosato è cancerogeno, incide sul Dna e porta a diabete, asma, alzheimer – Ma nel dubbio, meglio farvi ammalare: la Commissione Ue rinnova l’autorizzazione per altri 5 anni!

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Studio Usa: il Glifosato è cancerogeno, incide sul Dna e porta a diabete, asma, alzheimer – Ma nel dubbio, meglio farvi ammalare: la Commissione Ue rinnova l’autorizzazione per altri 5 anni!

STUDIO USA: IL GLIFOSATO INCIDE SUL DNA E PORTA A DIABETE, ASMA, ALZHEIMER

Una revisione della letteratura scientifica collega il glifosato, uno dei più popolari diserbanti, classificato dall’Airc come probabile cancerogeno, ad una vasta gamma di malattie attraverso un meccanismo che modifica il funzionamento del Dna. A dirlo è lo studio “Glyphosate pathways to modern disease V” condotto dagli scienziati Anthony Samsel e Stephanie Seneff, del Massachusetts Institute of Technology (Mit). Secondo la ricerca, il glifosato agisce come un analogo della glicina in grado di alterare una serie di proteine. Questo processo anomalo è correlato a diverse malattie, compreso diabete, obesità, asma, morbo di Alzheimer, sclerosi laterale amiotrofica (Sla), e il morbo di Parkinson, tra le altre.  Il ricercatore Stephen Frantz, come riporta il sitoBeyondpesticides.org, spiega: “Quando una cellula sta cercando di formare le proteine, può afferrare il glifosato invece della glicina e formare una proteina  danneggiata. Dopo di che è il caos medico. Dove il glifosato sostituisce la glicina, la cellula non può più comportarsi come al solito, provocando conseguenze imprevedibili con molte malattie e disturbi conseguenti.”

Il rilascio di questo studio arriva sulla scia di diverse altre discussioni e azioni sul glifosato che hanno avuto luogo nel corso delle ultime settimane. Il mese scorso in un briefing del Congresso, una delegazione di scienziati indipendenti, tra cui gli autori di questo studio, hanno presentato i loro risultati, esortando i legislatori a chiedere all’Agenzia di protezione ambientale (Epa) di vietare il RoundUp, l’erbicida della Monsanto, fornendo testimonianza sull’impatto del glifosato sul suolo, così come il rischio irragionevole che essa rappresenta per gli esseri umani, gli animali e l’ambiente. L’Epa ha però risposto che gran parte delle informazioni fornite possononon avere un impatto sulla loro valutazione del rischio attuale del glifosato, che è previsto per il 2017.
Per saperne di più del glifosato, è possibile richiedere la guida gratuita del Test Salvagente, cliccando qui.

fonte: https://www.testmagazine.it/2016/07/19/studio-usa-il-glifosato-incide-sul-dna-e-porta-a-diabete-asma-alzheimer/10873/

 

Glifosato nel dubbio, meglio farvi ammalare: la Commissione Ue rinnova l’autorizzazione per altri 5 anni!

È ufficiale: altri 5 anni di glifosato. La Germania vota a favore e sposta gli equilibri

Gli Stati membri in sede di comitato d’appello hanno trovato la maggioranza qualificata e rinnovato l’uso di glifosato per altri 5 anni. Coloro i quali non si sono opposti sono colpevoli di un crimine contro l’Europa: non esistono atti scientificamente comprovati della non cancerogenicità di questo pesticida. Sono perfino stati ignorati i limiti per l’utilizzo del glifosato su parchi pubblici, l’uso disseccante preraccolto (che ci mette in forte competizione con gli Stati del Nord Europa a danno delle nostre coltivazioni) e i restringimenti per gli usi non professionali.

A spostare gli equilibri sono stati i voti favorevoli di Germania e Polonia. La prima, casualmente, è in attesa (a gennaio) della decisione finale della Commissione sulla fusione Bayer-Monsanto. Non ci vuole sicuramente un genio per capire come andrà a finire. Farmaci e pesticidi a braccetto per almeno altri 5 anni, il tempo utile per fare immensi profitti sulla pelle dei cittadini europei. Nella speranza, ovviamente, di qualche altro cavillo per concedere ulteriori rinnovi.

A nulla sono servite le mobilitazioni di milioni di cittadini, la ICE “Stop Glifosato”, i Monsanto Papers e tutti gli altri scandali che si sono succeduti e che hanno coinvolto parzialmente anche ECHA ed EFSA. Questa decisione è figlia di un comportamento scellerato del Parlamento europeo, che ha annacquato le posizioni in un devastante gioco al ribasso durato fin troppo a lungo.

Ricordatevi dei loro nomi quando nella prossima campagna elettorale alle porte li sentirete parlare di sicurezza alimentare e di tutela del made-in Italy.

Gli eurodeputati italiani che hanno votato contro il divieto totale all’uso del glifosato:
– ECR: Fitto; Sernagiotto.
– ENF (Lega): Bizzotto; Borghezio; Fontana; Zanni.
– PPE (Forza Italia): Cicu; Cirio; Comi; Dorfmann; Gardini; Martusciello; Matera; Patriciello; Pogliese; Salini.
– S&D (Partito Democratico): Benifei; Bettini; Bonafè; Bresso; Briano; Chinnici; Cozzolino; Danti; De Castro; De Monte; Gasbarra; Giuffrida; Grapini; Gualtieri; Kyenge; Mosca; Panzeri; Paolucci; Picierno; Pittella; Sassoli; Toia; Viotti; Zanonato; Zoffoli
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fonti varie dal Web

 

Leggete e rabbrividite – Ecco la lettera del 2013 della scienziata all’EPA (Ente Protezione Ambientale USA) Maryon Copley: smettete di mentire sui pericoli del glifosato, causa il Cancro! La scienziata morì poco dopo ed il glifosato ha continuato a mietere vittime!!

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Leggete e rabbrividite – Ecco la lettera del 2013 della scienziata all’EPA (Ente Protezione Ambientale USA) Maryon Copley: smettete di mentire sui pericoli del glifosato, causa il Cancro! La scienziata morì poco dopo ed il glifosato ha continuato a mietere vittime!!

 

Lettera all’EPA dell’ex scienziata Maryon Copley: smettete di mentire sui pericoli del glifosato

Traduco questo articolo e lettera da NaturalNews, che – ricordo – in questo presente è stato nella bufera con google, che gli ha reso inaccessibili centinaia e centinaia di pagine. A seguito di molte proteste il sito è stato ristabilito. La motivazione rientra nel calderone delle “fake news” . Mike Adams, il suo proprietario, si è schierato con Trump. Io mi limito solo a tradurre i suoi articoli – da anni- che trovo di utilità, riflessione e conoscenza su temi e verità su cui il mainstream … “si distrae”.

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(Natural News) La lettera che segue, della scienziata dell’EPA (Ente Protezione Ambientale USA, ndt) Marion Copley (ora morta di cancro) è venuta alla luce tra i documenti non sotto sigillo della corte, che originariamente erano stati rivelati da Right to Know e postati per esteso qui: Glyphosate.news document page. Qui il PDF del documento: USRTK website, qui il backup archiviato su Natural News.

In questa lettera la scienziata dell’EPA Marion Copley implora la talpa della Monsanto Jess Rowland di fare il suo lavoro e proteggere il pubblico anzichè gli interessi della Monsanto e dice:
“Per una volta nella tua vita, ascoltami e non fare i tuoi subdoli giochi in cui la scienza è a favore di quelli che hanno messo una firma. Per una volta fai la cosa giusta e non prendere decisioni basate sul vantaggio di cui potrà risentire il tuo bonus”

La scienziata accusa anche Rowland ed un’ altra scienziata dell’EPA, Anna Lowit (tutt’ora all’EPA) di fare tattiche di intimidazione scientifica, per costringere gli scienziati EPA e i burocrati a cambiare le loro conclusioni in favore della Monsanto.

La Copley avverte poi che gli scienziati dell’EPA è probabile siano corrotti dalla Monsanto, (…) sapendo di essere prossima alla morte ma volendo essere di aiuto per salvare l’umanità dall’olocausto tossico della chimica, spinto dalla Monsanto e da un EPA criminale:

“Ho il cancro e non voglio che queste serie tematiche mediche vadano disattese prima che io finisca in tomba. Ho fatto il mio dovere”.

(…)

Lettera da Marion Copley a Jess Rowland, 4 marzo 2013

Jess,

Da quando ho lasciato l’Ente a causa del cancro, ho studiato ampiamente il processo del tumore ed ho dei commenti sul meccanismo, che potrebbero essere molto valevoli per il CARC [ Cancer Assessment Review Committee – Comitato per l’Esamina e Valutazione del Cancro, ndt] e che si basano sulla mia esperienza decennale della patologia. Prendero’ una sostanza chimica per dimostrare la mia visione.

Il Glifosato fu originariamente progettato come agente chelante ed io credo fermamente che si tratta dell’identico processo implicato nella formazione del suo tumore, ampiamente sostenuto dalla letteratura relativa.

– i chelanti inibiscono l’apoptosi: il processo grazie al quale i nostri corpi uccidono le cellule tumorali

– i chelanti sono degli interferenti endocrini, implicati nella genesi dei tumori

– il Glifosato induce la proliferazione dei linfociti

– il Glifosato induce la formazione dei radicali liberi

– I chelanti inibiscono gli enzimi scavenger (spazzini) dei radicali liberi che per la loro attività richiedono Zn (zinco), Mn (manganese) o Cu (rame)

– i chelanti legano lo Zinco, necessario per la funzione del sistema immunitario

– il Glifosato è genotossico : una chiave per il meccanismo del cancro

– i chelanti inibiscono gli enzimi riparatori del DNA che richiedono co-fattori di metalli

– i chelanti legano Ca (calcio), Zn, Mg (magnesio), etc rendendo il cibo carente di questi nutrimenti essenziali

– I chelanti legano il calcio necessario per la risposta immunitaria mediata dacalcineurina

– I chelanti spesso danneggiano i reni o il pancreas, come fa il glifosato , un meccanismo che induce la formazione del cancro

– un danno a reni /pancreas puo’ portare a cambiamenti clinici nella chimica favorendo la crescita del tumore

– il Glifosato uccide i batteri nell’intestino e il sistema gastrointestinale rappresenta l’80% del sistema immunitario

– i chelanti sopprimono il sistema immunitario rendendo il corpo suscettibile ai tumori

In precedenza il CARC era arrivato alla considerazione che il glifosato fosse ”un possibile cancerogeno umano” . La patologia renale negli studi animali, porterebbe ai tumori con altri meccanismi sopraelencati. Ognuno di questi meccanismi, preso singolarmente, puo’ causare tumori, ma il glifosato li causa tutti simultaneamente.

E’ essenzialmente certo che il glifosato causi cancro. Con tutta l’evidenza sopraindicata, la categoria del CARC dovrebbe essere cambiata in
“probabile cancerogeno umano”

I globuli del sangue sono assai esposti ai chelanti: se un qualsiasi studio mostra proliferazione di linfociti, allora questo è una conferma che il glifosato è cancerogeneo.

Jess, noi due abbiamo discusso parecchie volte sul CARC e tu hai spesso discusso di temi di cui non hai conoscenza, cosa che non è etica. Il tuo banale diploma in MS (Master of Scienze) del 1971 in Nebraska è assai datato, quindi la scienza del CARC è 10 anni indietro alla letteratura relativa ai meccanismi.

Per una volta nella tua vita ascoltami e non fare i tuoi conniventi giochini politici con la scienza in favore di chi ci mette una firma… Per una volta fai la cosa giusta e non prendere decisioni basate sul vantaggio di cui potrà risentire il tuo bonus”

Tu e Anna Lowit avete fatto intimidazioni sullo staff per cio’ che concerne il CARC ed avete cambiato le relazioni finali MI ARC e IIASPOC per favorire l’industria.

I chelanti chiaramente sono interferenti nei segnali del calcio, una chiave che segnala la via in tutte le cellule e media la progressione dei tumori.

Greg Ackerman è ritenuto il nostro esperto sui meccanismi, ma non ha mai citato nessuno di questi concetti al CARC e quando ho cercato di discuterlo con lui, mi ha dissuaso.

Anche Greg sta facendo i tuoi giochini politici, è incompetente o ha in qualche modo un conflitto di interesse? Il tuo collega del Nebraska ha preso delle sovvenzioni dall’industria, chiaramente ha un conflitto di interesse. Promettimi di non autorizzare mai Anna al comitatao del CARC, le sue decisioni non hanno alcun senso razionale. Se c’è qualcuno che prende mazzette [nell’OPP, non è chiaro che dipartimento sia, ndt] è lei.

Ho il cancro e non voglio che queste serie tematiche mediche vadano disattese prima che io finisca in tomba. Ho fatto il mio dovere.

Marion Copley March 4, 2013

Fonte: http://www.naturalnews.com/2017-03-15-heartbreaking-letter-from-dying-epa-scientist-begs-monsanto-moles-inside-the-agency-to-stop-lying-about-dangers-of-roundup-glyphosate.html

Traduzione e sintesi Cristina Bassi, per www.thelivingspirits.net

VEDI ANCHE: Controversial weedkiller in Roundup ‘does not cause cancer’, says European expert committee

 

ne ha parlato anche: https://ilsalvagente.it/2017/04/06/scoperta-una-lettera-dellepa-del-2013-il-glifosato-causa-il-cancro/21031/

Attenzione – Mangi OGM senza saperlo – in Italia divieto di coltivazione ma ammessa l’importazione – Ecco la lista di alimenti e additivi che contengono o possono contenere Ogm e che tutti i giorni ci ritroviamo a tavola!

OGM

 

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Attenzione – Mangi OGM senza saperlo – in Italia divieto di coltivazione ma ammessa l’importazione – Ecco la lista di alimenti e additivi che contengono o possono contenere Ogm e che tutti i giorni ci ritroviamo a tavola!

 

Ci sono OGM nei nostri piatti?
Ebbene si.. il rischio è alto perchè entrano legalmente con i limiti concessi ma anche attraverso truffe o importazioni da paesi dove sono ammessi ed i controlli sono al minimo.
Purtroppo non è uscito indenne neppure il biologico dalla truffa OGM con cereali proveniente dall’Ucraina.

Contro le truffe non è facile difendersi anche perchè tutto si risolve all’italiana con troppa facilità e dopo pochi giorni tutto torna come prima.
Ciò che è importante sapere che seppur non è ammessa la coltivazione nei nostri piatti l’OGM è di portata.
Un esempio fra i tanti: in diversi Paesi europei tra cui l’Italia (gli altri paiono essere Francia, Svezia, Germania, Austria, Gran Bretagna e Olanda) il riso OGM della Bayer viene venduto illegalmente. E’ sul mercato. Sulla tavola, in quello che si mangia, tenendo presente che sulla base di quel riso vengono fatte gallette, farine..etc etc..
Greenpeace rivela subito o meglio urla, come sempre inascoltata, che il riso OGM della Bayer, proveniente dagli Stati Uniti, è in vendita nei supermercati europei. Questo riso transgenico è illegale, non essendo stato approvato per il consumo umano o la coltivazione in alcun Paese.

1) Divieto di coltivazione ma ammessa l’importazione

Questa la prima contraddizione, inoltre le etichettature sono del tutto inesistenti.
L’Italia è uno dei maggiori importatori di cereali ed ultimamente di miele.. i quali vengono importati da paesi che usano OGM, quindi con molta probabilità se io importo cereali da questi paesi, questi sono OGM, non sempre ma è molto probabile. L’indicazione della provenienza del paese d’origine d’ ingredienti sulle etichette è stata molto contestata dalle aziende in sede dell’Unione Europea, mentre invece l’indicazione della provenienza della materia prima sarebbe un ottimo aiuto per i consumatori. Greenpeace tempo fa aveva trovato circa venti prodotti presenti nei supermercati con OGM non dichiarati.

L’ Europa consente l’utilizzo di 19 OGM
(organismi geneticamente modificati) per alimenti o mangimi. Si tratta di mais, soia, colza, cotone, barbabietola da zucchero e patate (Amflora) Salmone OGM, Patata OGM, pomodori.
OGM si ma coltivato fuori dal mio paese, l’ipocrisia dell’Unione Europea
Il fatto che molti paesi europei si siano schierati contro gli OGM o per lo meno contro la coltivazione sul loro territorio non vuole dire che questi non arrivano e che non siano presenti sulla nostra tavola.

2) Etichettature non chiare
L’etichettatura dei prodotti alimentari come OGM è obbligatoria per ogni ingrediente che contiene più dello 0,9%

I regolamenti europei prevedono SOGLIE DI TOLLERANZA.

I prodotti costituiti o contenenti o derivati da OGM, sia alimenti che mangimi, sono soggetti ai requisiti di etichettatura e tracciabilità stabiliti con i Regolamenti comunitari n. 1829/2003 e n. 1830/2003. Ciò garantisce che vengano fornite informazioni ai consumatori e utilizzatori di tali prodotti, permettendo loro di effettuare una scelta consapevole.
Il Regolamento (CE) n. 1829/2003 stabilisce requisiti specifici in materia di etichettatura e fissa le soglie di tolleranza della presenza accidentale o tecnicamente inevitabile di OGM, per cui anche gli alimenti derivati da OGM, destinati al consumatore finale o ai fornitori di alimenti per la collettività, devono riportare in etichetta la dicitura relativa alla presenza di OGM.

Tale obbligo non si applica tuttavia agli alimenti che contengono OGM autorizzati, oppure sono costituiti o prodotti a partire da OGM autorizzati in proporzione non superiore allo 0.9% degli ingredienti alimentari, purché tale presenza sia accidentale o tecnicamente inevitabile (art. 12, comma 2 del Regolamento).
La definizione della soglia di tolleranza sopra indicata scaturisce dalla impossibilità nell’Unione europea, come nei Paesi terzi, di impedire la presenza accidentale o tecnicamente inevitabile di OGM nei prodotti convenzionali durante le fasi di coltivazione, manipolazione, stoccaggio, trasporto.

In America è in onda come sto riportando da tempo la Dark Act che impedisce in pratica la libera etichettatura degli OGM.. chi lo fa va incontro alla giurisdizione federale e quindi ritiro del prodotto come provvedimento base.
Il peggio della legge è che va ad equiparare i prodotti OGM e derivati con i prodotti naturali!!
Tante infatti sono le petizioni dei singoli stati contro questa imposizione governativa.

 

In Italia avviene uguale ma in modo più subdolo.. sventoliamo come Italia Europa la salvaguardia ma li facciamo entrare sotto il tavolo con mille cavilli.
Vedi no coltivazione si importazione, vedi limiti, vedi etichettatura non conforme..
Imponiamo una giusta etichettatura chiara e leggibile, non come in  America che chi vuole sapere deve scannerizzare il codice QR!

Lasciamo fare  una scelta ai consumatori, sarebbe più semplice e senza sotterfugi, lasciate decidere al mercato, se la gente lo compra bene se non lo compra non lo importate più però… ma questo comporterebbe grandi perdite non trovate?.. e soprattutto il terreno di preparazione al TTIP verrebbe meno..


3) Mangimi OGM agli animali…

La maggior parte dei prodotti OGM sono adoperati per dare da mangiare al bestiame come i semi di soia, questo non vuole dire che mangiamo OGM, pur tuttavia alcuni ricercatori hanno sostenuto che frammenti di DNA transgenico si possono trovare in uova, latte e carne, argomento molto dibattuto in ambito scientifico.

Agricoltura bio esclude gli OGM, come comportarsi?

Attualmente, la mancanza d’ etichettatura, non è possibile stabilire se i prodotti sono derivati da animali nutriti con o senza OGM. Possiamo trovare OGM nel biologico? L’agricoltura biologica esclude completamente l’uso di OGM. , ma questa non è una garanzia assoluta, a causa di possibili dispersioni.

Le importazioni sono tante ed i controlli molto deboli, per non parlare delle leggi che prevedono soluzioni poco deterrenti per i truffatori.

La soluzione? cercare di autoprodursi il più possibile, in molte città esiste anche la possibilità di affitto di terreni da coltivare .. da soli o in comunità.
Volere è potere .. tuttavia acquistare prodotti biologici e locali può essere un ottima garanzia, anche se non basta. Il biologico costa ancora molto e va saputo calibrare con scelte giuste per una famiglia media.

4)GENE-EDITING: OGM che escono dalla porta e rientrano dalla finestra?

Così Green peace denuncia la imminente truffa legalizzata dell’Europa.
(Pubblicazione – 21 gennaio, 2016)

L’Ue dovrà presto decidere se la normativa europea sugli OGM si applica anche alle nuove tecniche di gene-editing (New Breeding Techniques – NBT). In questo briefing Greenpeace sottolinea come per molte di queste tecniche non esistano informazioni sufficienti per un’adeguata valutazione dei rischi.

Le moderne tecniche di gene-editing, anche se potrebbero essere più precise – rispetto all’ingegneria genetica tradizionale – nel disporre le alterazioni volute all’interno del materiale genetico, possono portare a effetti indesiderati e imprevedibili, con possibili implicazioni per alimenti, mangimi e ambiente. L’ipotesi di escludere queste nuove tecniche dalla normativa Ue sugli Organismi geneticamente modificati (OGM) comporterebbe l’eliminazione di qualunque obbligo di rilevamento delle modifiche involontariamente introdotte e di valutazione dei potenziali effetti negativi per la salute. Verrebbe meno anche l’obbligo della tracciabilità e etichettatura di questi prodotti, anche se comportano una modifica diretta del genoma.

Lista ufficiale degli OGM autorizzati dentro gli additivi alimentari

ovviamente nei limiti consentito dalle norme vigenti, elenco di additivi che potrebbero contenere OGM, non è detto che tutti necessariamente lo contengano, ne è stato solo autorizzato il contenuto

Derivati della lavorazione del mais
E 1404 amido ossidato
E 1410 fosfato di monoamido
E 1412 fosfato d’amido
E 1414 fosfato d’amido
E 1420 starch acetate
E 1422 amido acetato (Adipato di diamido acetilato)
E 1450 Ottenilsuccinato di amido e sodio
E 1451 Acetylated Oxidised Starch
E 150a Caramello
E 150b Caramello
E 150c Caramello
E 150d Caramello
E 420   Sorbitolo
E 421   Mannitolo
E 953   Isomalto
E 965   Maltitolo
E 966   Lattitolo
E 967   Xilitolo
E 575   Gluconedeltalattone
E 315   Acido eritorbico
E 316   Eritorbato di sodio

derivati della lavorazione della soia

E 322   Lecitine
E 479b Prodotto di reazione dell’olio di soia ossidato termicamente con mono-e Digliceridi degli acidi grassi

Lista autorizzata di OGM dentro all’alimentazione

Anche in questo caso ne è stato autorizzanto il contenuto e le aziende sono ritenute ad rispettarne la quantità stabilita dalle norme.

a base di mais: farina e semola di mais, olio di mais, chips di mais salate, petali di mais per la prima colazione
a base di soia: olio di soia, tonyu, tofu, creme dessert a base di soia, salse di soia
a base di colza: olio di colza
a base di barbabietola dolce: zucchero

Ingredienti:

Farine di mais: Panificazione, Cereali per la prima colazione, biscotti salati per aperitivi
Fiocchi di mais per le barre di cereali
Semola di mais dentro i biscotti salati
Amido di mais e altri amidacei dentro piatti già pronti, salse, salumi, creme dessert, preparazioni per dessert disidratate, zupper, prodotti per pasticceria
Derivati di amido di mais come lo sciroppo di glucosio, destrosio, maltodestrine che possiamo trovare in salse, biscotti, barre cereali, zuppe, biscotti salati e preparazioni alla frutta dentro yogurt, dessert freschi o creme e nei gelati
Farina di soia. pane, prodotti per la panificazione e la pasticceria
Proteine della soia, piatti pronti e salumi
Materia grassa vegetale (colza, mais, soia) in particolare sulle creme da spalmare
Olio di cotone per fritture

Secondo GreenPeace:

Possiamo quindi stilare una lista di operatori del mercato alimentare, che sono soliti utilizzare OGM per la realizzazione dei loro prodotti:

Società di produzione Kellog “s
Corn Flakes (cereali)
Frosted Flakes (cereali)
Rice Krispies (cereali)
Corn Pops (fiocchi)
Schiaffi (fiocchi)
Froot Loops (anelli di cereali colorati)
Di Apple Jacks (cereali-ring con il gusto di mela)
All-Bran Apple Cinnamon / Blueberry (crusca sapore di mela, cannella, mirtillo)
Gocce di cioccolato (gocce di cioccolato)
Pop Tarts (sfoglia ripiena di tutti i gusti)
Nutri-grain (brindisi pieno di tutti i tipi)
Crispix (biscotti)
Smart Start (fiocchi)
All-Bran (Flakes)
Just Right Fruit & Nut (fiocchi)
Miele Crunch Corn Flakes (cereali)
Raisin Bran Crunch (cereali)
Cracklin “crusca di avena (fiocchi)

Produzione società Hershey “s

Toblerone (cioccolata, tutti i tipi)
Mini Baci (cioccolatini)
Kit-Kat (barretta di cioccolato)
Baci (cioccolatini)
Chips di cottura semi-dolci (biscotti)
Chocolate Chips di latte (biscotti)
Reese “s Peanut Butter Cups (burro di arachidi)
Scuro speciale (cioccolato fondente)
Cioccolato al latte (cioccolato al latte)
Sciroppo di cioccolato (sciroppo di cioccolato)
Dark Chocolate Syrup speciale (sciroppo di cioccolato)
Strawberry Syrop (sciroppo di fragola)

Casa di produzione Mars

M & M “s
Snickers
Via Lattea
Twix
Nestle
Crunch (fiocchi di riso al cioccolato)
Cioccolato al latte Nestle (cioccolato)
Nesquik (bevanda al cioccolato)
Cadbury (Cadbury / Hershey “s)
Fruit & Nut

Casa di produzione Heinz

Ketchup (regolare e senza sale) (ketchup)
Chili Sauce (salsa di peperoncino rosso)
Heinz 57 Steak Sauce (con sugo di carne)

Società di produzione Hellman “s

Reale Maionese (maionese)
Maionese Light (maionese)
Maionese Low-Fat (maionese)

Società di produzione Coca-Cola

Coca-Cola
Sprite
Cherry Coca
Minute Maid Arancione
Minute Maid Uva

Casa di produzione PepsiCo

Pepsi
Pepsi Cherry
Mountain Dew

Società di produzione Frito-Lay / PepsiCo (componenti GM possono essere presenti nel petrolio e altri ingredienti)

Stabilisce Potato Chips (tutti)
Cheetos (tutti)

Società di produzione Cadbury / Schweppes

7-Up
Dr. Pepe

Produzione Pringles (Procter & Gamble)

Pringles (patatine fritte con sapori originali, Magro, Pizza-licious, Sour Cream & Onion, Salt & Vinegar, Cheezeums)

E come alimentazione OGM in Russia per prodotti:

Kellogg (Kellogg) – produce cereali per la colazione, tra fiocchi di mais
Nestlé (Nestlé) – produce cioccolato, caffè, bevande caffè, alimenti per l’infanzia
Unilever (Unilever) – produce alimenti per l’infanzia, maionese, salse, ecc
Heinz Foods (Hayents Foods) – produce ketchup, salse
Hershey (Hershis) – produce cioccolato, bibite
Coca-Cola (Coca-Cola) – Coca-Cola, Sprite, Fanta, Tonic “Denali”
McDonald (McDonald) – una rete di “ristoranti” fast food
Danon (Danone) – produce yogurt, kefir, ricotta, alimenti per l’infanzia
Similac (Similac) – produce alimenti per l’infanzia
Cadbury (Cadbury) – produce cioccolato, cacao
Marte (Mars) – produce cioccolato Mars, Snickers, Twix
PepsiCo (Pepsi-Cola) – Pepsi, Mirinda, Seven-Up

MA QUALE CELIACHIA – Chiamatela Roundup – Sono 12 mila anni che l’umanità si nutre di frumento senza problemi, ma ecco di colpo l’emergenza “intolleranza al glutine” …le cause? Chiedetele alla Monsanto!

CELIACHIA

 

 

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MA QUALE CELIACHIA – Chiamatela Roundup – Sono 12 mila anni che l’umanità si nutre di frumento senza problemi, ma ecco di colpo l’emergenza “intolleranza al glutine” …le cause? Chiedetele alla Monsanto!

 

MA QUALE CELIACHIA – Chiamatela Roundup

 

SONO ALMENO 12 MILA ANNI CHE L’UMANITA’ MEDITERRANEA SI NUTRE DI FRUMENTO SENZA PROBLEMI. E di colpo, ecco sorgere la “intolleranza al glutine”, con relativo ipersviluppo degli affari relativi a questa “malattia”: paste senza glutine a 5 volte il prezzo delle normali, prodotti bio dove l’etichetta dichiara “senza glutine”, cibi spesso a carico del servizio sanitario nazionale… Il glutine è un veleno? Si deve sospettare del grano geneticamente modificato? Per una volta no. Anche se c’entra il Roundup, il diserbante della Monsanto, specifiamente concepito dalla multinazionale per essere usato in abbondanza coi suoi semi geneticamente modificati (modificati appunto per resistere al diserbante, che uccide tutte le erbacce) . Come ha scoperto la dottoressa Stephanie Seneff, ricercatrice senior al Massachusetts Institute of Technology (MIT), da una quindicina d’anni gli agricoltori americani, nelle loro vastissime estensioni, hanno preso l’abitudine di irrorarle di Roundup immediatamente prima della mietitura.In questo caso, approfittano delle qualità disseccanti del prodotto, con il suo agente attivo, glisofato. Hanno scoperto che, spargendo tonnellate di glisofato, la resa per ettaro aumenta. Perché? Perchè, prova a spiegare la Seneff, “le brattee protettive si frantumano, la spiga muore, e con l’ultimo sospiro, rilascia i chicchi” che altrimenti resterebbero attaccati nel resti della spiga ancor umida. L’aumento di resa non è enorme, ma è importante per coltivatori stra-indebitati con le banche. Inoltre, il disseccamento facilita la battitura condotta coi giganteschi macchinari industriali (spesso affittati, quindi se li si può usare per meno giorni, si risparmia) e consente di anticipare l’operazione di mietitura. “Un campo di grano matura di solito in modo ineguale; una irrorata di Roundup consente di disseccare ugualmente le zone ancor verdi e quelle già gialle, e procedere alla mietitura nello stesso tempo”, ha spiegato un coltivatore di nome Keith Lewis. E’ dunque l’estrema manifestazione della industrializzazione totale dell’agricoltura americana, nel quadro della violenza generale sulla natura (hanno abolito la rotazione agricola, coltivano sempre le stesse colture da denaro sullo strssso campo, compensando l’impoverimento del terreno con tonnellate di fertilizzanti chimici), hubrys che resterà sempre come lo stigma dell’americanismo quando avrà condotto all’estinzione di questa civiltà. Lo stesso ministero americano dell’agricoltura ha reso noto che, dal 2012, il 99% del grano duro, il 97% del frumento prinaverile, e il 61 % di quello invernale subisce il trattamento al glisofato: il che costituisce un aumento dell’88% per il grano duro, e del 91% per il primaverile rispetto a quanto si faceva nel 1998.


PICCOLO PARTICOLARE L’IMDUSTRIA DELLA BIRRA NON ACCETTA L’ORZO DA TRASFORMARE IN MALTO SE IRRORATO DI ROUNDUP
i piselli e le lenticchie, se irrorate, non hanno parimenti mercato. Invece il grano si può vendere, e dar da mangiare agli esseri umani, oltre che agli animali allevati per la carne e il latte. Che esista una relazione diretta fra il consumo di grano così trattato e la misteriosa “intolleranza al glutine” non è dubbio. E’ stato comprovato da uno studio della dottoressa Senef e del suo collega Anthony Samsel, pubblicato già nel 2013 sulla rivista “Interdisciplinary Toxicology”. Chi è interessato può trovare i particolari (molto allarmanti) dell’interferenza patologica del glisofato nei processi di malassorbilento di minerali, inibizione dei citocromi, nella distruzione dei bio-batteri intestinali e persino nella sintesi della serotonina, senza dire che la celiachia quadruplica il rischio di cancro.


A NOI PROFANI BASTERA’ QUESTA TABELLA DEL TUTTO ELOQUENTE.
Ora, è noto che quando in Sicilia il frumento è vicino al raccolto, arrivano nei nostri porti navi granarie delle sei “sorelle”, le multinazionali oligopoliste globali del grani, con i loro carihi: a prezzi stracciati. E’ grano americano, canadese, australiano – probabilmente conservato da più stagioni in quelle navi, dove controlli occasionali hanno rivelato grumi di muffa. Il mistero è come mai queste navi non vengano sistematicamente sottoposte ai controlli dei NAS e della Finanza, per procedere al sequestro, alla distruzione delle granaglie tossiche o muffite. Ciò che farebbe bene alla salute dei celiaci, e punirebbe il trasparente dumping che danneggia i nostri produttori. Il video-giornalista francese (origine portoghese) Paul Moreira ha completato un reportage esplosivo sulle coltivazioni Ogm (e il conseguente spargimento dell’erbicida Roundup) nelle pianure argentine, dove ormai la coltivazione di soya e mais sono tutte geneticamente modificate. “mi ha messo sull’avviso – racconta – un lancio della Asociated Press che segnalava che un numero crescente di bambini nelle zone agricole argentine nasceva malformato. Sul posto, telecamera a spalla, ho trovato cose indicibili. Si continua a ripetere che la cultura estensiva di OGM non presenta rischi per gli uomini? Ma non si dice che il Roundup e simili erbicidi sono sempre meno efficaci, e quindi gli agricoltori ne raddoppiano, o triplicano, la disseminazione per continuare a produrre le stesse quantità di mais e soia. Le sostanze restano duravolmente nelle falde freatiche.


IN UN VILLAGGIO DI VENTICINQUE CASE NEL MEZZO DELLA PAMPA HO VISTO 5 CASI DI BAMBINI DEFORMI E MALATI.
Non ho avuto il coraggio di mostrarli tutti, ho ripreso le immmagini della bambina relativamente più bella che abbraccia la mamma. In queste famiglie nascondono i loro bambini, se ne vergognano come fosse colpa loro. Le autorità hanno cercato di dire che si tratta dei frutti di unioni fra consanguinei, poi hanno ammesso – davanti alla mia telecamera – la vera causa. Il gironalista ha prodotto il documentario *Bientôt dans votre assiette (de gré ou de force)” (presto nei vostri piatti, che lo vogliate o no) visibile su youtube. Anche la dottoressa Seneff ha segnalato l’abnorme comparsa di neonati malformati nello stato di Washington , 20 casi negli ultimi tre anni. “Hanno cercato le cause, hanno pesnato a tutto, tranne al glifosato. Non ci hanno pensato, ritenendolko innocuo. Ma ne gettano a tonnellate, e v finisce nei corsi d’acqua. Ci sono studi pubblicati che il glifosato causa l’anencefalia nelle rane (rane nascono senza cervello, ndr.): c’è una chiara connessione, e io ho anche appurato il motivo. Il glisofato blocca la degradazione naturale della’cido retinoico, che si accumula nel feto e è notoriamente la causa dell’anencefalia. …inoltre interrompe gli enzimi citocromo p450, che si accumulano nel fegato… è l’enzima che decompone l’acido retinoico”.
La speranza, conclude la dottoressa, “viene da Cina e Russia. La Russia ha preso una posizione fortissima contro gli Ogm. Putin ha detto: mangiate puro i vostri Ogm, noi non li vogliamo. E vengo adesso da una conferenza a Pechino organizzata dal professor Gu: ha raccolto tutti gli scienziati che hanno compiuto studi su Ogm e Roundup, ed hanno suonato l’allarme; Don Huber, Mae-Wan Ho, Jeffrey Smith, Judy Carman dall’Australia….i cinesi hanno visto che, in rapporto diretto con l’aumento della importazione di soya Ogm al Roundup, sono cresciuti infertilità, autismo, Parkinson. I cinesi possono fare la differenza, se cominciano a rifiutare le importazioni”.

 

guarda questo video QUI

 

 

tratto da: http://www.ilfattaccio.org/2015/08/12/ma-quale-celiachia-chiamatela-roundup-video/

Il Roundup di Monsanto sta uccidendo le api. Una ricerca lo dimostra, le fa morire di fame!

api

 

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Il Roundup di Monsanto sta uccidendo le api. Una ricerca lo dimostra, le fa morire di fame!

 

Quando le api vengono a contatto con il glifosato, l’ingrediente attivo primario nell’erbicida, il Roundup della Monsanto, perdono la loro capacità di nutrirsi. Questi sono tra i numerosi reperti d’urto di un recente studio pubblicato su The Journal of Experimental Biology, che per la prima volta dimostra gli effetti cronici e acuti sulle api esposte al Roundup.

Un laboratorio sul campo dell’analisi combinate, condotto dai ricercatori presso l’Università di Buenos Aires in Argentina, ha dimostrato che il Roundup non  necessariamente uccide subito le api, ma è comunque una delle cause che sta portando alla scomparsa di questi insetti.

Utilizzando l’Apis mellifera, una specie di ape, impollinatore primario nella maggior parte degli ambienti agricoli, il team ha esaminato come le api reagiscono ai livelli di Roundup che corrispondono a quelli che potrebbero trovare in una situazione di foraggiamento del mondo reale.

Sulla base di queste dosi campo-realistiche, nelle api esposte si è ridotta la sensibilità di saccarosio, la capacità di identificare e tenere traccia di cibo. Le api esposte all’esperimentato hanno avuto un calo delle prestazioni di apprendimento, così come maggiori difficoltà a odorare il cibo e le altre sostanze. In termini di conservazione della memoria, le api esposte se la sono cavata molto peggio delle api non esposte al Roundup, non riuscendo a trovare la via del ritorno per all’alveare.

Le api che fanno ritorno invece portano il Roundup nell’alveare, avvelenando tutte le altre api, riportando conseguenze a lungo termine a tutta la colonia.

A 55 anni di esperienza nell’apicoltura, scrivendo per Mother Earth News, Terrence N. Ingram ha ipotizzato nel 2010, che il Roundup era una delle cause  primaria della moria di api. Nel suo rapporto, ha spiegato come per anni, intere colonie di api sono morte quasi immediatamente dopo che i campi vicini sono stati spruzzati con il Roundup. Entro la fine della stagione, intere colonie erano completamente morte, ha più volte osservato. Potete leggere la relazione di Ingram qui: motherearthnews.com

Questo è il primo studio sugli effetti sub-letali di un erbicida sul comportamento delle api, è possibile accedere allo studio completo qui: gmoevidence.com

 

fonte: http://lamiaparteintollerante.altervista.org/uno-studio-innovativo-dimostra-che-il-roundup-fa-morire-di-fame-le-api/