Perché stare attenti anche alla carne bianca… Un pollo nel 1957 pesava mediamente 900 grammi, oggi 4,200 kili! A Voi sembra normale?

 

carne bianca

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Perché stare attenti anche alla carne bianca… Un pollo nel 1957 pesava mediamente 900 grammi, oggi 4,200 kili! A Voi sembra normale?

Che la carne rossa di grandi mammiferi sia insostenibile dal punto di vista etico, salutistico e ambientale è chiaro. Per fortuna sta iniziando ad entrare nella coscienza comune.

Anche i governi più civili (vedi la Gran Bretagna) stanno facendo diverse campagne informative per limitarne l’uso, magari stanchi degli alti costi sociali e delle invalidità in età avanzata favorite da un eccessivo consumo di prodotti animali…

Ma, attenzione, la carne bianca non è da meno della carne rossa!

Nonostante sia meno grassa, tecnicamente, si tratta purtroppo di una delle carni più tossiche che ci sia, per i sistemi sbrigativi di allevamento in gabbie, per gli ormoni, la chimica, gli antibiotici promotori della crescita e le selezioni innaturali, che stanno sempre più trasformando i polletti in super polli.

Tralasciando le istanze etiche e ambientali, che ovviamente restano valide per qualsiasi cibo animale, oggi per rispondere alla crescente domanda di carne bianca, i polli vengono fatti crescere all’inverosimile.

Guarda l’immagine.

Mentre 50 anni fa un pollo era ben sotto il chilo di peso, oggi i polli arrivano a pesare fino a 4 kg. E come mai?

Quando si raggiungerà il limite biologico?

Ovviamente queste super produzioni partono dall’America, dove la giusta fobia per la carne rossa sta innalzando la richiesta di pollame, ma anche nei nostri supermercati i polli ormai sembrano dei tacchini

Se proprio vuoi mangiare carne – cosa non necessaria per il tuo benessere, anzi! Ti raccomandiamo di evitare qualsiasi tipo di carne che venga dall’estero (e controlla anche nei preparati, se non è specificata la provenienza della carne, nel dubbio evita).

In caso, rivolgiti solo al contadino locale, biologico di fiducia che ti darà un polletto ruspante dalle dimensioni normali e non uno di questi polli dopati.

E ricorda che ci sono gustosissime alternative vegetali!

Basta un po’ di curiosità e voglia di sperimentare!

 

Ecco come giocano sulla pelle della Gente: nel mangime dei polli c’è un veleno – la formaldeide – che l’Europa non vuole vietare!

mangime dei polli

 

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Ecco come giocano sulla pelle della Gente: nel mangime dei polli c’è un veleno – la formaldeide – che l’Europa non vuole vietare!

La formaldeide è un veleno. Da oltre 13 anni l’Associazione Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) lo ha inserito nell’elenco delle sostanze considerate con certezza cancerogene per l’uomo. Un regolamento europeo, entrato in vigore nel 2016, lo definisce come sostanza che “può provocare il cancro”, eppure in sede di Consiglio europeo gli Stati membri litigano sul da farsi e se vietarlo o meno come additivo per mangimi di polli. Siamo alle comiche! Se l’Europa non è in grado di prendere decisioni che possano tutelare la salute dei cittadini, l’Italia allora faccia da sola. Ritardi e perdite di tempo non sono ammissibili quando c’è di mezzo la salute delle persone. In questo articolo, tradotto in italiano, Politico.eu ricostruisce i dissidi fra gli Stati europei e l’ombra lunga delle lobby che pretendono di condizionale il processo decisionale.

traduzione di un articolo pubblico su Politico.eu

“Meglio andarci piano con le battute sulle mummie. L’Unione europea sta avendo seri problemi con la formaldeide. A seguito della recente protesta sui pesticidi e i biscotti per bambini, la prossima battaglia importante che la Comunità europea si appresta a combattere riguarda l’uso della formaldeide – gas solitamente conosciuto per il suo uso nell’imbalsamazione dei corpi – nel mangime per polli.

La sicurezza nella produzione alimentare in Europa si sta rivelando una parte inaspettatamente importante nel programma della presidenza di Jean-Claude Juncker. La Commissione si è ritrovata a dovere spendere parte del suo potere politico in guerre ingrate riguardanti erbicidi, come il glifosato, o come l’acrilamide che è un prodotto cancerogeno che può essere trovato nelle patatine e nei biscotti.

La formaldeide è un altro prodotto chimico controverso, che preoccupa la presidenza Juncker. La Commissione europea, anche se in ritardo, sta tentando di sbloccare la decisione riguardante l’opportunità di continuare o meno ad utilizzare la formaldeide per proteggere gli uccelli – e di conseguenza anche gli esseri umani – dal contrarre il virus dalla salmonella.

Sono due anni che si aspetta un verdetto che chiarifica se questa sostanza tossica possa essere una componente o meno del mangime per uccelli. Gli stati membri dell’UE sono ancor oggi bloccati dalla sindrome della “comitatologia”, ovvero l’oscuro processo di elaborazione politica a porte chiuse in cui i vari Comitati tecnici dei paesi membri dell’UE lottano fra loro per modificare la legislazione esistente. La Commissione potrebbe rompere questo stallo decisionale, ma non ha ancora deciso di effettuare questa mossa.

A Febbraio, il presidente della Commissione Juncker ha proposto una revisione del processo di comitatologia, per forzare i governi nazionali ad prendersi le proprie responsabilità per le decisioni da loro prese a Bruxelles. Junker sostiene che troppo spesso la Commissione è usata come capro espiatorio a livello politico, decisioni difficili che gli Stati membri vogliono evitare sono sempre rinviate alla Commissione, spesso anche nei casi in cui gli Stati membri siano d’accordo con il ramo esecutivo dell’UE.

Bruxelles e i suoi Paesi membri si trovano in una situazione di impasse su come eliminare il glifosato – la sostanza principale dell’erbicida Roundup prodotto dalla Monsanto – e le colture geneticamente modificate. I membri dell’UE non vogliono prendersi la responsabilità di questa decisione e stanno cercando di accollarla alla Commissione, ma Juncker questa volta sta puntando i piedi.

L’EPIDEMIA DI SALMONELLA
Stanchi dell’immobilità di Bruxelles per quanto riguarda la formaldeide, la Polonia e la Spagna hanno deciso di vietare l’uso di questa sostanza nel mangime per polli. Decisione presa per il timore che questa sostanza sia cancerogena e anche per salvaguardare la sicurezza dei lavoratori.

Alcune settimane dopo il divieto della Polonia dell’uso della formaldeide, una propagazione del virus della salmonella in una fattoria polacca ha portato alla morte di due lavoratori, un bambino di 5 anni in Croazia e un’altra persona in Ungheria. Le autorità polacche sostengono di non aver trovato traccia del virus della salmonella nel mangime dato alle galline della fattoria, portandoli a concludere che la malattia fosse proveniente da un’altra fonte. I produttori di mangimi e la lobby delle sostanze chimiche hanno usato questa notizia dell’epidemia come prova inconfutabile del fallimento del processo legislativo della UE.

Le indagini condotte dalle autorità di sicurezza alimentare nei Paesi Bassi, in Belgio, in Croazia, in Norvegia, in Polonia, in Austria, in Francia, in Ungheria e nel Regno Unito hanno portato adidentificare il focolare dell’epidemia a Fermy Drobiu Wozniak, una grande azienda agricola polacca produttrice di uova.

A marzo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha confermato che 218 casi certi e 252 casi probabili di salmonella erano dovuti a prodotti immessi nel mercato fra febbraio 2016 e maggio 2016 e provenienti dalle aziende polacche. L’epidemia è iniziata solo alcune settimane dopo che la Polonia ha ordinato ai lavoratori di pollame e uova di terminare le rimanenti scorte di alimenti trattati con formaldeide. Questa decisione è stata presa in risposta alla decisione dell’UE del 2013 di rimuovere la formaldeide dalla lista di sostanze autorizzate nei processi agricoli. Anche se la formaldeide è stata utilizzata per molti anni come sostanza per proteggersi dalla salmonella, le preoccupazioni del suo impatto sulla salute sono cresciute negli ultimi anni.

Daniel Wozniak, responsabile commerciale della Fermy Drobiu Wozniak, ha confermato lo scoppio dell’epidemia di salmonella dell’anno scorso ma ha rifiutato di rispondere alle domande sulla causa dell’epidemia. Un portavoce della Rappresentanza Permanente della Polonia all’Unione Europea ha negato qualsiasi connessione tra l’epidemia e il mangime per polli utilizzato dalle aziende agricole di Wozniak. “Non esiste alcun legame diretto tra lo scoppio dell’epidemia di salmonella e il divieto di usare la formaldeide nel mangime per polli”, ha aggiunto il portavoce, specificando che “nessuna traccia” del virus della salmonella è stata trovata nei campioni di mangime provenienti dalle aziende polacche.

Molti paesi dell’UE sostengono che hanno trovato alternative efficaci per combattere il virus della salmonella. “Da tutte le informazioni che abbiamo disponibili sul legame tra il virus della salmonella presente nei mangimi ed i casi di salmonella contratti da persone, solo in pochissimi casi si è potuto stabilire un legame di causa-effetto”, ha dichiarato Arnaud Bouxin, vice-segretario generale della Federazione dei produttori europei di mangimi (FEFAC ).

IL RUOLO DELLE LOBBY
Ma i lobbisti sostengono che l’importanza dell’uso della formaldeide nella protezione contro il virus della salmonella è indiscussa. La Anitox Corp, colosso Americano della produzione di cibo per animali, ha iniziato una campagna di lobbying a Bruxelles utilizzando la società di consulenza Red Flag per dimostrare che la formaldeide dovrebbe continuare ad essere utilizzata nel settore dell’alimentazione per gli uccelli.

Mentre Anitox ha rifiutato di commentare, Arnaud Bouxin ha descritto la compagnia Anitox come “estremamente attiva” nella sua azione di lobby. Bouxin sostiene che Antinox: “sta cercando di esercitare pressioni per ottenere un parere positivo sull’utilizzo della formaldeide a livello europeo”.

L’UNIONE EUROPA NON DECIDE
Un portavoce della Commissione ha confermato la decisione di riesaminare l’uso della formaldeide come agente antibatterico nel mangime per polli e per suini in attesa della decisione in Comitatologia dei comitati permanenti che si occupano di piante, animali, cibo e alimentazione.

“La formaldeide è attualmente autorizzata come additivo per mangimi ma solo con un uso limitato a conservante nel latte scremato usato per i maialini da latte“, ha detto il portavoce UE. “Una riflessione è ancora in corso sull’autorizzazione o meno dell’uso della formaldeide come additivo per tutti i tipi di mangimi”.

Polonia, Spagna, Francia e Italia vogliono il divieto di uso della formaldeide nella produzione alimentare a causa della sua potenziale cancerogenicità. Ma Danimarca e Finlandia sostengono che la salmonella è una minaccia più immediata. La Finlandia ha dichiarato di aver identificato più volte il virus della salmonella in mangimi importati e che altre soluzioni per frenare la diffusione del virus della salmonella si sono dimostrate inefficaci. La Finlandia perciò ha deciso che proseguirà il trattamento dei mangimi per animali con la formaldeide continuando a seguire la sua politica di “tolleranza zero” verso la salmonella.

Se i governi degli Stati membri non troveranno un accordo, la Commissione dovrà decidere se prendersi ancora una volta le responsabilità di un’altra decisione politica a nome dei Paesi membri della UE. “La prima preoccupazione della Commissione è la protezione della salute umana”, ha detto il portavoce della Commissione. “Stiamo esplorando tutte le opzioni possibili nel pieno rispetto della legislazione vigente della UE”.
fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/05/nel-mangime-dei-poll.html

 

 

Il Nord Italia è invaso da Polli alla diossina. Chi nasconde lo scandalo sulla pelle della Gente?

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Il Nord Italia è invaso da Polli alla diossina. Chi nasconde lo scandalo sulla pelle della Gente?

 

Polli alla diossina nel Nord Italia: chi nasconde lo scandalo?

“La Commissione europea ha finalmente risposto al mio ennesimo accesso agli atti inviandomi il documento che fa chiarezza su chi le abbia comunicato i dati che minimizzavano la grave situazione di diffuso inquinamento ambientale presente nell’area di Maniago (PN), non permettendole di prendere in considerazione i due polli che risultavano contaminati dalla diossina.

Da tempo mi sto occupando personalmente del caso. La risposta alla mia seconda interrogazione che ho presentato il 6 ottobre 2016 al Commissario alla Salute Andriukaitis è stata: “i due campioni non conformi ai limiti massimi di diossina presenti nelle carni di pollo analizzati nel 2015 provenivano da due piccole aziende a conduzione familiare, situate l’una vicino all’altra, in cui era allevato solo un numero ridotto di galline ovaiole. La situazione di queste aziende a conduzione familiare è stata oggetto di verifica in loco da parte delle autorità sanitarie locali mediante analisi dell’ambiente e degli alimenti di origine animale. Il problema è stato individuato nella cattiva manutenzione del cortile in cui erano allevati i polli ruspanti, dove sono state riscontrate prove dello sversamento di rifiuti (oli lubrificanti, ceneri residue e rifiuti incombusti)”.

Finalmente ho in mano il documento in cui si vede che la suddetta frase incriminata proviene in realtà dalla comunicazione ufficiale del Ministero della Salute italiana, che risponde alla Commissione europea proprio in merito alla mia prima interrogazione del 16 febbraio 2016, come si può leggere nell’oggetto stesso della comunicazione, che potete trovare qui in allegato.

Visto che il Ministero per rispondere alla Commissione europea si basa sui documenti che riceve dalla Regione Friuli Venezia Giulia, che è dunque la prima responsabile della grave minimizzazione del caso, chiedo ancora una volta a gran voce che la Regione scopra le carte e adotti tutti i provvedimenti necessari per portare alla luce il responsabile di questa inadeguata vigilanza. Saranno in grado di risponderci chiaramente una volta per tutte?”

fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/04/polli-alla-diossina.html