Incendi: in 15 anni i fondi della prevenzione azzerati! Da 10 milioni l’anno a ZERO! …e la mafia ringrazia…!

 

Incendi

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

Incendi: in 15 anni i fondi della prevenzione azzerati! Da 10 milioni l’anno a ZERO! …e la mafia ringrazia…!

 

Incendi, azzerati i fondi della prevenzione Da 10 milioni l’anno a zero in 15 anni Galletti riferisce per 40′ e non ne parla

Fabrizio Curcio punta il dito contro le riduzioni imposte dai governi negli ultimi anni. “Il finanziamento dello Stato per la prevenzione si è assottigliato fino a essere nullo”. Galletti parla in aula ma evita l’argomento: “Siamo in emergenza, ci sarà tempo per discutere di eventuali carenze organizzative e di risorse”. Sinistra Italiana ne chiede le dimissioni, mozione di sfiducia da M5S. Bonelli (Verdi): “Solo nel 2017 danni per 900 milioni, 9 miliardi negli ultimi sei anni”

Da 10 milioni l’anno a zero. La politica ha deliberatamente chiuso  i rubinetti della prevenzione antincendio con la miopia tipica dei tagli lineari, dando così un contributo essenziale all’ennesima emergenza nazionale. Lo ha denunciato lo stesso Capo Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio nella sua audizione in Commissione Territorio e Ambiente al Senato di due giorni fa: “La legge quadro 353 sugli incendi boschivi del 2000 era innovativa. Prevedeva che ci fosse un finanziamento da parte dello Stato per l’attività di prevenzione. Quel finanziamento si è negli anni assottigliato fino a essere nullo. Credo che un segnale, se possibile, sarebbe positivo: la prevenzione è collegata alle risorse, alla pulizia del sottobosco e di altre aree, all’organizzazione di attività di vigilanza”. L’indomani, cioé ieri, il ministro Galletti ha riferito in aula sull’emergenza, ma ha attentamente evitato di rispondere sul tema – spinosissimo – delle responsabilità politiche al quale lo hanno subito richiamato diversi gruppi parlamentari, al punto che Sinistra Italiana ne ha chiesto apertamente le dimissioni mentre il Movimento Cinque stelle annuncia una mozione di sfiducia.

Era stato direttamente Curcio, al Senato, a mettere il dito nella piaga. La legge del 2000 per le attività di prevenzione e lotta agli incendi boschivi finanziava le regioni con 20 miliardi di vecchie lire l’anno per il triennio successivo, ovvero l’equivalente di 10,3 milioni di euro l’anno. Stabiliva poi che a decorrere dal 2003  si sarebbe proceduto con “stanziamento determinato dalla legge finanziaria”. Ed è qui che si è esercitata la politica dei tagli e delle riorganizzazioni funzionali – su tutte quella della Forestale inglobata in altri corpi di polizia dal governo Renzi – che a distanza di anni presenta il conto, non certo a fronte di uno scampato pericolo. : “Dal primo gennaio – ha riferito Curcio – abbiamo dovuto affrontare 955 richieste di intervento della flotta nazionale per lo spegnimento di incendi. Un record assoluto degli ultimi 10 anni”.

Ma quanti fondi, rimessi in  questo modo alla discrezionalità di scelte politiche, sono stati stati stanziati per impedirlo? Ancora nel 2008 erano stati stanziati 8 milioni di euro.  Nel 2011, l’anno del terrore di un default per l’Italia e della staffetta Berlusconi-Monti, calano a 5 milioni per poi essere quasi azzerati del tutto in sede di conferenza permanente Stato-Regioni. Nel 2015, ad esempio, il fondo è stato ridotto a 1,2 milioni. “Si può dire che lo Stato insieme alle Regioni hanno chiuso i rubinetti alla prevenzione”, dicono alla Protezione Civile. L’effetto è davanti agli occhi di tutti, scorre nei titoli dei tg e sulle prime pagine dei quotidiani da settimane: “Emergenza”. “E’ chiaro – è il ragionamento degli uomini di Curcio – che se togli i fondi per fare prevenzione e controllo e deleghi la materia alle regioni  non puoi più garantire la sicurezza delle aree boschive. Basta tagliare gli organici che non si pattugliano più le zone a rischio, non si fanno le vie di fuga. E quando un incendio divampa il danno è ingentissimo, se doloso è anche per la mancanza di deterrenti incoraggia i criminali”. Ma la politica fa l’esatto contrario.

GALLETTI PARLA PER 40 MINUTI MA EVITA L’ARGOMENTO
Negli ultimi tre anni il ministro dell’Ambiente è stato Gian Luca Galletti, nominato da Renzi e confermato da Gentiloni che – non a caso ma su richieste di varie forze politiche, tra cui Mdp – ieri ha letto un’informativa in aula alla Camera sugli incendi e le azioni di contenimento. Galletti ha spiegato che sono stati impegnati tutti gli uomini e mezzi disponibili, caldeggiato l’emendamento alla legge di Bilancio del Senato per la confisca dei terreni incendiati in caso l’autore sia il proprietario l’istruttoria tecnica “per l’eventuale delibera del Consiglio dei Ministri dello stato di emergenza in relazione alle esigenze operative conseguenti all’impiego eccezionale della flotta aerea dello Stato nei giorni scorsi”. Ma nei suoi 40 minuti di intervento si è tenuto alla larga sul tema dei fondi per la prevenzione azzerati. “Ci sarà tempo per discutere e verificare eventuali carenze e difficoltà operative: oggi siamo tutti impegnati per l’emergenza a fianco degli operatori e delle comunità colpite dai criminali piromani”.

LE REAZIONI: CRITICHE E RICHIESTE DI DIMISSIONI
“Galletti non ha fatto alcuna analisi sulle criticità e responsabilità che hanno portato alla distruzione di 50mila ettari di bosco, nulla sulle risorse da garantire per evitare l’emergenza che ha vede soli i sindaci lasciati alla propria improvvisazione”, accusa il deputatoPaolo Russo (FI) replicando all”intervento del ministro. “Concepire lo Stato come una pesa e non come una leva di sviluppo e tutela del territorio è stato un errore politico che ora paghiamo a caro prezzo”, rimarca Arturo Scotto di Mdp. “Sento Renzi parlare di una Maastricht 3.0 che permetta di liberare un punto di Pil dal tetto del Patto di stabilità. Ecco, si mettano quei 16 miliardi di euro in un piano straordinario quinquennale per la prevenzione e messa in sicurezza del territorio. Subito, nella prossima Legge di stabilità”. “Non si è assunto alcuna responsabilità ministro”, attacca Serena Pellegrino (SI) che chiede addirittura le dimissioni del ministro: “Mezza Italia brucia, avete tagliato le risorse della 353 per la prevenzione. Questa situazione certifica il fallimento delle vostre politiche in continuità con quelle dei precedenti governi che hanno dissipato in modo scellerato il patrimonio di competenze in campo alla Forestale e le risorse a difesa del suolo. La miopia delle vostre scelte è sotto gli occhi di tutti”.

Annunciano una mozione di sfiducia per Galletti i deputati del M5S e la senatrice Paola Nugnes, più un pacchetto di 11 proposte per contrastare l’emergenza e rimediare a tagli e disfunzioni inferti dai governi. Come “i direttori delle operazioni di spegnimento dimezzati “da 100 a 50 solo in Campania, dopo l’accorpamento del Corpo Forestale e i “390 i forestali confluiti nei vigili del fuoco senza competenze di direzione operativa anti incendio, perché, si è detto, che il numero era sufficiente mentre un documento del ministero dell’interno sostiene che i VVFF sono sotto organico di 3500 unità”. Idem la per la flotta aerea: “i  32 mezzi del Corpo sono stati divisi tra Vigili del Fuoco e carabinieri, dove non c’è competenza di spegnimento incendi, ma dei 16 ai carabinieri ben 8 sono fermi pur essendo adatti allo spegnimento. I fondi della Protezione civile sono diminuiti strada facendo fino a scomparire del tutto nell’ultima manovra di bilancio”.

IL COSTO DEI “RISPARMI”
Proprio i numeri, del resto, rivelano il reale costo dei supposti “risparmi” ottenuti negli anni prosciugando anche i fondi della prevenzione incendi. “Parliamo di 900 milioni di danni da incendi solo quest’anno, 9 miliardi negli ultimi sei”, scandisce Angelo Bonelli, presidente dei Verdi. Il costoso azzardo del ceto politico ha un contrappasso paradossale: mentre divampano le polemiche si candida a far luce sugli incendi il Senato con la sua “indagine conoscitiva” in commissione Ambiente. Sapendo che il piromane è da stanare chissà dove, ma la politica incendiaria abita proprio nel Palazzo.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/20/incendi-azzerati-fondi-della-prevenzione-da-10-milioni-lanno-zero-15-anni-galletti-riferisce-per-40-e-non-ne-parla/3741093/

Come rendere obbligatori 12 (forse 10) vaccini? Basta che la casa produttrice infiltri i propri uomini nel Governo… E la Glaxo lo sa molto bene!

vaccini

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

.

Come rendere obbligatori 12 (forse 10) vaccini? Basta che la casa produttrice infiltri i propri uomini nel Governo… E la Glaxo lo sa molto bene!

Tutto ciò che ci dicono su denaro e salute è manipolato …

Come la Goldman Sachs, anche la Glaxo ha infiltrato il Governo. Tutto ciò che ci dicono su denaro e salute è manipolato, ma con i vaccini l’han fatta troppo grossa. Alla luce dei fatti che stanno venendo a galla spero che il CIttadino intelligente metta in discussione le terapie per il cancro, per il diabete (l’insulina non è certo la cura), per l’Autismo, per la depressione ….. La vera medicina cura senza farmaci, ma finchè gli studi “scientifici” son pagati dalla Glaxo, le vere cause – l’ambiente, i metalli pesanti, il cibo contaminato, l’aria, i vaccini, i farmaci stessi – verranno nascoste e la curà sarà ulteriori quintali di chimica che ci ammaleranno sempre di più.
In un regime serio questi rappresentanti del popolo andrebbero fucilati, unica soluzione per uscire da una situazione in cui la spavalderia di chi sta al vertice è senza limiti. Loro vogliono colpire uno (i medici dissidenti) per educarne 100; mi auguro che qualcuno inizi a muovere le mani colpendo un politico corrotto per educare gli altri. Questi stanno dimostrando che vogliono ammazzare i nostri figli, non meritano pietà.

QUALE È LA PROVENIENZA DEI MEMBRI DI QUESTO GOVERNO (AUTO-ELETTO) CHE HANNO RESO I 12 VACCINI OBBLIGATORI?

Ex consiglieri di amministrazione della Smith Kline rivestono cariche di primissimo piano nella sanità pubblica.
Da una banale ricerca su internet si scopre che la Glaxo (si proprio lei, la fabbrica del vaccino esavalente Infanrix) finanzia una fondazione, ente morale, nel cui consiglio di amministrazione siedono contemporaneamente uomini da lei designati e funzionari del Ministero della salute ed altre istituzioni pubbliche…
La Fondazione Smith Kline ha un consiglio di Amministrazione composto da nove membri così designati:
Cinque Consiglieri sono proposti da istituzioni pubbliche:

– Ministero della Salute – Dr. Emanuele Calvario, Segretario Particolare del Ministro
– Ministero dell’Università e della Ricerca – nomina in via di formalizzazione
– Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dr. Roberto Basso, Portavoce del Ministro
– Istituto Superiore di Sanità – Dr. Angelo Lino Del Favero, Direttore Generale
– Conferenza Stato Regioni – Prof ssa Flavia Franconi, Assessore alla Salute della Regione Basilicata
Quattro Consiglieri vengono designati dalla società fondatrice GlaxoSmithKline S.p.A.:
– Prof. Angelo Riccaboni, Magnifico Rettore dell’Università di Siena
– Prof. Gilberto Corbellini, Professore ordinario di Storia della Medicina e docente di Bioetica presso Università La Sapienza di Roma
– Dr.ssa Anna Lisa Nicelli, Vice Presidente e Segretario Generale FSK
– Dr. Giuseppe Recchia, Vice President Medical & Scientific GSK
Interessante, decisamente poco casuale…
Durante la conferenza stampa del Ministro della Salute, Lorenzin, vediamo sedere il Dott. Raniero Guerra. E’ il primo a prendere la parola e ci snocciola numerosi e strabilianti cifre sulla scarsa copertura vaccinale raggiunta in molte regioni italiane (nel farlo ci scappano anche un paio di morti)… Diversamente dal suo adiacente collega, non scherza sulle reazione avverse; sembra semplicemente ingnorarle, ma (per contro) dà l’impressione di essere un uomo d’azienda.
Ma quelle mancate coperture vaccinali sembrano più un rimprovero da mancato realizzo di quote di vendita che imperativi sanitari. Ecco che la conferenza stampa si trasforma all’improvviso in una riunione di venditori da rimproverare e motivare. Allora mi domando: “Chi è il dott. Guerra?” Una rapida ricerca sul suo curriculum vitae (scaricato dal sito del Ministero) evidenzia che si tratta proprio di un ex consigliere della Fondazione Smith Kline, ora al Ministero della Salute, con l’incarico nientemeno che di Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria (cioè l’uomo chiave del Ministero, preposto alla gestione del business vaccinale)…

Antanio Miclavez

fonte: http://altrarealta.blogspot.it/

Fanta-Epidemia e veri sciacalli

 

Epidemia

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

.

 

Vaccini SI, Vaccini NO...? - Purtroppo il nostro vero problema è una classe politica di bestie. Una classe politica che con stupida arroganza impone il vaccino anziché educare la Gente al suo uso, ottenendo così il peggiore risultato possibile.

Non siamo contro i vaccini. Vorremmo solo e solamente informazione corretta. E chi impone i vaccini nasconde troppe cose e spara troppe cazzate.

Fanta-Epidemia e veri sciacalli

DI EMANUELA LORENZI

 

Radio e giornali continueranno a parlare di democrazia e di libertà, ma quelle due parole non avranno più senso. Intanto l’oligarchia al potere, con la sua addestratissima élite di soldati, poliziotti, fabbricanti del pensiero e manipolatori del cervello, manderà avanti lo spettacolo a suo piacere.

(Aldous Huxley Brave New World Rivisited, 1958)

La vedete la cornice?

CHI E’ L’UNTORE?

Evitare il contatto con i bambini che sono stati vaccinati di recente [1]

Washington, DC, 3 marzo 2015 – I medici e i funzionari della sanità pubblica sono a conoscenza che gli individui vaccinati di recente possono diffondere la malattia e che il contatto con le persone immunodepresse può essere molto pericoloso. A tal proposito, la Guida per i pazienti dell’ospedale Johns Hopkins in caso di immunodepressione raccomanda di “evitare il contatto con i bambini che sono stati vaccinati di recente”  e di “chiedere agli amici e ai parenti che sono malati o che sono stati vaccinati da poco con un vaccino a virus vivi (come la varicella , il morbillo, la rosolia , l’influenza intranasale , la poliomielite e il vaiolo ) di non fargli visita[1].

Una dichiarazione sul sito web dell’ospedale di St. Jude mette in guardia i genitori di bambini sottoposti a terapia oncologica affinché non permettano di far visita ai loro figli alle persone che hanno ricevuto il vaccino orale per la polio o quello per il vaiolo nelle ultime quattro settimane, il vaccino antinfluenzale nasale nell’ultima settimana , o con eruzioni cutanee a seguito del vaccino contro la varicella o MMR (morbillo, parotite, rosolia )[2]

“La sanità pubblica incolpa i bambini non vaccinati per l’epidemia di morbillo di Disneyland, ma la malattia potrebbe altrettanto facilmente esser stata provocata dal contatto con un individuo vaccinato di  recente”, dice Sally Fallon Morell, presidente della Fondazione Western A. Price. [..] “Le prove indicano che individui vaccinati di recente dovrebbero esser messi in quarantena al fine di proteggere la popolazione”

L’evidenza scientifica dimostra che individui vaccinati con vaccini a virus vivi, come il MPR (morbillo, parotite e rosolia), rotavirus, varicella, herpes zoster e influenza possono diffondere il virus per molte settimane o mesi  ed infettare vaccinati e non vaccinati, nello stesso modo.[3] [4] [5] [6] [7][8] [9] [10] [11] [12]

Inoltre, i vaccinati possono essere portatori di malattie nel cavo naso-faringe e infettare altre persone seppur senza presentarne i sintomi.[13][14][15]

Entrambi, vaccinati e non vaccinati, sono a rischio esposizione da parte di chi è stato vaccinato recentemente. I fallimenti vaccinali sono diffusi; l’immunità indotta dal vaccino non è permanente e recenti epidemie di malattie come la pertosse, parotite e morbillo, hanno avuto luogo in popolazioni completamente vaccinate[16] [17]. Chi riceve il vaccino antinfluenzale diventa più suscettibile ad infezioni future dopo vaccinazioni ripetute[18] [19].

(Basta volerli conoscere gli studi che provano che gli untori possono essere i vaccinati ed anzi preoccuparsi per il fatto che, avendo sostituito il morbillo selvaggio con quello vaccinale e avendo modificato in modi ancora non del tutto prevedibili l’epidemiologia di una malattia ciclica quale il morbillo con creazione di nicchie ecologiche presto riempite da genotipi a più elevata morbilità, il danno della vaccinazioni di massa, che comunque non garantiscono immunizzazione a fronte di rischi invece ben documentati, superi di gran lunga i presunti benefici.)

La vedete la cornice?

45 litri di polio nel fiume

A che punto può arrivare un regime per imporre un decreto criminale scritto dalle Big Pharma (per la prima volta radunate da Renzi a Palazzo Chigi con promessa di investimenti) e presentato quasi direttamente dalla Glaxo nella persona di Ranieri Guerra (nel CDA Glaxo ma firmatario di atti pubblici sui vaccini come denunciato dal Codacons)?

scatenare epidemie per favorire la cupola dei vaccini che lucra sul traffico di virus (dopo la falsa epidemia di meningite e la falsa epidemia di morbillo che esiste solo nelle teste di chi deve farle fruttare, la prossima sarabanda sarà magari la polio (quanti di voi sanno che ci hanno già provato in Belgio nel 2014 sversando “accidentalmente” nel fiume Lasne 45 litri di virus concentrato di polio vivo[2])?

A fare terrorismo e disinformazione per imporre un piano vaccinale che ricalca esattamente quello delle industrie farmaceutiche (senza neppure darsi pena di nascondere i conflitti di interesse?)

A offrire sull’altare del falso dogma vaccinale i bambini italiani come prime cavie di un piano mondiale che rientra nel progetto Healthy People (obiettivo: vaccinare il mondo)?

Vergogna

O un regime che passa sopra i morti bambini dei dati nascosti delle reazioni avverse, già sottostimati di un decimo almeno grazie alla inefficace farmacovigilanza passiva (e considerando sempre che un bambino che “svanisce” dalla sera alla mattina nel cosiddetto spettro autistico in seguito a un vaccino non è per un genitore molto diverso da un lutto), può persino arrivare a strumentalizzare con i suoi sciacalli la morte di un bambino immunodepresso che, non trovando posto in oncologia, è stato messo in un reparto infettivo di pediatria dove in aprile c’era stata una “epidemia di morbillo” (ma dove qualunque infezione sarebbe stata compresa nelle dodici vaccinazioni imposte dal decreto canaglia) incolpando persino i fratellini sani non vaccinati?

La faccia di plastica di un Gallera che fra il placido e il sornione ribadisce “è chiaro che nei confronti di alcune famiglie–nei confronti di chi oggi scende in piazza con motivazioni totalmente irrazionali e illogiche l’obbligatorietà è l’unica strada” si commenta da sé, come le risate dopo i terremoti.

Vergogna.

Che i pianificatori vaccinali mondiali “filantropi” (Gates Foundation e OMS in primis) non abbiano scrupoli è evidente dalla lunga scia di sperimentazioni sulle bambine indiane, sia con l’anti-HPV che con l’antipolio, che hanno portato a migliaia di bambini con paralisi flaccida postvaccinica in India (47.000 solo nel 2011), sui bambini pachistani, per non parlare dell’antimeningite A ai bambini africani (500 bambini chiusi dentro la loro scuola e costretti a ricevere un vaccino sperimentale all’insaputa dei genitori, tutti danneggiati in modo più o meno grave, nessuno ha pagato, nessuno ha parlato di eugenetica), o dei 14 (troppo pochi?) bambini argentini morti o delle sterilizzazioni attuate negli anni 70 dalla Task force sui vaccini per la regolazione della fertilità ad opera di OMS (partner del GAVI), Banca Mondiale e Fondo per la popolazione delle Nazioni Unite che usava il tossoide del tetano per veicolare l’ormone hcg come ostacolo all’impianto[3].

La vedete la cornice?

GARDALAND MADE IN USA, VIRUS CHE “SALTELLANO” E CETA

– USA 2014 il dr William Thompson sta per denunciare la più grossa frode scientifica ad opera dei CDC di Atlanta (tema del film Vaxxed[4], che infatti è oggetto di una censura di altri tempi anche nel nostro paesello).

– Scoppia la falsa ma funzionale epidemia di morbillo a Disneyland (vedi sopra)

– La Disney-story causa l’accelerazione dell’approvazione del Senate Bill 277 proposto dai senatori Pan e Alley che tramite un atto di lobbismo senza precedenti (e via mazzetta di 95.000 dollari a Pan secondo il Sacramento Bee) impone vaccinazioni obbligatorie per tutti i bambini per accedere alle scuole pubbliche o private escludendo ogni possibilità di esenzione.

Torniamo al di qua dell’oceano e vediamo, speculare ma più grossolana, la stessa sceneggiatura.

-Italia 2014 Renzi a Bari promette alle Pharma “Noi vi garantiamo un progetto di lungo-medio periodo, invitiamo le università, le imprese a investire i territori a credere nel settore farmaceutico perché il made in italy non deve significare solo food e fashion ma anche settore farmaceutico” e poco dopo la liceale che crede che i virus “saltellino”[5] (e che il tetano sia contagioso, che cita Agatha Christie per supportare le informazioni scientifiche sulla rosolia e spara impunemente menzogne reiterate per ben 3 volte su 470 fantomatici bambini morti per morbillo in Inghilterra[6] si reca da Obama dove l’Italia viene incensata come capofila della GHSA :

L’Italia guiderà nei prossimi cinque anni le strategie e le campagne vaccinali nel mondo. È quanto deciso al Global Health Security Agenda (GHSA) che si è svolto venerdì scorso alla Casa Bianca. Il nostro Paese, rappresentato dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, accompagnata dal Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) prof. Sergio Pecorelli, ha ricevuto l’incarico dal Summit di 40 Paesi cui è intervenuto anche il Presidente USA Barack Obama. “È un importante riconoscimento scientifico e culturale all’Italia, soprattutto in questo momento in cui stanno crescendo atteggiamenti ostili contro i vaccini – ha dichiarato il prof. Pecorelli. Dobbiamo intensificare le campagne informative in Europa, dove sono in crescita fenomeni anti vaccinazioni.”.

(Pecorelli? Sì proprio lui, l’ex presidente AIFA Sergio Pecorelli, accusato di conflitto d’interesse! Del resto stiamo ancora aspettando spiegazioni dal governo sull’assegnazione di Pasqualino Rossi , condannato per corruzione e prescritto, all’interno del comitato di valutazione dell’EMA per il vaccino HPV, l’EMA in fuga dal Brexit la cui nuova sede Milano si contende con altre venti città europee, quelli accusati dal Nordic Cochrane di avere manipolato i dati sulla sicurezza del vaccino anti-HPV)

-Ottobre 2014: Renzi raduna a Palazzo Chigi i CEO del settore farmaceutico:[7]

-Aprile 2016: La GSK investe un ulteriore miliardo in Italia:

Leader mondiale nei vaccini con 3,7 miliardi di sterline di fatturato su 23,9 totali, è da questo settore (profittevole in due casi su 10 nel mondo) che la multinazionale britannica si aspetta una autentica escalation nei prossimi anni. Fino ad arrivare a 6 miliardi di sterline entro il 2020.

«Per questo Gsk crede nell’eccellenza italiana», sottolinea ancora Finocchiaro. «E in questa eccellenza continueremo a investire, chissà forse anche di più», promette Debruyne. Se l’Italia saprà essere un Paese «ospitale» per gli investitori.[8]

-Giugno 2017: abbiamo la nostra Disneyland “L’Austria invita a non andare a Gardaland per colpa dei mancati vaccini”[9] (salvo che la ministra dovrebbe ripassare forse la geografia visto che si parla di Slovenia). La fake news viene smentita ma la prima boutade come si sa è quella che rimane impressa a supportare il frame.

Arriva infine il Decreto legge nazi-fascista che impone 12 vaccini per l’accesso scolastico e pene pecuniarie e minaccia di sospensione/decadenza della responsabilità genitoriale, con i dirigenti scolastici a fare da delatori di regime, una misura ingiustificata e coercitiva (nessuna necessità e urgenza), nonché odiosamente classista (con poteri parascientifici di eliminare l’ipotetico virus tramite pizzo di stato) palesemente anticostituzionale (ma anche contraria a una serie di carte internazionali fra le quali la Convenzione di Oviedo, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, il mai troppo citato CODICE DI NORIMBERGA che vieta sperimentazioni su esseri umani e recentemente la sentenza della Corte Europea per i Diritti Umani che stabilisce che le vaccinazioni obbligatorie sono lesive della vita privata dei cittadini[10]), viene incredibilmente firmato da un costituzionalista come Mattarella e la sua presunta costituzionalità viene orwellianamente sancita dal Ministero della Verità grazie al voto favorevole di questi senatori della Repubblica di Oceania.

La scienza questa sconosciuta

Per fugare ogni dubbio sulla a-scientificità del decreto (che impone all’Italia, caso unico al mondo, uno scellerato piano vaccinale interamente firmato Glaxo), qualora non bastassero le frodi e le sperimentazioni eugenetiche portate avanti da quelle istituzioni che sarebbero preposte alla tutela della salute pubblica, o il fatto che non esistono studi di sicurezza su 12 vaccini combinati fatti a un bimbo di pochi mesi (neppure su quelli singoli, in quanto i vaccini sono considerati presidi di prevenzione e non farmaci e sono di fatto i farmaci meno sicuri al mondo testati direttamente sui bambini) – mentre dietro alla creazione dei vaccini combinati come l’esavalente ci sono le grasse risate di Jean Stèphane direttore della Glaxo Smith Kline che spiega il trucco dell’antiepatite B davanti ad una platea di dirigenti[11] (non sono fatti per fare “meno punture” al bambino come vorrebbe la propaganda per acquietare le mamme ansiose) – o il fatto che siano compresi vaccini a “monitoraggio addizionale” (tradotto: li sperimentano sui vostri figli), che vi sia l’anti-Haemophilus Influenzae la cui somministrazione (al netto del fallimento vaccinale dimostrato da studi inequivocabili) nei “bambini di età superiore a 4 anni compiuti e dei ragazzi non è raccomandata” o le assurde rassicurazioni del presidente sella Società Italiana di Pediatria Alberto Villani che ha potuto pronunciare impunemente l’assurdità “Chi ha già avuto una malattia esantematica come ad esempio la varicella, può tranquillamente fare il vaccino perché questo va a rinforzare ulteriormente il sistema immunitario, ecco a voi l’imperdibile telefonata di una madre perplessa al numero 1500 istituito dal Ministero della Verità.

E mentre in Svizzera il Consiglio federale si pronuncia per il rimborso delle cure omeopatiche (ma anche della medicina cinese, antroposofica, fitoterapica ) a tempo indeterminato, l’Italia conduce una battaglia cieca nei confronti di queste medicine (la salute fa troppa concorrenza alla malattia: la salute di un terreno rafforzato globalmente in modo aspecifico fa troppa concorrenza alla malattia cronica o degenerativa di origine perlopiù iatrogena generata dalla assurda ma lucrosa guerra al singolo germe).

Alzando lo sguardo è slittata al Senato l’approvazione del CETA, accordo che quasi in segreto attribuisce alle multinazionali gli stessi privilegi del più noto TTIP consentendo loro di inibire i legislatori degli stati citando i governi nazionali presso i tribunali sovranazionali con l’obiettivo di chiedere risarcimenti in caso di regolamentazioni avverse al loro interesse.

La vedete adesso la cornice?

Tout se tient.

Siamo noi l’investimento della Glaxo

Ecco la vedete la cornice (il “frame”per dirla con la parola usata da Marcello Foa)? Il recinto dell’immaginario che fa da contorno a tutti i pensieri già pensati da altri e dentro la quale il gregge può muoversi belando le stesse menzogne all’infinito senza percepire nulla al di fuori che non sia minaccioso e intollerabile per la mente unica del gregge stesso?

Dentro al Frame delle vaccinazioni, la narrazione già vista assicura sudditanza financo nella sceneggiatura con i dettagli nostrani, incluso il vergognoso sciacallaggio della morte di un bambino.

E così, pur senza arrivare come negli Stati Uniti alla “radiazione” fisica dei medici che scoprono e divulgano cose pericolose quali la presenza di una proteina pro-cancro chiamata nagalese, anche qui vantiamo una rispettabile lista di proscrizione di medici critici, mentre continuano a non essere radiati luminari che spaccano femori per esercitarsi o spostano milioni lucrando sul dolore, quelli che dopano bambini per mazzette, o che tolgono reni e uccidono pazienti per soldi (è notizia di due giorni fa l’ annullamento dell’ergastolo a Brega Massone della “clinica degli orrori” Santa Rita), mentre vengono premiate le mammine atttive pro-vaccini con creazione di bandi ad hoc e l’Oscar europeo all’innovazione, ai brevetti e alla ricerca viene assegnato allo scienziato capo della Glaxo .

Il cerchio si chiude.

Tout se tient, direbbero i francesi.

Di fatto, il regime ha già partorito la sua resistenza e un inatteso sorprendente risveglio delle coscienze assopite: si moltiplicano ovunque manifestazioni, presidi, fiaccolate, dibattiti, convegni.

Il mondo ci guarda, chi traendo ispirazione dal Ministero della Verità, come la Francia del manciuriano Macron, suscitando l’indignazione del popolo francese, chi (proprio dagli USA) invocando anticorpi come quelli mostrati in Italia a Roma dove oltre 15.000 genitori free-vax (secondo alcune stime anche 20.000, ma per i media mainstream sono fantasmi, come i danneggiati da vaccino) hanno protestato lo scorso 11 giugno invocando libertà di scelta.

Saranno ancora di più a Pesaro l’8 luglio.

Un esercito di guerrieri di luce in difesa dei propri cuccioli e della libertà di tutti.

Inarrestabile.

Fonte

[1] http://www.comilva.org/funzionari-della-sanita-pubblica-lo-sanno-individui-vaccinati-di-recente-diffondono-la-malattia/

[2] Interessante tradurre questo frammento: “L’Alto Consiglio della sanità pubblica ha condotto una valutazione del rischio concludendo che il rischio di infezione per la popolazione esposta all’acqua contaminata è estremamente basso grazie all’alto livello di diluizione e all’alta copertura vaccinale (95%) in Belgio. La valutazione dell’ECDC [Centro Europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie, la versione europea dei CDC, ndT] è che il rilascio accidentale nell’ambiente di grandi quantità di virus polio vivo rappresenti un rischio per la salute pubblica se popolazioni sensibili, come le zone a bassa copertura vaccinale di polio, sono esposte a acque o fango contaminati. Soprattutto considerato che i fiumi Lasne e Dyle si uniscono al fiume Escaut / Scheldt che, prima di raggiungere il Mare del Nord, scorre nella parte sud occidentale dei Paesi Bassi, dove diverse comunità protestanti ortodosse presentano una copertura vaccinale per la polio inferiore.

[3] La Task Force “… Agisce come un organo di coordinamento a livello mondiale per il vaccino anti-fertilità R&S (Ricerca e Sviluppo) nei vari gruppi di lavoro e sostiene la ricerca su approcci diversi, come ad esempio vaccini  anti-spermatozoi e anti-ovuli e vaccini destinati a neutralizzare le funzioni biologiche dell’hCG. La task force è riuscita a sviluppare un prototipo di un vaccino anti-hCG”. “Veicolando l’hCG all’interno di un vaccino anti  tetano – che agisce come  vettore – il corpo umano considera  l’hCG come un intruso e crea  anticorpi contro di essa. Questo ha l’effetto di sterilizzare le donne che ricevono il vaccino e in molti casi provocare l’aborto quando somministrato durante la gravidanza. (https://www.sapereeundovere.com/vaccinare-il-mondogates-rockefeller-vogliono-la-riduzione-della-popolazione-mondiale/)

[4] Come già ribadito in varie occasioni (ma repetita iuvant visto il livello di ipnosi collettiva), dal memo di Simpsonwood ai falsi “studi danesi” del (latitante ricercato dall’FBI) Paul Thorsen commissionati per dimostrare l’inesistente relazione fra MMR e autismo, fra tutte la più grave frode in assoluto è quella denunciata dal documentario Vaxxed (per questo oggetto di persistente censuraper i contenuti che tapperebbero definitivamente la bocca – sporca di conflitto di interesse – di chi si affretta a liquidare gli studi di Wakefield, confermati da altri studi in tutto il mondo, come frode) sull’insabbiamento da parte proprio dei CDC di Atlanta dei dati che segnalavano una evidente correlazione autismo e vaccino MMR (il whistleblower dottor Thompson, ha confessato pubblicamente di aver falsato gli studi per cancellare il legame fra MMR e autismo sia nei bambini afroamericani sia nei casi di isolated autism ed il senatore Posey da allora ne chiede invano la audizione.

[5] «quando ci sono dei buchi i virus camminano, saltellano» (Ministro della sanità Beatrice Lorenzin a La7)

[6] http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/06/beatrice-lorenzin-lascia-o-raddoppia-i.html

[7] Certo è che la presenza a palazzo Chigi dei Ceo di Bayer, Bristol-Myers Squibb, Eli Lilly, GlaxoSmithKline, Johnson & Johnson, Merck Serono, Novartis e Roche, insieme a due delle italiane ben radicate all’estero, non è stato un evento di secondo piano. «Per la prima volta un primo ministro italiano incontra un gruppo di Ceo mondiali dello stesso settore, gliene va dato atto. Per noi questo è un segnale molto positivo e anche una dimostrazione di fiducia nel nostro Paese», ha commentato Scaccabarozzi. Ora, è chiaro, si attendono i fatti da parte del Governo. Chissà se già con la prossima legge di Stabilità. La presenza di altri ministri accanto a Renzi, – da Pier Carlo Padoan (Economia) a Beatrice Lorenzin (Salute) fino a Federica Guidi (Sviluppo) – è di sicuro un segnale in più di attenzione verso le industrie.

[8] http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/imprese-e-mercato/2016-04-13/vaccini-e-farmaci-glaxo-scommette-1-mld-italia-094838.php?uuid=ACzsSh6C

[9]http://www.ilgazzettino.it/nordest/primopiano/il_ministro_alla_sanita_beatrice_lorenzin_ha_cominciato_ad_attaccare_il_governatore-2505729.html

[10] https://www.facebook.com/radioautismo/posts/661576727364440

[11] “Abbiamo comprato tutti i brevetti sull’epatite B, è stata la prima volta che un vaccino è coperto da brevetto. Noi abbiamo tutti i brevetti e ora voi concorrenti se volete venire sul mercato dovrete negoziare con noi. E poi in seguito abbiamo sviluppato, se volete, dei vaccini combinati, cioè abbiamo inserito l’epatite B con altri prodotti che non erano coperti da brevetto e facendo così abbiamo reso evidentemente i prodotti combinati protetti e quindi la strategia non è molto più complicata di cosi” .

fonte: http://www.altrainformazione.it/wp/2017/06/27/fanta-epidemia-e-veri-sciacalli/

La dichiarazione SHOCK di Gino Strada: “la sanità inventa le malattie per volere politico” !!!

 

Gino Strada

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

La dichiarazione SHOCK di Gino Strada: “la sanità inventa le malattie per volere politico” !!!

Gino Strada : la sanità inventa le malattie per volere politico . Fanno riflettere i cittadini e gli ammalati le dichiarazioni di Gino Strada rilasciate durante il programma televisivo condotto da Fabio Fazio “Che Tempo Che Fa”

Gino Strada chirurgo e fondatore di Emergency, un’associazione umanitaria internazionale per la riabilitazione delle vittime della guerra e delle mine antiuomo che, dalla sua fondazione nel 1994 alla fine del 2010, ha assistito gratuitamente oltre 4 milioni di pazienti . Gino Strada mette in cattiva luce la sanità italiana e i politici che, secondo lui, hanno creato un sistema sanitario che sprona a ottenere fatturato e non a curare veramente le malattie .

Le dichiarazioni di Gino Strada:

“La sanità italiana era tra le migliori ma adesso è in crisi per colpa della politica che ha inserito il profitto. Gli ospedali sono diventati delle aziende. Oggi il medico viene rimborsato a prestazione, che è una follia razionale, scientifica ed etica. Si mette il medico in condizioni di dover fare o di ambire a fare più prestazioni perché così si guadagna e quindi si inventano nuove malattie e cure, oppure si fanno interventi chirurgici inutili. L’obiettivo non è più la salute, ma il fatturato. Il profitto va abolito nella sanità, perché abolendolo e rendendo una sanità gratuita a tutti coloro che sono sul territorio italiano, si avrebbero 30 miliardi di euro da investire ogni anno”

I’intervista di Gino Strada

Dichiarazioni queste che suscitano rabbia nei confronti non tanto della sanità,ma della politica che,con le sue leggi diventa una vera e propria azienda che cerca di trarre profitto sulla pelle del cittadino italiano.

http://www.universo7p.it

 

ATTENZIONE! Il nostro Parlamento sta per ratificare, a nostra insaputa, il CETA, cioè la morte di tutti diritti fondamentali dei cittadini…!!

 

CETA

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

ATTENZIONE! Il nostro Parlamento sta per ratificare, a nostra insaputa, il CETA, cioè la morte di tutti diritti fondamentali dei cittadini…!!

ATTENZIONE! Il Parlamento italiano sta per ratificare il CETA, cioè la morte dei diritti fondamentali

Arriva in Senato il ddl per la ratifica del Trattato di libero scambio UE-Canada denominato CETA. Non è un caso che, come già accaduto per la ratifica del Trattato di Lisbona e per il Fiscal Compact, tali procedure avvengano tra giugno ed agosto, cioè quando gli italiani sono al mare impegnati nelle solite discussioni di calcio-mercato.

Ma cosa prevede il CETA? Nella sostanza, e in breve, è un accordo di libero scambio tra UE e Canada che consente alle multinazionali delle rispettive aree di esportare e vendere prodotti (EU-Canada, considerando che parecchie multinazionali americane hanno sede legale in Canada) senza trovare intralci né nelle legislazioni nazionali a tutela della salute e del lavoro, né nei diritti fondamentali sanciti dalle Costituzioni degli Stati membri come ad esempio il diritto al lavoro, alla giusta retribuzione, al giorno di riposo settimanale, all’orario di lavoro, alla retribuzione minima e così via. Trattasi dei cosiddetti “irritanti commerciali” che tanto infastidiscono le multinazionali. Con il CETA vengono definitivamente superati!

Ma v’è di più! Il CETA introduce anche un sistema di giustizia privata, il cosiddetto ISDS – Investor-state dispute settlement  cioè una forma di risoluzione privata delle controversie tra investitore e Stato. Attraverso questo sistema le multinazionali potranno non tenere conto dei diritti fondamentali vigenti negli Stati adire organismi di giustizia privata sovranazionali al fine di redimere le controversie con quegli Stati che intendessero rispettare le proprie disposizioni costituzionali a tutela – ad esempio – della salute e del lavoro!

Un vero e proprio cavallo di troia a tutela del capitale internazionale e a scapito dei diritti fondamentali.

Il CETA, già approvato dal Parlamento europeo pochi mesi fa, dovrà essere ora ratificato da ciascuno Stato membro a seconda delle procedure costituzionali di ognuno. In cambio chissà di quale incarico o beneficio (magari successivo all’attività politica) i nostri parlamentari consentiranno che sulle nostre tavole finiscano prodotti intrisi di antibiotici (rendendo gli stessi inefficaci quando ve ne sarà bisogno), condannando noi e i nostri figli alla schiavitù perenne! E chi si permetterà di alzare la testa o la voce, non troverà nello Stato un amico a difesa dei diritti fondamentali sanciti nelle Costituzioni nazionali!

Nel frattempo l’informazione di regime sonnecchia! La notizia che il Parlamento si accinga a ratificare il CETA è passata totalmente in secondo piano. Il televideo della Rai non ne fornisce neppure menzione!

Con il CETA gli Stati sono definitivamente morti! I criminali di Bruxelles continuano la loro opera distruttiva nei confronti delle Costituzioni nazionali, quindi della libertà, dei diritti fondamentali e della democrazia! E i nostri parlamentari, a libro paga del capitale internazionale, eseguono acriticamente gli ordini provenienti dalla criminale sovrastruttura EUropea!

Un Parlamento eletto con meccanismi elettorali dichiarati incostituzionali, in grave e palese alterazione dei principi di rappresentatività democratica (Corte costituzionale, sentenza n. 1/2014; Corte di Cassazione, sentenza n. 8878/2014), continua indisturbato la sua opera distruttiva della Costituzione! 

 Giuseppe PALMA

 

fonte: http://www.stopeuro.org/attenzione-il-parlamento-italiano-sta-per-ratificare-il-ceta-cioe-la-morte-dei-diritti-fondamentali/

Il disastro in Val d’Agri che Eni, Politica e Media stanno disperatamente tentando di censurare!

 

Val d’Agri

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

Il disastro in Val d’Agri che Eni, Politica e Media stanno disperatamente tentando di censurare!

 

Il disastro di ENI in Val d’Agri: composti cancerogeni nelle falde ben oltre il COVA

Vi alleghiamo alcune analisi pubblicate marginalmente, come sempre, sul sito della Regione Basilicata. Arpab in alcuni piezometri fuori il COVA rileva sforamenti da: manganese, ferro, sommatoria policiclici aromatici, benzopirene, dibenzo – antracene, indeno pirene, dicloroetilene, benzofluorantene ed altro. Sostanze cancerogene e tossiche ad ampio spettro, ma questo non lo dicono. Manca la georeferenziazione dei dati, le profondità, la modellistica di dispersione in falda, insomma difronte al disastro ambientale sta uscendo fuori tutta la miseria della regione Basilicata.

La barriera idraulica pare argini solo un versante del COVA, e non sapendo come sono fatte le falde non si conosce esattamente ancora la dinamica della contaminazione e la sua profondità, nonchè entità visto che Arpab non rileva tutte le sostanze che dovrebbe rilevare, infatti manca la ricerca di decine e decine di inquinanti previste per legge ed altre a scopo precauzionale

L’Arpab  solo adesso inizia a riportare in maniera sistemica e precisa, dopo 19 anni di omissioni, il giudizio di non conformità dei campioni, e nessuno spiega come sia naturalmente spiegabile, come i tenori di ferro e manganese arrivino in alcuni campioni a 13mila o 3300 mcg/l, superando di decine di volte la soglia di legge, prova che ferro e manganese non sono sempre contaminanti esclusivamente naturali come dicono da anni politici e tecnici proni alla politica. E chi inquina sa come giocare con i limiti di legge e con la presuntà “petrogenicità” dei metalli abbondanti in falda.

Ciò che la Regione Basilicata sta mettendo in campo è sempre sottodimensionato rispetto al problema: il disastro è più esteso e pericoloso di quello che ci stanno comunicando e le contromisure messe in campo sono comunque insufficienti. Come Cova Contro ci sentiamo di dire soprattutto alla popolazione locale, di consumare solo previa estesa, imparziale ed accreditata analisi i prodotti locali, dall’acqua agli alimenti, perchè le istituzioni locali non sono tecnicamente in grado di dirlo in maniera accurata, nè libere dal comunicare esiti gravi. Diffidate da chi, pezzo del sistema e finto oppositore, asserisce il contrario, tradendo il proprio territorio. E poi chi aiuta Arpab nelle analisi? L’Ispra, guidata da un condannato, amico storico del PD lucano, che collabora con ENI in altri progetti ambientali.

 

fonte: http://analizebasilicata.altervista.org/blog/il-disastro-di-eni-in-val-dagri-composti-cancerogeni-nelle-falde-ben-oltre-il-cova/

Approfittando del caos dei vaccini e con la complicità del silenzio dei Media, Gentiloni approva il CETA all’insaputa della Gente – Ecco i pericoli a cui questi disgraziati ci espongono!!

 

CETA

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

Approfittando del caos dei vaccini e con la complicità del silenzio dei Media, Gentiloni approva il CETA all’insaputa della Gente – Ecco i pericoli a cui questi disgraziati ci espongono!!

Leggete anche:

Il CETA è ancora peggio del TTIP. È una porcata che serve solo a sacrificare la salute della Gente al business delle Multinazionali! …E infatti il nostro Governo lo ha già approvato nel più totale silenzio dei media complici!
Le denunce di GranoSalus: il sistema CETA, le navi al veleno e la pasta con glifosato e micotossine “made in Italy”…Ecco quello che dovete sapere sulle porcherie che ci fanno mangiare…!!

 

Da coscienzeinrete.net

Mentre ci sbraniamo per i vaccini, Gentiloni approva il CETA in silenzio stampa…

L’ultimo consiglio dei ministri ha approvato ddl di ratifica del trattato di libero scambio con il Canada, un provvedimento dalle nefaste ripercussioni di cui nessuno dei grandi e piccoli media nazionali ha dato notizia.

E’ arrivato il CETA, ma non ditelo in giro. Il governo ha approvato il disegno di legge per la sua ratifica ed attuazione, ossia per l’accordo economico e commerciale tra l’Unione europea e il Canada. Ma piano – per favore! – non strillatelo.Eh già, perché il temuto trattato, firmato lo scorso 30 ottobre a Bruxelles e ratificato dal parlamento europeo questo febbraio sta per arrivare al parlamento italiano. Chi lo dice? Il consiglio dei ministri che si è riunito mercoledì sera in fretta e furia e senza neanche un minuto di preavviso; quel cdm di cui i rappresentanti solitamente si affrettano a propagandare i risultati e per il quale invece non è stata convocata neanche l’ombra di una conferenza stampa. E come mai, c’è da chiedersi, neanche il più ridicolo e scarso dei media (provare per credere? Fatevi un giro su google) ha dato questa notizia di epocale importanza? Perché è meglio farlo passare in sordina, o perché forse questo “gran valore” economico non lo ha? Per entrambi i motivi.

Scopo dell’Accordo – si legge nel comunicato del governo – “è stabilire relazioni economiche avanzate e privilegiate, fondate su valori e interessi comuni, con un partner strategico”. Si creano nuove opportunità per il commercio e gli investimenti tra le due sponde dell’Atlantico – si legge ancora – “grazie a un migliore accesso al mercato per le merci e i servizi e a norme rafforzate in materia di scambi commerciali per gli operatori economici”. Accidenti, che grande occasione, addirittura la sola Italia potrebbe beneficiare in termini di maggiori esportazioni verso il Canada “per circa 7,3 miliardi di dollari canadesi”. Ripetiamolo insieme: sette miliardi. Per avere un’idea, l’IMU che noi italiani abbiamo pagato sui nostri immobili, nel solo 2016, è costata 10 miliardi di euro; circa la stessa cifra è stata spesa dal governo Renzi per pagare i famigerati “80 euro”. Il governo Gentiloni ha recentemente “salvato” il sistema bancario creando con estrema facilità un fondo da 20 miliardi di euro. Di esempi se ne potrebbero fare a bizzeffe, ma il concetto è chiaro: questo accordo economicamente non vale la carta su cui è stampato, e il problema maggiore è che a fronte di un così ridicolo guadagno – nemmeno sicuro, considerato che si tratta di stime – stiamo per svendere completamente la nostra nazione, e non è un esagerazione. Perché ciò che più fa male è che i nostri governanti si affrettino a specificare come l’accordo “garantirà comunque espressamente il diritto dei governi di legiferare nel settore delle politiche pubbliche, salvaguardando i servizi pubblici (approvvigionamento idrico, sanità, servizi sociali, istruzione) e dando la facoltà agli Stati membri di decidere quali servizi desiderano mantenere universali e pubblici e se sovvenzionarli o privatizzarli in futuro”. Peccato che la cosa, oltre a suonare palesemente come una “escusatio non petita”, è oltremodo falsa.

Spieghiamoci. E’ vero che “espressamente” il testo del Ceta – nelle sue premesse – “riconosce” agli Stati membri il diritto di prendere autonome decisioni in materie di interesse pubblico come appunto la sanità e il resto, ma in maniera altrettanto precisa descrive il funzionamento del “dispute settlement”, ossia di un arbitrato internazionale cui una “parte” (che può essere uno Stato ma anche un’azienda che opera sul suo territorio) può fare ricorso in caso sia in disaccordo con decisioni prese da altre parti. Tradotto, un’altra nazione o peggio una semplice società, spesso multinazionale, può impugnare una decisione di uno Stato anche quando adottata “nel diritto di legiferare nel settore delle politiche pubbliche”, qualora questa vada a “discriminare” il business dell’azienda. Il funzionamento di questo “tribunale privato” fa diretto richiamo al DSS, identico strumento previsto dall’Organizzazione Mondiale del commercio (o “WTO”, accordo simile al Ceta ma su scala globale). Quest’ultimo prevede la selezione di un “panel” di giudici, composto da esperti provenienti solitamente dal mondo della consulenza privata (esatto, delle multinazionali) o da atenei altrettanto privati. Il panel redige un rapporto contenente la propria opinione circa l’esistenza o meno di un’infrazione alle regole del WTO.

Esso non ha la forza legale di una vera e propria sentenza eppure la procedura di appello ha una durata massima prevista in novanta giorni, e la sentenza, dopo l’approvazione, è definitiva. Sintetizzando: l’Organizzazione Mondiale del Commercio (cui l’Europa e l’Italia hanno aderito da più di vent’anni, nel 1995) ha fini prettamente economici e finanziari; gli Stati, si dice, sono sovrani, eppure i principi che regolano gli scambi internazionali sono al di sopra delle leggi nazionali, ed internazionali; in caso di controversie, le parti (non gli Stati in realtà, quanto le società multinazionali “discriminate”) possono rivolgersi al WTO e chiedere se sia giusto o meno non applicare il suo regolamento; il WTO, privato e- sicuramente -imparzialissimo, emette la sentenza, che, per carità, non ha forza legale vera e propria (non essendo un vero tribunale), però è ad ogni modo inappellabile e definitiva. Democraticamente. E quel che è previsto per il Wto vale per il CETA. Il tribunale del WTO è stato mai adito per questioni sugli scambi internazionali? Oh sì! Solo gli Stati Uniti sono stati coinvolti in più di 95 casi contro società private, e di questi processi gli USA, in qualità di nazione, ne ha persi 38 e vinti appena 9. Gli altri o sono stati risolti tramite negoziazioni preliminari oppure sono ancora in dibattimento. In circa 20 casi il Panel addirittura non è mai stato formato, e la maggior parte dei processi che hanno perso riguarda livelli di standard ambientale, misure di sicurezza, tasse e agricoltura.

Questo panegirico forse può risultare oscuro pertanto è utile fare una semplificazione: lo Stato italiano, al contrario di quanto dice il governo Gentiloni, non può decidere autonomamente alcunché, prima di tutto perché fa parte dell’Unione europea e ha siglato accordi comunitari come il Patto di stabilità e il fiscal compact, oltre a far parte di un’unione monetaria, quindi di partenza non ha alcun potere decisionale in termini di politiche monetarie, fiscali, economiche e sociali. Secondo poi, pur godesse di una simile sovranità, comunque rischierebbe di trovarsi contro cause miliardarie– private –e di perderle, con tanti saluti al “potere politico”. Quel che allora il misero comunicato stampa del consiglio dei ministri dice in parte è vero, ossia che il governo può “decidere quali servizi mantenere universali e pubblici e se sovvenzionarli o privatizzarli in futuro”. Scopo dell’accordo è infatti di liberalizzare completamente qualsivoglia tipo di merce o servizio, inclusi quelli che teoricamente uno Stato soltanto dovrebbe garantire, e che invece già stanno finendo in mano ai privati (cliniche sanitarie, scuole, ecc ecc), in un mondo che sempre più sarà alla portata di poche persone e tasche. Ed ecco che la nostra carta Costituzionale si trasforma in carta igienica.

Quanto alle “potenzialità” di esportazione la nostra bella Penisola, da sempre caratterizzata da una grande vocazione all’export, già da tempo ha incrementato la vendita dei propri beni all’estero. Siamo più competitivi? Facciamo cose migliori? Ne più ne meno come prima, semplicemente gli italiani non hanno più una lira (i consumi domestici sono drasticamente calati, grazie a politiche iniziate da Mario Monti che in una celebre intervista ammise di “distruggere la domanda interna”) e quindi le imprese (quelle che non hanno chiuso) si sono arrangiante puntando ancor più sui mercati forestieri; solo pochi giorni fa l’Istat ha registrato nei suoi dati la “morte” della classe media italiana. Nel frattempo, visto che le merci di qualità come quelle nostrane non ce le possiamo permettere, nei nostri negozi arrivano tonnellate di merce a basso costo ma di pessima qualità che viene assoggettata a controlli scarsi o addirittura nulli, poiché già siamo in un’unione di libero scambio, l’Unione europea, che stiamo per estendere al Canada. Inutile dire che simili politiche danneggiano direttamente le nostre imprese, dunque il lavoro e in generale il benessere del nostro popolo. Tutto questo per – forse – sette miseri miliardi. Neanche i 30 denari di Giuda.

Fonte: http://www.lintellettualedissidente.it/economia/gentiloni-approva-il-ceta-in-silenzio-stampa/

I PERICOLI DEL CETA

1) Il rischio di ingresso di OGM e pesticidi attualmente vietati

Non solo non si vieta l’ingresso di alimenti contenenti OGM e sostanze chimiche tossiche, ma si da di fatto il via libera a una deregolamentazione ampia e irreversibile. Non si torna indietro.

Ricordiamo inoltre che in Italia c’è ancora il divieto di coltivazione in campo degli Ogm, ma il nostro paese di recente ha detto sì in Europa all’autorizzazione di nuovi. Tuttavia, fa sapere il Parlamento Ue,

“per fugare le preoccupazioni dei cittadini che l’accordo dia troppo potere alle multinazionali e che i governi non possano legiferare per tutelare la salute, la sicurezza o l’ambiente, l’UE e il Canada hanno entrambi confermato esplicitamente, sia nel preambolo dell’accordo sia nella dichiarazione comune allegata, il diritto degli Stati a rifarsi al diritto nazionale”.

2) Importazione di prodotti derivati da animali trattati con ormoni della crescita

Tra le pagine del CETA, infatti è possibile trovare gravi pericoli per la salute e l’ambiente. Uno di questi riguarda l’importazione di prodotti derivati da animali trattati con ormoni della crescita. Sarebbe bastato questo a fermare il trattato, pensato per arricchire pochi e danneggiare molti.

3) Equivalenza delle misure sanitarie e fitosanitarie di Europa e Canada

Basta leggere l’allegato 5-D per rendersi conto, senza tanti sforzi, di quello che sarà. Nel trattato vi sono infatti le linee guida per il riconoscimento di equivalenza delle misure sanitarie e fitosanitarie nei due Paesi. Ciò significa che il CETA permetterà di ottenere il mutuo riconoscimento di un prodotto – e quindi evitare nuovi controlli nel Paese in cui verrà venduto – se si è in grado di dimostrarne l’equivalenza con quelli commercializzati dalla controparte. La sostanziale equivalenza verrà valutata basandosi su una serie di criteri o linee guida che tuttavia non sono definiti.

LEGGI anche: CETA: ULTIMA OCCASIONE PER FERMARE LO STRAPOTERE DELLE MULTINAZIONALI (PETIZIONE)

4) Glifosato, uno dei timori più fondati

Il glifosato, minaccia più che mai concreta. Non si può di certo dire no a questa sostanza solo perché lo Iarc, massima agenzia mondiale per la ricerca sul cancro, emanazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, lo ritiene probabilmente cancerogeno.

Se in Europa se ne vietasse l’uso, che ne sarebbe del grano canadese importato? Dovrebbe essere prodotto senza usare l’erbicida.

LEGGI anche: GLIFOSATO, L’ERBICIDA CHE AVVELENA TUTTO IL MONDO (VIDEO)

LEGGI anche: GLIFOSATO, COME ADERIRE ALL’ICE PER IL DIVIETO TOTALE (#STOPGLYPHOSATE)

5) Nelle mani del controllore senza controllo

Il Ceta potrà essere implementato dopo la ratifica dall’organismo di cooperazione regolatoria. Si tratta di un gruppo di tecnici il cui operato non è soggetto ad alcun controllo pubblico.

6) Crescita economica irrisoria per l’Europa e perdita di posti di lavoro

Secondo uno studio indipendente, l’entrata in vigore del CETA provecherebbe la perdita di circa 200 mila posti di lavoro nell’Unione europea. Inoltre, secondo quanto stimato dalla stessa Commissione europea, l’adozione di questo trattato vedrebbe nel lungo periodo in Europa una irrisoria crescita economica compresa tra lo 0,02 e lo 0,03%. In Canada invece tale percentuale è compresa tra lo 0,18 e lo 0,36%.

7) L’Investment Court System (ICS), il sistema di tutela degli investimenti delle multinazionali

L’ICS assicura agli investitori stranieri particolari privilegi e minaccia il diritto dei governi di adottare e far rispettare leggi di interesse pubblico, come la protezione dell’ambiente o della salute pubblica. Grazie al CETA, l’Ics permetterebbe alle multinazionali di citare in giudizio i singoli Stati, ma non consentirebbe il contrario. Se l’ICS non dovesse passare l’esame di legittimità della Corte di giustizia europea, si bloccherebbe l’applicazione del CETA. Contro questo punto si è schierato apertamente il Belgio, che sta valutando di chiedere alla Corte di giustizia europea di pronunciarsi sulla legittimità

“Questo accordo commerciale rischia di minare la democrazia e lo stato di diritto in Europa, a vantaggio di una manciata di multinazionali”, ha detto Federica Ferrario di Greenpeace Italia.

“Oggi è stata scritta una pagina oscura per la democrazia in Europa, ma non tutto è compromesso – dichiara Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia – La battaglia della società civile si sposta adesso a livello nazionale. Monitoreremo gli impatti dell’accordo, dimostrando che avevamo ragione a criticarne l’impianto, e spingeremo il Parlamento italiano a bloccare questo trattato dannoso per i nostri cittadini e lavoratori. I parlamentari europei, in particolare socialdemocratici e popolari, hanno abdicato al loro ruolo di garanti dei diritti e dell’ambiente”.

L’accordo infatti dovrà essere anche ratificato dai Parlamenti nazionali e regionali.

L’accordo CETA potrebbe applicarsi provvisoriamente dal primo giorno del mese successivo alla data cui entrambe le parti si sono reciprocamente notificate il completamento di tutte le procedure necessarie. Per i deputati tale data dovrebbe essere non prima del 1° aprile 2017.

Ancora una volta sono stati fatti gli interessi delle multinazionali.

TRATTO DA: https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/22959-ceta-approvazione-parlamento-ue#accept

 

 

Il CETA è ancora peggio del TTIP. È una porcata che serve solo a sacrificare la salute della Gente al business delle Multinazionali! …E infatti il nostro Governo lo ha già approvato nel più totale silenzio dei media complici!

 

CETA

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

.

Il CETA è ancora peggio del TTIP. È una porcata che serve solo a sacrificare la salute della Gente al business delle Multinazionali! …E infatti il nostro Governo lo ha già approvato nel più totale silenzio dei media complici!

 

CETA: il colpo di stato silenzioso procede a tappe. Ok da Governo italiano. Adesso tocca al Parlamento

Il contestato accordo commerciale tra Unione europea e Canada (CETA), firmato il 30 ottobre 2016 e ratificato il 15 febbraio scorso dal Parlamento Ue a Bruxelles, è ora all’attenzione dei vari Governi nazionali che dovranno far ratificare l’accordo ai rispettivi parlamenti. L’ Italia nell’ultimo consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di ratifica e attuazione del trattato di libero scambio con il Canada. Negative le ripercussioni per il grano duro del mezzogiorno di cui nessun  media nazionale ha dato notizia. E’ questo il mezzogiorno protagonista immaginato dal Governo Gentiloni?

Il cambio di rotta nella politica commerciale europea prosegue negli stati membri. Dopo l’ approvazione del CETA a Bruxelles,  l’ Italia ha dato l’ ok in Consiglio dei Ministri. Nella seduta di mercoledì 24 maggio, il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Angelino Alfano, ha approvato un disegno di legge di ratifica ed esecuzione  dell’Accordo economico e commerciale globale tra il Canada, da una parte, e l’Unione europea e i suoi Stati membri, dall’altra, con allegati, fatto a Bruxelles il 30 ottobre 2016, e relativo strumento interpretativo comune.

L’Accordo – si legge nel comunicato del governo – ha lo scopo di “stabilire relazioni economiche avanzate e privilegiate, fondate su valori e interessi comuni, con un partner strategico”. Si creano nuove opportunità per il commercio e gli investimenti tra le due sponde dell’Atlantico – si legge nello stesso comunicato – “grazie a un migliore accesso al mercato per le merci e i servizi e a norme rafforzate in materia di scambi commerciali per gli operatori economici”.

Il CDM è stato fatto in gran silenzio prima di passare la palla al Parlamento che dovrà ratificare questo accordo nefasto per l’ agricoltura del mezzogiorno e per i consumatori.

Cos’è il CETA?
Il CETA è un documento lunghissimo di 1598 pagine [PDF], che contiene centinaia di articoli. Uno dei suoi effetti principali sarà l’eliminazione della gran parte delle tariffe doganali tra Unione Europea e Canada, ma il trattato contiene anche molte altre disposizioni. Per esempio consente alle imprese europee di partecipare alle gare per gli appalti pubblici in Canada e viceversa. Si stabiliscono il reciproco riconoscimento di titoli professionali e nuove regole per proteggere il diritto d’autore e i brevetti industriali. In base a questo accordo commerciale, le multinazionali potranno andare a fare ‘business’ in Canada nel settore dei servizi. L’accordo prevede anche la tutela del marchio di alcuni prodotti agricoli e alimentari tipici, una clausola fortemente richiesta dagli agricoltori europei. Il trattato taglia fuori il grano che non avendo alcuna protezione né alcun marchio di tutela rischia di essere la cenerentola dell’ accordo. Eppure parliamo del miglior grano duro al mondo: quello del mezzogiorno che mai nessun Governo ha saputo valorizzare e difendere in ambito mondiale.

Il folle accordo commerciale rischia di distruggere la granicoltura del Mezzogiorno d’Italia

Il Canada è il principale competitor nel mercato del grano duro, di cui è il primo paese produttore ed esportatore mondiale. In Canada si producono, grosso modo, due tipi di grano duro: uno buono (quello di 1° grado e 2° grado che i canadesi tengono per loro) e uno pieno di contaminanti (quello di 3°-4°-5° grado). Quello di 3° grado è ufficialmente l’ unico che arriva in Italia, in prevalenza al Porto di Bari e viene quotato al Borsino di Altamura.

Il Canada tiene molto al CETA, perché non sa come “sbarazzarsi” di tutto il grano duro contaminato che produce e che viene fatto maturare artificialmente a colpi di glifosato, il temibile erbicida (seccatutto)  che il Test del Salvagente ha trovato nelle urine delle mamme in gravidanza (come vi abbiamo scritto qui).

Grazie al CETA nessuno sarà più esente da contaminazione da glifosate. Nemmeno Angelino Alfano a cui questo particolare sarà sfuggito perché la Lorenzin non glielo ha fatto notare.

Ci sono numerosi dati sperimentali condotti su cellule placentari ed embrionali umane che dimostrano come il glifosato induca necrosi e favorisca la morte cellulare programmata – ha spiegato Patrizia Gentilini, oncologa e membro del comitato scientifico di Isde, in occasione della conferenza stampa in cui sono stati presentati gli esiti del Test – Quindi si tratta di una sostanza genotossica oltre che cancerogena, come ha stabilito la Iarc, non dimenticando che l’erbicida agisce anche come interferente endocrino”.

Il grano canadese oltre che di glifosate è ricco di DON e Cadmio che noi abbiamo trovato nella pasta italiana con il Test GranoSalus

Gli interessi del Canada si saldano, dunque, con quelli della grande industria italiana della pasta, che fino ad oggi ha utilizzato a piene mani il grano duro canadese, calpestando i divieti dell’ Unione europea sul glifosate. Che al Ministro della Salute sono evidentemente sfuggiti.

E’ bene ricordare che i consumi di pasta nel mondo crescono e le nostre industrie, che hanno la leadership nel mondo della pasta, sono costrette a prendere grano ovunque, che viene miscelato al nostro.

In cambio dei presunti vantaggi che deriverebbero a qualcuno, scrive il blog de I Nuovi Vespri, i canadesi chiedono di potere esportare in Europa i propri prodotti, a cominciare dal grano duro che si produce nelle aree fredde e umide e che in Canada non si consuma: i canadesi, infatti, non sono fessi e sanno benissimo che il loro grano duro fatto maturare con il glifosato fa male alla salute: così lo ‘rifilano’ all’Europa. E pazienza se a pagarne le conseguenze saranno i produttori di grano duro del Sud Italia, insieme ai consumatori!

E’ bene ricordare che il CETA non consentirà deroghe. Insomma: gli interessi delle multinazionali verranno prima degli interessi degli Stati. Se per esempio GranoSalus dovesse permettersi di far causa al Ministro della Salute per far rispettare il divieto sul glifosate, le multinazionali che esportano il grano in Italia si rivarrebbero direttamente sullo Stato italiano.

Un Consiglio dei Ministri silenzioso

Il consiglio dei ministri  si è riunito mercoledì sera in fretta e furia per parlare di questi argomenti senza neanche un minuto di preavviso. Non è stata convocata nessuna conferenza stampa. Una notizia di epocale importanza che è stata sottaciuta dai media? Come mai?

Con l’approvazione in Consiglio dei Ministri del CETA Gentiloni ha scoperto le carte. Insomma, il Partito Democratico non può sottrarsi alle pressioni delle multinazionali che hanno grandi interessi affinché il CETA venga approvato.

Nel frattempo il Ministro per la Coesione territoriale De Vincenti ha annunciato che a Matera il 5 giugno si terrà un convegno su “Mezzogiorno Protagonista: Missione Possibile“. Un mezzogiorno che, dato il flusso delle navi a Bari e dintorni, sta diventando la grande piattaforma logistica del CETA, grazie ad un colpo di stato silenzioso che rischia di pregiudicare il più grande giacimento d’oro dell’Italia.

 

 

L’appello del Nobel per l’economia Joseph Stiglitz al Parlamento Italiano: Non firmate l’accordo TTIP, NON IMMAGINATE NEANCHE COSA STATE PER FIRMARE !! – E infatti, il Governo Italiano chiede ufficialmente di continuare trattative !!

Nobel per l’economia

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

.

 

L’appello del Nobel per l’economia Joseph Stiglitz al Parlamento Italiano: Non firmate l’accordo TTIP, NON IMMAGINATE NEANCHE COSA STATE PER FIRMARE !! – E infatti, il Governo Italiano chiede ufficialmente di continuare trattative !!

 

L’appello del premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz al Parlamento Italiano: Non firmate l’accordo TTIP, NON IMMAGINATE NEANCHE COSA STATE PER FIRMARE !! 

Il premio Nobel per l’economia (2001) Joseph Stiglitz, ospite del Parlamento italiano il 24 settembre 2014, parla del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership).

L’accordo sul TPP che è stato trovato oggi ad Atlanta fa da apripista al TTIP, l’accordo di libero scambio che (se approvato) raderà al suolo le nostre tipicità agroalimentari e aprirà agli OGM, alla carne agli ormoni e all’arbitrato internazionale per la risoluzione delle controversie: il tribunale al quale si rivolgerà qualunque azienda privata che riterrà che i suoi interessi economici siano stati intaccati dalle politiche degli Stati.

fonte: http://zapping2015.altervista.org/lappello-del-premio-nobel-per-leconomia-joseph-stiglitz-al-parlamento-italiano-non-firmate-laccordo-ttip-non-immaginate-neanche-cosa-state-per-firmare/

TTIP, ITALIA CHIEDE UFFICIALMENTE DI CONTINUARE TRATTATIVE

Ttip: Italia e altri 11 Paesi scrivono lettera a Ue per continuare trattative. Incontro Malmstroem-Froman, prossimo round 3 ottobre a New York.

Continuare i negoziati con gli Usa sull’accordo di libero scambio Ttip, e proseguire con la firma di quello con il Canada, il Ceta. E’ la richiesta che 12 Paesi tra cui l’Italia – ma non Francia e Germania – hanno rivolto alla Commissione Ue in una lettera, in vista della riunione informale dei ministri del commercio che si terrà a Bratislava il prossimo venerdì dove dovranno chiarirsi le reali posizioni dei diversi Paesi, tra loro divisi. Intanto la commissaria al commercio Cecilia Malmstroem ha incontrato oggi a Bruxelles il suo omologo americano Michael Froman, con cui è stato deciso di avviare il prossimo round di negoziati il 3 ottobre a New York.

“Siamo fiduciosi”, scrivono alla Malmstroem il ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda e i colleghi di Irlanda, Gran Bretagna, Svezia, Danimarca, Finlandia, Repubblica ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Spagna e Portogallo, “che sarà in grado di raggiungere gli obiettivi in linea con il mandato” ricevuto dai 28 nel 2013. Per questo, sottolineano i 12 stati membri, “ribadiamo il nostro impegno e sostegno dato alla Commissione nei negoziati” e “guardiamo alla continuazione dei negoziati del Ttip con gli Usa”. I ministri dei 12 hanno ribadito il loro sostegno anche all’accordo commerciale con il Canada, che deve più solo essere firmato per entrare in vigore in modo provvisorio. “Aspettiamo la firma del Ceta il 27 ottobre e l’applicazione provvisoria dell’accordo” ritenuto “ampio e profondo” e “basato sulla realtà dei modelli commerciali di oggi”.

Nell’incontro odierno tra Malmstroem e Froman, che si rivedranno anche a Bratislava dove si giocherà una partita cruciale sul futuro dei negoziati con gli Usa, sono stati “discussi i prossimi passi per andare avanti” e, hanno assicurato i due, “abbiamo diretto le nostre squadre per fare il maggior numero di progressi possibili al prossimo round programmato per il 3 ottobre a New York”. Uno dei tentativi, secondo fonti europee, è cercare di lasciare comunque una porta aperta per proseguire le discussioni dopo le elezioni americane, ormai imminenti.

Tratto da Ansa.it

ARGENTO COLLOIDALE meglio di qualunque antibiotico – efficace anche contro i microbi antibiotico resistenti. Perchè non ce lo dicono?

ARGENTO COLLOIDALE

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

ARGENTO COLLOIDALE meglio di qualunque antibiotico – efficace anche contro i microbi antibiotico resistenti. Perchè non ce lo dicono?

Nei decenni scorsi, inoltre, la ricerca ha mostrato che l’argento colloidale puo’ persino eliminare microbi antibiotico-resistenti come l’ MRSA (methicillin-resistant Staphylococcus aureus), l’influenza aviaria e il Corona Virus (SARS)

A metà anni ’70, il Dr. Robert O. Becker della Syracuse Medical University (USA) inizio’ la sua pionieristica ricerca sull’argento colloidale. Le sue conclusioni:

“Quel Che Abbiamo Fatto È Stato Riscoprire Il Fatto Che L’argento Uccide I Batteri: Un Fatto Che Era Noto Da Secoli…Tutti Gli Organismi Che Abbiamo Testato Si Son Dimostrati Sensibili Agli Ioni Generati Elettricamente , Incluso Alcuni Resistenti A Tutti Gli Antibiotici Noti… In Nessun Caso Si Sono Manifestati Evidenti Effetti Collaterali Indesiderati Del Trattamento All’argento”

Tuttavia, l’effetto innato antimicrobico era già conoscenza condivisa 60 anni fa, prima del dr Becker. Infatti agli inizi del 1900, Aldred Searle, fondatore del global Searle Pharmaceutical Company, aveva già scoperto che l’argento nella sua forma colloidale liquida, poteva uccidere i patogeni piu’ mortali.

Nel suo libro, Colloids in Biology and Medicine, nel 1919, Searle scriveva:

“In Un Grandissimo Numero Di Casi È Stato Somministrato L’argento Colloidale Con Incredibili Risultati Di Successo… Ha Il Vantaggio Di Essere Rapidamente Fatale Ai Microbi Senza Dare Delle Reazioni Tossiche Al Soggetto. E’ Piuttosto Stabile. Protegge I Conigli Dal Tetano O Dalla Difterite, Dieci Volte Di Piu’”

A differenza delle prescrizioni di antibiotici, l’argento non crea resistenza o immunità nei patogeni che uccide.

Negli ultimi anni, molti nuovi studi hanno dimostrato il fatto l’argento è uno degli agenti piu’ efficaci nella battaglia contro la MRSA (methicillin-resistant Staphylococcus aureus) ed altri superpatogeni, resistenti agli antibiotici:

Brigham-Young Clinical Study – Lo studio, pubblicato nella rivista Current Science nel 2006 ha trovato che un numero di antibiotici che precedentemente erano stati in grado di uccidere patogeni MDR (multiple drug-resistant, resistenti a molte medicine) come laMRSA, potevano si essere riportati a piena efficacia contro i mortali patogeni, ma solo se una soluzione liquida di argento simile all’argento colloidale, veniva usata in congiunzione alla medicina

Studio clinico iraniano – Anche questo studio ha trovato che l’argento aumenta l’efficacia degli antibiotici contro infezioni da staphilococco. I ricercatori sono giunti alla conclusione che:

“Le Attività Antibatteriche Della Penicillina G (E Della Amoxicillina, Eritromicina, Clindamicina E Vancomicina) Aumentavano Alla Presenza Di Particelle Di Nano-Argento . Il Maggior Effetto Migliorativo Venne Osservato Nel
Vancomicina, Amoxicillina E Penicillina G Contro Lo S. Aureus.”

Studio clinico Taiwan – Pubblicato nel Colloids Surface B Biointerfaces7 nel 2007; questo studio ha dimostrato che l’argento colloidale, in sé elimina sia l’MRSA che lo Pseudomonas aeruginosa, un altro superbatterio mortale ed estremamente opportunistico.

Studio clinico Repubblica Ceca – Allo stesso modo questo studio ceco pubblicato nel prestigioso Journal of Physical Chemistry B8 nel 2006, ha anch’esso dimostrato che l’argento colloidale è altamente efficace contro la MRSA:

“…Particelle Di Argento, Con Una Distribuzione Di Minima Misura Ed Una Misura Media Di 25 Nm, Che Hanno Mostrato Alta Attività Antimicrobica E Battericida Contro I Batteri Gram- Positivi E Gram-Negativi, Incluso Il Ceppo Multiresistente Come Quello Dell’MRSA (Methicillin-Resistant Staphylococcus Aureus). Lo Studio Ha Ulteriormente Dimostrato Che Concentrazioni Molto Basse Di Argento Potevano Essere Utilizzate Per Distruggere L’MRSA