Pesticidi illegali ma comunque esportati: ecco il meccanismo che rende priva d’effetto qualsiasi legge!!

Pesticidi

 

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Pesticidi illegali ma comunque esportati: ecco il meccanismo che rende priva d’effetto qualsiasi legge!!

Nonostante la consolidata verità riguardo la tossicità dei pesticidi agricoli, tali prodotti non hanno conosciuto crisi e continuano a far ammalare migliaia di persone. C’è un fatto però di cui pochi sono al corrente e che aiuta a comprendere la reale utilità delle leggi che vietano l’utilizzo di questi veleni. Se in un paese vige una severa regolamentazione sui prodotti chimici usati in agricoltura, questa non tutela affatto i cittadini e li espone ugualmente al rischio di consumare cibo contaminato da sostanze nocive. Il motivo? Si chiama Circolo del Veleno…

Negli ultimi anni i paesi sviluppati hanno promosso l’utilizzo dei pesticidi nei paesi più poveri: il risultato è stata una vera e propria intossicazione delle popolazioni e dell’ambiente.

Dal 2013 l’Agenzia di Protezione Ambientale americana ha mostrato come, nonostante il divieto di impiegare alcuni pesticidi sul territorio nazionale, gli stessi siano prodotti per essere esportati in altri paesi.

Usati nelle piantagioni di caffè, di frutta o di tè, questi pesticidi sono destinati a far ritorno in America come residuo sui cibi importati. Tutto ciò avviene in maniera totalmente incontrollata in quanto le analisi della FDA vengono effettuate solo sul 2% degli alimenti di importazione.

“L’ambiente non conosce confini: l’inquinamento della Cina arriva negli Stati Uniti e le radiazioni di Chernobyl hanno addirittura invaso l’Islanda”

Afferma questo il giornalista e co-autore del documentario “Il Circolo del Veleno: Pesticidi e Persone in un mondo arrabbiato”, che denuncia l’ipocrisia della politica americana nei confronti dell’uso dei pesticidi in agricoltura. Se realmente tali prodotti sono pericolosi è ridicolo permetterne ed addirittura incoraggiarne la vendita all’estero: a maggior ragione se vengono poi acquistati alimenti in questi stessi paesi.

Ovviamente le leggi in vigore non sono state approvate senza cognizione di causa: sono anzi è una prova di quanto siano in realtà le lobby che direzionano le legislazioni che riguardano la coltivazione e la produzione di cibo.

Il documentario ci porta nella città di Kasaragod, in India: qui viene definito “un disastro” l’introduzione dei pesticidi nelle pratiche agricole.

Dell’India era stato detto che il sottosviluppo economico era riconducibile alla decisione di non usare pesticidi. Ora che il paese ha iniziato ad usarli questi sono i drammatici risultati: decenni di irrorazioni aeree di Endosulfan hanno causato, e continuano a farlo, centinaia di neonati deformati.

“Abbiamo fatto dei veleni una misura di progresso”, afferma Vandana Shiva, attivista ambientale, a capo delle manifestazioni contro il pesticida.

Ecco un fatto assurdo: nel 2010 gli Stati Uniti dichiararono illegale la sostanza sintetizzata più di 60 anni prima, consentendone solo la produzione destinata all’esportazione.

Di esempi ne possiamo fare ancora molti: Messico, Argentina e lo stesso stato americano della Louisiana, ma lo scenario si ripete in ogni caso. Popolazioni decimate dall’uso di pesticidi.

Sembra non esserci espressione più adeguata di “Circolo del Veleno”: al momento sono 6 le compagnie agrochimiche che controllano almeno il 75% del commercio dei pesticidi. Queste aziende esportano pesticidi, illegali negli Stati Uniti, nei paesi in cui il loro impiego è ancora permesso. I veleni servono a coltivare caffè, frutta e verdura che poi vengono importati nuovamente in America in cui sono messi in vendita alla popolazione. Il cerchio si chiude, e si capisce come le legislazioni promosse come a tutela delle persone, siano praticamente inutili.

Attenzione – Interferenti endocrini negli shampo, anche quelli per i più piccini. Bisfenolo A, ftalati, pesticidi etc… lo studio: 54 contaminanti su ogni bambino!

Interferenti endocrini

 

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Attenzione – Interferenti endocrini negli shampo, anche quelli per i più piccini. Bisfenolo A, ftalati, pesticidi etc… lo studio: 54 contaminanti su ogni bambino!

Interferenti endocrini nello shampo, lo studio: 54 contaminanti su ogni bambino

Il bisfenolo A, gli ftalati, i pesticidi … L’organismo di molti bambini è contaminato, non da uno o due o anche tre di questi interferenti endocrini sospetti, ma da un cocktail di decine di questi inquinanti che sono contenuti negli shampoo e nei prodotti di cosmesi (i nomi dei prodotti, purtroppo, non sono stati resi noti). A dirlo è l’associazione dei consumatori francesi “60 millions de consommateurs”, che ha commissionato delle analisi su un panel di 43 ragazze e ragazzi di età compresa tra 10 e 15 anni. “Nel nostro studio – scrive l’associazione sul suo magazine – abbiamo registrato fino a 54 contaminanti differenti per lo stesso bambino! In media, 34 molecole elencate tra i potenziali interferenti endocrini sono state individuate e quantificate sui giovani partecipanti”. Tra le sostanze ritrovate nelle analisi dei capelli delle persone, Bisfenolo, fatati, Pcb, e metalli pesanti come mercurio e cromo.

Cosa sono

La contaminazione non si limita solo a una parte del territorio della Francia, in quanto i bambini inclusi nello studio è avvenuto in diverse aree del paese, sia urbane che rurali, tra famiglie con diversi stili di vita e diverso reddito. Per Santé Publique France, la nuova agenzia nazionale per la salute, gli interferenti endocrini sono “sostanze estranee al corpo che imitano gli ormoni naturali o interferiscono con il sistema ormonale.”. Queste molecole sono sospettati di influenzare il normale sviluppo del corpo del bambino, tramite l’effetto sull’utero, e in seguito, in l’età adulta, possono alterare, per esempio, la capacità di riproduzione o aumentare il rischio di insorgenza di malattie metaboliche come il diabete o il cancro. Anche se le associazioni non sono “chiaramente dimostrate”, avverte l’agenzia ufficiale.

Leggi diverse tra paesi

Alcune sostanze sono vietate dalle normative europee, ma spesso solo per alcune categorie di prodotti. Questo è il caso di alcuni ftalati, il cui uso è ora vietato nei prodotti cosmetici, giocattoli e articoli di puericultura che possono essere ingeriti. L’uso del bisfenolo A, invece, è vietato in tutti i contenitori per alimenti in Francia ma non in tutta l’Unione europea.  Molti interferenti endocrini, però, continuano ad essere ampiamente utilizzati per sviluppare pesticidi, cosmetici, imballaggi per alimenti e altri oggetti in plastica  e continuano a contaminare la popolazione, in particolare i giovani, come dimostra lo studio di 60 millions.

La battaglia in Europa

Per andare oltre, secondo l’associazione francese, sarebbe necessario disporre di un quadro normativo che costringa i produttori a eliminare gli interferenti endocrini dalle loro linee di produzione. Ma nella proposta presentata dalla Commissione europea, solo le molecole per le quali v’è un alto livello di evidenza sarà classificato nians endocri- dirompenti. Ma quale livello di prova è di cile stabilire gli si oppongono alcuni paesi membri, se non altro perché la posta e può esprimere mare per molto tempo dopo l’esposizione. Nella proposta presentata dalla Commissione europea, solo le molecole per le quali v’è un alto livello di evidenza sarà classificato come interferente endocrino. Ma quale sia la soglia da prendere in considerazione è un tema ancora al centro di un dibattito acceso. Nel frattempo, però, i bambini francesi, e probabilmente anche quelli italiani, continuano ad usare shampo contenenti queste sostanze sospette.

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/04/23/interferenti-endocrini-nello-shampo-lo-studio-54-contaminanti-su-ogni-bambino/21907/

 

Ed ora anche il Canada comincia ad ammettere: nel 30% del grano c’è glifosato… E se loro dicono solo “30%”, provate solo ad immaginare quali porcherie ci mandano…!

 

Canada

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Ed ora anche il Canada comincia ad ammettere: nel 30% del grano c’è glifosato… E se loro dicono solo “30%”, provate solo ad immaginare quali porcherie ci mandano…!

 

Ora anche il Canada lo ammette: nel 30% del grano c’è glifosato

Un campione su tre con residui di glifosato. La campagna di test fatta dalle autorità canadesi mostra, se ce ne fosse ancora bisogno, come il pesticida più utilizzato al mondo sia tutt’altro che poco persistente e finisca negli alimenti che consumiamo.

È questo il risultato delle analisi ufficiale relative al 2016 appena divulgato dall’Agenzia canadese di ispezione degli alimenti.

In dettaglio i risultati mostrano come il 7,3% della frutta e dei vegetali freschi presentino residui di glifosato, sebbene entro i limiti e il 12,1% di quelli trasformati facciano rivelare tracce del pesticida.

Grano da brividi

Uno dei dati più impressionanti è quello ottenuto dai controlli sul grano, utilizzato anche da molte aziende italiane per produrre la pasta: il 36,6% di campioni hanno fatto registrare la presenza di glifosato e il 3,9% addirittura sopra i limiti di legge che in Canada è di 5 ppm.

In cima alla lista dei vegetali “avvelenati” da residui di erbicida, fagioli, piselli e lenticchie con il 47,4% di positivi ma appena lo 0,6% oltre i limiti di legge.

Baby food, uno su tre è contaminato

E nei prodotti finiti? Il glifosato non manca davvero. Soprattutto in quelli destinati ai bambini: nei cereali destinati a loro se ne trova nel 31,7% dei casi, negli alimenti per la prima infanzia nel 30,7% . Altro che roulette russa, come l’avevamo definita quando abbiamo esaminato la pasta e i prodotti per la prima colazione italiani: in Canada le probabilità di trovarsi glifosato nel piatto salgono pericolosamente.

Anche per questo molte associazioni europee (tra le quali il Salvagente) hanno dato vita a una Ice (una petizione ufficiale) per chiedere alla Ue di dare uno stop definitivo a questo pesticida. Una petizione che in Italia deve ancora raggiungere il traguardo di firme necessarie per produrre i suoi effetti. Dunque non resta che invitare i nostri lettori a firmare. Subito.

Una firma per chiedere all’Europa che non autorizzi nuovamente il pesticida, prodotto soprattutto dalla Monsanto. Firmatela qui.

 

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/04/12/ora-anche-il-canada-lo-ammette-nel-30-del-grano-ce-glifosato/21351/?utm_content=buffer7d554&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer

Leggete e rabbrividite – Ecco la lettera del 2013 della scienziata all’EPA (Ente Protezione Ambientale USA) Maryon Copley: smettete di mentire sui pericoli del glifosato, causa il Cancro! La scienziata morì poco dopo ed il glifosato ha continuato a mietere vittime!!

glifosato

 

 

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Leggete e rabbrividite – Ecco la lettera del 2013 della scienziata all’EPA (Ente Protezione Ambientale USA) Maryon Copley: smettete di mentire sui pericoli del glifosato, causa il Cancro! La scienziata morì poco dopo ed il glifosato ha continuato a mietere vittime!!

 

Lettera all’EPA dell’ex scienziata Maryon Copley: smettete di mentire sui pericoli del glifosato

Traduco questo articolo e lettera da NaturalNews, che – ricordo – in questo presente è stato nella bufera con google, che gli ha reso inaccessibili centinaia e centinaia di pagine. A seguito di molte proteste il sito è stato ristabilito. La motivazione rientra nel calderone delle “fake news” . Mike Adams, il suo proprietario, si è schierato con Trump. Io mi limito solo a tradurre i suoi articoli – da anni- che trovo di utilità, riflessione e conoscenza su temi e verità su cui il mainstream … “si distrae”.

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(Natural News) La lettera che segue, della scienziata dell’EPA (Ente Protezione Ambientale USA, ndt) Marion Copley (ora morta di cancro) è venuta alla luce tra i documenti non sotto sigillo della corte, che originariamente erano stati rivelati da Right to Know e postati per esteso qui: Glyphosate.news document page. Qui il PDF del documento: USRTK website, qui il backup archiviato su Natural News.

In questa lettera la scienziata dell’EPA Marion Copley implora la talpa della Monsanto Jess Rowland di fare il suo lavoro e proteggere il pubblico anzichè gli interessi della Monsanto e dice:
“Per una volta nella tua vita, ascoltami e non fare i tuoi subdoli giochi in cui la scienza è a favore di quelli che hanno messo una firma. Per una volta fai la cosa giusta e non prendere decisioni basate sul vantaggio di cui potrà risentire il tuo bonus”

La scienziata accusa anche Rowland ed un’ altra scienziata dell’EPA, Anna Lowit (tutt’ora all’EPA) di fare tattiche di intimidazione scientifica, per costringere gli scienziati EPA e i burocrati a cambiare le loro conclusioni in favore della Monsanto.

La Copley avverte poi che gli scienziati dell’EPA è probabile siano corrotti dalla Monsanto, (…) sapendo di essere prossima alla morte ma volendo essere di aiuto per salvare l’umanità dall’olocausto tossico della chimica, spinto dalla Monsanto e da un EPA criminale:

“Ho il cancro e non voglio che queste serie tematiche mediche vadano disattese prima che io finisca in tomba. Ho fatto il mio dovere”.

(…)

Lettera da Marion Copley a Jess Rowland, 4 marzo 2013

Jess,

Da quando ho lasciato l’Ente a causa del cancro, ho studiato ampiamente il processo del tumore ed ho dei commenti sul meccanismo, che potrebbero essere molto valevoli per il CARC [ Cancer Assessment Review Committee – Comitato per l’Esamina e Valutazione del Cancro, ndt] e che si basano sulla mia esperienza decennale della patologia. Prendero’ una sostanza chimica per dimostrare la mia visione.

Il Glifosato fu originariamente progettato come agente chelante ed io credo fermamente che si tratta dell’identico processo implicato nella formazione del suo tumore, ampiamente sostenuto dalla letteratura relativa.

– i chelanti inibiscono l’apoptosi: il processo grazie al quale i nostri corpi uccidono le cellule tumorali

– i chelanti sono degli interferenti endocrini, implicati nella genesi dei tumori

– il Glifosato induce la proliferazione dei linfociti

– il Glifosato induce la formazione dei radicali liberi

– I chelanti inibiscono gli enzimi scavenger (spazzini) dei radicali liberi che per la loro attività richiedono Zn (zinco), Mn (manganese) o Cu (rame)

– i chelanti legano lo Zinco, necessario per la funzione del sistema immunitario

– il Glifosato è genotossico : una chiave per il meccanismo del cancro

– i chelanti inibiscono gli enzimi riparatori del DNA che richiedono co-fattori di metalli

– i chelanti legano Ca (calcio), Zn, Mg (magnesio), etc rendendo il cibo carente di questi nutrimenti essenziali

– I chelanti legano il calcio necessario per la risposta immunitaria mediata dacalcineurina

– I chelanti spesso danneggiano i reni o il pancreas, come fa il glifosato , un meccanismo che induce la formazione del cancro

– un danno a reni /pancreas puo’ portare a cambiamenti clinici nella chimica favorendo la crescita del tumore

– il Glifosato uccide i batteri nell’intestino e il sistema gastrointestinale rappresenta l’80% del sistema immunitario

– i chelanti sopprimono il sistema immunitario rendendo il corpo suscettibile ai tumori

In precedenza il CARC era arrivato alla considerazione che il glifosato fosse ”un possibile cancerogeno umano” . La patologia renale negli studi animali, porterebbe ai tumori con altri meccanismi sopraelencati. Ognuno di questi meccanismi, preso singolarmente, puo’ causare tumori, ma il glifosato li causa tutti simultaneamente.

E’ essenzialmente certo che il glifosato causi cancro. Con tutta l’evidenza sopraindicata, la categoria del CARC dovrebbe essere cambiata in
“probabile cancerogeno umano”

I globuli del sangue sono assai esposti ai chelanti: se un qualsiasi studio mostra proliferazione di linfociti, allora questo è una conferma che il glifosato è cancerogeneo.

Jess, noi due abbiamo discusso parecchie volte sul CARC e tu hai spesso discusso di temi di cui non hai conoscenza, cosa che non è etica. Il tuo banale diploma in MS (Master of Scienze) del 1971 in Nebraska è assai datato, quindi la scienza del CARC è 10 anni indietro alla letteratura relativa ai meccanismi.

Per una volta nella tua vita ascoltami e non fare i tuoi conniventi giochini politici con la scienza in favore di chi ci mette una firma… Per una volta fai la cosa giusta e non prendere decisioni basate sul vantaggio di cui potrà risentire il tuo bonus”

Tu e Anna Lowit avete fatto intimidazioni sullo staff per cio’ che concerne il CARC ed avete cambiato le relazioni finali MI ARC e IIASPOC per favorire l’industria.

I chelanti chiaramente sono interferenti nei segnali del calcio, una chiave che segnala la via in tutte le cellule e media la progressione dei tumori.

Greg Ackerman è ritenuto il nostro esperto sui meccanismi, ma non ha mai citato nessuno di questi concetti al CARC e quando ho cercato di discuterlo con lui, mi ha dissuaso.

Anche Greg sta facendo i tuoi giochini politici, è incompetente o ha in qualche modo un conflitto di interesse? Il tuo collega del Nebraska ha preso delle sovvenzioni dall’industria, chiaramente ha un conflitto di interesse. Promettimi di non autorizzare mai Anna al comitatao del CARC, le sue decisioni non hanno alcun senso razionale. Se c’è qualcuno che prende mazzette [nell’OPP, non è chiaro che dipartimento sia, ndt] è lei.

Ho il cancro e non voglio che queste serie tematiche mediche vadano disattese prima che io finisca in tomba. Ho fatto il mio dovere.

Marion Copley March 4, 2013

Fonte: http://www.naturalnews.com/2017-03-15-heartbreaking-letter-from-dying-epa-scientist-begs-monsanto-moles-inside-the-agency-to-stop-lying-about-dangers-of-roundup-glyphosate.html

Traduzione e sintesi Cristina Bassi, per www.thelivingspirits.net

VEDI ANCHE: Controversial weedkiller in Roundup ‘does not cause cancer’, says European expert committee

 

ne ha parlato anche: https://ilsalvagente.it/2017/04/06/scoperta-una-lettera-dellepa-del-2013-il-glifosato-causa-il-cancro/21031/

L’allarmante dossier di Legambiente: siamo i terzi consumatori al mondi di PESTICIDI ed i secondi al mondo di FUNGICIDI – Un terzo dei nostri alimenti è contaminato a “norma di Legge”…!

Legambiente

 

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L’allarmante dossier di Legambiente: siamo i terzi consumatori al mondi di PESTICIDI ed i secondi al mondo di FUNGICIDI – Un terzo dei nostri alimenti è contaminato a “norma di Legge”…!

 

Pesticidi, è contaminato un terzo degli alimenti

L’Italia è il terzo consumatore a livello comunitario di pesticidi (130mila tonnellate), preceduto solo da Spagna e Francia, mentre siamo il secondo consumatore di fungicidi (oltre 65mila tonnellate utilizzate in un anno). A dirlo è il dossier di Legambiente, che ha analizzato la frutta e la verdura prodotti nel nostro Paese, venendo a scoprire che un terzo dei prodotti che arriva sulle nostre tavole (36,4%) è contaminata da uno o più residui di pesticidi. E questo nonostante i prodotti dichiarati fuorilegge (quelli con almeno un residuo chimico oltre i limiti di legge) siano solo una piccola percentuale: meno dello 0,7%.
«Lo studio evidenzia in modo inequivocabile gli effetti di uno storico vuoto normativo: manca ancora una regolamentazione specifica rispetto al problema dell’impiego simultaneo di più principi attivi sullo stesso prodotto – ha spiegato la presidente di Legambiente Rossella Muroni –. Per questo è possibile definire “regolari”, e quindi da commercializzare senza problemi, prodotti contaminati da più principi chimici contemporaneamente, se le concentrazioni restano entro i limiti di legge». Il rapporto sottolinea la necessità di avviare indagini sui rischi dell’azione combinata di più principi attivi, tanto più su quelli che più frequentemente vengono utilizzati in sincrono o miscelati. Infatti, anche se a piccole dosi e sotto i limiti stabiliti dalla legge, l’azione sinergica di diverse sostanze assunte dall’ambiente può avere un effetto cancerogeno.
Ma non è solo l’uomo a farne le spese. La necessità di incrementare la produzione agricola e di difenderla dai parassiti negli ultimi decenni ha favorito l’uso di composti di sintesi senza che venisse svolta un’adeguata indagine sui meccanismi di accomulo che queste sostanze chimiche hanno nel suolo. «Una mole crescente di studi scientifici, oggi più orientati alla valutazione dell’impatto ambientale della chimica di sintesi più che ai suoi benefici per la produttività, – si legge nel rapporto – mostra chiare evidenze degli effetti che l’uso non sostenibile dei pesticidi induce in termini di perdita della biodiversità, riduzione della fertilità del terreno ed accelerazione del fenomeno di erosione dei suoli».

Gli alimenti più contaminati

Il poco lusinghiero primato di alimento più contaminato spetta al tè verde, con ben 21 differenti sostanze rilevate. Tra i cibi con la più alta percentuale di residui ci sono anche le bacche, con 20 differenti composti chimici, ma anche il cumino, 14 diverse sostanze, le ciliegie(13), le lattughe e i pomodori (11), e persino l’uva, contaminata da 9 principi attivi diversi.
Nel complesso le pere, le fragole, l’uva e la frutta esotica – soprattutto le banane – sono i prodotti più contaminati dalla presenza di residui di pesticidi.
Tra le sostanze attive più frequentemente rilevate sui campioni ci sono il Boscalid, l’Imazalil l’Acetamiprid, il Metalaxil, il Ciprodinil, il Penconazoloe il Clorpirifos, sostanza riconosciuta come interferente endocrino e dannoso per l’organismo.

Un’Italia a due facce

Il report di Legambiente mostra un’Italia a due facce: se da una parte il consumo di pesticidi resta alto (anche se è in leggera flessione rispetto agli anni passati), dall’altra aumenta la superficie agricola coltivata con tecniche biologiche e biodinamiche. Tra il 2014 e il 2015, infatti, si è registrato un aumento del 7,5%.

 

fonte: http://www.rivistanatura.com/pesticidi-e-contaminato-un-terzo-degli-alimenti/

Attenti al caffè: è pieno di pesticidi ma nessuno controlla!

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Attenti al caffè: è pieno di pesticidi ma nessuno controlla!

 

Sempre e solo i Cinquestelle a lanciare l’allarme

Il Brasile è il primo produttore mondiale di caffè. Nella maggior parte delle sue piantagioni vengono usati pesticidi pericolosi come il Terbufos vietati in Europa perché dannosi per la salute umana. Il Terbufos è un insetticida molto potente che uccide anche solo con un minimo contatto con la pelle.

Il porto di Trieste è la porta d’ingresso del caffè brasiliano in Europa. Tuttavia, i controlli sanitari condotti dall’Agenzia dell’Ambiente del Friuli, per conto del Ministero della Salute, non analizzano la presenza di questi due pericolosi pesticidi. Si fanno le analisi ma non per scovare questi due veleni. L’ipocrisia europea è evidente: all’interno dell’Unione si vieta l’utilizzo di pesticidi pericolosi per la salute, ma non si fa nulla per impedire che entrino prodotti alimentari contaminati dalle sostanze che vieta. Piernicola Pedicini ha presentato una interrogazione al Commissario alla Salute Andriukaitis. Per la Commissione europea sono gli Stati nazionali a dover stabilire quali pesticidi debbano essere sottoposti ad analisi nell’ambito dei rispettivi programmi nazionali di controllo. Ministro Lorenzin è arrivato il momento di agire! Se hai a cuore la salute dei cittadini fai qualcosa!

 

LEGGI l’interrogazione presentata da Piernicola Pedicini alla Commissione europea.

LEGGI la risposta della Commissione europea che fa chiarezza sulle responsabilità del governo italiano.

 

 

Ecco la petizione per fermare il glifosato: obiettivo 1 milione di firme!

 

petizione

 

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Ecco la petizione per fermare il glifosato: obiettivo 1 milione di firme!

 

PETIZIONE PER FERMARE IL GLIFOSATO: OBIETTIVO 1 MILIONE DI FIRME!

Lo IARC è l’agenzia che da oltre 50 anni analizza, conduce e coordina la ricerca sulle cause del cancro e sui meccanismi della carcinogenesi.
 L’ECHA e l’EFSA sono le agenzie europee per le sostanze chimiche e la sicurezza alimentare.
 Lo IARC ha definito il glifosato come probabile cancerogeno.
 L’ECHA e l’EFSA dicono che non è cancerogeno.

Il presidente del comitato che ha fatto la valutazione si chiama Tim Bowmer e ha lavorato per 20 anni per società di consulenza nel settore chimico. La stampa internazionale ha gridato al conflitto d’interesse.
 Le valutazioni delle agenzie europee sono inoltre basate su un dossier iniziale redatto dall’Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi. E guarda caso è proprio la tedesca Bayer ad aver da poco acquisito la Monsanto, ovvero la multinazionale produttrice del glifosato.

Di chi dobbiamo fidarci?
La vicenda glifosato sembra una telenovela scritta male e interpretata anche peggio, dove esiste una sola e unica verità: nessuno sta mettendo al sicuro la salute dei cittadini. Mezzo milione di cittadini hanno chiesto il bando totale di questo erbicida e centinaia di esperti hanno appoggiato la tesi degli scienziati dello IARC. Ma ora Juncker potrà autorizzare il glifosato per altri 15 anni!

Il MoVimento 5 Stelle è unito alla coalizione Stop Glifosato e chiede al Governo Italiano e alle istituzioni europee di applicare il principio di precauzione in nome della tutela della salute pubblica, vietando definitivamente e in maniera permanente la produzione, la commercializzazione e l’uso di tutti i prodotti fitosanitari a base dell’erbicida.

Il Movimento 5 Stelle vuole anche riformare il processo di approvazione dei pesticidi e fissare obiettivi vincolanti per ridurne l’uso in Europa. Per raggiungere i nostri obiettivi abbiamo bisogno dei cittadini. Dobbiamo arrivare ad un milione di firme per completare la petizione “STOP GLIFOSATO” e la cosiddetta “ICE”, l’Iniziativa dei Cittadini Europei, così da riportare la questione glifosato in Europa e tentare di bloccare e bandire questa sostanza.

UNISCITI ALLA BATTAGLIA: FIRMA LA PETIZIONE!

 

 

fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/03/petizione-per-fermar.html