I pesticidi provocano il Parkinson: la Francia lo riconosce ufficialmente …mica come da noi che abbiamo come ministro della Sanità una bestia che prima dice Sì agli Ogm e poi impone 12 vaccini obbligatori!

 

pesticidi

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

I pesticidi provocano il Parkinson: la Francia lo riconosce ufficialmente …mica come da noi che abbiamo come ministro della Sanità una bestia che prima dice Sì agli Ogm e poi impone 12 vaccini obbligatori!

La Francia riconosce ufficialmente che i pesticidi provocano il Parkinson. E noi?

Da noi il silenzio assoluto. Ma noi abbiamo come ministro della Sanità una bestia che prima dice Sì agli Ogm e poi impone 12 vaccini obbligatori!

Cosa ci vogliamo aspettare?

Legge questo nostro recentissimo articolo:

Il Governo che ha tanto a cuore la nostra salute da imporci (unico caso al mondo) ben 12 vaccini obbligatori è il solo che non ha firmato contro i 12 peggiori inquinanti organici persistenti e nocivi per la salute umana, già banditi da 181 Paesi! NON TROVATE CHE C’E’ QUALCOSA CHE NON QUADRA?
La Francia inserisce il Parkinson nella lista delle malattie professionali, ufficializzando il legame tra uso di pesticidi e insorgenza della malattia. Vinta la battaglia degli agricoltori francesi.

Da tempo si discute degli effetti che i pesticidi hanno sulla salute degli agricoltori. E finalmente si cominciano a cogliere i primi frutti. La Francia riconosce ufficialmente che l’uso dei pesticidi provoca il Parkinson, inserendo quest’ultimo nella lista delle malattie professionali.

Un riconoscimento che facilita la battaglia di coloro che si sono visti diagnosticare la malattia dopo poco meno di un anno dall’utilizzo dei pesticidi.

Il panorama che cambia

I diritti dei lavoratori vittime da pesticidi sono rappresentati dall’associazione “Phyto-vittime”, creata nel marzo del 2011. Questa ha sostenuto anche Paul Francis, un coltivatore di cereali, che nel febbraio 2016 ha vinto la sua battaglia legale contro il gigante americano Monsanto.

La società è stata giudicata colpevole di aver avvelenato Francis attraverso i vapori di uno degli erbicidi che utilizza, il Lasso, ritirato dal mercato nel 2007 (anche se si conoscevano i suoi pericoli da oltre 20 anni).

Questa vittoria in tribunale ha spinto, qualche giorno dopo, decine di agricoltori a protestare al Salone dell’Agricoltura. I coltivatori richiedevano all’Unione degli Industriali per la Protezione delle Piante che le malattie legate all’uso dei pesticidi fossero inserite nella lista delle malattie professionali. E che i prodotti pericolosi venissero immediatamente ritirati dalla vendita.

Poi il 30 Aprile altra stoccata a favore. La Civi, Commissione di indennizzo delle vittime di reati, di Epinal condanna lo Stato francese a risarcire un contadino di Meurthe-et-Moselle, colpito da una sindrome mieloproliferativa. L’uomo ha ottenuto che la malattia venisse inserita nella lista delle malattie professionali causate dall’uso di prodotti contenenti benzene.

I pesticidi messi sotto accusa

Sono 4.900 i casi di malattie riconosciute come professionali ogni anno in Francia tra gli agricoltori. Si tratta per lo più di patologie TMS, disturbi muscolo-scheletrici (circa il 90%), e i restanti casi legati agli animali e polvere di legno o di amianto. Per ora solo cinque i casi di Parkinson riconosciuti come causati dai pesticidi.  

Tra i pesticidi accusati di causare patologie e disabilità, viene spesso indicato l’arsenico, responsabile di irritazioni, avvelenamento o cancro. Oppure il benzene, classificato come cancerogeno per l’uomo, e del pentaclorofenolo (PCP), vietato nei pesticidi dal 2003.

A rischiare non sono solo gli agricoltori

Già nell’aprile 2009, i ricercatori della UCLA, University of California di Los Angeles, avevano denunciato il legame tra Parkinson e due sostanze chimiche, il fungicida Maneb e l’erbicida Paraquat, utilizzate nelle coltivazioni per combattere i parassiti. Questo studio epidemiologico non ha esaminato solo gli agricoltori che utilizzavano i pesticidi, ma anche le persone che vivevano vicino ai campi agricoli in cui venivano spruzzati.

Lo studio ha riscontrato che il rischio per la malattia di Parkinson, per queste persone, aumentava del 75%. Ma i risultati si aggravano, quando nella ricerca viene inserito il fungocida Ziram. Infatti l’esposizione combinata di Maneb, Paraquat e Ziram vicino all’abitazione o al luogo di lavoro aumenta il rischio della malattia di tre volte.

In pericolo quindi non sono solo i lavoratori, ma tutti coloro che, anche inconsapevolmente, vi sono esposti.

Fonte: Le Monde

 

 

 

Sul glifosato non aspettiamo un’altra “Primavera silenziosa”

glifosato

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

.

Sul glifosato non aspettiamo un’altra “Primavera silenziosa”

“Stiamo sottoponendo intere popolazioni all’esposizione di sostanze chimiche che sono state dichiarate estremamente velenose e in molti casi con effetti cumulativi. Queste esposizioni cominciano alla nascita, se non addirittura prima, e – a meno che le cose non cambino – continuerà per tutta la vita delle persone”.
Era il 1962 e Rachel Carson pubblicava Primavera silenziosa, un libro-denuncia sui pericoli del Ddt (e dei pesticidi in generale). Il titolo e l’idea di scrivere quello che rapidamente è diventato il manifesto di una visione dell’insostenibilità dei nostri atti ancora lontana dall’essere corretta, spiegava l’autrice, era nato dall’innaturale silenzio primaverile delle campagne statunitensi, svuotate da uccelli e insetti a causa dei fitofarmaci.

STESSE “TATTICHE” DA MEZZO SECOLO

Purtroppo, esattamente come 53 anni fa, chi oggi chiede cautela, mostra ricerche che sollevano dubbi, invoca precauzione, viene tacciato di terrorismo, “smentito” con studi sponsorizzati (senza neppure far troppi sforzi per nasconderlo) o semplicemente ignorato.
In oltre mezzo secolo a sostenere che sia oramai urgente un cambiamento di rotta al nostro modo di trattare la terra (quella con la T maiuscola e quella con la minuscola, intesa come suolo) si sono aggiunti in molti. Oggi non è più solo l’assenza di suoni nelle nostre campagne a sollevare dubbi sull’abuso di pesticidi.
Le analisi che il Salvagente presenta nel giornale in edicola vanno ad aggiungersi a tante altre prove. Le abbiamo realizzate su 14 donne incinte che vivono a Roma e si sono offerte per consentirci di cercare nelle loro urine le tracce di glifosato. Molecole che puntualmente abbiamo trovato in tutti i casi.

BENALTRISMO INTERESSATO

Non c’è da meravigliarsi, spiega Patrizia Gentilini, oncologa esperta, nell’intervista che ci ha concesso e che pubblichiamo integralmente nel mensile il Salvagente. È naturale che quando si cerca l’erbicida più usato nella storia umana lo si rintracci ovunque. Ciò non significa, aggiunge, che non ci sia da preoccuparsi.
A beneficio dei tanti benaltristi che saranno pronti a spiegarci che dovremmo preoccuparci di tante altre cose invece del glifosato, spieghiamo subito che la scelta di cercare questo pesticida è allo stesso tempo emblematica e di interesse reale per i consumatori. Sul secondo aspetto c’è poco da aggiungere a quanto abbiamo dimostrato in questo anno di analisi: il glifosato ci giunge anche (e in Italia soprattutto) attraverso ciò che mangiamo. E qui arriviamo al valore simbolico del nostro test: dimostrare che se non si cambia rotta nessuno può sentirsi al sicuro. Né può pensare che lo siano i propri figli, neppure se non hanno ancora visto la luce.

TUTTI IN PRIMA FILA

Tra le tante cose da cambiare, come abbiamo cercato di documentare nelle pagine dell’inchiesta di copertina del giornale in edicola, c’è anche l’atteggiamento di chi dovrebbe istituzionalmente difendere i consumatori e invece spesso si macchia di conflitti di interessi che ne ottenebrano il giudizio.
Ecco perché abbiamo scelto di chiedere a voi, cari lettori, di prendere posizione. Aiutarci in una raccolta firme per “costringere” la Commissione europea ad ascoltare i milioni di consumatori che chiedono a gran voce il ritorno a quel principio di precauzione che era alla base del contratto europeo. Siamo certi che molti di voi fotocopieranno il modulo stampato nel giornale, ne spiegheranno il valore ad amici e parenti, chiedendogli di firmarlo. E ce lo invieranno.
Una bella risposta anche all’ultimo dei benaltristi, quel Vytenis Povilas Andriukaitis che da commissario europeo alla Salute e alla sicurezza alimentare(!) ha spiegato che non c’è motivo di vietare il glifosato. Aggiungendo: “Perché parliamo di pesticidi oggi, ma non degli effetti nocivi del tabacco e dell’alcool?”

 

Acqua senza contaminanti né pesticidi: la nuova tecnica del MIT che potrebbe cambiare il mondo!

Acqua

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

Acqua senza contaminanti né pesticidi: la nuova tecnica del MIT che potrebbe cambiare il mondo!

 

Acqua senza contaminanti nè pesticidi. La tecnica di purificazione proposta dal MIT in collaborazione con l’Università Tecnica di Darmstadt (Germania), pubblicata su Energy and Enviromental Science, promette di eliminare residui chimici, prodotti farmaceutici e pesticidi. Il processo potrebbe essere di grande aiuto in particolare ai Paesi in via di sviluppo, dove l’acqua è spesso ricca di contaminanti.

La tecnologia si basa su un processo elettrochimico. Piccole superfici vengono rivestite con materiali ad hoc in grado di caricarsi positivamente o negativamente a seguito di opportune reazioni chimiche. A questo punto viene indotta una corrente elettrica sulle superfici, che entrano in contatto con l’acqua inquinata. I composti indesiderati reagiscono con la superficie e vengono dunque eliminati.

Il processo è particolarmente utile per eliminare selettivamente gli inquinanti organici, potenzialmente dannosi anche in quantità minime. Ma soprattutto funziona in condizioni di temperatura e pressione piuttosto blande, quindi economicamente conveniente.

“I sistemi attuali usati per trattare tali contaminanti in basse concentrazioni funzionano con filtrazione a membrana, costosa e poco efficace con concentrazioni molto basse ha spiegato Xiao Su, che ha collaborato alla ricerca – oppure tramite elettrodialisi e deionizzazione capacitiva, che spesso richiedono elevate tensioni in grado di generare “reazioni collaterali”.

Niente di tutto questo con la tecnica proposta dal Mit, “estremamente significativa, poiché estende le capacità dei sistemi elettrochimici fino alla rimozione altamente selettiva degli inquinanti chiave, come dichiarato da Matthew Suss, professore di ingegneria meccanica dell’Istituto di tecnologia Technion in Israele, non coinvolto in questo lavoro.

Come tutte le tecnologie emergenti, comunque, non si può gridare al miracolo e alla rivoluzione in atto. Saranno necessari altri studi, in particolare in condizioni reali e sulla lunga durata, prima di poter dichiarare la vittoria. Ma soprattutto, sarà necessario verificarne l’effettiva economicità per i Paesi in via di sviluppo, dove il problema acque è particolarmente sentito.

Il prototipo, comunque, ha raggiunto oltre 500 cicli, per gli scienziati un risultato molto promettente.

Roberta De Carolis

guarda QUI il video

 

fonte: https://www.greenme.it/consumare/acqua/23904-acqua-purificazione-mit

L’agghiacciante rapporto Onu sui pesticidi: 200.000 morti l’anno, di cui il 99% nei paesi in via di sviluppo. I Diritti Umani svenduti alle lobby per il loro business

Pesticidi

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

L’agghiacciante rapporto Onu sui pesticidi: 200.000 morti l’anno, di cui il 99% nei paesi in via di sviluppo. I Diritti Umani svenduti alle lobby per il loro business

Leggiamo da Il Fatto alimentare:

I pesticidi non sono necessari per garantire l’aumento della produzione agricola per una popolazione in crescita, mentre causano 200.000 morti all’anno nel mondo per avvelenamento acuto, quasi tutti nei paesi in via di sviluppo, dove la salute, la sicurezza e l’ambiente sono meno tutelati. Lo sostiene un rapporto dei relatori speciali dell’Onu per il diritto al cibo, Hilal Elver, e per le sostanze tossiche, Baskut Tuncak, presentato al Consiglio per i Diritti umani delle Nazioni Unite, in cui chiedono un nuovo trattato internazionale per regolare ed eliminare progressivamente l’uso di pesticidi pericolosi in agricoltura, muovendosi verso pratiche agricole sostenibili.

L’uso eccessivo di pesticidi è molto pericolose per la salute umana e per l’ambiente, ed è fuorviante affermare che i pesticidi sono vitali per garantire la sicurezza alimentare”, affermano i due relatori speciali dell’Onu in una dichiarazione congiunta al Consiglio per i diritti umani a Ginevra. La denuncia continua  evidenziando le grandi differenze di standard tra i vari paesi, per quanto riguarda la produzione, l’uso e la protezione dai pesticidi pericolosi, che sta avendo un grave impatto sui diritti umani. Inoltre, dichiarano i due relatori dell’Onu, “è tempo di sfatare il mito secondo cui i pesticidi sono necessari per sfamare il mondo e bisogna creare un processo globale per passare ad una produzione agricola e alimentare più sicura e sana”.

I due relatori speciali delle Nazioni Unite puntano il dito contro le tecniche di marketing aggressive e senza etica dell’agroindustria, che nega la pericolosità e gli impatti di alcuni pesticidi. L’industria chimica attribuisce la colpa dei danni all’uso improprio che ne fanno gli agricoltori,  e spende enormi quantità di denaro per influenzare i decisori politici e contestare le prove scientifiche.

In Italia, Agrofarma, l’Associazione nazionale imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica, ha replicato al rapporto dell’Onu, affermando che “gli agrofarmaci sono strumenti indispensabili per ottenere livelli di produttività delle coltivazioni sufficienti a sostenere la crescente popolazione mondiale; sforzi per una migliore distribuzione degli alimenti e per la riduzione degli sprechi sono doverosi, ma senza l’impiego degli agrofarmaci non si avrebbe abbastanza cibo per tutti. L’esempio virtuoso dell’agricoltura italiana ed europea conferma che l’agricoltura integrata, che prevede l’utilizzo della chimica, può essere pienamente sostenibile; il problema non sono dunque i prodotti fitosanitari in sé stessi, ma il loro corretto utilizzo”.

Insomma, i Diritti Umani sono ormai stati svenduti alle lobby per consentire il loro business.

Fonte: http://informazionebycuriosity.altervista.org/lagghiacciante-rapporto-onu-sui-pesticidi-200-000-morti-lanno-cui-99-nei-paesi-via-sviluppo-diritti-umani-svenduti-alle-lobby-business/

 

Salviamo le api – La petizione di Greenpeace per chiedere al Governo Italiano e alla Commissione Europea la messa al bando definitiva dei pesticidi dannosi per le api. Firma anche TU, salvare le api significa salvare il Pianeta, ricordalo…!

api

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

Salviamo le api – La petizione di Greenpeace per chiedere al Governo Italiano e alla Commissione Europea la messa al bando definitiva dei pesticidi dannosi per le api. Firma anche TU, salvare le api significa salvare il Pianeta, ricordalo…!

 

Salviamo le api

Le api sono in declino, minacciate da pesticidi, perdita di habitat, monocolture, parassiti, malattie e cambiamenti climatici, ma possiamo fare subito qualcosa di concreto per salvarle!
Unisciti a noi per chiedere al Governo Italiano e alla Commissione Europea la messa al bando definitiva dei pesticidi dannosi per le api!

Nel 2013 la Commissione Europea ha proibito temporaneamente determinati usi di alcuni pesticidi neonicotinoidi che, secondo una valutazione dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) sono responsabili del declino delle api e di altri insetti impollinatori.

Nel 2017 l’Europa e i Paesi membri decideranno se mantenere, estendere o annullare il bando europeo. E’ IL MOMENTO DI FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE!

Con la tua firma chiedi al Governo Italiano e alla Commissione Europea:

  • Di mettere al bando, per sempre, i pesticidi dannosi per le api
  • Di aumentare i finanziamenti per la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione di pratiche agricole ecologiche

Le api sono già in forte declino e a farne le spese sono l’ambiente, il nostro cibo e l’agricoltura. Le api, infatti, non producono solo miele. Dalla loro opera di impollinazione dipende un terzo degli alimenti che consumiamo abitualmente – come mele, fragole, pomodori e mandorle – e la produttività del 75% delle nostre principali colture agricole.

L’attuale sistema di agricoltura industriale basato sulla dipendenza dai pesticidi chimici, come i neonicotinoidi, non è più sostenibile!
Recenti studi hanno confermato che i neonicotinoidi danneggiano non solo le api, ma anche i bombi, le farfalle, gli insetti acquatici e persino gli uccelli, con possibili ripercussioni su tutta la catena alimentare.

Dobbiamo agire subito! Unisciti a noi per fare pressione su Governo italiano e Commissione Europea, firma ora la petizione. LA TUA FIRMA E’ IMPORTANTE: insieme possiamo ottenere la messa al bando di questi pesticidi, per sempre!

vai QUI per firmare

Correva l’anno 2013: lo scienziato dell’Epa Marion Copley scriveva a Monsanto “Il glifosato causa il cancro”… Ma la multinazionale se ne è fregata altamente, continuando ad immolare la Gente all’altare del dio Denaro!

scienziato

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

Correva l’anno 2013: lo scienziato dell’Epa Marion Copley scriveva a Monsanto “Il glifosato causa il cancro”… Ma la multinazionale se ne è fregata altamente, continuando ad immolare la Gente all’altare del dio Denaro!

Scoperta una lettera dell’Epa del 2013: “Il glifosato causa il cancro”

Una lettera, ritrovata a oltre tre anni dalla morte di uno scienziato è la nuova grana internazionale che agita Monsanto. Ma non l’unica.

Partiamo con ordine. Autore della lettera è Marion Copley, uno scienziato che lavorava da 30 anni all’Epa, l’Ente di protezione ambientale americano, il massimo organo istituzionale nordamericano nel campo dei pesticidi. Lo scienziato, famoso per aver ricevuto numerosi premi, chiedeva al suo collega Jess Rowland, chiamato nell’ambiente “la talpa della Monsanto” per l’atteggiamento molto favorevole nei confronti della multinazionale, chiedeva di “smettere di mentire sui pericoli del RoundUp e del glifosato”. La lettera è datata marzo 2013, due anni prima che il dibattito pubblico sulla cancerogenicità del glifosato iniziasse sul serio.

Le accuse al glifosato? Un anno prima dello Iarc

Il dottor Copley era tossicologo capo presso la Divisione di Effetti sulla salute dell’Epa EPA e aveva lavorato a stretto contatto con Rowland. A stroncare la sua carriera e la sua vita una diagnosi inaspettata di un cancro terminale, che lo costringe a ritirarsi per motivi di salute e lo porta alla morte nel gennaio 2014.

Non più di un anno dopo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC-OMS), raggiungeva la stessa conclusione sul diserbante Monsanto: il glifosato è una sostanza cancerogena.

14 effetti cancerogeni

Il Dr. Copley aveva raccolto non meno di quattordici effetti conosciuti del glifosato, tutti meccanismi di azione plausibili per l’aumento del rischio di linfoma.
“Qualsiasi di questi meccanismi da solo potrebbe causare tumori, ma il glifosato li raccoglie tutti contemporaneamente” aveva sentenziato.
La lettera del defunto scienziato, è stata scoperta nei documenti originariamente non esaminati da parte della Corte della California del Nord e acquisita nel processo che vede opposto lo Stato della California alla Monsanto che gli contesta la probabile cancerogenicità del glifosato.

“Per una volta non pensare ai soldi”

Uno dei passaggi resi noti è la richiesta accorata a Jess Rowland di proteggere i consumatori invece degli interessi della Monsanto: “Per una volta nella tua vita, ascolta e non fare il gioco della collusione tra scienza e politica. Per una volta fa la cosa giusta e non prendere decisioni basate su quali saranno i tuoi guadagni”.

Non c’è dubbio che questa lettera avrà un peso non indifferente nello svegliare le coscienze dei consumatori nordamericani sull’atteggiamento collusivo di una parte dell’Epa.

E in Francia lo trovano nelle urine

Nel frattempo dall’altra parte dell’oceano, in Europa, continua la mobilitazione della vasta coalizione per chiedere alla Ue di stoppare ogni nuova autorizzazione al glifosato. Mentre la petizione (che il Salvagente chiede di firmare a tutti i suoi lettori) continua a raccogliere consensi, dalla Francia arriva una notizia che fa rumore.

L’associazione Générations Futures, ha analizzato le urine di 30 persone, tra cui il cantante Emilie Loizeau, i comici Charline Vanhonecker e Alex Vizorek, bambini e adulti che vivono nelle aree urbane ed agricole, e ha rilevato la presenza di glifosato nel 100% dei campioni. Un’osservazione preoccupante per François Veillerette il presidente dell’associazione che ha dichiarato: “Il tasso di glifosato dovrebbe essere pari a zero, non è normale che le persone abbiano nei loro corpi questa molecola di un diserbante.”
Alcuni addirittura hanno tassi di 30 volte superiore rispetto ad altri.

 

 

 

Pesticidi illegali ma comunque esportati: ecco il meccanismo che rende priva d’effetto qualsiasi legge!!

Pesticidi

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

Pesticidi illegali ma comunque esportati: ecco il meccanismo che rende priva d’effetto qualsiasi legge!!

Nonostante la consolidata verità riguardo la tossicità dei pesticidi agricoli, tali prodotti non hanno conosciuto crisi e continuano a far ammalare migliaia di persone. C’è un fatto però di cui pochi sono al corrente e che aiuta a comprendere la reale utilità delle leggi che vietano l’utilizzo di questi veleni. Se in un paese vige una severa regolamentazione sui prodotti chimici usati in agricoltura, questa non tutela affatto i cittadini e li espone ugualmente al rischio di consumare cibo contaminato da sostanze nocive. Il motivo? Si chiama Circolo del Veleno…

Negli ultimi anni i paesi sviluppati hanno promosso l’utilizzo dei pesticidi nei paesi più poveri: il risultato è stata una vera e propria intossicazione delle popolazioni e dell’ambiente.

Dal 2013 l’Agenzia di Protezione Ambientale americana ha mostrato come, nonostante il divieto di impiegare alcuni pesticidi sul territorio nazionale, gli stessi siano prodotti per essere esportati in altri paesi.

Usati nelle piantagioni di caffè, di frutta o di tè, questi pesticidi sono destinati a far ritorno in America come residuo sui cibi importati. Tutto ciò avviene in maniera totalmente incontrollata in quanto le analisi della FDA vengono effettuate solo sul 2% degli alimenti di importazione.

“L’ambiente non conosce confini: l’inquinamento della Cina arriva negli Stati Uniti e le radiazioni di Chernobyl hanno addirittura invaso l’Islanda”

Afferma questo il giornalista e co-autore del documentario “Il Circolo del Veleno: Pesticidi e Persone in un mondo arrabbiato”, che denuncia l’ipocrisia della politica americana nei confronti dell’uso dei pesticidi in agricoltura. Se realmente tali prodotti sono pericolosi è ridicolo permetterne ed addirittura incoraggiarne la vendita all’estero: a maggior ragione se vengono poi acquistati alimenti in questi stessi paesi.

Ovviamente le leggi in vigore non sono state approvate senza cognizione di causa: sono anzi è una prova di quanto siano in realtà le lobby che direzionano le legislazioni che riguardano la coltivazione e la produzione di cibo.

Il documentario ci porta nella città di Kasaragod, in India: qui viene definito “un disastro” l’introduzione dei pesticidi nelle pratiche agricole.

Dell’India era stato detto che il sottosviluppo economico era riconducibile alla decisione di non usare pesticidi. Ora che il paese ha iniziato ad usarli questi sono i drammatici risultati: decenni di irrorazioni aeree di Endosulfan hanno causato, e continuano a farlo, centinaia di neonati deformati.

“Abbiamo fatto dei veleni una misura di progresso”, afferma Vandana Shiva, attivista ambientale, a capo delle manifestazioni contro il pesticida.

Ecco un fatto assurdo: nel 2010 gli Stati Uniti dichiararono illegale la sostanza sintetizzata più di 60 anni prima, consentendone solo la produzione destinata all’esportazione.

Di esempi ne possiamo fare ancora molti: Messico, Argentina e lo stesso stato americano della Louisiana, ma lo scenario si ripete in ogni caso. Popolazioni decimate dall’uso di pesticidi.

Sembra non esserci espressione più adeguata di “Circolo del Veleno”: al momento sono 6 le compagnie agrochimiche che controllano almeno il 75% del commercio dei pesticidi. Queste aziende esportano pesticidi, illegali negli Stati Uniti, nei paesi in cui il loro impiego è ancora permesso. I veleni servono a coltivare caffè, frutta e verdura che poi vengono importati nuovamente in America in cui sono messi in vendita alla popolazione. Il cerchio si chiude, e si capisce come le legislazioni promosse come a tutela delle persone, siano praticamente inutili.

Attenzione – Interferenti endocrini negli shampo, anche quelli per i più piccini. Bisfenolo A, ftalati, pesticidi etc… lo studio: 54 contaminanti su ogni bambino!

Interferenti endocrini

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

Attenzione – Interferenti endocrini negli shampo, anche quelli per i più piccini. Bisfenolo A, ftalati, pesticidi etc… lo studio: 54 contaminanti su ogni bambino!

Interferenti endocrini nello shampo, lo studio: 54 contaminanti su ogni bambino

Il bisfenolo A, gli ftalati, i pesticidi … L’organismo di molti bambini è contaminato, non da uno o due o anche tre di questi interferenti endocrini sospetti, ma da un cocktail di decine di questi inquinanti che sono contenuti negli shampoo e nei prodotti di cosmesi (i nomi dei prodotti, purtroppo, non sono stati resi noti). A dirlo è l’associazione dei consumatori francesi “60 millions de consommateurs”, che ha commissionato delle analisi su un panel di 43 ragazze e ragazzi di età compresa tra 10 e 15 anni. “Nel nostro studio – scrive l’associazione sul suo magazine – abbiamo registrato fino a 54 contaminanti differenti per lo stesso bambino! In media, 34 molecole elencate tra i potenziali interferenti endocrini sono state individuate e quantificate sui giovani partecipanti”. Tra le sostanze ritrovate nelle analisi dei capelli delle persone, Bisfenolo, fatati, Pcb, e metalli pesanti come mercurio e cromo.

Cosa sono

La contaminazione non si limita solo a una parte del territorio della Francia, in quanto i bambini inclusi nello studio è avvenuto in diverse aree del paese, sia urbane che rurali, tra famiglie con diversi stili di vita e diverso reddito. Per Santé Publique France, la nuova agenzia nazionale per la salute, gli interferenti endocrini sono “sostanze estranee al corpo che imitano gli ormoni naturali o interferiscono con il sistema ormonale.”. Queste molecole sono sospettati di influenzare il normale sviluppo del corpo del bambino, tramite l’effetto sull’utero, e in seguito, in l’età adulta, possono alterare, per esempio, la capacità di riproduzione o aumentare il rischio di insorgenza di malattie metaboliche come il diabete o il cancro. Anche se le associazioni non sono “chiaramente dimostrate”, avverte l’agenzia ufficiale.

Leggi diverse tra paesi

Alcune sostanze sono vietate dalle normative europee, ma spesso solo per alcune categorie di prodotti. Questo è il caso di alcuni ftalati, il cui uso è ora vietato nei prodotti cosmetici, giocattoli e articoli di puericultura che possono essere ingeriti. L’uso del bisfenolo A, invece, è vietato in tutti i contenitori per alimenti in Francia ma non in tutta l’Unione europea.  Molti interferenti endocrini, però, continuano ad essere ampiamente utilizzati per sviluppare pesticidi, cosmetici, imballaggi per alimenti e altri oggetti in plastica  e continuano a contaminare la popolazione, in particolare i giovani, come dimostra lo studio di 60 millions.

La battaglia in Europa

Per andare oltre, secondo l’associazione francese, sarebbe necessario disporre di un quadro normativo che costringa i produttori a eliminare gli interferenti endocrini dalle loro linee di produzione. Ma nella proposta presentata dalla Commissione europea, solo le molecole per le quali v’è un alto livello di evidenza sarà classificato nians endocri- dirompenti. Ma quale livello di prova è di cile stabilire gli si oppongono alcuni paesi membri, se non altro perché la posta e può esprimere mare per molto tempo dopo l’esposizione. Nella proposta presentata dalla Commissione europea, solo le molecole per le quali v’è un alto livello di evidenza sarà classificato come interferente endocrino. Ma quale sia la soglia da prendere in considerazione è un tema ancora al centro di un dibattito acceso. Nel frattempo, però, i bambini francesi, e probabilmente anche quelli italiani, continuano ad usare shampo contenenti queste sostanze sospette.

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/04/23/interferenti-endocrini-nello-shampo-lo-studio-54-contaminanti-su-ogni-bambino/21907/

 

Ed ora anche il Canada comincia ad ammettere: nel 30% del grano c’è glifosato… E se loro dicono solo “30%”, provate solo ad immaginare quali porcherie ci mandano…!

 

Canada

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

Ed ora anche il Canada comincia ad ammettere: nel 30% del grano c’è glifosato… E se loro dicono solo “30%”, provate solo ad immaginare quali porcherie ci mandano…!

 

Ora anche il Canada lo ammette: nel 30% del grano c’è glifosato

Un campione su tre con residui di glifosato. La campagna di test fatta dalle autorità canadesi mostra, se ce ne fosse ancora bisogno, come il pesticida più utilizzato al mondo sia tutt’altro che poco persistente e finisca negli alimenti che consumiamo.

È questo il risultato delle analisi ufficiale relative al 2016 appena divulgato dall’Agenzia canadese di ispezione degli alimenti.

In dettaglio i risultati mostrano come il 7,3% della frutta e dei vegetali freschi presentino residui di glifosato, sebbene entro i limiti e il 12,1% di quelli trasformati facciano rivelare tracce del pesticida.

Grano da brividi

Uno dei dati più impressionanti è quello ottenuto dai controlli sul grano, utilizzato anche da molte aziende italiane per produrre la pasta: il 36,6% di campioni hanno fatto registrare la presenza di glifosato e il 3,9% addirittura sopra i limiti di legge che in Canada è di 5 ppm.

In cima alla lista dei vegetali “avvelenati” da residui di erbicida, fagioli, piselli e lenticchie con il 47,4% di positivi ma appena lo 0,6% oltre i limiti di legge.

Baby food, uno su tre è contaminato

E nei prodotti finiti? Il glifosato non manca davvero. Soprattutto in quelli destinati ai bambini: nei cereali destinati a loro se ne trova nel 31,7% dei casi, negli alimenti per la prima infanzia nel 30,7% . Altro che roulette russa, come l’avevamo definita quando abbiamo esaminato la pasta e i prodotti per la prima colazione italiani: in Canada le probabilità di trovarsi glifosato nel piatto salgono pericolosamente.

Anche per questo molte associazioni europee (tra le quali il Salvagente) hanno dato vita a una Ice (una petizione ufficiale) per chiedere alla Ue di dare uno stop definitivo a questo pesticida. Una petizione che in Italia deve ancora raggiungere il traguardo di firme necessarie per produrre i suoi effetti. Dunque non resta che invitare i nostri lettori a firmare. Subito.

Una firma per chiedere all’Europa che non autorizzi nuovamente il pesticida, prodotto soprattutto dalla Monsanto. Firmatela qui.

 

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/04/12/ora-anche-il-canada-lo-ammette-nel-30-del-grano-ce-glifosato/21351/?utm_content=buffer7d554&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer

Leggete e rabbrividite – Ecco la lettera del 2013 della scienziata all’EPA (Ente Protezione Ambientale USA) Maryon Copley: smettete di mentire sui pericoli del glifosato, causa il Cancro! La scienziata morì poco dopo ed il glifosato ha continuato a mietere vittime!!

glifosato

 

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

.

Leggete e rabbrividite – Ecco la lettera del 2013 della scienziata all’EPA (Ente Protezione Ambientale USA) Maryon Copley: smettete di mentire sui pericoli del glifosato, causa il Cancro! La scienziata morì poco dopo ed il glifosato ha continuato a mietere vittime!!

 

Lettera all’EPA dell’ex scienziata Maryon Copley: smettete di mentire sui pericoli del glifosato

Traduco questo articolo e lettera da NaturalNews, che – ricordo – in questo presente è stato nella bufera con google, che gli ha reso inaccessibili centinaia e centinaia di pagine. A seguito di molte proteste il sito è stato ristabilito. La motivazione rientra nel calderone delle “fake news” . Mike Adams, il suo proprietario, si è schierato con Trump. Io mi limito solo a tradurre i suoi articoli – da anni- che trovo di utilità, riflessione e conoscenza su temi e verità su cui il mainstream … “si distrae”.

————————-

(Natural News) La lettera che segue, della scienziata dell’EPA (Ente Protezione Ambientale USA, ndt) Marion Copley (ora morta di cancro) è venuta alla luce tra i documenti non sotto sigillo della corte, che originariamente erano stati rivelati da Right to Know e postati per esteso qui: Glyphosate.news document page. Qui il PDF del documento: USRTK website, qui il backup archiviato su Natural News.

In questa lettera la scienziata dell’EPA Marion Copley implora la talpa della Monsanto Jess Rowland di fare il suo lavoro e proteggere il pubblico anzichè gli interessi della Monsanto e dice:
“Per una volta nella tua vita, ascoltami e non fare i tuoi subdoli giochi in cui la scienza è a favore di quelli che hanno messo una firma. Per una volta fai la cosa giusta e non prendere decisioni basate sul vantaggio di cui potrà risentire il tuo bonus”

La scienziata accusa anche Rowland ed un’ altra scienziata dell’EPA, Anna Lowit (tutt’ora all’EPA) di fare tattiche di intimidazione scientifica, per costringere gli scienziati EPA e i burocrati a cambiare le loro conclusioni in favore della Monsanto.

La Copley avverte poi che gli scienziati dell’EPA è probabile siano corrotti dalla Monsanto, (…) sapendo di essere prossima alla morte ma volendo essere di aiuto per salvare l’umanità dall’olocausto tossico della chimica, spinto dalla Monsanto e da un EPA criminale:

“Ho il cancro e non voglio che queste serie tematiche mediche vadano disattese prima che io finisca in tomba. Ho fatto il mio dovere”.

(…)

Lettera da Marion Copley a Jess Rowland, 4 marzo 2013

Jess,

Da quando ho lasciato l’Ente a causa del cancro, ho studiato ampiamente il processo del tumore ed ho dei commenti sul meccanismo, che potrebbero essere molto valevoli per il CARC [ Cancer Assessment Review Committee – Comitato per l’Esamina e Valutazione del Cancro, ndt] e che si basano sulla mia esperienza decennale della patologia. Prendero’ una sostanza chimica per dimostrare la mia visione.

Il Glifosato fu originariamente progettato come agente chelante ed io credo fermamente che si tratta dell’identico processo implicato nella formazione del suo tumore, ampiamente sostenuto dalla letteratura relativa.

– i chelanti inibiscono l’apoptosi: il processo grazie al quale i nostri corpi uccidono le cellule tumorali

– i chelanti sono degli interferenti endocrini, implicati nella genesi dei tumori

– il Glifosato induce la proliferazione dei linfociti

– il Glifosato induce la formazione dei radicali liberi

– I chelanti inibiscono gli enzimi scavenger (spazzini) dei radicali liberi che per la loro attività richiedono Zn (zinco), Mn (manganese) o Cu (rame)

– i chelanti legano lo Zinco, necessario per la funzione del sistema immunitario

– il Glifosato è genotossico : una chiave per il meccanismo del cancro

– i chelanti inibiscono gli enzimi riparatori del DNA che richiedono co-fattori di metalli

– i chelanti legano Ca (calcio), Zn, Mg (magnesio), etc rendendo il cibo carente di questi nutrimenti essenziali

– I chelanti legano il calcio necessario per la risposta immunitaria mediata dacalcineurina

– I chelanti spesso danneggiano i reni o il pancreas, come fa il glifosato , un meccanismo che induce la formazione del cancro

– un danno a reni /pancreas puo’ portare a cambiamenti clinici nella chimica favorendo la crescita del tumore

– il Glifosato uccide i batteri nell’intestino e il sistema gastrointestinale rappresenta l’80% del sistema immunitario

– i chelanti sopprimono il sistema immunitario rendendo il corpo suscettibile ai tumori

In precedenza il CARC era arrivato alla considerazione che il glifosato fosse ”un possibile cancerogeno umano” . La patologia renale negli studi animali, porterebbe ai tumori con altri meccanismi sopraelencati. Ognuno di questi meccanismi, preso singolarmente, puo’ causare tumori, ma il glifosato li causa tutti simultaneamente.

E’ essenzialmente certo che il glifosato causi cancro. Con tutta l’evidenza sopraindicata, la categoria del CARC dovrebbe essere cambiata in
“probabile cancerogeno umano”

I globuli del sangue sono assai esposti ai chelanti: se un qualsiasi studio mostra proliferazione di linfociti, allora questo è una conferma che il glifosato è cancerogeneo.

Jess, noi due abbiamo discusso parecchie volte sul CARC e tu hai spesso discusso di temi di cui non hai conoscenza, cosa che non è etica. Il tuo banale diploma in MS (Master of Scienze) del 1971 in Nebraska è assai datato, quindi la scienza del CARC è 10 anni indietro alla letteratura relativa ai meccanismi.

Per una volta nella tua vita ascoltami e non fare i tuoi conniventi giochini politici con la scienza in favore di chi ci mette una firma… Per una volta fai la cosa giusta e non prendere decisioni basate sul vantaggio di cui potrà risentire il tuo bonus”

Tu e Anna Lowit avete fatto intimidazioni sullo staff per cio’ che concerne il CARC ed avete cambiato le relazioni finali MI ARC e IIASPOC per favorire l’industria.

I chelanti chiaramente sono interferenti nei segnali del calcio, una chiave che segnala la via in tutte le cellule e media la progressione dei tumori.

Greg Ackerman è ritenuto il nostro esperto sui meccanismi, ma non ha mai citato nessuno di questi concetti al CARC e quando ho cercato di discuterlo con lui, mi ha dissuaso.

Anche Greg sta facendo i tuoi giochini politici, è incompetente o ha in qualche modo un conflitto di interesse? Il tuo collega del Nebraska ha preso delle sovvenzioni dall’industria, chiaramente ha un conflitto di interesse. Promettimi di non autorizzare mai Anna al comitatao del CARC, le sue decisioni non hanno alcun senso razionale. Se c’è qualcuno che prende mazzette [nell’OPP, non è chiaro che dipartimento sia, ndt] è lei.

Ho il cancro e non voglio che queste serie tematiche mediche vadano disattese prima che io finisca in tomba. Ho fatto il mio dovere.

Marion Copley March 4, 2013

Fonte: http://www.naturalnews.com/2017-03-15-heartbreaking-letter-from-dying-epa-scientist-begs-monsanto-moles-inside-the-agency-to-stop-lying-about-dangers-of-roundup-glyphosate.html

Traduzione e sintesi Cristina Bassi, per www.thelivingspirits.net

VEDI ANCHE: Controversial weedkiller in Roundup ‘does not cause cancer’, says European expert committee

 

ne ha parlato anche: https://ilsalvagente.it/2017/04/06/scoperta-una-lettera-dellepa-del-2013-il-glifosato-causa-il-cancro/21031/