Tutti i farmaci nuocciono al fegato, ma il comune PARACETAMOLO (tachipirina, per esempio) è un vero e proprio killer – Ecco gli sconvolgenti risultati di uno studio svolto a Chicago

 

 

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Tutti i farmaci nuocciono al fegato, ma il comune PARACETAMOLO (tachipirina, per esempio) è un vero e proprio killer – Ecco gli sconvolgenti risultati di uno studio svolto a Chicago

Come sappiamo l’ abuso di qualsiasi farmaco nuoce al fegato, ma ce ne sono alcuni che contengono il paracetamolo, un principio attivo che lo distrugge, e vanno usati con molta più prudenza degli altri!Ecco quali sono

Il paracetamolo è il farmaco più utilizzato, per curare un leggero mal di testa, un semplice raffreddore, febbre o dolori di varia natura. Ma si possono correre gravi rischi. Un sovradosaggio di paracetamolo infatti è la principale causa di insufficienza epatica acuta in Occidente, che registra un quinto di tutte le morti per overdose accidentale di paracetamolo-correlati.

L’allarme arriva da uno studio di Chicago presentato a Boston nel corso del congresso dell’Associazione americana per lo studio delle malattie epatiche (American Association for the Study of Liver Diseases – AASLD). L’uso quindi non intenzionale di assumere oppioidi con paracetamolo con altri analgesici contenenti sempre questo farmaco provoca una epatotossicità, una epatite tossica, fenomeno purtroppo sempre più recente e spesso motivo di ritiro dal commercio di medicinali. Inoltre una overdose da paracetamolo e’ difficile da riconoscere.

E’ fondamentale quindi che il paziente sia sempre più consapevole dei rischi causati da mix di farmaci ma per questo è necessario – suggerisce lo studio – una maggiore chiarezza nelle etichette degli stessi medicinali abolendo le abbreviazioni dei farmaci, nel caso del paracetamolo la sigla APAP o ACET e stabilire un costante confronto con il proprio farmacista per un aiuto sempre più chiaro.

Lo studio ha reclutato 249 pazienti al momento della dimissione da un reparto di emergenza a Chicago o in una farmacia ambulatoriale in Atlanta. Per 4 giorni i partecipanti hanno tenuto un diario su tutti i farmaci assunti, compresi quelli da banco (OTC), senza prescrizione medica. Il 10,8% dei pazienti ha riferito di assumere lo stesso giorno piu’ medicinali contenenti paracetamolo. La maggioranza di questi, il 74,1% ha assunto paracetamolo insieme agli analgesici. L’1,6% ha inoltre superato la dose consigliata giornaliera di paracetamolo (4 grammi). E nell’87,3% delle prescrizioni, il paracetamolo è indicato solo con la sua sigla, APAP o ACET.

Il paracetamolo è contenuto in molti farmaci antinfluenzali, eccone alcuni: Tachipirina, Efferalgan, Zerinol, Vicks Medinait, Actigrip e Tachifluidec.

Fonte : http://www.retenews24.it/rtn24/salute-2/medicinali-il-paracetamolo-primo-nemico-del-fegato/

Paracetamolo e ibuprofene addio! Ecco le piante con cui sostituirli, efficaci e senza effetti collaterali

 

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Paracetamolo e ibuprofene addio! Ecco le piante con cui sostituirli, efficaci e senza effetti collaterali

 

Come sostituire paracetamolo e ibuprofene con piante e rimedi naturali, privi dei loro effetti collaterali.

 Paracetamolo e ibuprofene sono tra i farmaci maggiormente diffusi e abusati tra le persone. Il primo, che in genere ricolleghiamo alla tachipirina, è adoperato soprattutto come antipiretico, per abbassare la febbre, e come analgesico; il secondo, invece, è un noto antinfiammatorio e analgesico.

Varie volte abbiamo visto come alcuni dei medicinali più diffusi possano avere effetti collaterali.

L’ibuprofene è un principio attivo che rientra nella famiglia dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). Da tempo, questi farmaci sono collegati all’insorgenza di problemi anche gravi in alcuni soggetti, tra cui anche la possibilità di ridurre la fertilità.

Per quanto riguarda invece il paracetamolo, nel 2013, l’healthcare watchdog, l’ente sanitario di vigilanza britannico, ha evidenziato il rischio dell’utilizzo dei farmaci che contengono questo principio (o acetaminofene; N-acetil-p-aminofenolo) in persone che soffrono d’artrite.

Bisogna dire, inoltre, che spesso ricorriamo ai medicinali anche quando non è necessario, un atteggiamento del tutto sbagliato, anche perché i farmaci non sono privi di effetti collaterali. Quando possiamo, dunque, potrebbe essere una buona idea sostituire questi prodotti con piante che hanno uguali effetti. Vediamone insieme qualcuna.

COME SOSTITUIRE L’IBUPROFENE

Iniziamo con una serie di rimedi naturali per sostituire l’ibuprofene.

Zenzero

Lo zenzero è un potente rimedio naturale senza gli effetti di ibuprofene e aspirina. I ricercatori della University della Georgia hanno svolto uno studio sulle sue proprietà, coinvolgendo un gruppo di 74 studenti divisi in tre gruppi. Il risultato di questo studio ha evidenziato il potere antidolorifico dello zenzero in misura superiore ai farmaci chimici.

Curcuma

Oltre a essere una spezia versatile e ricca di proprietà la curcuma è un ottimo sostituto dell’ibruprofene. La curcumina, il suo più importante principio attivo, è un potente antidolorifico che, oltre ad alleviare i dolori, interviene sui segnali che viaggiano nel nostro corpo e raggiungono il cervello,fornendo in questo modo un valido aiuto nel trattamento del dolore cronico e delle infiammazioni croniche.

Corteccia di salice bianco

La corteccia di salice bianco è un rimedio naturale molto conosciuto, adoperato sia come analgesico, che come antipiretico (oltre naturalmente ai suoi altri mille usi!). In questo senso, dunque, può essere adoperato sia per sostituire l’ibuprofene che il paracetamolo.

Il merito sarebbe tutto di una sostanza contenuta al suo interno e chiamata salicina. La salicina possiede però anche un’azione antiaggregante piastrinica, per cui è meglio prestare attenzione se si fa uso di anticoagulanti, e durante la gravidanza e l’allattamento.

In caso di febbre o influenza, i suoi effetti sono simili a quelli dell’aspirina. Chi è allergico all’aspirina, dovrebbe evitare di consumare rimedi naturali a base di corteccia di salice.

Uncaria tomentosa

Originaria del Sud America e conosciuta anche con il nome di unghia di gatto, questa pianta possiede delle potenti proprietà antinfiammatorie. È un ottimo immunostimolante, utile nei casi di infiammazione cronica di diverso genere. Una dose eccessiva può dare luogo, tuttavia, a disturbi a livello gastrointestinale, che però spariscono cessandone l’assunzione.

Boswellia

La boswellia è una pianta ricca di principi attivi che aiutano a migliorare il flusso di sangue alle articolazioni e a placare le infiammazioni. Le sue proprietà la rendono una valida alternativa ai farmaci antinfiammatori non steroidei, come l’ibuprofene. È indicata anche nel trattamento dell’artrite reumatoide. Allenta la rigidità delle articolazioni colpite da malattie infiammatorie e contribuisce a ripristinare l’integrità dei vasi indeboliti da spasmi.

COME SOSTITUIRE IL PARACETAMOLO

Vediamo adesso, invece, le alternative naturali al paracetamolo.

Come abbiamo detto all’inizio, il paracetamolo è in adoperato soprattutto per abbassare la febbre (ma non solo). La febbre è un segnale che indica che il nostro organismo sta combattendo contro un’infezione, un batterio, o un virus. Indica quindi una risposta immunitaria del nostro corpo.

Argilla verde ventilata

L’argilla verde ventilata è considerata una sorta di tachipirina naturale.

Belladonna 

La belladonna è un rimedio omeopatico che si utilizza soprattutto quando si alza all’improvviso la febbre, il viso è arrossato, è presente sudorazione e ci si sente senza forze.

Basilico

Sottoforma di decotto, le foglie di basilico sono uno dei rimedi della nonna più efficaci e adoperati nel trattamento della febbre comune. Basta mettere a bollire le foglie di basilico in acqua e bere la soluzione due volte al giorno.

Tiglio

In questo caso, i fiori di tiglio vengono adoperati per realizzare un infuso, che prende il nome di “tè per la febbre”. Il tiglio, infatti, favorisce la sudorazione e funge da diuretico.

 

fonte: https://www.ambientebio.it/rimedi-naturali/paracetamolo-e-ibuprofene-addio-ecco-le-piante-con-cui-sostituirli/

La birra come antidolorifico – La scoperta dai ricercatori dell’Università di Greenwich. Due bicchieri di birra sul nostro sistema nervoso hanno un effetto analgesico comparabile con una pastiglia di paracetamolo.

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La birra come antidolorifico – La scoperta dai ricercatori dell’Università di Greenwich. Due bicchieri di birra sul nostro sistema nervoso hanno un effetto analgesico comparabile con una pastiglia di paracetamolo.

 

La birra come antidolorifico, meglio del paracetamolo?
Uno studio dell’Università di Greenwich rivela le proprietà antidolorifiche dell’antica bevanda.

La birra come antidolorifico, non è un nuovo lancio di marketing dei birrifici ma quanto scoperto dai ricercatori dell’Università di Greenwich. Gli studiosi hanno infatti pubblicato una ricerca sulla prestigiosa rivista The journal of pain, dove sostengono che due bicchieri di birra sul nostro sistema nervoso hanno un effetto analgesico comparabile con una pastiglia di paracetamolo.

La birra come antidolorifico e analgesico

La birra è una delle più antiche bevande prodotte e consumate dall’uomo, si stima che fu scoperta nel settimo millennio avanti Cristo, molti documenti la collocano nell’antico Egitto e già consumata dagli abitanti della Mesopotomia.

Il nettare degli dei egizi, è una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione di mosto a base di malto d’orzo, ovvero essiccato e germinato.

Le antiche popolazioni che vivevano tra il fiume Tigri ed Eufrate già consideravano la birra come antidolorifico e la usavano in medicina. Veniva infatti consumata fin dall’infanzia e data da bere ai malati perchè fonte di zuccheri, carboidrati e proteine.

Portata in Europa dalle tribù germaniche e celtiche, ai giorni nostri conosciamo tutti gli effetti dell’alcol, soprattutto quelli nocivi, ma una novità viene rivelata dai ricercatori di Greenwich. Due bicchieri di birra a bassa gradazione hanno un effetto rilassante sul sistema nervoso, che in caso di dolore localizzato non individuerà più l’infiammazione o il dolore. Innalzare il valore nell’alcol del sangue dello 0,08 percento permette infatti di alzare la soglia del dolore percepito, riducendo moderatamente il disagio provato..

La ricerca

La ricerca non si fermerà poiché gli studiosi ancora non sanno il motivo dell’attenuazione del dolore percepito. Possono essere due le cause che permettono di assumere la birra come antidolorifico: la prima è che i recettori del cervello vengano coinvolti dall’assunzione dell’alcol, la seconda è se un livello alcolemico più alto nel sangue porti a un rilassamento generale dell’organismo, abbassandone le tensioni in corso. Il Professor Trevor Thompson, tra i responsabili della ricerca, afferma che non solo la birra è più potente del paracetamolo, ma che può essere paaragonato a farmaci molto più potenti come la codeina e tutti gli oppiacei. Il dottor Thompson insiste anche con il mettere in guardia però gli effetti sul lungo termine del consumo di alcol, assolutamente dannosi.

 

fonte: http://it.blastingnews.com/salute/2017/05/la-birra-come-antidolorifico-meglio-del-paracetamolo-001667813.html