Effettuato per la prima volta un ESAME INDIPENDENTE sui dati prodotti dalle case produttrici del Glifosato… Risultato? Ma tu guarda un po’, È CANCEROGENO! …E sono gli stessi dati sulla scorta dei quali l’UE lo ritiene sicuro!

Glifosato

 

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Effettuato per la prima volta un ESAME INDIPENDENTE sui dati prodotti dalle case produttrici del Glifosato… Risultato? Ma tu guarda un po’,  È CANCEROGENO! …E sono gli stessi dati sulla scorta dei quali l’UE lo ritiene sicuro!

Trovate prove di cancerogenicità anche nei dati segreti sul Glifosato

Sono quelli in base ai quali l’UE ritiene sicuro il diserbante. Appartengono alle aziende produttrici, ma per la prima volta sono stati sottoposti a un esame indipendente

Il tossicologo di fama mondiale Christopher Portier ha effettuato per la prima volta un esame indipendente dei dati segreti sul diserbante Glifosato che le stesse aziende produttrici hanno fornito alle autorità europee e che hanno avuto un ruolo chiave nel giudizio UE secondo cui il Glifosato sarebbe é sicuro. Portier ha concluso che le agenzie europee EFSA ed ECHA, incaricate della valutazione del Glifosato, non hanno identificato all’interno di questi dati segreti otto casi in cui in seguito all’esposizione al Glifosato si é verificato un aumento significativo dei tumori. Christopher Portier lo ha messo nero su bianco in una lettera indirizzata al presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker.

Il Glifosato é stato definito “probabilmente cancerogeno” nel marzo 2015 dallo IARC, l’Agenzia mondiale per la ricerca sul cancro legata all’Organizzazione mondiale della sanità. L’EFSA (l’agenzia europea per la sicurezza alimentare) é giunta alcuni mesi dopo alla conclusione opposta e di conseguenza nell’estate 2016 l’UE ha rinnovato l’autorizzazione all’uso del Glifosato fino al 31 dicembre di quest’anno, in attesa di una valutazione aggiuntiva da parte dell’ECHA, l’agenzia europea per le sostanze chimiche.

L’ECHA si é già pronunciata: anch’essa non ritiene cancerogeno il Glifosato. La Commissione Europea sembra orientata a proporre altri 10 anni di autorizzazione per il Glifosato, che é stato brevettato dalla Monsanto negli Anni 70 e che continua ad essere uno dei suoi prodotti di punta, anche se il brevetto é scaduto nel 2001. Di recente, un’inchiesta giornalistica ha trovato le impronte digitali della Monsanto sull’autorizzazione UE al Glifosato. E ora in aggiunta emergono le – diciamo – debolezze nelle valutazioni di EFSA ed ECHA riscontrate dal dottor Christopher Portier.

I dati utilizzati dal dottor Portier sono stati forniti dall’EFSA  in seguito ad una richiesta di accesso dell’associazione CEO Europe che  é stata soddisfatta soltanto in modo parziale per “proteggere gli investimenti economici” delle aziende. Ulteriore limitazione: i dati possono essere ulteriormente condivisi solo in forma privata, e quindi non possono essere pubblicati né messi a disposizione dell’intera comunità scientifica, come nota CEO Europe.

Per impedire il rinnovo UE dell’autorizzazione al Glifosato é stata lanciata un’ECI, che é uno strumento istituzionale a disposizione dei cittadini UE. La campagna é ancora in corso; questo sito internet raccoglie le adesioni: é necessario almeno un milione di firme.

fonte: http://www.dariotamburrano.it/glifosato-studi-segreti-cancro/

18 milioni di americani affetti da celiachia e disturbi intestinali. …E ci vengono ancora a raccontare che i cibi OGM non fanno male !!!

celiachia

 

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18 milioni di americani affetti da celiachia e disturbi intestinali. …E ci vengono ancora a raccontare che i cibi OGM non fanno male !!!

 

N AMERICA, DOVE DA DECENNI SI COLTIVANO LIBERAMENTE PIANTE OGM E I SUPERMERCATI SONO ORMAI INVASI IRRIMEDIABILMENTE DA CIBI GENETICAMENTE MODIFICATI, SI INIZIANO A MANIFESTARE I GRAVI DANNI ALLA SALUTE CAUSATI DA SEMI E CIBI TRANSGENICI (OGM). COME RIPORTATO NELL’ARTICOLO QUI DI SEGUITO, UNO STUDIO EVIDENZIA UN FORTE LEGAME TRA DISTURBI INTESTINALI (CELIACHIA COMPRESA) CHE COLPISCONO 18 MILIONI DI AMERICANI ED IL CONSUMO DI CIBI OGM. QUESTO DEVE ESSERE UN FORTE CAMPANELLO DI ALLARME ANCHE PER NOI IN ITALIA, SOPRATTUTTO PER COLORO CHE CREDONO ANCORA CHE I CIBI OGM SIANO SANI, NUTRIENTI ED INNOCUI PER LA SALUTE. NON DIMENTICHIAMOCI CHE ANCHE QUI IN ITALIA PATOLOGIE COME CELIACHIA, INTOLLERANZE ALIMENTARI ED ALLERGIE SONO IN AUMENTO ESPONENZIALE; CONSIDERANDO CHE OLTRE IL 60% DI CIBI CHE CONSUMIAMO QUOTIDIANAMENTE È CONTAMINATO DA OGM, È ORA CHE INIZIAMO A TIRARE ANCHE NOI LE NOSTRE DOVUTE CONCLUSIONI IN MERITO ALLA PERICOLOSITÀ DI SEMI E CIBI TRANSGENICI E AD AGIRE DI CONSEGUENZA…
Il cibo OGM aumenterebbe il numero di malati di celiachia. A sostenerlo il rapporto presentato dall’Institute for Responsible Technology (IRT) in accordo con i dati pubblicati dallo US Department of Agriculture, dallo US Environmental Protection Agency e da alcune ricerche internazionali pubblicate su numerose riviste scientifiche.
La celiachia è in netto aumento negli USA secondo quanto riferisce Jeffrey M. Smith, direttore esecutivo dell’IRT, che vede nel recente incremento dei casi un possibile coivolgimento degli OGM:
“Un possibile innesco ambientale potrebbe essere rappresentato dall’introduzione di organismi geneticamente modificati (OGM) nelle forniture alimentari statunitensi, a cominciare dalla metà degli anni ’90”.
Bt-toxina, glisofato e altri componenti degli OGM sono collegati a un incremento anche di 5 volte della pericolosità dei disturbi relative all’intolleranza da glutine.
In particolare la BT-tossina negli OGM provoca danni alle cellule degli insetti che se ne nutrono. A quanto dimostrano ulteriori studi questa tossina è resistente anche alla digestione umana e induce nell’uomo stesso le medesime lesioni, spesso interessando le pareti intestinali, l’equilibrio della flora batterica, disturbi alla digestione, l’attivazione immunitaria e le conseguenti reazioni allergiche.
Danni provocati anche da un altro componente, il glucosato, che secondo il rapporto:
“Anche in seguito a una minima esposizione può ridurre in maniera significativa la popolazione di batteri presenti nel tratto digestivo e incentivare la produzione di quelli nocivi.”
Molto sospetto l’improvviso incremento dei casi di intolleranza al glutine in relazione all’introduzione dei cibi OGM secondo il Dr. Tom O’Bryan, esperto di livello internazionale per quanto riguarda i disordini legati al glutine e la celiachia:
“L’introduzione degli OGM è altamente sospetta come possibile responsabile del rapido incremento di disordini legati al glutine negli ultimi 17 anni.”
Ipotesi condivisa dalla Dr. Emily Linder, che in relazione al possibile coinvolgimento degli OGM nelle malattie intesinali ha sperimentato la rimozione dalla dieta degli organismi geneticamente modificati nel post operatorio di alcuni pazienti, notando come i disturbi guarissero più in fretta e in maniera più completa:
“Credo che la presenza nella nostra dieta di OGM contribuisca a incrementare la sensibilità verso il glutine nella popolazione USA“.
I danni riportati dal tratto intestinali non sono gli unici a dimostrare la pericolosità dei cibi OGM ci sono moltissimi studi e casi che evidenzianoaltri gravi ed irreversibili danni causati alla salute dal cibo biotech. Per approfondire l’argomento e conoscere quali sono questi danni scaricate l’eBook completamente gratuito “DOSSIER OGM: Pericoli e danni causati da semi e cibi transgenici” Cliccando Qui.
E’ inoltre indispensabile iniziare a muoverci in prima persona per fermare la minaccia OGM qui in Italia, dove siamo ancora in tempo per farlo. Proprio per questo ha preso il via l’iniziativa “REGIONI LIBERE DA OGM” che potete conoscere cliccando qui.
INFORMIAMOCI ED AGIAMO PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!
Tratto da Terrarealtime

 

Il CETA è ancora peggio del TTIP. È una porcata che serve solo a sacrificare la salute della Gente al business delle Multinazionali! …E infatti il nostro Governo lo ha già approvato nel più totale silenzio dei media complici!

 

CETA

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Il CETA è ancora peggio del TTIP. È una porcata che serve solo a sacrificare la salute della Gente al business delle Multinazionali! …E infatti il nostro Governo lo ha già approvato nel più totale silenzio dei media complici!

 

CETA: il colpo di stato silenzioso procede a tappe. Ok da Governo italiano. Adesso tocca al Parlamento

Il contestato accordo commerciale tra Unione europea e Canada (CETA), firmato il 30 ottobre 2016 e ratificato il 15 febbraio scorso dal Parlamento Ue a Bruxelles, è ora all’attenzione dei vari Governi nazionali che dovranno far ratificare l’accordo ai rispettivi parlamenti. L’ Italia nell’ultimo consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di ratifica e attuazione del trattato di libero scambio con il Canada. Negative le ripercussioni per il grano duro del mezzogiorno di cui nessun  media nazionale ha dato notizia. E’ questo il mezzogiorno protagonista immaginato dal Governo Gentiloni?

Il cambio di rotta nella politica commerciale europea prosegue negli stati membri. Dopo l’ approvazione del CETA a Bruxelles,  l’ Italia ha dato l’ ok in Consiglio dei Ministri. Nella seduta di mercoledì 24 maggio, il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Angelino Alfano, ha approvato un disegno di legge di ratifica ed esecuzione  dell’Accordo economico e commerciale globale tra il Canada, da una parte, e l’Unione europea e i suoi Stati membri, dall’altra, con allegati, fatto a Bruxelles il 30 ottobre 2016, e relativo strumento interpretativo comune.

L’Accordo – si legge nel comunicato del governo – ha lo scopo di “stabilire relazioni economiche avanzate e privilegiate, fondate su valori e interessi comuni, con un partner strategico”. Si creano nuove opportunità per il commercio e gli investimenti tra le due sponde dell’Atlantico – si legge nello stesso comunicato – “grazie a un migliore accesso al mercato per le merci e i servizi e a norme rafforzate in materia di scambi commerciali per gli operatori economici”.

Il CDM è stato fatto in gran silenzio prima di passare la palla al Parlamento che dovrà ratificare questo accordo nefasto per l’ agricoltura del mezzogiorno e per i consumatori.

Cos’è il CETA?
Il CETA è un documento lunghissimo di 1598 pagine [PDF], che contiene centinaia di articoli. Uno dei suoi effetti principali sarà l’eliminazione della gran parte delle tariffe doganali tra Unione Europea e Canada, ma il trattato contiene anche molte altre disposizioni. Per esempio consente alle imprese europee di partecipare alle gare per gli appalti pubblici in Canada e viceversa. Si stabiliscono il reciproco riconoscimento di titoli professionali e nuove regole per proteggere il diritto d’autore e i brevetti industriali. In base a questo accordo commerciale, le multinazionali potranno andare a fare ‘business’ in Canada nel settore dei servizi. L’accordo prevede anche la tutela del marchio di alcuni prodotti agricoli e alimentari tipici, una clausola fortemente richiesta dagli agricoltori europei. Il trattato taglia fuori il grano che non avendo alcuna protezione né alcun marchio di tutela rischia di essere la cenerentola dell’ accordo. Eppure parliamo del miglior grano duro al mondo: quello del mezzogiorno che mai nessun Governo ha saputo valorizzare e difendere in ambito mondiale.

Il folle accordo commerciale rischia di distruggere la granicoltura del Mezzogiorno d’Italia

Il Canada è il principale competitor nel mercato del grano duro, di cui è il primo paese produttore ed esportatore mondiale. In Canada si producono, grosso modo, due tipi di grano duro: uno buono (quello di 1° grado e 2° grado che i canadesi tengono per loro) e uno pieno di contaminanti (quello di 3°-4°-5° grado). Quello di 3° grado è ufficialmente l’ unico che arriva in Italia, in prevalenza al Porto di Bari e viene quotato al Borsino di Altamura.

Il Canada tiene molto al CETA, perché non sa come “sbarazzarsi” di tutto il grano duro contaminato che produce e che viene fatto maturare artificialmente a colpi di glifosato, il temibile erbicida (seccatutto)  che il Test del Salvagente ha trovato nelle urine delle mamme in gravidanza (come vi abbiamo scritto qui).

Grazie al CETA nessuno sarà più esente da contaminazione da glifosate. Nemmeno Angelino Alfano a cui questo particolare sarà sfuggito perché la Lorenzin non glielo ha fatto notare.

Ci sono numerosi dati sperimentali condotti su cellule placentari ed embrionali umane che dimostrano come il glifosato induca necrosi e favorisca la morte cellulare programmata – ha spiegato Patrizia Gentilini, oncologa e membro del comitato scientifico di Isde, in occasione della conferenza stampa in cui sono stati presentati gli esiti del Test – Quindi si tratta di una sostanza genotossica oltre che cancerogena, come ha stabilito la Iarc, non dimenticando che l’erbicida agisce anche come interferente endocrino”.

Il grano canadese oltre che di glifosate è ricco di DON e Cadmio che noi abbiamo trovato nella pasta italiana con il Test GranoSalus

Gli interessi del Canada si saldano, dunque, con quelli della grande industria italiana della pasta, che fino ad oggi ha utilizzato a piene mani il grano duro canadese, calpestando i divieti dell’ Unione europea sul glifosate. Che al Ministro della Salute sono evidentemente sfuggiti.

E’ bene ricordare che i consumi di pasta nel mondo crescono e le nostre industrie, che hanno la leadership nel mondo della pasta, sono costrette a prendere grano ovunque, che viene miscelato al nostro.

In cambio dei presunti vantaggi che deriverebbero a qualcuno, scrive il blog de I Nuovi Vespri, i canadesi chiedono di potere esportare in Europa i propri prodotti, a cominciare dal grano duro che si produce nelle aree fredde e umide e che in Canada non si consuma: i canadesi, infatti, non sono fessi e sanno benissimo che il loro grano duro fatto maturare con il glifosato fa male alla salute: così lo ‘rifilano’ all’Europa. E pazienza se a pagarne le conseguenze saranno i produttori di grano duro del Sud Italia, insieme ai consumatori!

E’ bene ricordare che il CETA non consentirà deroghe. Insomma: gli interessi delle multinazionali verranno prima degli interessi degli Stati. Se per esempio GranoSalus dovesse permettersi di far causa al Ministro della Salute per far rispettare il divieto sul glifosate, le multinazionali che esportano il grano in Italia si rivarrebbero direttamente sullo Stato italiano.

Un Consiglio dei Ministri silenzioso

Il consiglio dei ministri  si è riunito mercoledì sera in fretta e furia per parlare di questi argomenti senza neanche un minuto di preavviso. Non è stata convocata nessuna conferenza stampa. Una notizia di epocale importanza che è stata sottaciuta dai media? Come mai?

Con l’approvazione in Consiglio dei Ministri del CETA Gentiloni ha scoperto le carte. Insomma, il Partito Democratico non può sottrarsi alle pressioni delle multinazionali che hanno grandi interessi affinché il CETA venga approvato.

Nel frattempo il Ministro per la Coesione territoriale De Vincenti ha annunciato che a Matera il 5 giugno si terrà un convegno su “Mezzogiorno Protagonista: Missione Possibile“. Un mezzogiorno che, dato il flusso delle navi a Bari e dintorni, sta diventando la grande piattaforma logistica del CETA, grazie ad un colpo di stato silenzioso che rischia di pregiudicare il più grande giacimento d’oro dell’Italia.

 

 

L’appello del Nobel per l’economia Joseph Stiglitz al Parlamento Italiano: Non firmate l’accordo TTIP, NON IMMAGINATE NEANCHE COSA STATE PER FIRMARE !! – E infatti, il Governo Italiano chiede ufficialmente di continuare trattative !!

Nobel per l’economia

 

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L’appello del Nobel per l’economia Joseph Stiglitz al Parlamento Italiano: Non firmate l’accordo TTIP, NON IMMAGINATE NEANCHE COSA STATE PER FIRMARE !! – E infatti, il Governo Italiano chiede ufficialmente di continuare trattative !!

 

L’appello del premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz al Parlamento Italiano: Non firmate l’accordo TTIP, NON IMMAGINATE NEANCHE COSA STATE PER FIRMARE !! 

Il premio Nobel per l’economia (2001) Joseph Stiglitz, ospite del Parlamento italiano il 24 settembre 2014, parla del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership).

L’accordo sul TPP che è stato trovato oggi ad Atlanta fa da apripista al TTIP, l’accordo di libero scambio che (se approvato) raderà al suolo le nostre tipicità agroalimentari e aprirà agli OGM, alla carne agli ormoni e all’arbitrato internazionale per la risoluzione delle controversie: il tribunale al quale si rivolgerà qualunque azienda privata che riterrà che i suoi interessi economici siano stati intaccati dalle politiche degli Stati.

fonte: http://zapping2015.altervista.org/lappello-del-premio-nobel-per-leconomia-joseph-stiglitz-al-parlamento-italiano-non-firmate-laccordo-ttip-non-immaginate-neanche-cosa-state-per-firmare/

TTIP, ITALIA CHIEDE UFFICIALMENTE DI CONTINUARE TRATTATIVE

Ttip: Italia e altri 11 Paesi scrivono lettera a Ue per continuare trattative. Incontro Malmstroem-Froman, prossimo round 3 ottobre a New York.

Continuare i negoziati con gli Usa sull’accordo di libero scambio Ttip, e proseguire con la firma di quello con il Canada, il Ceta. E’ la richiesta che 12 Paesi tra cui l’Italia – ma non Francia e Germania – hanno rivolto alla Commissione Ue in una lettera, in vista della riunione informale dei ministri del commercio che si terrà a Bratislava il prossimo venerdì dove dovranno chiarirsi le reali posizioni dei diversi Paesi, tra loro divisi. Intanto la commissaria al commercio Cecilia Malmstroem ha incontrato oggi a Bruxelles il suo omologo americano Michael Froman, con cui è stato deciso di avviare il prossimo round di negoziati il 3 ottobre a New York.

“Siamo fiduciosi”, scrivono alla Malmstroem il ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda e i colleghi di Irlanda, Gran Bretagna, Svezia, Danimarca, Finlandia, Repubblica ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Spagna e Portogallo, “che sarà in grado di raggiungere gli obiettivi in linea con il mandato” ricevuto dai 28 nel 2013. Per questo, sottolineano i 12 stati membri, “ribadiamo il nostro impegno e sostegno dato alla Commissione nei negoziati” e “guardiamo alla continuazione dei negoziati del Ttip con gli Usa”. I ministri dei 12 hanno ribadito il loro sostegno anche all’accordo commerciale con il Canada, che deve più solo essere firmato per entrare in vigore in modo provvisorio. “Aspettiamo la firma del Ceta il 27 ottobre e l’applicazione provvisoria dell’accordo” ritenuto “ampio e profondo” e “basato sulla realtà dei modelli commerciali di oggi”.

Nell’incontro odierno tra Malmstroem e Froman, che si rivedranno anche a Bratislava dove si giocherà una partita cruciale sul futuro dei negoziati con gli Usa, sono stati “discussi i prossimi passi per andare avanti” e, hanno assicurato i due, “abbiamo diretto le nostre squadre per fare il maggior numero di progressi possibili al prossimo round programmato per il 3 ottobre a New York”. Uno dei tentativi, secondo fonti europee, è cercare di lasciare comunque una porta aperta per proseguire le discussioni dopo le elezioni americane, ormai imminenti.

Tratto da Ansa.it

La Danimarca ha deciso: passerà al 100% di agricoltura biologica, “stop ai pesticidi, troppi danni alla salute” …mica come da noi che abbiamo un ministro della sanità che dice SI agli Ogm, ma poi si preoccupa di imporre 10 vaccini (unico caso al mondo)…!

Danimarca

 

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La Danimarca ha deciso: passerà al 100% di agricoltura biologica, “stop ai pesticidi, troppi danni alla salute” …mica come da noi che abbiamo un ministro della sanità che dice SI agli Ogm, ma poi si preoccupa di imporre 10 vaccini (unico caso al mondo)…!

La Danimarca non ha vaccini obbligatori, al contrario di noi. La Lorenzin ritiene che ben 12 vaccini (caso unico al mondo) siano assolutamente indispensabili alla nostra salute.

Allora la salute degli Italiani è cagionevole? Niente affatto. Anzi, sempre secondo la Lorenzin, i nostri organismi sono tanto forti da poter sopportare tranquillamente una bella dose di Ogm…

Per rinfrescarVi la memoria:

L’Italia per la prima volta pro Ogm. Grazie Ministro Lorenzin!

La Danimarca passerà al 100% di agricoltura biologica, “stop ai pesticidi, troppi danni”

La Danimarca, 5 milioni e mezzo di anime, non contenta dei suoi record di energia rinnovabili si e’ posta un nuovo obiettivo: tutto quello che sara’ prodotto sul proprio suolo domestico sara’ biologico e sostenibile.

Se ci riescono saranno i primi in tutto il mondo ad avere agricoltura “organica” come diciamo qui negli USA. 

In realta’ la Danimarca e’ innamorata della sua agricoltura pesticidi-free da tanto tempo e sono almeno 25 anni che si sperimentano metodi per l’agricoltura “biologica”. E’ questa una delle nazioni “storiche” in questo senso perche’ sono arrivati prima di tutti gli altri. Nei quasi dieci anni dal 2007 ad oggi, la produzione di cibo organico e’ aumentata del 200%.

Come faranno tutto questo?

Seguendo il Økologiplan Danmark, il piano di “azione organica” del paese. Sono 67 punti in cui e’ tutto delineato. Il governo ha gia’ deciso che incentiveranno la trasformazione di campi in cui si usa ancora di agricoltura convenzionale in campi in cui si usano metodi sostenibili e che attraverso pubblicita’ e sensibilizzazione cercheranno di aumentare ancora di piu’ la vendita di prodotti organici.
Ci saranno programmi nelle scuole per educare i bimbi e per spiegare i benefici dell’agricoltura organica agli studenti.Entro il 2020 si vuole cosi *raddoppiare* la terra coltivata ad organico rispetto al 2007. Tutti i terreni di proprieta’ del governo verrano coltivati in modo naturale e seguendo metodi biodinamici. I privati che lo vorranno riceveranno sussidi e sara’ anche incentivata la ricerca sull’agricoltura sostenibile. Le leggi saranno piu’ snelle per chi vuole eseguire la transizione. Per ora il piano e’ di usare circa 61 milioni di dollari per questo progetto.E questo rigaurda non solo zucchine e fragole ma anche il bestiame, primi fra tutti i maiali. Infatti sono coinvolte varie agenzie, coordinate dall minstro del cibo, agricoltura e della pesca che lavoreranno con comuni, regioni e privati per una visione globale della produzione di cibo in modo sostenibile e locale.Verranno poi istituiti dei target. Per esempio la mensa scolastica dovra’ presto iniziare a fornire il 60% dei suoi prodotti da coltivazioni organiche agli studenti – e cioe’ circa 800mila pasti. Tutte le mense di Copenhagen sono gia’ organiche. Con le mense scolastiche, gli stessi requisiti verranno imposti alle mense dei militari, civili, degli uffici pubblici.Per adesso i danesi sono i principali consumatori di agricoltura biologica d’Europa. Il 7.6%. Sembra poco? Beh, nel resto d’Europa siamo molto piu’ in basso. La Germania ne usa solo il 3.7%.  Negli USA solo l’1% dell’agricoltura domestica e’ organica. In Italia non si sa, ma nelle tabelle di cui sopra non compare.

Perche’ e’ importante l’agricoltura organica, sostenibile? Beh, e’ evidente che se non metti pesticidi nel tuo corpo stai meglio in salute. E stai meglio tu e sta meglio chi coltiva i terreni. Sopratutto diserbanti, monoculture, e altre sostanze tossiche non sono la risposta: sul lungo termine impoveriscono il suolo e la qualita’ dell’aria. Spesso rendono i terreni piu vulnerabili alla siccita’ e alle inondazioni.  L’agricoltura organica invece porta con se una maggiore varieta’ di habitat, insetti, piante. I prodotti organici hanno un sapore migliore e, secondo alcuni studi hanno piu antiossidanti e migliori proprieta’ anti-infiammatorie. Chiunque sia mai passato in campagna e abbia mai raccolto e mangiato un fico, una nespola o una albicocca da un albero nato e cresciuto spontaneamente lo sa.

Ma non solo. I danesi hanno anche ridotto lo spreco di cibo del 25% nel corso di 5 anni, grazie ad alcune organizzazioni che regalano o vendono a prezzi bassi il cibo imperfetto.  Si chiamano “Stop Spild Af Mad” — fermiamo lo spreco di cibo — e WeFood.  I contadini danesi vengono pagati almeno 20 dollari per ora. Per legge. L’uso di antibiotici e’ bassissimo, i casi di salmonella sono rari, e gli animali sono tenuti nelle stalle in condizioni decenti.

Non è passato troppo tempo dall’Expo dedicato al cibo, evento avvenuto nel nostro paese ma cosa e’ rimasto? Che impegni ci sono per il futuro in questo senso? Ci sono degli obiettivi per l’agricoltura piu’ salutare? Per incentivare l’organico – prodotto e consumato in Italia?

E per una volta ricopiare le cose buone degli altri?

 

Fonte: dorsogna.blogspot.fr

Attenti ai bollini presenti sulla frutta. Il codice numerico che vi è riprodotto è molto importante! Se il codice inizia con il numero 8, state alla larga! È OGM !!

frutta

 

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Attenti ai bollini presenti sulla frutta. Il codice numerico che vi è riprodotto è molto importante! Se il codice inizia con il numero 8, state alla larga! È OGM !!

 

Importanti informazioni non si possono trovare soltanto sulle etichette dei prodotti confezionati, ma anche su quelli freschi. Chi ha mai fatto caso a cosa c’è scritto sui bollini adesivi che spesso sono attaccati alla frutta e alla verdura?

Non servono solo a riportare il logo dell’azienda produttrice ma contengono anche dei numeri che stanno ad indicare informazioni molto importanti, sul modo in cui è stato coltivato l’ortaggio o il frutto che si ha tra le mani.

Vediamo in particolare come distinguere un prodotto proveniente da colture tradizionali (che utilizzano fertilizzanti chimici), organiche o che è stato geneticamente modificato.

Sugli adesivi è presente un codice a barre, chiamato PLU; vediamo come leggerlo e capire in che modo il prodotto è stato cresciuto.
1. Se sull’adesivo sono presenti 4 cifre il prodotto è stato coltivato in maniera tradizionale, con l’uso di pesticidi e fertilizzanti.

In questo caso i numeri indicheranno semplicemente che prodotto stiamo per comprare: ad esempio le banane sono sempre identificate con il codice 4011.

2. Se sull’adesivo sono presenti 5 numeri, e il primo è 8, allora il prodotto è un OGM.

Ad esempio una banana geneticamente modificata sarà contraddistinta dal codice 84011.
3. Se sull’adesivo sono presenti 5 numeri, e il primo è 9, il prodotto proviene da una coltura organica.
Una banana coltivata biologicamente avrà il codice 94011.
Esistono alcuni cibi che più di altri sono soggetti a trattamenti chimici e risultano essere più inquinati: ecco quali sono.
  1. Fragole
  2. Mele
  3. Pesche
  4. Sedano
  5. Uva
  6. Ciliegie
  7. Spinaci
  8. Pomodori
  9. Peperoni

Ce ne sono altri invece che difficilmente sono sottoposti a sostanze chimiche eccessivamente aggressive, tra cui:

  1. Avocado
  2. Mais dolce
  3. Ananas
  4. Cavoli
  5. Piselli
  6. Cipolle
  7. Asparagi
  8. Mango
  9. Papaya
  10. Kiwi

Essere più consapevoli di ciò che mangiamo è semplice, anche se spesso le informazioni vengono celate dietro cifre e sigle poco intuibili. D’ora in poi occhio all’etichetta, anche sui prodotti freschi!

fonte: http://livinglanzarote.es/se-vedi-un-prodotto-con-letichetta-che-inizia-con-8-non-comprarlo-ecco-cosa-significa/

Pesticidi illegali ma comunque esportati: ecco il meccanismo che rende priva d’effetto qualsiasi legge!!

Pesticidi

 

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Pesticidi illegali ma comunque esportati: ecco il meccanismo che rende priva d’effetto qualsiasi legge!!

Nonostante la consolidata verità riguardo la tossicità dei pesticidi agricoli, tali prodotti non hanno conosciuto crisi e continuano a far ammalare migliaia di persone. C’è un fatto però di cui pochi sono al corrente e che aiuta a comprendere la reale utilità delle leggi che vietano l’utilizzo di questi veleni. Se in un paese vige una severa regolamentazione sui prodotti chimici usati in agricoltura, questa non tutela affatto i cittadini e li espone ugualmente al rischio di consumare cibo contaminato da sostanze nocive. Il motivo? Si chiama Circolo del Veleno…

Negli ultimi anni i paesi sviluppati hanno promosso l’utilizzo dei pesticidi nei paesi più poveri: il risultato è stata una vera e propria intossicazione delle popolazioni e dell’ambiente.

Dal 2013 l’Agenzia di Protezione Ambientale americana ha mostrato come, nonostante il divieto di impiegare alcuni pesticidi sul territorio nazionale, gli stessi siano prodotti per essere esportati in altri paesi.

Usati nelle piantagioni di caffè, di frutta o di tè, questi pesticidi sono destinati a far ritorno in America come residuo sui cibi importati. Tutto ciò avviene in maniera totalmente incontrollata in quanto le analisi della FDA vengono effettuate solo sul 2% degli alimenti di importazione.

“L’ambiente non conosce confini: l’inquinamento della Cina arriva negli Stati Uniti e le radiazioni di Chernobyl hanno addirittura invaso l’Islanda”

Afferma questo il giornalista e co-autore del documentario “Il Circolo del Veleno: Pesticidi e Persone in un mondo arrabbiato”, che denuncia l’ipocrisia della politica americana nei confronti dell’uso dei pesticidi in agricoltura. Se realmente tali prodotti sono pericolosi è ridicolo permetterne ed addirittura incoraggiarne la vendita all’estero: a maggior ragione se vengono poi acquistati alimenti in questi stessi paesi.

Ovviamente le leggi in vigore non sono state approvate senza cognizione di causa: sono anzi è una prova di quanto siano in realtà le lobby che direzionano le legislazioni che riguardano la coltivazione e la produzione di cibo.

Il documentario ci porta nella città di Kasaragod, in India: qui viene definito “un disastro” l’introduzione dei pesticidi nelle pratiche agricole.

Dell’India era stato detto che il sottosviluppo economico era riconducibile alla decisione di non usare pesticidi. Ora che il paese ha iniziato ad usarli questi sono i drammatici risultati: decenni di irrorazioni aeree di Endosulfan hanno causato, e continuano a farlo, centinaia di neonati deformati.

“Abbiamo fatto dei veleni una misura di progresso”, afferma Vandana Shiva, attivista ambientale, a capo delle manifestazioni contro il pesticida.

Ecco un fatto assurdo: nel 2010 gli Stati Uniti dichiararono illegale la sostanza sintetizzata più di 60 anni prima, consentendone solo la produzione destinata all’esportazione.

Di esempi ne possiamo fare ancora molti: Messico, Argentina e lo stesso stato americano della Louisiana, ma lo scenario si ripete in ogni caso. Popolazioni decimate dall’uso di pesticidi.

Sembra non esserci espressione più adeguata di “Circolo del Veleno”: al momento sono 6 le compagnie agrochimiche che controllano almeno il 75% del commercio dei pesticidi. Queste aziende esportano pesticidi, illegali negli Stati Uniti, nei paesi in cui il loro impiego è ancora permesso. I veleni servono a coltivare caffè, frutta e verdura che poi vengono importati nuovamente in America in cui sono messi in vendita alla popolazione. Il cerchio si chiude, e si capisce come le legislazioni promosse come a tutela delle persone, siano praticamente inutili.

ATTENZIONE – Stai mangiando OGM senza saperlo – Ecco la lista nera elaborata da Greenpeace degli alimenti di uso comunissimo che contengono OGM !!

OGM

 

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ATTENZIONE – Stai mangiando OGM senza saperlo – Ecco la lista nera elaborata da Greenpeace degli alimenti di uso comunissimo che contengono OGM !!

 

Greenpeace affonda il colpo sugli OGM e sulle aziende che ne fanno un utilizzo sistematico.

Per organismo geneticamente modificato (OGM) si intende un organismo, diverso da un essere umano, in cui il materiale genetico (DNA) è stato modificato in un modo non naturale.

Un Ogm, ovvero un organismo geneticamente modificato, è un organismo la cui materia genetica è stata alterata mediante tecniche di ingegneria genetica, altrimenti note come tecniche di Dna ricombinante. Con questo metodo si intende la combinazione in vitro di diverse molecole di Dna per creare un nuovo gene, che viene successivamente inserito in un organismo che può essere vivente o meno. Erroneamente si suole indicare tutti gli organismi Ogm come transgenici, in realtà si parla di transgenesi solo quando si inseriscono geni esogeni in un altro organismo, ovvero un ente strutturato riceve dei geni non suoi; mentre si parla di organismi cisgenici quando si ricombinano geni dello stesso organismo. In entrambi i casi si tratta sempre di Ogm.

Per ciò che riguarda il mercato,già nel 2000 Greenpeace Russia affermava: “di trenta prodotti che sono stati scelti per l’analisi il 30% contiene OGM. Diversi sondaggi hanno mostrato che i consumatori russi preferiscono i prodotti alimentari esenti da OGM o loro derivati. Nonostante questo, sono state adottate misure in Russia per informare i clienti circa gli OGM nei prodotti. L’atto normativo russo sulla marcatura (approvato con solo il capo ispettore sanitario) ordina di segnalare solo i prodotti che contengono più del 5% di ingredienti geneticamente modificate, mentre nell’Unione europea a norma di legge i prodotti devono essere contrassegnate se hanno più di 0,9% di OGM”

“In molti paesi dell’UE e degli USA listati di aziende che utilizzano i prodotti transgenici sono pubblicati regolarmente. Nel 2000, nella lista nera americana apparve aziende come Hersey di, Mars, Coca-Cola, Pepsi-Co, Nestle, Knorr, Lipton, Parmalat “

Ecco ad oggi, dopo 13 anni, la situazione si è evoluta e Greenpeace.org pubblica un nuovo studio affermando che le indagini non possono uniformare i mercati, ma che segnalano la tendenza della produzione di catene e aziende. Prima della lista alcune raccomandazioni:

1. Leggere le etichette. Il produttore deve indicare che la produzione di componenti OGM che è stata aggiunta (ma, in verità, non tutti lo fanno).
2. Evitare i fast food. Ci sono alimenti OGM più comunemente utilizzati.
3. Evitare il pane imbustato o a lunga conservazione
4. Quasi tutte le salsicce, la carne in scatola e salumi vengono prodotti con l’aggiunta di componenti geneticamente modificati. Di solito i prodotti senza componenti geneticamente modificate non possono essere così a buon mercato.

Possiamo quindi stilare una lista di operatori del mercato alimentare, che sono soliti utilizzare OGM per la realizzazione dei loro prodotti:

 

Società di produzione Kellog “s

  • Corn Flakes (cereali)
  • Frosted Flakes (cereali)
  • Rice Krispies (cereali)
  • Corn Pops (fiocchi)
  • Schiaffi (fiocchi)
  • Froot Loops (anelli di cereali colorati)
  • Di Apple Jacks (cereali-ring con il gusto di mela)
  • All-Bran Apple Cinnamon / Blueberry (crusca sapore di mela, cannella, mirtillo)
  • Gocce di cioccolato (gocce di cioccolato)
  • Pop Tarts (sfoglia ripiena di tutti i gusti)
  • Nutri-grain (brindisi pieno di tutti i tipi)
  • Crispix (biscotti)
  • Smart Start (fiocchi)
  • All-Bran (Flakes)
  • Just Right Fruit & Nut (fiocchi)
  • Miele Crunch Corn Flakes (cereali)
  • Raisin Bran Crunch (cereali)
  • Cracklin “crusca di avena (fiocchi)

Società Hershey‘s

  • Toblerone (cioccolata, tutti i tipi)
  • Mini Baci (cioccolatini)
  • Kit-Kat (barretta di cioccolato)
  • Baci (cioccolatini)
  • Chips di cottura semi-dolci (biscotti)
  • Chocolate Chips di latte (biscotti)
  • Reese “s Peanut Butter Cups (burro di arachidi)
  • Scuro speciale (cioccolato fondente)
  • Cioccolato al latte (cioccolato al latte)
  • Sciroppo di cioccolato (sciroppo di cioccolato)
  • Dark Chocolate Syrup speciale (sciroppo di cioccolato)
  • Strawberry Syrop (sciroppo di fragola)

Mars

  • M & M “s
  • Snickers
  • Via Lattea
  • Twix
  • Nestle
  • Crunch (fiocchi di riso al cioccolato)
  • Cioccolato al latte Nestle (cioccolato)
  • Nesquik (bevanda al cioccolato)
  • Cadbury (Cadbury / Hershey “s)
  • Fruit & Nut

Heinz

  • Ketchup (regolare e senza sale) (ketchup)
  • Chili Sauce (salsa di peperoncino rosso)
  • Heinz 57 Steak Sauce (con sugo di carne)

Hellman’s

  • Reale Maionese (maionese)
  • Maionese Light (maionese)
  • Maionese Low-Fat (maionese)

Società Coca-Cola

  • Coca-Cola
  • Sprite
  • Cherry Coca
  • Minute Maid Arancione
  • Minute Maid Uva

Società PepsiCo

  • Pepsi
  • Pepsi Cherry
  • Mountain Dew

Società Frito-Lay / PepsiCo (componenti OGM possono essere presenti nel petrolio e altri ingredienti)

  • Potato Chips (tutti)
  • Cheetos (tutti)

Società Cadbury / Schweppes

  • 7-Up
  • Dr. Pepe

Pringles (Procter & Gamble)

  • Pringles (patatine fritte con sapori originali, Magro, Pizza-licious, Sour Cream & Onion, Salt & Vinegar, Cheezeums)

(lista emanata da Greenpeace.org)

Tornando a noi, con l’introduzione di Ogm e avvelenando pasta e pane dal 2004 ad oggi la vita media sana è crollata in Italia di almeno 10 anni (fonte Eurostat ufficiale) proprio, guarda caso, dall’anno in cui entrarono gli OGM negli alimenti.

Tra l’altro, nel 2012 la Corte di Giustizia ha condannato l’Italia per avere vietato la coltivazione di mais Mon810 alla multinazionale statunitense Pioneer Hi Bred che, nel 2008, aveva fatto causa al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali per non avere permesso alla sua filiale italiana di coltivare il cereale sviluppato da Monsanto. Secondo la Corte, se la coltivazione di una pianta geneticamente modificata è già stata autorizzata dall’Unione, non c’è sovranità nazionale che tenga, e ogni Stato membro si deve adeguare. Cosa che l’Italia, in effetti, non ha mai fatto, preferendo prendere tempo ed evitando di agire. La vittoria dei produttori di Ogm, dunque, può essere vista come una conseguenza delle lacune normative italiane, e dell’assenza di leggi regionali che regolino la coesistenza di varietà tradizionali e geneticamente modificate. E’ una lotta impari per la potenza di queste multinazionali e per la perversità dei loro prodotti sul mercato, unita alla disinformazione dei mass media. Cerchiamo tutti di dare un piccolo contributo per un nuovo consumo etico e consapevole.

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fonte: Curiositi2015

Il Pane della Nonna, forse qualcuno lo ricorda, durava dieci giorni… e allora cos’è questa porcheria che ci fanno mangiare oggi?

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Il Pane della Nonna, forse qualcuno lo ricorda, durava dieci giorni… e allora cos’è questa porcheria che ci fanno mangiare oggi?

Una volta il pane delle nonne durava, nella media, dieci giorni; ora dopo tre ora sembra una palla da tennis. Il problema stà nelle farine; Le farine di un tempo, di grano antico macinato a pietra, mantenevano la parte più nobile del chicco, e cioè il germe. Attualmente ciò, nelle farine industriali non è più possibile, vista la facilità con cui il germe irrancidisce.

Le farine quindi nei Mulini industriali vengono subito degerminate e la farina perde la sua parte più nobile; non solo: nel periodo post bellico mangiare pane nero era ancora sinonimo di miseria visto che la crusca era usata anche per risparmiare farina; e quindi tutti a prediligere il pane bianco fatto con farina doppio zero.
 Ma questa farina una volta nell’intestino forma una colla viscida per nulla tollerata dal nostro apparato digerente che così va incontro a processi infiammatori accompagnati da maldigestione e flatulenza. 
Importante dunque tornare alle farine integrali, anche perché sono le uniche a contenere i Lignani (fitoestrogeni) molecole utili per la profilassi del tumore al seno e alla prostata.
 Essenziale anche usare il lievito madre e non certo il Carbonato ammonico (lievito chimico). E questo perchè:

1) Il lievito madre arricchisce la nostra flora batterica considerata il nostro Ministero della Difesa.;

2) Il lievito chimico (quale appunto il carbonato) si comporta invece in modo opposto, offendendo appunto la nostra flora. 
In sintesi pane antico con grani antichi e farine integrali soprattutto per la merenda dei ragazzi (con pane e marmellata o con pomodoro).

Note:

A) Evitare di riscaldare il pane del giorno prima nei fornetti domestici; si crea infatti una sostanza chiamata acrilamide fortemente sospettata di essere cancerogena.

B) Attenti agli Ecofurbi: spesso ho trovato farine scure ove alla doppio zero era stata mescolata crusca; sono ovviamente false farine integrali.

 

fonte: http://laveritadininconaco.altervista.org/il-pane-della-nonna-durava-dieci-giorni/

Credete di non mangiare OGM? Allora tenetevi forte. In Italia l’87% dei mangimi composti per animali (ossia carne, latte e uova che mangiamo tutti i giorni) è geneticamente modificato…!!!

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Credete di non mangiare OGM? Allora tenetevi forte. In Italia l’87% dei mangimi composti per animali (ossia carne, latte e uova che mangiamo tutti i giorni) è geneticamente modificato…!!!

 

In Italia l’87% dei mangimi composti per animali è GM. Secondo uno studio californiano il genoma modificato non ha ripercussioni su carni, latte e uova. Restano gli altri problemi oltre al glifosato

I mangimi composti prodotti con colture geneticamente modificate sono simili  a quelli  provenienti da coltivazioni convenzionali. È questa la sintesi di una review pubblicata sul Journal of Animal Science da due ricercatrici del dipartimento di genomica animale e biotecnologie dell’Università della California. Le autrici dello studio hanno preso in esame i dati sulla produttività e sulla salute degli animali da allevamento dal 1983, cioè prima dell’introduzione delle colture geneticamente modificate, al 2011. Dallo studio è emerso che «nessun insolito trend è stato rilevato riguardo la salute o la produttività degli animali a partire dal 1996», anno a cui risale la prima semina delle colture geneticamente modificate. Leggendo il documento si evince anche che il latte, la carne, le uova e gli altri prodotti derivati da animali alimentati con questi mangimi  risultano indistinguibili dai derivati da animali alimentati con mangimi convenzionali.

«Questi alimenti non trasmettono parti del genoma modificato a carni, latte e uova – afferma Giuseppe Pulina, ordinario di zootecnica speciale e direttore del dipartimento di scienze zootecniche della facoltà di agraria dell’Università di Sassari . Le performance produttive non risultano alterate e non ci sono rischi particolari per la salute, né degli animali né dei consumatori». Il risultato è che gli animali d’allevamento alimentati con mangimi a base di soia e mais geneticamente modificate metabolizzano le proteine allo stesso modo di suini, bovini, pecore e capre nutriti con alimenti convenzionali. La conclusione suffraga la tesi di molti esperti, anche italiani. «La polemica sulla sicurezza per la salute umana va assopendosi, anche perché sono oltre cinquanta gli organismi geneticamente modificati importati in Italia che costituiscono la base della nostra mangimistica», dichiara Roberto Defez, direttore del laboratorio di biotecnologie microbiche all’Istituto di bioscienze e biorisorse del Cnr di Napoli.

Secondo quanto certificato dall’International service for the acquisition of agri-biotech applications (Isaa), nel 2014 sono stati 181 milioni gli ettari di terreno nel mondo coltivati con organismi geneticamente modificati. Nei 19 anni compresi tra il 1996 e il 2014, sono stati all’incirca trenta i Paesi che hanno piantato colture biotecnologiche – principalmente mais, soia e cotone, seguiti da barbabietola da zucchero, papaya, zucchine e pomodori – destinate all’alimentazione umana e animale. I mangimi Ogm sono molto utilizzati anche in Italia. È l’Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti Zootecnici (Assalzoo) a riferire che in Italia vengono prodotte ogni anno oltre 14 milioni di tonnellate di mangimi composti da diversi cereali. L’87% è rappresentato da miscele ottenute con materia prima gm importata dall’estero. Seguono i mangimi convenzionali (12,5%%) e quelli biologici (0,5%). Ci sono però ancora diversi produttori che scelgono per gli animali foraggi “ogm free”, come nel caso delle aziende agricole che producono latte per produrre formaggi come la Fontina e il Ravaggiolo. Questo vuol dire che gli animali sono sono alimentati con soia e mais coltivati in Italia in maniera convenzionale: requisito necessario per parlare di filiera Made in Italy e priva di Ogm.

 

Restano da chiarire ancora alcuni punti relativi alla sostenibilità ambientale, in  particolare alla tutela della biodiversità, secondo alcuni a rischio in caso di sistemi intensivi. C’è poi il problema dell’impiego di diserbanti, come il glifosato , dichiarato nelle scorse settimane “probabile cancerogeno” dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro. Non è ancora risolta la questione della contaminazione accidentale: tra mais geneticamente modificato, tradizionale e/o biologico. Occorre infine considerare che il sistema delle coltivazioni gm ha fatto di recente registrare le prime crepe negli Stati Uniti. Secondo l’Agenzia per la protezione ambientale alcuni insetti – tra cui la diabrotica – hanno iniziato a manifestare la resistenza al bacillus thuringensis, di cui un gene viene inserito nel mais gm – pari all’80% del totale coltivato in Usa – per evitarne l’attacco da parte degli insetti. Se il fenomeno dovesse propagarsi, l’impiego delle biotecnologie non basterebbe a evitare il ricorso alla chimica dei pesticidi.

 

 

fonte: http://www.ilfattoalimentare.it/ogm-mangimi-allevamenti.html