Fuori controllo l’invasione degli insetti transgenici. Perchè nessuno ne parla?

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Fuori controllo l’invasione degli insetti transgenici. Perchè nessuno ne parla?

L’articolo che Vi proponiamo risale all’anno scorso. Da allora nulla è cambiato, nel senso che nessuno, ma proprio nessuno ci informa di quello che sta accadendo.

Fuori controllo l’invasione degli insetti transgenici

Nel luglio scorso è stata evitata per un soffio l’immissione nell’ambiente di decine di migliaia di insetti transgenici a poca distanza dai confini italiani. Ma dal 2009 ad oggi sono già decine di milioni gli esemplari liberati nel mondo.

Decine di milioni di insetti geneticamente modificati liberi nell’ambiente. Non è un incubo né un fanta-thriller; è la realtà. Di cui pressoché nessuno parla, che pressoché nessuno spiega perché così nessuno si preoccupa o protesta. Dal 2009 l’azienda leader in questo campo, l’inglese Oxitec, sta immettendo nell’ambiente decine di milioni di esemplari nei quali sono state introdotte alterazioni genetiche con l’obiettivo (almeno quello dichiarato), a seconda dei casi, di rendere sterili gli accoppiamenti per ridurre il numero di eventuali parassiti o rendere inoffensivi insetti portatori di patologie per l’uomo. A due passi dal confine italiano si è evitato per un soffio, nel luglio 2015, il rilascio di decine di migliaia di mosche dell’olivo che la Oxitec voleva realizzare a Tarragona, in Spagna. L’intenzione è stata portata alla luce dall’associazione TestBiotech insieme ad altri movimenti, che hanno sollevato un polverone tale da indurre il governo spagnolo a non concedere l’autorizzazione. Peraltro negli ultimi anni è stata messa a punto una tecnica chiamata gene drive, grazie alla quale una determinata mutazione riesce a replicarsi da un cromosoma all’altro e viene trasmessa ai discendenti anche eludendo le regole della normale riproduzione sessuale, diffondendosi dunque con grande rapidità nell’intera popolazione di insetti e nell’ecosistema in maniera irreversibile.

Dal 2009 in silenzio

Di fatto, è dal 2009 che la Oxitec ha iniziato a rilasciare nell’ambiente milioni di esemplari di insetti geneticamente modificati. In quell’anno l’azienda, che conta tra le proprie fila molti tecnici arrivati direttamente da Sygenta, ha iniziato dalle Isole Cayman, territorio inglese senza legislazioni in materia di biosicurezza, diffondendo zanzare allo scopo dichiarato di combattere la febbre dengue. Sono stati modificati geneticamente esemplari di Aedes aegypti, responsabili della trasmissione della dengue, poi sono stati allevati in laboratorio e nutriti con tetracicline, cioè antibiotici; nell’ambiente sono stati liberati i maschi, che non pungono, che si accoppiano con le femmine dando luogo a discendenti portatori dell’alterazione che ne provoca la morte in assenza di nutrimento a base di tetracicline. Nel 2010 è stata la volta della Malesia, nel 2011 sono iniziati gli esperimenti in Brasile, sempre direttamente nell’ambiente, nel 2014 a Panama. Tra il 2001 e il 2002 in Arizona c’erano già stati test in campo aperto su aree limitate.

L’estate 2015 ha visto la liberazione di milioni di zanzare transgeniche nella zona di Piracicaba in Brasile, «rilascio dalle dimensioni maggiori rispetto a tutti gli altri» ha spiegato il responsabile del progetto in loco, Guilherme Trivellato, riferendosi all’area coperta: l’equivalente di 65 campi da calcio con 5.200 persone che ci vivono. E il rilascio proseguirà fino a marzo 2016, arrivando a 30 milioni di esemplari immessi nell’ambiente. «La verità? Quello che sta succedendo a Piracicaba è un esperimento, non esistono studi che consentano di affermare che non ci sono rischi» ha detto José Maria Gusman Ferraz del ministero brasiliano della scienza e tecnologia.

Ma tutto questo serve almeno contro la dengue? Dai primi dati sembrerebbe di no. I risultati delle Cayman lasciano trasparire l’inefficacia di questa strategia: sono stati liberati ogni settimana 2,8 milioni di esemplari maschi modificati per ridurre gli esemplari originari solo di 10.000 unità. Ma la cosa che lascia perplessi gli attivisti di GeneWatch, come spiegano, «è che non è stato monitorato l’impatto della liberazione di queste zanzare modificate sull’incidenza della dengue», unica cosa che sarebbe interessante verificare. «Peraltro, ridurre una specie di questo insetto» spiegano ancora da GeneWatch, «fa aumentare il numero di una specie rivale,Aedes albopictus, vettore importante di dengue e chikungunya che potrebbe essere molto più difficile da eradicare rispetto allaAedes aegypti; inoltre il virus potrebbe mutare e già ci sono segnali di queste circostanze».

La Oxitec lavora anche su parassiti delle colture agricole; per esempio, ha sviluppato esemplari transgenici di farfalla cavolaia, di mosca dell’olivo e di mosche della frutta. L’intenzione è quella di ridurre il numero di insetti “normali” perché si fa in modo che le femmine, dopo essersi accoppiate con maschi transgenici, muoiano allo stadio larvale. L’azienda inglese ha inoltre in animo di combinare piante geneticamente modificate con insetti transgenici per cercare di rallentare la diffusione della resistenza alle tossine contenute nelle stesse colture ogm. Un “esercito” di parassiti del cotone con alterazioni genetiche (contenenti un gene marcatore fluorescente e sterilizzati utilizzando radiazioni) è stato liberato nell’ambiente dal 2006 al 2008 negli Stati Uniti nell’ambito di un piano di controllo degli insetti dannosi e se ne stanno studiando esemplari che resistano alla tossina Bt di mais e cotone. Inoltre, è stato mappato il genoma delle api e nel 2011 la rivistaNatureha riportato l’intenzione degli scienziati di «costruire un’ape migliore»; i ricercatori stanno anche dandosi da fare per mappare il genoma di centinaia di altri insetti e atropodi.

I rischi

«In mancanza di una completa valutazione dei rischi, non si può avere consapevolezza delle conseguenze di questi esperimenti» aggiungono da GeneWatch, essendo peraltro ben chiaro che ai movimenti degli insetti non si possono mettere confini né limiti. «Ci sono tanti meccanismi grazie ai quali questi insetti modificati geneticamente possono sopravvivere e disseminarsi ovunque e si pensi al fatto che in laboratorio almeno un 3% degli esemplari ha mostrato di riuscire a sopravvivere anche senza alimentarsi con tetracicline. Quando queste zanzare sono state alimentate con cibo per gatti industriale contenente pollo trattato con tetracicline, la loro sopravvivenza è aumentata dal 15 al 18%. Inoltre, spesso vengono rilasciate anche femmine che rimangono nei gruppi liberati; le femmine sono quelle che pungono, alle Isole Cayman ne sono state individuate 5.000 ogni milione di maschi. Quelli che sopravvivono possono poi evolversi con mutazioni genetiche tali da diventare resistenti ai meccanismi stessi che dovrebbero farli soccombere». Un altro rischio, sempre secondo GeneWatch, è la disseminazione ulteriore nell’ambiente della resistenza agli antibiotici che potrebbe passare al sangue umano. Poi, anche l’uso di ceppi non autoctoni potrebbe portare non poco scompiglio.

Ma il peggio deve venire

Quello che ha portato la stessa rivistaNature, con un editoriale nell’agosto scorso, a mettere in chiaro come non si possano più ignorare i rischi, è la ulteriore evoluzione di queste tecniche di manipolazione genetica degli insetti, chiamatagene drive. Praticamente, il gene modificato riesce a “saltare” da un cromosoma ad un altro nello stesso individuo, quindi tutto lo sperma o le uova di quell’esemplare porteranno il tratto transgenico, non solo la metà di essi come avviene con l’accoppiamento. Il metodo, che si sta attualmente applicando, permette appunto di diffondere le alterazioni eludendo persino le normali regole dell’accoppiamento, quindi con maggiore velocità e irreversibilità. Come riportato sempre su Nature, il 30 luglio la National Academy of Sciences, Engineering and Medicine (NAS) americana ha organizzato il primo di una serie di meeting con l’intento di chiarire i pericoli di tali operazioni. Il nuovo metodo può rapidamente modificare non un singolo organismo, bensì una intera popolazione, con una modalità che aumenta esponenzialmente le probabilità che l’alterazione venga trasmessa alle generazioni successive. La tecnica potrebbe essere utilizzata per rendere le zanzare incapaci di trasmettere la malaria o per eliminare specie invasive, ma sta di fatto che possono esserci impatti ambientali inimmaginabili e attualmente non studiati, per di più non reversibili. «Una volta che si parte, non si torna più indietro» ha detto Walter Tabachnick, genetista dell’università della Florida. E Kevin Esvelt, un bioingegnere della Harvard Medical School di Boston, ha costituito un gruppo di scienziati insieme ai quali chiede a gran voce che vengano definite strategie di contenimento per la ricerca in questo campo.

Il problema è che non ci sono legislazioni apposite e le maglie sono larghissime. I pochi obblighi esistenti sono molto facilmente eludibili.

Cosa fare

Il rischio, di fronte a tutto questo, è di sentirsi impotenti. Le decisioni vengono prese spesso in silenzio, senza informare correttamente la popolazione e quindi si fatica ad ottenere le informazioni che permetterebbero di far sentire la propria voce critica e di chiedere tutele e garanzie per la salute e l’ambiente. Vi forniamo però alcuni suggerimenti che possono, se non altro, far presente che la sensibilità dei cittadini cresce e che possono mettere le autorità nella posizione di sentirsi “monitorate” anche in Italia.

Scrivete al Cnr. Scrivete al Consiglio Nazionale delle Ricerche, indirizzando la vostra lettera al presidente, Luigi Nicolais. Stampatevi le fonti bibliografiche che qui trovate citate, esprimete la vostra preoccupazione, fate presente che manterrete alta l’attenzione e chiedete che il Cnr si faccia promotore di un appello nei confronti dei ricercatori e degli scienziati che chieda il pieno rispetto del principio di precauzione. Cnr, all’attenzione del presidente prof. Luici Nicolais, piazzale Aldo Moro 7, 00185 Roma; tel 06-49933200, email presidenza@cnr.it.

Scrivete al Ministero dell’Ambiente e a quello della Ricerca scientifica. Anche in questo caso, Stampatevi le fonti bibliografiche che qui trovate citate, esprimete la vostra preoccupazione, fate presente che manterrete alta l’attenzione e chiedete che il ministro, in prima persona, si prenda l’impegno di aprire un dibattito con la cittadinanza e di informare correttamente la popolazione qualora si dovessero verificare situazioni anche in Italia in cui viene richiesta l’autorizzazione alla ricerca in laboratorio su insetti transgenici o al rilascio nell’ambiente. Ministro dell’Ambiente, via Cristoforo Colombo 44, 00147 Roma, tel. 06-57221, email URP@minambiente.it; Ministro dell’Università e Ricerca, via Michele Carcani 61, 00153 Roma, tel. 06-97721, email urp@istruzione.it e segreteria.duar@miur.it.

Scrivete alla Oxitec. Potete esprimere la vostra preoccupazione e chiedete che vi vengano forniti tutti gli studi in loro possesso che hanno accertato la sicurezza dell’immissione nell’ambiente di insetti transgenici. Scoprirete che i dati a disposizione sono veramente pochissimi. Oxitec Ltd, 71 Innovation Drive, Milton Park, Abingdon, UK OX14 4RQ, tel +44 (0) 1235 832 393, email info@oxitec.com.

Se qualcuno vi risponde, contattateci e inviateci il materiale; sarà interessante esaminarlo.

di Beatrice Salvemini

Fonte: http://www.terranuova.it/Ambiente/Fuori-controllo-l-invasione-degli-insetti-transgenici

La Danimarca sta attuando politiche green che la porteranno entro il 2020 ad avere un’agricoltura biologica al 100%, completamente organica. E noi? …Tenete presente che i nostri politici sono gli unici Commissione UE ad essere favorevoli agli OGM!

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La Danimarca sta attuando politiche green che la porteranno entro il 2020 ad avere un’agricoltura biologica al 100%, completamente organica. E noi? …Tenete presente che i nostri politici sono gli unici Commissione UE ad essere favorevoli agli OGM!

 

La Danimarca passerà al 100% di agricoltura biologica, libera da pesticidi. E l’Italia?

La Danimarca sta attuando politiche green che la porteranno entro il 2020 ad avere un’agricoltura biologica al 100%, completamente organica. I dettagli

In Danimarca sono almeno 25 anni che si sperimentano metodi per l’agricoltura “biologica”. E’ questa una delle nazioni “storiche” in questo senso perche’ sono arrivati prima di tutti gli altri. Nei quasi dieci anni dal 2007 ad oggi, la produzione di cibo organico e’ aumentata del 200%.

Come faranno tutto questo?

Seguendo il Økologiplan Danmark, il piano di “azione organica” del paese. Sono 67 punti in cui e’ tutto delineato. Il governo ha gia’ deciso che incentiveranno la trasformazione di campi in cui si usa ancora di agricoltura convenzionale in campi in cui si usano metodi sostenibili e che attraverso pubblicita’ e sensibilizzazione cercheranno di aumentare ancora di piu’ la vendita di prodotti organici.

Ci saranno programmi nelle scuole per educare i bimbi e per spiegare i benefici dell’agricoltura organica agli studenti.

Entro il 2020 si vuole cosi *raddoppiare* la terra coltivata ad organico rispetto al 2007. Tutti i terreni di proprieta’ del governo verrano coltivati in modo naturale e seguendo metodi biodinamici. I privati che lo vorranno riceveranno sussidi e sara’ anche incentivata la ricerca sull’agricoltura sostenibile. Le leggi saranno piu’ snelle per chi vuole eseguire la transizione. Per ora il piano è di usare circa 61 milioni di dollari per questo progetto.

E questo riguarda non solo zucchine e fragole ma anche il bestiame, primi fra tutti i maiali. Infatti sono coinvolte varie agenzie, coordinate dall minstro del cibo, agricoltura e della pesca che lavoreranno con comuni, regioni e privati per una visione globale della produzione di cibo in modo sostenibile e locale.

Verranno poi istituiti dei target. Per esempio la mensa scolastica dovra’ presto iniziare a fornire il 60% dei suoi prodotti da coltivazioni organiche agli studenti – e cioè circa 800mila pasti. Tutte le mense di Copenhagen sono già organiche. Con le mense scolastiche, gli stessi requisiti verranno imposti alle mense dei militari, civili, degli uffici pubblici.

Per adesso i danesi sono i principali consumatori di agricoltura biologica d’Europa. Il 7.6%. Sembra poco? Beh, nel resto d’Europa siamo molto piu’ in basso. La Germania ne usa solo il 3.7%. Negli USA solo l’1% dell’agricoltura domestica e’ organica. In Italia non si sa, ma nelle tabelle di cui sopra non compare.

Perché è importante l’agricoltura organica, sostenibile? Beh, e’ evidente che se non metti pesticidi nel tuo corpo stai meglio in salute. E stai meglio tu e sta meglio chi coltiva i terreni. Sopratutto diserbanti, monoculture, e altre sostanze tossiche non sono la risposta: sul lungo termine impoveriscono il suolo e la qualita’ dell’aria. Spesso rendono i terreni piu vulnerabili alla siccita’ e alle inondazioni. L’agricoltura organica invece porta con se una maggiore varieta’ di habitat, insetti, piante. I prodotti organici hanno un sapore migliore e, secondo alcuni studi hanno piu antiossidanti e migliori proprieta’ anti-infiammatorie. Chiunque sia mai passato in campagna e abbia mai raccolto e mangiato un fico, una nespola o una albicocca da un albero nato e cresciuto spontaneamente lo sa.

Ma non solo. I danesi hanno anche ridotto lo spreco di cibo del 25% nel corso di 5 anni, grazie ad alcune organizzazioni che regalano o vendono a prezzi bassi il cibo imperfetto. Si chiamano “Stop Spild Af Mad” — fermiamo lo spreco di cibo — e WeFood. I contadini danesi vengono pagati almeno 20 dollari per ora. Per legge. L’uso di antibiotici e’ bassissimo, i casi di salmonella sono rari, e gli animali sono tenuti nelle stalle in condizioni decenti.

L’Italia è appena uscita dall’Expo, dedicato al cibo.

Cosa è rimasto? Che impegni ci sono per il futuro in questo senso? Ci sono degli obiettivi per l’agricoltura piu’ salutare? Per incentivare l’organico – prodotto e consumato in Italia?

E per una volta ricopiare le cose buone degli altri?

 

L’Italia per la prima volta pro Ogm. Grazie Ministro Lorenzin!

 

Ogm

 

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L’Italia per la prima volta pro Ogm. Grazie Ministro Lorenzin!

 

Il governo italiano ha votato a favore degli Ogm in sede europea. Era da molto tempo che non succedeva. Dobbiamo ringraziare di questo la ministra della salute Lorenzin, da sempre schierata a favore di Ogm e glifosato. Allo stesso tempo dobbiamo anche capire che in Europa, con l’acquisizione tedesca della Monsanto, si apre probabilmente una nuova fase sulla quale è bene cominciare a tener alta la guardia.

Ma prima i fatti. Nei giorni scorsi – e per la prima volta da molti anni – l’Italia a Bruxelles ha votato a favore dell’autorizzazione ex novo e del rinnovo di autorizzazioni in scadenza per la coltivazione di alcuni mais Ogm della Monsanto. Questo clamoroso “scivolone”, come lo ha definito Greenpeace, può almeno in parte essere considerato un ennesimo “danno collaterale” della catastrofe del terremoto e delle nevicate in Centro Italia.

Mentre i ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente Martina e Galletti sono impegnati con queste emergenze e il dramma di un tessuto economico e sociale devastato e da ricostruire, la ministra Lorenzin ha avuto modo con un blitz di spostare a favore degli Ogm un equilibrio fra componenti del governo già messo a dura prova all’epoca del voto sull’autorizzazione per il glifosato.

Anche in quel caso fu la responsabile della Salute a cercare di schierare l’Italia per il rinnovo, ottenendo come mediazione un’astensione tattica. Di fatto una vittoria per la Coalizione italiana Stop Glifosato che aveva chiesto al governo italiano di non votare a favore.

Com’è noto glifosato e mais Ogm della Monsanto vanno a braccetto da sempre: le piante sono selezionate in modo tale che si possa usare una grande quantità del principio chimico che l’agenzia di ricerca sul cancro (Iarc) ha definito come probabilmente cancerogeno per gli esseri umani.

Ora che la multinazionale americana è stata acquisita dalla tedesca Bayer, ci ritroviamo in casa enormi interessi economici e soprattutto enormi conflitti di interesse. Il fatto è che anche sulla questione degli Ogm l’Europa non riesce a prendere una posizione univoca e chiara. Del resto, quando la politica balbetta è tempo favorevole di scorribande per i sempre più potenti e solitari padroni della chimica e della genetica, non solo in campo agricolo.

 

tratto da: http://www.huffingtonpost.it/paolo-carnemolla/italia-per-la-prima-volta-pro-ogm-grazie-lorenzin_b_14546590.html

Attenzione – Mangi OGM senza saperlo – in Italia divieto di coltivazione ma ammessa l’importazione – Ecco la lista di alimenti e additivi che contengono o possono contenere Ogm e che tutti i giorni ci ritroviamo a tavola!

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Attenzione – Mangi OGM senza saperlo – in Italia divieto di coltivazione ma ammessa l’importazione – Ecco la lista di alimenti e additivi che contengono o possono contenere Ogm e che tutti i giorni ci ritroviamo a tavola!

 

Ci sono OGM nei nostri piatti?
Ebbene si.. il rischio è alto perchè entrano legalmente con i limiti concessi ma anche attraverso truffe o importazioni da paesi dove sono ammessi ed i controlli sono al minimo.
Purtroppo non è uscito indenne neppure il biologico dalla truffa OGM con cereali proveniente dall’Ucraina.

Contro le truffe non è facile difendersi anche perchè tutto si risolve all’italiana con troppa facilità e dopo pochi giorni tutto torna come prima.
Ciò che è importante sapere che seppur non è ammessa la coltivazione nei nostri piatti l’OGM è di portata.
Un esempio fra i tanti: in diversi Paesi europei tra cui l’Italia (gli altri paiono essere Francia, Svezia, Germania, Austria, Gran Bretagna e Olanda) il riso OGM della Bayer viene venduto illegalmente. E’ sul mercato. Sulla tavola, in quello che si mangia, tenendo presente che sulla base di quel riso vengono fatte gallette, farine..etc etc..
Greenpeace rivela subito o meglio urla, come sempre inascoltata, che il riso OGM della Bayer, proveniente dagli Stati Uniti, è in vendita nei supermercati europei. Questo riso transgenico è illegale, non essendo stato approvato per il consumo umano o la coltivazione in alcun Paese.

1) Divieto di coltivazione ma ammessa l’importazione

Questa la prima contraddizione, inoltre le etichettature sono del tutto inesistenti.
L’Italia è uno dei maggiori importatori di cereali ed ultimamente di miele.. i quali vengono importati da paesi che usano OGM, quindi con molta probabilità se io importo cereali da questi paesi, questi sono OGM, non sempre ma è molto probabile. L’indicazione della provenienza del paese d’origine d’ ingredienti sulle etichette è stata molto contestata dalle aziende in sede dell’Unione Europea, mentre invece l’indicazione della provenienza della materia prima sarebbe un ottimo aiuto per i consumatori. Greenpeace tempo fa aveva trovato circa venti prodotti presenti nei supermercati con OGM non dichiarati.

L’ Europa consente l’utilizzo di 19 OGM
(organismi geneticamente modificati) per alimenti o mangimi. Si tratta di mais, soia, colza, cotone, barbabietola da zucchero e patate (Amflora) Salmone OGM, Patata OGM, pomodori.
OGM si ma coltivato fuori dal mio paese, l’ipocrisia dell’Unione Europea
Il fatto che molti paesi europei si siano schierati contro gli OGM o per lo meno contro la coltivazione sul loro territorio non vuole dire che questi non arrivano e che non siano presenti sulla nostra tavola.

2) Etichettature non chiare
L’etichettatura dei prodotti alimentari come OGM è obbligatoria per ogni ingrediente che contiene più dello 0,9%

I regolamenti europei prevedono SOGLIE DI TOLLERANZA.

I prodotti costituiti o contenenti o derivati da OGM, sia alimenti che mangimi, sono soggetti ai requisiti di etichettatura e tracciabilità stabiliti con i Regolamenti comunitari n. 1829/2003 e n. 1830/2003. Ciò garantisce che vengano fornite informazioni ai consumatori e utilizzatori di tali prodotti, permettendo loro di effettuare una scelta consapevole.
Il Regolamento (CE) n. 1829/2003 stabilisce requisiti specifici in materia di etichettatura e fissa le soglie di tolleranza della presenza accidentale o tecnicamente inevitabile di OGM, per cui anche gli alimenti derivati da OGM, destinati al consumatore finale o ai fornitori di alimenti per la collettività, devono riportare in etichetta la dicitura relativa alla presenza di OGM.

Tale obbligo non si applica tuttavia agli alimenti che contengono OGM autorizzati, oppure sono costituiti o prodotti a partire da OGM autorizzati in proporzione non superiore allo 0.9% degli ingredienti alimentari, purché tale presenza sia accidentale o tecnicamente inevitabile (art. 12, comma 2 del Regolamento).
La definizione della soglia di tolleranza sopra indicata scaturisce dalla impossibilità nell’Unione europea, come nei Paesi terzi, di impedire la presenza accidentale o tecnicamente inevitabile di OGM nei prodotti convenzionali durante le fasi di coltivazione, manipolazione, stoccaggio, trasporto.

In America è in onda come sto riportando da tempo la Dark Act che impedisce in pratica la libera etichettatura degli OGM.. chi lo fa va incontro alla giurisdizione federale e quindi ritiro del prodotto come provvedimento base.
Il peggio della legge è che va ad equiparare i prodotti OGM e derivati con i prodotti naturali!!
Tante infatti sono le petizioni dei singoli stati contro questa imposizione governativa.

 

In Italia avviene uguale ma in modo più subdolo.. sventoliamo come Italia Europa la salvaguardia ma li facciamo entrare sotto il tavolo con mille cavilli.
Vedi no coltivazione si importazione, vedi limiti, vedi etichettatura non conforme..
Imponiamo una giusta etichettatura chiara e leggibile, non come in  America che chi vuole sapere deve scannerizzare il codice QR!

Lasciamo fare  una scelta ai consumatori, sarebbe più semplice e senza sotterfugi, lasciate decidere al mercato, se la gente lo compra bene se non lo compra non lo importate più però… ma questo comporterebbe grandi perdite non trovate?.. e soprattutto il terreno di preparazione al TTIP verrebbe meno..


3) Mangimi OGM agli animali…

La maggior parte dei prodotti OGM sono adoperati per dare da mangiare al bestiame come i semi di soia, questo non vuole dire che mangiamo OGM, pur tuttavia alcuni ricercatori hanno sostenuto che frammenti di DNA transgenico si possono trovare in uova, latte e carne, argomento molto dibattuto in ambito scientifico.

Agricoltura bio esclude gli OGM, come comportarsi?

Attualmente, la mancanza d’ etichettatura, non è possibile stabilire se i prodotti sono derivati da animali nutriti con o senza OGM. Possiamo trovare OGM nel biologico? L’agricoltura biologica esclude completamente l’uso di OGM. , ma questa non è una garanzia assoluta, a causa di possibili dispersioni.

Le importazioni sono tante ed i controlli molto deboli, per non parlare delle leggi che prevedono soluzioni poco deterrenti per i truffatori.

La soluzione? cercare di autoprodursi il più possibile, in molte città esiste anche la possibilità di affitto di terreni da coltivare .. da soli o in comunità.
Volere è potere .. tuttavia acquistare prodotti biologici e locali può essere un ottima garanzia, anche se non basta. Il biologico costa ancora molto e va saputo calibrare con scelte giuste per una famiglia media.

4)GENE-EDITING: OGM che escono dalla porta e rientrano dalla finestra?

Così Green peace denuncia la imminente truffa legalizzata dell’Europa.
(Pubblicazione – 21 gennaio, 2016)

L’Ue dovrà presto decidere se la normativa europea sugli OGM si applica anche alle nuove tecniche di gene-editing (New Breeding Techniques – NBT). In questo briefing Greenpeace sottolinea come per molte di queste tecniche non esistano informazioni sufficienti per un’adeguata valutazione dei rischi.

Le moderne tecniche di gene-editing, anche se potrebbero essere più precise – rispetto all’ingegneria genetica tradizionale – nel disporre le alterazioni volute all’interno del materiale genetico, possono portare a effetti indesiderati e imprevedibili, con possibili implicazioni per alimenti, mangimi e ambiente. L’ipotesi di escludere queste nuove tecniche dalla normativa Ue sugli Organismi geneticamente modificati (OGM) comporterebbe l’eliminazione di qualunque obbligo di rilevamento delle modifiche involontariamente introdotte e di valutazione dei potenziali effetti negativi per la salute. Verrebbe meno anche l’obbligo della tracciabilità e etichettatura di questi prodotti, anche se comportano una modifica diretta del genoma.

Lista ufficiale degli OGM autorizzati dentro gli additivi alimentari

ovviamente nei limiti consentito dalle norme vigenti, elenco di additivi che potrebbero contenere OGM, non è detto che tutti necessariamente lo contengano, ne è stato solo autorizzato il contenuto

Derivati della lavorazione del mais
E 1404 amido ossidato
E 1410 fosfato di monoamido
E 1412 fosfato d’amido
E 1414 fosfato d’amido
E 1420 starch acetate
E 1422 amido acetato (Adipato di diamido acetilato)
E 1450 Ottenilsuccinato di amido e sodio
E 1451 Acetylated Oxidised Starch
E 150a Caramello
E 150b Caramello
E 150c Caramello
E 150d Caramello
E 420   Sorbitolo
E 421   Mannitolo
E 953   Isomalto
E 965   Maltitolo
E 966   Lattitolo
E 967   Xilitolo
E 575   Gluconedeltalattone
E 315   Acido eritorbico
E 316   Eritorbato di sodio

derivati della lavorazione della soia

E 322   Lecitine
E 479b Prodotto di reazione dell’olio di soia ossidato termicamente con mono-e Digliceridi degli acidi grassi

Lista autorizzata di OGM dentro all’alimentazione

Anche in questo caso ne è stato autorizzanto il contenuto e le aziende sono ritenute ad rispettarne la quantità stabilita dalle norme.

a base di mais: farina e semola di mais, olio di mais, chips di mais salate, petali di mais per la prima colazione
a base di soia: olio di soia, tonyu, tofu, creme dessert a base di soia, salse di soia
a base di colza: olio di colza
a base di barbabietola dolce: zucchero

Ingredienti:

Farine di mais: Panificazione, Cereali per la prima colazione, biscotti salati per aperitivi
Fiocchi di mais per le barre di cereali
Semola di mais dentro i biscotti salati
Amido di mais e altri amidacei dentro piatti già pronti, salse, salumi, creme dessert, preparazioni per dessert disidratate, zupper, prodotti per pasticceria
Derivati di amido di mais come lo sciroppo di glucosio, destrosio, maltodestrine che possiamo trovare in salse, biscotti, barre cereali, zuppe, biscotti salati e preparazioni alla frutta dentro yogurt, dessert freschi o creme e nei gelati
Farina di soia. pane, prodotti per la panificazione e la pasticceria
Proteine della soia, piatti pronti e salumi
Materia grassa vegetale (colza, mais, soia) in particolare sulle creme da spalmare
Olio di cotone per fritture

Secondo GreenPeace:

Possiamo quindi stilare una lista di operatori del mercato alimentare, che sono soliti utilizzare OGM per la realizzazione dei loro prodotti:

Società di produzione Kellog “s
Corn Flakes (cereali)
Frosted Flakes (cereali)
Rice Krispies (cereali)
Corn Pops (fiocchi)
Schiaffi (fiocchi)
Froot Loops (anelli di cereali colorati)
Di Apple Jacks (cereali-ring con il gusto di mela)
All-Bran Apple Cinnamon / Blueberry (crusca sapore di mela, cannella, mirtillo)
Gocce di cioccolato (gocce di cioccolato)
Pop Tarts (sfoglia ripiena di tutti i gusti)
Nutri-grain (brindisi pieno di tutti i tipi)
Crispix (biscotti)
Smart Start (fiocchi)
All-Bran (Flakes)
Just Right Fruit & Nut (fiocchi)
Miele Crunch Corn Flakes (cereali)
Raisin Bran Crunch (cereali)
Cracklin “crusca di avena (fiocchi)

Produzione società Hershey “s

Toblerone (cioccolata, tutti i tipi)
Mini Baci (cioccolatini)
Kit-Kat (barretta di cioccolato)
Baci (cioccolatini)
Chips di cottura semi-dolci (biscotti)
Chocolate Chips di latte (biscotti)
Reese “s Peanut Butter Cups (burro di arachidi)
Scuro speciale (cioccolato fondente)
Cioccolato al latte (cioccolato al latte)
Sciroppo di cioccolato (sciroppo di cioccolato)
Dark Chocolate Syrup speciale (sciroppo di cioccolato)
Strawberry Syrop (sciroppo di fragola)

Casa di produzione Mars

M & M “s
Snickers
Via Lattea
Twix
Nestle
Crunch (fiocchi di riso al cioccolato)
Cioccolato al latte Nestle (cioccolato)
Nesquik (bevanda al cioccolato)
Cadbury (Cadbury / Hershey “s)
Fruit & Nut

Casa di produzione Heinz

Ketchup (regolare e senza sale) (ketchup)
Chili Sauce (salsa di peperoncino rosso)
Heinz 57 Steak Sauce (con sugo di carne)

Società di produzione Hellman “s

Reale Maionese (maionese)
Maionese Light (maionese)
Maionese Low-Fat (maionese)

Società di produzione Coca-Cola

Coca-Cola
Sprite
Cherry Coca
Minute Maid Arancione
Minute Maid Uva

Casa di produzione PepsiCo

Pepsi
Pepsi Cherry
Mountain Dew

Società di produzione Frito-Lay / PepsiCo (componenti GM possono essere presenti nel petrolio e altri ingredienti)

Stabilisce Potato Chips (tutti)
Cheetos (tutti)

Società di produzione Cadbury / Schweppes

7-Up
Dr. Pepe

Produzione Pringles (Procter & Gamble)

Pringles (patatine fritte con sapori originali, Magro, Pizza-licious, Sour Cream & Onion, Salt & Vinegar, Cheezeums)

E come alimentazione OGM in Russia per prodotti:

Kellogg (Kellogg) – produce cereali per la colazione, tra fiocchi di mais
Nestlé (Nestlé) – produce cioccolato, caffè, bevande caffè, alimenti per l’infanzia
Unilever (Unilever) – produce alimenti per l’infanzia, maionese, salse, ecc
Heinz Foods (Hayents Foods) – produce ketchup, salse
Hershey (Hershis) – produce cioccolato, bibite
Coca-Cola (Coca-Cola) – Coca-Cola, Sprite, Fanta, Tonic “Denali”
McDonald (McDonald) – una rete di “ristoranti” fast food
Danon (Danone) – produce yogurt, kefir, ricotta, alimenti per l’infanzia
Similac (Similac) – produce alimenti per l’infanzia
Cadbury (Cadbury) – produce cioccolato, cacao
Marte (Mars) – produce cioccolato Mars, Snickers, Twix
PepsiCo (Pepsi-Cola) – Pepsi, Mirinda, Seven-Up

Il nuovo regalo dell’Europa: in arrivo 20 nuovi OGM nei nostri piatti… E questa volta il problema è più serio del solito.

OGM

 

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Il nuovo regalo dell’Europa: in arrivo 20 nuovi OGM nei nostri piatti… E questa volta il problema è più serio del solito.

È in arrivo l’ennesima autorizzazione antidemocratica per l’immissione in commercio di nuovi OGM. E questa volta il problema è più serio del solito. Il mais ibrido in questione, la cui richiesta di autorizzazione risale al 2011, si estende oggi ad ibridi risultanti da diverse combinazioni (in gergo Bt11 × 59122 × MIR604 × 1507 × GA21). I prodotti derivanti da queste sigle asettiche avrebbero destinazioni d’uso molteplici, tra cui il controllo dei parassiti e caratteristiche di resistenza agli erbicidi a base di glufosinate e glifosato. La filiera del mais, inutile ricordarlo, abbraccia un’infinità d’usi per l’alimentazione umana, dall’olio alle farine.

In questi mesi centinaia di commenti critici sono stati sottoposti agli Stati membri, soprattutto per quanto riguarda la mancanza d’informazioni e di dati, studi mal eseguiti o mancanti, assenza di considerazioni degli effetti combinati delle diverse proteine della “tossina Bt”, mancanza di giudizio sulla potenziale allergenicità, tossicità e altro ancora.

Nonostante il panel scientifico dell’EFSA abbia riconosciuto la carenza di letteratura disponibile (soprattutto sui 20 ibridi che si possono ottenere dalla combinazione degli OGM autorizzati), ha emanato parere favorevole. Tuttavia, la stessa EFSA si è spaccata nella figura di Jean-Michel Wal, uno scienziato appartenente al panel di cui sopra, secondo cui non solo mancano dati relativi alle combinazioni ma il proponente non avrebbe fornito spiegazioni razionali e convincenti per giustificare tale mancanza. Secondo il membro, queste carenze di valutazione potrebbero generare un rischio incontrollato per la salute di alcuni segmenti di popolazione. Anche in considerazione del fatto che alcuni degli ibridi autorizzati non sono nemmeno ancora stati realizzati.

Dal canto suo il Parlamento europeo, nella commissione ENVI, ha votato una risoluzione contro la proposta di autorizzare l’immissione in commercio di tale OGM. Tra le motivazioni, oltre quelle sopra esposte, si contesta la prassi della Commissione Europea di autorizzare OGM senza una maggioranza qualificata a sostegno da parte degli Stati membri, calpestando di fatto qualunque decisione democratica.

Un problema, dunque, che il Movimento 5 Stelle aveva già evidenziato e che era stato rimarcato più volte, proponendo anche soluzioni per rimediare alla assurda situazione attuale. La mancanza di democrazia e l’arroganza della Commissione europea guidata dalle lobby sta avvelenando, non solo in senso figurato, questa Europa.

fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/03/in-arrivo-20-nuovi-o.html