Pesce, ecco come ci “truccano” la freschezza

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Pesce, ecco come ci “truccano” la freschezza

 

Il pesce esposto sui banchi del supermercato o del mercato può essere venduto come fresco al massimo per due giorni. Per allungare la sua shelf life, i venditori hanno trovato un escamotage, del tutto legale: confezionano il pesce in vaschette di plastica in atmosfera protetta. In altre parole, durante il confezionamento, una miscela di ossigeno, anidride carbonica (CO2) e azoto viene pompata sotto il film di plastica a seconda del tipo di pesce. Il risultato? Il pesce si mantiene fresco più a lungo ma non sapremmo mai quanti “giorni” di vita ha realmente. Si tratta – lo ripetiamo – di una procedura del tutto legale: il pesce sottoposto a questo trattamento si riconosce perché riporta in etichetta la dicitura “conservato in atmosfera protetta”. La maggior parte dei supermercati ne fanno uso: il mensile K-tipp ha trovato pesce confezionato in atmosfera protetta in questi tutti le grandi catene svizzere.

Cos’è l’atmosfera protetta

L’atmosfera protettiva non migliora le caratteristiche microbiologiche dell’alimento ma rappresenta semplicemente una tecnica per rallentare la moltiplicazione batterica. I Regolamenti 1333/08 e  1129/11 individuano i 7 gas che possono essere utilizzati per confezionare i prodotti alimentari in atmosfera protettiva: ossigeno, azoto, anidride carbonica, argon, elio, protossido di azoto e idrogeno. Gli stessi Regolamenti specificano che questi gas sono considerati additivi, ma non prevedono l’obbligo di dichiararli in etichetta. Questo viene ribadito anche dal Regolamento 1169/11 che ribadisce che è sufficiente indicare “prodotto confezionato in atmosfera protettiva”. La normativa non stabilisce una quantità massima di impiego e pertanto possono essere utilizzati senza alcuna limitazione.

Anche la carne confezionata

Anche la carne fresca può essere confezionata in atmosfera protetta. Sotto il film viene pompata una miscela di ossigeno e CO2: la carne trattata in questo modo apparirà rossa, succosa e appetitosa anche dopo una settimana. Tuttavia, diventa dura e rancida più velocemente.

 

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/11/20/pesce-ecco-come-ci-truccano-la-freschezza/28473/

La fantastica soluzione dell’Unione Europea: troppo mercurio nel pesce? Raddoppiare i limiti consentiti e problema risolto! …Così loro possono continuare a vendere il loro tonno. E chissenefrega se poi la gente crepa!

 

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La fantastica soluzione dell’Unione Europea: troppo mercurio nel pesce? Raddoppiare i limiti consentiti e problema risolto! …E chissenefrega se poi la gente crepa!

La Commissione europea vuole allentare i limiti di mercurio per alcune specie di pesci. L’Ong tedesca Foodwatch ha appreso da addetti ai lavori del settore che la decisione arrivare a breve. Per alcune specie ittiche sarebbe previsto addirittura un aumento del 100 percento, cioè due volte di più rispetto alla quantità di mercurio tollerata fin’ora. Il mercurio è altamente tossico, soprattutto per le donne incinte e per i bambini allattati da madri sovraesposte a questa sostanza. Per questo già alcuni tipi di pesce sono sconsigliati per le donne incinte. Con dei valori limite più alti, molti dei pesci contaminati che oggi vengono ritirati dal mercato, potrebbero rimanere in bella vista sul banco della pescheria.

Tutto per vendere più pescespada e tonno

“Perché la Commissione europea vuole allentare i limiti di mercurio?” si chiede l’Ong, che prova a rispondere così: “Ci sono ragioni prevalentemente economiche”. Al momento, la soglia per i grandi pesci predatori come tonno e pescespada (1 milligrammo per chilogrammo di pesce) che sono quelli che accumulano più mercurio, fa sì che circa la metà di questi pesci non possa essere venduta. “La soluzione della Commissione europea: La soglia viene semplicemente incrementata a due milligrammi per kg di pesce, e così la maggior parte dei pesci possono essere venduti legalmente” aggiungono gli attivisti tedeschi. In cambio, il limite per alcune specie di pesci, soprattutto quelle più piccole, verrà ridotto. “Un chiaro specchietto per le allodole: Dato che questi pesci sono comunque meno accusati contenere mercurio” afferma FoodWatch.

La lettera di protesta

Foodwatch aveva, già nel 2015 svelato i piani della Commissione europea per allentare i limiti di mercurio in alcune specie ittiche. Già più di 40.000 persone provenienti da Germania e Paesi Bassi hanno scritto alla Commissione europea e hanno chiesto di abbandonare questo piano. Adesso che la decisione appare immimente, l’Ong invita tutti a partecipare alla protesta inviando una lettera alla Commissione Ue attraverso il form messo a disposizione sul sito di Foodwatch.